Fenerbahce, Mourinho squalificato: il giudice che lo ha punito è un tifoso del Galatasaray (FOTO)

Altro scandalo nel calcio turco. Nell’ultima settimana si parla soltanto della squalifica di quattro giornate (ridotta a due dopo il ricorso) inflitta a José Mourinho in seguito alle accuse nei confronti della panchina del Galatasaray e degli arbitri e ora spunta un nuovo retroscena. Sui social infatti si stanno diffondendo alcune foto di Celil Nuri Demiturk, il presidente della Commissione Disciplinare della Federcalcio Turca, con la maglia del Gala. Il giudice che ha punito lo Special One sarebbe infatti un grande tifoso del club giallorosso.

Atletico Madrid-Athletic Club, i convocati di Valverde: out Sancet, c’è Nico Williams (FOTO)

Oggi alle ore 21 l’Athletic Club, prossimo avversario della Roma in Europa League, affronterà l’Atletico Madrid nel match valido per la ventiseiesima giornata di Liga. Ernesto Valverde, allenatore del club basco, ha diramato la lista dei convocati e nell’elenco non figura Oihan Sancet: il centrocampista è alle prese con un problema muscolare ed è a forte rischio anche per la sfida di giovedì contro la Roma. Recuperato, invece, Nico Williams, il quale aveva saltato un allenamento per sintomi influenzali.

Ag. Bove: “Roma è casa sua e ama i tifosi. Addio? Ci siamo trovati con le spalle al muro, ma il Nottingham non ci convinceva”

Edoardo Bove, centrocampista di proprietà della Roma che ha fatto trattenere il fiato a tutta Italia dopo il malore accusato il 1° dicembre durante Fiorentina-Inter, continua il suo percorso di recupero. Dopo l’impianto di un defibrillatore cardiaco sottocutaneo segue la Viola dalla panchina con la speranza di poter tornare presto in campo. Per fare il punto sulla sua situazione Diego Tavano, agente del giocatore e rappresentante della BSM Sports Management, ha rilasciato un’intervista in cui ha fatto anche chiarezza anche sulla sua cessione in prestito dalla Roma alla Fiorentina, rivelando alcuni retroscena sul suo addio ai giallorossi.

Come sta Edoardo Bove?
Edoardo è molto più di un semplice assistito per me. È un ragazzo di 22 anni con la maturità di un uomo: intelligente, sensibile e speciale. Dopo un periodo difficile, ora sta bene e continua a sottoporsi a esami di controllo, ma siamo ottimisti. Il suo caso ha unito tantissime persone, come ha raccontato lui stesso al Festival di Sanremo. Il sostegno ricevuto è andato oltre le rivalità calcistiche, dimostrando quanto sia una persona speciale. Voglio anche ringraziare Firenze e la Fiorentina: la città si è stretta intorno a lui con affetto, i tifosi lo hanno coccolato e la società è sempre stata al suo fianco. Firenze è un posto meraviglioso con un grande cuore.

Il ministro dello Sport Abodi ha espresso il desiderio di rivederlo in Serie A. Ne avete parlato?
Ho un ottimo rapporto con Abodi, ci ha invitati al Ministero e andremo a trovarlo appena possibile. Le sue parole sono state apprezzate, perché l’Italia sta cercando di allinearsi ad altri paesi su questo tema. Naturalmente, sarà necessario approfondire la questione nelle sedi opportune per capire se ci siano i margini per un suo ritorno in campo.

Bove ha dichiarato che gli piacerebbe giocare in Premier League. È un’ipotesi concreta?
Lui e la fidanzata Martina sono molto legati a Londra, una città che amano. La Premier League potrebbe essere un’opzione per il futuro, ma al momento non stiamo pensando a nulla di definitivo. Vedremo più avanti.

Si è parlato di una sua cessione forzata al Nottingham Forest. È vero che ha lasciato la Roma per Lina Souloukou?
Il 30 agosto è stato un giorno che né io né Edoardo dimenticheremo mai. Ci siamo trovati con le spalle al muro di fronte alla possibilità di trasferirsi al Nottingham Forest, con un eventuale prestito all’Olympiacos, visto che il proprietario è lo stesso. Non era un’opzione che ci convinceva, mentre la Fiorentina era la destinazione giusta, tanto che da settimane ero in contatto con il direttore generale Pradè. Abbiamo spinto in quella direzione, e si sono create delle frizioni: non capivamo perché Edoardo dovesse essere ceduto a una cifra così bassa. Lui considera Roma casa sua e ama i suoi tifosi, ma quando ha capito l’intenzione del club, ha scelto con determinazione la Fiorentina. E col senno di poi, abbiamo avuto ragione.

(chiamarsibomber.com)

VAI ALL’INTERVISTA ORIGINALE


Diego Tavano, oltre a essere l’agente di Edoardo Bove, è anche lo storico manager di Fabio Di Giannantonio, pilota di MotoGP. Nel corso dell’intervista rilasciata al portale MOW, Tavano ha parlato anche del rapporto speciale che lo lega al calciatore.

Prima hai parlato delle persone che si innamorano della MotoGP. Al Mugello hai portato Edoardo Bove, uno dei giocatori che gestisci. Più che di quel momento però, vorrei chiederti come hai vissuto quel momento così spaventoso e difficile, quando Edo ha avuto quel malore in campo.
Edo è un altro dei miei ragazzi. E sì, quando ha visto la MotoGP non ci poteva credere. Cosa dire, dopo quello che è successo a Edo ho capito ancora meglio che i miei atleti sono parte di me. Quel giorno, quando è caduto… anche io sono caduto con lui. E voglio risollevarmi insieme a lui, vorrei che la mia energia per lui fosse importante a prescindere da quello che ci riserverà il futuro. Glielo devo per la fiducia che mi ha dato e per il sentimento che mi ha dedicato, lui è davvero speciale. Ed è raro, ma quando incontri un essere umano così devi farne tesoro a tutti i costi. Mi ha reso migliore, facendomi capire che la ricchezza non è il denaro. Andiamo avanti, poi non vedo l’ora di riportarlo nel paddock anche perché ha un rapporto molto forte con Fabio. Questa sarà una grande stagione, non vedo l’ora che inizi.

(mowmag.com)

VAI ALL’INTERVISTA INTEGRALE

IFAB, nuove regole per la stagione 2025/26: calcio d’angolo per gli avversari in caso di palla trattenuta in mano dal portiere per più di 8 secondi (COMUNICATO)

L’IFAB (International Football Association Board) ha ufficialmente approvato alcune modifiche al regolamento in vista della stagione 2025/26 e la principale riguarda i portieri: qualora un estremo difensore tenesse il pallone tra le mani per più di 8 secondi, l’arbitro assegnerebbe un calcio d’angolo per la squadra avversaria. Ecco la nota sulle regole che entreranno in vigore a partire dal primo luglio 2025: “L’International Football Association Board (IFAB) ha approvato una serie di modifiche alle Regole del Gioco per la stagione 2025/26. Dopo che le sperimentazioni hanno mostrato un impatto positivo nei casi in cui i portieri trattenevano il pallone troppo a lungo, l’IFAB ha deciso all’unanimità di modificare la Regola 12.2 (Calcio di punizione indiretto). La modifica prevede che se un portiere trattiene il pallone per più di otto secondi (con l’arbitro che utilizza un conto alla rovescia visivo di cinque secondi), l’arbitro assegnerà un calcio d’angolo alla squadra avversaria (anziché l’attuale calcio di punizione indiretto per più di sei secondi). Le seguenti decisioni sono state prese anche in occasione della 139a Assemblea Generale Annuale (AGM) dell’IFAB, ospitata dalla Irish Football Association (IFA) a Belfast, Irlanda del Nord.

In relazione alla Regola 3.10 (Capitano della squadra), sono state introdotte nelle Regole le linee guida per tutte le competizioni che desiderano applicare il principio secondo cui solo il capitano deve rivolgersi all’arbitro in situazioni specifiche. L’IFAB ha convenuto che una maggiore cooperazione e comunicazione tra capitani e arbitri, che spesso si trovano ad affrontare dissensi verbali e/o fisici quando prendono decisioni, può contribuire a instillare livelli più elevati di correttezza e rispetto reciproco, entrambi valori fondamentali del gioco. I partecipanti all’AGM hanno sottolineato che gli organizzatori delle competizioni, i giocatori e gli ufficiali di gara dovrebbero collaborare per aderire a queste linee guida.

Il nuovo regolamento entrerà in vigore il 1° luglio 2025 e presenterà anche le seguenti modifiche:

Regola 8.2 (Palla scodellata): Se il pallone si trova fuori dall’area di rigore quando il gioco viene interrotto, viene lasciato alla squadra che ne aveva o ne avrebbe avuto il possesso se ciò è chiaro all’arbitro; altrimenti, viene lasciato alla squadra che lo ha toccato per ultima. Il pallone viene lasciato nella posizione in cui si trovava quando il gioco è stato interrotto.

Regola 9.2 (Palla in gioco): Un calcio di punizione indiretto senza sanzioni disciplinari sarà assegnato se un membro della squadra che è temporaneamente fuori dal campo tocca il pallone mentre sta uscendo. Inoltre non deve esserci l’intenzione di interferire in modo sleale”. […]

(theifab.com)

VAI AL COMUNICATO UFFICIALE

Castan: “Dopo il primo anno avrei voluto lasciare la Roma, Garcia mi convinse a restare. Non c’è spiegazione logica all’esonero di De Rossi”

RADIO ROMANISTA – Leandro Castan, difensore brasiliano protagonista con la maglia giallorossa, è intervenuto ai microfoni dell’emittente radiofonica dedicata ai colori giallorossi. Ecco alcune delle dichiarazioni rilasciate dal difensore:

Effettivamente l’impatto fu un po’ negativo. Io pensavo che in Italia avrei lavorato con un tecnico molto attento alla fase difensiva ma trovai Zeman a cui non piaceva molto difendere bensì quasi esclusivamente attaccare e fare gol. Diciamo che non teneva molto in considerazione quelli del mio reparto

Qual è stato invece il suo rapporto con Totti?
Ricordo ancora il nostro primo incontro nello spogliatoio: a presentarci fu il direttore generale Franco Baldini. Quando gli strinsi la mano mi vennero i brividi perché non ero soltanto davanti ad un calciatore ma ad una sorta di personaggio storico. Poi però con il tempo, Totti per me è diventato “Checco”, un uomo fantastico che mi ha aiutato moltissimo ad inserirmi nel gruppo ed è stato un piacere conoscerlo

Quella stagione finì con la sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio. Si è dato una spiegazione sui motivi di quella brutta prestazione? È vero che lei gettò la medaglia del secondo posto?
Sì è vero. Mi sono anche un po’ pentito perché una medaglia non si dovrebbe mai buttare nel cestino solo che in quel momento ero veramente molto incazzato, proprio perché non riuscimmo a giocare come avremmo dovuto. Ripensandoci questa è la cosa che mi dà più fastidio, ovvero non essere riusciti a fare quello che era nelle nostre corde. L’unica spiegazione è che forse avevamo affrontato una stagione molto usurante, non solo dal punto di vista fisico, e quando arrivammo a quella gara eravamo già cotti. Loro, a differenza nostra, hanno giocato con il coltello tra i denti, segnando poi un gol bruttissimo proprio come è stato quel derby. Mi dispiace perché sono consapevole che sia stata una sconfitta pesante per i tifosi inoltre sono convinto che se avessimo giocato almeno al 10% delle nostre capacità avremmo vinto

Quale fu la sua reazione a quella delusione così grande?
Volevo andar via. Non mi ero trovato bene con Zeman, verso cui non ho nessun risentimento ma semplicemente avevamo delle idee calcistiche diverse. Poi è vero che lui fu esonerato ed era arrivato Andreazzoli, ma era stata comunque un’annata molto brutta terminata poi con una sconfitta pesantissima. Avrei preferito tornare in Brasile, anche perché mancavano pochi mesi all’inizio del mondiale che si sarebbe disputato proprio nel mio Paese. Questo era quello che pensavo prima dell’arrivo di Rudi Garcia. Rudi cambiò la mia percezione e anche quella di molti del gruppo, è stato il principale artefice del nostro riscatto

Quali furono i meriti del tecnico francese?
Innanzitutto il suo modo di rapportarsi. Per fare un esempio, Zeman in 6 mesi mi avrà rivolto la parola due volte, lui invece cercò subito di spronarmi anche facendomi arrabbiare. Si era accorto che avevo la testa altrove e allora si rivolse a me anche con durezza. Il senso delle sue parole era che forse aveva ragione chi diceva che fossi scarso. Mi incazzai molto, perché mi punse nell’orgoglio ma poi capii che era un modo per togliermi dalla mia “comfort zone” su cui mi ero inconsciamente appiattito

Si diceva che lei e Benatia avreste formato una coppia troppo lenta
Esattamente. Una volta ci convocò ad entrambi nel suo ufficio e ci disse che lui pensava esattamente il contrario ma la risposta definitiva l’avremmo dovuta dare noi in partita. Dopo queste parole, io e Benatia ci guardammo negli occhi e stipulammo una sorta di patto che ci avrebbe portato ad aiutarci l’un l’altro. Il risultato? Prendemmo un gol nelle prime dieci partite. Ma il merito fu di Rudi che è stato uno dei migliori allenatori mai incontrati nella mia carriera

14 settembre 2014, nella trasferta di Empoli lei viene sostituito al primo tempo e dopo qualche settimana le diagnosticano un cavernoma cerebrale, ovvero una forma di tumore benigno al cervello. Cosa ricorda di quel periodo?
Quello è stato il giorno in cui finirono tutti i miei sogni. Come tutti i calciatori ambiziosi avevo tanti progetti: andare in nazionale, disputare un mondiale e vincere dei trofei con la mia squadra ma quel pomeriggio finì tutto. Il medico mi disse che non avrei più potuto fare il calciatore e allora pensai soltanto a rimanere vivo.  Dopo la guarigione, avrei voluto riprendere la mia professione ma nonostante gli sforzi, non sono mai riuscito a tornare quello di prima. Solo a pensarci mi vengono i brividi perché avevo ventisette anni ed ero nel momento più importante della mia carriera. Oltre alla mia famiglia devo ringraziare il mister Garcia, il mio procuratore Gabriele Giuffrida e il direttore Walter Sabatini che per me è stato come un papà

Un ventisettenne che supera una cosa del genere dove trova la forza per tornare a fare sport a livello professionistico?
“Io la forza l’ho trovata in un qualcosa che non posso vedere ma che sento continuamente che è la mia fede in Dio. Questa fede mi ha aiutato a superare momenti terribili. La prima volta che sono rientrato in campo a Trigoria, il preparatore mi passò un pallone e io gli andai incontro per stopparla normalmente. Io pensai al gesto che avrei dovuto fare ma non riuscii a farlo perché quando la palla mi passò vicino il mio piede non si mosse.  Quel giorno andai a casa piangendo perché il corpo non rispondeva agli impulsi del mio cervello. Un giorno, grazie alla fede, saprò perché mi è capitato tutto questo. Ho indossato la maglia del Torino e del Cagliari ma anche quando mi facevano i complimenti ero comunque triste perché non mi sentivo più il Castan di un tempo”

Tanti compagni le sono stati vicino: ad esempio Daniele De Rossi
Gli voglio tanto bene. Lui e Francesco avevano una grande leadership ma mentre Totti era il leader a cui non serviva nemmeno parlare, De Rossi comunicava molto di più. Inoltre con lui c’era molto feeling perché gli piaceva stare insieme ai sudamericani. Io quando penso alla Roma mi vengono in mente sempre loro due e il fatto che non facciano più parte del club mi fa male al cuore

De Rossi era però tornato nel ruolo da allenatore. Che idea si è fatto del suo percorso?
Non c’è una spiegazione logica al suo esonero. Ha fatto un ottimo lavoro, gli era anche stato rinnovato il contratto, quindi non ho capito poi la scelta di mandarlo via dopo appena quattro giornate. Lo scorso anno vedevo le partite insieme ai miei figli ed abbiamo esultato tanto anche perché vedere Daniele su quella panchina mi dava un piacere immenso

I giallorossi possono vincere l’Europa League?
Certo, come no. Ranieri ha aggiustato questa squadra che ha delle buone individualità, alcuni giocatori mi piacciono molto. Secondo me si può fare

 

Contro il Como senza calcoli: dentro i titolari

Claudio Ranieri ha scelto l’esempio perfetto per far capire quale dovrà essere il giusto approccio alla gara di domani contro il Como, ma soprattutto che tipo di formazione dovrà scendere in campo per affrontare Nico Paz e compagni. (…) Niente turnover stavolta per Ranieri, dentro gli uomini più forti, anzi, dentro i giocatori che in questo momento hanno la condizione migliore per esprimersi e cercare l’undicesimo risultato utile consecutivo e la quarta vittoria consecutiva in campionato che manca addirittura da agosto 2020. Detto che naturalmente il titolare tra i pali sarà Mile Svilar, le uniche grandi novità potrebbero arrivare dalla difesa. Hummels, apparso piuttosto arrugginito contro il Monza dopo quattro panchine consecutive, resterà fuori per favorire un reparto più rapido e che possa affrontare al meglio gli avversari. (…) Sarà Mancini a sistemarsi al centro della difesa. Niente turnover significa Manu Koné e Leo Paredes in mezzo al campo. La coppia che Ranieri predilige da quando è tornato per la terza volta al Fulvio Bernardini. Il ventitreenne francese è stato un vero pilastro di Ranieri, sempre in campo dal primo minuto dalla prima di Sir Claudio contro il Napoli fino alla sfida di domani. In realtà ha saltato due gare: una per squalifica e un’altra per un meritato riposo per averlo fresco proprio contro il Como e l’Athletic. Sarà suo compito stringere con il centrale per fermare gli inserimenti di Nico Paz ed evitare i suoi scambi con Diao. Sulle fasce, neanche a dirlo, Saelemaekers a destra, Angeliño a sinistra. Otto gol e dieci assist in due e spine nel fianco per qualsiasi difesa avversaria. Là davanti Dovbyk può al massimo finire in panchina per recuperare del tutto e farsi trovare pronto per il Bilbao. C’è Shomurodov che duetterà e giocherà per Dybala. (…)

(corsport)

Roma-Como: la Sud lancia una raccolta fondi per sostenere le coreografie delle prossime gare

La Curva Sud si prepara a sostenere la Roma nelle prossime delicate sfide. I gruppi organizzati del tifo giallorosso, infatti, in vista di Roma-Como, hanno organizzato una raccolta fondi per sostenere le coreografie delle gare a venire. Questo il messaggio della Sud: “In occasione della partita Roma – Como, in tutti i settori dello stadio verrà organizzata una raccolta fondi tramite i bussolotti. L’obiettivo è sostenere la realizzazione della coreografia del derby e delle prossime scenografie che accompagneranno la squadra da dopo la sfida contro l’Athletic Bilbao. Ogni contributo, piccolo o grande, è fondamentale per continuare a far sì che la nostra curva sia un simbolo di passione e appartenenza”

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Lorenzo Contucci (@lorenzo_contucci)

De Rossi: “Dire cos’è la Roma per me è quasi banale, è un bel momento in cui siamo membri uguali di una grande famiglia” (VIDEO)

Nel pomeriggio Daniele De Rossi ha fatto tappa in Campidoglio in occasione della presentazione del libro del giornalista de ‘Il Romanista’ Tonino Cagnucci“Il grande romanzo della Roma”. Presenti come relatori lo scrittore Sandro Bonvissuto, il giornalista del ‘Corriere della Sera’ Luca Valdiserri, Luca Pelosi dell’Archivio Storico AS Roma e lo storico dell’arte Paolo Castellani, per il Comune sono intervenuti i consiglieri comunali Federico Rocca e Lorenzo Marinone e l’evento è stato moderato da Massimiliano Magni, giornalista e speaker di Radio Romanista.

L’ex allenatore giallorosso, ora presidente dell’Ostiamare, è intervenuto nel corso della presentazione: “Dire cosa è per me la Roma è quasi banale, se devo provarci mi viene da dire che è un bel momento, in cui siamo tutti membri uguali di una grande famiglia: ognuno può viverla a modo suo, chi tifandola, chi dedicandole una carriera, e chi scrivendo un libro come questo”.

“Per dire cosa sia la Roma per me non esiste una parola, andremmo nel banale, per ognuno di noi è parte costante della nostra vita, della sfera emotiva e per me anche lavorativa – ha continuato -. Ci sono piazze simili alla nostra in questa visceralità, per noi è qualcosa talmente grande da scrivere un libro, gridarlo allo stadio, fare uno stendardo se non arrivi con la voce o gare il giornale. C’è un momento in cui non ci sono più classi sociali siamo tutti uguali nella stessa famiglia. Trovo bello che vengano fatti romanzi, in questo hai preso una bella mia foto, a parte me e Francesco i cui anni verranno trasmessi su Youtube, c’è una parte di Roma forse ancora più importante che in assenza di materiale su Internet va tramandato”.

“Quando ti sei sentito più Romanista? Non lo so, è una cosa che viene da sé. Il bacio alla maglia nonostante io ci tenessi è diventato inflazionato, ci sono altri vari momenti che mi hanno attaccato alla Roma. Il più recente, ho la moglie americana e i figli più americani che romani, e quando sono diventato allenatore della Roma mio figlio ha iniziato a seguire il calcio, l’ho visto orgoglioso e ho capito che stavo iniziando a trasmettergli quello che per noi è la Roma. Spero che rimanga per il futuro a prescindere da dove lavorerò. Ho provato a chiamare mio figlio Agostino, ma non era il turno mio: Di Bartolomei era un riferimento, per tutto ciò che non viene raccontato e che abbiamo la fortuna di sapere. Noi da dentro sappiamo chi è vero e chi no, per me contano i racconti di chi Ago l’ha vissuto. Nonostante io non l’abbia vissuto mi ha fatto sempre pensare che sarebbe stato grandioso conoscerlo – ha aggiunto -. Ho dovuto correre per venire qui, mi sono un po’ sopravvalutato e ho sudato. Sapevo da subito di venire qui, ho voluto tenere Tonino sulle spine. Tonino è una brava persona, un bravo scrittore e soprattutto un grandissimo Romanista. Una persona che merita, a volte io non vado a questi eventi ma penso che Tonino lo meriti, una volta ogni 16 anni. Era un po’ che volevo vedere il derby allo stadio, lo facevo da raccattapalle però un po’ mi sarebbe piaciuto che fosse rimasta una cosa tra me e i miei amici, un po’ era una questione di ordine pubblico. Un’idea partorita da due-tre giorni da una battuta di Mastandrea, io mi sono imbacuccato e ho sofferto il caldo più atroce della mia vita. Abbiamo fatto uscire solo un pezzetto di quella serata ma abbiamo il video di quando entro allo stadio o di altri momenti, non li abbiamo condivisi perché è morto Bryant e non era carina. Uno di quei momenti in cui siamo tutti uguali”.

Caso Mourinho: il tecnico fa causa al Galatasaray per danni morali. Squalifica ridotta a 2 giornate

La querelle tra Mourinho e il Galatasaray sembra destinata a proseguire. José Mourinho, attuale tecnico del Fenerbahce, ha deciso di fare causa al Galatasaray. Il tecnico portoghese ha intentato “una causa per danni morali” contro il club turco, chiedendo un risarcimento “pari a 1 milione 907 mila lire turche“, equivalenti a circa 50.000 euro. La decisione arriva dopo le accuse di offese razziste rivolte al tecnico dal Galatasaray con annesso annuncio di denuncia, che hanno scatenato una dura reazione da parte del Fenerbahce, in difesa del proprio allenatore.

A rappresentare il portoghese ci sono gli avvocati del club, che contestano al Galatasarayun attacco ai diritti personali del nostro direttore tecnico José Mourinho“. La vicenda, che ha già suscitato grande clamore, potrebbe avere ulteriori sviluppi nei prossimi giorni.


Dopo il caldissimo match tra Galatasaray e Fenerbahce la Federcalcio Turca aveva squalificato Mourinho per ben 4 giornate, in seguito alle sue dure parole nei confronti degli arbitri turchi e della panchina del Galatasaray. L’Arbitration Board tuttavia oggi ha annunciato che la squalifica è stata ridotta a 2 partite, mentre è stata confermata la penalità di una giornata per il tecnico del Galatasaray Okan Buruk.

VAI ALLA NEWS ORIGINALE

Zeman: condizioni stabili dopo la sospetta ischemia, oggi ulteriori accertamenti. Il neurochirurgo: “Capisce tutto ma non parla”

Zdenek Zeman da ieri è ricoverato in Stroke Unit al Policlinico universitario Gemelli di Roma per ‘sospetta ischemia cerebrale’. L’ex allenatore, tra le altre, anche della Roma è al momento stabile e oggi sono in programma ulteriori accertamenti. Secondo quanto confermato da fonti sanitarie, è vigile, collabora con i medici e prosegue le terapie.


“Ho visto Zeman, fatica a parlare, ma comprende la situazione. Annuisce, collabora con i sanitari. Non direi che è particolarmente affranto, o comunque non lo dà a vedere, ma si rende conto benissimo della sua condizione e del perché si trova in ospedale”. Così all’Adnkronos Salute Alessandro Olivi, direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia e direttore del Dipartimento di Neuroscienze del Gemelli, sulle condizioni di salute dell’ex allenatore della Roma e della Lazio Zdenek Zeman, da ieri mattina ricoverato presso la Stroke Unit del policlinico universitario di Roma.

“Non sappiamo se tornerà a parlare, ce lo dirà il tempo – spiega Olivi – dipende quanto è stato in sofferenza il tessuto cerebrale. Al momento ha difficoltà nel linguaggio e nei movimenti dal lato destro del corpo. È vigile, collabora con i medici ai quali risponde con cenni del capo, annuendo. Capisce tutto. Ora dovrà fare altri test”.

(Adnkronos Salute)