Gasp si accontenta e pensa al ritorno. «Noi coraggiosi, la squadra ha carattere»

L’impressione è che la cosa che gli sia piaciuta di più è il risultato. A fine partita Gasperini gioca in difesa ma non gli riesce bene. È un attaccante nato e fatica a frenare i pensieri. A partire dalla pessima prestazione del fischietto tedesco Jablonski: «La nostra partita non la considero negativa, abbiamo avuto difficoltà ma anche il fattore campo era difficile. Probabilmente non sarà possibile questo comportamento all’Olimpico». Il riferimento è al metro di giudizio dell’arbitro, capace di cambiarlo di azione in azione: «E spiegatemi perché voleva annullare il gol di Pellegrini. Non riesco ancora a capirlo». Ma c’è di più. Perché la Roma continua ultimamente a subire la fisicità degli avversari e la loro aggressività: «Il coraggio non è mancato, abbiamo creato 4-5 situazioni, bisogna ricordarsi che c’è anche un avversario di valore di mezzo. Abbiamo avuto dei momenti di difficoltà ma siamo una squadra giovane, quindi qualche deficit di forza lo concediamo. Le seconde palle ormai sono determinanti, la pressione alta ti costringe a giocare la palla lunga. O hai un livello tecnico importante o si finisce a giocare a rugby», Per questo motivo Vaz è sembrato più idoneo rispetto a Zaragoza: «Robinio è entrato bene, per lo spagnolo queste partite non sono il massimo». […]

Restando sui singoli, alza il muro su Pellegrini: «Povero ragazzo lasciatelo perdere, alcune gare le gioca bene, altre meno ma come tutti. Non è che se una volta segna e un’altra no le valutazioni possono essere cosi diverse. Bisogna essere sempre oggettivi». Come bisogna ammettere che il Dall’Ara ha spinto molto il Bologna: «Sì, è vero, lo stadio ha condizionato positivamente i rossoblù. Ma giovedì toccherà a noi. E ringrazio quelli presenti, a Bologna, si sono sentiti molto soprattutto dopo la rete del pareggio». […]

(Il Messaggero)

Cuore Roma. Pari benedetto

Benedetto pari, stavolta. Anche se Vitik – proprio quando mancavano pochi minuti dal fischio del pessimo Jablonski – sembrava Gatti e la Roma stava per rintanarsi nell’incubo di quel maledetto finale della sfida con la Juve, che ha messo in pericolo l’obiettivo Champions. Ma la palla del ceco ha fatto il tatuaggio alla traversa, Svilar ha potuto tirare un sospirone di sollievo. Stavolta c’è aria d’Europa, e l’uno a uno firmato Bernardeschi-Pellegrini non decide, rimanda.

Un risultato che racconta il match, le difficoltà della Roma e i limiti del Bologna. I giallorossi tra una settimana non dovranno rimontare, dovranno semplicemente battere il Bologna per toccare i quarti di finale di Europa League. E non sarà impresa da poco, lo stesso vale per il Bologna. Ci vorrà sì il cuore messo in campo ieri al Dall’Ara, ma pure altro. […]

A Bologna, la Roma riemerge grazie a una rete del contestatissimo Pellegrini, che ultimamente non ne ha azzeccata una ma ieri si è fatto trovare al posto giusto nel momento giusto. Un piccolo passetto in avanti.
Una rete contestata dal Bologna, per presunto fallo di Malen su Freuler, dopo che l’olandese con la forza, su un recupero energico di Cristante su Joao Mario, si era costruito in area il pallone d’oro per l’ex capitano. Bernardeschi aveva garantito l’uno a zero a Italiano ad inizio ripresa, con un gol dei suoi: sinistro a giro sul palo lungo di Svilar. […]

La Roma produce poco, Zaragoza non convince e nella ripresa, affianco a Malen, si vede Vaz, che si batte e tiene in apprensione i centrali bolognesi, senza pungere più di tanto. Ma è subito il Bologna andare in gol, con il migliore in campo, ovvero Bernardeschi, che sfrutta una magia di Rowe, che si beve Rensch e Celik per poi servire la palla giusta all’ex azzurro, che deve solo estrarre dalla tasca il pezzo forte del suo repertorio. Malen ha l’occasione del pari, ma calcia sul palo esterno.

Rensch e Celik si arrendono davanti allo strapotere di Rowe (sic), Gasp inserisce Tsimikas, poi Hermoso e quindi Pellegrini per El Aynaoui. Proprio l’ex capitano colpisce quasi a porta vuota, regalando al minuto 26 il pari alla Roma a metà. Che di questi tempi va preso come un successo. Poi c’è Vitik che prende la traversa, ma questa è un’altra storia. Stavolta dal finale più lieto.

(Il Messaggero)

Resta tutto aperto ma prima bisogna andare a Como

IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Un раreggio che per come si era messa la serata, va anche bene alla Roma pronta a giocarsi tutto la settimana prossima all’Olimpico nella gara di ritorno. Il Bologna sta meglio e si vede, arriva prima sul pallone e «mena» senza che l’arbitro dica praticamente nulla: mai. Bernardeschi devasta i giallorossi dalla sua parte e Rowe è lasciato troppo libero dalla retroguardia giallorossa. Chiaro: per la squadra di Italiano questa è la partita della vita, unica cosa che può dare un senso alla stagione.

E dall’altra parte c’è una Roma che invece inizia ad accusare la stanchezza degli «strappi» imposti dal gioco di Gasperini e che si ritrova con una panchina corta ora che i cambi iniziano a fare la differenza, L’assenza di Koné in una partita come questa pesa al pari di un macigno (costringe Gasperini a sacrificare in mediana Pisilli) e se si aggiunge a quella di Soulé il risultato è chiaro. Mancano qualità a centrocampo e, soprattutto, la fantasia dietro Malen: ancora una volta il migliore dei suoi. Stavolta non segna ma sulla rete di Pellegrini (cambio azzeccato del tecnico) c’è scritto bello grosso il suo nome.

L’altro degno di nota è Svilar che, al netto di un’uscita a vuoto a tempo scaduto, salva i suoi almeno in un paio di occasioni: miracolo nel primo tempo su Bernardeschi e grande uscita sui piedi di Pobega nella ripresa. Il bilancio di Gasperini alla fine è positivo, perché giovedì prossimo all’Olimpico potrà giocarsi tutto in una partita «aperta» nella quale ritroverà sicuramente Koné, Mancini e forse anche Soulé.

Ma prima il campionato con due strade diametralmente opposte. Il Bologna andrà a far visita al Sassuolo in una partita che per la classifica non ha granché da dire. La Roma invece si gioca la Champions a Como contro una delle squadre più in forma del campionato. Per Gasperini & Co. un crocevia fondamentale per la stagione che si decide nei prossimi sette giorni.

Gasp si aggrappa ancora a Malen l’assist per Pellegrini salva la Roma

Con due sterzate stava vincendo la partita. Da solo. Due semplici cambi di direzione che hanno mandato in tilt la difesa del Bologna. Ma la stella polare romanista Donyell Malen, questa volta, ha fatto il miracolo a metà: ispirando il pareggio di Pellegrini ma stampando sul palo il possibile gol della vittoria. Alla fine al Dall’Ara finisce 1-1, con Roma e Bologna che si danno appuntamento alla prossima settimana. (…) Per gli uomini di Gasperini è anche un grande sospiro di sollievo. Un pareggio, in rimonta, che rimette in piedi la qualificazione dopo l’iniziale svantaggio firmato Bernardeschi. O meglio, finalizzato dall’attaccante italiano ma pensato e costruito da Jonathan Rowe, ala sinistra di piede destro che per settanta minuti ha fatto impazzire la difesa giallorossa. Rowe, sinistro di piede destro. Sì, esattamente quel tipo di giocatore che la Roma rincorre da sei mesi e che ha portato ad acquistare nelle ultime ore del mercato di gennaio Zaragoza. (…) Talmente evanescente da far ripensare a Gasp il modulo scelto ad inizio partita. Fuori lo spagnolo, dentro Vaz. Rowe, dicevamo. Pensare che poteva essere un giocatore della Roma. Bloccato in estate dal club giallorosso in attesa che Sancho prendesse una decisione. Prestito con riscatto dal Marsiglia: era tutto deciso. Ma da Trigoria il semaforo verde non è mai arrivato. (…) Sliding doors. Che Pellegrini spera di aver riaperto con il gol del pareggio. Una risposta alle ultime opache prestazioni e forse una promessa per il futuro, tutto ancora da decifrare. Facendo quello che gli chiede Gasp. Assist e gol, da aggiungere a quelli di Malen. Perché senza Dybala, Soulé, Dovbyk e Ferguson, con Vaz ancora acerbo, Zaragoza e Venturino non giudicabili, l’attacco della Roma è tutto sulle spalle dell’olandese. E del numero 7. La miglior seconda punta a disposizione.

(La Repubblica)

Due su tutti

Bernardeschi da una parte e Malen dall’altra: il resto l’ho trovato abbastanza ordinario. Giusto Rowe e Ferguson hanno fatto qualcosa più degli altri. I rimpianti sono naturalmente tutti del Bologna che ha giocato di più e meglio, ma non è andato oltre il pari con una Roma priva di gran parte della sua qualità (Dybala, Soulé e per un’oretta Pellegrini) oltre che di Mancini e Hermoso, entrato solo nel finale. La provvisorietà del risultato non autorizza conclusioni particolari. […]

Lo ammetto, sono sorpreso, ma la personalità con la quale Berna si muove in campo e quel sinistro sofisticato – un po’ Savicevic e un po’ no – sono strumenti che potrebbero risultare molto utili nei playoff di fine mese.

Malen è l’altro sopra la media. Ma questa non è una novità: il suo inserimento ha cambiato i caratteri e la sostanza offensiva della Roma. Anche da una palla complicata l’olandese riesce sempre a ricavare un’occasione, non a caso è entrato nel gol del pari.

Non chiedetemi di Zaragoza e Robinio Vaz, please: non voglio esprimere giudizi affrettati in considerazione del fatto che il primo deve ritrovare tanta fiducia in sé stesso, visto che tra Osasuna e Celta non ha combinato grandi cose, mentre il ragazzo venuto dal Marsiglia – e peraltro strapagato – è ancora un pesce fuor d’acqua: tra pochi giorni, il 17, compirà 19 anni e ha solo una cinquantina di presenze nel calcio che conta. Dove ancora non conta.

(corsport)

Arrancare e poi reagire

È finito in parità il primo round di questo povero derby in Europa. Roma e Bologna si giocheranno allo stadio Olimpico, tra sei giorni, la possibilità di essere l’unica rappresentante italiana nei quarti di finale delle due principali competizioni europee, una magra consolazione a pochi giorni dal disperato tentativo della Nazionale di restare aggrappata al sogno Mondiale. Purtroppo è questo quel che resta del calcio italiano.

La dolce serata bolognese l’ha salvata Donny Malen, che appena ha avuto qualche pallone giocabile ha creato lo scompiglio nell’area rossoblù: due pali e l’assist per il gol di Pellegrini, entrato in campo da pochi minuti. Lunga vita al centravanti olandese. Gasperini sa che non può fare a meno di lui. […]

La squadra giallorossa ha subito per larghi tratti l’aggressività del Bologna, invece di imporre la sua. Le è mancato il furore gasperiniano, la supremazia atletica con la quale ha risolto tante partite nel periodo migliore della stagione La stanchezza si è fatta sentire, soprattutto in attacco, per le difficoltà di fare le rotazioni. La Roma ha risposto arrancando alla pressione dei padroni di casa, rigenerati da Italiano. Ha saputo reagire dopo essere passata in svantaggio, ma poi non ha saputo sfruttare gli evidenti limiti della difesa rossoblù.

In trasferta non riesce più a vincere. Tra sei giorni però si replica all’Olimpico: non sarà una passeggiata, per andare avanti in Europa servono ancora i gol di Donny Malen.

(corsport)

Sulle spalle di Malen

Il primo round finisce con un gol per parte, giovedì prossimo allo stadio Olimpico il verdetto finale con il nome di chi, tra Roma e Bologna, parteciperà ai quarti di Europa League. Dopo le difficoltà sia tecniche sia di mentalità/personalità evidenziate contro la Juventus (parte finale di gara) e contro il Genoa (tutta la partita, in pratica), dalla Roma (priva di tanti illustri interpreti, non solo in attacco) ci si aspettava una reazione vigorosa, in primis sotto forma di una prestazione diversa: la prova di Bologna non è stata complessivamente di alto profilo tecnico e cosi Gasperini deve ringraziare il suo supereroe, Malen, ancora una volta determinante anche se sfortunato nelle conclusioni (leggi incetta di pali). […]

La scarsa pulizia delle giocate nella prima frazione ha costretto Malen a vivere troppo spesso di solitudine, là davanti. E così è stato l’olandese a costruire, dal nulla o quasi la migliore occasione della Roma vanificata in maniera puerile da Zaragoza, suo teorico compagno di reparto ma in realtà troppo spesso fuori dal gioco oppure eccessivamente timido. […]

Impressioni all’intervallo? Roma alla ricerca di se stessa, invano. Inevitabile, perciò, trovare al volo una soluzione: dentro Robinio Vaz, (segnali positivi, stavolta) fuori Zaragoza. Con Malen (talvolta) largo per permettere al nuovo entrato di giocare al centro. Nulla da fare, invece, per Svilar sul secondo tentativo mirato di Bernardeschi e Bologna in vantaggio, con vistosa compartecipazione della difesa romanista.

Quando c’è di mezzo Malen, però, c’è sempre speranza. Figuriamoci, quindi, nella sera del suo esordio europeo con la maglia giallorossa. l’olandese, con la Roma in svantaggio, si è caricato il gruppo sulle spalle, ha cercato di infondere coraggio e qualità, ha sfiorato il gol del pareggio. Gasp, allora, ci ha provato con i cambi, rivoluzionando la squadra, in costante affanno contro gli esterni del Bologna. Malen ha continuato a fare il Malen di un’altra categoria e ha offerto di prepotenza a Pellegrini, subentrato, la palla dell’1-1. […].

(corsport)

Così Bologna e Roma ci hanno offerto uno spettacolo europeo

La notizia peggiore, per Bologna e Roma, è arrivata dalla Francia. Perché, in casa del Lilla – che non è un avversario di secondo piano – l’Aston Villa ha conquistato una vittoria che sa di qualificazione già prenotata. E il club inglese – che una delle due italiane troverà ai quarti – è sicuramente l’osso più duro di questa Europa League. Una Coppa a cui giustamente Italiano e Gasperini – che ha già assaporato il gusto della vittoria con l’Atalanta – tengono molto: perché il trofeo porta prestigio, soldi e – per chi lo alza – non solo la qualificazione alla Champions da testa di serie ma anche la partecipazione alla Supercoppa europea. Vuoi mettere la soddisfazione di affrontare – che so – il Psg o il Real Madrid?

Certo, non è il caso di fare troppi programmi, perché come detto il cammino è ancora lungo e faticoso, ma Bologna e Roma hanno confermato di tenere moltissimo a questo appuntamento. Mettendola anche sul piano strettamente agonistico: a voler fare una battuta, si è visto insomma che la sfida è stata molto più “europea” di quella che avremmo visto in campionato. Magari qualche errore di troppo dal punto di vista tecnico, ma l’intensità e la voglia di superarsi c’erano tutte. Anche se alla fine il pareggio va sicuramente meglio alla Roma, chiamata adesso a concentrarsi sullo “spareggio” di domenica col Como, e che avrà la possibilità di giocarsi questo ottavo europeo nel suo stadio, a contatto con i propri tifosi. […]

L’ennesimo gol per l’ex capitano giallorosso che tra tre mesi andrà a scadenza e rappresenta a 30 anni un’occasione di mercato. Perché basta farsi un giro addirittura a livello europeo per scoprire che non è facile trovare un centrocampista che ha realizzato più di settanta gol. Questa volta, dopo essersi messo in proprio e aver colpito due pali, a fornirgli l’assist giusto è stato il “solito” Malen, che – oltre ad essere stato indubbiamente il rinforzo più azzeccato di gennaio – si candida ad essere tra i migliori acquisti dell’intera stagione. Non per fare paragoni (anzi si) ma considerando i 42 milioni spesi per Nkunku o i 45 per Openda (pensate che il romanista in un mese e mezzo ha segnato come i due messi insieme da inizio stagione) i 25 stanziati per Malen sembrano davvero il frutto di una grande intuizione. A conferma che le idee contano almeno quanto i soldi.

(gasport)

Decisivo l’Olimpico

La Roma ha visto il buio. L’ha toccato con mano, poi ha trovato la forza di rialzarsi. Ed è questa la miglior dote che Gian Piero Gasperini si è riportato a Roma ieri sera, oltre l’1-1 che lascia tutto aperto il discorso qualificazione. Ritorno che il tecnico giallo-rosso ha cominciato a giocare già da ieri, al termine della partita. L’ha fatto con queste parole: “Il fattore campo è stato un elemento, lo stadio ha condizionato molto. Giovedi prossimo all Olimpico sarà diverso, non sara possibile questo comportamento“. Senza mai nominarlo, il riferimento dell’allenatore era a una direzione arbitrale troppo permissiva. Direzione però che il tedesco Jablonski non ha fallito, perché ha usato lo stesso metro lungo tutti i 90 minuti. (…) “Non so quale poteva essere il motivo per togliere il gol e non ho capito neanche l’arbitro che voleva fare un annuncio, visto che quando fai l’annuncio il gol poi lo togli — ancora l’allenatore giallorosso —. Non so in base a cosa, abbiamo visto subito il monitor ed era veramente difficile togliere un gol del genere“. La Roma si è aggrappata a Svilar e a Malen: il primo ha evitato il disastro, il secondo ha costruito il pareggio e tanto altro. “Non ci è mancato il coraggio, non giudico negativamente la nostra prestazione — ha detto Gasperini —. Abbiamo avuto difficoltà, ma il risultato è giusto e abbiamo creato tanto. I gol subito? Le seconde palle sono determinanti: o hai un livello tecnico importante op-pure si finisce per giocare a rugby. Ma quando il clima cambierà, questa cosa finirà“. Ma in ogni caso si è visto calcio, soprattutto nel secondo tempo, quando uno Zaragoza inesistente è stato sostituito da un Robinio Vaz che ha cominciato a far vedere cose buone: “Noi abbiamo una squadra giovane, quindi qualche deficit di forza lo concediamo. Nei go minuti siamo venuti fuori bene. Questa squadra non ha mai avuto un deficit caratteriale“. Sui singoli: “Per Zaragoza questo tipo di partite non sono il massimo, può diventare un’arma in più per noi con altre temperature o nei minuti finali“. Viene da chiedersi perché abbia giocato, allora: “Robinio Vaz è entrato molto bene e con fisicità, in questa partita è stato propositivo“. Propositiva come la Roma tutta, che ha avuto un merito enorme: non è uscita dalla partita nel momento più complicato. (…) Però persino ieri sera Gasp ha trovato il modo di attaccare il mercato fatto dalla società: “El Aynaoui? La Coppa d’Africa fa questo effetto, bisogna stare attenti a prendere questi giocatori che giocano quella competizione“. Pure Ndicka,
però, l’ha giocata.

(corsera)

La magia di Bernardeschi non basta al Bologna. Gasp, pari e polemiche

Funziona che quando metti di fronte due allenatori che ordinano alle loro squadre l’intensità; (…) che quando metti in campo giocatori che amano l’uno contro uno; e che quando ad arbitrare c’è un direttore di gara che non tollera le simulazioni e consente i contatti… (…) ecco, quando ci sono tutti questi ingredienti viene fuori un match davvero europeo, anche se ad affrontarsi sono Bologna e Roma. (…) L’1-1 lascia aperto il discorso qualificazione in vista del ritorno all’Olimpico di giovedì prossimo. Ed è un risultato giusto a contare il numero di occasioni, anche se la partita l’ha fatta di più il Bologna, la migliore edizione di questo 2026. (…) Italiano ha cambiato la rotta della sua squadra — sette sconfitte nelle ultime 9 in casa in serie A — appoggiandosi a due esterni offensivi, Rowe e Bernardeschi, che hanno mandato in crisi le letture difensive della Roma, soprattutto di un disastroso Celik. Non è un caso che siano stati a loro a disegnare il vantaggio rossoblu in apertura di ripresa:
taglio da sinistra verso il centro dell’inglese e sinistro perfetto di Bernardeschi. (…) Inizio di secondo tempo che era stata la naturale prosecuzione del primo, che si era chiuso con un intervento doc di Svilar ancora su Berna e una chance sprecata da Pobega. La Roma dei primi 45′ era stata tutta in un gol fallito da Zaragoza, costantemente in difficoltà. Gasperini è stato bravo a tornare sui suoi passi: fuori lo spagnolo e dentro Robinio Vaz, che ha dimostrato di avere qualità utili già da subito nonostante le bocciature già ricevute dentro e fuori Trigoria. Intorno a un Malen straripante, la Roma ha grattato la partita e ha sfruttato un errore madornale di Joao Mario per costruire sull’asse Cristante-Malen-Pellegrini il gol del pareggio. Prima e dopo, ecco i due pali di Malen e un’altra chance fallita da Pobega: sarebbe stato il 2-0 e punizione severa per la Roma. Gasp dunque si è rialzato, dopo il ko di Genova. E poi ha trovato il modo di fare polemica ancora una volta con la direzione arbitrale: “Lo stadio ha condizionato in positivo il Bologna, ma sarà difficile che all’Olimpico venga concesso quanto è stato concesso qui“. Italiano, invece: “Abbiamo fatto meglio noi, siamo stati puniti solo da un episodio“. Al ritorno ci sarà (ancora) da divertirsi.

(corsera)