L’Olimpico non molla

IL ROMANISTA (G. FASAN) – Quattro su sette in casa. Un ruolino di marcia da qui a fine stagione che potrebbe anche far riaccendere la fiammella della speranza nei tifosi romanisti. Speranza per un finale di annata entusiasmante praticamente tramontata nel mese di marzo e certamente non riaccesa ad aprile, dopo il nefasto weekend di Pasqua che ha riportato la Roma a una dimensione troppo piccola per essere vera.

La squadra che ha fatto sognare fino a dicembre, per poi più realisticamente far ragionevolmente sperare in un piazzamento finalmente superiore al quinto posto, per poi, con il 2026 che si inoltrava, far tornare tutti con i piedi ben saldi a terra. Roma scivolata sesta, ma pur sempre ancora aritmeticamente e tecnicamente in corsa per arrivare a qualificarsi per la prossima Champions League. Ma anche per restare con un pugno di mosche in mano. Cioè senza coppe per la prima volta dopo dodici partecipazioni consecutive. Dalle stelle alle stalle. […]

La Roma deve riprendere la marcia e per farlo potrà e dovrà contare anche sui propri tifosi. I dati dicono che l’Olimpico c’è sempre stato. I romanisti sarebbero andati anche ovunque in trasferta, ma nei confini nazionali un assurdo divieto discriminatorio nei confronti della popolazione residente nella Capitale non l’ha permesso per troppe partite. Per fortuna i giallorossi non sono stati lasciati soli dai romanisti “fuori sede“, ma tanta è la delusione mista a rabbia per una decisione ai confini della democrazia.

Dopo San Siro si ripartirà dalla gente romana e romanista e dall’Olimpico. Che prima di Ro-ma-Lecce aveva lanciato un messaggio forte e chiaro per bocca della Curva Sud: «Sostenervi la nostra condotta e il nostro giuramento… Ora però dovete meritarvi il rispetto, dimostrate che uomini siete!». Archiviato grazie a Robinio Vaz quel risultato, è arrivata la disfatta di Milano, prevedibile nel computo per la classifica, molto meno per il modo anche ancor offende i romanisti. Si ripartirà da 58.300 spettatori almeno per Roma-Pisa, a tanto è arrivato il botteghino a ieri sera. […]

Quarto posto per tre: Spalletti l’equilibrista, Gasperini ora è più solo

In tre per il quarto posto, l’ultimo utile per la Champions: Como 58, Juventus 57, Roma 54. Oggi la situazione è questa, tra una settimana chissà. La Roma sembra in “recessione”, ma se, nel prossimo weekend, Como-Inter finisse pari e se l’Atalanta battesse la Juventus, la squadra di Gian Piero Gasperini – impegnata all’Olimpico contro il Pisa quasi retrocesso – riprenderebbe colore.

Non c’è un pretendente forte e chiaro al quarto posto, la stessa Atalanta potrebbe rientrare in pista, questo ha detto l’ultima giornata di campionato. Como, Juve e Roma restano in fila indiana, nessuna ha ancora “strappato”. Tutto rimane aperto.

Il Como si è quasi fermato a Udine, contro un avversario che fa della struttura fisica la sua arma migliore. Cesc Fabregas gode di un vantaggio psicologico: nessuno criticherà il Como per la mancata qualificazione alla Champions. […]

Spalletti si barcamena tra le esigenze del presente e la costruzione del futuro. La società Juve ha investito decine di milioni per allestire una formazione che pedalasse con comodità nel quartetto di testa. La squadra Juve al momento è quinta e soffre di alti e bassi, in classifica e all’interno di ogni singola partita. Si intravvede qualcosa del calcio di Spalletti, ma più del gioco oggi conta la classifica. […]

Sbriciolatasi a San Siro contro l’Inter, la Roma attraversa il momento più difficile. Sono già stati istruiti i processi più o meno sommari a Gasperini. Il calcio sorprende sempre. Ci aspettavamo che Gasp faticasse all’inizio e che venisse fuori alla distanza. È successo il contrario, partenza forte e crisi tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Il Pisa alle viste sembra un gigantesco cerotto pronto all’uso. Una vittoria facile, nella speranza che le due davanti rallentino. E poi? Poi resteranno sei giornate, con l’Atalanta e il derby contro la Lazio come ostacoli alti. All’improvviso, Gasperini pare un uomo solo dentro una megalopoli cinica come Roma. Non vorremmo che finisse come il Marziano di Ennio Flaiano: «A Marzia’, te scansi, che me rovini a foto?», disse un paparazzo all’extraterrestre che tempo prima, dopo l’atterraggio con l’astronave vicino a Villa Borghese, aveva catturato le attenzioni di tutti.

(gasport)

Friedkin, i rischi di una rivoluzione e a chi affidarla

Quindi non rinnovare i contratti in scadenza di El Shaarawy, Pellegrini, Dybala e Celik per diverse ragioni (rendimento, fragilità, richieste) considerati non più sinergici. Poi stoppare i prolungamenti di chi andrà in scadenza di contratto come Mancini e Cristante col rischio, nel primo caso, di ripetere l’anno prossimo un caso Celik. O valutarne la cessione. Infine il punto più doloroso: vendere, per realizzare le necessarie plusvalenze entro il 30 giugno, tre o più big tra quelli che hanno mercato: Svilar, Ndicka, Koné, Pisilli e Wesley. […]

Le difficoltà maggiori sono da ricercare nel mercato estivo e invernale, con tecnico e ds spesso non in linea tra mancati arrivi, ruoli scoperti e acquisti deludenti: risultato su 11 giocatori il cui costo (considerando i riscatti) supera i 120 milioni solo due sono entrati in pianta stabile tra i titolari: Wesley e Malen. E solo uno si è dimostrato nella seconda parte di stagione una valida alternativa ai titolari, Ghilardi. Aspettando la crescita dei giovani Vaz e Ziolkowsky. A complicare le cose una serie di infortuni che hanno privato il tecnico di molti giocatori per lunghi periodi accendendo un dibattito interno sullo staff medico. Conseguenza: un turnover non adeguato per molti giocatori che oggi appaiono stanchi e che ha privato la Roma di scelte e di punti in classifica. […]

Ma se proprio nell’anno del centenario si dovesse avviare una ampia e rischiosa rivoluzione tecnica con connessi mega risvolti economici, a chi verrebbe affidata? Questa stagione dovrebbe aver chiarito già molto. Un club per fare il salto di qualità deve avere ruoli e perimetri definiti dei propri protagonisti. La Roma faccia chiarezza al suo interno. Quest’anno non è successo. Se si crede in un progetto tecnico con Gasperini, si seguano le sue indicazioni.

(corsera)

Sprint Soulé: più ritmo per il Pisa

Trigoria pulsa, respira, accelera. La Roma prende forma sotto il sole di aprile con un solo obiettivo: rialzarsi. […]

il campo ha parlato chiaro. Intensità, duelli, tensione agonistica. E in mezzo a tutto questo, la sfida nella sfida: Mile Svilar contro Donyell Malen. Uno contro uno, ripetuti, feroci. Due li ha portati a casa il portiere giallorosso, che ha alzato il muro e mandato un segnale forte: la porta è sotto controllo. […]

Per questo contro il Pisa vedremo il miglior undici possibile, senza calcoli, senza risparmi. Occhi puntati su Soulé. L’argentino è il simbolo di questa fase: rientro, fatica, voglia. Dopo lo stop per pubalgia ha bisogno di campo, minuti, ritmo. A Trigoria spinge, aumenta i carichi, non si tira indietro. Vuole esserci, vuole incidere, vuole tomare a essere decisivo. La sua qualità può essere la scintilla che accende una Roma ancora alla ricerca del sorriso.

(corsport)

Friedkin irritati: adesso rischia anche Gasperini

La sconfitta della Roma contro l’Inter ha fatto infuriare i Friedkin che, dopo aver investito oltre un miliardo di euro, vedono la zona Cham-pions (obiettivo di inizio stagione) sempre più lontana: il Como quarto è quattro punti sopra, i giallorossi sono sesti dietro anche alla Juventus, con sette partite da giocare. E si parla già di rifondazione per il prossimo anno, che potrebbe investire anche la panchina.

Gian Piero Gasperini (che ha un contratto fino al 2028) avrebbe già iniziato a chiedere rinforzi, ma nel frattempo la proprietà ha deciso di congelare i rinnovi di pilastri come Mancini e Cristante, pupilli di Gasp. Il tecnico che ha gia fatto capire che senza i “senatori” si rischierebbe il 12esimo posto, mentre i proprietari Usa del club puntano ad una epurazione estiva per smantellare gran parte della rosa ritenuta ormai a fine ciclo. […]

(Libero)

Il lavoro di Gasp

Plusvalenze, identità tattica, pressing, costante ricerca del gol, la squadra ancora in corsa per il quarto posto nonostante un numero incredibile di infortuni. Nel momento più critico, tra tensioni, catastrofismi, narrazioni contro e una parte di tifoseria eternamente malata di ricordi, la Roma si è risvegliata dopo lo shock di San Siro con il volto deciso di Gian Piero Gasperini di fronte agli occhi e una certezza grande così: il tecnico non arretrerà di un millimetro e difenderà fino all’ultimo la sua “rivoluzione” a Trigoria. Perché in questa volata per la Champions, dopo aver ricostruito una mentalità in giallorosso, l’allenatore vuole andare fino in fondo a costo di sfidare venti contrari e nuovi strafalcioni in campo.

E allora stop agli alibi, alle sentenze di aprile e ai disfattismi: Gasp, è trapelato ieri da Trigoria, è più che mai convinto che la Roma potrà chiudere in crescendo la stagione, come del resto è successo con l’Atalanta negli ultimi anni. Il tecnico ha arringato la squadra facendo quadrato con essa e spiegando ai più “sensibili” del gruppo che il campionato non è mica finito con il 5-2 con l’inter. […]

A 48 ore dalla sfida a questo punto fondamentale col Pisa, Gasp è così entrato di nuovo nella testa dei suoi giocatori risvegliando reparti come la difesa che nelle ultime giornate hanno palesato una preoccupante inversione di tendenza. Nonostante le difficoltà e una sfilza di infortunati (da Dovbyk a Ferguson passando appunto per Koné, Wesley e Dybala), per il tecnico però nulla cambia: l’obiettivo Champions è ancora alla portata. […]

Crisi Roma: da Svilar a Koné e Ndicka la lista di chi può partire

LEGGO (F. BALZANI) – Il meteo di questi giorni e i recenti risultati della Roma consiglierebbero di fare altro nel week end. Ma la squadra di Gasperini nel prossimo turno potrebbe tornare a ridosso della zona Champions considerato il calendario: i giallorossi saranno impegnati in casa col Pisa, il Como se la vedrà con l’Inter e ci sarà lo scontro diretto tra Atalanta e Juve. Niente disperazione quindi.

O almeno questo è quello che sta provando a trasmettere Gasp ai giocatori potendo contare dalla prossima settimana anche sui ritorni di Koné, Dybala e Wesley. La batosta di San Siro però ha aperto una nuova crepa tra il tecnico e la proprietà. I Friedkin, infatti, vorrebbero una vera rivoluzione in estate. Gasp, invece, crede ancora nella base della squadra e chiede solo rinforzi più mirati. Senza Champions, però, la scure dell’Uefa diventerebbe più affilata.

Così tra il Texas e Trigoria si iniziano a stilare le liste dei sacrificabili. Tra cui rientrano anche nomi importanti come Svilar, Koné e Ndicka. Il portiere ha conosciuto un’involuzione nel 2026. La percentuale di parate è scesa dall’83,1% a partita al 67,3%; quella dei gol subiti è salita da 0,63 a 1,33. E la Roma ha pagato i mancati miracoli del belga. Seguito da Newcastle e Chelsea, di fronte a un’offerta da 50 milioni la Roma vacillerebbe anche perchè si tratterebbe di una plusvalenza secca.

Stesso discorso per Ndicka, pure lui con estimatori in Premier e Turchia. Considerati i possibili mancati rinnovi (Celik, Dybala, Pellegrini, El Shaarawy, Cristante e Mancini) e i prestiti destinati a tornare alla base (Zaragoza, Tsimikas e Ferguson) però si rischierebbe di dover intervenire sul mercato in maniera massiccia, forse troppo anche in virtù dei paletti Uefa. Così bisogna trovare un punto di incontro a patto che Gasperini rimanga. La voglia di Nazionale di Conte, infatti, potrebbe riaccendere i riflettori del Napoli.

DESIDERI: Pellegrini? Lo rinnoverei” – TREVISANI: “Inter-Roma? Mi aspetto due squadre bloccate”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale diventa il big match di San Siro tra Inter e Roma, una sfida che arriva in un momento di appannamento per entrambe le squadre. Fernando Orsi analizza così il momento psicologico dei due club: “Tra Inter e Roma sta peggio la seconda. Entrambe non stanno benissimo, ma ora più che fisicamente è anche una questione di condizione mentale”. Riccardo Trevisani, invece, vede una partita tesa che potrebbe segnare il destino delle stagioni di entrambe: “Mi aspetto due squadre bloccate. Se i nerazzurri non vincono sono nei guai, mentre la stagione dei giallorossi sta correndo verso i titoli di coda dal gol di Gatti”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Se Claudio Ranieri fosse ancora in attività qualcuno lo avrebbe messo tra i nomi per la Nazionale (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Tra Inter e Roma sta peggio la seconda. Entrambe non stanno benissimo, ma ora più che fisicamente è anche una questione di condizione mentale. Sicuramente non c’è un momento migliore per incontrare i nerazzurri, ma nemmeno i giallorossi sono in un periodo florido (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Non perdere a San Siro sarebbe già buono, sperando che il Como non vinca ad Udine altrimenti avrebbe il 70-75% di possibilità di andare in Champions League. Io firmerei per rimanere alla stessa distanza… (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Inter-Roma? Un po’ di ottimismo c’è, dato che i nerazzurri che hanno giocato in Nazionale stanno uno peggio dell’altro (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Manà Manà Sport, 90.9)

Inter-Roma? Mi aspetto due squadre bloccate. Se i nerazzurri non vincono sono nei guai, mentre la stagione dei giallorossi sta correndo verso i titoli di coda dal gol di Gatti. Ormai i capitolini hanno poco da perdere… (RICCARDO TREVISANI, Manà Manà Sport, 90.9)

A seconda della posizione in classifica la Roma avrà più o meno forza sul mercato, anche e soprattutto in uscita (MARCO JURIC, Manà Manà Sport, 90.9)

Se la Roma perde a San Siro, il Como va a +6 e poi la situazione diventa molto complicata: i giallorossi non possono più sbagliare. Bruno Conti? Rinunciare a lui, De Rossi e Totti nell’anno del centenario è un autogol. A Milano potrebbe giocare El Shaarawy a sinistra. Se Gasperini dovesse arrivare quarto in questa situazione sarebbe un grande miracolo (FRANCESCO BALZANI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo, 92.7)

Gasperini? Sta facendo un gran lavoro, basta pensare al materiale che aveva a inizio stagione. Gli allenatori vanno aiutati, invece siamo sempre pronti a dargli la bastonata al primo errore o ai primi risultati negativi. Rinnoverei Pellegrini? Assolutamente si, trovatemi un calciatore più forte, numeri alla mano, poi ne parliamo e mettiamo tutto su un tavolo. Per sostituirlo devono arrivare giocatori di livello superiore (STEFANO DESIDERI, Retesport, 104.2)

Alajbegovic strega la Roma: il Leverkusen lo ha riscattato, è pronta l’asta

Attenti a quel nome, perché fa ancora male ma potrebbe presto diventare dolcissimo. Kerim Alajbegovic è il rimpianto azzurro che brucia, il talento che ha contribuito a spegnere i sogni Mondiale dell’Italia e che ora accende quelli della Roma. Un destino che si incrocia tra rimorsi e opportunità, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. Diciotto anni, personalità da veterano e giocate che non tremano sotto pressione. Il gioiello bosniaco non è certo una sorpresa dell’ultima ora: Massara lo segue da mesi, lo osserva, lo studia, lo immagina dentro un progetto che guarda lontano.

Le sue prestazioni tra Galles e Italia sono state un manifesto: assist per Dzeko, rigore decisivo, leadership già importante nella prima sfida a Cardiff, poi altri 74 minuti di qualità contro gli azzurri e ancora freddezza dal dischetto prima dell’errore di Cristante in un filo invisibile che, chissà, potrebbe un giorno portare Alajbegovic dalle parti di Trigoria.

E qui entra in scena uno sponsor d’eccezione. Perché quando a parlare è Miralem Pjanic, certe parole hanno un peso diverso. l’ex regista giallorosso ha raccontato al ragazzo cosa significa vivere Roma, cosa vuol dire indossare quella maglia, respirare quell’ambienre. Risultato? Sensazioni positive, molto più di semplici impressioni. In Bosnia già si sussurra di uma trattativa calda, addirittura vicina alla chiusura. Ma la realtà, come sempre, è più complessa.

Nel frattempo si è mosso il Bayer Leverkusen. E lo ha fatto con decisione. Cresciuto a Colonia, dopo la trafila nel settore giovanile, Alajbegovic era stato ceduto la scorsa estate al Salisburgo per due milioni. Poi il controriscatto, fissato a otto milioni, esercitato meno di una settimana fa dai tedeschi senza esitazioni. […]

E qui la Roma prova a inserirsi. Anticipare i tempi, evitare l’effetto domino, bruciare la concorrenza. Il prezzo? Già salito: servono almeno 18-20 milioni per convincere il Bayer. Ma il talento, quello, sembra garantire. Ala pura, ambidestro, rapido, feroce nell’uno contro uno capace di attaccare l’area con una naturalezza rara. Undici gol e tre assist nella sua prima stagione tra i grandi: numeri che pesano, numeri che raccontano. […]

(corsport)

Roma Capoccia: Gualtieri vuole fare il subcommisario per lo stadio

Dopo essere stato commissario del governo per il Giubileo, ora Roberto Gualtieri si sogna di nuovo in un ruolo simile. Questa volta sub-commissario o, fuori dai tecnicismi, commissario in seconda per gli stadi.

Obiettivo? Consentire la realizzazione dello stadio della Roma in tempi brevissimi. “Darebbe sicuramente un input maggiore a tutto l’iter burocratico“, lo lanciava ieri il presidente del Municipio IV Massimiliano Umberti. […]

(Il Foglio)