Instagram, sfida a padel per Totti, De Rossi, Candela e Cerci: “Tutti insieme si vince sempre” (FOTO)

Una grande reunion giallorossa all’insegna del Padel. Francesco Totti, Daniele De Rossi, Vincent Candela e Alessio Cerci, infatti, si sono sfidati come dimostra lo scatto pubblicato dal francese. “Quinta regola del Fight Club: tutti INSIEME si vince SEMPRE
Grazie all’associazione Abracadown per aver trascorso questa mattinata con noi”, ha scritto l’ex terzino. La partita si è svolta all’interno di un evento benefico organizzato con l’associazione Abracadown, che si occupa di ragazzi con sindrome di down. Tra i presenti anche Marco Amelia.

 

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U16, schiaffi all’avversario e al guardalinee: 9 turni di squalifica per Gioele Giammattei

Gioele Giammattei, il talento più puro della Roma Under 16 e nazionale azzurro di categoria, ha ricevuto 9 giornate di squalica. Al 22’ del primo tempo della gara d’andata degli ottavi di finale contro il Napoli, infatti, ha rifilato uno schiaffo sulla schiena a un difensore avversario venendo espulso dal direttore di gara. Poi, mentre usciva dal campo coprendosi la faccia con la maglia, ha colpito con un altro schiaffo l’assistente arbitrale che aveva segnalato l’accaduto. Il Giudice sportivo ha inflitto così 9 giornate di squalifica. Ecco quanto si legge nel comunicato: “Squalifica per 9 giornate effettive di gara a GIAMMATTEI GIOELE (ROMA) Espulso per aver colpito un avversario a gioco fermo con uno schiaffo sulla schiena, ritardava l’uscita dal terreno di giuoco per protestare e colpiva l’A.A. con uno schiaffo all’avambraccio, provocando lieve e momentaneo dolore e senza ulteriori conseguenze”

(figc.it)

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Totti: domenica 4 maggio l’ex capitano sarà ospite a “Che Tempo che Fa” (FOTO)

Francesco Totti sarà ospite in esclusiva a ‘‘Che Tempo Che Fa” di Fabio Fazio domenica 4 maggio 2025 in diretta sul Nove dalle 19,30, e in streaming su discovery+. Eterno numero 10, icona e bandiera della città di Roma, Francesco Totti nella sua straordinaria carriera ha vinto con la Roma uno scudetto (2000/01), due Coppe Italia (2006/07, 2007/08), due Supercoppe italiane (2001, 2007) e – con la nazionale italiana – lo storico Mondiale del 2006 in Germania.

Nainggolan: “Ho chiesto 100 mila euro ad un boss perchè avevo dei debiti, ma con la droga non c’entro”

BAR GOENS – Lo scorso gennaio Radja Nainggolan era stato arrestato in Belgio con l’accusa di traffico internazionale di droga, capo di imputazione che sarebbe poi decaduto, ma con il belga ancora sotto indagine. Lo stesso Nainggolan è tornato sull’arresto in un’intervista ad un programma televisivo belga, ammettendo di aver chiesto un prestito di 100mila euro al trafficante di droga Nasr-Eddine Sekkaki. Le sue parole: “Quei soldi mi servivano per ripagare dei debiti di gioco e perché avevo i conti correnti bloccati per la causa di divorzio. Non erano loro ad aver bisogno di soldi, ero io. La gente crede a quello che legge sul giornale, ovvero che io sia al centro di un caso di spaccio. Ma non esiste alcun legame con la droga. 

Trigoria, ripresa in vista della Fiorentina: ok Nelsson (FOTO E VIDEO)

Dopo la vittoria contro l’Inter, e i due giorni di riposo concessi da Claudio Ranieri, questa mattina la Roma è tornata ad allenarsi a Trigoria per preparare la sfida di domenica pomeriggio alle 18 contro la Fiorentina. Eccetto Dybala, tutti a disposizione di Ranieri, che potrà contare anche su Nelsson, tornato ad allenarsi con la squadra. Non sono mancate le indicazioni di Ranieri prima della partitella finale: “Due tocchi, gol di prima, è obbligatorio”. 

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CASANO: “Ora la Roma deve credere alla Champions” – DAMASCELLI: “Soulé soffriva la presenza di Dybala”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è la vittoria della Roma a San Siro per 0-1 contro l’Inter grazie alla conclusione di destro di Matias Soulé. Secondo Tony Damascelli “Soulé soffriva la presenza di Dybala”. “Ora la Roma deve credere alla Champions, lo deve fare per lo sforzo fatto e lo deve alla gente romanista”, dice Checco Oddo Casano. 

“Credo che la striscia di risultati utili della Roma non sia ancora finita”, conclude Mario Mattioli.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Capolavoro sportivo di Ranieri e squadra. Dovbyk? Riporterei indietro #Abraham e investirei dei soldi su altro attaccante (CICCIO GRAZIANIRete Sport 104.2)

Credo che la striscia di risultati utili della Roma non sia ancora finita. Mi ha stupito la serenità con cui i giallorossi hanno affrontato la partita con l’Inter. Non ho visto momenti in cui c’era del nervosismo da parte dei giocatori, ma tranquillità fin dall’inizio e questa cosa mi ha colpito positivamente (MARIO MATTIOLI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Ranieri può fare benissimo il responsabile tecnico, la saggezza è migliore della tattica. Dovbyk mi fa arrabbiare, sembra un giocatore troppo pesante. Soulé? Soffriva la presenza di Dybala (TONY DAMASCELLI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Volevamo una Roma ambiziosa e Ranieri ci ha sorpassati a destra con una formazione molto coraggiosa. La vittoria è sua e dei ragazzi che hanno dato tutto. Ora la Roma deve credere alla Champions, lo deve fare per lo sforzo fatto e lo deve alla gente romanista. Oggi esiste luce oltre Dybala grazie a Soulé, il quale ha il talento del campione (CHECCO ODDO CASANO, Rete Sport 104.2)

Grazie Ranieri per averci finalmente fatto vedere una Roma coraggiosa che va a San Siro e non si nasconde, ma gioca a pallone e stramerita di vincere. Cristante migliore in campo, prestazione totale. Champions? Dopo ieri ci credo (FABIO PETRUZZI, Rete Sport 104.2)

Ranieri sta compiendo un autentico miracolo. Ieri a Milano ha incartato la partita ad Inzaghi con alcune mosse a sorprese. Ora la Roma può credere alla Champions, anche se resta veramente un obiettivo difficile da centrare… (TIZIANO MORONI, Rete Sport 104.2)

La vittoria a San Siro contro l’Inter è un capolavoro di Claudio Ranieri. La chiave del successo sta nell’intelligenza tattica e umana del mister, il quale non ha bisogno di ricorrere ai sofismi e alle filosofie tanto amate dagli allenatori moderni. Lui applica e fa cose apparentemente “semplici”, che in realtà dimostrano una conoscenza superiore del calcio: da allenatore vero di campo e non da studioso da lavagna (MARIO CORSI, Tele Radio Stereo 92.7, Te la do io Tokyo)

Como, il ds Ludi su Fabregas: “Accostamento alla Roma? Stiamo programmando il futuro, ma non escludo niente”

RAI RADIO 1 – il direttore sportivo del Como, Carlalberto Ludi, ha rilasciato un’intervista parlando del futuro di Cesc Fabregas e del suo accostamento alla Roma. Le sue parole: “Il nome di Fabregas accostato alla Roma? Non posso parlare della selezione della Roma. Fabregas è un uomo molto focalizzato sul progetto. Abbiamo firmato tempo fa quattro anni di contratto, ne mancano altri tre. Stiamo programmando il futuro: questo non esclude niente ma mi fa sicuramente ben sperare”, queste le parole di Ludi ai microfoni di Radio Anch’io Sport.

Inter-Roma: la moviola dei quotidiani. Al limite il contatto Ndicka-Bisseck

La vittoria della Roma contro l’Inter, firmata Matias Soulè, lascia qualche polemica per la conduzione di Michael Fabbri. Gara tutto sommato positiva per il fischietto di Ravenna, sul cui giudizio pesa l’episodio nel finale tra Ndicka e Bisseck, al limite la trattenuta del difensore giallorosso: restano forti dubbi.


LA GAZZETTA DELL SPORT – VOTO 5

AL 3′, Mancini trattiene Lautaro in situazione pericolosa: giallo giusto e non da rosso per mancato possesso e difendente in… agguato. AL 6′, gol annullato a Frattesi: fuorigioco. Al 17′ manca il giallo a Koné su Barella: pallone a media altezza, i tacchetti del romanista impattano la tibia dell’interista. AL 45′, giallo a Lautaro per la manata a Mancini che crolla: eccessivo. AL 35′ e al 42′ s.t., in area-Roma, niente fra Ndicka e Dumfries. AL 43′, evidente trattenuta molto prolungata di Ndicka a Bisseck e nel duello non esiste fallo dell’interista. Il romanista si preoccupa dell’uomo disinteressandosi della palla: era rigore.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6

Partita complessa per Fabbri, che pure ha tenuto la barra dritta, senza cambiare metro tecnico e disciplinare: corretto fischiare contro Dumfries le trattenute reciproche con Ndicka (e sempre l’interista ad iniziare), c’è più d’un dubbio sulla rischiosa (molto) trattenuta dello stesso Ndicka su Bisseck nel finale. Siamo al limite.


TUTTOSPORT – VOTO 5

Fabbri arbitra bene per lunghi tratti Inter-Roma, una gara in equilibrio per 90 minuti, salvo poi cadere nel finale in oc-casione di un episodio molto contestato. Inizia sin da subito a fischiare e ammonire e questa scelta lo ripaga: il direttore di gara ravennate chiude infatti il match con 20 falli e 3 gialli. Due i cartellini estratti nel primo tempo. Pronti via, subito un’ammonizione (corretta) per Mancini dopo un contatto con Lautaro: è vero che il capitano nerazzurro si lascia andare, ma il difensore lo cintura con due braccia. Allo stesso modo corretto anche ammonire lo stesso numero 10 dell’Inter, che con un gesto di stizza spinge all’altezza della nuca Mancini. Sempre nel primo tempo, poi, è corretta la scelta di annullare il gol del momentaneo vantaggio dei nerazzurri. Nel finale proteste dell’Inter per un possibile calcio di rigore su un contatto tra Ndicka e Bisseck. Un episodio al limite: se guardiamo l’ultima parte dell’azione il tedesco si lascia cadere, ma se si analizza l’azione nella sua interezza il corpo a corpo si trasforma in una trattenuta fallosa. Ndicka (inizialmente dando le spalle al pallone) trattiene con due braccia l’avversario, che è bravo a mettersi davanti e andare in vantaggio. La decisione più corretta sarebbe stata quella di concedere il penalty.


IL TEMPO

Giornata caratterizzata da tante polemiche visto anche l’avvicinarsi degli obiettivi finali e la tensione crescente per la posta in palio. Partiamo da San Siro, dove Fabbri – che comunque non ha sfigurato per tutta la partita – cade nel finale a causa di un contatto dubbio nell’area di rigore giallorossa. Quello tra Ndicka e Bisseck rappresenta infatti un episodio al limite: se si analizza interamente l’azione il corpo a corpo inizialmente corretto si trasforma successivamente in una trattenuta fallosa. Ndicka infatti trattiene per qualche secondo con due braccia il tedesco, che è bravo a mettersi davanti e andare in vantaggio. Comunque rimane un contatto da campo e non da VAR.


IL ROMANISTA – VOTO 5,5

Domenica a fischi alterni per Michael Fabbri. L’esperto fischiettoì della sezione di Ravenna non sfigura nel big match di giornata tra Inter e Roma, nonostante qualche valutazione di campo eccessiva e alcune polemiche (da indirizzare in realtà più al Var che a lui. Il match, tutto sommato corretto, vede subito Fabbri protagonista quando, dopo neanche due giri di lancette, Mancini si perde in marcatura Lautaro e decide di aggrapparsi all’avversario. L’arbitro non ci pensa neanche un secondo e fischia fallo in favore dell’Inter, estraendo il primo cartellino (giallo) dell’incontro. Le altre due ammonizioni sono una per parte: al 45′ nei confronti dello stesso Lautaro, reo di colpire a palla lontana proprio Mancini (l’attaccante poi rischia il doppio giallo nelle proteste reiterate), e al 63 per Koné, intervenuto in ritardo su Frattesi. Pochi fischi, in generale, a favore della Roma.., soprattutto nei contrasti a metà campo. Nel finale, Ndicla protagonista di due contatti in area di rigore romanista. Il primo viene giudicato correttamente da Fabbri come fallo in attacco. Restano dubbi sul secondo, con la trattenuta del 5 ai danni di Bisseck, che cade a quel punto davanti a Svilar. Di Bello non richiama il collega al monitor, tra le proteste dei padroni di casa.

Roma da urlo

La Roma è viva, più che mai. Claudio Ranieri è il solito genio, che ama fingersi normalizzatore. Ma lui ne sa una più del Diavolo, che pochi giorni fa ha schiantato l’Inter nella semifinale di Coppa Italia. Claudio studia, analizza, scova difetti e lavora su quelli, copia; poi sa come caricare i suoi giocatori; recuperare e motivare i più timidi, accantonando quelli che stanno poco bene e che non gli regalano più ciò che chiede. Risultato: La Roma compie un’altra impresa, arriva vittoria contro l’Inter, a San Siro, soffrendo sì, ma fino a un certo punto. Ci pensa l’imprendibile Soulé, stavolta con un gol normale, cogliendo un rimpallo e sbattendo dentro la palla, dopo aver fatto pure l’uomo di fatica a tutta fascia. (…) Claudio sta lì, a pochi metri fermo nel suo “che sarà sarà”, dà indicazioni, comanda e telecomanda, con lo sguardo. Tutti da cinque mesi rispondono presente e non a caso questa Roma è arrivata a 18 partite senza perdere: cinque pareggi e tredici vittorie, uno score da scudetto, sette successi per uno a zero, toccata e fuga. La sua Roma è vero, segna quanto basta evidentemente, ma non subisce gol. (…) Claudio ha vinto la sua partita a scacchi e i giocatori ci hanno messo il cuore. Cahla con Shomurodov addosso si è visto poco; Dimarco si è dovuto preoccupare di Soulé e non il contrario; Cristante ha sbagliato tanto in fase offensiva ma lì in mezzo al campo ha disputato una gara mostruosa. Pellegrini, schierato a sorpresa, ha fatto un primo tempo molto buono poi è evaporato. Koné in regia, una novità ma mica tanto: gioca lì anche in Nazionale. E la sua anarchia è bella, porta la Roma in paradiso. (…)

(Il Messaggero)