La Roma a Gasp che silura Massara

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Un appoggio incondizionato per costruire la Roma del futuro. Dan Friedkin ha deciso di prendere le parti di Gian Piero Gasperini e del progetto triennale che gli era stato affidato la scorsa estate, senza cambiare per l’ennesima volta la guida tecnica. Oltre alle rassicurazioni di Ed Shipley degli scorsi giorni – le prime iniezioni di fiducia totale sono arrivate nelle call immediatamente successive alle parole pronunciate da Ranieri -, è ora tutto scritto nero su bianco. «Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, con l’obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all’altezza della nostra storia», le frasi del club sull’allenatore nel comunicato che riguardava però l’uscita del senior advisor dal mondo giallorosso.

Un sostegno arrivato non soltanto a parole, ma anche nei fatti, visto che lo stesso Gasperini aveva dato un ultimatum nei dialoghi intercorsi con la proprietà, chiarendo che una qualsiasi forma di convivenza con Ranieri era impossibile. Il piemontese, apparso nella sala stampa di Trigoria un’ora e mezza dopo la pubblicazione della nota societaria, ha certamente gradito la scelta: «C’è l’evidenza di due cose. Una la fiducia, che non mi è mai mancata da parte della società fin dal primo giorno che ci siamo conosciuti e incontrati, c’è sempre stato da parte loro questo sostegno. L’altra cosa molto importante nel comunicato è che la Roma è davanti a tutto. Le parole di Ranieri prima del Pisa? Sono dispiaciuto di non aver mai avuto la sensazione di questa situazione molto dura e forte. Non c’era mai stata alcuna avvisaglia, assolutamente. In nessun incontro, né con altri, né da soli. Questa è l’unica cosa e mi ha sorpreso molto, io non sono andato contro nessuno e non voglio essere messo sullo stesso piano. sono stato tirato dentro in queste situazioni e voglio solo parlare di calcio e di quello che si può fare per dare delle soddisfazioni».

Nel corso della conferenza Gasperini non cita mai il nome di Ranieri e taglia il discorso quando gli viene nuovamente richiesto un commento su quanto accaduto: «Le vicende sono state quelle un po’ sotto gli occhi di tutti. Non è una cosa che mi sento di commentare. Ne sono stato fuori. Non partecipo a questa macchina del fango. Continuo a lavorare sulla squadra e a cercare di fare bene con il Bologna».

Altro passaggio cruciale della conferenza è quello sul direttore sportivo Massara. Le parole di Gasperini non sono da zero azero, anzi, emerge un’incompatibilità che non è in alcun modo superabile: «Più che mai c’è bisogno di lavorare di squadra. In sede di mercato l’allenatore deve fare il suo ruolo, ma deve essere complementare con il ds e devono saper lavorare insieme. Dovrebbero essere responsabili insieme, nel bene e nel male, dei risultati e della formazione di una squadra. Dovrebbero quasi viaggiare in coppia. La capacità di fare squadra è determinante. Massara è complementare con me? Ricky è una bravissima persona, ma sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere feeling. Sempre e solo riferito alla squadra, non c’è mai stato niente di personale. Se si può andare avanti insieme lo decide la società, non io». Un discorso che, unito alle parole dei Friedkin sulla fiducia al tecnico, non può che portare ad un altro addio dopo quello di Ranieri.

La sfiducia nei confronti di Massara è stata pubblica e inappellabile dopo i tanti scontri avuti negli scorsi mesi: lavorare ancora insieme è impossibile. Gasp, sebbene i rapporti con Giuntoli e Paratici siano buoni, non ha indicato alcun nome per l’incarico di ds alla società. Ma ora il dossier della guida dell’area tecnica è quello più urgente da affrontare per i magnati texani: c’è il fardello del Fair Play Finanziario e del 30 giugno che incombe. E soprattutto c’è la prossima stagione da programmare, con la scelta di chi rinnovare tra i calciatori in scadenza e la ristrutturazione completa dello staff medico.

ORSI: “La Roma deve far capire subito che vuole vincere” – TORRI: “Gasperini è convinto che lo boicottano”

Nella giornata di Roma-Atalanta, l’etere romano si divide tra questioni di campo in vista del delicato scontro diretto dell’Olimpico e le tensioni interne che riguardano Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini. Il match contro l’Atalanta è uno spartiacque per la corsa alla Champions, e come sottolineato da Giancarlo Padovan la squadra non deve farsi condizionare da questioni extra campo: “Io penso che la Roma ci creda, la squadra è sigillata ed è al di fuori delle polemiche”.


Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.


Io credo che abbiano sbagliato tutti, lo staff medico sicuramente ha fatto un po’ di casino. Il cortocircuito è che questi errori iniziali dello staff medico ha portato Gasperini a non fidarsi più di nessuno (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Manà Manà Sport, 90.9)

Gasperini per me è convinto che lo boicottano. Io non voglio fare il difensore di Ranieri, ma ci sono un paio di episodi. Soulé perché va in campo a Napoli, Koné lo stesso (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Io penso che la Roma ci creda, la squadra è sigillata ed è al di fuori delle polemiche. Sono professionisti, sanno che il quarto posto è importante, lo stesso Gasperini ha detto che non ci saranno alibi e giocheranno con il massimo della concentrazione. Resta che Ranieri ha parlato in un momento sbagliato, ed è un dato di fatto, il punto è capire perché l’ha fatto. Gasperini è concentrato sull’obiettivo, e ancora di più vorrà dimostrare che la scelta, terza quarta o quinta che fosse, è stata quella giusta (GIANCARLO PADOVAN, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Strano vedere la Roma un po’ in calo fisicamente, le squadre di Gasperini di solito arrivano alla fine del campionato sempre fisicamente meglio. Mi sembra una partita abbastanza decisiva, l’Atalanta ha pochi stimoli, la Roma ne ha cento milioni, perchè quello che guadagni se vai in Champions è tanto. Le motivazioni possono fare la differenza, è vero che l’Atalanta gioca bene ma tra 4 giorni ha la semifinale di Coppa Italia che potrebbe essere il suggello per l’Atalanta. Non dico che il risultato è scontato, ma per le motivazioni della Roma deve subito far capire stasera chi è che vuole vincere (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Devi dare il meglio possibile, l’Atalanta con la Juve ha dominato almeno un tempo e ha perso una partita che doveva vincere, avranno anche il pensiero alla semifinale di Coppa Italia. Se parti con una motivazione forte nei primi 15-20 minuti allora forse riesci ad incanalare la partita, se ti metti a fare tik e tak invece tecnicamente l’Atalanta è superiore (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Roma, oltre le polemiche scoppia il caso Wesley. “Per il medico sta male”


«Wesley si sente di poter giocare, ha una voglia incredibile. Ma se il medico dice no, non posso farci nulla». Alla vigilia della sfida contro l’Atalanta, Gian Piero Gasperini ha spiegato la situazione attorno al brasiliano. Per l’allenatore della Roma il calciatore è pronto. Per lo staff medico ancora no. Per questo, dopo l’ultimo allenamento di ieri, vissuto ancora lontano dai compagni di squadra, Wesley potrebbe essere escluso dai convocati di questa sera. […]

Un tira e molla tra il tecnico e il comparto medico che va avanti da mesi. Da una parte Bernardino Petrucci, responsabile sanitario del club e uomo di Claudio Ranieri, dall’altra l’allenatore di Grugliasco e i suoi preparatori atletici. Divergenze di idee sul recupero dei calciatori e standard fisici molto distanti che, nel corso dei mesi, hanno inasprito i rapporti tra le due fazioni. […]

Ma a Trigoria l’escalation è stata costante: Dovbyk, Hermoso, Konè, Wesley, Celik, Ferguson. Su ogni calciatore infortunato un inevitabile scontro. Tanto che tra palestra e centro massaggi di Trigoria c’era il timore di mostrare i calciatori a Gasp: «Se li vede, li fa giocare». Poi il cortocircuito con l’infortunio al ginocchio di Paulo Dybala, prima trattato con una terapia conservativa, poi operato.

Adesso i casi aperti di Wesley – su cui c’è massima attenzione anche da parte della nazionale brasiliana – Koné e Pellegrini, che torneranno in campo a inizio maggio. […]

(La Repubblica)

Gasperini, lacrime e calci”Ranieri mai così aggressivo”

Gasperini piange. Poi si ferma, si alza di scatto, punta la porta e la spalanca con un calcio. È l’uscita di scena che chiude una settimana di tensioni, polemiche e panni lavati in pubblico. Tutta la pressione accumulata dal tecnico della Roma, rimasta compressa per quasi mezz’ora in un esercizio forzato di autocontrollo, esplode a Trigoria. Davanti a tutti.

All’inizio della conferenza stampa alla vigilia di Roma-Atalanta, Gasp tiene la barra dritta, quasi distaccata. Evita le domande insidiose, «parlo solo della partita» e si rifugia sul campo, seguendo la linea dialettica studiata all’inizio. Poi qualcosa si incrina quando il discorso scivola sull’Atalanta e su Antonio Percassi.

È un passato che evidentemente sente ancora addosso: «A Bergamo io ho potuto fare bene perché il contesto intorno a me era molto compatto. Il lavoro della società è stato straordinario, operando in sintonia con l’allenatore. Poi la proprietà è cambiata, forse anche perché non c’era più il papà con il quale ero più legato». A quel punto l’umore deraglia. Tra lacrime e calci.

Perché Gasp ai colpi assestati dal senior advisor Claudio Ranieri nell’intervista esplosiva prima di Roma-Pisa non può – o non vuole – replicare apertamente. […]

Poi, con uno scatto d’orgoglio sottolinea come «non sono una persona così brutta se a Bergamo e a Genova mi hanno tenuto nove anni». Tradotto: con me si può lavorare, e a lungo, senza vivere in guerra.

Ma ormai a Trigoria il conflitto è aperto. Una frattura nata già in autunno, alle prime divergenze con lo staff medico (vicino a Ranieri), alimentata poi dalle critiche sul mercato e diventata insanabile dopo l’uscita pubblica del senior advisor. L’ultima settimana è passata senza che i due si incrociassero a Trigoria. Nelle call (separate) Dan Friedkin ha incassato le richieste dell’allenatore per la sua permanenza a Roma: fuori Ranieri e lo staff medico e maggiore attenzione sul mercato. Poi è stato il turno di Sir Claudio, pronto a farsi da parte per queste ultime partite (oggi è possibile non vada neanche in tribuna) prima del redde rationem di fine stagione. O lui o me. Perché almeno su questo i duellanti sono d’accordo.

(La Repubblica)

La parola all’Olimpico

I riflettori dell’Olimpico sulla Roma che sfida l’Atalanta. E ancora di più sui protagonisti degli ultimi otto giorni, Ranieri e Gasperini. L’interesse poi si sposterà – al fischio d’inizio – sulla squadra che, dimezzata e anche frastornata, continua la sua rincorsa al quarto posto, magari approfittando anche della sconfitta del Como col Sassuolo. Ma all’inizio la curiosità sarà tutta sul comportamento del pubblico quando lo speaker annuncerà le formazioni e farà il nome di Gian Piero e quando sui tabelloni dello stadio verrà inquadrato Claudio. La reazione della tifoseria è solo da scoprire, pesando il grande feeling avuto, pure nell’ultima stagione, con il tecnico ora dirigente, e l’autentica stima mostrata, già alla partenza della stagione, all’allenatore. Più di 6omila voci pronte a schierarsi, a dividersi o semplicemente a pronunciarsi. Cori, applausi, fischi. Pollici su o giù. C’è solo da aspettare.

Ranieri, come è accaduto spesso in gran parte della stagione, non si è visto a Trigoria, negli ultimi giorni. Lunedì ha pranzato al centro sportivo prima di tornare a casa e dedicarsi da lì alla conference call di gruppo con i Friedkin, Gasperini e Massara, quella in cui la proprietà, ascoltando i toni del confronto e soprattutto i contenuti, ha dovuto prendere atto dello che non riusciranno a ricucire né ora né a fine stagione. Claudio dovrebbe essere come sempre in tribuna, anche se, con l’aria che tira, niente va dato per scontato. […]

Gian Piero sarà al suo posto. E cercherà di mettersi alle spalle, concentrandosi sulla sfida contro la sua ex squadra, la settimana più complicata da quando è a Trigoria. Si è aperto, in pubblico, nella conferenza stampa della vigilia. Non ha nascosto l’amarezza, l’inquietudine e la commozione. Ma è stato professionista fino in fondo quando ha detto: «Zero alibi». Lui e i giocatori non vogliono giustificazioni e scuse per quanto è successo. In settimana hanno pensato solo all’Atalanta. La tappa è fondamentale. […]

Pisilli è recuperato, ma andrà in panchina: spazio a El Shaarawy. C’è da aiutare Malen e Soulé davanti. «Se noi battiamo l’Atalanta meritiamo di giocare in Champions». Gasperini ci crede.

(Corsera)

Gasp si sfoga fra rabbia e lacrime. La Roma è una pentola a pressione

Non ci poteva essere immagine più forte, no. E neppure un momento più simbolico di quel che s’è visto ieri a Trigoria, qualche minuto prima delle 14. Una conferenza stampa che Gian Piero Gasperini non ha mai pensato di dribblare, lungo una delle settimane più grottesche della storia recente della Roma. Conferenza iniziata parlando di Claudio Ranieri e finita con Antonio Percassi, l’uomo insieme al quale Gasp ha messo su il miracolo Atalanta. Quando il tecnico ha iniziato a piangere, erano i secondi in cui stava rispondendo alla domanda su cosa ruberebbe all’Atalanta, la vita di ieri e l’ostacolo di oggi all’Olimpico. […]

Commozione pensando a Percassi, ma anche tensione, nervosismo, esasperazione, pure un filo di rabbia: tutto questo è stato ben visibile, è parso quasi di toccare con la mano la fatica di un tecnico che a Trigoria non è riuscito a imporsi fin qui come avrebbe voluto e immaginato. Perché, a suo dire, non accompagnato come invece hanno fatto a Bergamo.

La Roma è un caos dentro il quale la proprietà ha deciso di non decidere. Una frattura insanabile tra il senior advisor e il tecnico «gestita» senza una presa di posizione pubblica dei proprietari, neppure un indirizzo da comunicare o un blitz in città per capire. Niente, tutto da remoto, le conference call come stile di vita. E rassicurazioni sia a Ranieri sia a Gasperini, fiducia espressa sia all’uno sia all’altro. […]

Altro passaggio importante, sul caso Wesley il cui recupero è frenato dallo stop dei medici (vicini a Ranieri, ndr): «Wesley vuole giocare, fa scatti, sprint e tiri, però i medici dicono che ci sono rischi. Io non ci posso fare nulla, ma non ho mai forzato queste situazioni che rientrano in una dialettica normale».

Il finale, prima delle lacrime: «Sono stato 9 anni a Bergamo e 8 a Genova, forse vuol dire che non sono una persona così brutta. E sono ancora contento di aver scelto la Roma». Club campione del mondo nell’auto-sabotaggio, a tutti i livelli. E mica solo nell’ultima settimana.

(corsera)

ROMA-ATALANTA: le probabili formazioni dei quotidiani. Torna Mancini dal 1′, Rensch favorito Tsimikas. El Shaarawy con Malen e Soulé

Battere l’Atalanta per scavalcare il Como e mettere pressione alla Juventus in ottica quarto posto: è questo l’obiettivo della Roma per la sfida dell’Olimpico di questa sera, contro l’Atalanta che è il passato più recente e più glorioso di Gasperini. Davanti a Svilar, Mancini rientra e stringe i denti, affiancherà Hermoso e Ndicka. Sulle fasce pronti Celik e Rensch, con l’olandese nettamente favorito su Tsimikas; a centrocampo ridotte al lumicino le speranze di vedere Pisilli, la coppia El Aynaoui-Cristante dovrebbe essere quella titolare. Davanti al posto dell’infortunato Pellegrini dovrebbe esserci El Shaarawy insieme a Malen e Soulé.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

IL MESSAGGERO – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.erini.

CORRIERE DELLA SERA – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.ni.

IL TEMPO – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

IL ROMANISTA – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

L’arte di farsi male da soli

L’urlo di Tafazzi parte dall’Olimpico e si diffonde via etere: Facciamoci del Male. È uno sport spesso praticato a Roma e non possiamo impedirlo più di tanto: Ranieri contro Gasperini, Gian Piero contro Massara, tutti contro tutti. Era gia successo con Spalletti contro Totti, ma finì presto perché Lucio fece capire che c’era la volontà della proprietà dietro le sue prime parole e fecero una pace provvisoria, anche se sofferta.

Ora, i Friedkin sono stati in silenzio più del solito e hanno portato la situazione a un limite molto pericoloso. Claudio o Gian Piero divide molto i tifosi: il primo (lo ha anche detto) è uno di noi, cuore di Roma e non solo per quello che ha fatto dalla panchina; il secondo è senza dubbio un ottimo allenatore e poi ha molte ragioni dalle sua parte sul mercato, la qualità dei giocatori comprati e no e l’andamento degli infortuni.

Tutti e due hanno curato la solidità del gruppo ma, dai tempi di Mourinho, i tifosi hanno ritrovato un’unità importantissima, con la stadio sempre pieno. Ora arriva un argomento inaspettato di divisione e arriva dal vertice. […]

Oggi affrontiamo l’Atalanta, per uno scontro importantissimo nella corsa al quarto posto. Qual è la differenza tra noi e loro alla vigilia? A Bergamo ci sono i Percassi, anche se hanno ceduto il 5 per cento agli americani, ma loro ci sono, sempre presenti, padre e figlio. Noi dobbiamo ribattere con le nostre forze, che sono ancora una volta incrinate dalle assenze significative e anche misteriose. Dunque, dobbiamo fare ricorso alle solite energie mentali e nervose, al grande spirito di gruppo e alle capacità del tecnico, che conosce bene tutti. Poi c’è l’ultima grande risorsa in questi momenti: lo spirito dell’Olimpico e qui interviene quella brutta divisione mai desiderata: Claudio o Giampiero? […]

(Il Messaggero)

Pisilli recupera e si gioca il posto con El Aynaoui. Nessun ritiro: tutti a casa dopo l’allenamento

Questa sera – dopo una settimana di fuoco – Gasperini potrà pensare solamente al calcio giocato per novanta minuti. L’appuntamento con l’Atalanta è uno di quello da non sbagliare anche perché è l’ultima occasione per battere un’altra squadra delle prime sette in classifica (in stagione l’unica vittoria contro il Como) e blindare quantomeno il sesto posto. Ma le ambizioni sono più alte e l’obiettivo fissato dall’allenatore è sempre quello della Champions. L’emergenza, però, non abbandona la Roma. […]

Chi viaggia verso la convocazione è Pisilli: ha superato il test in campo e se darà risposte positive questa mattina può anche partire titolare. La caviglia sinistra fa meno male, si gioca il posto con El Aynaoui a centrocampo. […]

Alle sue spalle El Shaarawy e Soulé. Sulle fasce spazio a Celik e Rensch, altra esclusione per Tsimikas. In difesa davanti a Svilar il solito terzetto composto da Mancini, Ndicka e Hermoso. Curiosità: Gasperini ieri ha lasciato il via libera alla squadra, nessun ritiro e appuntamento questa mattina a Trigoria.

(Il Messaggero)

Pisilli c’è, ma non dal 1′. Ecco El Sha a sinistra

IL ROMANISTA (A. DI CARLO) – Soltanto il campo potrà dire se tutta la tensione che si è accumulata a Trigoria, nel corso di questa lunga settimana, avrà avuto modo di influire o meno sulla testa della squadra. Gasperini ha provato a far da scudo al gruppo per l’ennesima volta, giurando che nessun alibi sarà lì a giustificare il risultato che maturerà stasera in campo. Ma le risposte tanto attese, potranno darle solo i calciatori. Quelli rimasti a disposizione del tecnico, verrebbe da aggiungere, viste le numerose indisponibilità con le quali misurarsi.

Nonostante le pressioni di Gasperini, non è arrivato l’ok medico per Wesley mentre Pisilli è riuscito in extremis a strappare una convocazio-ne: la caviglia sta meglio, andrà in panchina.

Davanti a Mile Svilar ci sarà il terzetto titolare, composto dal rientrante Mancini, Ndicka ed Hermoso. Sulle fasce agiranno a destra Celik e a sinistra Rensch, in netto vantaggio su Tsimikas e Angelino, mentre in mediana, salvo sorprese dell’ultimora, sarà El Aynaoui ad afhancare Cristan-te in mediana. Soulé e Malen, infine, sono le uniche certezze del reparto offensivo, in ballo c’è l’ultima maglia dell’attacco, con El Shaarawy in netto vantaggio su Venturino e Zaragoza. Robinio Vaz, invece, sarà la soluzione a partita in corso che Gasp terrà inizialmente panchina. […]