Di Biagio: “Pellegrini? Deve fare molto di più ma c’è un problema di comunicazione e valutazione. Mancini potrebbe essere l’allenatore ideale per la Roma”

IL ROMANISTA – Luigi Di Biagio, ex calciatore di Roma e Lazio, ha rilasciato un’intervista al quotidiano a tinte giallorosse e tra i vari temi trattati si è soffermato sul Derby della Capitale, in programma oggi alle ore 20:45. Ecco le sue parole.

Cos’è il derby?
«Il derby è tanto, ma voglio dirti subito una cosa: ricordatevi tutti che quando vado a vedere Roma-Lazio io tifo Roma, va bene? Siccome questa è la domanda del secolo non mi chiedete più per chi tifo: io tifo Roma e basta».

Ne hai giocati nove senza mai vincerne nemmeno uno…
«Una cosa che mi è rimasta dentro anche perché non riuscivo mai a giocarli bene, con questa bugia che fossi laziale facevo una fatica enorme. La verità è che tengo molto più io alla Roma che tanti altri che si vantano di esserne tifosi. Ti sto dicendo qualcosa di importante che mi pesa tantissimo, perché avrei voluto dimostrare molto di più soprattutto nei derby, cosa che non mi è riuscita. A Milano dove non li sentivo nella stessa maniera, ho giocato bene e fatto diversi gol. La Lazio è la squadra alla quale nella mia carriera ho segnato di più, se le avessi fatto tre gol nel derby sarei stato l’uomo più felice al mondo. La speranza è che stavolta si possa ripartire tutti insieme e ritrovare quell’entusiasmo che meritano i tifosi, la Roma deve tornare almeno tra le prime sei, così non va bene».

Pellegrini?
«Quello che sta succedendo a Lorenzo mi colpisce al cuore perché lui praticamente è mio figlio. Io dico che c’è un problema di comunicazione e valutazione nei suoi confronti, ma lui può e deve fare molto di più. Per me è una mezzala, ma è talmente intelligente e forte che può giocare dietro la punta, davanti, in mezzo al campo. Perché parlo di un problema di comunicazione? Perché il rapporto con la tifoseria in realtà non è mai sbocciato, non so per quali motivi, ma se fai dieci partite bene e non vieni mai valorizzato e una male e vieni fischiato alla prima palla che tocchi, c’è qualcosa che non torna a livello empatico. Togliendo questa stagione, Pellegrini ha fatto 45 gol e 35 assist in quattro anni, ma ogni giocata negativa diventa un caso. Per dire, a Como è entrato sullo 0-1 a venti minuti alla fine, ha provato a fare una filtrante, è arrivato il secondo gol e sembra che la Roma abbia perso per colpa sua. Per me bisognerebbe proteggere un po’ di più i giocatori, Ranieri ha talmente tanta esperienza che sicuramente sta cercando di fare del suo meglio. Un allenatore vive di sensazioni e di situazioni proprio al minuto, nessuno sa come si allena Pellegrini, cosa si sono detti con Claudio. Però so quanto Lorenzo tenga alla Roma e so quello che ha fatto per non andare via quando in momenti migliori lo volevano tante squadre. Quali? Le più forti d’Europa, ti dico solo questo e mi fermo. Poi, ripeto, deve dare di più e non cercare scusanti perché è il capitano della Roma, un riferimento importante per tutti e ha delle responsabilità. Mi permetto di dire queste cose perché Lorenzo sa che rapporto abbiamo, il bene che gli voglio e quello che penso di lui».

C’è qualcosa che Daniele De Rossi ha sbagliato da allenatore della Roma?
«Ho parlato con Daniele, qualcosa mi ha raccontato, qualcosa no e certe cose ce le teniamo per noi. Penso che alla fine i risultati facciano sempre la differenza. Forse ha pagato che tra l’anno scorso e questo, le cose non stessero andando troppo bene, ma la domanda è: perché tre anni di contratto? Forse ha detto qualcosa che ha infastidito i Friedkin, forse pesavano la sua personalità e il legame con i tifosi, non so. Evidentemente c’è qualcosa che sfugge a tutti quanti, qualcosa che non sappiamo».

Mancini può essere l’uomo giusto l’anno prossimo?
«Roberto lo vedo bene in tante situazioni, l’ho sentito in questi giorni ed è sempre carico, ottimista, visionario. Quando parla di alcune squadre ha il sole negli occhi, Roma compresa perché è una squadra forte che può fare molto meglio, sicuramente giocare un buon calcio. Potrebbe esserne l’allenatore ideale, me lo auguro per tanti motivi».

Se ti dico Totti, cosa rispondi?
«Che è il stato calciatore italiano più completo con cui abbia giocato. Tra i più forti secondo me insieme a Baggio, Del Piero, Vieri, ma Francesco è stato il prototipo del giocatore moderno vent’anni prima. Ecco, mettiamola così: a livello di assist-man, bomber, personalità, carisma, probabilmente è stato il numero uno».

Ma si dice che non fosse un leader.
«In campo lo era assolutamente, ragazzi non scherziamo. In partita aveva una leadership impressionante senza parlare, sapevi che c’era, aveva carisma, voleva la palla, non aveva paura di niente. Anche Pirlo fuori dal campo non diceva una parola, non ti accorgevi nemmeno che ci fosse, ma se mi chiedi se lui e Totti sono stati dei leader la risposta è assolutamente sì».

 

Capello ha provato a fermarti quando sei andato all’Inter?
«Il primo mese sembravo suo figlio, mi diceva: “Aiutami con Candela che vuole andare via, aiutami perché faremo una grande squadra”. Considera che io e Delvecchio stavamo andando al Chelsea da Vialli e che anche Aldair era in parola con l’Inter, ma ho fatto quello che mi chiedeva. Poi di giovedì sera, il sabato iniziava il campionato, mi chiama Lele Oriali che già mi voleva portare al Bologna due anni prima e mi dice: «Verresti all’Inter?» Cado dalle nuvole, gli chiedo perché mi stia facendo questa domanda e lui mi risponde “Perché so che sei sul mercato”. Te la faccio breve, il venerdì sera sono a Milano, mi hanno venduto senza nemmeno farmi una telefonata, né Capello, né Sensi. Dicevo a mia moglie: ma è possibile che stia andando a Milano? È la prima volta che racconto questa storia, ho sofferto tantissimo perché non volevo andare via e invece… alla seconda di campionato c’è Roma-Inter e tutto lo stadio mi fischia dandomi del traditore. Nessuno dalla Roma si è sentito in dovere di avvisarmi, zero assoluto. Mamma mia, è stata una cosa orrenda».

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Amantino Mancini: “Alla Roma sei anni meravigliosi, Trigoria è stata la mia casa. Il gol di tacco nel derby un momento unico”

ASROMA.COM – Amantino Mancini, ex esterno offensivo della Roma, ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club giallorosso nel corso del podcast “Serie A Preview” a poche ore dal Derby della Capitale, valido per la diciannovesima giornata di Serie A e in programma oggi alle ore 20:45. Ecco le sue parole.

Mi hai detto che hai trovato Trigoria cambiatissima…
“È motivo di felicità e orgoglio tornare in quella che è stata la mia casa. Sono stati sei anni meravigliosi, indossare questi colori è difficile perché l’ambiente è molto caldo ma io sono grato a questo club”.

Cosa hai provato quando sei tornato a Trigoria?
“Oggi è un’altra Trigoria, ora è molto più bella. Per me è tra i centri sportivi migliori al mondo. Mi sono passati in mente tutti i ricordi, sono arrivato qui da ragazzino ed era la mia prima esperienza all’estero in una squadra così importante. Ho ripensato a tutte le volte che ho fatto questa strada, è bello rivivere questi momenti”.

È diverso giocare nella Roma?
“Molto diverso. I romani sono molto caldi, come i brasiliani. Io ho giocato all’Inter ed è molto diverso rispetto al modo in cui si vive il calcio a Roma. I tifosi ti apprezzano, sei un punto di riferimento. Ho vissuto momenti meravigliosi, in questa città si respira calcio. Quando sono arrivato a Fiumicino era giugno e i tifosi mi dissero subito: ‘Mi raccomando al derby’. La partita però si giocava a novembre, quindi mi avvisarono con quattro mesi di anticipo… Lì capisci cosa sono i tifosi della Roma, sono speciali”.

Il tuo gol di tacco al derby?
“Momento unico. Emerson fa il mio stesso momento ma lui lo fa rasoterra, mentre io al volo. Fu un gol importante, il mio primo in Serie A. Fare un gol così è anche fortuna ma c’è anche il gesto tecnico da sottolineare. Gol indimenticabile, mi ha dato molta fiducia. Per un esterno 40 gol in Serie A sono tanti”.

I tifosi dopo il tuo gol al derby?
“Inizialmente non realizzavo cosa avevo fatto, l’ho capito dopo. I tifosi mi fermavano per strada. Poi ho riguardato il gol e ho capito l’importanza di ciò che ho fatto”.

Come vedi questo derby?
“Due momenti differenti ma il derby è sempre equilibrato, è una partita particolare. Contro il Milan la Roma ha fatto una grandissima partita, meritava di vincere. Andare a San Siro e giocare così prima del derby è tanta roba, Ranieri è stato bravo a capire la partita e mi auguro che domenica la Roma possa vincere”.

Come valori assoluti la Roma ha giocatori importantissimi…
“Il derby è una partita diversa dalle altre. Serve la mentalità giusta e il sangue agli occhi. Entrando in campo così ci sono maggiori possibilità di vincere”.

Il gol al Lione?
“Il difensore mi sta ancora cercando (ride, ndr). Quel Lione era molto forte, abbiamo fatto una grandissima partita in un campo difficile. Fu un risultato molto bello, se non sbaglio il mio gol è stato inserito tra i dieci gol più belli della Champions League. Con Spalletti giocavamo benissimo, la squadra si conosceva”.

La doppietta a Udine?
“Udine mi ha sempre portato fortuna. Lì giocai la mia prima partita con la maglia della Roma e feci assist a Delvecchio. Poi feci la doppietta e un’altra volta feci dieci doppi passi e guadagnai il rigore. Fu una partita indimenticabile”.

Eravate un bellissimo gruppo.
“Era il nostro DNA. Spalletti è l’allenatore con cui mi sono trovato meglio, anche Capello è stato importante perché mi fece debuttare. Spalletti mi ha insegnato tanto in campo, è un grande studioso. Scendere in campo con lui era bello, la squadra sapeva cosa fare. Giocavamo a memoria, sapevamo tutti i movimenti e avevamo dei meccanismi perfetti. Abbiamo fatto 11 vittorie di fila, peccato per il gol di Materazzi. Era un piacere vedere quella Roma”.

Un protagonista nel prossimo derby?
“Dybala, una doppietta sua non sarebbe male…”.

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Primavera, ROMA-HELLAS VERONA 1-2: il 2025 si apre con un ko, interrotta la striscia di 7 vittorie consecutive (FOTO e VIDEO)

Il 2025 della Roma Primavera si apre con un risultato scioccante: i giallorossi, reduci da sette vittorie consecutive, cadono allo Stadio Tre Fontane per 1-2 contro l’Hellas Verona e interrompono la striscia di risultati utili. La gara si complica immediatamente: al 6’ Golic scivola a centrocampo, gli scaligeri partono in contropiede e si portano in vantaggio con Monticelli. La reazione degli uomini di Falsini è immediata e al minuto 14 Levak pareggia i conti con un colpo di testa di calcio d’angolo di Marazzotti. A inizio ripresa la Roma commette un altro gravissimo errore e si rivelerà fatale: Jovanovic si avventa sulla punizione battuta da Agbonifo e si scontra con Reale, il portiere perde la palla e Kurti segna a porta vuota. I capitolini perdono così 1-2 e restano in vetta alla classifica con 36 punti, ma in caso di vittoria del Sassuolo contro la Sampdoria scenderebbero al secondo posto. L’Hellas Verona, invece, sale in nona posizione a quota 28.

IL TABELLINO

ROMA: Jovanovic; Nardin, Mirra (62′ Marchetti), Golic (46′ Reale), Cama (81′ Litti); Levak, Romano, Marazzotti; Graziani (54′ Zefi); Della Rocca (54′ Coletta), Misitano.
A disp.: Kehayov, Seck, Mlakar, Di Nunzio, Sugamele, Bah.
All.: Falsini.

HELLAS VERONA: Magro; Nwanege (93′ Philippe), Kurti, Nwachukwu, Corradi; Agbonifo (63′ Cruz), Szimionas, Dalla Riva, Monticelli; Pavanati (81′ Barry), Vermesan.
A disp.: Zouaghi, Popovic, De Rossi, Vapore, Jablonski, Stella, Albertini, Devoti.
All.: Sammarco.

Arbitro: Djurdjevic. Assistenti: Barcherini – Cardinali.

Marcatori: 6′ Monticelli, 14′ Magro, 48′ Kurti.

Ammoniti: Levak (R), Golic (R), Dalla Riva (HV), Sammarco (HV), Romano (R), Coletta (R).


LA CRONACA DELLA PARTITA

Secondo tempo

95′ – Termina qui: Roma 1-2 Hellas Verona.

93′ – Cambio Hellas Verona: fuori Nwanege e dentro Philippe.

90′ – Cinque minuti di recupero.

89′ – Ammonito Coletta.

85′ – Cartellino giallo per Romano.

84′ – Ammonito l’allenatore dell’Hellas Verona Sammarco per proteste.

82′ – Ammonito Dalla Riva.

81′ – Cambio per l’Hellas Verona: fuori Pavanati e dentro Barry. Ssotituzione Roma: fuori Cama e dentro Litti.

80′ – Super intervento di Jovanovic su Cruz, si resta sull’1-2.

72′ – Ci prova ancora Misitano, conclusione di poco al lato.

68′ – Marazzotti scarica per Misitano, il quale perde tempo per calciare e colpisce male la sfera.

66′ – Conclusione pericolosa di Szimionas con il mancino, Jovanovic si distende in tuffo e manda in corner.

63′ – Sostituzione Hellas Verona: fuori Agbonifo e dentro Cruz.

62′ – Si fa male Mirra in seguito a un intervento su Pavanati: il difensore chiede il cambio e al suo posto entra Marchetti.

59′ – Vermesan vicino al tris, palla di poco fuori.

54′ – Cambio Roma: esce l’infortunato Graziani, al suo posto Zefi. Fuori anche Della Rocca per Coletta.

48′ – Altro regalo della Roma e 1-2 per l’Hellas Verona! Punizione di Agbonifo, Jovanovic esce e si scontra con Reale, il portiere perde la palla e Kurti segna a porta vuota.

46′ – Al via la ripresa. Un cambio per la Roma: fuori Golic e dentro Reale.

Primo tempo 

46′ – Fine primo tempo.

45′ – Un minuto di recupero.

42′ – Roma vicinissima al 2-1: Misitano calcia con il destro e Magro salva con un grande intervento.

40′ – Cartellino giallo per Golic.

34′ – Hellas Verona a un passo dal raddoppio con Monticelli ma Mirra si oppone.

28′ – Ammonito Levak per un intervento in ritardo su Pavanati.

21′ – Pavanati si presenta da solo davanti a Jovanovic, ma il portiere della Roma salva tutto con un grande intervento.

16′ – Nwachukwu calcia potente dalla distanza, palla di poco al lato.

14′ – PAREGGIO DELLA ROMA! Calcio d’angolo di Marazzotti, Levak svetta di testa e buca Magro.

6′ – Hellas Verona in vantaggio! Golic scivola a centrocampo, Nwanege imbuca per Vermesan, il quale si presenta davanti a Jovanovic e serve Monticelli che non sbaglia a porta sguarnita.

1′ – Al via il match.


PREPARTITA

10:50 – La Roma annuncia la formazione ufficiale scelta da Falsini. Intanto è in corso il riscaldamento.

Serie A, Verona-Udinese 0-0: friulani a +5 sulla Roma

Finisce senza reti il posticipo del sabato di Serie A tra Verona e Udinese. Un pareggio che permette ad entrambe di consolidare le proprie posizioni in campionato: l’Udinese è al 9° posto, sopra la Roma di 5 punti, mentre il Verona con questo pari è 14°, a +5 sul Cagliari terz’ultimo. Espulso Serdar per doppia ammonizione al 71′.

KONÈ: “Il derby sarà una battaglia. Mai pentito di aver scelto la Roma, possiamo arrivare in fondo in Europa League”

IL ROMANISTA – Manu Koné ha rilasciato un’intervista al quotidiano a tinte giallorosse che sarà pubblicata domani e distribuita nell’edizione gratuita all’Olimpico. Questa un’anticipazione delle parole del centrocampista francese dal titolo “Mai pentito di aver scelto la Roma. Il derby sarà una battaglia, Ranieri un grande”.

Sul connazionale Guendouzi che domani sarà avversario nel derby: “In campo non ho amici, non faccio sconti a nessuno. Possiamo arrivare in fondo in Europa League”.

Proprio sul derby, Koné ha detto: “Ne ho giocati altri, ma tra squadre rivali e non un derby di città come questo. Per me sarà la prima volta, capisco che è qualcosa di enorme, ma veniamo da una bella prestazione. Cercheremo di fare del nostro meglio”.

Juric, altra sconfitta: il Southampton crolla in casa, 0-5 contro il Brentford

Altra sconfitta per Juric e il suo Southampton, questa volta però particolarmente pesante. La squadra allenata dall’ex tecnico giallorosso è crollata in casa, davanti ai propri tifosi: clamoroso 0-5 contro il Brentford. La classifica rimane disperata: la squadra di Juric ha soltanto 6 punti, con la penultima a quota 14.

Curva Sud, le indicazioni per la coreografia: “Sarà fondamentale il contributo di ognuno di voi. Carica romanisti”

Domani sera alle 20.45 il fischio d’inizio del derby di Roma, che vedrà impegnati in campo i ragazzi di Ranieri e quelli di Baroni. Per la coreografia, Lorenzo Contucci ha diffuso su Instagram il messaggio della Curva Sud:

“INSIEME PER LA COREOGRAFIA:

È arrivato il giorno del derby, per la riuscita della coreografia sarà fondamentale il contributo di ognuno di voi:

– Non spostate PER NESSUN MOTIVO i cartoncini posizionati al vostro posto.

– Aspettate il solito segnale dato dalla bandiera al centro della curva per l’apertura della coreografia

– Seguite le indicazioni dei ragazzi dei gruppi, lasciate in tasca i telefoni e per tutta la durata della coreografia NON sventolate bandiere, stendardi o sciarpe e non accendete torce e fumogeni.

CARICA ROMANISTI

 

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Lazio: recuperati Noslin e Lazzari. Striscione a Formello: “Senza paura, la Nord vi guarda le spalle” (FOTO)

Baroni recupera due pedine in vista del derby di domani. Oggi pomeriggio la Lazio è scesa in campo per l’allenamento a porte aperte alla vigilia della stracittadina di domani e il tecnico biancoceleste ha recuperato Noslin e Lazzari, entrambi considerati in dubbio. Anche Castrovilli si è allenato con il gruppo.

A Formello i tifosi biancocelesti hanno esposto uno striscione che recita: “Senza paura ragazzi, la Nord vi guarda le spalle!”.

Roma-Lazio, cambia l’arbitro: Pairetto sostituisce Guida

Variazione per il direttore di gara del derby di domani. In Roma-Lazio l’arbitro Marco Guida, si legge sul sito dell’Aia, sarà sostituito da Luca Pairetto. Ecco la squadra al completo per il match di domani sera, fischio d’inizio ore 20.45:

ROMA – LAZIO     Domenica 05/01 h. 20.45

PAIRETTO

ALASSIO – ROSSI C.

IV:       CHIFFI

VAR:      MAZZOLENI

AVAR:      PEZZUTO

(aia-figc.it)

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