«Stravedo per Gasperini e Svilar»

Gigi Buffon entra a “II Messaggero” da via del Tritone e trova l’atrio pieno delle nostre prime pagine storiche. […]

«Se ci fai caso, nelle foto post vittoria, non ci sono mai». Come non c e, giustamente, in quella che racconta lo scudetto della Roma. Ma un legame c’è. «Ricordo il giorno di Roma-Parma, ero in campo. Che delirio», Per poi ricordare quanto fosse stato vicino ai colori giallorossi proprio in quel periodo. «Si, potevo venire. Mi chiamavano tutte le radio, parlavo con chiunque. Mi sarei trovato bene».

Oggi la Roma la guarda da osservatore distaccato. «Stravedo per Gasperini. Non pensavo potesse portare la squadra a quel livello e in cosi poco tempo. Contro la Juve, al di là del risultato finale, ha fatto una partita da squadra ambiziosa, da Champions. Svilar? Per continuità è trai migliori, livello alto come Maignan». E conclude: «Un portiere può far diventare una squadra vincente o la può far diventare perdente».

(Il Messaggero)

«Roma la mia sfida più difficile»

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Il legame tra Gasperini e Roma è sempre più indissolubile. La mattina a Trigoria, il pomeriggio all’Università Cattolica del Sacro Cuore per partecipare a un incontro con gli studenti della facoltà di Medicina. «Il Coraggio di Sbagliare» è stato il tema centrale dell’evento, in cui il piemontese ha dimostrato di essere un maestro di vita, non solo di calcio.

Accolto dal boato e dagli applausi scroscianti degli studenti, Gasp si è soffermato sulla convivenza con l’errore: «Per noi fare errori è la normalità, ma un errore diventa qualcosa di positivo». Riprendendo, poi, un concetto che ripete ai suoi giocatori dopo una sconfitta: «Io dico sempre “Noi non perdiamo mai, o vinciamo o impariamo”. Dalle sconfitte si impara molto di più che dalle vittorie. Se con la Juve fosse finita 3-2, saremmo stati più felici (ride, ndr), ma non avremmo visto gli errori commessi». Una mentalità vincente, secondo Gasperini, si costruisce «eliminando la cultura degli alibi».

E, poi, l’insegnamento più importante: «Nello sport non c’è fallimento, non c’è sconfitta, si perde solo quando si molla. Esistono gli errori da cui bisogna ripartire. Si parla di fallimento quando l’atteggiamento è sbagliato». Prima dei saluti, Gasp ha ricordato perché ha scelto la Roma: «Volevo mettermi in gioco nella piazza indicata da tutti come la più difficile. È una sfida, vengo qui per fare bene. Il livello di rischio è maggiore, ma se fai bene a Roma la gratificazione è più alta».

«Scricchiola» il ginocchio Dybala e il club hanno deciso: Oggi l’argentino si opera. Fine della Joya

IL TEMPO – (L. PES) – Speranza. Quella che ha illuminato i cuori dei tifosi della Roma in quel luglio 2022 quando nella Capitale era sbarcato uno dei giocatori più forti degli ultimi dieci anni in Italia e non solo. Meraviglia. Quella che tante volte, soprattutto nelle prime due stagioni, Dybala ha generato negli occhi di compagni, allenatori e appassionati di calcio. Pazienza. Tanta.

Quella che da qualche mese a questa parte ruota attorno alla Joya tra lampi di genio e cadute continue. Ma il momento dell’addio, nel calcio, arriva sempre, inevitabile e talvolta doloroso. Tra le sliding doors della Joya quella che nell’estate del 2024 poteva portarlo in Arabia, salvo poi provare a incantare ancora l’Olimpico col suo mancino. Ma adesso sembra arrivata davvero l’ora di salutarsi, con un sorriso che sa di malinconia ma la consapevolezza che ormai non potrebbe andare altrimenti.

Dybala si è fermato ancora, per l’ennesima volta, proprio quando sembrava poter regalare l’ultimo sussulto della sua carriera romanista in questo finale di stagione.

Ancora una volta il ginocchio, quello che lo tiene fermo ormai da oltre un mese e che oggi lo porterà sotto i ferri, come un anno fa, quando i problemi riguardarono il tendine della coscia. Il dolore lo accompagna dalla gara contro il Milan dello scorso 25 gennaio, lo ha costretto a saltare cinque gare di campionato e ora, di certo, anche quella contro il Genoa del suo ex allenatore De Rossi, che proprio in quel 2024 forse aveva capito prima di altri che sarebbe stato meglio separarsi subito. E invece quella speranza che troppo spesso è diventata fastidiosa pazienza ha accompagnato ancora altre due stagioni tra Ranieri e Gasperini che quando lo hanno avuto a disposizione l’hanno sempre utilizzato ma, alla fine, l’hanno sempre rincorso. Così come quei tifosi appassionati che lo hanno accolto quattro anni fa e che adesso cominciano a vacillare nella loro fede. Troppe volte l’argentino si è fermato sul più bello.

Per questo quel rinnovo inseguito dall’inizio della stagione è ormai impensabile. La questione economica (stipendio da 8.3 netti percepito in questa stagione), chiaramente, ha un peso enorme nelle scelte e nelle strategie del club. Ma non c’è soltanto quello. C’è l’amara consapevolezza di un atleta che nonostante l’età ancora relativamente giovane è costretto a pagare il conto del suo corpo sempre meno clemente.

Un finale, quello con la Roma, che Paulo vorrebbe scrivere in campo, ginocchio permettendo. Gli esami svolti dopo l’infiammazione di fine gennaio hanno sempre dato esiti negativi ma il dolo-re, purtroppo, continua ad accompagnarlo. L’operazione di oggi, esclusa un mese e mezzo fa, infatti, non ha tempi certi di recupero. Bisognerà prima capire nel dettaglio come e dove intervenire con la speranza di poter tornare in campo prima della fine della stagione. Evitare un addio amaro, ora, diventa la missione del ventuno giallorosso che suo malgrado non potrà aiutare i giallorossi nel momento cruciale della stagione. Di «joya» purtroppo, ne resta poca.

Nessuna Joya. Dybala è senza pace: stop in allenamento

LEGGO (F. BALZANI) – Un calvario infinito e forse la parola fine alle speranze per il rinnovo. Paulo Dybala ieri si è fermato di nuovo. Lo stop è arrivato durante l’allenamento in gruppo che doveva certificare il ritorno a pieno regime dell’argentino.

Ma dopo qualche minuto Paulo ha sentito di nuovo dolore al ginocchio sinistro, ha alzato la mano e ha chiesto di interrompere la seduta. Una doccia gelata sulle speranze di Gasp e di tutti i tifosi in vista della sfida col Genoa di domenica e del doppio impegno col Bologna in Europa League. In queste ore si capirà se quello di Dybala è stato solo un gesto di precauzione o qualcosa di più serio. L’ipotesi di una operazione al ginocchio, paventata qualche settimana fa, era stata bocciata dall’attaccante che però si ritrova di nuovo alle prese con un’infiammazione che non gli permette di effettuare i cambi di direzione.

A meno di sorprese quindi Dybala, diventato papà da pochi giorni, resterà a guardare da casa anche la sfida all’ex De Rossi. Un nuovo stop che ha fatto perdere la pazienza anche ai sostenitori più sfegatati della Joya. Su social e radio il coro è stato unanime: «Grazie di tutto, ma è il momento di dirsi addio».

Diminuiscono infatti le possibilità di rinnovo del contratto in scadenza a giugno. Con molta probabilità le strade della Roma e di Dybala si separeranno in estate (il Boca è pronto all’assalto). Con quella di domenica sarebbero ben 15 le gare saltate dall’argentino in questa stagione tra coppe e campionato. Decisamente troppe.

Gasperini resta così con l’emergenza in attacco e il possibile avanzamento di Pisilli al fianco di Pellegrini per supportare Malen. Anche Soulé, infatti, combatte con la pubalgia e spera di recuperare in vista del Bologna giovedì prossimo.

Ferguson a Brighton per visite specialistiche: c’è l’ipotesi operazione

Tanto tuonò che piovve. Evan Ferguson, dopo tanto penare per una caviglia sinistra messa piuttosto male, ieri è volato a Brighton per sottoporsi ad alcune visite specialistiche, insieme al club inglese proprietario del suo cartellino, sta valutando l’ipotesi dell’operazione chirurgica: una fattispecie che oltre al calciatore deve trovare d’accordo proprio la società di Premier; dopotutto, il riscatto a 35 milioni di euro non verrà esercitato e sul futuro di Ferguson i giallorossi hanno ovviamente meno voce in capitolo tra i vari attori in gioco. (…) La quarta distorsione alla caviglia (tre a quella sinistra, una a quella destra) sembrava inizialmente di poco conto. Così la Roma ha scelto l’ennesima terapia conservativa, anche alla luce del desiderio espresso dal calciatore: poter rientrare gradualmente a febbraio per essere pronto a marzo, il mese che conduce al playoff Mondiale della sua Irlanda, insomma l’appuntamento cerchiato in rosso sul calendario che mette in palio l’opportunità storica di giocare una rassegna iridata. Ma Ferguson, 5 volte a segno in 22 partite con 13 match saltati, da quel giorno non ha più messo piede in campo e neppure si è allenato con il resto del gruppo, alternando la fisioterapia al riposo forzato. (…) Il consulto al quale Ferguson si è sottoposto ieri in Inghilterra potrebbe davvero indicare la via dell’intervento chirurgico. Quest’ultimo periodo trascorso ai box è già tempo perso e da qui alla fine della stagione potrebbe non esserci più l’opportunità di rivederlo con la maglia giallorossa.

(corsport)

Bijlow: “Conosco bene Malen. Davanti ai nostri tifosi potremo fare una grande gara”

IL SECOLO XIX – Justin Bijlow, portiere del Genoa, ha rilasciato un’intervista al quotidiano genovese prima della sfida contro la Roma. Le sue parole:

(…)

Domenica si troverà di fronte il suo connazionale Malen. Vi siete già sentiti?

«Non gli ho scritto, ma lo conosco molto bene. Sta facendo un grande lavoro a Roma e non è mai facile fermare un attaccante come lui»

Come si ferma la Roma?

«È un’ottima squadra, ma penso che noi in casa grazie ai nostri tifosi potremo fare una grande fara»

I giallorossi li hai già affrontati nella finale di Conference League 2022 decisa da un gol di Zaniolo. Cosa ricorda di quel match?

«È accaduto molti anni fa, è stato un momento difficile da affrontare, ma il passato è passato».

(…)

Messias per Baldanzi: DDR ci pensa

Poteva essere la sua sfida ma Tommaso Baldanzi sarà costretto a rinunciare al match contro la Roma per un risentimento muscolare alla coscia sinistra: per II Genoa un altro tifoso in più in tribuna per cercare l’Impresa contro I giallorossi. L’assenza dell’ex centrocampista della Roma obbligherà forse il tecnico De Rossi, altro ex illustre della partita, a rivedere alcuni progetti tattici. L’Ipotesi, infatti, potrebbe essere quella di tornare al 3-5-2 utilizzato fino a qualche settimana fa prima del recupero al 100% di Baidanzi e del cambio al 3-4-2-1 scelto per esaltare le
qualità dell’ex romanista. Adesso DDR deve scegliere la strada da imboccare domenica. È possibile che si vada verso la conferma del modulo inserendo Messias come uno dei trequartisti oppure preferire un centrocampo più rinforzato con il dinamismo dI Masini al fianco di Frendrup e Malinovsky. (…)

(corsport)

Bologna, intanto sale la febbre per l’andata. Sono già 18.000 i biglietti venduti

Se l’obiettivo con la Roma è riempire il Dall’Ara, i 18 mila biglietti fin qui venduti non possono che rappresentare un traguardo parziale (esaurita la Curva Bulgarelli e il settore dei Distinti Centrali). Ma tant’è, questo è il dato comunicato nella serata di ieri dal club, dopo due giorni di vendita dei tagliandi riservata agli abbonati della fase di campionato dell’Europa League (ogni titolare di tessera poteva acquistare un tagliando) e le prime ore della vendita aperta, scattata ieri all’ora di pranzo. Da qui al 12 marzo c’è tempo e, chiusa la fase della prelazione, c’è la possibilità, aperta a tutti, di acquistare biglietti nei posti rimasti liberi: a oggi, va detto, una marea. (…)

(Il Resto del Carlino)

Desideri: “La sconfitta contro il Lecce farà male per sempre”

GASPORT – Stefano Desideri, alla Roma dal 1985 al 1991, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo, parlando del suo passato in maglia giallorossa. Le sue parole:

Stefano Desideri, per tutti Ciccio, partiamo da qui. A Roma ha passato anni speciali. Soprattutto per un ragazzo romano e romanista come lei.
«Esordire all’Olimpico è un’emozione difficile da spiegare per uno tifoso come me. Ho sempre dato tutto per Roma e per la Roma, infatti qualcuno mi chiamava “il legionario”. Devo un grazie particolare a Eriksson che ha avuto fiducia e mi ha fatto esordire. E pensare che la notte prima del debutto stavo per rovinare tutto…».

(…)

È vero che lei a Milano non voleva nemmeno andarci? 
«Non è così, vorrei spiegarmi bene. Io non volevo andare via da Roma, è molto diverso. Mi dissero che la società aveva bisogno di soldi e che io ero uno di quelli con più mercato. Non mi fu data scelta».

Certo, se ne fosse andato con uno scudetto in bacheca magari lo avrebbe fatto più a cuor leggero. 
«Sta toccando un tasto dolente, quel Roma-Lecce è una ferita ancora aperta. Ma non solo per me eh, per tutti miei compagni di allora. Quando ci vediamo a cena ancora ne parliamo e sono passati quarant’anni. Ognuno ha qualcosa che cambierebbe. Io avrei vinto uno scudetto con la squadra che amo. Posso dirle che è uno dei due rimpianti più grandi della vita».

A Roma eravate un grande gruppo. Chi era il suo modello?
«Direi Agostino Di Bartolomei. Era il mio idolo, ne studiavo i movimenti e ne ammiravo la grande professionalità. Però era uno spettacolo anche vedere i dribbling di Bruno Conti e i colpi di testa di Pruzzo. In ogni allenamento c’erano almeno due o tre prodezze da ammirare».

Chi di loro le ha insegnato di più?
«Qui è facile: Carlo Ancelotti senza dubbio. È stato un maestro per me. In campo era un vero duro, ti insegnava come entrare e come posizionarti correttamente. Poi, invece, fuori dal campo era uno spasso. Quante cene e quante risate ci siamo fatti».

(…)

Il ritorno a Roma è un caso politico. Trasferta «sospesa» in Europa League: i tifosi rossoblù temono la grande beffa

«Giudizio sospeso»: verosimilmente in attesa della gara d’andata del 12 marzo al Dall’Ara. Con quell’aggettivo, sospeso, che prefigura già l’ombra di un’ingiustizia e che nel dubbio fa correre un brivido lungo la schiena al popolo rossoblù, già intento a prenotare pullman, viaggi in treno e soggiorni in hotel per l’agognato viaggio all’Olimpico. I biglietti per i tifosi rossoblù per il Roma-Bologna del 19 marzo rischiano di diventare, se non un caso politico, di sicuro qualcosa che assomiglia molto a un caso diplomatico. E al lavoro ci sono già le diplomazie di Figc, Uefa, Viminale e dei due club, Bologna e Roma. Tutto nasce dall’ultima determinazione dell’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive, che dopo aver aperto solo parzialmente la trasferta ai tifosi giallorossi per la sfida d’andata del 12 marzo al Dall’Ara (negando la vendita dei biglietti in curva ospiti ai residenti di Roma e provincia ma consentendola a tutti gli altri ‘extra provincia’ ma in possesso di tessera del tifoso) formalmente si è preso una pausa di riflessione sul Roma-Bologna del 19 marzo all’Olimpico, ovvero sull’opportunità vendere biglietti senza limitazioni ai tifosi rossoblù nel settore ospiti dell’impianto romano. (…) Nessun provvedimento restrittivo, invece, oggi è in atto contro i tifosi rossoblù, il cui divieto di trasferta (a seguito degli incidenti del 10 gennaio a Como) è formalmente ‘scaduto’ il 2 marzo a Pisa. (…) La sensazione è che l’ago della bilancia sarà la gara d’andata del 12 marzo al Dall’Ara. Per far viaggiare 4 mila bolognesi tutto quel giorno in tema di ordine pubblico dovrà filare liscio. Sperando che basti.

(Il Resto del Carlino)