Durante la trasmissione mattutina sull’emittente radiofonica, Ubaldo Righetti, notoriamente vicino a Massimiliano Allegri, ha ‘aggiornato’ così la situazione: “Eliminerei Massimiliano Allegri dalla lista dei possibili allenatori della Roma. È un profilo che non interessa alla società, credo che sia da escludere dai vari nomi seguiti per la panchina. Penso che non sarà lui l’allenatore della Roma”.
Serata di relax in casa Roma con alcuni giocatori che hanno deciso di festeggiare il Carnevale, organizzando una serata in maschera. Tra i più in voga c’è Bryan Cristante che ha optato per un pilota di aerei, mentre, il costume migliore in assoluto l’ha vinto Gianluca Mancini. Il difensore, insieme alla compagna Elisa, ha deciso di impersonificare i protagonisti del film Disney “La Bella e la Bestia”. Presenti anche Lorenzo Pellegrini e Stephan El Shaarawy. La serata, si è poi conclusa con il karaoke.
RADIO MARCA – Fernando Llorente, ex calciatore della Juventus tra le altre squadre, ha commentato il momento vissuto dall’Athletic Bilbao, prossimo avversario europeo della Roma. Ecco le sue parole:
“L’Athletic? Fanno paura, il livello con cui stanno giocando è impressionante. Hanno una grande squadra e quest’anno potrebbe essere meraviglioso, grazie anche alla finale di Europa League proprio al San Mamès. Sarebbe fantastico se riuscissero ad arrivarci”.
Radja Nainggolan, ex giocatore della Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Amore giallorosso” ed è tornato a parlare della sua esperienza in giallorossi, dei suoi compagni e del momento attuale della squadra allenata da Ranieri. Le sue parole:
“Penso che è stata un’annata molto strana, condizionata dall’esonero di De Rossi che è un carissimo amico ed ex compagno di squadra. Lui l’anno scorso ha fatto molto bene, se guardiamo i risultati ha fatto anche meglio di Mourinho: prima gli hanno fatto firmare un contratto di tre anni e poi dopo quattro giornate hanno deciso di cambiare allenatore prendendo Jurić che non ha fatto fare alla squadra un cambio di marcia. Secondo me potevano tranquillamente continuare con Daniele. Io la Roma la seguo sempre con affetto, si sta un po’ riprendendo, ma non è ancora la Roma che eravamo abituati a vedere”.
Ci racconti la magia della tua Roma che ha raggiunto una semifinale di Champions League?
“Non è stata soltanto quella squadra ad essere forte: per quattro, cinque stagioni siamo stati al top, avevamo dei grandissimi giocatori. Quando sono arrivato c’erano Benatia, Pjanic, Strootman; giocavamo con Gervinho e Salah e dopo di loro, sono arrivati tanti altri campioni. In porta avevamo Szczęsny che poi è stato sostituito da Alisson e avevamo un direttore forte che era Sabatini”
In quegli anni, la Roma aveva dei problemi non economici.
“Bisognava sempre vendere per poi poter ricomprare ma i calciatori, venivano sempre sostituiti alla grande! Ecco secondo me alla Roma attuale manca proprio questo, penso che in rosa ci siano giocatori bravi ma pochi fuoriclasse”
Nella tua Roma dei giocatori avrebbe giocato solo Dybala, sei d’accordo?
“Di questa Roma, a parte Dybala c’è anche Angelino che mi piace, ha un piede importante. Poi ci sono Paredes e Pellegrini che erano giovani ma già giocavano con noi. Era dura giocare con la Roma perché eravamo una squadra dura, tosta, e lasciavamo per strada veramente molto poco: paradossalmente, era più facile che perdevamo qualche punto con le piccole ma poi quando affrontavamo le grandi vincevamo quasi sempre. Andavamo in trasferta a Milano e ricordo che vincevamo sia con il Milan che contro l’Inter. Negli ultimi anni invece, la Roma sta facendo troppo fatica a battere le grandi. Avevamo giocatori come Totti che rappresentava Roma o come De Rossi che ti trasmetteva una grande carica; c’era Kolarov, che comunque era un calciatore bello cazzuto ma anche Džeko: giocatori di carattere che ti spingevano a dare sempre il massimo e con loro riuscivi ad andare sempre oltre”
Il tuo rapporto con i tifosi della Roma è sempre stato ottimo.
“Assolutamente sì, sento ancora il loro affetto e sarà così per sempre. Sono andato via in una maniera un po’ particolare perché è stata una mia scelta, ma soltanto perché c’era un direttore che non era corretto nei miei confronti. Un direttore che mi faceva sentire importante ma che poi durante l’estate, firmava dei mandati, a nome della Roma, per vendermi in Turchia. A quel punto, gli io ho detto va bene, se vuoi che vado via ma scelgo io devo andare”.
Ti piacerebbe tornare?
“Se avessi saputo che a distanza di qualche mese, il direttore sarebbe poi andato via non me ne sarei mai andato: questo è il mio rammarico più grande perché stavo troppo bene a Roma e dopo che sono andato via, qualcosa è cambiato. Io sono uno che quando sto bene e sento l’affetto intorno a me, sono nel mio habitat naturale e riesco a dare il massimo. Andare all’Inter mi ha fatto cambiare un po’ la mia tranquillità, la mia normalità giornaliera e quindi non è stato semplice”.
Vuoi salutare i tifosi della Roma? “Certo, li saluto sempre con grande affetto. Se il tempo me lo permette, seguo quasi sempre le partite della Roma: spero che possa tornare a competere anche in Champions, perché i tifosi si meritano i più grandi palcoscenici. Roma è la città più bella al mondo e in quanto tale, deve stare nelle competizioni più grandi”.
Al centro della cronaca dopo le recenti vicende tra Fenerbahce e Galatasaray e la conseguente squalifica, sono numerosi gli attestati di vicinanza nei confronti di José Mourinho. Addirittura dalla Turchia arriva un video di un tifoso che ha deciso di tatuarsi il volto dello Special One e il logo del Fenerbahce in fronte in segno di solidarietà. Probabilmente, come riportato dai media turchi, si tratta di un tatuaggio temporaneo.
La Roma presenta la terza edizione del Business Summit, il workshop giallorosso dedicato a imprenditori, aziende e professionisti. Il 28 febbraio, dalle ore 9, l’AS Roma dedicherà una giornata di formazione, confronto e networking per imprenditori, professionisti e aziende. Si tratta di un vero e proprio Business Show, utile per promuovere la propria attività con il Club, fare networking e creare relazioni sinergiche tra i partecipanti. Ad aprire il programma della giornata sarà il Business Stage, il momento palco nel quale verranno approfondite le esperienze di personaggi sportivi e affrontate tematiche relative all’innovazione, modelli aziendali e intelligenza artificiale e che si chiuderà poi con la quarta edizione dei Business Club Awards, dove verranno consegnati otto premi ai membri che si sono contraddistinti all’interno della Business Community nel corso della stagione.
Grande apprensione per le condizioni di salute di Zdenek Zeman. L’allenatore boemo, infatti, è stato ricoverato in mattinata al Policlinico Gemelli in codice rosso a seguito di un ictus. L’ex tecnico della Roma si trova in terapia intensiva neurologica dove è stato sottoposto a ulteriori esami.
Nuova puntata del format del club giallorosso, ‘Dreaming Roma‘, in cui i talenti della Primavera si raccontano. Il secondo appuntamento vede protagonista Filippo Reale. Le sue parole:
Hai visto l’intervista di Graziani?
“Sì, non potevo perderla. Leo è uno dei miei più cari amici nonché capitano della squadra. Non potevo perdermela…”
Quando escono interviste, come reagite negli spogliatoi?
“Qualche presa in giro c’è, ma vedere Leo parlare così bene davanti ai microfoni, mi ha fatto effetto.. Ha mostrato grande maturità”
Come è andato l’arrivo alla Roma?
“Giocavo per la Vivace Grottaferrata e un giorno prima della partita il mister ci disse che eravamo stati chiamati per un provino, li facevamo un po’ all’Acquacetosa e un po’ a Trigoria. Non ero abituato, quando sono entrato a Trigoria ero emozionatissimo, non sapevo dove guardare, tutto bellissimo”
Quella emozione te la porti dietro?
“Ogni volta che entro dal cancello l’emozione è forte, essendo tifoso, e cresciuto a Roma”
Nei primi anni eri un giocatore molto più offensivo…
“Sono nato come esterno d’attacco, poi alla fine dell’U15, mister Falsini mi disse che mi vedeva come braccetto, anche se a me non piaceva come idea. In U17 ho iniziato a fare il terzino, poi quest’estate mister De Rossi in prima squadra mi ha provato difensore e da lì ho giocato in difesa”
Questo doppio ruolo terzino/centrale l’hai vissuto come una svolta?
“Io cerco di fare quello che chiede il mister. All’inizio non ero pronto, ma oggi ti dico che, avendo fatto l’attaccante, riesco a capire quello che vuole fare l’attaccante avversario”
All’inizio hai avuto tanti infortuni…
“Alla fine dell’U14 ho iniziato un periodo buio, pieno di infortuni dovuti a uno sviluppo troppo veloce. Il mio corpo ci ha messo un po’ ad adeguarsi, poi quando sono rientrato era come provare una nuova macchina, ero molto più fisico e oggi è un vantaggio per me”
Il tuo fisico è un punto di forza, come ricordi quel periodo?
“Brutto, non mi sentivo parte della squadra, facevo solo terapie ed avevo tanti pensieri negativi. Alla fine lavorando tutti i giorni e affidandomi a grandi fisioterapisti, ho il fisico di oggi”
C’è un successo più bello degli altri nelle giovanili?
“La Supercoppa in Primavera è stata un’emozione forte, anche gli altri due scudetti. Quando la Roma vince va sempre bene, sono ricordi che ho dentro”
Rigiocheresti la finale U18?
“Sì contro il Genoa, siamo stati sfortunati, abbiamo creato tante occasioni. In questo sport si può perdere, la sconfitta è amara ma va messa in conto”
Nel 2024 hai firmato il primo contratto, a cosa pensavi?
“A tutti i sacrifici fatti, sentivo di dover ripagare la fiducia della Roma. Un’emozione che non è paragonabile a niente, è il sogno di ogni ragazzo”
Ora sei ad un passo dal professionismo, come stai vivendo questo periodo?
“Il contratto da pro è un punto di partenza, gli allenamenti con la prima squadra sono un sogno ma anche un obiettivo, in ogni allenamento c’è qualcosa da imparare, si nota la differenza con la Primavera”
Hai tante persone intorno, quanto è importante per la tua crescita?
“La Roma ha grande attenzione, sono a disposizione su tutto. Anche fuori dal campo puoi contattare il team manager per qualsiasi problema, così come i fisioterapisti. Questo ti fa crescere tanto”
Che rapporto hai con la Nazionale?
“La cosa più bella che ci può essere, giocare per il tuo paese è fantastico. La prima chiamata è stata a settembre, ero sul divano e vedo il messaggio del team manager. L’ho subito chiamato per sincerami se fosse vero, poi ho chiamato mio padre, non ci credeva nemmeno lui.”
Quanto ti aiuta la tecnica in fase di impostazione?
“In questi livelli devi essere preparato tecnicamente, essendo stato un attaccante posso anticipare alcuni movimenti e questo mi aiuta molto”
Come ti descrivi come ragazzo?
“Amo stare in compagnia, non ho un rapporto ossessivo con i social. Ogni tanto con qualche compagno scherziamo su qualche video, ma oggi sono un’arma a doppio taglio, possono creare danni se non usati in maniera corretta”
Dybala il più difficile da marcare?
“Paulo è un campione del mondo, ogni volta che vai in prima squadra c’è qualcosa da imparare. Sono giocatori che vedevo in TV e quando ti ci alleni è un’emozione forte”
Qual è la tua ambizione nel calcio?
“Restituire qualcosa alla Roma per la fiducia. Poi giocare in Europa e vincere il mondiale con l’Italia”
Cosa prova ad indossare questa maglia?
“Dopo 10 anni ancora mi emoziono, la maglia della Roma si fa sentire”
A chi dedicheresti un eventuale debutto con la Roma?
“A nonno, perché l’ho perso a settembre. Adesso mi emoziono, ma lo dedicherei a lui. Ho la sua foto come sfondo, la dedicherei a lui perché era un grande romanista e quando ha saputo che avrei giocato con la Roma era più emozionato di me. Ogni volta si interessava, lui era un tifoso vero”.
Dopo il giorno di riposo concesso ieri da Claudio Ranieri, questa mattina la Roma è tornata ad allenarsi a Trigoria in vista della sfida di domenica alle 18 contro il Como. La squadra ha svolto una prima parte di lavoro atletico prima di passare alla fase tecnico-tattica, lavorando col pallone. Non arrivano buone notizie per Artem Dovbyk, che non si è allenato con i compagni e va verso il forfait per il match contro la squadra di Fabregas.
Clamorosa stangata della Federcalcio Turca nei confronti di José Mourinho. Lo Special One era stato accusato di razzismo in seguito all’attacco nei confronti degli arbitri turchi e della panchina del Galatasaray (“I componenti della panchina del Galatasaray che saltavano come scimmie”) nel postpartita dell’attesissimo big match tra Gala e Fenerbahce. Il Giudice Sportivo ha deciso di punire l’allenatore portoghese con ben quattro giornate di squalifica: due per le frasi ritenute razziste e altre due per gli insulti rivolti al quarto uomo.
Salvatore Foti, vice di José Mourinho, ha parlato nel prepartita di Gaziantep-Fenerbahce della squalifica inflitta allo Special One: “È un argomento difficile da commentare, ma noi siamo tutti con lui e dobbiamo giocare per il nostro allenatore. Questa storia è una barzelletta, non ha fatto nulla. Non credo sia necessario parlare di queste cose o di quello che possono dire contro Mourinho. Tutti parlano di lui, anche chi non ha mai vinto nulla…”.