Como e Juve provano a scappare

IL TEMPO (L. PES) – Sette gare per il verdetto. Dal Milan all’Atalanta ci sono cinque squadre in dieci punti che combatteranno fino alla fine per gli ultimi due posti Champions. Dopo il successo del Maradona contro i rossoneri, il Napoli sembra ormai avviato pur avendo un solo punto in più della squadra di Allegri, che dopo i prossimi due match contro Udinese e Verona, dovrà affrontare ancora scontri delicati come quelli contro Juve e Atalanta oltre alla indisiosa trasferta di Genova prima di chiudere col Cagliari a San Siro.

Como e Juve, separate da un punto, provano la fuga anche se il prossimo turno sarà delicato. I lariani di Fabregas ospiteranno l’Inter mentre i bianconeri saranno di scena a Bergamo contro l’Atalanta, che prova il clamoroso rientro in corsa. Poi, per Spalletti, l’ultimo vero ostacolo sarà il Milan visto che il calendario mette di fronte alla Signora Bologna, Verona, Lecce, Fiorentina e il derby dell’ultima giornata che potrebbe essere più infuocato che mai. Leggermente più impegnativo il percorso del Como che oltre alla capolista ospiterà anche il Napoli, oltre a sfide delicate soprattutto nelle ultime giornate contro squadre che si giocano la salvezza.

Ultima chance per restare aggrappati al treno per la Roma venerdì contro il Pisa. I giallorossi devono approfittare degli scontri diretti di questo turno e non sbagliare il match interno con l’Atalanta della prossima settimana. Sulla strada di Gasp anche l’ostacolo derby e la scomoda trasferta di Bologna. Percorso tutt’altro che agevole.

Dybala accelera, Ok la visita al ginocchio

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Dybala corre verso il rientro. A un mese dall’intervento al menisco l’argentino ieri è tornato a Villa Stuart per una visita di controllo intermedia in vista del recupero completo e del rientro in campo che ha dato esito positivo.

Buone notizie per l’attaccante che ha già ripreso a lavorare in campo con le prime corse e che ora punta al ritorno tra i convocati. La data è quella del 20 aprile, ovvero a 45 giorni dall’operazione. Se tutto procederà secondo i piani, quindi, la Joya potrebbe essere a disposizione per il match contro il Bologna del 25 aprile. Ma non è esclusa una convocazione simbolica già per l’Atalanta la settimana precedente.

Per il momento, dunque, il recupero procede spedito secondo i tempi con Gasperini che potrebbe riabbracciare Dybala per le ultime cinque gare di campionato che potrebbero essere ancora decisive per provare l’ultimo assalto alla Champions.

Giannini: «Avanti tutta con l’allenatore, per colmare il gap servono 5 titolari»

GASPORT – Quattro domande a Giuseppe Giannini, ex numero 10 e Capitano della Roma.

La Roma può credere ancora alla Champions?

«Deve farlo, ma è difficile anche se mancano ancora 7 gare e ci sono 21 punti in palio. Chi è davanti però sta meglio della Roma e dietro corre pure l’Atalanta. Bisogna rialzarsi subito, la prossima giornata sulla carta è favorevole. Onestamente, non mi aspettavo un crollo del genere dopo quel pari con la Juve».

Ora anche Gasperini è al centro di critiche. La Roma deve puntare ancora su di lui per il futuro?

«Continuerei con lui. Quando inizi un percorso devi avere fiducia e compattezza fino alla fine. Ma è necessaria l’armonia tra tutte le componenti. Serve unione di intenti su strategia e obiettivi, poi il primo anno può anche essere di costruzione. I rapporti però sono fondamentali. È un momento particolare per Gasp perché poi i risultati comandano su tutto, ma ha avuto anche tanti infortunati. Pesa l’assenza di Dybala. Fino a un mese fa la Roma stava decisamente meglio e il suo lavoro non può essere cancellato».

Si parla molto di rivoluzione della rosa, di mandare via i senatori.

«Anche in questo caso se bisogna mandare via alcuni giocatori bisogna che siano d’accordo Gasperini, Ranieri e Massara. Il tecnico ha parlato di voler rinforzare la squadra ma non di rifondarla. Non credo sia tutto da buttare».

Lei su che reparti investirebbe?

«Alla Roma mancano cinque titolari per provare a colmare il gap: un difensore, due centrocampisti e due attaccanti. E credo che anche Gasperini la pensi così».

Dybala e C vedono una Joya: da Dovbyk a Mancini, ai box ancora in 5

Rimettere a posto i pezzi mancanti del puzzle. Non può fare altro la Roma se vuole lottare per la Champions. Ai box, del resto, non ci sono giocatori qualsiasi. Di più. Quattro su cinque sono titolarissimi se stanno bene, ma anche acciaccati. Wesley, infatti, è il migliore esterno della rosa, Koné un centrocampista dal respiro internazionale, Dybala classe pura, Mancini il condottiero che non si arrende mai, mentre Dovbyk il potenziale titolare fino all’arrivo di Malen. Dopo la pesante sconfitta di San Siro contro l’inter, che ha lasciato il segno sia sul piano psicologico che su quello della classifica, lo staff medico sta lavorando intensamente per recuperare tutti. Già, Dybala e company sono in fase di recupero e potrebbero rappresentare dei rinforzi fondamentali in vista del rush finale della stagione. Wesley e Koné sono più avanti nel percorso riabilitativo. […]

Ancora un passo indietro, ma con obiettivo chiaro, ci sono Dybala, Mancini e Dovbyk. La Joya, reduce da un intervento al ginocchio e la visita di controllo di ieri a Villa Stuart, sta procedendo bene nel suo percorso e spera di essere almeno convocato per la trasferta di Bologna del 25 aprile al Dall’Ara. Le sensazioni sono più che positive. […]

Conta di essere inserito nella lista anti-Bologna pure Dovbyk, atteso a breve da un esame d-cisivo: un suo reintegro graduale sarebbe importante per ridare peso e alternative all’attacco in corsa. Mancini, infine, l’ultimo a entrare tra gli indisponibili, punta a tornare a pieno regime proprio al Dall’Ara. […]

La Roma ha bisogno di ritrovare certezze. Gasperini, che ha sempre sottolineato l’importanza della gestione del gruppo, potrebbe così avere a disposizione alternative di livello per ruotare gli uomini e affrontare al meglio un finale di stagione composto da sette partite da dentro o fuori. Ogni allenamento sarà prezioso. Insomma, il sogno in casa Roma è che l’infermeria si svuoti di colpo entro fine mese.

(corsport)

Friedkin, Gasp non sarà l’alibi: Dan punta il dito contro il gruppo, il tecnico è salvo

La linea è tracciata, netta, senza più curve né zone d’ombra. I Friedkin scelgono di stare dalla parte di Gasperini e lo fanno con una decisione che sa di svolra, di rottura con il passato recente. Quello mandato dopo la rovinosa sconfitta per 5-2 contro l’inter non è un messaggio all’allenatore, tutt’altro: è un segnale forte, diretto, quasi brutale alla squadra. Perché questa volta, davvero, non ci sono più alibi. Quattro cambi in panchina – Fonseca, Mourinho, De Rossi, Juric – e un copione che si è ripetuto troppo a lungo: protezione del gruppo, fiducia rinnovata, nessuna rivoluzione vera. Stavolta no. Stavolta il mirino è puntato dritto su quella che i tifosi hanno ribattezzato senza troppi giri di parole la “banda dal sesto posto“. Un’etichetta che pesa come un macigno, figlia di stagioni fotocopia, sempre in bilico tra ambizione e incompiutezza, sempre lì, tra il quinto e il sesto gradino. A onor del vero è anche stata la banda della vittoria della Conference e delle finali/semifinali di Europa League che, però, non hanno portato a quel risultato sportivo (ed economico) chiamato Champions. […]

Gasp nei suoi primi cinque mesi ha spremuto la squadra, l’ha tenuta in piedi tra infortuni e lacune evidenti, l’ha spinta fino a un sorprendente terzo posto. Poi la frenata, il ritorno a quella che per molti sembra essere una comfort zone che ormai è diventata una gabbia mentale. Ecco perché la proprietà ha deciso: basta protezioni, basta paracaduti. l’estate sarà quella della rivoluzione. Profonda, strutturale, inevitabile. Perché e vero che le rivoluzioni non si annunciano, ma si fanno, però questa volta il segnale è stato lanciato forte e chiaro. […]

Gasperini, da stratega navigato, gioca la sua partita anche davanti ai microfoni. «sarebbe una follia smantellare il gruppo, vanno inseriti giocatori», dice. Parole che proteggono, che tengono compatto lo spogliatoio. Ma sotto traccia la realtà è un’altra: il tecnico sa perfettamente quale direzione vogliono prendere i Friedkin. Sa probabilmente che il cambiamento non è più rinviabile, che per spezzare davvero il ciclo della mediocrità serve intervenire al cuore della squadra. […]

(corsport)

L’Olimpico non molla

IL ROMANISTA (G. FASAN) – Quattro su sette in casa. Un ruolino di marcia da qui a fine stagione che potrebbe anche far riaccendere la fiammella della speranza nei tifosi romanisti. Speranza per un finale di annata entusiasmante praticamente tramontata nel mese di marzo e certamente non riaccesa ad aprile, dopo il nefasto weekend di Pasqua che ha riportato la Roma a una dimensione troppo piccola per essere vera.

La squadra che ha fatto sognare fino a dicembre, per poi più realisticamente far ragionevolmente sperare in un piazzamento finalmente superiore al quinto posto, per poi, con il 2026 che si inoltrava, far tornare tutti con i piedi ben saldi a terra. Roma scivolata sesta, ma pur sempre ancora aritmeticamente e tecnicamente in corsa per arrivare a qualificarsi per la prossima Champions League. Ma anche per restare con un pugno di mosche in mano. Cioè senza coppe per la prima volta dopo dodici partecipazioni consecutive. Dalle stelle alle stalle. […]

La Roma deve riprendere la marcia e per farlo potrà e dovrà contare anche sui propri tifosi. I dati dicono che l’Olimpico c’è sempre stato. I romanisti sarebbero andati anche ovunque in trasferta, ma nei confini nazionali un assurdo divieto discriminatorio nei confronti della popolazione residente nella Capitale non l’ha permesso per troppe partite. Per fortuna i giallorossi non sono stati lasciati soli dai romanisti “fuori sede“, ma tanta è la delusione mista a rabbia per una decisione ai confini della democrazia.

Dopo San Siro si ripartirà dalla gente romana e romanista e dall’Olimpico. Che prima di Ro-ma-Lecce aveva lanciato un messaggio forte e chiaro per bocca della Curva Sud: «Sostenervi la nostra condotta e il nostro giuramento… Ora però dovete meritarvi il rispetto, dimostrate che uomini siete!». Archiviato grazie a Robinio Vaz quel risultato, è arrivata la disfatta di Milano, prevedibile nel computo per la classifica, molto meno per il modo anche ancor offende i romanisti. Si ripartirà da 58.300 spettatori almeno per Roma-Pisa, a tanto è arrivato il botteghino a ieri sera. […]

Quarto posto per tre: Spalletti l’equilibrista, Gasperini ora è più solo

In tre per il quarto posto, l’ultimo utile per la Champions: Como 58, Juventus 57, Roma 54. Oggi la situazione è questa, tra una settimana chissà. La Roma sembra in “recessione”, ma se, nel prossimo weekend, Como-Inter finisse pari e se l’Atalanta battesse la Juventus, la squadra di Gian Piero Gasperini – impegnata all’Olimpico contro il Pisa quasi retrocesso – riprenderebbe colore.

Non c’è un pretendente forte e chiaro al quarto posto, la stessa Atalanta potrebbe rientrare in pista, questo ha detto l’ultima giornata di campionato. Como, Juve e Roma restano in fila indiana, nessuna ha ancora “strappato”. Tutto rimane aperto.

Il Como si è quasi fermato a Udine, contro un avversario che fa della struttura fisica la sua arma migliore. Cesc Fabregas gode di un vantaggio psicologico: nessuno criticherà il Como per la mancata qualificazione alla Champions. […]

Spalletti si barcamena tra le esigenze del presente e la costruzione del futuro. La società Juve ha investito decine di milioni per allestire una formazione che pedalasse con comodità nel quartetto di testa. La squadra Juve al momento è quinta e soffre di alti e bassi, in classifica e all’interno di ogni singola partita. Si intravvede qualcosa del calcio di Spalletti, ma più del gioco oggi conta la classifica. […]

Sbriciolatasi a San Siro contro l’Inter, la Roma attraversa il momento più difficile. Sono già stati istruiti i processi più o meno sommari a Gasperini. Il calcio sorprende sempre. Ci aspettavamo che Gasp faticasse all’inizio e che venisse fuori alla distanza. È successo il contrario, partenza forte e crisi tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Il Pisa alle viste sembra un gigantesco cerotto pronto all’uso. Una vittoria facile, nella speranza che le due davanti rallentino. E poi? Poi resteranno sei giornate, con l’Atalanta e il derby contro la Lazio come ostacoli alti. All’improvviso, Gasperini pare un uomo solo dentro una megalopoli cinica come Roma. Non vorremmo che finisse come il Marziano di Ennio Flaiano: «A Marzia’, te scansi, che me rovini a foto?», disse un paparazzo all’extraterrestre che tempo prima, dopo l’atterraggio con l’astronave vicino a Villa Borghese, aveva catturato le attenzioni di tutti.

(gasport)

Friedkin, i rischi di una rivoluzione e a chi affidarla

Quindi non rinnovare i contratti in scadenza di El Shaarawy, Pellegrini, Dybala e Celik per diverse ragioni (rendimento, fragilità, richieste) considerati non più sinergici. Poi stoppare i prolungamenti di chi andrà in scadenza di contratto come Mancini e Cristante col rischio, nel primo caso, di ripetere l’anno prossimo un caso Celik. O valutarne la cessione. Infine il punto più doloroso: vendere, per realizzare le necessarie plusvalenze entro il 30 giugno, tre o più big tra quelli che hanno mercato: Svilar, Ndicka, Koné, Pisilli e Wesley. […]

Le difficoltà maggiori sono da ricercare nel mercato estivo e invernale, con tecnico e ds spesso non in linea tra mancati arrivi, ruoli scoperti e acquisti deludenti: risultato su 11 giocatori il cui costo (considerando i riscatti) supera i 120 milioni solo due sono entrati in pianta stabile tra i titolari: Wesley e Malen. E solo uno si è dimostrato nella seconda parte di stagione una valida alternativa ai titolari, Ghilardi. Aspettando la crescita dei giovani Vaz e Ziolkowsky. A complicare le cose una serie di infortuni che hanno privato il tecnico di molti giocatori per lunghi periodi accendendo un dibattito interno sullo staff medico. Conseguenza: un turnover non adeguato per molti giocatori che oggi appaiono stanchi e che ha privato la Roma di scelte e di punti in classifica. […]

Ma se proprio nell’anno del centenario si dovesse avviare una ampia e rischiosa rivoluzione tecnica con connessi mega risvolti economici, a chi verrebbe affidata? Questa stagione dovrebbe aver chiarito già molto. Un club per fare il salto di qualità deve avere ruoli e perimetri definiti dei propri protagonisti. La Roma faccia chiarezza al suo interno. Quest’anno non è successo. Se si crede in un progetto tecnico con Gasperini, si seguano le sue indicazioni.

(corsera)

Sprint Soulé: più ritmo per il Pisa

Trigoria pulsa, respira, accelera. La Roma prende forma sotto il sole di aprile con un solo obiettivo: rialzarsi. […]

il campo ha parlato chiaro. Intensità, duelli, tensione agonistica. E in mezzo a tutto questo, la sfida nella sfida: Mile Svilar contro Donyell Malen. Uno contro uno, ripetuti, feroci. Due li ha portati a casa il portiere giallorosso, che ha alzato il muro e mandato un segnale forte: la porta è sotto controllo. […]

Per questo contro il Pisa vedremo il miglior undici possibile, senza calcoli, senza risparmi. Occhi puntati su Soulé. L’argentino è il simbolo di questa fase: rientro, fatica, voglia. Dopo lo stop per pubalgia ha bisogno di campo, minuti, ritmo. A Trigoria spinge, aumenta i carichi, non si tira indietro. Vuole esserci, vuole incidere, vuole tomare a essere decisivo. La sua qualità può essere la scintilla che accende una Roma ancora alla ricerca del sorriso.

(corsport)

Friedkin irritati: adesso rischia anche Gasperini

La sconfitta della Roma contro l’Inter ha fatto infuriare i Friedkin che, dopo aver investito oltre un miliardo di euro, vedono la zona Cham-pions (obiettivo di inizio stagione) sempre più lontana: il Como quarto è quattro punti sopra, i giallorossi sono sesti dietro anche alla Juventus, con sette partite da giocare. E si parla già di rifondazione per il prossimo anno, che potrebbe investire anche la panchina.

Gian Piero Gasperini (che ha un contratto fino al 2028) avrebbe già iniziato a chiedere rinforzi, ma nel frattempo la proprietà ha deciso di congelare i rinnovi di pilastri come Mancini e Cristante, pupilli di Gasp. Il tecnico che ha gia fatto capire che senza i “senatori” si rischierebbe il 12esimo posto, mentre i proprietari Usa del club puntano ad una epurazione estiva per smantellare gran parte della rosa ritenuta ormai a fine ciclo. […]

(Libero)