BRYAN ZARAGOZA: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – Manca sempre meno alla chiusura della finestra invernale di calciomercato, fissata alle ore 20 del 2 febbraio, e la Roma ha accelerato per l’acquisto della nuova ala sinistra. Nelle ultime ore il direttore sportivo Frederic Massara ha alzato il pressing su Bryan Zaragoza, classe 2001 spagnolo di proprietà del Bayern Monaco e in forza al Celta Vigo, offrendo un prestito con diritto di riscatto. Il calciatore è stato offerto al club capitolino e anche Gian Piero Gasperini ha approvato questa eventuale operazione di mercato.

La carriera

Nato il 9 settembre 2001 a Málaga, Bryan Zaragoza Martínez cresce nel settore giovanile del Granada ed esordisce con i ‘grandi’ a 20 anni in occasione della vittoria per 0-7 contro il Laguna in Coppa del Re. Nella stagione 2022/23 entra nelle rotazioni della prima squadra e colleziona 34 presenze in Segunda Division, mettendo a referto anche 5 reti e un assist e vincendo il campionato con 75 punti.

Nella stagione seguente diventa titolare e in Liga dà spettacolo tra prestazioni brillanti e giocate da funambolo. Indimenticabile la performance contro il Barcellona di Xavi, in cui segna una doppietta in 29 minuti (destro a incrociare sul palo lontano dopo 18 secondi dal calcio d’inizio e gol di esterno destro in seguito ad alcune finte ubriacanti al difensore) e illude il Granada prima del pareggio in rimonta firmato da Lamine Yamal e Sergi Roberto.

A gennaio è a quota 6 reti e 2 assist e attira l’interesse del Bayern Monaco, che lo acquista a metà stagione con la formula del prestito oneroso (4 milioni di euro) con riscatto a 13 per sostituire l’infortunato Kingsley Coman (inizialmente l’accordo prevedeva il trasferimento in Baviera il 1° luglio). In Germania la concorrenza in quel reparto è spietata e Zaragoza fa molta fatica a trovare spazio (appena 171 minuti in campo): “Bryan manca principalmente nella lingua. È difficile parlare con lui sia in inglese sia in tedesco – rivela l’allenatore Thomas Tuchel -. Questa è una componente fondamentale“.

Nell’estate del 2024 torna in Liga, ma questa volta in prestito all’Osasuna: qui ritrova continuità e, nonostante alcuni infortuni, gioca 28 partite tra Liga e Coppa del Re. Come già accaduto con il Granada, Zaragoza punisce nuovamente il Barcellona ed è il protagonista di una clamorosa vittoria per 4-2 con un assist (cross per il colpo di testa di Ante Budimir) e uno splendido gol (scatto in profondità, dribbling al portiere e tocco a porta vuota).

Bryan chiude l’annata con una rete e 6 passaggi vincenti e al termine della stagione il Bayern Monaco lo gira nuovamente in prestito e va al Celta Vigo: il rendimento è altalenante e nei primi sei mesi colleziona soltanto un gol e un assist in 19 partite. Ora, in caso di accordo con la Roma, avrà la possibilità di rilanciarsi e mettersi in mostra in un nuovo campionato dopo tanti anni trascorsi in Spagna.

Con la nazionale spagnola è a quota 3 presenze e in soli 78 minuti totali ha messo a segno una rete decisiva al 93′ su rigore nella vittoria per 3-2 contro la Svizzera.

Le caratteristiche tecnico-tattiche

Bryan Zaragoza è un’ala sinistra di piede destro e la sua arma principale è l’agilità. Alto 164 centimetri, mette in crisi i difensori avversari grazie alla sua incredibile velocità e soprattutto alla rapidità nel dribbling: Gioco per il dribbling, non per rincorrere il pallone. Il mio stile è giocare faccia a faccia e avere la palla tra i piedi e lo faccio sin da piccolo, quando giocavo per strada dopo l’allenamento. È il mio punto di forza”. Come tipo di calciatore ricorda Francisco Conceição della Juventus. Il folletto spagnolo deve migliorare sotto porta, dato che in carriera ha realizzato soltanto 22 gol in 167 partite. Il classe 2001 potrebbe rivelarsi un’arma fondamentale per Gian Piero Gasperini, poiché possiede caratteristiche uniche rispetto ai giocatori presenti attualmente in rosa e rappresenta una minaccia costante per le difese avversarie. Ora il tecnico avrà a disposizione una vera ala sinistra e non sarà più costretto a dover adattare altri giocatori in quel reparto, ma Zaragoza è in grado di ricoprire anche altri ruoli: “Mi sento più a mio agio come ala, ma non mi dispiace giocare anche a destra o da seconda punta”.

Panathinaikos: dall’incubo Renato Sanches fino al soccorritore Benitez. E quel precedente con Ranieri…

LAROMA24.IT (Matteo Morale) – L’ultimo sforzo. Giovedì 29 gennaio alle 21:00, la Roma cercherà di completare l’opera e conquistarsi la top 8 del girone unico di Europa League. Grazie all’ultima vittoria ottenuta contro lo Stoccarda, i giallorossi sono saliti a 15 punti e, per la prima volta dall’inizio della competizione, la squadra di Gian Piero Gasperini ha agganciato le prime posizioni della League Phase. Il sesto posto attuale, infatti, permetterebbe alla Roma di saltare il turno dei playoff in un mese cruciale per il campionato e per la lotta al quarto posto. Per mettere in cassaforte questo risultato, i giallorossi hanno a disposizione due risultati su 3. Con una vittoria non ci sarebbero neanche da fare calcoli estremamente matematici, il club capitolino sarebbe ampiamente qualificato. In caso di pareggio, invece, con una serie di incastri particolari e che non dipendono solo dalla Roma, la top 8 è comunque raggiungibile.

Chi cercherà di mettere i bastoni fra le ruote alla squadra di Gasperini, forte anche di poter disputare la partita fra le mura amiche, è il Panathinaikos, club greco che ha da poco affidato la panchina ad una vecchia conoscenza della Serie A: Rafa Benitez. I biancoverdi si trovano al diciannovesimo posto in classifica con 11 punti e hanno la sicurezza che comunque andrà il match, a febbraio andranno a disputare i playoff. La squadra di Atene ha già il proprio destino scritto soprattutto perché la top 8 è impossibile da raggiungere. I Trifogli, però, vorranno comunque chiudere al meglio il girone davanti ai propri tifosi.

I precedenti della Roma e di Gasperini con il Panathinaikos

Giovedì, Roma e Panathinaikos si affronteranno per la terza volta in partite ufficiali. Gli ultimi due precedenti, però, non fanno ben sperare. L’ultima volta che i giallorossi hanno incontrato i biancoverdi risale alla stagione 2009/2010 con Claudio Ranieri alla guida. Le due compagini si sono ritrovate contro nei sedicesimi di finale dell’Europa League, dove, il club greco ha avuto la meglio nel doppio confronto con un 6-4 totale. Gian Piero Gasperini, invece, non ha mai affrontato il Panathinaikos in carriera, ma, ha già incontrato 4 volte Rafa Benitez. Anche per il tecnico della Roma non un bilancio fortunatissimo contro lo spagnolo: non è mai riuscito a batterlo ed ha ottenuto un solo pareggio.

La stagione del Panathinaikos: la crisi in campionato e la scelta Benitez

Sebbene il Panathinaikos sia il secondo club più vincente della Grecia, nelle ultime stagioni i biancoverdi stanno attraversando un periodo di crisi totale che ha aumentato sempre di più il divario con l’Olympiakos, eterna rivale della squadra di Atene. Le tante scelte sbagliate degli ultimi anni, hanno portato a svariati cambi in panchina, l’ultimo a fine ottobre. Il tecnico ad interim Christos Kontis, è stato esonerato dopo una serie di risultati negativi che hanno rischiato di compromettere la stagione del Panathinaikos. Al suo posto, è stato scelto di puntare su un allenatore con tanta esperienza: Rafa Benitez. La situazione che lo spagnolo si è trovato davanti era tragica: il club era al settimo posto in classifica, mentre, in Europa League era arrivata una sola vittoria nelle prime 3 partite.

Gli unici risultati positivi con Kontis, sono arrivati in Coppa di Grecia, nonché unico trofeo che i Trifogli sono stati in grado di conquistare nelle ultime stagioni. La competizione ellenica funziona in maniera differente dalle altre coppe nazionali e le 20 squadre qualificate vengono raggruppate in un girone unico in cui ogni compagine disputa 4 partite. Al termine di esse, le prime 4 passano direttamente ai quarti di finale, mentre, dalla quinta alla dodicesima affrontano un turno di playoff. Il Panathinaikos è riuscito a piazzarsi in quarta posizione e dopo aver battuto l’Aris, affronterà il PAOK in una semifinale andata e ritorno (bianconeri che hanno eliminato l’Olympiakos).

Il percorso in Europa del Panathinaikos, invece, è partito ad inizio agosto con l’eliminazione al primo turno dalla Champions League per mano dei Rangers. Retrocessi in Europa League, poi, prima di avere accesso alla League Phase, i greci hanno affrontato un doppio turno di preliminari in cui i Trifogli hanno eliminato prima lo Shakhtar Donetsk e poi i turchi del Samsunspor. Nelle 7 partite del girone, inizialmente sotto la guida di Kontis, i Trifogli hanno perso contro Feyenoord e GO Ahead Eagles e vinto con lo Young Boys alla prima giornata. Dal subentro di Benitez, invece, sono arrivate 2 vittorie contro Malmo e Sturm Graz e due pareggi contro Viktoria Plzen e Ferencvaros. La situazione attuale, come già scritto sopra, li vede al diciannovesimo posto con 11 punti, con i playoff già assicurati e una top 8 altamente improbabile da raggiungere anche in caso di vittoria contro la Roma.

Infine, il campionato resta il punto più dolente della stagione del Panathinaikos. Presa la squadra al settimo posto in classifica, Benitez è riuscito a farla risalire fino al quinto posto, ma, il divario con le prime posizioni è tutt’ora abissale. Al momento i biancoverdi hanno 26 punti in classifica dopo 17 giornate (7 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte) a -9 dal Levadiakos quarto e con PAOK, Olympiakos e AEK Atene ormai in fuga. Ad oggi, la vetta della Super League greca dista 18 punti e sebbene sia molto complicato, un aiuto potrebbe arrivare dalla struttura del campionato. Come in molti altri paesi (Austria o Belgio), infatti, la “stagione regolare” termina a marzo, in questo caso alla ventiseiesima giornata. Dopo di che, le squadre in base al loro ordine di classifica, vengono divise in due gruppi: le prime 6 si vanno a giocare Scudetto e le varie qualificazioni alle coppe europee, le altre 8 lottano per la retrocessione. Con questa divisione il Panathinaikos potrebbe riprendere punti importanti negli scontri diretti e puntare a finire nelle prime posizioni. Una sfida non facile per Benitez, che però dal giorno del suo insediamento ha migliorato e non poco lo score del club greco (in 19 partite disputate tra tutte le competizioni, sono arrivate 11 vittorie 4 sconfitte e 4 pareggi).

Il calciomercato estivo del Panathinaikos: la rivoluzione biancoverde. Le cessioni di Ioannidis e Vagiannidis e i tanti arrivi

Il calciomercato estivo e invernale del Panathinaikos si può definire caotico. Al fronte di poche, remunerative, cessioni il club ha visto l’arrivo di molteplici giocatori. Dal punto di vista degli addii, i greci hanno lavorato benissimo, tanto da aver formalizzato quattro delle cinque uscite record nella storia del club. In estate hanno infatti salutato i due migliori calciatori della rosa: l’attaccante Fotis Ioannidis (in passato anche nel mirino di Bologna e Lazio) e il terzino Georgios Vagiannidis. Entrambi, sono stati acquistati dallo Sporting Lisbona che in totale ha sborsato 34 milioni di euro (22 per il bomber 25enne e altri 12 per il laterale difensivo). Ha fatto ritorno in Brasile, invece, l’ala Tete che è passato al Gremio per circa 6,5 milioni di euro. Infine, in direzione Emirati Arabi, è stato ceduto anche l’esperto centrocampista Nemanja Maksimovic. Per le prestazioni del 30enne, lo Shabab Al-Ahli ha speso ben 5 milioni di euro.

In entrata, invece, la società greca si è sbizzarrita, acquistando moltissimi giocatori. Tra i più rilevanti ci sono Cyriel Dessers, ex Cremonese arrivato dai Rangers per circa 5 milioni di euro, il terzino Georgios Kyriakopoulos dal Monza per 2 milioni di euro e il talento classe 2005 Santino Andino, arrivato dal Godoy Cruz per quasi 7 milioni di euro e strappato a molti altri club europei. In più, a parametro zero è arrivato anche Davide Calabria, svincolatosi in estate dal Milan e già autore di 2 gol e 3 assist in 21 partite. Per finire, il Panathinaikos ha accolto anche vari giocatori in prestito tra cui l’ala del Lens Anass Zaroury, l’ex Fiorentina Alban Lafont dal Nantes e l’ex Roma Renato Sanches. Per il calciatore portoghese, ancora di proprietà del PSG, si tratta di una delle ultime opportunità in carriera e anche in Grecia, per il momento, non ha ancora trovato il modo di lasciare il segno.

La rosa del Panathinaikos: gli indisponibili, i giocatori chiave e i pericoli da temere per la Roma

La rosa a disposizione di mister Rafa Benitez è molto vasta e nel corso della stagione i calciatori si sono alternati tra di loro. Ciò che è certo è che alcuni non prenderanno parte al match di domani. Primo fra tutti l’ex Tin Jedvaj che dopo una carriera in giro per l’Europa è approdato in Grecia nel 2023. Ora non è più il giovane di grande aspettative arrivato a Roma nella stagione 2013/2014 e, tra infortuni e indisponibilità varie anche con i Trifogli sta facendo fatica a ritagliarsi spazio. Il croato è infatti fuori dalla lista UEFA e almeno fino al termine della League Phase non potrà scendere in campo in Europa. Oltre all’ex Bayer Leverkusen, non sono convocabili nemmeno Daniel Mancini, Cyriel Dessers e l’ex Salernitana Tonny Vilhena. Sono invece in dubbio, causa infortunio, Filip Djuricic (l’ennesimo ex Serie A in rosa) e anche Davide Calabria, che ha la febbre e non è ancora sicuro del suo impiego dal 1’.

I tanti esperimenti di Benitez nel corso dei mesi hanno comunque mantenuto delle gerarchie e tra i più presenti in stagione ci sono il difensore centrale Ahmed Touba e il mediano Pedro Chirivella, nonché gli unici due ad aver superato le 30 presenze stagionali. Dal punto di vista realizzativo, il Panathinaikos non ha segnato moltissimi gol in stagione, ma, è da tenere d’occhio la punta Karol Swiderski. Il polacco, ex Hellas Verona, è il capocannoniere della squadra con 8 centri e 2 assist in 29 presenze, mentre, subito dopo di lui ci sono l’esperto trequartista Anastasios Bakasetas (7 gol e 4 assist stagionali), Anass Zaroury (6 gol e 4 assist) e l’infortunato Filip Djuricic (5 gol e 2 assist). Nonostante le poche partite disputate, ben 13 da titolare, ha un ottimo score anche Jedvaj (3 gol).

La carriera di Benitez: dai successi con Liverpool, Valencia e Napoli alla chiamata in soccorso del Panathinaikos

Non servono presentazioni per la carriera di Rafael Benitez, detto Rafa. Oltre 40 anni di carriera, più di 10 trofei vinti e oltre 800 panchine divise tra Spagna, Italia, Inghilterra e adesso Grecia. Se però si pensa a Don Rafa lo si associa principalmente a tre squadre: Liverpool, Valencia e (almeno in Italia) per il grosso flop nell’Inter del post Triplete. Iniziata la sua carriera nelle fila del Real Madrid B, nel 2001 approda a Valencia dove riesce a trascinare Pablo Aimar e compagni alla vittoria della Liga 31 anni dopo l’ultima volta. Il successo nazionale segna una svolta per la sua carriera che nella stagione 2003-2004 lo porta a bissare il trionfo in campionato. Nella stessa annata vince anche una Coppa UEFA in finale contro il Marsiglia. Poco dopo, però, le incomprensioni sorte con la società causano la rottura del rapporto con il Valencia, che lo andrà a sostituire con Claudio Ranieri. Nel 2004/2005 Rafa sbarca in Premier League sulla panchina del Liverpool. Anche in Inghilterra i successi non mancano e alla prima stagione alla guida dei Reds, Benitez vince la Champions League. La finale contro il Milan giocata ad Istanbul passerà alla storia come una delle partite più folli di sempre. I rossoneri, infatti, chiusero il primo tempo in vantaggio per 3-0 e vennero incredibilmente rimontati per poi perdere la partita ai calci di rigore. La città di Liverpool è dunque tornata a vincere la Coppa dalle grandi orecchie dopo 20 anni di attesa. Benitez resterà nel Merseyside fino al 2010, sei stagioni caratterizzate dalla vittoria di 1 Community Shield, una Coppa d’Inghilterra ed una Supercoppa Europea (oltre al già citato successo nella finale di Istanbul). Nel 2006-2007 i Reds vanno nuovamente vicini al sogno Champions, che si interromperà in finale ad Atene (già nel suo destino) proprio contro il Milan dello stesso Carlo Ancelotti grazie alla doppietta decisiva di Pippo Inzaghi.

Nel 2010 Benitez passa all’Inter, orfana di José Mourinho, ma la sua avventura in nerazzurro durerà solo pochi mesi (in cui comunque vincerà una Supercoppa Italiana contro la Roma e un Mondiale per Club). A dicembre dello stesso anno, poi, arriverà l’esonero. Dopo di che, ha inizio una lunga serie di avventure in giro per l’Europa (con l’eccezione dell’esperienza in Cina con il Dalian Yifang). Prima il Chelsea (arriverà il suo secondo trionfo in Coppa UEFA), poi il Napoli (esperienza rimasta nel cuore dei napoletani), il fallimento al Real Madrid, il Newcastle, l’Everton e infine il Celta Vigo nella stagione 2023/24. Ad ottobre del 2025 è un Panathinaikos in piena crisi a chiedergli aiuto dopo i pessimi risultati del suo predecessore. Benitez non può tirarsi indietro e il suo impatto alla guida del club greco è già evidente. Giovedì, invece, farà nuovamente i conti contro una squadra italiana: la Roma, già battuta all’epoca dell’Inter più di qualche anno fa.

Come gioca il Panathinaikos di Benitez: le ripartenze letali e la dinamicità

Nella sua lunghissima carriera da allenatore Rafa Benitez ha adottato vari moduli di gioco, stabilizzandosi sul 4-2-3-1: schema che sta adottando anche alla guida del Panathinaikos. Dopo vari esperimenti tattici, infatti, il club greco è tornato ad utilizzare la formazione che ha reso vincente il proprio tecnico. La sua rosa sta iniziando ad adattarsi alla filosofia dello spagnolo. L’obiettivo dell’ex Inter in fase offensiva è quella di avere una squadra pronta a ripartire nella maniera più rapida possibile. Pochi passaggi, ma, efficaci, il tutto con la sovrapposizione dei terzini che sono quasi sempre lanciati all’attacco. Le azioni, però, non sono sempre costruite in contropiede, bensì, possono partire anche dal basso con uno dei due mediani (solitamente Chirivella) che si abbassa per raccogliere il pallone e lanciarlo verso le fasce. L’altro centrocampista, invece, cerca di lasciare più spazio possibile al compagno e tende ad alzarsi per portare via l’uomo. Negli anni passati un’altra idea di gioco era quella di consegnare la palla all’esterno, in modo che accentrandosi lasciasse spazio per la progressione dei terzini. In fase di non possesso, il pressing è fatto uomo su uomo, ma, non con la stessa intensità chiesta da Gian Piero Gasperini. Benitez vuole che la sua squadra conceda campo agli avversari, il tutto sfruttando le marcature preventive e arrivare all’1 contro 1 tra i difensori e gli attaccanti. Viste anche le tante assenze della Roma, per i giallorossi non sarà per niente un avversario facile da superare, soprattutto in trasferta e con un tifo caldissimo (anche se le tifoserie tra di loro sono amiche).

Europa League: perché Malen, Vaz e Arena non possono essere schierati contro il Panathinaikos

Né Robinio Vaz, né Donyell Malen, né il giovane Antonio Arena possono essere schierati in Europa League. Il primo motivo è che non sono stati ovviamente inseriti nella lista dei 25 giocatori (“Lista A”) consegnata dalla Roma alla UEFA a inizio stagione per la fase a campionato.

La Roma, come tutti i club, avrà la possibilità di aggiornare la sua lista UEFA solo al termine di questa prima fase, in vista dell’eventuale fase a eliminazione diretta (playoff o ottavi di finale). Il regolamento permette di effettuare un massimo di tre cambi tra la fase a campionato e quella successiva. Questi tre nuovi giocatori possono aver già giocato in competizioni UEFA per un altro club nella stessa stagione.

Per i giovani provenienti dal vivaio esiste una seconda lista, la “Lista B“, che ha un numero illimitato di posti e può essere aggiornata fino a 24 ore prima di ogni partita. Per essere inserito, un giocatore deve essere nato dal 1° gennaio 2005 in poi ed essere stato tesserato con il club per un periodo ininterrotto di due anni a partire dal compimento del 15° anno di età. Antonio Arena, pur essendo un classe 2009, non può essere inserito in Lista B perché non ha ancora completato i due anni di militanza ininterrotta nel settore giovanile della Roma, requisito fondamentale per l’iscrizione, essendo stato acquistato soltanto la scorsa estate.

LR24

Di nuovo Sacchi a dirigere la Roma: l’arbitro della trasferta a Lecce designato per Udine, con lui 5 successi consecutivi

Sarà Juan Luca Sacchi l’arbitro della sfida tra Udinese e Roma, in programma lunedì 2 febbraio. Per il direttore di gara della sezione di Macerata si tratta del secondo incrocio stagionale con i giallorossi, a meno di un mese di distanza dal precedente. L’arbitro marchigiano ha infatti già diretto la Roma il 6 gennaio scorso, nella vittoriosa trasferta per 2-0 sul campo del Lecce.

Con quel successo, il bilancio della Roma con Sacchi si è ulteriormente consolidato: sono ora cinque le vittorie consecutive per i giallorossi sotto la sua direzione, dopo la sconfitta all’esordio contro la Sampdoria nel 2021. In totale, sono 6 i precedenti con un bilancio di 5 vittorie e 1 sconfitta.

Per l’Udinese, invece, si tratta del primo incrocio stagionale con l’arbitro classe ’84. Nei 9 precedenti in carriera, i friulani hanno raccolto 2 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte.

LR24

Il futuro è già qui: contro lo Stoccarda una Roma con l’età media più bassa degli ultimi 4 anni

LAROMA24.IT – Un nucleo di 15-16 giocatori definiti “molto competitivi”, intercambiabili tra loro senza rischi di cedimenti strutturali. Dietro di loro, “far crescere altri ragazzi giovani”. Così Gasperini ha tratteggiato la visione della Roma prima dello Stoccarda. A 2-0 vidimato, poi, ha parlato nello specifico di alcuni di questi. A partire da Pisilli, classe 2004, protagonista della serata: “Ha raggiunto grande maturità in mezzo al campo – l’analisi di Gasperini –. Lui è tra quelli che possono ampliare la rosa della Roma”. Seconda nomination per Daniele Ghilardi, classe 2003, accarezzato dall’allenatore in questo modo dopo la partita di ieri: “Ho la fortuna di vedere gli allenamenti e vedere la crescita anche di giocatori come Ghilardi, che ha fatto un’ottima partita”. Terza chiamata stavolta per il più giovane della brigata, Jan Ziolkowski, che “riesce a fare uno spezzone di partita bene poi cala un po’ e inizia a concedere qualcosa. Mi auguro che nel giro di pochi mesi o il prossimo anno sia ancora più sicuro”.

Due arrivati l’ultima estate, insieme a Ferguson, che ha curriculum diverso ma resta pur sempre un 2004, al quale Gasperini, dopo settimane di bastone, offre una carota nel post partita di Europa League: “Già da qualche partita ha cambiato atteggiamento e anche condizione, rispetto a qualche mese fa è in partita, è presente”. Insieme a loro, ieri sera, c’erano Rensch e Soulé (2003), a completare un pacchetto di 6 giocatori “Under 23” nella formazione titolare a cui si aggiungerà durante la partita il coetaneo Wesley. I più esperti, in termini di età, erano Pellegrini e Tsimikas (classe 1999). Per un’età media complessiva di 24,7 anni. La più bassa registrata dalla Roma negli ultimi 4 anni. Impossibilitato a partecipare dal regolamento c’era il 2007 Robinio Vaz mentre da poche ore si era diffusa la notizia dell’arrivo del 2006 Venturino dal Genoa.

L’ultima volta che la Roma era stata così giovane in campo era il dicembre del 2021, si giocava sempre in Europa League, stavolta a Sofia contro il CKSA. L’età media, in quel caso, si fermava a 24,5 anni, grazie all’utilizzo di Bove, 19enne, e il 21enne Kumbulla. Ancora più bassa era stata meno di due mesi prima, in una serata ben poco memorabile in casa del Bodo Glimt. Lì il tasso di gioventù toccava quota 24 anni, con Calafiori, Darboe e Reynolds in campo dall’inizio a tirare verso il basso il conteggio. “Sono giovani: non è facile essere competitivi a questi livelli. Ci arrivano col tempo”, come ha detto ieri sera sempre Gasperini. E suonerebbe adatta anche a pensare a ritroso.

Stoccarda: da Hoeness, il “raccomandato” che ha regalato un sogno, fino al bomber Undav. E quell’Arevalo che tanto piaceva a Massara…

LAROMA24.IT (Matteo Morale) – A più di un mese dall’ultima partita disputata, oggi torna in campo l’Europa League. La competizione è alle battute finali e il match di giovedì 22 gennaio (ore 21:00) contro lo Stoccarda sarà il penultimo impegno del girone della Roma, nonché l’ultima gara casalinga delle 8 partite previste. Il 29 gennaio, invece, i giallorossi chiuderanno il loro cammino ad Atene contro il Panathinaikos di Rafa Benitez. Attualmente, la formazione di Gian Piero Gasperini si trova al decimo posto con 12 punti (frutto di 4 vittorie e 2 sconfitte), ovvero lo stesso score dello Stoccarda, che si trova una posizione sopra per via della differenza reti (i tedeschi hanno gli stessi gol subiti, ma, ne hanno segnati due in più). Quello di giovedì, inoltre, sarà anche il primo scontro ufficiale tra le due compagini, che fino ad ora si erano affrontate solamente in qualche amichevole negli anni ’30.

I precedenti di Gasperini contro lo Stoccarda

Tra Gian Piero Gasperini e lo Stoccarda, invece, esiste un solo precedente. Lo scorso anno, infatti, la sua Atalanta ha affrontato e battuto il club tedesco durante la fase a gironi della Champions League. Alla calorosa MHP Arena, la Dea trionfò per 0-2, conquistando 3 punti essenziali per la corsa ai playoff. Decisive furono le reti di Ademola Lookman e di Nicolò Zaniolo, segnate entrambe nel secondo tempo. Ora GPG avrà modo di riaffrontarli giocando in casa, dove in palio c’è il raggiungimento delle prime 8 di Europa League, posizione che garantirebbe l’accesso diretto agli ottavi di finale senza passare dall’imprevedibile playoff.

La stagione dello Stoccarda: la rincorsa alla Champions League, l’obiettivo Europa League e il bis in DFB Pokal

Nell’anno che ha visto delle outsider trionfare nelle Coppe nazionali (Bologna, Crystal Palace e Go Ahead Eagles) rientra anche lo Stoccarda di Sebastian Hoeness. Nella scorsa stagione, il deludente nono posto ottenuto in Bundesliga, non avrebbe dovuto garantire nessun posto in una competizione europea. A cambiare le cose è stata però la storica vittoria, che mancava dalla stagione 1996/97, della DFB Pokal, ovvero la Coppa di Germania. I Die Roten hanno battuto Preussen Munster, Kaiserslauten, Jahn Ratisbona, Augsburg e Lipsia, per poi affrontare l’Arminia Bielefeld in finale. Il club di Bundesliga 2 è stato spazzato via con il risultato di 2-4, che ha permesso ai ragazzi di Hoeness di sollevare al cielo il trofeo e guadagnarsi un posto in Europa League. Quest’anno i tedeschi proveranno a “bissare” il successo della stagione precedente. Attualmente la competizione è ai quarti di finale, che il prossimo 4 febbraio lo Stoccarda dovrà disputare contro l’Holstein Kiel. Il vantaggio dei Die Roten è la sicurezza che una tra Bayern Monaco e Lipsia verrà eliminata, visto che il sorteggio le ha messe una di fronte all’altra.

Mentre continua il cammino dello Stoccarda in Coppa di Germania, prosegue bene anche il percorso in Europa League. La formazione allenata da Hoeness, come scritto sopra, ha gli stessi punti della Roma di Gasperini e si trova al nono posto, solamente un gradino più in basso rispetto all’ottava posizione che garantirebbe di saltare un turno della competizione. I 12 punti conquistati sono stati frutto di 4 vittorie e due sconfitte. Il bottino pieno è arrivato contro Celta Vigo, Feyenoord, Go Ahead Eagles e Maccabi Tel Aviv, mentre le uniche due sconfitte sono state per mano di Fenerbahce e Basilea. Anche la compagine tedesca è tra le favorite per la vittoria finale e sebbene non sia considerata al pari di Lione, Aston Villa, Porto o Roma, è una squadra in crescita e in grado di dare fastidio.

Anche in Bundesliga lo Stoccarda non sta perdendo colpi e rispetto al nono posto dell’anno scorso, ora la squadra di Hoeness sta girando bene ed è imbattuta dal 6 dicembre (sconfitta per 5-0 contro il Bayern Monaco capolista). I Die Roten sono quarti in classifica e in piena corsa per un posto in Champions League con 33 punti ottenuti in 18 partite. A parimerito, ma, con una gara in meno, c’è l’Hoffenheim, mentre, poco più staccato c’è il Borussia Dortmund che di punti ne ha 39. Ormai irraggiungibile, invece, il Bayern Monaco di Vincent Kompany già a quota 50. Ad insidiare il quarto posto ci sono in agguato Lipsia e Leverkusen. Entrambe hanno una gara in meno e, in caso di punteggio pieno per ambo le compagini, lo Stoccarda potrebbe ritrovarsi quinto a -2 dal Lipsia e a +1 dal Leverkusen. Nelle 18 partite disputate, i Die Roten hanno raccolto 10 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. Attualmente sono la sesta miglior difesa (26 reti concesse) e il sesto miglior attacco (con 33 gol).

Il calciomercato estivo dello Stoccarda: le cessioni record di Woltemade e Millot e gli arrivi di El Khannouss e Arevalo, obiettivo della Roma

Negli anni, lo Stoccarda ha fatto dello scouting uno dei suoi maggiori punti di forza. Moltissimi calciatori ormai affermati sono infatti passati da questa città di quasi 700mila abitanti, prima di esplodere definitivamente e approdare in palcoscenici ben più prestigiosi. Tra le cessioni record abbiamo infatti quelle di Pavard, Kobel, Nico Gonzalez, Werner, Guirassy, Rudiger, ma, soprattutto quelle di Nick Woltemade e Enzo Millot che hanno finanziato il calciomercato estivo e risanato i conti. Il primo, vera e propria rivelazione della scorsa Bundesliga è stato cercato da tantissime squadre (Roma inclusa) ma, alla fine ad aggiudicarselo è stato il Newcastle. I Magpies hanno sborsato ben 75 milioni di euro, cifra record per la storia del club. Il secondo, invece, ha scelto l’Arabia Saudita, più precisamente l’Al-Ahli di Roger Ibanez. La compagine di Gedda lo ha pagato 30 milioni di euro e il francese ha così lasciato l’Europa a soli 23 anni. Con un gruzzoletto di 105 milioni (a cui ne vanno aggiunti altri 10 per le cessioni di Bruun Larsen, Chase e Woo-yeong Jeong) lo Stoccarda ha potuto rifarsi completamente la squadra, che ha avuto ben 8 nuovi innesti divisi tra calciatori di prospettiva e giovani già pronti ad essere inseriti nelle rotazioni. L’acquisto più oneroso è stato quello di Badredine Bounani, 20enne che è arrivato dal Nizza per 15 milioni. Poi, sono arrivati: l’attaccante Tiago Tomas dal Wolfsburg per 13, il terzino Lorenz Assignon (anche lui finito in orbita Roma qualche anno fa) dal Rennes per 12 milioni e infine Jeremy Arevalo dal Racing per circa 8 milioni di euro. Anche l’ecuadoriano è stato a lungo monitorato e trattato da Frederic Massara, che lo aveva inserito nella shortlist dei papabili rinforzi per gennaio. L’acquisto più interessante fatto in estate, però, arriva dal Leicester City. Si tratta di Bilal El Khannouss, trequartista marocchino, con passaporto belga, classe 2004 che in stagione conta già 6 gol e 6 assist in 23 presenze. L’ex Genk è arrivato a Stoccarda in prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a 25 milioni di euro e fino ad ora è stato uno dei perni della formazione allenata da Hoeness.

La rosa dello Stoccarda: gli indisponibili, i giocatori chiave e i pericoli da temere per la Roma

Sebbene la rosa dello Stoccarda presenta degli elementi molto interessanti, il tecnico Hoeness in vista del match di giovedì contro la Roma dovrà fare a meno di molti di loro. Sicuramente l’assenza più pesante è proprio quella di El Khannouss, che nonostante sia rientrato dalle fatiche della Coppa d’Africa, era stato ammonito nell’ultima partita disputata in Europa e sarà squalificato. Mancheranno poi una serie di giocatori (ben 7) o perché non registrati in lista UEFA a inizio anno o perché calciatori arrivati durante il mercato di riparazione e che non potranno essere utilizzati fino al termine della fase a girone unico (tra cui lo stesso Arevalo). Infine, poi, restano in dubbio altri 4 giocatori che risultano essere infortunati: i difensori centrali Dan-Axel Zagadou e Luca Jaquez, il nuovo arrivato Tiago Tomas a causa di un problema muscolare e il giovane Lazar Jovanovic.

Tuttavia, Hoeness ha a disposizione molti altri talenti da poter schierare contro la Roma. A partire da Deniz Undav. L’attaccante tedesco è allo Stoccarda dal 2023 e in 93 apparizioni con la maglia biancorossa ha messo a segno 44 gol. In Bundesliga quest’anno ha già raggiunto la doppia cifra ed è il pericolo numero uno da dover arginare. Un altro dei fedelissimi del tecnico dei Die Roten è Chris Fuhrich, esterno classe 1998 che fino ad ora ha saltato solamente una partita in stagione. La mediana è un altro dei punti forti dello Stoccarda poiché formata da capitan Karazor (alla settima stagione con il club biancorosso) e da Angelo Stiller, classe 2001 scuola Bayern Monaco che si sta imponendo sempre di più nelle gerarchie della squadra e della nazionale tedesca. È lui il vero metronomo della squadra e non è escluso che a fine stagione possa fare il definitivo salto di qualità in un top club. In difesa, invece, massima attenzione alla spinta di Vagnoman, terzino classe 2000 e al talento di Finn Jeltsch, classe 2006 di cui si parla un gran bene. In stagione ha già raccolto 19 presenze e anche lui è finito nei taccuini di molti direttori sportivi. La retroguardia difensiva presenta anche una vecchia conoscenza della Serie A, ovvero l’ex Sampdoria Jeff Chabot, mentre, in porta c’è colui che forse per primo avrebbe dovuto raccogliere l’eredità di Manuel Neuer ma, che non ha retto alle pressioni del Bayern Monaco. Allo Stoccarda, però, Alexander Nubel ha ritrovato la sicurezza di un tempo, come dimostrano gli 8 clean sheet stagionali, e a 29 anni è pronto a tornare protagonista.

La carriera di Hoeness: dall’esperienza al Bayern Monaco alla Champions con lo Stoccarda

Dopo una carriera da giocatore passata tra Hertha Berlino e Hoffenheim, Sebastian Hoeness ha deciso di intraprendere la carriera da allenatore. Figlio Dieter e nipote di Uli Hoeness (ex presidente del Bayern Monaco e uomo super influente in Germania), ha dovuto affrontare per tutto il suo percorso l’etichetta del raccomandato visto che anche il padre ha avuto una lunga esperienza sulla panchina dello Stoccarda. Dal 2011 al 2019, Sebastian ricopre ruoli nei settori giovanili di Lipsia, Bayern Monaco e Hertha Zehlendorf. Nel 2020, poi, è arrivata la sua prima avventura sulla panchina dell’Hoffenheim, prima di approdare allo Stoccarda per seguire le orme del padre. La situazione dei Die Roten all’arrivo del tecnico 43enne era tragica: tanto scetticismo in città e una retrocessione praticamente annunciata. La crisi del club era così commentata dallo stesso Hoeness: “C’era un senso di disperazione ovunque. Nessuno credeva che ce l’avremmo fatta”. L’allenatore nato in Baviera, però, non si è dato per vinto e, nonostante lo Stoccarda nella stagione 2022/23 fosse ultima a 8 giornate dal termine della Bundesliga, Hoeness riuscì a salvarla arrivando 16esimo. Il vero miracolo, però, avviene nell’annata 2023/24, quando i Die Roten chiudono il campionato al secondo posto alle spalle di un dominante Bayer Leverkusen, con 73 punti e a +1 dal Bayern Monaco terzo. Il risultato ottenuto, oltre a far scrollare di dosso i tanti pregiudizi e le tante critiche ricevute dal tecnico classe 1982, ha regalato nuovamente al club una qualificazione alla Champions League, competizione che i tedeschi non disputavano dalla stagione 2009/10. Lo scorso anno, però, lo Stoccarda non è riuscito a ripetere l’incredibile risultato ottenuto in campionato e, anche nella coppa dalle grandi orecchie, l’avventura dei biancorossi non ha fortuna: fuori nella fase a girone unico con 10 punti in 8 partite a -1 dal Bruges 24esimo. Come già precisato, però, la vittoria della DFB Pokal fa esultare i suoi tifosi e salva una stagione non andata nel verso sperato. L’impatto di Hoeness è comunque stato significativo poiché il tecnico è riuscito a risollevare un club con gravi problemi finanziari e a portarlo nuovamente nelle alte posizioni del calcio tedesco.

Sebastian Hoeness: il gioco offensivo, gli elogi della stampa tedesca e il calcio verticale

Dal giorno del suo insediamento sulla panchina dello Stoccarda, Sebastian Hoeness ha cercato di dare un’impronta ed un’identità precisa alla sua squadra. Nel tempo, il suo 4-2-3-1 è diventato un punto di riferimento nel calcio tedesco, con il tecnico che è riuscito a conquistare anche i consensi e gli elogi dei media, i quali definiscono lo Stoccarda la “squadra dell’anno”. Ciò per cui Hoeness si è contraddistinto in queste stagioni è sicuramente stata la fase offensiva e l’aggressività con cui i suoi giocatori pressano per andarsi a riconquistare il pallone. A differenza della Roma, però, il gioco dei Die Roten è caratterizzato da un calcio prettamente verticale e che sfrutta poco le fasce esterne. Le mezzepunte della compagine tedesca, infatti, tendono ad accentrarsi in mezzo al campo per liberare spazi sulle corsie  e riempire l’area di rigore, di cui Undav è il “proprietario”. Gli uno contro uno, invece, non sono frequenti durante la manovra dell’azione, nonostante abbiano a disposizione esterni in grado di saltare l’uomo facilmente. Già altre squadre italiane, per esempio la Juventus l’anno scorso, sono state messe in difficoltà da questa maniera aggressiva e molto sbilanciata di attaccare del club tedesco. La formazione di Thiago Motta, infatti, ne ha pagato le spese quando ospiti allo Juventus Stadium i Die Roten si sono imposti con il risultato di 0-1 grazie al gol allo scadere di Touré. Questa maniera offensiva di approcciare le partite porta ovviamente ad una vulnerabilità in fase difensiva, caratteristica che proprio la Roma di Gasperini dovrà e potrà sfruttare riuscendo ad uscire dal pressing feroce della squadra di Hoeness. Le insidie per la partita di Europa League sono tante, soprattutto se si considera lo stato di forma dello Stoccarda, ma, il fattore ambientale dell’Olimpico e la ritrovata intesa dell’attacco giallorosso (unita alla solidità difensiva di una delle migliori difese in Europa) potrebbero essere determinanti per superare l’ostacolo tedesco.

Roma-Milan a Colombo: giallorossi imbattuti in 7 precedenti. Una vittoria dei rossoneri dopo 3 ko consecutivi

Sarà Andrea Colombo l’arbitro dell’attesissimo big match tra Roma e Milan, valido per la ventiduesima giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Il fischietto della sezione di Como ha incontrato la formazione giallorossa in sette occasioni e il bilancio è davvero positivo: 4 vittorie, 3 pareggi e zero sconfitte. L’ultimo precedente e l’unico di questa stagione risale al 5 ottobre 2025, quando gli uomini di Gian Piero Gasperini vinsero 1-2 in casa della Fiorentina grazie alle reti di Matias Soulé e Bryan Cristante.

Roma-Milan sarà il quarto big match con i giallorossi protagonisti arbitrato dal direttore di gara classe ’90 e nelle tre sfide precedenti i capitolini ha pareggiato due volte per 1-1 contro la Juventus e battuto 2-0 il Napoli.

Sono soltanto quattro, invece, gli incroci tra Colombo e il Milan e il dato non sorride ai rossoneri: 3 sconfitte (4-2 contro il Monza, 1-2 contro l’Inter e 0-2 contro il Napoli) e una vittoria (1-2 contro la Juventus nella semifinale di Supercoppa Italiana giocata il 3 gennaio 2025), arrivata però nell’ultimo precedente.

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Vietato pareggiare: 34 gare senza X per la Roma, è la striscia più lunga di sempre

LAROMA24.IT – La Roma non è una squadra di compromessi. Lo si capisce facilmente dal modo in cui interpreta le partite, come decide di andarsi a fronteggiare faccia a faccia con chiunque sia l’avversario, qualunque sia il momento della partita. Il risultato è di una squadra che, in 28 partite stagionali tra campionato, Europa League e Coppa Italia, non è mai scesa a patti. Non ha, in sostanza, mai pareggiato. Una sequenza di 28 partite senza pareggi che, unita alla coda finale delle ultime 6 della passata stagione, porta la striscia complessiva a 34 gare. “Il pareggio non esiste”, pare sostenesse Pelé. Così anche per la Roma che l’ultimo pari l’ha visto ad aprile scorso quando il derby si chiuse sull’1-1, secondo pareggio consecutivo dopo quello, con lo stesso punteggio, di una settimana prima con la Juventus.

Da lì la Roma ha costruito una striscia di 34 partite consecutive con 23 vittorie, di cui 18 quest’anno, e 11 sconfitte (10 quelle arrivate in questa stagione). Nel 2012/13 la Roma aveva passato 4 mesi, con 17 gare nel mezzo, senza fermarsi mai sul pareggio, una serie che aveva superato le 16 partite consecutive senza pari del 2005/06. Record praticamente doppiato da quello attuale che ha stracciato anche il precedente più lungo della storia della Roma, risalente addirittura al periodo della guerra. 23 le gare che, nella stagione 42/43, videro la Roma uscire dal campo senza pareggi tra la sconfitta per 1-3 con l’Ambrosiana Inter fino alla sconfitta in semifinale di Coppa Italia contro il Torino come ultimo atto della stagione. A questa sequenza, due anni più tardi, con la ripresa del campionato a carattere nazionale, si legherà anche la prima giornata della stagione 1945/46 aperta dalla vittoria per 1-0 con l’Anconitana firmata da Amedeo Amadei.

LE MAGGIORI SEQUENZE SENZA PAREGGI:

34 partite (dal 19/4/2025 a oggi)

24 gare (a cavallo tra le stagioni 1942/43 e la ripresa del 1945/46)

17 gare (stagione 2012/13)

16 gare (stagione 2005/06)       

Torino-Roma a Chiffi: Mourinho lo definì il “peggior arbitro incontrato in carriera”. Granata sempre sconfitti nei match contro le big

Sarà Daniele Chiffi l’arbitro della sfida tra Torino e Roma, valida per la ventunesima giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 18 allo Stadio Olimpico Grande Torino. Il fischietto della sezione di Padova incontrerà la formazione giallorossa per la tredicesima volta in carriera e il bilancio recita 7 vittorie (tre consecutive negli tre ultimi precedenti), un pareggio e 4 sconfitte. L’ultimo precedente risale al 4 maggio 2025, quando la Roma vinse 1-0 contro la Fiorentina grazie alla rete di Artem Dovbyk e ai miracoli di Mile Svilar. In quel match il classe ’84 decise di graziare l’ammonito Moise Kean, il quale si liberò di Gianluca Mancini con una sbracciata ma l’arbitro scelse di non espellerlo. Da ricordare anche il clamoroso attacco di José Mourinho nei confronti di Chiffi al termine di un Monza 1-1 Roma del 3 maggio del 2023: Giocare con il peggior arbitro incontrato in tutta la mia carriera è dura e io in questi anni ne ho visti tanti scarsi. Non ha inciso sul risultato, ma è dura giocare con lui: tecnicamente orribile, dal punto di vista umano non è empatico e non crea rapporto con nessuno, dà un rosso a un giocatore che scivola all’ultimo minuto perché è stanco. Va a casa frustrato perché non dà il rosso a me, non gli ho dato l’opportunità. È un po’ il limite di questa squadra: non abbiamo la forza che hanno altre società di dire ‘Questo arbitro non lo vogliamo’. Io ho finito di allenare a 20/30 minuti dalla fine perché sapevo che altrimenti mi avrebbe espulso”. Lo Special One fu squalificato per 10 giorni e ricevette una multa da 50.000 euro.

Negativo, invece, il rendimento del Torino con il direttore di gara: 3 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte in 11 incroci. La squadra granata è sempre uscita sconfitta nei match contro le big (3-4 contro la Lazio, 1-2 contro l’Atalanta, 4-2 contro la Juventus e 2-3 contro il Milan) e tra questi c’è anche una sfida con la Roma (28 novembre 2021), vinta dai giallorossi per 1-0 grazie al gol di Tammy Abraham. Tutti i successi dei piemontesi però sono arrivati in casa (2-1 contro il Chievo Verona, 1-0 contro il Genoa e 1-0 contro l’Empoli).

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ROBINIO VAZ: chi è? (VIDEO)

LAROMA24 (Paolo Rosi) – La Roma, al lavoro per rinforzare il reparto offensivo al più presto, non perde di vista il futuro e monitora i migliori talenti del panorama europeo. L’ultimo nome accostato ai giallorossi è quello di Robinio Vaz, attaccante classe 2007 dell’Olympique Marsiglia, un profilo su cui c’è già la concorrenza di mezza Europa ma che la dirigenza romanista segue con grande attenzione.

LA CARRIERA – Nato il 17 febbraio 2007 a Mantes-la-Jolie, Vaz è un attaccante francese di origini guineane. Cresciuto nei settori giovanili di Mantes e Mantois, si trasferisce al Sochaux nel 2022, dove resta per due anni. Nell’estate del 2024, l’Olympique Marsiglia lo acquista per 200mila euro, aggregandolo inizialmente alla squadra riserve. L’esordio in prima squadra arriva il 14 gennaio 2025, in Coppa di Francia.

La stagione attuale, 2025-2026, è quella della sua progressiva affermazione. Nonostante i soli 18 anni, Vaz fa stabilmente parte della rosa della prima squadra, con cui ha già collezionato 14 presenze in Ligue 1 (con 4 gol e 2 assist) e 4 apparizioni in Champions League. Il suo impiego, tuttavia, è ancora limitato (24% dei minuti totali in campionato), ma il suo impatto ogni volta che viene chiamato in causa è degno di nota. Il suo contratto con l’OM scade il 30 giugno 2028. A livello di nazionale, ha fatto tutta la trafila delle giovanili francesi, dall’Under 16 fino alla recente convocazione con l’Under 20.

LE CARATTERISTICHE – Alto 1,85 m, Robinio Vaz è una punta centrale che unisce doti fisiche importanti a una sorprendente partecipazione alla manovra. Non è il classico centravanti statico, ma un attaccante moderno, abile nel pressing e nel lavoro difensivo (82° percentile per azioni difensive tra gli attaccanti).

Le sue statistiche avanzate (dati Fbref) evidenziano un profilo unico: pur non essendo un finalizzatore eccezionale (solo 2 tiri a partita, in media), ha una straordinaria efficienza sotto porta (0.74 gol su azione per 90 minuti, 95° percentile in Europa). È un giocatore che crea tantissimo per la squadra, come dimostrano i dati su assist (0.37 per 90′), azioni che creano un tiro (4.07 per 90′) e passaggi progressivi ricevuti (8.13 per 90′), tutti valori da top player europeo. Abile nel gioco aereo e nel proteggere palla, sa essere un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo del gioco offensivo. Un talento con un potenziale ancora tutto da esplorare.