Trigoria: Dovbyk, Dybala, Wesley e Koné si allenano a parte. Domani alle 13:30 la conferenza stampa di Gasperini (FOTO)

Nell’allenamento odierno, Gian Piero Gasperini ha potuto lavorare con tutto il gruppo al completo in vista del big match di domenica contro l‘Inter di Cristian Chivu. Dovbyk, Dybala, Wesley e Koné invece, hanno lavorato a parte per cercare di accelerare i tempi di recupero dopo gli infortuni. Domani alle 13:30 è poi prevista la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini, mentre per le 14:30 la squadra partirà in direzione Milano.

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Italia: risoluzione consensuale con Gattuso (COMUNICATO)

Altro cambiamento per quanto riguarda l’Italia. Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina e Gianluigi Buffon, anche Gennaro Gattuso lascia gli Azzurri. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il ct ha raggiunto un accordo con la FIGC per la risoluzione consensuale del suo contratto. Aria di grandi cambiamenti per quanto riguarda la nostra nazionale.


Adesso è ufficiale. Gennaro Gattuso non è più il ct dell’Italia. A comunicarlo è la FIGC tramite un comunicato apparso sul proprio sito web. Risolto consensualmente tra le parti il contratto che lo legava agli Azzurri.

“La Federazione Italiana Giuoco Calcio e Gennaro Ivan Gattuso hanno risolto consensualmente il contratto che legava l’allenatore calabrese alla panchina della Nazionale italiana di calcio. La FIGC ringrazia Gattuso e tutto il suo staff per la serietà, la dedizione e la passione con cui hanno lavorato negli ultimi nove mesi e augura loro i migliori successi per il prosieguo della carriera”.

Inter, continua il lavoro verso la Roma: Lautaro in gruppo, Mkhitaryan a parte

Terminata la sosta per le Nazionali, le squadre possono tornare a lavorare con il gruppo al completo. Così come la Roma, anche l’Inter di Cristian Chivu si è ritrovata ad Appiano Gentile per ricominciare gli allenamenti in vista del match di domenica contro i giallorossi. Il tecnico nerazzurro, potrà contare anche su Lautaro Martinez. L’argentino, dopo uno stop di più di un mese, è tornato in gruppo e sarà dunque disponibile per la prossima giornata di Serie A. Unico assente Henrikh Mkhitaryan, che anche oggi si è allenato a parte. L’armeno è dunque in dubbio per il match contro i suoi ex compagni.

(inter.it)

VAI AL COMUNICATO ORIGINALE

La Russa: “Le squadre dovrebbero schierare almeno 4 italiani. Il Como ne ha 0”

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, è stato ospite del programma di Rai Radio 1 “Un giorno da pecora”, dove ha commentato la recente eliminazione dell’Italia dal Mondiale. Il politico ha anche proposto un obbligo minimo di italiani da schierare nelle squadre di Serie A. Ecco le sue parole.

“Ogni squadra non dico 10 ma deve schierare in campo per tutta la partita almeno 4 italiani. Ad esempio il Como adesso ha zero italiani”.

MATTIOLI: “La gestione degli infortuni è stata farraginosa” – TREVISANI: “Pellegrini? È più quello che ti dà che quello che ti toglie”

Nelle radio della Capitale il dibattito si divide tra la gestione della rosa e le strategie per il futuro. Mario Mattioli esprime forti perplessità sulla tenuta atletica dei giallorossi e sulla gestione clinica a Trigoria: “La cosa che mi preoccupa nella Roma è il recupero di ogni infortunato: anche un piccolo affaticamento rischia di diventare uno stop di un mese. La gestione degli infortuni è stata farraginosa e difficile…”. Sul fronte dei rinnovi, in particolare riguardo alla situazione di Pellegrini, Riccardo Trevisani offre uno spunto: “Pellegrini è un giocatore che, a cifre ragionevoli, è più quello che ti dà che quello che ti toglie”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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L’importante è che Malen non abbia intoppi, altrimenti si chiude la baracca. Gasperini deve essere bravo e fortunato a trovare una soluzione che ti può dare qualcosa in più (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

La cosa che mi preoccupa nella Roma è il recupero di ogni infortunato: anche un piccolo affaticamento rischia di diventare uno stop di un mese. La gestione degli infortuni è stata farraginosa e difficile… (MARIO MATTIOLI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Pellegrini? A certe cifre il rinnovo ci può stare (MARCO VALERIO ROSSOMANDOManà Manà Sport, 90.9)

Il rinnovo di Pellegrini permetterebbe alla Roma di cercare un calciatore offensivo in meno in estate (MATTEO CIRULLIManà Manà Sport, 90.9)

Possono diventare riserve giocatori che guadagnano 2.5/3 milioni di euro a stagione? (GABRIELE CONFLITTIManà Manà Sport, 90.9)

Pellegrini? Per me la sua storia alla Roma è conclusa soprattutto dal punto di vista ambientale (PIERO TORRIManà Manà Sport, 90.9)

Inter-Roma? Buona parte della corsa Champions passa per il weekend di Pasqua. In caso di sconfitta a Milano e vittoria del Como, i giallorossi scivolerebbero a -6 dai lariani e recuperare tutti questi punti a otto giornate dal termine del campionato diventerebbe davvero difficile (DANIELE CECCHETTIManà Manà Sport, 90.9)

Pellegrini? La posizione netta di non rinnovo sembra si stia modificando. Io non do così per scontato il prolungamento imminente dei contratti di Mancini e Cristante… (MARCO JURICManà Manà Sport, 90.9)

Pellegrini è un giocatore che, a cifre ragionevoli, è più quello che ti dà che quello che ti toglie (RICCARDO TREVISANIManà Manà Sport, 90.9)

Se la Roma non perde a Milano, va in Champions. Magari arrivasse Carlos Augusto, sarebbe molto utile (UGO TRANI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Soulé, parla il personal trainer Viggiano: “Troppi antinfiammatori, il corpo doveva recuperare”

Tra i grandi assenti dell’ultimo mese della Roma di Gian Piero Gasperini c’è Matias Soulé, fermato dalla pubalgia dopo 5 mesi da trascinatore dei giallorossi. L’argentino sta combattendo con un dolore che non gli permette di scendere in campo, ma, dopo la sosta potrà tornare in campo. L’obiettivo è infatti quello di riaverlo a disposizione fin da subito dal match di San Siro contro l’Inter. Il suo preparatore fisico ed osteopata, Guido Viggiano, peró non si sbilancia. Il personal trainer ha raccontato a Il Messaggero il lungo calvario dell’ex Juventus. Ecco le sue parole.

Ha giocato tantissime partite, l’intensità degli allenamenti di Gasperini è altissima e sono arrivati i primi dolori. Giocando così tanto era importante iniziare a lavorare sul recupero che è fondamentale quando ci sono tante gare ravvicinate. E abbiamo pensato alla camera iperbarica che non serve solamente a curare la pubalgia. La funzione principale è far arrivare l’ossigeno a tutte le zone del corpo e nei tessuti. Passa un’ora dentro questo macchinario. Utilizziamo anche la pompa diamagnetica oltre a tanto lavoro in palestra e trattamenti osteopatici. Il fastidio più forte lo ha avuto all’adduttore destro, ora per fortuna sta meglio ma ci sono volute 3/4 settimane. Questo problema, però, non è come un infortunio muscolare e non ci sono dei tempi precisi. Dopo Napoli ha deciso di fermarsi, ma non era al 100% neanche prima. Per tre mesi ha stretto i denti utilizzando gli antinfiammatori e non è positivo per un calciatore di 22 anni. Dopo la partita contro il Napoli ha iniziato la fase di riabilitazione. É stato il primo infortunio che ha avuto nella Capitale. Ha giocato tantissimo e il corpo aveva bisogno di riposo, ma senza intervento. A Milano ci sarà? Non posso dirlo io, sarebbe fantastico e quello è l’obiettivo. Vuole arrivare a quella partita in forma ma è fermo da cinque settimane. Vedere le partite da fuori non è facile. È triste perché non ha potuto aiutare la squadra in Serie A e in Europa League. Appena ricomincerà a giocare non si fermerà più. Il Mondiale? Ci spera ma non sa se verrà convocato.Ora pensa solo alla Roma”.

Gli ostacoli ai nuovi stadi: Roma, rebus Commissario. Lazio, nodo Beni Culturali

Da una parte del Tevere, la giallorossa, il rischio che svanisca l’opzione veloce del Commissario per lo stadio di Pietralata. Dall’altra, la biancoceleste, il timore che si debba ricominciare daccapo ricalibrando il progetto sul Flaminio. […] Riguarda l’impianto della Roma sul quale, in Campidoglio, è appena stato rinnovato l’interesse pubblico con l’auspicio di far rientrare lo stadio nella procedura fast agevolata dal Commissario degli stadi di Euro 2032. Per altro col possibile turbo amministrativo legato all’investitura di un sub-commissario, forse addirittura il sindaco Roberto
Gualtieri. È che lì a Pietralata, durante i carotaggi archeologici, sono spuntati campioni avvelenati dall’arsenico che, sì, potrebbero anche essere ricondotti alla natura stessa del suolo e che comunque, in assoluto, non rappresentano un problema insormontabile. Ma che necessitano di ulteriori analisi. Così come gli idrocarburi pesanti, emersi durante gli stessi scavi, che potrebbero invece avere origine antropica, ovvero banali sversamenti da zozzone seriale in un’area abbandonata. E quella a Pietralata lo era, almeno finché la Roma non si è interessata a lei. Già a dicembre il club si è mosso per segnalare le presenze sgradite nel terreno e, va detto, sta portando avanti i propri sondaggi con grande precisione. L’Arpa, una volta tirata in ballo, dovrà però effettuare i suoi in contraddittorio attraverso una procedura che prende due mesi. Pronta a partire, vero, ma solo quando gli archeologi avranno finito di scavare, un mesetto o giù di lì. Il che, quindi, finisce per allungare i tempi quel tanto che basta per sfilare lo Stadio della Roma dal dossier Euro 2032: cioè, niente iter velocizzato dal Commissario Massimo Sessa, e via a quello ordinario in Conferenza dei servizi. Che non spaventa la Roma, ma che qualche trappola in più può presentarla. Il coefficiente di giallo è alto pure sul fronte Lazio Flaminio. Ed è legato a quello che manca nel plico del progetto presentato dal patron Claudio Lotito. […]

(corsera)

La Roma dà un taglio

Un sogno sostenibile. Non è più tempo di spese pazze nel calcio, neppure
per quelle proprietà facoltose che ambiscono a vincere e non s’accontentano di partecipare. La Roma di Friedkin, secondo patron più ricco della Serie A dopo la famiglia Hartono, si avvicina alla stagione del centenario giallorosso da una parte con la voglia di scrivere una pagina di storia e dall’altra con l’esigenza di continuare ad abbattere il monte ingaggi, quello che ancora oggi rappresenta la voce di spesa più corposa in società. Dan, al suo arrivo, ha trovato una situazione abbastanza critica: il club viveva al di sopra delle proprie possibilità, pagava troppo i calciatori, elargiva stipendi faraonici e contava un numero esagerato di dipendenti in tutte le aree, dalla dirigenza alla comunicazione. Negli ultimi cinque anni a Trigoria è stato un continuo sforbiciare e l’operazione non può dirsi ancora conclusa. Solamente per il parco giocatori e lo staff di supporto alla squadra, dalle casse della Roma in questa stagione usciranno 140 milioni lordi circa di emolumenti. L’obiettivo della proprietà è scendere sotto quota 100 nel giro di un paio di stagioni al massimo. Non è semplice, ma neppure impossibile. Basti pensare che i calciatori con il contratto in scadenza al 30 giugno, cioè Dybala, El Shaarawy, Pellegrini e Celik, messi insieme, pesano sul monte ingaggi più di 30 milioni di euro. Lo stallo attuale nelle contrattazioni è quindi una spiegazione plausibile sul perché la direzione sportiva del club non abbia ancora approfondito i dialoghi per gli eventuali rinnovi. In quest’ottica va ricordato come la Roma, nel 2022, abbia siglato con l’Uefa un patto per rientrare nei confini del fair play finanziario entro il 2025-26. Oltre agli ammortamenti, cioè la distribuzione della cifra spesa per gli acquisti dei cartellini in base agli anni di contratto dei calciatori, a pesare è anche il costo dei giocatori in lista che dovrebbe essere inferiore alla stagione precedente. La società ha pagato delle piccole multe strada facendo, ma i conti sono in netto miglioramento e questo fa ben sperare in vista della valutazione finale. In qualsiasi caso, delle plusvalenze al 30 giugno saranno necessarie e la prospettiva di dover sacrificare un big appare concreta. La Roma deve rispettare i parametri Figc legati al costo del lavoro allargato e come tutti i club europei anche la “Squad Cost Rule”, la norma Uefa che stabilisce come il costo della rosa non debba superare il 70% dei ricavi. La logica è comune: solo aumentando le entrate una società può permettersi di pagare stipendi più alti o acquistare per cifre maggiori. La top 11 dei giallorossi più remunerati conta 77 milioni lordi di stipendi. Da Dovbyk (più di 6 annui) a Tsimikas (4,6) fino a Ferguson (3,3), alcuni sono già fuori o ai margini del progetto tecnico. Tagliare, in alcuni casi, non sarà doloroso.

(corsport)

E il gruppo è sempre più giovane

L’allestimento di una squadra economicamente sostenibile passa, per forza di cose, dal ringiovanimento della rosa. È un’equazione che il mondo del calcio conosce bene: nella fascia d’età 25-30 gli stipendi del calciatori sono inevitabilmente più alti. Ecco perché comprare giovani significa investire più che spendere, risparmiando sul costo del lavoro. Nell’ultimo anno e mezzo, Dan Friedkin ha messo mani al portafoglio con un esborso economico da oltre 200 milioni di euro per i cartellini di giocatori tutti al di sotto dei 24 anni: da Matias Soulé, pagato alla Juve 26 milioni più altri 4 di bonus, a Robinio Vaz, l’ultimo colpo under in un mercato in cui Gasperini si aspettava, in realtà, più acquisti alla Malen. Gli arrivi di Ghilardi, Ziolkowski, El Aynaoui, Wesley, Venturino e Zaragoza rientrano in questa visione. Delle divergenze di prospettive tra area tecnica e sportiva si è già detto molto; in qualsiasi caso, la proprietà continua a battere la strada della gioventù. Nel 2023-24 i giallorossi avevano una rosa con quasi 28 anni di media ed erano la terza squadra più esperta del campionato dietro a Lazio e Inter. Oggi l’età del gruppo è scesa a 26 anni: in Italia non c’è big più giovane della Roma.

(corsport)

Oggi la verità sullo stop di Wesley: Roma in ansia

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Tutti a Trigoria hanno le dita incrociate, ma le notizie arrivate dallo staff del Brasile lasciano davvero poche speranze. Ieri Wesley è tornato in Italia dopo aver dovuto abbandonare in anticipo il ritiro dei verdeoro per via di un infortunio muscolare alla coscia destra avvertito durante l’amichevole contro la Francia. Oggi il laterale si sottoporrà agli esami strumentali con i medici della Roma, che sono stati avvisati dai colleghi brasiliani di una diagnosi di lesione, con uno stop di almeno 2-3 settimane. I tempi di recupero saranno più precisi soltanto dopo la nuova risonanza magnetica, ma non ci sono margini per vederlo
contro l’Inter. Una bella tegola per Gasperini, che dovrà decidere chi schierare tra Rensch e Tsimikas sulla corsia di sinistra. Difficile invece che Angelino possa partire dall’inizio dopo lo spezzone disputato nell’ultima partita con il Lecce.
Contro i nerazzurri Gasp, che fa gli scongiuri per gli altri giocatori impegnati in nazionale, conta di vedere in panchina Soulé dopo la lunga assenza per la pubalgia.
Dall’infermeria non arriveranno altre buone notizie: appuntamento con il Bologna per Koné, anche lui alle prese con una lesione alla coscia, mentre Dybala sta lavo-rando, con le prime apparizioni in campo, per rientrare nella seconda metà di aprile dopo l’operazione al menisco. Proprio in quei giorni Dovbyk si sottoporrà all’ultima risonanza magnetica di controllo per avere il via libera definitivo per il ritorno dopo l’intervento per la lesione al tendine. L’ucraino vuole essere convocato tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, in modo da dare una mano nello sprint finale per raggiungere la Champions League.