L’emergenza sta finendo: 181 gli stop

L’emergenza in casa Roma sta finendo, verso il derby sono di fatto tutti a disposizione a eccezione di Zaragoza, ormai fuori dal progetto, eppure sono state 181, fin a qui, le partite saltate dai calciatori giallorossi per infortunio. (…) L’emorragia intera non ha risparmiato nessun calciatore a eccezione di Svilar, Ghilardi, Malen e di NDicka ed El Aynaoui, questi ultimi due fuori a gennaio ma solo per la convocazione in Coppa d’Africa. Alcuni infortuni, ovviamente, rientrano nelle cosiddette “assenze fisiologiche” di una stagione lunga. Altri hanno rappresentato dei veri casi, tanto da animare diverse discussioni a Trigoria sulla gestione dell’infermeria. Dybala è finito sotto i ferri 40 giorni dopo l’infortunio e Ferguson dopo 48, per citare due esempi. Gasp vorrebbe inserire uomini di fiducia all’interno del comparto medico. (…) Il recordman degli assenti è Dovbyk, di nuovo a disposizione: l’ucraino ha saltato 30 gare. Dietro di lui, in graduatoria, c’è Ferguson, con 25. I due centravanti che prima di Malen avrebbero dovuto trascinare la squadra, Insieme, hanno rinunciato a 55 partite. Dybala ha dato forfait 21 volte, Angeliño 19, ma anche le 10 assenze di Koné e Pellegrini hanno avuto un peso specifico enorme.

(corsport)

Ryan rinnova la Roma di Gasp. Dybala, Celik e Pelle: la svolta di Friedkin Jr

Gasp ha fatto cambiare idea ai Friedkin. Ieri è nata un’altra idea di Roma, più vicina alla sua visione che a quei concetti rivoluzionari sussurrati dalla proprietà dopo i cinque gol presi dall’Inter la sera di Pasqua. Lo smantellamento della cosiddetta “banda del sesto posto” è rinviato. Tanto che Ryan Friedkin, dall’ufficio di vetro all’interno del centro sportivo, ieri ha messo in cima alle priorità del club i rinnovi dei contratti in scadenza al 30 giugno. Dybala e Pellegrini, le due stelle fino a ieri senza futuro, da oggi cominciano a immaginare la loro permanenza. E stato il vicepresidente, colpito dallo sfogo di Paulo al termine di Parma-Roma (“non ho sentito nessuno, può essere il mio ultimo derby“), a dare l’accelerata. Fino allo sbarco del figlio di Dan, nessuno aveva dato al ds Massara il mandato ad agire. Segno evidente di come in questa società manchino diverse figure di riferimento e di raccordo: un direttore generale, ma anche un direttore tecnico e certamente un amministratore delegato che faccia le veci della proprietà quando quest’ultima non è presente in sede. (..) Dybala guadagna 8 milioni netti, Pellegrini 6,5 più bonus e con loro si avviano alla conclusione del contratto pure Celik (2,5) ed El Shaarawy (3,5). Il totale della spesa per i quattro supera i 35 milioni lordi, troppi per una società che ne elargisce circa 140 di ingaggi e che vorrebbe scendere sotto i 100. Così Friedkin junior ha chiesto a Massara di continuare a tagliare accontentando però le richieste tecniche di Gasperini, che in particolare con la Joya, Pelle e il turco vorrebbe continuare a lavorare. Com’è noto, anche il futuro del ds appare segnato. (…) Questo il piano che va delineandosi: rinnovo biennale per Paulo a cifre più che dimezzate, partendo da una base fissa di 2,5/3 milioni, prolungamento per Pellegrini con un taglio del 60% dell’ingaggio e leggero incremento – di mezzo milione al massimo – per Celik, il cui agente chiedeva di salire con l’ingaggio da 2,5 a 4 milioni. Il destino del Faraone, al momento, resterebbe sullo sfondo. Ryan ieri ha anche parlato con Gasperini. Al tecnico è stata ribadita la massima fiducia, con la promessa di una centralità nelle scelte a 360°. Gasp, oltre a un ds con cui andare finalmente d’accordo, vorrebbe avere voce in capitolo nella gestione del reparto medico e soprattutto
dello staff tecnico. (…) Nell’agenda di Ryan c’è anche il tema ritiro, ancora da definire: al tecnico piacerebbe la cara vecchia preparazione in montagna, ci sono però tante esigenze commerciali da far convergere.

(corsport)

Il tennis non cambia: agli Internazionali la finale resta alle 17

Alle cinque della sera, come nell’arena di Garcia Lorca. (…) Alla fine, però, il tennis non si muove e la finale degli Internazionali rimane fissata per le 17 di domenica, come da programma originario, nonostante il derby Roma-Lazio venga disputato a mezzogiorno. Ma i veleni di questi giorni, con le ipotesi sul tavolo di spostare l’ultimo atto di uno degli eventi più iconici e importanti dello sport azzurro, magari con Jannik Sinner (e/o Darderi) in finale, lascerà strascichi che faticheranno a sedimentarsi nell’ormai feroce contrapposizione tra tennis e calcio. (…) Durante gli incontri di questi giorni convulsi, si era paventata più volte l’ipotesi che in caso di partita dell’Olimpico alle 12.30, come da calendario originario, l’epilogo degli Internazionali potesse slittare alle 19 e anche ieri, dopo la conferma delle 12, per qualche minuto al Foro era circolata la voce che si giocasse alle 17.30. In realtà, con gli slot delle tv, nazionali e internazionali, già fissati da tempo, la questione avrebbe avuto risvolti delicati, e in definitiva avrebbe cambiato poco nella gestione dei flussi del pubblico dei due eventi. Con il derby che termina intorno alle 14, l’uscita dei tifosi di calcio (solo quelli della Roma, perché i laziali diserteranno lo stadio) non impatterà sull’arrivo di quelli del tennis, e anche l’arrivo del presidente della Repubblica Mattarella potrà svolgersi nel pieno rispetto delle misure di sicurezza ovviamente rafforzate. (…) Ieri il presidente Fitp Angelo Binaghi, a margine di una presentazione, non le ha mandate a dire: “Il tennis si è spostato per 25 anni, ora provate a chiedere all’opinione pubblica se bisognava spostare l’orario nostro o quello del calcio. Ma al di là del fatto che sono meccanismi diversi, noi non siamo proprietari dei diritti che gestisce l’Atp. E comunque chi ha stilato il calendario ha messo il derby di Torino in contemporanea con le Finals e il derby di Roma, oltre alla Coppa Italia, nella settimana clou degli Internazionali. Una grande coincidenza, non c’è dubbio…“. Palla al centro.

(gasport)

Mezzogiorno con il derby, accordo con la A: si gioca domenica, l’Olimpico sarà super blindato

Un putiferio per mezz’ora. Una mezz’ora che due giorni fa era per la Prefettura di Roma una strada “non percorribile“, ma che ieri sera è diventata la miglior soluzione possibile. Adesso, finalmente, è ufficiale: il derby della Capitale e le quattro gare delle squadre in corsa per la Champions si giocheranno domenica 17 maggio alle 12. Vince la Lega Dunque non alle 12.30, come inizialmente previsto dalla Serie A, ma nemmeno lunedì alle 20.45, come voleva il provvedimento del Prefetto, firmato appena tre giorni fa. Roma e Lazio scenderanno in campo all’Olimpico a mezzogiorno in punto. (…) La finale degli Internazionali resta invece saldamente alle 17. In pratica, rispetto a quanto deciso già da tempo dalla
Serie A, le forze dell’ordine avranno mezz’ora in più per gestire il deflusso dell’Olimpico, bonificare la zona e preparare l’arrivo degli appassionati di tennis. (…) Che cosa è cambiato tra mercoledì e giovedì? Perché il derby alle 12 un giorno era una follia e quello dopo una scelta adeguata? Guardando i fatti solo uno scenario si è modificato: la protesta dei gruppi organizzati della Roma e la conseguente presa di posizione del club. Mercoledì sera i tifosi giallorossi avevano annunciato che sarebbero rimasti fuori dallo stadio, perché “a tutto c’è un limite e quel limite è stato superato. La Prefettura ha deciso? Noi pure. Non faremo i burattini di nessuno“.
Una nota che non lasciava presagire nulla di buono a cui comunque ha fatto seguito ieri mattina il comunicato del club in cui si dice di “comprendere pienamente il legittimo disappunto espresso dai propri tifosi“, sottolineando poi di essere al lavoro per far disputare la gara di domenica.
(…) Evidentemente la Prefettura, che sembrava fermissima nella scelta di evitare la domenica, ha considerato che la protesta dei romanisti, sommata a quella dei laziali contro la società, configurasse uno scenario peggiore di quello della semi-sovrapposizione derby-tennis. E allora che mezzogiorno di domenica sia, con la Curva Sud giallorossa di nuovo piena e la Nord biancoceleste comunque vuota, per un derby blindato, visto che è previsto un aumento importante delle forze dell’ordine coinvolte. Il presidente della Serie A Ezio Simonelli ha seguito ogni passaggio e alla fine, quando il Prefetto è tornato sui suoi passi, la sensazione è stata quella di una vittoria. Nel comunicato diffuso in serata, poco dopo l’ufficializzazione della nuova data, si legge: “La Lega Serie A esprime soddisfazione per lo spirito di collaborazione e responsabilità istituzionale che ha consentito di individuare una soluzione condivisa, e dalla Lega auspicata fin dall’inizio“. Per trovare la quadra la Lega, d’accordo con Sport e Salute, nominerà un responsabile della sicurezza che sarà l’unico interlocutore delle Autorità di pubblica sicurezza per l’intera area del Foro Italico e sarà poi attivato uno speciale piano sicurezza per gestione dei flussi dei tifosi di calcio e tennis. È tempo di giocare. Mancano appena due giorni, mezz’ora più mezz’ora meno.

(gasport)

Aldair: “Gasperini è un buon allenatore. Anche Capello ebbe difficoltà, poi vinse il campionato”

GASPORT – L’ex difensore della Roma, Aldair, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano sportivo. Ecco un estratto delle sue parole:

(…)

Mai come i tre­dici vis­suti però alla Roma. Quando si è reso conto di essere diven­tato un idolo per la gente gial­lo­rossa?
«Roma è tal­mente grande, immensa, per capire certe cose ci ho messo almeno tre anni. I primi cin­que mesi, poi, non sono stati sem­plici, ci è voluto un po’ ad adat­tarmi. All’epoca era un cal­cio diverso, tre soli stra­nieri e tutti ita­liani. Arri­vai con Bian­chi, Dino Viola e Mascetti, dopo aver perso la finale di Cham­pions e mi aiu­ta­rono molto ad inse­rirmi i vari Gian­nini, Nela e Tem­pe­stilli. Ma la Roma si aspet­tava di aver preso un mar­ca­tore, men­tre a me pia­ceva uscire palla al piede. Ho gio­cato così fin da pic­colo, anche in Nazio­nale avrò fatto “impaz­zire” qual­che alle­na­tore…».

Ci rac­conta qual­che aned­doto gial­lo­rosso?
«Per carat­tere dif­fi­cil­mente litigo, ma a volte è suc­cesso pro­prio con Gian­nini: non gli pia­ceva che lan­ciassi lungo di esterno. E poi gli alle­na­tori: Boskov mi chia­mava “bion­dino” e non so per­ché, con Zeman invece non è vero che liti­ga­vamo. Sem­pli­ce­mente lui voleva che gio­cassi qual­che metro più avanti e io invece qual­che metro più indie­tro. Di lui ricordo la grande fatica in ritiro: per me l’alle­na­mento è con la palla, non senza. Diciamo che del cal­cio mi manca lo spo­glia­toio, non certo i ritiri».

Ma è vero che ha rischiato di andare alla Lazio?
«Rischiato no, per­ché non avrei mai potuto tra­dire la Roma. Ma è vero che Cra­gnotti mi voleva e che la Lazio mi fece un’offerta. Che io però rifiu­tai. Come ne rifiu­tai altre di altri club che mi cer­ca­rono».

All’oriz­zonte c’è il derby di Roma. Qual è stato quello più bello e più tri­ste della sua car­riera?
«Il più bello è stato sicu­ra­mente quello del 3-0 con Maz­zone. Il momento più brutto invece quando abbiamo perso 4 derby di fila, anche se io ne gio­cai uno solo. L’attac­cante della Lazio più dif­fi­cile da mar­care? Direi Bok­sic: mi faceva girare la testa».

La Roma di oggi ha la men­ta­lità vin­cente?
«Ha un buon alle­na­tore, che forse si aspet­tava qual­che gio­ca­tore che è arri­vato invece un po’ tardi. La squa­dra è buona, è impor­tante che la società abbia dato fidu­cia al tec­nico. Anche Capello il primo anno fu in dif­fi­coltà, poi con acqui­sti come Bati­stuta, Samuel ed Emer­son la squa­dra è miglio­rata e ha vinto lo scu­detto».

(…)

Polymarket sbarca nel calcio di Serie A. Ma il sito non è autorizzato in Italia

Il 18 aprile scorso la Lazio ha annunciato un accordo da 22 milioni di dollari con Polymarket, che sarà main sponsor con il marchio sulla maglia biancoceleste. Nata come piattaforma di mercati predittivi, la società statunitense cresce in una zona grigia. Polymarket consente puntate in denaro sull’esito di eventi futuri di ogni tipo, dalla cattura di Maduro alla guerra in Iran, al destino del presidente del Consiglio italiano. Arrivato al successo dopo le elezioni americane del 2024, il sito ha una valutazione di 15 miliardi di dollari. Ha siglato accordi con Dow Jones, X, Yahoo Finance, Google Finance. Nello sport, partnership pluriennali con la Nhl, Mlb, LaLiga. Eppure per gli utenti singoli la piattaforma è parzialmente vietata in buona parte dell’Occidente. (…) Tra i motivi che rallentano la regolamentazione c’è l’inquadramento difficile dell’attività sul sito. Il caso più clamoroso è quello del solda-to americano Gannon Ken Van Dyke, che ha guadagnato oltre 400 mila dollari puntando sulla cattura di Ma-duro poche ore prima dell’arrivo delle forze armate americane in Venezuela. Van Dyke dovrà ora difendersi da accuse di insider trading – ombra che aleggia sull’intera piattaforma, che annovera tra gli advisor Donald Trump Jr. e tra gli investitori indiretti il cofon-datore di Palantir Peter Thiel. (…) «I problemi dei prediction markets -spiega a questo giornale Benjamin Schiffrin, direttore della Securities Policy per l’associazione Better Markets – sono riconducibili alla mancanza di regole su come le persone dovrebbero utilizzarle e alla possibilità di usare informazioni privilegiate per trarne profitto». (…) Secondo lui, la definizione può essere solo una: «Dovrebbero essere trattate come piattaforme di gioco d’azzardo. Servono regole uniformi e regolatori che le facciano rispettare». Poco chiaro è anche l’accesso al sito. Sebbene in molti Paesi, tra cui l’Italia, non abbia una concessione attiva, gli utenti continuano a puntare usando la Vpn per mascherare la posizione, e, considerando che la transazione avviene su block-chain, l’impossibilità di tracciare le vincite non aiuta. In Italia, Polymarket rientra nella competenza dell’Agenzia dogane e monopoli (Adm), che non ha autorizzato le scommesse sul sito. (…) Contattata da La Stampa, Consob ha precisato che «le attività connesse alle scommesse sul verificarsi o meno di de-terminati eventi non rientrano nelle sue competenze», aggiungendo di non intervenire anche perché «non si ravvisano iniziative promozionali nel caso in cui gli operatori finanziari utilizzino siti internet non disponibili in lingua italiana e/o adottino misure idonee a limitare o impedire la registrazione e la funzionalità operativa dall’Italia». L’accordo con la Lazio è valido fino al 2027-2028, con opzione al 2029. Nel frattempo, nessun regolatore sembra occuparsi della questione.

(La Stampa)

Sbravati saluta in settimana: spunta la Roma

I primi anni alla guida del settore giovanile del Savona. Poi, nella stagione 2008-2009, il grande salto: lo chiama il Genoa. Ed è lì che Michele Sbravati costruisce una carriera di successi, di giocatori lanciati ad altissimo livello da responsabile del settore giovanile: i più altisonanti sono El Shaarawy, Perin, Sturaro, Mandragora, Romagna e Cambiaso, solo per citarne alcuni. Sedici lunghissimi anni a Pegli, prima del salto più importante: il timone del vivaio della Juventus, affidatogli da Cristiano Giuntoli che nella rivoluzione a lui affidata smantella tutto il gruppo di lavoro precedente portando aria nuova in quasi tutte le aree. Ora, però, l’avventura di Sbravati a Vinovo dopo appena due anni è giunta al capolinea: già alla fine di questa settimana si congederà dall’incarico, che formalmenta terminerà il 30 giugno. (…) II suo destino non è legato al’Inter: troppe diversità di vedute prima ancora di mettere nero su bianco raccordo. E nemmeno all’Atalanta, nonostante l’approdo a Bergamo di Giuntoli, ormai sul punto di essere ufficializzato. Non è chiusa, però, la finestra che lo porterebbe alla Roma. Galeotta l’intesa di vecchia data con Gian Piero Gasperini: si conoscono e si stimano sin dai tempi del Genoa e il mancato approdo di Massimo Tarantino nella Capitale può favorire l’arrivo di Sbravati.

(tuttosport)

Il pasticciaccio del derby ci dice qualcosa sullo sport italiano

Il pasticciaccio brutto si è spostato da via Merulana a Roma nord, zona Foro italico. Nessun omicidio per fortuna, solo lo spostamento del derby tra Roma e Lazio, da domenica alle 12.30 a lunedì 18 maggio alle 20.45. Lo ha deciso il prefetto della capitale Lamberto Giannini dopo la valutazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Due i problemi: ordine pubblico e mobilità urbana per la sovrapposizione della finale degli Internazionali di tennis e la partita tra le due squadre di Roma. Un pasticciaccio che era ben noto da tempo, Durante il sorteggio del calendario della Serie A 2025-2026 non avevano escluso la data del 17 maggio per il derby di Roma. Non è stata solo imperizia. Il calcio si è sempre considerato lo sport nazionale, l’unico sport nazionale, si è creduto sopra tutti gli altri e quindi praticamente intoc-abile. Politica e istituzioni gli hanno permesso, con le decisioni passate, di credere che fosse davvero così. Il tennis però in questi anni è cresciuto moltissimo per seguito e importanza mediatica. (…) La finale di un torneo inter-nazionale di tennis non si può spostare, una partita di calcio che al massimo può valere la partecipazione di una delle due alle coppe europee sì. (…) E, altra congiuntura sfavorevole al calcio, pure le partite di tutte le squadre in lotta per la qualificazione alla Champions League: ossia Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina e Pisa-Napoli. (…) E così Lega Serie A ricorrerà al Tar, assecondando così il vizio italiano di ricorrere sempre al Tar. Ben più pragmatico è stato il com-mento dell’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri: “Meglio giocare il derby di lunedì. È meglio per tutti e anche per noi che abbiamo 24 ore di riposo in più. Ma anche perché credo che le quattro squadre che si stanno giocando 80 milioni con la Cham-pions non debbano farlo alle 12.30 di domenica”. (…)

(Il Foglio)

Maresca verso il primo derby della Capitale

Dovrebbe essere (sarà) Fabio Marasca l’arbitro del derby di Roma. Una designazione -ufficializzata oggi, dopo 24 ore causa coppa Italia – attesa, l’alternativa sarebbe stato Massa ma, per più di un motivo, Tommasi (reggente commissario CAN dopo l’autosospensione di Rocchi) ha scelto l’ex internazionale di Napoli per questa sfida delicata.(…) E’ al suo primo derby della Capitale. Ha 19 precedenti con la Roma (che però non dirige dal febbraio 2025, nelle ultime nove tre sole vittorie e sei ko): 8 successi, 5 pareggi e 6 sconfitte. (…)

(corsport)

Ds, mercato e rinnovi: Ryan Friedkin sbarca a Roma per la rivoluzione. E incontrerà l’agente di Dybala

Ryan Friedkin è arrivato in anticipo. E forse già questo basta per capire quanto sia delicato e decisivo il momento della Roma. Nessuna attesa, nessun rinvio: il vicepresidente giallorosso è sbarcato nella Capitale prima del previsto (era atteso tra oggi e domani) per mettere mano al futuro del club. (…) Ha scelto come al solito la via del lavoro e della riflessione, salutando velocemente Gasperini, per poi chiudersi nella zona riservata alla proprietà, osservando tutto dall’alto, dalle vetrate dell’ufficio che affacciano sui campi di allenamento. (…) Perché da oggi comincia davvero la fase due del progetto Gasp. E il tecnico aspetta segnali forti. Le prime riunioni operative tra le parti serviranno a mettere sul tavolo tutti i nodi ancora da sciogliere: direttore sportivo, mercato, rinnovi, ritiro estivo. Il tecnico vuole una Roma costruita a sua immagine e somiglianza. Una squadra feroce, intensa, aggressiva. Ma soprattutto vuole certezze. A partire dai rinnovi. Dybala, Pellegrini e Celik sono considerati tasselli da blindare. In particolare il caso dell’argentino resta centrale: in questi giorni Friedkin incontrerà faccia a faccia Carlos Novel, agente della Joya che nelle ultime ore ha già avuto un primo contatto con la proprietà, lontano da Trigoria e probabilmente con la presenza dello stesso Paulo. (…) Nel frattempo si apre ufficialmente anche il capitolo diesse. Massara è ormai ai saluti: la separazione appare inevitabile dopo l’uscita di scena di Ranieri e i dissidi emersi con Gasperini. Il club sta accelerando sul casting per il sostituto: sul tavolo ci sono profili italiani e stranieri, come Ramon Planes. Piace Matteo Tognozzi, oggi al Rio Ave dopo le esperienze con Granada e Juventus Under 23. Restano attenzionati anche Giaretta del Pafos e Sogliano del Verona, mentre intermediari hanno proposto Benatia, pronto a lasciare il Marsiglia. (…)

(corsera)