Di lui qualche anno fa si parlava come del nuovo crack del calcio francese. A soli 20 anni Mathys Tel ha ancora le speranze intatte ed ha già 83 partite con il Bayern Monaco e un’esperienza in Premier League. È lui l’uomo in cima alla lista di Gian Piero Gasperini. L’ala del Tottenham a Londra è scontenta complice anche l’esclusione dalla lista Champions. In questa stagione ha giocato poco, appena 8 presenze. Ma, anche due gol come quello pesantissimo rifilato al Manchester United. Gli Spurs lo hanno riscattato in estate per 35 milioni di euro e non intendono cederlo a titolo definitivo. Alla Roma piace molto per le sue caratteristiche tecniche e Gasp saprebbe come sfruttarlo. Dopo l’estate del tormentone Jadon Sancho, il club giallorosso ha individuato l’uomo giusto per sprintare sulla fascia sinistra.
“Questo stadio è nato quasi 15 anni fa però hai la percezione di uno stadio bello, moderno e funzionale. Quando si progetta un nuovo stadio la sostenibilità va bene però deve anche essere flessibile, perché comunque tutto cambia, anche l’aspettativa del tifoso, della società, degli sponsor cambia ed evolve. La cosa fondamentale su cui noi stiamo puntando con tutte le società che stanno aprendo i nuovi stadi è di essere agili, non fare strutture chiuse ma strutture dove è possibile aumentare la capienza ma anche flessibilità in termini degli spazi”. Lo ha detto Michele Uva, Director of Football & Social Responsibility dell’Uefa, durante il Social Football Summit in corso all’Allianz Stadium di Torino, spiegando che “una volta c’erano gli sky box, adesso l’evoluzione è quello di avere grandi aree, perche gli eventi sportivi diventano anche un B2B. Uno stadio deve essere fatto assolutamente agile”.
SPORTMEDIASET – Torna a parlare Matias Soulé. L’esterno della Roma è intervenuto ai microfoni del programma sportivo per parlare della stagione attualmente in corso, della sua crescita, di Gian Piero Gasperini e non ha nascosto il sogno di poter rimanere a lungo nella Capitale. Ecco le sue parole.
Sul sogno di restare a lungo “Mi trovo benissimo qui, sono molto felice della città, della gente, di Roma. L’anno scorso non è iniziato bene, ma ho rimediato. Sogno di stare in questo club a lungo. Speriamo che succeda”.
Sulla sua stagione “Provo a dare il massimo in ogni partita per aiutare i miei compagni, non solo con gol e assist, ma facendo quello che chiede Gasperini. Penso sia fondamentale. Viene prima la squadra. Siamo una famiglia, lottiamo per gli obiettivi comuni”.
Su Gasperini “Mi ha cambiato e migliorato in tutto, è un grandissimo allenatore, con una mentalità vincente. Ti trasmette subito quello che vuole. A me piace che con lui si gioca a calcio, si ha la palla, si pressa in avanti. Chi gioca in attacco è il primo difensore per recuperare il possesso e aiutare la squadra a salire rubando palla agli avversari nella loro metà campo. Questo è il suo marchio di fabbrica. Mi trovo molto bene in mezzo al campo, trequartista o esterno. Ho libertà e mi trovo benissimo”.
Sulla Roma prima in classifica “I punti in classifica che abbiamo li abbiamo guadagnati, ma dobbiamo pensare per partita per partita. Questo è solo l’inizio, la stagione è molto lunga. Continuando su questa strada possiamo ambire a restare in alto, a essere lì, a essere competitivi come vogliamo noi e la nostra gente. Dobbiamo migliorare in settimana, pensare a un match per volta e poi vedremo dove saremo arrivati”.
DAZN – Torna a parlare Francesco Totti e lo fa in occasione del Grand Slam Padel Show. Tra i vari temi trattati il Capitano si è soffermato sulla corsa scudetto, sul lavoro di Gian Piero Gasperini alla Roma e sulla coppia formata da Matias Soulé e Paulo Dybala. Ecco le sue dichiarazioni.
Nico Paz, Yildiz e Soulé: chi preferisci? “Sono tre giocatori totalmente diversi, anche se secondo me i numeri 10 sono altri. In questo contesto quello che mi intriga più di tutti è Nico Paz. L’ho visto contro la Juventus e ha fatto delle giocate mostruose, è maturo e responsabile. Devo dimostrare tanto, ma quando c’è fa la differenza”.
Chi è favorita per lo scudetto? “Quest’anno ci sono soprattutto tre squadre: Napoli, Inter e Milan, che lotteranno fino alla fine per vincere il titolo. Ho rivalutato il Milan perché, giocando una volta a settimana, ha più tempo per recuperare e organizzare. In più i rossoneri hanno un grande allenatore come Allegri, il quale riesce a gestire tutto quanto”.
Come hai visto Gattuso in Nazionale? “E’ partito con il piede giusto, ma finora non ha fatto nulla. L’obiettivo primario è partecipare al Mondiale”.
Abbiamo chance? “Speriamo che l’Italia possa fare grandi partite ai playoff. Tutti gli italiani sperano di vedere l’Italia al Mondiale”.
Tu ci hai regalato qualche gioia al Mondiale… “Non solo io. Bisognerebbe ricreare quel contesto, ma è difficile. Con la tranquillità e la dedizione si può fare bene”.
Ti sta convincendo il lavoro di Gasperini? Soulé e Dybala possono giocare insieme? “Il lavoro di Gasperini ancora non si è visto. Non parlo da tifoso ma da addetto ai lavori. Non sto vedendo quello che ho visto all’Atalanta, ora ha giocatori diversi. Ma se questo è l’effetto Gasperini ben venga, dato che siamo primi senza vedere il vero Gasperini. Quando arriverà vuol dire che partiremo alla grande. Dybala-Soulé? Bella coppia, possono giocare insieme”.
RETESPORT – Simone Giacchetta, direttore sportivo della Cremonese, ha rilasciato un’intervista all’emittente radiofonica e tra i vari temi toccati si è soffermato su possibili trattative con la Roma (prossimo avversario dei grigiorossi in campionato) in vista della sessione invernale di calciomercato. Ecco le sue dichiarazioni.
Si aspettava invece la Roma in testa? “La classifica è figlia di tante combinazioni. La Roma farà un grandissimo campionato perché ha un allenatore speciale, è un trascinatore, è quello che più di tutti negli ultimi anni ha trasmesso a tutti noi valori pazzeschi, una mentalità offensiva e forte. Si tratta di un top a livello italiano e europeo. I calciatori hanno assorbito la sua mentalità, la Roma è prima con merito. Ha avuto degli infortunati e questo condiziona anche le scelte”.
C’è la possibilità di qualche dialogo di mercato con la Roma a gennaio? Il suo giudizio su Massara? “Ricky sta facendo una carriera importante. Abbiamo iniziato a giocare a calcio da giovani avversari, mastica calcio dalla mattina alla sera. Ha una responsabilità importante ma sta gestendo tutto al meglio. Il mercato inizierà a breve e sicuramente ci saranno occasioni per discutere anche con la Roma, magari qualche giocatore che non gioca… Pensiamo soprattutto ai giovani, vorremmo qualche innesto più giovane”
La Roma si stringe al dolore della famiglia di Giordano Colausig. Il club giallorosso ha pubblicato un messaggio di cordoglio sui propri canali social per l’ex calciatore giallorosso, il quale vestì la maglia della Roma nella stagione 1966/1967, con 29 presenze e 2 gol.
“L’AS Roma piange la scomparsa di Giordano Colausig, che vestì la nostra maglia nella stagione 1966/67, collezionando 29 presenze e 2 gol.
Il Club si stringe al dolore della famiglia“.
L'AS Roma piange la scomparsa di Giordano Colausig, che vestì la nostra maglia nella stagione 1966/67, collezionando 29 presenze e 2 gol.
Sul cuore della prima maglia dell’AS Roma nella stagione 2026/2027 tornerà il vecchio stemma. La notizia è stata riportata da Circo Massimo: sul sito è stata anche pubblicata un’immagine esclusiva di come sarà il kit giallorosso, targato ancora Adidas. Tornano la Lupa Capitolina e il monogramma ASR: la maglia sarà rossa e la spalle “dark red”, con le stripes Adidas gialle, richiamando i colori dello stemma.
Presso l’Aula Convegni del Senato nella giornata di oggi è stata presentata una legge sul primo soccorso intitolata a Edoardo Bove. Il calciatore ha così commentato: “Sono onorato che la legge porti il mio nome, ma anche un po’ imbarazzato. Non è giusto prendere il merito, perché c’è chi si spende da parecchio tempo e lotta da anni su questo tema. Dobbiamo combattere questa disinformazione, prima che mi accadesse questo evento ero il primo a non conoscere i dati sugli arresti cardiaci e questa disinformazione porta le persone ad avere paura. Altri dati dimostrano che quando viene chiesto chi interverrebbe sul primo soccorso, molti si tirerebbero indietro, ma lo fanno per la paura di non sapere cosa fare. Quel che cerchiamo di fare è promuovere l’informazione riguardo il primo soccorso. Il rettangolo di gioco è quello delle scuole e dei centri sportivi. È il momento di alzare la mano per rispondere presenti e per dimostrare di voler fare qualcosa su questo argomento“.
“Sto pensando ad allenarmi perché per me lo sport è importante. La mia condizione fisica migliora e l’obiettivo è tornare a giocare e farlo il prima possibile. Credo accadrà presto anche se non so dove e quando. Ora mi vedete in giacca e cravatta, ma punto a rimettere maglietta e pantaloncini”. Lo ha detto il calciatore Edoardo Bove a margine della conferenza stampa dedicata alla presentazione della legge a lui intitolata sul primo soccorso, che si è tenuta nell’Aula Convegni del Senato.
GQITALIA.IT – Edoardo Bove e Flavio Cobolli sono i protagonisti dell’intervista realizzata dal magazine e tra i vari temi trattati hanno ripercorso tutta la loro amicizia, parlando anche del malore avuto dal centrocampista il 1° dicembre 2024: «Non l’ho mai raccontato neanche a Edoardo, credo. Io quel 1° dicembre mi trovavo al mio circolo ai Parioli, che è la mia seconda casa. Per me è usuale guardare le sue partite. Quando giocava nella Roma ovviamente era facile, ma anche quando è andato alla Fiorentina lo guardavo sempre. Anche quando la Fiorentina giocava durante lo stesso orario della Roma, buttavo un occhio, anche perché la Roma l’anno scorso ha iniziato molto male e la Fiorentina molto bene e io ero felice lo stesso, perché ero felice per lui. Comunque, quel giorno stavo giocando a biliardo al mio circolo durante Fiorentina-Inter ed ero distratto, di spalle, stavo facendo un tiro. Qualcuno ha urlato nella sala e io mi sono congelato, anche se non avevo visto niente ho sentito subito che fosse successo qualcosa di brutto e poi quando ho capito che riguardava lui, ho avuto un piccolo crollo, le persone che erano lì mi hanno aiutato molto. Poi quando mi sono ripreso ho cercato in qualsiasi modo di arrivare lì a Firenze, ma mi hanno fermato. Poi ho sentito Gianluca Mancini, che è il primo che mi ha scritto e con cui ero in contatto per gli aggiornamenti finché poi finalmente non ho sentito direttamente lui, ma solo il giorno dopo perché ovviamente non poteva rispondere ai miei messaggi».
Successivamente Cobolli ha ricordato la finale di Europa League contro il Siviglia: «Purtroppo sono andato a Budapest, per la finale di Europa League. Avevo perso al primo turno del Roland Garros contro Alcaraz ed ero felicissimo perché così potevo partire e andare allo stadio! Sono tornato a Roma il giorno stesso da Parigi, e il giorno dopo siamo partiti prestissimo per Budapest. Ho viaggiato con sua madre, sua nonna e la sua fidanzata. È stata una giornata bellissima fino al sessantesimo minuto della partita».
Infine Bove si sofferma sul suo futuro: «Io fra un anno spero che sarò tornato a giocare, però vediamo. Devo essere sincero, in questo momento sono contento di come sto e penso al presente, però sto lavorando per tornare a giocare».
RADIO RAI – Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, è intervenuto a Radio Anch’io Sport. Tra i temi toccati, il possibile stage della Nazionale prima dei play-off di marzo, l’organizzazione di Euro 2032. Le sue parole:
Sulla possibilità di organizzare uno stage prima degli spareggi di marzo…
“Penso proprio di sì, a febbraio ci sarà questo stage. Alla fine è interesse comune che gli azzurri vadano ai mondiali, anche per i club. Al di là delle polemiche sono convinto che si troverà un’intesa. Anche se gli altri lo fanno con un approccio diverso, noi abbiamo questa capacità di metterci i bastoni tra le ruote da soli”
Su Euro 2032…
“Perdere gli Europei del 2032 è un rischio che non si corre, non capisco perché c’è questa capacità di far partire allarmi che non rappresentano la realtà. Saremo pronti per settembre 2026 per fare in modo che la Federazione indichi alla Uefa cinque stadi. Tre ci sono, due si aggiungeranno sulla base di una competizione tra tutti i candidati. È stata chiusa la stagione del prendere atto che gli stadi italiani non siano all’altezza di quelli internazionali, c’è un commissario straordinario che abbiamo nominato, c’è un portafoglio finanziario configurato con il ministro Giorgetti per il fondo equity. Stiamo mettendo in campo un’operazione di sistema, ognuno sarà messo nella condizione di superare le pastoie della burocrazia e di avere supporti finanziati non a fondo perduto ma con investimenti che lo Stato farà in tutti progetti stadio”.