Sabatini: “Alisson grande portiere, ma all’inizio ci furono delle incomprensioni. Gerson? A Roma era disprezzato, ora sta dimostrando di essere un campione”

GIANLUCADIMARZIO.COM – Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Roma, ha rilasciato un’intervista al sito che si occupa di calciomercato e si è soffermato su alcuni colpi di mercato messi a segno nel corso della sua avventura nel club giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni.

Alisson?
Non partì titolare in giallorosso. Venendo dal Brasile doveva acquisire un po’ di tecnica europea. E poi davanti a lui c’era Szczęsny. Il brasiliano si innervosì ma gli dissi che avrebbe giocato le coppe. L’ha fatto ed è lì che è diventato grande. Davvero un grande portiere e un essere umano meraviglioso. All’inizio ci sono state delle incomprensioni ma può capitare. Volevo che lavorasse con Marco Savorani, un allenatore dei portieri eccezionale. Un cultore della tecnica e del saper stare in porta”.

Gerson?
Lui era un giocatore ‘bellino’. A Roma lo prendevano in giro ed è stato disprezzato. Mentre nella vita sta dimostrando di essere un campione vero. Basti vedere che oggi è il capitano della sua squadra”.

Marquinhos?
Erano i tempi di Zeman. Io lo presi un po’ prima ma c’erano delle pratiche da portare avanti essendo extra comunitario. Ci sono voluti un po’ di giorni. Aveva 18 anni, era un ragazzino. Indossò la maglia della Roma e non se la tolse più”.

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Serie B: la Cremonese vince la finale playoff e vola in Serie A, 2-3 allo Spezia

La Cremonese festeggia il ritorno in Serie A dopo aver superato lo Spezia nella finale dei playoff di Serie B. Dopo lo 0-0 della gara d’andata, i grigiorossi si sono imposti per 2-3 al Picco. Ad aprire le marcature è stato Manuel De Luca al 25′ del primo tempo, seguito dal raddoppio di Michele Collocolo al 62′. Lo stesso De Luca ha firmato la sua doppietta personale al 79′, portando la Cremonese sul momentaneo 3-0. Nel finale, però, lo Spezia ha tentato una disperata rimonta con le reti di Francesco Pio Esposito all’83’ e Luca Vignali all’85’, ma i grigiorossi hanno resistito, conquistando la promozione nella massima serie.

Juventus: Comolli è il nuovo direttore generale

Cambiamenti nell’organigramma dirigenziale della Juventus: il club bianconero ha comunicato l’ingresso di Damien Comolli nel ruolo di direttore generale. La nota della società:

La Juventus dà il benvenuto a Damien Comolli, che, dal 4 giugno 2025, entra in Società assumendo il ruolo di Direttore Generale, con riporto diretto al Chief Executive Officer Maurizio Scanavino.

Leader di consolidata esperienza internazionale, Damien Comolli porta con sé un bagaglio importante di competenze tecniche, gestionali e strategiche, maturate in oltre trent’anni di esperienza ai vertici del calcio europeo.

Ha ricoperto ruoli chiave in club prestigiosi come Arsenal, Tottenham Hotspur, Liverpool, Fenerbahçe e, più recentemente, Tolosa, dove ha guidato il club alla promozione in Ligue 1 e alla vittoria della Coupe de France. Damien Comolli avrà la responsabilità dell’Area Sportiva maschile e delle Direzioni Marketing e Commerciale.

A suo riporto opererà Giorgio Chiellini, figura storica della Società che da sempre incarna i valori e lo spirito di Juventus, nel ruolo di Director of Football Strategy. Con questa nomina, Juventus rafforza ulteriormente la propria struttura organizzativa, nell’ottica di un percorso di crescita mirato ad affrontare le nuove sfide con forte determinazione e rinnovata ambizione.

Maurizio Scanavino: «Diamo il benvenuto e auguriamo buon lavoro a Damien Comolli. La sua professionalità e la sua esperienza saranno fondamentali nel percorso di rafforzamento della Juventus».

Damien Comolli: «Sono felice e onorato di entrare a fare parte di una Società unica, per storia, identità e prospettive. Metterò a disposizione di Juventus la mia esperienza fin dal primo giorno con l’obiettivo di essere vincenti come deve essere la Juventus e come meritano i nostri tifosi».

(juventus.com)

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Atalanta: ufficiale l’addio di Gasperini. Il club: “Capitolo indelebile, grazie mister”

L’Atalanta saluta Gian Piero Gasperini, prossimo a diventare l’allenatore della Roma. Il club nerazzurro ha pubblicato una nota ufficiale comunicando l’addio del tecnico e la risoluzione del contratto:

“Carissimo Mister,

la nostra è stata una storia meravigliosa, più unica che rara nel mondo del calcio.

Nove anni eccezionali e intensi nei quali abbiamo raggiunto risultati straordinari in Italia e in Europa.

Una pagina, anzi un grandissimo capitolo che rimarrà indelebile nella storia dell’Atalanta, così come il rapporto di affetto (profondo) e di stima (sincera) che ci ha legato e che ci legherà ancora, a prescindere dal fatto che le rispettive strade professionali ora si dividano.

Non potremo mai ringraziarla abbastanza per le emozioni che ci ha regalato e per le gioie che insieme siamo riusciti a regalare a Bergamo e ai nostri tifosi, andando oltre l’immaginabile.

Dopo tanti anni trascorsi insieme abbiamo ritenuto doveroso rispettare la sua volontà di ricercare nuovi stimoli, ben sapendo che il nostro rapporto non si interromperà mai e che la reciproca stima non verrà mai meno.

Ancora e per sempre GRAZIE, Mister!!!

Tutta la famiglia Atalanta”

(atalanta.it)

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VIDEO – Mancini su Gasperini nel 2020: “Con lui gli allenamenti sono intensi, ma la domenica vai forte”

CRONACHE DI SPOGLIATOIO – Mancano solamente pochi giorni e a breve comincerà l’esperienza di Gian Piero Gasperini alla Roma, col tecnico che ritroverà nella Capitale El Shaarawy, Dybala, Cristante e Mancini, da lui allenati nelle precedenti esperienze al Genoa, Palermo e Atalanta. Proprio il vice capitano giallorosso nel 2020 parlò a Cronache di Spogliatoio di come è stato allenarsi e giocare sotto la guida del tecnico piemontese. Queste le sue parole: “Con Gasperini sono allenamenti veramente, veramente intensi. Dal martedì al sabato, giorno della rifinitura, galoppi in allenamento. Provi ad affrontare una squadra di tuoi compagni che però farebbero quello che fanno gli avversari, fai partite, a volte anche dieci allunghi prima di una partita. Dopo Gasperini sono pronto a tutto, però è vero che la domenica vai forte. Spesso la domenica a fine partita vedevo avversari giustamente con il fiatone, ma grazie a Gasp mi sentivo come se potessi giocare altri 90′, mi sentivo bene bene bene”.

Fiorentina, incendio al Viola Park: 4 intossicati

Un incendio è scoppiato nella notte, intorno alle 2:15, all’interno del Viola Park di Bagno a Ripoli (Firenze), nel padiglione C Sud, dove si trovano le stanze che ospitano i giovani calciatori della Fiorentina. Quattro persone, tre ragazzi e un accompagnatore adulto, sono state portate in ospedale per accertamenti dopo aver inalato fumo, sarebbero tutte in codice verde. L’incendio è partito da una stanza propagandosi al corridoio dove sono rimaste danneggiate alcune porte delle camere e il soffitto che è anche la copertura dell’edificio.

(ANSA)

Milly Carlucci: “Totti a Ballando con le Stelle? I contratti si onorano…”

Francesco Totti potrebbe partecipare alla prossima edizione di Ballando Con le Stelle. A confermalo la conduttrice Milly Carlucci, durante la sua ospitata a Cinque Minuti da Bruno Vespa. Le sue parole: “Abbiamo ricordato calciatori e allenatori grazie alla presenza di Francesco Totti che ha firmato un contratto”, ha svelato. E alla domanda “Ma quindi lo vedremo il prossimo anno a Ballando?”, la risposta è stata “Chi lo sa, i contratti si onorano Francesco! Te lo dico davanti a Bruno Vespa!”

Gasperini: il tecnico sarà mercoledì a Roma per il matrimonio di Scamacca. Poi parlerà con la società

Gian Piero Gasperini, dopo la lettera di addio all’Atalanta, è pronto ad iniziare la sua avventura in giallorosso in attesa delle ufficialità. Secondo quanto riportato dall’emittente satellitare, il tecnico sarà a mercoledì a Roma per il matrimonio di Gianluca Scamacca. Successivamente parlerà con la società per pianificare le prossime mosse.

(Sky Sport)

Sinner e l’allenamento ‘alternativo’ con lo staff al Roland Garros: sfida di palleggi e colpo di testa “alla Shomurodov” (VIDEO)

In questi giorni va in scena il Roland Garros, uno dei tornei del Grande Slam, e oggi Jannik Sinner affronta Jiri Lehecka nel terzo turno. Il tennista italiano è apparso molto tranquillo e ha svolto un divertente allenamento con l’allenatore Darren Cahill e il preparatore atletico Marco Panichi a tema calcio: l’obiettivo infatti era effettuare dei palleggi e insaccare la palla in un cestino con un colpo di testa. Sinner ha servito proprio Panichi, il quale ha fatto centro e si è scatenato nell’esultanza: “Shomurodov“, si sente in sottofondo mentre il preparatore atletico gioisce per il punto realizzato.

 

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De Rossi: “Gasperini allenatore incredibile, porterà la Roma a un livello successivo”

SKY SPORT – Dopo aver rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni dell’emittente televisiva direttamente da Monaco di Baviera (dove si giocherà la finale di Champions League tra PSG e Inter) e tra i vari temi trattati si è soffermato anche sull’arrivo di Gian Piero Gasperini sulla panchina giallorossa. Ecco le sue dichiarazioni.

Che partita ti aspetti questa sera tra PSG e Inter?
“Non si sa mai cosa esce da una finale, anche l’ultima dell’Inter fu imprevedibile. Oggi magari viene da pensare che il PSG sia favorito, ma negli ultimi anni l’Inter è diventata bellissima da veder giocare”.

Cosa ti colpì di Luis Enrique alla Roma?
“A me piacciono gli allenatori credibili, lui lo è perché crede nelle proprie idee, calcistiche e umane. Visionario lo è fino a un certo punto, ma è molto legato al rispetto dei valori del gruppo ed è forse quello che mi ha colpito di più, perché era molto giovane. Alla prima esperienza fuori dalla Spagna e fu un qualcosa di incredibile da scoprire”.

Un episodio che ti è rimasto impresso?
“Fu un conoscersi progressivo. Quell’estate mi operai ad un orecchio, dal quale ancora fatico a sentire, e ogni tanto andavo a Trigoria e trovavo lui e il suo staff a lavorare. Vedevo quanto erano attenti, parlavano molto del Barcellona B perché dicevano che non era importante la categoria, ma quello che volevano trasmettere. Poi mantenne la sua parola, molti allenatori dicono ‘Qui con me si fa così, qui siete tutti uguali’, ma poi fanno diversamente. Lui fece così. Il suo addio è stato una ‘sliding door’ per la storia della Roma, se fosse rimasto si sarebbe costruito qualcosa di interessante”.

Stasera dalla tribuna vedrai altre facce amiche: gli italiani dell’Inter, Donnarumma, Marquinhos…
“Ciò che ti colpisce della finale è innanzitutto l’evento in sé, un qualcosa che da calciatore non ho mai vissuto. Lo vivo un pochino come un rimpianto, ho avuto una carriera a livelli alti, non ero lontanissimo ma evidentemente qualcosa mi è mancato. Stasera sarà un piacere vedere tante facce amiche, Gigio Donnarumma l’ho visto che era un bambino e ancora oggi mi guarda con lo stesso affetto delle prime volte che parlavamo. Lo stesso Marquinhos venne a Roma che era piccolo e poi Simone D’Amico, Luis Enrique… Mio figlio mi chiede per chi tifo, io gli rispondo che non tifo per nessuno: sarò contento per chi vincerà e mi dispiacerà per l’altra squadra, perché deve essere un dolore lancinante, calcisticamente parlando”.

Cosa ne pensi di Gasperini alla Roma?
“C’è da vedere se sarà confermata, ma ieri mi sono ritrovato con un tifoso a discutere se fosse la scelta giusta: se dobbiamo discutere del valore dell’allenatore che ha preso la Roma, non dobbiamo più parlare di calcio. Gasperini è un allenatore incredibile, che ha fatto cose incredibili, ma le ha fatte nel tempo: si è sempre migliorato e lì ha avuto 8-9 anni di lavoro e serenità a Bergamo. Perciò io mi auguro che abbia, non dico 8-9 anni, ma del tempo sì, per mettere a frutto le sue idee, perché porterà la Roma ad un livello successivo secondo me”.

Per poi ridarla a te?
“No, no, la porterà ad un livello successivo lui. Speriamo magari di giocarci contro un giorno. Chi lo sa (ride, ndr)”.

Hai detto che Luis Enrique, Spalletti e Conte hanno influenzato di più il De Rossi calciatore. Cosa c’è di Luis Enrique nel tuo modo di allenare?
“Beh, lui è arrivato in un momento in cui il Barcellona di Guardiola aveva già iniziato ad ammaliare il mondo, lui esce fuori da quella filosofia lì. Ci ha portato a capire cosa c’era dietro quel gioco, io ne sono rimasto affascinato e ho cercato di studiarlo. Un giorno gli ho detto che volevo andare a vedere i suoi allenamenti per studiare quel modo di allenarsi, e lui mi ha detto: ‘Bene, perché adesso faccio tutte altre cose’. Scherzi a parte, il calcio cambia ogni anno in base a quello che i nuovi allenatori ti fanno vedere. Lui e Guardiola hanno mostrato un certo modo di giocare, lo stesso Gasperini ha poi portato il calcio ad un’altra maniera, forse proprio per ostacolare quel tipo di calcio. A me ha dato tante idee e ispirazione nel coltivare i rapporti professionali: intransigenza nel lavoro, ma sempre con amicizia e il sorriso. Io mi sono trovato molto bene, poi ogni allenatore agisce per quello che è, qualcosa avrò preso da loro ma scimmiottarli mi sembra ridicolo”.