Athletic Club, aggiornamento medico su Vivian: lesione muscolare moderata al bicipite femorale

Aggiornamento medico su Dani Vivian, il difensore dell’Athletic Club sostituito ieri durante il match per un problema fisico. Il club basco ha pubblicato una nota sulle condizioni del centrale: si tratta di una lesione muscolare moderata al bicipite femorale della gamba destra. Sono attesi ulteriori aggiornamenti sulle sue condizioni.

(athletic-club.eus)

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Ufficiale, i Friedkin nominano il nuovo CEO dell’Everton

Angus Kinnear è il nuovo CEO dell’Everton. È arrivato l’annuncio ufficiale dei Toffees, che vedono salutare anche il direttore sportivo Kevin Thelwell e il direttore commerciale e delle comunicazioni Richard Kenyon. Il club ha annunciato anche che “passerà da un unico direttore sportivo a un team dirigenziale sportivo più ampio“. Marc Watts, braccio destro dei Friedkin, ha commentato l’arrivo di Kinnear: “Angus è uno dei principali dirigenti del calcio inglese e porta con sé una grande esperienza in materia. La sua nomina significa che l’Everton affronterà l’estate con un leader di prima classe“.

(evertonfc.com)

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Lotito: “Derby in finale di Europa League? Non temo nulla, ben venga”

Intercettato dai cronisti nei pressi del Senato, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha commentato la possibile sfida in finale di Europa League contro la Roma di Ranieri. Le parole del numero uno laziale: “Io non temo nulla. A memoria ricordo una finale di Coppa Italia il 26 maggio che vide protagonista sul campo la Lazio e l’ambito trofeo fu vinto da noi e che ben venga una soluzione che porti il calcio italiano in una situazione di evidenza e soprattutto in termini di ranking“.

Stadio Roma, mercoledì 19 marzo previsto un tavolo tecnico: si discuterà del piano mobilità

Vanno avanti le discussioni intorno al nuovo stadio della Roma a Pietralata. Come scrive su X il giornalista Alessio Di Francesco, infatti, è previsto per mercoledì 19 marzo un tavolo tecnico sul progetto organizzato da Nomisma, società a cui è stata affidata la gestione del dibattico pubblico. Il tema principale di questo incontro verterà probabilmente sul piano mobilità, con particolare attenzione sui flussi di traffico, sulla viabilità e sui parcheggi. Si parlerà anche di interesse pubblico ed opere accessorie.

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Paredes racconta il disguido con Messi: “Non mi parlò per 3 mesi. Ora abbiamo un rapporto meraviglioso”

In un’intervista, Leo Paredes ha raccontato del disguido con Messi che portò la stella argentina a non parlargli per un po’ di tempo. Questo il racconto del centrocampista della Roma: “Gli ho mandato subito un messaggio il giorno dopo dicendogli che non erano riferite a lui quelle frasi. Poi gliene ho mandato un altro 15 giorni dopo… silenzio. Gli scrissi ancora: ‘Non era per te, non era per offenderti’. Ma lui non ha mai risposto: è rimasto tre mesi senza rivolgermi più la parola. Leo è un fenomeno, un fenomeno vero in tutto. Ad un certo punto è apparso nella mia stanza mentre mi stavo lavando i denti e mi ha gettato l’acqua addosso e tutto è finito lì. Ora abbiamo ancora un rapporto meraviglioso”. 

Poi Paredes passa a raccontare il suo rapporto con Roma: “Sono qui dal 2023 ed è stato un anno bellissimo, mi sono divertito. A volte gioco a padel con Angeliño e anche con Perotti”.

(Infobae)

Southampton, Juric: “Colpa di tutti quando le cose vanno male. Non sono soddisfatto del mio lavoro, mi aspettavo di più” (VIDEO)

Ivan Juric, ex allenatore della Roma e attuale tecnico del Southampton, ha parlato delle difficoltà incontrate in questa sua esperienza in Premier League. Alle domande sul futuro, ha risposto: “Non lo so. Vivo il momento, penso al Liverpool e non a cosa succederà tra un anno o in futuro. Posso fare il mio lavoro, cercare di fare del mio meglio e basta“.

Interrogato sulle nove sconfitte subite nelle ultime dieci partite di campionato, Juric ha ammesso: “Non ho fatto bene ma male”. E riguardo alle ragioni di questi risultati negativi, il tecnico croato ha commentato: “Penso a molte situazioni. Penso che sia colpa di tutti un po’ quando le cose non vanno bene, e penso che sia successo questo. Ma se penso al mio lavoro, ovviamente non sono felice e non sono soddisfatto. Mi aspettavo molto di più“.

Sotto la guida di Juric, il Southampton ha ottenuto una sola vittoria e nove sconfitte in dieci partite di Premier League, scendendo all’ultimo posto in classifica con soli 9 punti in 27 giornate. La squadra vanta attualmente il peggior attacco, con 19 gol segnati, e la peggior difesa del campionato, con 65 reti subite.

Espanyol, Kumbulla: “Qui ho trovato continuità. La Conference uno dei momenti più belli della mia vita. I tifosi della Roma? Era impossibile non vincere con quell’Olimpico…”

CRONACHE DI SPOGLIATOIO – Marash Kumbulla, difensore di proprietà della Roma, sta vivendo un momento molto positivo all’Espanyol. Arrivato la scorsa estate in prestito dal club giallorosso, il difensore albanese ha finalmente ritrovato la continuità dopo il grave infortunio al legamento crociato del ginocchio destro e tra i vari temi trattati si è soffermato proprio sulla sua avventura nella Capitale. Ecco le sue parole: “L’Espanyol mi ha dato continuità. Quando abbiamo battuto il Real Madrid, non ci credevo neanche. Il Real è una squadra che non muore mai. Anche quando ha fischiato la fine, sono rimasto in tensione perché non mi sembrava vero”.

Il trasferimento all’Espanyol?
Sono contento di aver scelto l’Espanyol. Dopo l’infortunio avevo bisogno di giocare: dopo la loro chiamata, in un giorno e mezzo ero qui. Avevo già visto lo stadio e il centro sportivo con la Nazionale. Sono due strutture incredibili e all’avanguardia. Le strutture funzionali sono importanti: ti fanno rimanere più tempo al centro sportivo, insieme ai compagni, e il gruppo diventa più unito”.

Il tifo dell’Espanyol?
Avere il Barcellona vicino mi ha dimostrato quanto i tifosi dell’Espanyol siano attaccati alla squadra. Ripetono sempre che ‘l’Espanyol è un sentimento’. Lo stadio è pieno, ci sono tantissimi abbonati che hanno la squadra nel cuore. I nostri sono tifosi veri”.

I tifosi della Roma?
«In quelle annate lì in Europa con la Roma, quella della
Conference vinta e quella della finale di Europa League, era impossibile non vincere. Ti spingevano, c’era un clima incredibile. C’era il magazziniere della Roma, si chiama Roberto, mi faceva troppo ridere perché ero in panchina, e lui si girava verso di noi e ci diceva: ‘Come si fa a non vincere con questo clima qui?’. Perché era impossibile non vincere, era tutto sold-out”.

Il costo del cartellino pagato dalla Roma?
“All’inizio ero giovane e non pensavo troppo a quello che succedeva, io volevo giocare, poi c’erano partite ogni tre giorni e non c’era tanto tempo per pensare. Ora guardando indietro ho preso molta consapevolezza di me stesso, sono maturato molto tatticamente, tecnicamente e fisicamente. Ho avuto questo infortunio che mi ha un po’ bloccato la crescita e adesso sono venuto qua per continuare la mia crescita che si era interrotta”.

La Conference?
“Non me lo sarei mai immaginato di vincere un trofeo in Albania
: fatalità, eravamo in finale di Conference League e si giocava proprio a Tirana, quindi non poteva che finire così! È stato uno dei momenti più belli della mia vita in generale, perché rappresenta un po’ la chiusura di un cerchio. Aver vinto la prima Conference League a Tirana, a casa mia, poi il giorno dopo a Roma vedere migliaia di persone festeggiare, è stato bellissimo. Io ho una foto che ho in mano un cartellone, ma non è per prendere in giro ma perché mi ha fatto troppo ridere, dove c’era scritto ‘Lazià tira-na brutta aria’, con Tirana scritto tutto attaccato. A me quel cartellone ha fatto morir dal ridere. E niente… i tifosi a Roma sono incredibili!”.

La finale di Europa League?
“La seconda finale l’ho vissuta da fuori, proprio per l’infortunio, purtroppo è finita male. Ha fatto anche un po’ più male, sia perché non ero disponibile per giocare, ma anche perché abbiamo perso ai rigori… Sappiamo tutti com’è andata, che non dovevamo manco andare ai rigori.
Taylor? Se n’è parlato per molto tempo nello spogliatoio… ormai è andata e non si può più fare niente”.

Ancelotti: “Non sarò io a decidere quando lasciare il Real Madrid. Mio figlio Davide diventerà un bravo allenatore” (VIDEO)

Nel 26° episodio di “Poretcast”, il podcast di Giacomo Poretti, è stato intervistato Carlo Ancelotti che tra i vari temi toccati ha parlato anche del suo futuro in questo modo: “L’unica cosa chiara che ho è che non decido io quando andare via dal Real Madrid. Lo deciderà il presidente, prima o poi succede…”.

E quando andrai in pensione cosa farai?
“Davide diventerà un allenatore bravo…sono già in pensione, poi continuerò a seguire il calcio sicuramente, mi piacerebbe visitare i posti che non ho visto con mia moglie”

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Mourinho: “Io razzista? Non conoscono il mio background. Vendetta con la Roma? Preferisco ricordare i bei momenti passati lì”

SKY SPORTS – La tensione tra José Mourinho e la federazione turca non accenna ad attenuarsi, con l’ex allenatore della Roma che in un’intervista ha risposto così alle accuse di razzismo: “Non posso fare quelle mosse in panchina. Non posso scendere al livello di Okan Buruk! Il modo in cui mi hanno attaccato non è stato intelligente”.

Continua Mourinho: “Non conoscono il mio background, i miei legami con l’Africa, la gente africana, i giocatori africani, le associazioni benefiche africane. Quindi, invece di essere contro di me, penso che si sia ritorto contro di loro. Razzista io? Ho pensato: come hanno potuto abbassarsi così tanto? Anche le persone a cui non piaccio mi hanno sostenuto. Vorrei ringraziare le persone che non hanno avuto problemi a parlare, in particolare i miei ex giocatori. Sono stati una voce molto importante. Tutti sanno chi sono come persona. Tutti conoscono i miei difetti, ma questo non è uno dei miei difetti. Il giorno in cui è stata data la sospensione di quattro partite, sono state pubblicate immagini del presidente del consiglio disciplinare che festeggiava con i suoi amici indossando una maglia del Galatasaray. Questo è l’unico modo per comprendere la portata dell’incidente”.

Poi viene fatto notare a Mourinho che sulla strada dell’Europa League potrebbe ritrovare due sue vecchie squadre, la Roma e il Manchester United. “Nella mia mente non ho mai pensato alla vendetta” risponde il portoghese. “Non ho mai avuto quella sensazione perché quando lascio un club, preferisco ricordare i bei momenti passati lì” ha concluso.