Un finale dolce e poi i saluti: Gasp aspetta Dybala

Dybala è rientrato al Dall’Ara. Esattamente 90 giorni dopo la sua ultima presenza: il 25 gennaio, contro il Milan all’Olimpico, da titolare accanto a Malen e con Soulé trequartista per la prestazione più convincente della Roma in questo campionato. Il trio di riferimento per Gasperini è durato 69′, cioè fino a quando Paulo è uscito toccandosi il ginocchio sinistro. Spazio a Pellegrini che da quel match è stato poi promosso titolare, anche per mancanza di rivali. A Trigoria, il giorno dopo la partita contro i rossoneri, c’è chi aveva ipotizzato che il problema dell’argentino fosse il menisco. Ma per operarlo, perdendo solo tempo, si è aspettato il 6 marzo. Di qui la lunga assenza. Così alla Joya sono rimaste solo 5 partite, le ultime del campionato, per provare a lasciare il segno. La prima è andata: Gian Piero gli ha regalato 14′ e proprio al posto di Malen. Passerella più che prestazione. Timido, quasi impaurito.
In rodaggio. Ingiudicabile. I due corner per i giallorossi, con lui in campo, li ha battuti El Aynaoui: basta a capire quanto sia ancora in ritardo. Non fisicamente, ma mental mente. Frenato e insicuro. È probabile che si stia gestendo, non avendo la certezza di essere confermato. Dybala, insomma, è recuperato, ma ancora non affidabile al 100%. Chissà se tornerà titolare prima della fine del torneo. Sono rimaste le gare contro la Fiorentina, il Parma, la Lazio e il Verona. Il suo contratto è in scadenza. Oggi è difficile per la proprietà riaprire il discorso per l’eventuale rinnovo. Sono, fin qui, solo 23 le presenze e appena 1308 i minuti giocati, con 3 gol e 4 assist. L’allenatore in attacco ha già chiesto tre giocatori: due da mettere a sinistra e uno a destra che escluderebbe la permanenza dell’argentino. Che può restare, con contratto a gettone, solo se non arriva nessuno in quel ruolo. Se ne dovrà occupare il nuovo ds. Che, con Massara ancora in carica, è da scegliere: si sono proposti, finora, Giuntoli, Sogliano e Manna. D’Amico è blindato dall’Atalanta. Paratici, bocciato da Ranieri, è in stand by. Colloqui in corso.

(corsera)

Wesley, un esterno per due fasce: da Dodò a Belghali, è caccia al vice

Se Gasperini era stato così insistente per il ritorno di Wesley un motivo c è: con lui
in campo la Roma cambia volto e si trasforma. E a Bologna è arrivata l’ennesima dimostrazione. Una scheggia sulla sinistra che ha mandato in tilt Joao Mario e il tecnico si è anche qualche tolto qualche sassolino dalla scarpa: “Aveva un mezzo infortunio”. Ma frecciatine a parte, l’impatto del brasiliano è stato devastante. L’esordio con gol è stato il presagio di una prima stagione da incorniciare. Le reti poi sono diventate quattro ma a sorprendere sono i dati della Roma senza Wesley e quella con lui in campo. Ha saltato sette partite in campionato nella quale sono arrivate tre sconfitte e un pareggio. In rosa è il giocatore ad aver prodotto il maggior numero di grandi occasioni da gol, dietro di lui Soulé. È atterrato in Italia portandosi dietro il peso del prezzo del cartellino da 25 milioni di euro ma col passare dei mesi ha conquistato tutti. Gasperini già lo conosceva e non è un segreto che lo volesse all’Atalanta nel 2024 ed ora se lo coccola anche Ancelotti che lo convocherà per il Mondiale. Non male per un ragazzo di 22 anni. Wesley è arrivato per rinforzare per la fascia destra e si è trasformato in un valore aggiunto dall’altra parte. Le condizioni precarie di Angeliño e la scarsa affidabilità di Tsimikas hanno costretto Gasp a correre ai ripari e si è ritrovato per tutta la stagione a sinistra. Tra le doti, quindi, il tecnico ha scoperto anche la sua duttilità e non è scontato rivederlo lì anche il prossimo anno. Anche perché tra i nomi indicati per rinforzare la fascia ci sono due esterni destri. Il sogno è Dodô che potrebbe lasciare la Fiorentina: i dialoghi per il rinnovo sono fermi e ad un anno dalla scadenza del contratto è un’occasione per diversi club. L’alternativa è Belghali del Verona che può giocare sia a destra che a sinistra. Per il secondo i contatti erano stati già avviati a gennaio ma il giocatore era impegnato in Coppa d’Africa e le parti si erano lasciate con la promessa di risentirsi in estate. Su di lui ci sono anche l’Inter e la Juventus. Fari puntati anche Fortini e Carlos Augusto per l’altra fascia. Gasperini si aspetta rinforzi poiché oltre a Tsimikas e molto probabilmente Angeliño, saluterà Celik per il quale non è previsto il rinnovo del contratto. A proposito del turco: nessuna lesione muscolare al flessore della coscia destra e sarà regolarmente in campo lunedì contro la Fiorentina. Dall’altra parte Wesley che dovrà vedersela proprio con Dodô, magari dal prossimo anno si ritroveranno insieme a Trigoria.

(Il Messaggero)

Koné di corsa verso il futuro

All’appello manca soltanto Koné. Gasp ci spera, vista anche l’assenza di El Aynaoui.
Quattro partite, a partire da quella contro la Fiorentina di lunedì, per cullare il sogno Champions. Quattro gare che, senza girarci troppo intorno, potrebbero essere le ultime del francese con la Roma. Al di là di chi dovrà fare gli 80 milioni di plusvalenze entro il 30 di giugno, Massara non ha intenzione di dimettersi ma intanto trapela come tra i candidati alla successione abbiano perso sensibilmente posizione sia Giuntoli che Paratici, il centrocampista è tra i papabili ad essere sacrificato. Al netto di innamoramenti improvvisi per lo Ziolkowski di turno, lui, Pisilli, Svilar e Ndicka sono i calciatori dai quali è più semplice ricavare quel disavanzo positivo tra il prezzo di vendita e quello di acquisto che stabilirà se e come la Roma uscirà dal Settlement Agreement. Pagato 18 milioni, oggi a bilancio figura intorno a 10,8. La Roma lo valuta 45 milioni. Tradotto: 35 milioni di plusvalenza. Quando si parla di Manu spesso ci si divide. Chi lo considera un perno insostituibile, imprescindibile nella costruzione di una grande squadra, e altri che ne evidenziano come sappia fondamentalmente fare soltanto una fase, quella difensiva. Posizioni inconciliabili, radicate come sono. Perché a chi fa notare l’equilibrio e la compattezza che il francese regala quando è in campo, c’è sempre un altro che dati alla mano ne evidenzia l’inconsistenza offensiva. Eppure Manu a 24 anni è uno dei titolari o semi-titolari dei Bleus, non proprio l’ultima nazionale del pianeta, e qualora dovesse salutare andrebbe comunque a giocare in club di primissima fascia: Inter, Psg, Newcastle. La Roma è davanti a un bel dilemma, pur sapendo che alla fine sarà il mercato a decidere. Se arriverà l’offerta da 45 milioni, suo malgrado, bisognerà mettersi seduti e valutarla. Il problema semmai è un altro: con un mondiale di mezzo, che potrebbe far lievitare il cartellino, a Trigoria non vorrebbero replicare il caso Salah, venduto a 42 milioni entro il 30 giugno del 2017 dall’allora ds Monchi per far fronte alle esigenze del Fpf prima che il prezzo dei cartellini lievitasse durante l’estate con gli affari Neymar e Dembelé. […] Il problema è che la Roma può decidere fino ad un certo punto. E con lei, Gasperini. Intanto l’allenatore, aspettando di mettersi seduto e parlare del futuro, pensa al presente. Riavere Koné per questo rush finale non è secondario. Il centrocampista è fermo dallo scorso 19 marzo, quando uscì dal campo al 18′ della sfida poi persa con il Bologna in Europa League per una lesione alla coscia. L’epilogo amaro di un lungo braccio di ferro tra lo stesso Gasp e lo staff medico che invitava alla cautela per il ritorno in campo del centrocampista. Proprio la gestione di Kone e stato uno degli argomenti di scontro tra il tecnico e Ranieri. Situazione che si è riproposta anche la scorsa settimana con l’allenatore che ha preferito non forzare la mano. Manu tornerà ad allenarsi mercoledì, pronto magari ad una staffetta con Pisilli con la Viola. Per pensare al domani ci sarà tempo.

(Il Messaggero)

Corsa al quarto posto: Juve e Roma sperano in un regalo del Napoli

Ormai la Serie A assegna uno scudetto e tre “scudettini”, e ci riferiamo agli altri tre piazzamenti utili per entrare in Champions League. I milioni della competizione europea più ricca imbellettano i bilanci rabberciati e consentono di operare sul mercato senza lucrare troppo sull’euro in più o in meno. Entrare in Champions è diventata l’unica cosa che conta. L’Inter ha lo scudetto in tasca e si è già qualificata alla Champions 2026-27. Il Napoli secondo quasi: la squadra di Antonio Conte ha otto punti di vantaggio sul quinto posto, un margine di alta sicurezza, a quattro giornate dalla fine. Il Milan è terzo, a più sei su Como e Roma quinte, e per non centrare l’obiettivo dovrebbe incartarsi contro Sassuolo, Atalanta, Genoa e Cagliari. Resta da decidere la quarta eletta, volata in cui le contendenti sono tre: Juve 64, Como e Roma 61. Tre squadre in tre punti, una distanza minima visto che restano 12 punti disponibili. Sabato pomeriggio Como-Napoli sarà un passaggio cruciale. Per Cesc Fabregas la vittoria appare quasi obbligata: il giorno dopo la Juve ospiterà il Verona e lunedì sera la Roma se le vedrà con la Fiorentina, due impegni molto più agevoli. In caso di pareggio o di sconfitta, il Como potrebbe staccarsi dal trenino. Fabregas ha il vantaggio della leggerezza mentale ma fin qui non l’ha sfruttato. Anzi, il Como ha rallentato nel momento in cui si è affacciato al balcone del quarto posto. Una vittoria contro il Napoli renderebbe molto credibile la candidatura del Como, anche perché, scollinato Conte, il calendario degli azzurri del lago avrà le sembianze di una discesa libera: Verona, Parma, Cremonese. Di una discreta agenda godono anche Juve e Roma, ma Luciano Spalletti e Gian Piero Gasperini dovranno districarsi tra i derby, la Roma alla penultima e la Juve all’ultima.
Partite rognose, in cui le motivazioni possono colmare i dislivelli tecnici. Allegri e Gasperini hanno quasi l’esigenza che Conte faccia loro il regalo di fermare il Como, perché poi Fabregas centrerà probabilmente un tris da nove punti. La Juve ha un bisogno vitale della Champions. La Roma non gioca la Champions dal 2018-19, prima del Covid, una vita fa. Se Gasperini riuscirà nell’impresa di riportarvela, il dispiacere che molti tifosi provano per il distacco da Claudio Ranieri scemerà ai minimi termini. Se guardiamo al campo, non c’è dubbio che il Como sia la più definita delle tre, il gioco di Fabregas si sviluppa in automatico. Spalletti ha gettato le fondamenta, la semina garantirà bei frutti nella prossima stagione. L’urgenza impone un raccolto anticipato e la cosa è possibile perché la juve oggi è squadra. Il barbaro Gasperini ha battuto l’imperatore Ranieri. Se andrà in Champions, si prenderà Roma, e questa di per sé sarà una spinta mostruosa.

(gasport)

Gasp ridisegna l’attacco, Nusa primo nome: la Roma del futuro può partire da lui

L’ultimo chiarimento Gian Piero Gasperini lo ha regalato a Bologna, nel post partita, quando parlando di futuro è stato chiarissimo. “Io ho delle idee su come alzare il livello della Roma nel prossimo mercato. Ho delle responsabilità tecniche ed è giusto avere credibilità e che io venga accontentato”. E considerando che i Friedkin gli hanno praticamente messo in mano la Roma del domani, è anche molto probabile che facciano di tutto per accontentarlo. Anche per non vivere momenti simili a quelli di quest’anno, quando il tecnico giallorosso è andato spesso allo scontro con il ds romanista Ricky Massara. Ed allora si partirà proprio dall’attacco, il reparto che più ha cuore Gasperini. E che ha sempre detto essere la parte più importante delle sue squadre. E nell’attacco attuale ci sono solo due grandi certezze per la prossima stagione: una si chiama ovviamente Donyell Malen, l’altra è Matias Soulé. Tutte le altre punte della rosa attuale sono infatti destinate ad andare via. Zaragoza e Ferguson torneranno a Bayern e Brighton, Venturino balla nella questione Baldanzi ma anche dovesse restare partirebbe dalle retrovie, esattamente come Vaz. Via anche El Shaarawy e probabilmente anche Dovbyk, a cui la Roma cerca una squadra già da molti mesi. E allora il primo nome sul taccuino di Gasperini è quello di Antonio Nusa, il trequartista norvegese del Lipsia, che la Roma ha provato ad avvicinare anche in passato. Esatta corrispondenza all’identikit tracciato la scorsa estate da Gasperini, quando in quel ruolo venne trattato a lungo Sancho, ma anche Fabio Silva ed Etcheverri. Nusa è uno che ha corsa, dribbling, sprint ed iniziativa, tutte qualità che Gasperini cerca nel suo sottopunta. Certo, costa tanto, tra i 35 ed i 40 milioni e strapparlo in caso al Lipsi non sarà certo facile. Anzi, ma a Gasp piacerebbe allenarlo e allora magari la Roma ci proverà anche, in attesa poi di capire se riuscirà pure a prenderlo. Ma nella lista che verrà sottoposta a Gasperini ci sono anche altri 3-4 giocatori. E i giocatori in questione sono Brandt, Tel, Alajbegovic e Godts. Il primo si svincolerà il 30 giugno dal Borussia Dortmund, il suo entourage ha già parlato con la Roma, ma ovviamente interessa a tante big, in Italia ma anche in Europa. Tel è stato inseguito a lungo nella scorsa stagione, ma potrebbe tornare d’attualità se il Tottenham non dovesse salvarsi e fosse quindi costretto a vendere qualche pezzo pregiato. Quindi Alajbegovic, il cui padre è stato di recente a Roma per parlare con Massara tramite Pjanic, che ha iniziato a lavorare da procuratore. E infine Mika Godts, Il belga dell’Ajax, altro giocatore segnato da tempo con la matita rossa sui taccuino giallorosso e che potrebbe calarsi bene nel calcio di Gasp. Che, tra l’altro, vuole anche un vice-Malen, considerando che Vaz lo considera ancora troppo acerbo per la stagione del grande lancio.

(gasport)

La Roma rifà l’attacco per Malen: torna nel mirino Nusa del Lipsia

LEGGO (F. BALZANI) – La corsa all’Europa continua, ma a Trigoria si pensa anche al domani. Dopo l’addio a Ranieri e la piena fiducia a Gasperini, infatti, si attende solo la decisione sul prossimo direttore sportivo per avviare i programmi del prossimo mercato. Gasp ha dato chiare indicazioni ai Friedkin: l’attacco è da rifare, ovviamente con l’eccezione per Malen e per Soulè. Tutte le altre posizioni sono da coprire soprattutto se non dovesse arrivare il rinnovo per Dybala e considerate le partenze di Zaragoza, Venturino, El Shaarawy e Ferguson. Con particolare focus sulla fascia sinistra dove il nome in cima alla lista è quello di Antonio Nusa del Lipsia. A gennaio il club tedesco ha sparato alto ma in estate la valutazione per il norvegese sarà inferiore. Discorso simile per Tel del Tottenham (soprattutto in caso di retrocessione degli Spurs) e di Godts dell’Ajax. Resta viva anche la pista Brandt, in uscita a parametro zero e che ha già fatto coppia con Malen a Dortmund. Prima bisognerà pensare alle plusvalenze. L’indiziato numero uno è Ndicka che ha lasciato il suo agente e valuterà le offerte dalla Premier. In caso di addio, occhi su Lucumì. In bilico anche Koné ancora nel mirino dell’Inter. Compito, appunto, del prossimo ds. Massara, infatti, è sul piede di addio. Nelle ultime ore si è fatto largo anche il nome di Paratici oltre a quello di Giuntoli, ma la pista più calda porta a D’Amico dell’Atalanta che ha già lavorato con Gasperini. Infine una buona notizia dal campo: escluse lesioni per Celik che sarà quindi a disposizione lunedì contro la Fiorentina così come Koné. Intanto Gasp si gode Wesley. Con il brasiliano in campo: 1,89 la media punti e 1,44 i gol a partita. Senza si scende a 1,43 punti e 1,29 reti.

DYBALA: “Il mio obiettivo è il mondiale, ma prima devo dimostrare di essere in forma con il mio club” (VIDEO)

Contro il Bologna Paulo Dybala è tornato a giocare con la maglia della Roma dopo un lungo periodo di assenza. L’argentino ha rilasciato un’intervista ai microfoni del giornalista argentino Pollo Alvarez. Ecco le sue parole sul sogno di tornare a indossare la maglia dell’Argentina: “Tutti vorremmo giocare con la nazionale argentina, ovviamente non sarà facile. Credo di dover ritrovare il mio ritmo, ritrovando una continuità di minuti nel mio club. Il mio obiettivo è poter essere presente al Mondiale, ma devo prima star bene con il mio club. Anche per i miei infortuni non sono stato convocato, in una nazionale forte come l’Argentina non puoi permettertelo. Non ho mai pensato di chiamare Scaloni per chiedergli il motivo della mia assenza. Penso di dovergli dimostrare che sono in forma nel mio club, che sono all’altezza di quello che vuole. Lui prende le decisioni su chi sono i migliori da portare al Mondiale“.

Serie A, Lazio-Udinese 3-3: Maldini al 95′ firma il pari

Uno scoppiettante Lazio-Udinese ha chiuso la 34esima giornata di Serie A. La gara è finita 3-3 ed è stata ricca di sorpassi e contro sorpassi. I friulani erano passati in vantaggio nel primo tempo grazie al gol di Ehizibue, mentre nel secondo Luca Pellegrini prima e Pedro poi avevano completato la rimonta. Sembrava tutto indirizzato verso i tre punti per la Lazio, ma una doppietta di Atta, con il secondo gol segnato al 92′, aveva portato il risultato sul 2-3. All’ultimo respiro, al 95′, Maldini ha firmato il 3-3, riscrivendo ancora la storia della partita.

Lazio-Udinese, i tifosi friulani celebrano con sciarpe giallorosse il gemellaggio con la Roma

[…] Oltre ad aver esposto uno striscione della Roma tra i propri, in bella evidenza, i sostenitori dell’Udinese hanno infatti mostrato una sciarpa della Roma alle telecamere mentre venivano ripresi, dopo averla tesa e tenuta aperta per larghi tratti del primo tempo, concluso in vantaggio dagli uomini di Runjaić grazie a un gol di Ehizibue al 18′.

(corrieredellosport.it)

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