JURIC: “L’assenza di El Aynaoui sarà la più pesante” – CAMELIO: “Gasperini deve fare più turnover”

A due giorni dalla sfida contro il Como, nell’etere romano si parla delle assenze di Ndicka ed El Aynaoui. “L’assenza di El Aynaoui per la Coppa d’Africa sarà la più pesante. In difesa, nonostante la partenza di Ndicka, la squadra ha più alternative”, afferma Marco Juric. Così invece Enrico Camelio sulla gestione di Gasperini: “Ha fatto degli errori soprattutto con le big, ha tenuto la difesa troppo alta e ha preso gli stessi gol. Inoltre deve fare più turnover”

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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La Roma ha perso le ultime due partite ma è ancora saldamente quarta: io firmerei subito per questa classifica finale. Difficilmente ci sarà un calo da parte delle prime tre e inoltre c’è la Juventus che insegue (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Roma-Como importante per alzare il picco dell’autostima dei giallorossi. In questa partita conteranno tantissimo i particolari (PAOLO MARCACCIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Gasperini ha fatto degli errori soprattutto con le big, ha tenuto la difesa troppo alta e ha preso gli stessi gol. Inoltre deve fare più turnover (ENRICO CAMELIORadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

La partenza di Ndicka ed El Aynaoui? Per me l’assenza più pesante è quella di Neil (GABRIELE CIRULLI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

L’assenza di El Aynaoui sarà pesante: ad oggi do a lui la prima maglia del centrocampo della Roma (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

L’assenza di El Aynaoui per la Coppa d’Africa sarà la più pesante. In difesa, nonostante la partenza di Ndicka, la squadra ha più alternative (MARCO JURIC, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Calciomercato Roma, più ottimismo per Zirkzee: via libera dallo United se il giocatore chiede la cessione. Nei prossimi giorni nuovi contatti tra i club (VIDEO)

Aumenta l’impazienza di Gasperini e della Roma per arrivare a Joshua Zirkzee. Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, infatti, Ruben Amorim, il tecnico del Manchester United, non vuole che la squadra si riduca eccessivamente fra Coppa d’Africa e cessioni. Saranno importanti i tempi della trattativa: la Roma ha fretta e vuole regalare una punta a Gasperini prima possibile, a inizio gennaio, mentre i Red Devils tireranno la situazione per le lunghe, a meno che Zirkzee non forzi per una rottura, cosa che al momento non è successa.

Come aggiunto da Fabrizio Romano, l’interesse della Roma è davvero concreto e il club considera Joshua Zirkzee un obiettivo prioritario, tanto da aver già parlato con l’entourage del calciatore. La scelta finale spetta al Manchester United, ma Ruben Amorim non vuole perdere ulteriori giocatori all’inizio di gennaio a causa delle tante partenze per la Coppa d’Africa. Al momento i Red Devils non hanno ancora preso una decisione definitiva.

Arrivano aggiornamenti importanti da Matteo Moretto. Qualora il calciatore dovesse chiedere in prima persona di partire, infatti, lo United non si opporrebbe. Il club inglese vorrebbe aspettare metà gennaio, ma è disposto a venire incontro alle richieste dell’olandese. Nei prossimi giorni in programma nuovi contatti diretti tra la Roma e i Red Devils per tentare di sbloccare la situazione.

Come riporta Filippo Biafora nel corso del suo collegamento con Manà Manà Sport, nelle ultime ore filtra più ottimismo per quanto riguarda l’affare Zirkzee.

(Manà Manà Sport)

Piove sul bagnato per il Celtic. Il club punta il dito contro il tifo organizzato (e impegnato)

Le prime file del settore caldo del Celtic Park sono rimaste vuote. Un telo verde copriva i seggiolini, rendendo impossibile il loro utilizzo. In tutto lo spicchio di stadio incastonato tra la North Stand e la Lisbon Lions Stand molti spazi sono rimasti vuoti, nessuna bandiera, poche sciarpe. Il match europeo contro la Roma era particolarmente atteso dalla squadra biancoverde di Glasgow, ma la Green Brigade, gruppo organizzato dei tifosi degli Hoops, non c’era. Non per sua scelta. La proprietà del Celtic ha infatti vietato l’ingresso ai suoi membri. Lo scontro con la società ha raggiunto il suo apice, dopo mesi di tensioni, striscioni con scritte “Sack the board
e stendardi contro alcuni membri del consiglio di amministrazione del club. […] Nelle prime partite dopo il divieto, alcuni membri hanno sfidato il ban e sono riusciti a entrare in altri settori dello stadio, tifando e rinnovando il proprio disappunto all’indirizzo della tribuna autorità. Nella partita contro la Roma non è successo. […] Nelle ultime settimane alcuni esponenti della Green Brigade si sarebbero macchiati di alcuni piccoli episodi di violenza e di intimidazioni nei confronti di dirigenti del Celtic o di responsabili della sicurezza allo stadio […]. La versione del tifo organizzato è un’altra: la società vuole silenziare e isolare il gruppo, che però in questa situazione non è solo. Tutt’altro. È supportato da tutta la galassia “celtica”, riunita oggi sotto l’ombrello di un’organizzazione, la Celtic Fans Collective, quasi una sorta di sindacato creato per avere più forza nel confronto con la proprietà. […] Agli inizi di dicembre, centinaia di tifosi hanno marciato fuori dallo stadio per protestare contro l’atteggiamento della dirigenza, rea di essere lontana dalle esigenze della propria fan base e di non ascoltare la voce dei propri sostenitori. E dire che la Green Brigade, attiva da 19 anni, spesso ha qualcosa da dire, a livello politico e sociale. Un impegno che prende forza dalla storia del Celtic, dal suo intrinseco carattere antirazzista. Striscioni contro l’omofobia, contro il razzismo, contro il fascismo (celebre quello srotolato in un Celtic-Lazio, indirizzato alla Curva Nord laziale di estrema destra). Ma il supporto a Gaza e alla Palestina è sicuramente l’esempio più fulgido. Un sostegno che ha origini lontane – da anni i tifosi degli Hoops parlano di genocidio – ma che dopo il 7 ottobre 2023 si è palesato sempre più. L’esposizione allo stadio di decine di bandiere palestinesi da parte dei tifosi del Celtic, nelle settimane successive al pogrom di Hamas, aveva portato il club a bannare centinaia di tifosi per «comportamenti inaccettabili». Anche in quel caso la battaglia è stata aspra. Gli striscioni contro l’Uefa, in cui la si accusava di essere complice del genocidio a Gaza, hanno affollato per mesi la curva degli Hoops. E hanno causato anche una sanzione da parte della stessa associazione internazionale al club. Ed è stato il gruppo organizzato del Celtic a far partire la campagna “Show Israel the Red Card“, poi circolata negli stadi di tutta Europa. Azioni che non sono state gradite dal board del club. […] La classifica nella Scottish Premiership non è disastrosa, gli Hoops sono attualmente secondi, proprio dietro alla squadra di Edimburgo che quest’anno sembra avere intenzioni più che serie. […] E poi c’è l’Europa League, dove a due giornate dalla fine ristagnano all’ultimo posto utile per i playoff con una qualificazione al secondo turno più che in bilico. […]

(Domani)

Petrucci: “NBA occasione per l’Italia. Friedkin? Non sono a conoscenza di un interessamento diretto, ma non bisogna scartare nulla”

IL MESSAGGERO – Gianni Petrucci, presidente della Federbasket, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano. Ecco alcune delle sue dichiarazioni, in particolar modo quelle relative alla Roma

Petrucci, allora è vero che la Nba, ossia il torneo di basket e un marchio tra i più conosciuti del mondo, sbarca da noi?
«Certo, ormai è fatta. Direi anzi che è ufficiale. L’ha detto il commissioner dell’Nba Adam Silver tempo fa. L’hanno confermato da me, l’altro giorno, i vertici europei della Fiba, la federazione mondiale: io e il segretario generale Bertea abbiamo parlato con il presidente Garbajosa e l’executive director Novak. Dal 2027 parte l’avventura della Nba in Europa. Un campionato a 16 squadre, alcune fisse e altre che entrano per meriti sportivi; l’obbligo di partecipare ai propri campionati e i giocatori disponibili per le Nazionali. Con tutte le grandi capitali d’Europa. Quindi anche con Roma, in Italia, oltre a Milano».

Poi eccoci a noi italiani. Si dice che a Milano siano interessati in tanti: Armani basket ma anche l’Inter e il Milan. Poi Roma.
«Di sicuro Roma e Milano sono le uniche due città italiane che rientrano nel progetto. Risulta anche a me che a Milano, e da tempo, si stiano muovendo molte cose, magari
intorno ai nomi che ha fatto lei. Ma anche a Roma abbiamo grandi imprenditori, c’è un interesse concreto. Nella nostra città ci sono realtà importanti, anche se al momento le squadre non sono ai vertici del basket italiano: parlo della Virtus, della Luiss e della Stella EBK che hanno alle spalle proprietà solide. E lo sbarco dell’Nba non può non essere visto come un’opportunità. La cosa sta marciando, vediamo dove arriverà
».

C’è poi la Roma calcio, con il proprietario americano Dan Friedkin che di recente ha tentato di acquistare i Boston Celtics. È possibile vederlo legato al progetto Nba?
«Per quello che so, non sono ancora a conoscenza di un interessamento diretto. Ma certamente è un nome importante e non bisogna scartare nulla».

Ci sarebbe poi anche l’eventualità che a Roma venga a giocare una squadra che già esiste altrove, e che potrebbe cedere il suo titolo sportivo alla franchigia della Capitale. In ogni caso, si pone il problema dell’impianto per ospitare le partite: a Roma per ora non sembra esserci.
«Ho parlato con Sport&Salute, ossia con Diego Nepi e Marco Mezzaroma: mi hanno garantito che il Centrale del Foro Italico, che per inciso fu costruito quando ero presidente del Coni, avrà una copertura entro l’estate 2027. Del resto sul Centrale ha già giocato la pallavolo alcuni anni fa; il basket invece non può svolgersi all’aperto e ci vuole il tetto»

Che budget sarà necessario per sostenere i costi di una squadra nella Nba Europe?
«Servirà senz’altro un investimento di grande livello. Ma il basket è talmente globale ormai, che ne varrà la pena: è uno sport praticato in 215 nazioni al mondo e il primo in più di 40 nazioni. Ormai anche il Sud Sudan ha giocatori nell’Nba, come le Filippine, ed è gente che guadagna 25-30 milioni d’ingaggio. La Finlandia è appena arrivata in semifinale agli ultimi Europei. Tutto il mondo gioca a basket, quasi come il calcio che rimarrà sempre il primo in Italia: superarlo per ascolti e interesse del pubblico, è una pia illusione di altri sport, che magari fanno sorpassi momentanei. Ma quello definitivo non accadrà mai“.

[…]

Instagram, Wesley senza sosta: a casa lavoro extra con il fisioterapista (FOTO)

Wesley è pronto a tornare in campo con la maglia giallorossa. Il laterale brasiliano, impiegato a destra e a sinistra da mister Gasperini, è stato fermo negli ultimi giorni a causa di una contrattura, ma il lavoro per tornare subito al meglio prosegue anche a casa. Il fisioterapista Kaine Guedes Escobar ha pubblicato due storie su Instagram con Wesley intento a svolgere degli esercizi. “Andiamo“, il messaggio.

Calciomercato Roma: Giovane, Tel, Arevalo ed El Mala alternative a Zirkzee. Gasperini chiede anche un difensore centrale

L’obiettivo principale per l’attacco rimane Joshua Zirkzee. I Red Devils, come riporta il quotidiano sportivo, hanno aperto alla cessione, ma solo in presenza di obbligo di riscatto. Nelle ultime ore è spuntato anche il nome di Giovane, del Verona, squadra con cui potrebbe aprirsi un discorso per Baldanzi. La novità è che Gasperini ha richiesto anche un difensore centrale, vista la partenza di Ndicka in Coppa d’Africa.

(Gasport)


Come rivelato dal portale che si occupa di calciomercato, la Roma non vorrebbe acquistare Joshua Zirkzee a titolo definitivo mentre il Manchester United ha chiesto ai giallorossi un prestito con obbligo di riscatto a 35 milioni di euro. Il direttore sportivo Frederic Massara è al lavoro per trasformare la formula e legare il riscatto alla qualificazione in Champions League. In caso di fumata nera per il centravanti dei Red Devils, il club capitolino sta seguendo diverse alternative: Mathys Tel del Tottenham, Jeremy Arevalo del Racing Santander, Said El Mala del Colonia (su cui c’è anche il Borussia Dortmund) e Giovane dell’Hellas Verona.

(tuttomercatoweb.com)

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Fortino Sinigaglia, ma il Como cerca la svolta in trasferta

Fino a una settimana fa la sfida tra Como e Roma sarebbe stata l’incontro tra le due migliori difese della Serie A. Ma i quattro gol presi a San Siro dall’Inter dalla squadra di Fabregas hanno cambiato la situazione, e anche i presupposti della sfida che attende i comaschi all’Olimpico. […] E il Sinigaglia sinora è stato una grande forza per i biancoblu, perché è lì che non hanno mai perso, ed è lì che sinora hanno vinto l’unico scontro con una grande, la Juventus. […] Ma è in trasferta che il Como ha raccolto le sole due sconfitte in questo inizio di stagione. […] Dalla partita di Roma, dunque, ci si attende una reazione importante dopo la caduta di San Siro. Una partita che ha portato con sé anche l’infortunio piuttosto grave di Morata – probabile stop di due mesi – che pur non avendo ancora del tutto ingranato in questo campionato con il Como ha comunque lasciato a Fabregas una sola vera alternativa nel ruolo di punta centrale, il greco Tasos Douvikas, che finora ha sempre risposto piuttosto bene quando è stato chiamato, segnando anche tre gol. […] Importante, oltre a Nico Paz che è il capocannoniere del Como con cinque gol, anche il recupero di Assane Diao, che l’anno scorso fu utilissimo e che in questa prima parte di stagione ha saltato diverse partite per infortunio e non ha ancora segnato. […]

(Gasport)

Lampi di Ferguson: Evan ci riprova

IL TEMPO (L. PES) – Una notte per rinascere. Evan Ferguson ha l’obbligo di provarci. Provare a prendersi quello spazio che in estate molti credevano fosse il suo, riprendersi (o forse prendersi) la fiducia che Gasp finora non gli ha dato. Conquistarsi l’amore della gente di Roma a suon di gol. La doppietta firmata a Glasgow, oltre a una prestazione da protagonista, devono rappresentare il punto di
svolta in un momento chiave della stagione. A pochi giorni dall’inizio del mercato di gennaio quando il suo destino sembrava già segnato verso un ritorno al Brighton prima del tempo, e invece c’è ancora tempo per cambiare. Serve quella continuità che è tremendamente mancata in questi primi mesi. Al Celtic Park ha dimostrato di avere colpi e movimenti da attaccante vero, e adesso Gasperini potrebbe ridargli fiducia già lunedì nel posticipo dell’Olimpico contro il Como. Dybala non è al meglio e Dovbyk può strappare al massimo una convocazione, per questo l’irlandese potrebbe avere la chance di sfruttare il suo momento caldo.

Tutto questo in attesa dei rinforzi che comunque, come sottolineato già in Scozia dal tecnico, dovranno arrivare. Ma il mercato, si sa, difficilmente ha tempi rapidi e ci potrebbe volere qualche settimana per ultimare i colpi giusti (soprattutto alle giuste cifre). Ferguson ha l’obbligo di farsi trovare pronto, forse l’ultima vera chance prima di decisioni forti che potrebbero arrivare a inizio 2026. In Europa, oltre alla serata di grazia del centravanti irlandese, si è rivista una Roma determinata e tonica fisicamente. Con tanti cambi rispetto alla formazione tipo, ma con un’aggressività che era completamente mancata a Cagliari. Tre gol, e potevano essere molti di più tra imprecisioni e centimetri di fuorigioco, che riconsegnano a Gasp una squadra in salute in un momento cruciale per la stagione. Le gare contro Como e Juve in rapi-
da successione diranno molto della ambizioni dei giallorossi in questo campionato e
dopo due brutte cadute c’è bisogno di rialzarsi. Non sarà una sfida semplice quella
contro la squadra di Fabregas, che a livello di ritmo e intensità ha poco da invidiare a qualunque compagine di A, e dopo il 4-0 subito dall’Inter a San Siro arriverà all’Olimpico con quel pizzico di determinazione in più. Determinazione che dovrà necessariamente avere anche la Roma, costretta a tornare a vincere davanti al proprio pubblico se vuole tenere a distanza di sicurezza le inseguitrici per un posto
Champions.

Tra le notizie migliori della trasferta scozzese alcune prestazioni positive delle seconde linee. Su tutti quella di Pisilli, che con la partenza di El Aynaoui avrà per forza di cose più chance di scendere in campo. Risposte positive anche da El Shaarawy, che fisicamente sembra rinato dopo la sosta, e Rensch. L’olandese, in attesa di Angelino, può essere una carta importante soprattutto col Como quando non ci sarà Celik per squalifica. C’è ancora tempo per riflettere sulle scelte per il piemontese con un giorno in più di riposo rispetto al solito. È troppo importante tornare a correre anche in campionato.

Coppa d’Africa: incubo per la Serie A

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – La Serie A si svuota per un mese. Saranno ventotto i calciatori che da lunedì lasceranno il campionato italiano per rispondere alle convocazioni delle rispettive nazionali impegnate nella Coppa d’Africa. La competizione che, per quest’edizione, si disputerà in Marocco a partire da domenica 21 dicembre, con la finale in programma domenica 18 gennaio a Rabat. Sei gironi da quattro squadre ciascuno e una fase ad eliminazione diretta a cui accederanno le prime due classificate di ogni gruppo più le quattro migliori terze. Ad aprire le danze sarà proprio il paese ospitante, nella sfida con le Comore. Subito protagonista, dunque,El Aynaoui, il centrocampista della Roma che ha scelto di rappresentare il Marocco anziché la Francia, mentre non è stato convocato Belahyane che resterà a disposizione di Sarri. La squadra giallorossa perderà anche un pilastro della difesa come N’Dicka, il quale proverà a difendere l’incredibile titolo conquistato nel 2023 con la sua Costa d’Avorio. La Lazio, invece, dovrà fare i conti con le assenze di Dele-Bashiru (Nigeria) e forse anche quella di Dia (Senegal), ancora in bilico. La Coppa d’Africa non avrà ripercussioni su Milan, Napoli (Anguissa è infortunato), Inter, Bologna e Juventus. Tra le prime sette squadre del campionato italiano, quindi, solo la Roma e il Como – Diao convocato dal Senegal – avranno giocatori che parteciperanno alla manifestazione. L’Atalanta verrà privata di due pezzi da novanta come Kossounou (Costa d’Avorio) e Lookman (Nigeria). La squadra più «colpita», invece, sarà l’Udinese seguita da Pisa e Lecce. I primi a rientrare saranno coloro che verranno eliminati alla fase ai gironi (terminerà il 31 dicembre). Ancora in bilico la risposta di Marocco e Costa d’Avorio per la permanenza fino al match col Como di lunedì di El Aynaoui e N’Dicka. Il marocchino resta in bilico, l’ivoriano ha buone chance di restare.

Coppa d’Africa: Ndicka può esserci lunedì

II silenzio non è un buon segno. La Roma aspetta una risposta che non arriva dalle federazioni di Costa d’Avorio e Marocco. Il tema è quello del rilascio per la Coppa d’Africa di Ndicka ed El Aynauoi, entrambi convocati, che a termini di regolamento dovrebbero raggiungere i rispettivi ritiri lunedì 15, il giorno del match con il Como. […] La Roma spera in 24 ore in più. […] Sembrerebbe esserci maggiore ottimismo per Ndicka piuttosto che per il centrocampista, non fosse altro che per una questione temporale: la Costa d’Avorio debutta infatti il 24 dicembre, il Marocco di El Aynaoui – peraltro paese ospitante – invece il 21.

(Corsera)