Domani la Juve. Cercasi partner per i gol di Malen

Malen è li che attende. In campo aspetta il pallone dai compagni, in queste ore di conoscere — da Gasperini — chi lo accompagnerà verso la porta della Juve. C’è da scegliere i suoi partner d’attacco. Gian Piero sta studiando la formula più efficace per aggirare la linea difensiva di Spalletti. Non ha già deciso, ma di sicuro sta verificando l’affidabilità dei suoi interpreti per individuare la soluzione migliore. Non è detto che sia il solito tridente. O meglio quello schierato nelle ultime due partite, al Maradona contro il Napoli e all’Olimpico contro la Cremonese. Quindi, dietro al centravanti, Zaragoza a destra e Pellegrini a sinistra. In ballo altre candidature: Pisilli è la più accreditata. In coppia con Pellegrini, da spostare a destra. Sono i favoriti. Venturino è l’alternativa a entrambi. Zaragoza, invece, è quella in corsa (ha avuto spazio da titolare solo per l’assenza delle cinque punte).

Ma la valutazione di Gasperini è più ampia e prevede pure altre opzioni. La più intrigante è quella che coinvolgerebbe contemporaneamente i quattro centrocampisti: Koné, El Aynaoui, Pisilli e Cristante. […]

Non va, insomma, esclusa la possibilità di vedere la Roma con quattro centrocampisti dall’inizio, più Pellegrini a destra e la modifica del sistema di gioco. In mediana entrerebbe El Aynanoui da regista e accanto a Koné, come nella ripresa contro la Cremo-nese, dietro a Malen, salirebbe Cristante, con Pisilli largo a destra. Il primo assicura fisicità e qualità, l’altro inserimento e gamba. In questo caso uscirebbe Ghilardi.

L’emergenza in attacco, intanto, non è più quella delle ultime settimane. El Shaarawy è finalmente a disposizione e torna in panchina. Anche Dybala punta alla convocazione (non è scontata), essendo tornato in gruppo. Il fastidio al ginocchio a quanto pare è sopportabile. Non è al cento per cento, però, avendo saltato cinque partite di fila e quindi lavorato poco con i compagni. Non gioca da più di un mese, ultima presenza proprio il 25 gennaio contro il Milan. […]

(Corsera)

Tommasi «Sfida mai banale, si giocherà sul filo. Gian Piero bravo a prendersi la città»

IL MESSAGGERO (M. BOCCUCCI) – È anche la sua partita. Damiano Tommasi l’ha giocata tante volte Roma-Ju-ve, tra campionato, Coppa Italia e Supercoppa nel suo decennio in giallorosso dal 1996 al 2006, con in mezzo uno scudetto indimenticabile, il terzo della storia capitolina, vinto il 17 giugno 2001.

Anima candida” (chiamavano cosi Tommasi per la sua correttezza dentro e fuori dal campo) ha vissuto pagine di storia negli incroci coi bianconeri, tanto da intitolare “Roma-Juventus 1-1” un libro-intervista del 2008 in cui ripercorre la sua carriera, con un focus particolare proprio sulle sfide scudetto nell’asse tra la capitale e Torino.

Una volta disse: «Alla Roma ho dato tanto e dalla Roma ho ricevuto tutto quello che ci può stare se allargo le braccia e rivolgo le mani verso il cielo». Poesia pura.

Tommasi, segue sempre la sua Roma?

«Certamente, seguo e mi fa piacere che stia facendo molto bene. La squadra diverte, fa i risultati e ha una bella classifica. Può togliersi parecchie soddisfazioni».

Come vede questa sfida contro la Juve?

«In palio c’è tanto. Nel momento le due squadre vivono la stagione in modo diverso. La Roma è davanti e può pensare al piazzamento per la Champions, contro la Juve che sperava di ottenere di più, come nell’ultima doppia partita con il Galatasaray, e che ha tutta l’intenzione di risalire. Sarà una partita come al solito piena di tutto, non banale, con due allenatori che sanno il fatto loro e cercheranno di superarsi».

C’è una favorita?

«In Roma-Juve non c’è mai un pronostico. Si gioca sempre sul filo, può succedere di tutto, ci sono gli episodi e più momenti nella stessa partita. Hanno entrambe qualità e voglia di fare il massimo perché l’accesso in Champions League passa per l’Olimpico».

Si aspettava Gasperini subito protagonista a Roma?

«Si è calato rapidamente nella realtà romana, riuscendo a tirare fuori il meglio in un ambiente particolare. La città può darti tanto se sai prenderla e l’allenatore c’è riuscito. Non era facile, riconoscendo a Gasperini tutte le qualità che si conoscono. Ha ricostruito, ha dato un’identità a un gruppo che lo sta seguendo».

Il ritorno all’Olimpico di Spalletti?

«L’ho avuto nella mia ultima stagione in giallorosso, abbiamo avuto un rapporto speciale che è rimasto nel tempo. Costruisce calciatori, sa far crescere e motivare le sue squadre. Gli viene riconosciuto un valore nel percorso che ha intrapreso e l’ha portato ai migliori livelli. Non ne ho mai dubitato».

Il centrocampo giallorosso e i suoi giovani, come Niccolò Pisilli, cosa le ispirano?

«Mi piace il gioco che in mezzo viene prodotto da questa squadra molto organizzata e che fa vedere la mano di Gasperini. Pisilli è veramente interessante, ha personalità e sa proporsi senza avvertire alcun peso. Un bel talento che sta percorrendo la sua strada, continuerà a crescere».

Di Livio « Yildiz talento superiore Malen è un top»

GASPORT (A. PUGLIESE) – La Roma lo ha cresciuto e lanciato. la Juventus lo ha invece consacrato nel grande calcio. Ed allora domani il suo occhio sarà ancora più interessato, perché scenderanno in campo due pezzi del suo cuore. Angelo Di Livio Roma-Juventus se la guarderà da casa, ma per alcuni versi è come se sarà lì, sugli spalti dello stadio Olimpico.

La Roma viene da tre risultati utili consecutivi che l’hanno issata al quarto posto, la Juve dalla grande delusione di Champions. Che sfida si aspetta?

«Sarà una partita difficile per entrambe le squadre, che vivrà di fiammate. Perché in questo momento tutti parlano della mancanza di risultati della Juve, ma i bianconeri stanno giocando bene: pagano alcuni errori individuali, ma hanno qualità. Dall’altra parte, invece, Gasp sta facendo un miracolo: la Roma non è una squadra fortissima, ma è molto organizzata e ha un’identità ben precisa».

Gli stati d’animo rischiano però di essere diversi. La sfida con il Galatasaray toglie o aggiunge qualcosa ai bianconeri?

«Io penso che aggiunga, ad iniziare dalla rabbia: ho visto le espressioni dei giocatori, il pianto di qualcuno di loro. La Juve non è depressa, quella partita ha dato consapevolezza delle proprie forze. La Roma invece sa di non essere fortissima, ma è difficile da battere. E poi hanno due grandi allenatori: Spalletti è bravissimo, mi auguro lo possano contermare, mentre Gasperini a Roma è caduto dal cielo, non so chi l’abbia lanciato. E con loro ci metto anche la sorpresa Palladino: vedere l’Atalanta battere il Borussia mi ha emozionato».

Come si può fermare Malen?

«Partiamo da una premessa, l’olandese è fortissimo, la cosa che mi piace di più è come indirizza la giocata verso la porta. Ma al 99% la Juve recupererà Bremer, che per me è il miglior difensore d’Europa, non d’Italia. Aggiungo che Malen è stato molto fortunato a trovare Gasperini, che ha un modo di lavorare molto duro, che
ti dà forza e abitudine a fare certe cose fino alla domenica».

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Tra i bianconeri quanto peserà invece l’assenza di Locatelli?

«Tantissimo. Lui è come Cristante: sempre discussi ma sempre in campo, con ogni allenatore. Ci sarà un motivo no? Sono due che nella mia squadra giocherebbero sempre, chi li contesta non capisce l’importanza del lavoro che fanno in campo».

Dybala è appena rientrato: lei lo rischierebbe o no?

«Bella domanda, non conosco i ritmi del suo allenamento. Se ha raggiunto il 90% sì, altrimenti lo farei giocare in corsa, magari nell’ultima mezzora, quando si abbasseranno i ritmi, visto che mercoledi la Juve ha speso tantissimo. Poi però Gasp vede e sa. Di certo la Roma rispetto a dieci giorni fa ha più alternative, ora che ha recuperato Dybala ed El Shaarawy. Gasp davanti fa sempre tre cambi, ora inizia ad avere alternative importanti. Tra cui Venturino, che si sta facendo apprezzare. Certo, questa è un’altra partita rispetto alla Cremonese, ma il ragazzo sta sorprendendo».

Fosse Gasperini, lei rischierebbe qualcosa per vincere o si accontenterebbe anche del pari?

«Bisogna osare, anche se dall’altra parte ci sarà una Juve consapevole che perdere renderebbe tutto più difficile. La Roma gioca in casa, davanti ad uno stadio meraviglioso, mentre la Juve ha due giocatori superiori come Yildiz e Conceiçao che ti possono dare strappi ed accelerazioni».

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Per chiudere, chi andrà in Champions?

«È difficile dirlo, secondo me anche il Napoli rischia qualcosa a Verona e poi bisogna fare attenzione a Como e Atalanta. Di certo la sida di domani può decidere qualcosa. Il fattore campo va sfruttato, ma la Roma deve fare anche qualche colpo in partite importanti, cosa che gli manca. Ad iniziare da domani, dove dovrà fare una partita intelligente. La Juve ha qualità nelle ripartenze: Yildiz ti punta e in quella zona Mancini è diffidato e non è velocissimo a campo aperto. Sarà importante non scoprirsi».

Bologna, agli ottavi c’è Italiano, Gasp e una cena in sospeo

Quella cena dovranno di nuovo rimandarla a data da destinarsi. Perché prima di sedersi a tavola davanti a un piatto di tagliatelle o a un abbacchio Vincenzo Italiano e Gian Piero Gasperini in Europa League dovranno sfidarsi sul campo nel derby d’Italia che nessuno dei due avrebbe voluto giocare.

Scherzetti dell’urna di Nyon: Roma-Bologna (in rigoroso ordine di classifica della fase campionato) sarà la doppia sfida degli ottavi di Europa League. Andata il 12 marzo al Dall’Ara (ore 18,45), ritorno il 19 marzo all’Olimpico (ore 21). E chi si qualifica non se la passerà bene dal momento che ai quarti affronterà la vincente della sfida tra l’Aston Villa, prima candidata alla vittoria finale nell’ipotetica ‘road to Istanbul’, e il Lille.

E la cena? Macchina indietro al 10 dicembre, vigilia di Celta-Bologna e Celtic-Roma di Europa League. In collegamento simultaneo su Sky da Vigo e Glasgow il tecnico rossoblù disse al collega: «Mister ti faccio un grande in bocca al lupo per domani e ricordati che dobbiamo ancora andare a cena...».

La risposta del Gasp lasciava presagire scenari futuri: «In bocca al lupo anche a te e cerchiamo di tenere su questo ranking Uefa». Purtroppo il ventunesimo incrocio tra squadre italiane nelle coppe è un cazzotto allo stomaco per il ranking, dal momento che il 19 marzo una tra Roma e Bologna si congederà dall’Europa League. […]

E a dispetto dei 14 punti di distanza in classifica che in campionato separano le due squadre il bilancio dei precedenti pende leggermente dalla parte del tecnico rossoblù, che contro il Gasp può vantare un ruolino di 7 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. L’ultimo incrocio è il Roma-Bologna 1-0 dello scorso 23 agosto, la prima di campionato decisa da un gol di Wesley (e funestata dal grave infortunio di Immobile). […]

(Il Resto del Carlino)

Roma vs Bologna come nel settecento

Una città inglese che non ha l’overtourism di Londra né l’overfootball di Manchester o Liverpool, è però divenuta una parola più linguisticamente trasversale di tutte le altre: è la città di Derby che, quanto a globalizzazione geosportiva, se la batte, forse, con un’altra città britannica, Rugby. Quest’ultima ha dato il nome a uno sport e forse perfino a una filosofia sportiva. Derby, invece, ha “battezzato” ogni grande evento, pure al di fuori dello sport, partendo, forse, secondo una teoria, da uno scontro con palla al piede fra i cittadini “derbiani” che nel Settecento giocavano a trascinare la palla stessa da una sacrestia all’altra, tra la chiesa d’Ognissanti e quella di San Pietro in una festa folk sul tipo della guerra delle arance di Ivrea, o, più probabilmente, da una corsa di cavalli che un Conte di Derby organizzò alla fine di quel secolo. […]

Cominciarono i londinesi a chiamare “Derby” (con la minuscola, la maiuscola è per sempre dedicata a quella corsa di cavalli che tutto il mondo imita ed ogni Paese ha il suo) ogni evento che accendesse l’interesse popolare, che all’inizio non si misurava in punti di audience e di share come si fa oggi. […]

Ora, è uno dei risultati del sorteggio appena fatto per le Coppe, avremo di nuovo il “derby d’Europa” che è quello che agli ottavi di Europa League ha decretato l’urna non ammaestrata: sarà Bologna-Roma. Il che non è una buona notizia per il calcio d’Italia, o forse sì. Il no è legato alla considerazione che dal punto di vista del famigerato ranking e della famosa eventuale quinta squadra per la Champions che verrà non avremo due squadre con le quali poter sognare, il sì è che, sicuramente avremo una squadra nei quarti delle Coppe, perché una di loro due dovrà pur passare il turno.

Così Roma avrà un altro derby da mettere in scena, oltre a quello abitudinario tra giallorossi e biancocelesti. Un risarcimento sportivo d’alto rango dopo che ha perso il Derby con la maiuscola, quello dei purosangue che si correva a Capannelle, l’ippodromo della Capitale, fin dal 1884 con interruzioni determinate solo da “piccoli incidenti di percorso” quali le due guerre mondiali, quando la gara fu dirottata su Milano.

Lo sarà anche quest’anno. La gestione è scaduta (da anni, ormai), il Campidoglio che è proprietario dell’impianto non ha saputo organizzare un iter legale che portasse al “salvataggio” del sito.

Là dove c’era l’erba adesso c’è l’erbaccia. Hanno preso tempo fino a settembre. E intanto l’orchestra suona come sul Titanic, e letteralmente: il programma del rock estivo è confermato, quello ippico no. Non si uccidono così anche i “cavallari”?

(L’altra voce Il quotidiano Nazionale)

Perin dall’inizio. Bremer ci sarà

IL ROMANISTA (I. MIRABELLA) – In casa Juventus sono ore decisive per capire chi sarà a disposizione di Spalletti per la gara di domani all’Olimpico contro i giallorossi, appuntamento alle 20.45. Oggi sarà un giorno fondamentale per Gleison Bremer che nella seduta di rifinitura svolgerà un test per capire se potrà scendere in campo dal primo minuto. Il problema muscolare alla coscia destra sta migliorando e l’allarme sembrerebbe essere definitivamente rientrato anche se lo staff medico attende l’ultimo test per dare il via libera a Spalletti. La gestione delle ultime settimane è stata fondamentale per evitare ricadute che avrebbero tenuto Bremer fermo ai box per ulteriore tempo ma ora a Torino filtra ottimismo sulla sua presenza in campo dall’inizio con il reparto difensivo bianconero che ritroverà la sua colonna portante.

La grande novità riguarderà la porta: Mattia Perin è pronto a conquistare un’altra maglia da titolare (dopo quella avuta nella gara di ritorno dei playoff di Champions League contro il Galatasaray) e contro la Roma molto probabilmente sarà lui a partire dal primo minuto. Le ultime prestazioni di Di Gregorio hanno deluso e per questo partirà dalla panchina.

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«Gasp più avanti». La legge di Sabatini «Giallorossi favoriti leggermente…»

GASPORT (M. DALLA VITE) – «Noooo». Pausa. «Stavo scrivendo alcuni appunti e non ho visto. Davvero?». Altra pausa. «Ora che lo so mi… girano e provo un grande fastidio». Pausa e ripartenza. «Bologna-Roma per me è una sfida fratricida, una “tragedia” sportiva». Schiettamente e sentitamente vostro: Walter Sabatini, la Roma addosso, il Bologna dentro e tutta la sua serie di valutazioni, iperboli geniali, considerazioni e approfondimenti calcistici che ne seguono e ne conseguono.

Walter è a casa, risponde al volo poco dopo il sorteggione. «Ma lo sa che a novembre dissi che Roma e Bologna avrebbero potuto vincere lo scudetto?».

Certo che sì. Altri tempi…

«Sia chiaro: era quel che sentivo in quel momento in base al calcio e alla crescita che entrambe stavano esprimendo. Insomma, non era un’espressione o un’osservazione ciarlatana. Il Bologna faceva un calcio superlativo, lo pensavo imbattibile tanto faceva bene le cose, ero molto ammirato. E la Roma faceva passi da gigante, con Gasp che stava già facendo un lavoro super e che avrebbe dovuto migliorare la fase offensiva. Infatti, con Malen…».

E ora, in Europa League, come la mettiamo?

«A ottobre avrei detto che sarebbe stato favorito il Bologna ma adesso diciamo che è leggermente, leggermente, prevalente la Roma. Una sensazione dell’oggi. Comunque è una brutta partita perché qualcuno ci rimette le penne e non mi piace».

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Malen, invece, le scintille le fa.

«I suoi movimenti sono un algoritmo umano, e un fare scientifico, concreto, chirurgico. Malen ha movimenti e sensibilità tecnica, è stato un acquisto formidabile che ha liberato la Roma dalla gabbia offensiva da cui non riusciva a uscire».

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Quanto Gasperini c’è nella Roma di oggi?

«La puntualità calcistica, la grinta, e uno spogliatoio solido e collaborativo lo ha reso ancora più forte e importante. Vedo nella Roma uno zoccolo duro con Mancini, Pellegrini e Cristante che fanno tanto: si aiutano e aiutano i compagni. Ed è un punto forte in comune col Bologna: quando si va in difficoltà si rischia lo scollamento, ma i gruppi solidi reggono tutto. Pensate solo al lavoro che da anni sta facendo Lollo De Silvestri, lui con gli altri che sono in rossoblù da tempo. E poi a Bologna ho visto una cosa che alza la temperatura a tutte le squadre. Ho avvertito simbiosi fortissima fra città e ambiente-squadra, potente, ed è poi quello per cui tutti i tesserati di un club lavorano: la felicità della gente. A me sembra che Bologna da tempo viva in una bolla di felicità».

Chi non toglierebbe mai a Roma e Bologna?

«Cristante è irrinunciabile. È stato vittima di qualche sussurro della gente ma ha la capacità di saper fare tutto. E Castro: appena l’ho visto giocare ho mandato un messaggio a Marco (Di Vaio, ndr) e gli ho detto “Avete preso un crotalo”. Colpisce feroce. E gioca con una generosità da campione».

Senta: ma con Santiago, suo figlio, come la mettia-mo? Da cinque mesi è osservatore del Bologna per le giovanili…

«Vediamo. Lui è un romanista “malato” ma rispetterà il Bologna, su questo ho zero dubbi».

Mandi un messaggio a Sartori e Massara.

«Pieno di ammirazione, sono totalmente dalla loro parte. Anzi, forse Sartori si sta avvicinando al dono dell’infallibilità che pensavo di avere ancora io…».

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Bologna aperta oppure chiusa anche Roma

IL ROMANISTA (D. LO MONACO) – C’è un enorme rischio che è bene stroncare subito rispetto al sorteggio che ha designato il Bologna quale avversario della Roma per gli ottavi di finale di Europa League. Qualora si ritenesse davvero di estendere anche alle partite europee l’assurdo divieto ai tifosi della Roma residenti nella capitale di andare in trasferta, bisognerebbe fare in modo di ottenere la reciprocità esattamente come avvenne ai tempi dei confronti europei con il Feyenoord, quando impedirono agli olandesi di venire in Italia dopo le loro scorribande romane del 2015 e successivamente fu impedito anche ai romanisti di andare in Olanda. […]

Ma è chiaro che in una competizione con eliminazione diretta, non si può falsare l’esito di una doppia sfida impedendo ad una tifoseria di viaggiare e consentendolo all’altra. Mentre nei vari ministeri ragionano sui provvedimenti da prendese sia almeno ben chiara questa cosa.

Juve muscolare con Koop in regia. Idea Yildiz nove

La terza via di Luciano Spalletti è, ormai, nota: squadra in viaggio lo stesso giorno della partita – accadrà anche stavolta – e allenamenti “invisibili” – gruppo, ieri, a riposo, ma sintonizzato – per recuperare un po’ di fiato ed energie da un appuntamento all’altro. […]

Settanta giorni dopo, Gasperini ha il centravanti che cercava (Malen), Spalletti una squadra da disegnare senza il suo regista (Locatelli) e in attesa di capire se nel disegno potrà esserci spazio anche per Bremer senza correre il rischio di comprometterne il pieno recupero. Primo: fuori dai giochi per squalifica Locatelli, avanza la candidatura di Koopmeiners in mezzo al campo con compiti di regia. Secondo: Bremer si è smarcato, ieri, dagli allenamenti “invisibili” per lavorare, in compagnia di Yildiz, alla Continassa con l’obiettivo di allontanare i cattivi pensieri e mettersi a disposizione del tecnico. Senza Locatelli, la Juventus prepara un centrocampo di muscoli e adrenalina: Koop più Thuram e McKennie, Miretti e Adzie pronti a dare una mano in corso d’opera. Muscoli per accettare la sfida che lanceranno i ragazzi di Gasperini, possesso campo, possesso delle zone più vulnerabili senza soluzione di continuità. […]

Settanta giorni dopo, la Juventus bussa alla porta della Roma per rimanere viva dentro alla corsa Champions: momento più complicato per affrontare i giallorossi, Spalletti non poteva certo attraversarlo. […]

Servità il pieno dei giri, a Yildiz e soci, per non battere in ritirata davanti ad un ostacolo, oggi, tra i più complicati per lo stato di forma che sta accompagnando la comitiva giallorossa: lo stesso Kenan avrebbe bisogno di risparmiare un po’ di metri per non perdere lucidità e, proprio per questo, non è escluso un suo utilizzo “diverso”, da falso nove, qualche passo più verso l’area, qualche scatto garantito in meno perché non costretto a rincorrere il terzino giallorosso. […]

(gasport)

La Champions passa anche per Bologna

Il rischio c’era e l’urna di Nyon non ha avuto pietà: il derby tra Bologna e Roma negli ottavi di Europa League si è materializzato ieri all’ora di pranzo e così il nostro calcio ha già una certezza, quella di perdere una squadra in Europa già dal prossimo turno. E rischierà grosso anche l’Atalanta, che in Champions League dovrà affrontare il Bayern, al comando della Bundesliga dall’agosto scorso e ora anche una delle candidate forti per la conquista del trofeo più ambito.

Gasperini voleva evitare il confronto con la squadra rossoblù e, ovviamente, avrebbe preferito trovare il Genk, magari infilandosi nella parte più debole del tabellone che porta alla finalissima di Istanbul. […]

La Roma, che è finita nella stessa parte del tabellone in cui ci sono il Porto, l’Aston Villa e lo Stoccarda, ha già affrontato tre derby in Europa. E l’ultimo nei quarti di Europa League lo, ha vinto nel 2024 contro il Milan, eliminato nella doppia sfida in calendario. Era andata male, invece, nel 1991 con l’Inter nella finale Uefa e con la Fiorentina in Europa League nel 2015. Ora il quarto appuntamento con il Bologna che avrà comunque un peso negativo sul ranking e sulla possibilità di conquistare il posto per una quinta squadra italiana in Champions. […]

(Il Messaggero)