Como, Da Cunha: “Champions? Più difficile arrivare in nazionale”

SKY SPORT INSIDER – Il Como, a otto giornate dal termine del campionato, occupa il quarto posto che vale l’accesso alla prossima Champions League. La squadra di Fabregas nelle ultime settimane sta alzando sempre di più il proprio rendimento, le vittorie contro le dirette concorrenti Juventus e Roma hanno dato ulteriore spinta ai Lariani che si trovano a tre lunghezze di vantaggio da entrambe. A parlare è il capitano del Como, e pilastro del centrocampo, Lucas Da Cunha. Ecco le sue parole.

L’ambizione della convocazione in nazionale visto le ottime prestazioni con la maglia del Como?
«Francia e Portogallo? Oggi la vedo un po’ di più come un obiettivo, perché sento che, se continuo a fare bene, posso meritare anche io una chiamata. Ma non è qualcosa a cui penso ogni giorno. Devo concentrarmi sul mio lavoro e sul Como. Poi, se un giorno arriverà la chiamata, sarò molto contento. È sicuramente qualcosa di importante per la mia carriera».

Più difficile la nazionale o la Champions con il Como?
«Secondo me è più difficile arrivare in nazionale».

VAI ALL’INTERVISTA INTEGRALE

Napoli, caso Lukaku: l’attaccante è irreperibile. Atteso dal club lunedì in ritiro o sarà fuori rosa

Nonostante ci sia la sosta per le nazionali, in casa Napoli si stanno vivendo ore particolarmente calde e il protagonista della clamorosa vicenda è Romelu Lukaku. Nei giorni scorsi il centravanti aveva raggiunto il ritiro del Belgio e, in accordo con lo staff medico, aveva deciso di non partire con la squadra per le amichevoli negli Stati Uniti. L’attaccante sarebbe dovuto quindi tornare in Campania per continuare ad allenarsi a Castel Volturno, ma tutto questo non è mai accaduto: Lukaku ha scelto di restare nella sua terra natale per tutta la settimana e di allenarsi con il preparatore atletico personale, comunicando alla società partenopea che non sarebbe tornato e scatenando l’ira del club. Ad oggi il trentaduenne si trova ancora in Belgio e, come rivelato dall’emittente televisiva, il Napoli gli ha dato un ultimatum: se non sarà a Castel Volturno entro martedì sarà ufficialmente fuori rosa.

Non è la prima volta che Lukaku è protagonista di episodi controversi, dato che anche al Chelsea e all’Inter si verificarono situazioni simili. I Blues spesero 115 milioni di euro per acquistarlo nell’estate del 2021, ma a dicembre fu temporaneamente messo fuori rosa per un’intervista a Sky Sport in cui ammise di voler tornare all’Inter e in estate fu ceduto proprio ai nerazzurri. L’anno seguente, invece, mandò su tutte le furie la Beneamata: l’Inter aveva chiuso il suo dal Chelsea per 40 milioni totali, ma né l’attaccante né l’agente risposero al telefono poiché stavano trattando con la Juventus alle spalle dei nerazzurri. La società milanese decise quindi di non procedere con l’acquisto nonostante la riapertura da parte del centravanti, il quale alla fine si trasferì alla Roma negli ultimi giorni di mercato.


Ulteriori dettagli arrivano da Alfredo Pedullà: l’attaccante belga avrebbe staccato il telefono risultando di fatto irreperibile, un comportamento che ricorda da vicino le modalità con cui si consumò il suo addio all’Inter. Il Napoli, profondamente irritato dall’atteggiamento del calciatore, ha ribadito l’ultimatum tramite l’entourage: Lukaku è atteso in ritiro entro lunedì, altrimenti si arriverà allo scontro totale con il club, pronto a tutelarsi in ogni sede.

(alfredopedulla.com)

VAI ALLA NEWS

Serie A: Ndicka tra i candidati al premio “Giocatore del mese di marzo”

Evan Ndicka si è trasformato in un difensore goleador ed è reduce da tre reti nelle ultime quattro giornate di Serie A. Numeri importanti dal punto di vista offensivo, che gli sono valsi la candidatura al premio “Giocatore del mese di marzo” del campionato italiano. In questo periodo il classe ’99 ha segnato due gol (contro Juventus e Genoa) e ha contribuito anche alla vittoria della Roma contro il Lecce. Inoltre ha messo a referto dati importanti nelle tre gare giocate a marzo: 170 passaggi (91% riusciti), 100% di tiri in porta e 30.5km percorsi.

Gli altri giocatori in lizza per il titolo sono Jeremie Boga della Juventus, Keinan Davis dell’Udinese, Tasos Douvikas del Como, Strahinja Pavlovic del Milan e Giovanni Simeone del Torino.

(potm.easports.com)

VAI ALLE VOTAZIONI

Como, Ludi: “Corsa Champions? Roma e Juve sono pericolose, ma noi abbiamo Fabregas. Il quarto posto sarebbe un traguardo storico”

RADIO RADIO – Carlalberto Ludi, direttore sportivo del Como, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dell’emittente radiofonica e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla corsa Champions che coinvolge i lariani, la Roma e la Juventus. Ecco le sue parole.

Vi aspettavate a inizio stagione di essere quarti a questo punto?
“No, in agosto non potevamo pensarlo, potevamo solo sognarlo. Già in estate, ma anche quotidianamente, lavoriamo per crescere e migliorare questa squadra. Eravamo sicuri che avesse tanto valore tecnico e sappiamo che l’allenatore è un fenomeno nel valorizzare i ragazzi. Speravamo di far molto bene. Ora stiamo sognando al quarto posto, ma manca ancora tantissima strada”.

Fabregas resterà anche il prossimo anno?
“Siamo in una ‘luna di miele’: c’è totale allineamento tra le sue ambizioni e quelle del club. Gli mettiamo a disposizione sempre più risorse per lavorare al meglio. Finché non accadrà qualcosa di straordinario sul mercato, andremo avanti insieme. Possiamo parlare solo di quello che offriamo noi: oggi non abbiamo paura che possa lasciarci”.

Gasperini e Spalletti; Roma e Juventus; chi è più pericoloso nella corsa Champions?
“Non faccio paragoni: sono tutte squadre molto pericolose. Noi abbiamo un’arma in più, che è il nostro allenatore. La competenza e la sicurezza con cui gestisce questo momento sono da tecnico navigato. Mancano tante partite, ma lui è un valore aggiunto”.

A cosa date priorità? Meglio il 4° posto o Coppa Italia?
“Non possiamo scegliere. Sono due traguardi storici. Siamo giovani, abbiamo voglia di lavorare e giocare. Il nostro obiettivo è vincere tutte le partite, anche se non sarà possibile. Faremo di tutto per arrivare fino in fondo in entrambe le competizioni”.

Sarete arbitri dello scudetto con le prossime sfide a Inter e Napoli…
“L’Inter ha tutto per vincere lo scudetto: è la squadra più attrezzata. Non vedo tutta questa preoccupazione. Noi penseremo al nostro percorso, poi che vinca il migliore. Anche il Napoli sarà un test importante”.

Il Como può diventare una grande e sognare lo scudetto?
“Parlarne oggi è quasi utopico. Ma noi ci consideriamo già grandi nell’ambizione e nel lavoro. Puntiamo all’eccellenza, con una mentalità da grande club. Vogliamo essere diversi, esclusivi. Il futuro dipenderà dal lavoro e dalla nostra voglia di migliorarci”.

Giudice sportivo: nessuno squalificato in casa Roma. Mancini ed El Aynaoui diffidati

Attraverso il consueto comunicato ufficiale, il Giudice Sportivo ha reso note le decisioni dopo la trentesima giornata di Serie A, con diversi calciatori fermati per una giornata a seguito delle sanzioni disciplinari.

Non arrivano però cattive notizie per la Roma: nessun giocatore giallorosso è stato inserito nell’elenco degli squalificati, al contrario dell’Inter, prossima avversaria dei giallorossi, che dovrà fare a meno di Carlos Augusto. Diffidati, invece, Mancini ed El Aynaoui, mentre con il Lecce è arrivata la prima ammonizione per Pisilli. La squadra potrà quindi presentarsi alla ripresa del campionato senza assenze legate a provvedimenti disciplinari.

VAI AL COMUNICATO

Lazio, Taylor: “Sento spesso Rensch, aspettiamo con ansia il derby. L’odio sportivo tra i biancocelesti e la Roma è profondo”

VI.NL – Kenneth Taylor, centrocampista della Lazio, ha rilasciato un’intervista al portale olandese e tra i vari temi trattati si è soffermato sul Derby della Capitale e sulla rivalità con la Roma. Ecco le sue dichiarazioni: “Mi sento spesso con il mio amico Devyne Rensch (suo ex compagno di squadra all’Ajax, ndr), ma la prima cosa che mi ha detto è stata: ‘Qui non possiamo assolutamente girare per la città insieme’. L’odio sportivo tra Lazio e Roma è incredibilmente profondo. Il 17 maggio ci sarà il derby ed è una partita che entrambi aspettiamo con ansia”.

VAI ALL’INTERVISTA INTEGRALE

Serie A, l’Inter frena a Firenze: 1-1 firmato Esposito e Ndour. Dopo la sosta c’è la Roma

Si chiude in pareggio il posticipo della 30ª giornata di Serie A tra Fiorentina e Inter. Allo stadio “Artemio Franchi”, la sfida termina 1-1, un risultato che rallenta la corsa della capolista e regala un punto alla formazione viola. L’Inter sblocca l’incontro dopo pochi secondi dal fischio d’inizio grazie alla rete di Francesco Pio Esposito. La Fiorentina resta però in partita e trova il gol del definitivo pareggio al 77′ con Cher Ndour.

In classifica, la squadra di Chivu sale a quota 69 punti, mantenendo un vantaggio di 6 lunghezze sul Milan (secondo). Per la Fiorentina la situazione resta delicata: i toscani si portano a +2 sulla zona retrocessione. Il risultato del Franchi interessa da vicino la Roma di Gian Piero Gasperini: alla ripresa del campionato dopo la sosta per le nazionali, i giallorossi saranno impegnati proprio contro l’Inter in un match cruciale per la corsa Champions.

Roma-Lecce, Falcone: “Il sogno della mia vita è giocare per la Roma, ma me lo devo meritare con il Lecce”

Wladimiro Falcone, portiere del Lecce, ha risposto alle domande dei cronisti al termine del match contro la Roma. Ecco le risposte del portiere della squadra di Di Francesco, rilasciate in conferenza stampa.

C’è un pizzico di rammarico? L’azione del gol?
Prima cosa: belli, bravi, grandi ragazzi…ok, ma zero punti. Devi fare punti anche contro le big e ora potevamo farlo. La Roma non era al meglio, c’è amarezza. Continuiamo a dire di ripartire dalla prestazione, ma servono punti. Sul gol si poteva fare meglio. Quando manchi nei dettagli, le grandi squadre ti puniscono“.

La mancata convocazione in nazionale?
Mai stato contattato da niente e da nessuno, neanche una presunta cena. Non ne faccio un dramma, mi va bene: sono focalizzato sul Lecce“.

Emozioni?
Ieri ero tranquillo, pensavo di aver superato l’emozione. Oggi invece avevo lo stomaco chiuso, in questo stadio avrò sempre un sentimento particolare. Darò però sempre una mano alla squadra“.

Sulla mancata chiamata dall’Italia, potevi forse fare qualche scelta diversa?
Forse sì, ma io ho il mio percorso: sono arrivato in Serie A a 27 anni e per me è tanta roba esserci ancora. Forse, Gattuso ha preferito questa cosa: Meret merita di essere lì. Non faccio un dramma, ma mi sarebbe piaciuto andarci“.

Ce l’hai il pensiero di venire qui a giocare per la Roma?
I tifosi leccesi sanno la mia fede, ma ogni volta mi augurano di esaudire il mio sogno. C’è e ci sarà, per me il sogno della vita è giocare per la Roma: me lo devo meritare con la maglia del Lecce“.

Roma-Lecce: piccolo affaticamento al polpaccio sinistro per Mancini, ma andrà in Nazionale. Il difensore rassicura: “Nulla di grave”

Cambio forzato per la Roma all’inizio del secondo tempo contro il Lecce. Gianluca Mancini non è rientrato in campo dopo l’intervallo, lasciando spazio a Ghilardi. Il difensore giallorosso, ripreso dalle telecamere, ha indicato allo staff medico il punto dolorante al polpaccio sinistro, segnale chiaro di un fastidio accusato già nel corso della prima frazione. Una situazione che ha spinto lo staff a non rischiare, optando per la sostituzione immediata. Le condizioni del centrale saranno ora valutate nelle prossime ore.


Come riportato dal giornalista Paolo Assogna, Gianluca Mancini ha accusato un piccolo affaticamento al polpaccio sinistro. La situazione è sotto controllo e non c’è particolare preoccupazione, come sottolineato anche dal numero 23: “Nulla di grave“, le parole del difensore. Il centrale giallorosso partirà regolarmente con la Nazionale e sarà valutato a Coverciano dallo staff medico del commissario tecnico Gennaro Gattuso.

(Sky Sport)

Roma-Lecce, Di Francesco: “Bravi loro, un po’ ingenui noi. Vaz ha aspettato noi per segnare…”

Al termine del match fra Roma e Lecce Eusebio Di Francesco ha parlato ai microfoni delle tv. Ecco le dichiarazioni rilasciate dall’allenatore degli avversari di oggi.

DI FRANCESCO A SKY SPORT

Peccato perché creare opportunità a Roma non è facile, contro una squadra compatta come loro e noi facciamo fatica a fare gol. Abbiamo preso un gol per una loro bella giocata. Bravi loro, un po’ ingenui noi nel concedere quel cross. Avevamo l’opportunità per rimetterla a posto ma abbiamo impensierito troppo poco la Roma“.

Per il Lecce in avanti è meglio avere Stulic o Cheddira?
Abbiamo creato, c’è stata la doppia occasione limpidissima e poi anche in altre situazioni potevamo fare meglio. Stiamo lavorando su queste cose. Entrambi gli attaccanti hanno caratteristiche differenti. Ora Cheddira sta giocando un po’ meno dall’inizio, ma non è che con lui vinciamo sempre. I due giocatori si contendono un po’ il posto per cercare di mettere in difficoltà gli avversari. Oggi con Stulic l’intenzione era tirare fuori i loro centrali per poi poterli attaccare alle spalle. Non avendo avuto un palleggio nitido … La Roma mi ha sorpreso fisicamente, me li aspettavo un po’ più stanchi e invece li ho visti carichi e determinanti. Una reazione da squadra forte, che tira fuori quell’orgoglio e quella forza in più in una partita dove pensavamo di potergli creare qualche difficoltà in più a livello offensivo. Sempre una buona prestazione ritengo che abbia fatto la mia squadra“.

Che impressione le ha fatto Vaz?
Vaz ha aspettato noi per poter fare gol. Ma si vede che con Tiago Gabriel è stato un bel duello. Ha buona gamba, protezione palla. Cresce e sta maturando, deve inserirsi nel nostro calcio ma ha potenzialità“.

DI FRANCESCO A DAZN

Altra buona prestazione ma tornate a casa senza punti.
Oggi siamo stati meno incisivi rispetto a Napoli ma abbiamo avuto due grandi opportunità per segnare. Siamo stati un po’ sfortunati e ingenui sul gol preso. Potevamo essere più pericolosi in un paio di occasioni e più lucidi col pallone“.

Vi è mancato Banda in contropiede?
Banda ha più velocità, a Stulic chiediamo di tenere palla. A volte serve più pazienza,
Banda non era nelle condizioni migliori e non avevo grandi alternative davanti vista l’assenza di Sottil. Potevamo innescarlo meglio, l’obiettivo era questo, legato alle sue caratteristiche che poteva dare più fastidio alla Roma
“.