Fiorentina, Valentini: “De Rossi è un amico, ho parlato con lui e la Roma”

Primo acquisto di questa sessione invernale per la Fiorentina, si tratta di Nicolas Valentini, arrivato a paramentro zero dal Boca. Il giocatore, nei mesi scorsi, era stato seguito anche dalla Roma, come ha dichiarato lui stesso nella conferenza stampa di presentazione: “Mi sono allenato con la squadra, ma senza giocare, con tutto questo casino che è successo al Boca. Ma sono molto felice di essere qua. Sono amico di De Rossi, e ho parlato con lui e la Roma. Pradè però mi è piaciuto tantissimo quando mi ha chiamato, poi ho visto questo centro sportivo è mi è piaciuto tanto”

Giudice Sportivo: entra in diffida Saelemaekers, ammenda di 10mila euro alla Roma. Un turno di squalifica per Castellanos

Sono state rese note le decisioni del giudice sportivo dopo la 19a giornata di Serie A, che ha visto la Roma battere la Lazio nel derby. Per quanto riguarda i giallorossi, ammenda al club di 10mila euro “per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato tre fumogeni in un settore occupato dai sostenitori della squadra avversaria, per avere, inoltre lanciato, nel recinto di giuoco, tre petardi e due fumogeni; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS.”. Un turno di squalifica per il fisioterapista Aldo Lacopo “per avere, al 50° del secondo tempo, a giuoco fermo, assunto un atteggiamento provocatorio nei confronti dei calciatori della squadra avversaria contribuendo ad alimentare il clima di tensione che si era generato a seguito di un fallo di giuoco”. Quarta sanzione invece per Alexis Saelemaekers, che entra dunque in diffida.

In casa Lazio, invece, un turno di squalifica per Castellanos “per comportamento scorretto nei confronti di un avversario (Sesta sanzione); per avere, al 50° del secondo tempo, in reazione ad un fallo di giuoco subito, colpito con i tacchetti la coscia di un calciatore della squadra avversaria”. Anche per la società biancoceleste due ammende di 10mila euro per lancio di fumogeni da parte dei suoi tifosi e “per avere suoi sostenitori, al 41° del secondo tempo, rivolto un fascio di luce-laser in direzione del Direttore di gara”.

(legaseriea.it)

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Premio Sportivo Associazione Stampa Estera: a Ranieri un riconoscimento alla carriera

Si rinnova l’appuntamento con il Premio Sportivo dell’Associazione della Stampa Estera, che dal 1991 celebra gli sportivi che hanno segnato l’anno solare. Per la stagione 2024, sono sei i premi assegnati: tra questi, un riconoscimento alla carriera per Claudio Ranieri. L’atleta rivelazione invece è Jasmine Paolini, mentre il miglior atleta straniero in Italia è Lautaro Martinez.

(LaPresse)

Fienga: “Ho gioito per il gol di Pellegrini, lo conosco da quando aveva sedici anni”

L’ex CEO della Roma Guido Fienga, attuale Ceo dell’Al-Nassr e Advisor PIF, ha parlato del derby vinto dai giallorossi. Le sue parole: “Sono italiano, romano e sono molto legato alle vicende italiane. La Roma è rimasta nel mio cuore. Ho visto il derby, ho gioito. Ho gioito per il gol di Pellegrini, un ragazzo che conosco da quando aveva sedici anni. Sono particolarmente affezionato a lui e tanti altri. Ha fatto un gran gol. Il derby a Roma è una partita speciale. Se volete comprendere la passione per il calcio venite al derby Roma-Lazio. Invito a venire in Arabia per rompere tutti i preconcetti non veritieri che si hanno. Molto interesse, molto rispetto, mi piace essere qui e vivere questo momento di sviluppo. In Arabia si parla davvero di futuro, cosa che manca, invece, in Italia. Spero che in Italia si recuperi questa visione”.

(sportpaper.it)

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Femminile, Spugna: “La Roma ancora c’è ed è viva, vittoria che pesa tanto”

Dopo la vittoria in Supercoppa Italiana contro la Fiorentina, il tecnico Alessandro Spugna ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

SPUGNA A RAI SPORT

Deve pagare la scommessa con Giacinti.
“Mi tocca, mi tocca. Non ricordo la scommessa ma la pago volentieri. Gol importante dopo una grande prestazione sua e della squadra”.

Esultanza contenuta sul gol del 2-1.
“Mi sono contenuto perché la partita non era ancora finita. Provo una grande gioia perché è una vittoria che pesa tanto, viste anche le assenze. Chi ha giocato oggi ha giocato con cuore e sacrificio, ma soprattutto con tanta qualità”.

Siate partiti un po’con il freno tirato prima di riprendervi. 
“Le stagioni non sono tutte uguali. Le ultime due le abbiamo dominate, oggi era un’occasione troppo importante per dimostare che la Roma ancora c’è ed è viva”.

La Juventus dista 7 punti. Sono tanti?
“Ci sono ancora tanti punti in palio. Questa vittoria ci deve dare speranza per il campionato perché siamo forti e dobbiamo provarci. C’è anche la coppa Italia, dove vogliamo arrivare in fondo. Continueremo a lavorare per migliorare e spero che questa vittoria ci dia tanta forza”.

SPUGNA A SKY SPORT

Ci descrivi questo momento? Prima della partita eri un po’ teso.
“Quando hai tante giocatrici fuori preparare la partita non è semplice, soprattutto una finale. Quella di oggi è una bellissima vittoria, forse la più bella delle partite secche che abbiamo giocato. Abbiamo lavorato in condizioni non facili, quindi devo fare un ringraziamento alle giocatrici, anche a quelle che non hanno giocato. Dimostrano quanto sia forte e unito il gruppo. Faccio i complimenti a tutti, questa vittoria l’abbiamo voluta nonostante le difficoltà”.

Cosa le è piaciuto oggi? 
“Valentina ha fatto un lavoro di sacrificio incredibile. Sapevamo che sugli esterni potevamo fare la differenza. Glionna ha fatto una grande gara secondo me. Nel primo tempo grazie ad un palleggio pulito siamo riusciti a concludere tante volte. Nel secondo mi è piaciuto il sacrificio, perché i momenti della partita non sono tutti uguali e devi saperli gestire. Oggi peenso che abbiamo dimostrato di essere una squadra matura. Il terzo gol ti fa capire che siamo riusciti a capire il momento. Corelli e le altre sono entrate benissimo dalla panchina e questo per un allenatore è importante”.

Quanto significa per te questa vittoria?
“Quinto trofeo a Roma, gioia immensa. Come detto non siamo partiti bene, quindi vincere un trofeo sapendo di dover inseguire ci da una spinta forte per provare ad inseguire la Juventus.Ci sarà poi tutta una pool scudetto da giocare,. Penso che questo gruppo abbia dimostrato che abbia ancora tanta forza e voglia”.

Capello: “Ranieri è l’uomo adatto per riportare serenità all’ambiente. L’esperienza è una qualità importante”

RAI RADIO 1 – Fabio Capello, ex allenatore della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione radiofonica ‘Radio Anch’io Sport’ e si è soffermato sul lavoro di Claudio Ranieri sulla panchina giallorossa. Ecco le sue parole: “Ranieri è una persona anziana che sta dando dei consigli a tutti quanti, viene ascoltato e recepito dai giocatori perché tocca le corde giuste. Ranieri è l’uomo adatto per riportare serenità alla squadra, ai giocatori e ai tifosi. Sta dimostrando di capire molto di calcio, i risultati sono una logica conseguenza. Non è l’età da criticare. Tante volte, in questi casi, si dice che un allenatore è bollito. Era bollito Ancelotti che ora al Real sta vincendo tutto, era bollito Ranieri che sta facendo bene a Roma. L’esperienza è una qualità importante”.

Derby: evitato il contatto tra tifosi fuori dall’Olimpico. Daspo per un biancoceleste

Evitato il contatto tra due gruppi di tifosi fuori dallo Stadio Olimpico dov’è iniziato l’afflusso per il derby di stasera. Dopo l’ingresso all’interno dello stadio dei gruppi riconducibili alle due componenti ultras, si è registrata la presenza di due gruppi, pari a 300 persone, in piazzale ponte Milvio e nei pressi del bar River.

In entrambi i casi, molti dei componenti aveva il volto travisato, indossando caschi e oggetti atti ad offendere. Lo schieramento delle Forze di Polizia a delimitare il confine delle aree rispettivamente destinate a ciascuna tifoseria, così come già pianificato dalla Questura, ha consentito di impedire l’avanzare del gruppo dei tifosi romanisti, così come dei sostenitori laziali, ciascuno dei quali è rimasto nella posizione iniziale. Sequestrati coltelli, lance, spranghe e bombe carta ad entrambi i gruppi ultras nei servizi preventivi in vista del derby di stasera tra Roma e Lazio. Denunciato un tifoso laziale del gruppo autore delle coreografie. Durante le attività di bonifica sono stati trovati e sequestrati – su entrambi i fronti delle tifoserie ultras – numerosi oggetti atti ad offendere e contundenti. Tra questi aste in plastica modificate con punte metalliche taglienti, coltelli da cucina, mazze da baseball, mazze di legno, alcune delle quali anche abbinate a botti ad elevato potenziale. Numerosi sono anche i coltelli che sono stati trovati all’interno di alcune aiuole, in particolare nell’area nord dello stadio.

Durante le fasi di accesso della tifoseria laziale all’interno dello stadio per l’allestimento della coreografia nel settore Curva Nord, un supporter biancoceleste è stato trovato in possesso di un cacciavite e un altro oggetto atto ad offendere. Per questo il ventenne è stato denunciato e sottoposto a Daspo.

Lega Serie A, De Siervo: “Complimenti ad Abdulhamid, si è già distinto in Italia. Auguro a lui e alla Roma di poter giocare la prossima Supercoppa”

Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della finale di Supercoppa Italiana tra Inter e Milan e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla possibilità di giocare alcune partite del campionato in Arabia Saudita e sul terzino della Roma Saud Abdulhamid. Ecco le sue parole:

Ritorno della Supercoppa in Italia da escludere?
“Non vogliamo escludere l’Italia, potremmo farlo anche per meno soldi. Non è un tema di soldi: si fa una valutazione solo in base a questo, ma il tema è la costruzione di un mercato e di una relazione. Non basta una partita, ma una relazione costante nel tempo: siamo venuti qui 7/10 volte in un anno. Qui creiamo academy, aiutiamo le società a sviluppare talenti. Lavorare con realtà importanti come i nostri club, votati alla creazione di talento, è un elemento che a loro interessa: questa interazione, se noi stiamo chiusi nel nostro Paese pensando ai nostri tifosi, che sono la nostra forza, non facciamo una buona gestione della property intellettuale della Serie A nel complesso”.

In Italia è arrivato anche un giocatore saudita, Saud Abdulhamid alla Roma.
“Gli faccio i complimenti. E’ giovane e si è già distinto in Italia. È il primo di una generazione di ragazzi sauditi che giocherà all’estero, il nostro calcio è formativo e lo è stato per tanti Paesi. Saud è un bell’esempio di quello che può essere, auguro a lui e alla Roma di poter disputare la prossima Supercoppa italiana”.

Sarà possibile da qui a nove anni vedere una partita di Serie A qui in Arabia Saudita?
“Ci stiamo lavorando da cinque anni, vorremmo imitare NFL e NBA che lo fanno da anni. Le partite dello sport americano continuano a crescere in maniera significativa: avviene per consentire a loro di aprire nuovi mercati in Europa. Sono fiducioso sul fatto che sarà possibile, sarebbe un fatto rivoluzionario che per ora non è possibile: c’è stato un contenzioso sul tema già nel 2019, ci sono stati dei passi avanti significativi. Resto ottimista, penso che si potrà giocare in futuro: non credo che sia corretto giocare più di una partita a stagione lontano dall’Italia e non credo possa essere una partita importante come per esempio avverrà domani col derby. Penso che sarà una partita ‘normale’ di campionato, non una top perché vanno rispettati i nostri tifosi. Ma stiamo parlando di una partita a campionato, intendiamoci”.

Ritiene possibile ospitare in Italia una partita di Saudi League?
“Al momento no, ma nel contratto c’è un’opzione per una partita tra vincente Serie A e vincente Saudi League. È complicato organizzarla in base ai rispettivi calendari: è tutto definito, anche gli importi, ma quest’anno non c’è stata la possibilità di organizzarla perché non c’erano finestre libere”.

Avete una deadline per organizzare la Supercoppa 2026 e decidere sul format?
“La situazione del calendario internazionale farà fatica a migliorare, il contesto globale lo conoscete. Giocare qui in questa stagione è meglio che giocare in altre, gennaio è funzionale per una serie di ragioni logistiche. Penso che rimarremo legati al format a quattro squadre, penso che possa interessare varie squadre attualmente in lizza per partecipare”.

Di Biagio: “Pellegrini? Deve fare molto di più ma c’è un problema di comunicazione e valutazione. Mancini potrebbe essere l’allenatore ideale per la Roma”

IL ROMANISTA – Luigi Di Biagio, ex calciatore di Roma e Lazio, ha rilasciato un’intervista al quotidiano a tinte giallorosse e tra i vari temi trattati si è soffermato sul Derby della Capitale, in programma oggi alle ore 20:45. Ecco le sue parole.

Cos’è il derby?
«Il derby è tanto, ma voglio dirti subito una cosa: ricordatevi tutti che quando vado a vedere Roma-Lazio io tifo Roma, va bene? Siccome questa è la domanda del secolo non mi chiedete più per chi tifo: io tifo Roma e basta».

Ne hai giocati nove senza mai vincerne nemmeno uno…
«Una cosa che mi è rimasta dentro anche perché non riuscivo mai a giocarli bene, con questa bugia che fossi laziale facevo una fatica enorme. La verità è che tengo molto più io alla Roma che tanti altri che si vantano di esserne tifosi. Ti sto dicendo qualcosa di importante che mi pesa tantissimo, perché avrei voluto dimostrare molto di più soprattutto nei derby, cosa che non mi è riuscita. A Milano dove non li sentivo nella stessa maniera, ho giocato bene e fatto diversi gol. La Lazio è la squadra alla quale nella mia carriera ho segnato di più, se le avessi fatto tre gol nel derby sarei stato l’uomo più felice al mondo. La speranza è che stavolta si possa ripartire tutti insieme e ritrovare quell’entusiasmo che meritano i tifosi, la Roma deve tornare almeno tra le prime sei, così non va bene».

Pellegrini?
«Quello che sta succedendo a Lorenzo mi colpisce al cuore perché lui praticamente è mio figlio. Io dico che c’è un problema di comunicazione e valutazione nei suoi confronti, ma lui può e deve fare molto di più. Per me è una mezzala, ma è talmente intelligente e forte che può giocare dietro la punta, davanti, in mezzo al campo. Perché parlo di un problema di comunicazione? Perché il rapporto con la tifoseria in realtà non è mai sbocciato, non so per quali motivi, ma se fai dieci partite bene e non vieni mai valorizzato e una male e vieni fischiato alla prima palla che tocchi, c’è qualcosa che non torna a livello empatico. Togliendo questa stagione, Pellegrini ha fatto 45 gol e 35 assist in quattro anni, ma ogni giocata negativa diventa un caso. Per dire, a Como è entrato sullo 0-1 a venti minuti alla fine, ha provato a fare una filtrante, è arrivato il secondo gol e sembra che la Roma abbia perso per colpa sua. Per me bisognerebbe proteggere un po’ di più i giocatori, Ranieri ha talmente tanta esperienza che sicuramente sta cercando di fare del suo meglio. Un allenatore vive di sensazioni e di situazioni proprio al minuto, nessuno sa come si allena Pellegrini, cosa si sono detti con Claudio. Però so quanto Lorenzo tenga alla Roma e so quello che ha fatto per non andare via quando in momenti migliori lo volevano tante squadre. Quali? Le più forti d’Europa, ti dico solo questo e mi fermo. Poi, ripeto, deve dare di più e non cercare scusanti perché è il capitano della Roma, un riferimento importante per tutti e ha delle responsabilità. Mi permetto di dire queste cose perché Lorenzo sa che rapporto abbiamo, il bene che gli voglio e quello che penso di lui».

C’è qualcosa che Daniele De Rossi ha sbagliato da allenatore della Roma?
«Ho parlato con Daniele, qualcosa mi ha raccontato, qualcosa no e certe cose ce le teniamo per noi. Penso che alla fine i risultati facciano sempre la differenza. Forse ha pagato che tra l’anno scorso e questo, le cose non stessero andando troppo bene, ma la domanda è: perché tre anni di contratto? Forse ha detto qualcosa che ha infastidito i Friedkin, forse pesavano la sua personalità e il legame con i tifosi, non so. Evidentemente c’è qualcosa che sfugge a tutti quanti, qualcosa che non sappiamo».

Mancini può essere l’uomo giusto l’anno prossimo?
«Roberto lo vedo bene in tante situazioni, l’ho sentito in questi giorni ed è sempre carico, ottimista, visionario. Quando parla di alcune squadre ha il sole negli occhi, Roma compresa perché è una squadra forte che può fare molto meglio, sicuramente giocare un buon calcio. Potrebbe esserne l’allenatore ideale, me lo auguro per tanti motivi».

Se ti dico Totti, cosa rispondi?
«Che è il stato calciatore italiano più completo con cui abbia giocato. Tra i più forti secondo me insieme a Baggio, Del Piero, Vieri, ma Francesco è stato il prototipo del giocatore moderno vent’anni prima. Ecco, mettiamola così: a livello di assist-man, bomber, personalità, carisma, probabilmente è stato il numero uno».

Ma si dice che non fosse un leader.
«In campo lo era assolutamente, ragazzi non scherziamo. In partita aveva una leadership impressionante senza parlare, sapevi che c’era, aveva carisma, voleva la palla, non aveva paura di niente. Anche Pirlo fuori dal campo non diceva una parola, non ti accorgevi nemmeno che ci fosse, ma se mi chiedi se lui e Totti sono stati dei leader la risposta è assolutamente sì».

 

Capello ha provato a fermarti quando sei andato all’Inter?
«Il primo mese sembravo suo figlio, mi diceva: “Aiutami con Candela che vuole andare via, aiutami perché faremo una grande squadra”. Considera che io e Delvecchio stavamo andando al Chelsea da Vialli e che anche Aldair era in parola con l’Inter, ma ho fatto quello che mi chiedeva. Poi di giovedì sera, il sabato iniziava il campionato, mi chiama Lele Oriali che già mi voleva portare al Bologna due anni prima e mi dice: «Verresti all’Inter?» Cado dalle nuvole, gli chiedo perché mi stia facendo questa domanda e lui mi risponde “Perché so che sei sul mercato”. Te la faccio breve, il venerdì sera sono a Milano, mi hanno venduto senza nemmeno farmi una telefonata, né Capello, né Sensi. Dicevo a mia moglie: ma è possibile che stia andando a Milano? È la prima volta che racconto questa storia, ho sofferto tantissimo perché non volevo andare via e invece… alla seconda di campionato c’è Roma-Inter e tutto lo stadio mi fischia dandomi del traditore. Nessuno dalla Roma si è sentito in dovere di avvisarmi, zero assoluto. Mamma mia, è stata una cosa orrenda».

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KONÈ: “Il derby sarà una battaglia. Mai pentito di aver scelto la Roma, possiamo arrivare in fondo in Europa League”

IL ROMANISTA – Manu Koné ha rilasciato un’intervista al quotidiano a tinte giallorosse che sarà pubblicata domani e distribuita nell’edizione gratuita all’Olimpico. Questa un’anticipazione delle parole del centrocampista francese dal titolo “Mai pentito di aver scelto la Roma. Il derby sarà una battaglia, Ranieri un grande”.

Sul connazionale Guendouzi che domani sarà avversario nel derby: “In campo non ho amici, non faccio sconti a nessuno. Possiamo arrivare in fondo in Europa League”.

Proprio sul derby, Koné ha detto: “Ne ho giocati altri, ma tra squadre rivali e non un derby di città come questo. Per me sarà la prima volta, capisco che è qualcosa di enorme, ma veniamo da una bella prestazione. Cercheremo di fare del nostro meglio”.