Stadio, la Roma fa gol: affare da 1 mld. Al Comune le briciole

Rome e la Roma avanzano a braccetto verso il nuovo stadio giallorosso a Pietralata: un progetto da oltre 1 miliardo che farà le fortune economiche del proponente privato (il club giallorosso) e quelle politiche dell’amministratore pubblico che lo renderà possibile proprio sotto le elezioni (il sindaco Gualtieri). Lasciando nelle casse comunali solo le briciole. La settimana scorsa, la giunta ha approvato la proposta di delibera per la presa d’atto della verifica del Progetto di fattibilità tecnica ed economica, l’ultimo passo prima della conferma definitiva del pubblico interesse da parte del Consiglio comunale, prevista nell’assemblea del 13 marzo. I documenti consegnati dalla Roma raccontano i numeri del progetto, al di là della propaganda su cui società, amministrazione e media locali non sono mai stati così concordi. Per lo stadio da 60mila posti (ma anche 30 punti vendita, 2lmila mq di hospitality e 1.800 di fan store) si prevede un investimento complessivo di oltre 1 miliardo di euro, di cui però solo 633 milioni per l’impianto vero e proprio. Sono altre le voci che fanno lievitare il conto: 120 milioni tra imprevisti e accantonamenti, 80 di spese tecniche (progettazione e direzione dei lavori). (…) L’affidamento sarà regolato da una convenzione tra club e Comune, e una delle prescrizioni fondamentali della delibera sul pubblico interesse era “il pagamento di un canone da parte del Concessionario a beneficio del Concedente per tutta la durata della concessione”. La cifra, però, è irrisoria: l’affitto è stato concordato in appena 66mila euro (aggiornato annualmente, a partire dal secondo anno, con una maggiorazione fissa del 2%). Certo, poi ci sono i vari oneri. Quelli per la concessione del diritto di superficie, un corrispettivo onnicomprensivo di 13,7 milioni di euro, e il contributo straordinario di urbanizzazione, altri 10 milioni: questi però vengono compensati attraverso la realizzazione del Parco centrale e altri lavori infrastrutturali. Stesso discorso per i quasi 16 milioni di oneri di urbanizzazione, scontati dalla realizzazione di interventi strutturali, funzionali allo stesso stadio, come la passerella di via dei Monti di Pietralata, della Stazione Tiburtina e di via Livorno, e la strategica ristrutturazione della stazione metro Quintiliani. (…)

(Il Fatto Quotidiano)

Stadio, canone da 66mila euro alla Roma. La società investirà più di 1,3 miliardi

Mentre va definendosi il calendario dei passaggi nelle varie commissioni consiliari (sono 6: Urbanistica, Mobilità, Ambiente, Lavori pubblici, Patrimonio e Sport) in vista della seduta per il voto di conferma del pubblico interesse allo stadio della Roma, al momento in calendario il prossimo 13 marzo alle 10 con il sindaco, Roberto Gualtieri; prende corpo anche una parte dell’aspetto economico del progetto giallorosso: il costo annuo del canone di concessione. Sono 66mila euro ogni anno per 90 anni. Com’è facile intuire, non si tratta di un canone irrisorio, come qualche inesperto potrebbe pensare. Come spiegano da Palazzo Senatorio «qui non parliamo di una concessione di un bene da cui estrarre un profitto economico, ma di una concessione di un’area per un progetto di finanza in cui l’equilibrio economico è definito da un piano economico certificato da cui derivano anche i costi di concessione». È ragionevole comprendere quindi che le aree in grado di generare valore sono pagate tramite diritto di superficie e contributo straordinario, mentre gran parte delle altre aree in concessione non genera profitti ma costi come tutte le aree a parco e le strade». Chiariamo: il Comune è e rimarrà proprietario delle aree. Per 90 anni darà alla Roma una concessione sfruttando le norme che regolano il diritto di superficie. La concessione servirà per costruire lo stadio che, alla fine dei 90 anni, diventerà di proprietà comunale. La Roma, inoltre, pagherà questa concessione sotto forma di opere pubbliche e con soldi contanti, il contributo straordinario. (…) «Per quanto concerne il pagamento del canone di concessione – dicono dall’Urbanistica capitolina – si precisa che l’importo è quello già definito nello studio di fattibilità del 2023: non vi è alcuna novità né riduzione. Il suo ammontare deriva dall’equilibrio del piano economico che è alla base delle operazioni in Project Financing, come quella in oggetto, in cui il promotore dell’iniziativa realizza l’opera senza contributi da parte di Roma Capitale. (…)

(Il Messaggero)

Baldanzi: guai muscolari, deve fermarsi

II Genoa riprende gli allenamenti stamattina al Sigmorini, dopo due giorni di riposo. E in vista del match contro la Roma deve fare i conti con l’allarme Baldanzi. Il trequarti-sta ha accusato un fastidio muscolare nel match di sabato sera contro l’Inter: si profila uno stiramento; la sua presenza per domenica è in forte dubbio; le sue condizioni saranno valutate giorno dopo giorno nel corso della settimana, ma fortunatamente non si tratta di una recidiva. Stavolta, infatti, ad avergli dato problemi non è stata la coscia destra, bensì la sinistra. Quando era ancora alla Roma, Baldanzi aveva iniziato il 2026 con uno stiramento al retto femorale della coscia destra. E nell’ultimo allenamento a Trigoria, prima di arrivare in rossoblù, aveva accusato un fastidio nella stessa zona. (…) Baldanzi ha dimostrato subito di poter essere molto importante per questo Genoa. Anche se in quella posizione, da mezzala offensiva. (…)

(Il Secolo XIX)

Sabatini: “Incestuoso vedere De Rossi contro la Roma”

IL SECOLO XIX – Walter Sabatini ha rilasciato un’intervista al quotidiano ligure, parlando tra le altre cose della Roma e della prossima gara contro il Genoa di Daniele De Rossi. Le sue parole:

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Sabatini, De Rossi rivale della Roma: che effetto le fa?

“Incroci del genere sembrano sempre cose contro natura, incestuose, se vogliamo esagerare con i termini. Per Daniele sarà una sfida molto complicata da vivere, non da fare, perché il calcio è sempre bello giocarlo. Ma lui sa cosa serve: una grande partita. E sarà probabilmente che il Genoa la farà, perché sta migliorando molto, con un calcio bello da vedere. Però anche la Roma mostra progressi tangibili in ogni partita. Si sfideranno due squadre che vivono momenti importanti”.

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Cosa le ha fatto capire che De Rossi sarebbe diventato allenatore?

“Non mi ha mai raccontato una partita o parlato di calcio come un calciatore, si è sem-pre espresso con una visione complessiva e non è una cosa che i giocatori fanno in modo naturale. Se fai le osservazioni che mi faceva lui vuol dire che dentro sei già proiettato in un altro universo. Una cosa è giocare, un’altra è allenare. Daniele, già in campo, pensava al calcio, facendolo giocare agli altri. E poi in lui c’è il bisogno di gareggiare, primeggiare. Per fare sport ad alti livelli il segreto è essere molto competitivo e lui lo è sempre stato. Per cui è normale che senta il bisogno di adrenalina, di vivere lo stress della partita. La sua scelta di allenare per me non è solo comprensibile, ma per uno come lui era inevitabile».

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Come valuta Gasperini?

“Sta facendo benissimo. La Roma non è una squadra casuale, è molto caratterizzata, il suo lavoro si vede, non dargliene atto sarebbe una bestemmia calcistica. Penso alla rete di Wesley alla Juve: quel gran gol c’è perché Gasperini lo fa giocare a sinistra, sul lato sbagliato, consentendogli di tirare col piede giusto, il destro. Peccato per i due punti persi con la Juve. Ma nei miglioramenti dei calciatori giallorossi, così veloci, c’è tanto merito di Gasperini. La squadra è motivata, tutti rincorrono la palla, 4-5 in modo eroico, perché c’è la giusta mentalità”.

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Rensch sostituirà Wesley a Genova

La corsa della Roma verso il prossimo impegno passa anche da un’assenza pesante. Contro il Genoa, domenica a Marassi, Wesley non ci sarà. L’esterno brasiliano è stato squalificato dopo l’ammonizione rimediata nel match contro la Juve. (…) A Marassi toccherà Rensch, pronto a raccogliere reredità sulla fascia destra. L’olandese arriva da una prova molto convincente proprio contro la Juventus: attenzione difensiva, personalità e spinta continua, senza mai andare in affanno. Una prestazione che ha convinto lo staff e acceso le sue ambizioni. (…)

(corsport)

Il paradosso del gol

C’era una volta una Roma che segnava poco, molto poco ma che riusciva a capitalizzare al meglio il suo “mal di gol” facendo leva su una difesa ai limiti della perfezione. A quella Roma bastava confezionare un golletto, cioè andare in vantaggio, per avere la quasi certezza di vincere la partita grazie al lavoro del muro difensivo. Poi, ironia (paradosso?) del calcio, quella stessa Roma ha cominciato a segnare di più, Donny Malen è diventato un protagonista assoluto del campionato, ma non ha più difeso come in precedenza. A Napoli in vantaggio di una rete a due passi dallo striscione del traguardo, sì è fatta raggiungere; peggio ancora è accaduto contro la Juventus visto che i gol di vantaggio erano due. Da “il miglior attacco è la difesa” a la difesa non vale l’attacco” è stato un attimo. Cosa è accaduto? La logica impone che, in casi come questo, sul banco degli imputati non finiscano soltanto i diretti interessati, cioè i difensori, e che la faccenda chiami in causa l’intera fase difensiva della squadra. Questo ovviamente non vieta di sottolineare che alcune individualità non stanno rendendo come in passato. (…) Troppi gli errori tecnici e mentali. Il terzo gol preso in pienissimo recupero contro la Juventus è il manifesto perfetto di cosa non si deve fare a cento secondi dalla fine della partita. In quelle situazioni, lo insegnano i vecchi maestri, il pallone va bucato. Si deve smettere di giocare. Usando intelligenza e furbizia, non mezzi illeciti. È brutto e forse sbagliato fare ì conti, ma la Roma tra Napoli e la Juventus ha buttato quattro punti nel cestino dell’indifferenziata per colpe esclusivamente proprie.(…) Siamo stati troppo passivi, il giudizio di Gasp sui due gol presi nel finale contro la Juve. Già, ma cosa intendeva? Probabilmente si aspettava più presenza a due passi dalla
linea bianca, avrebbe voluto più fisicità e un’attenzione maggiore in marcatura. Avrebbe desiderato ammirare una Roma più “cattiva”, determinata a portare a casa con le unghie e con i. denti il successo, più coraggio da parte di qualche interprete eccessivamente timido; invece gli è toccato vedere un reparto moscio, quasi spettatore non pagante di quanto stava accadendo in area. (…) Con 33 punti ancora a disposizione può succedere di tutto, in un senso o nell’altro. Ma la squadra deve guarire al più presto dal suo nuovo “mal di gol”, quelli al passivo.

(corsport)

Il veleno nella coda

“Non è che ci mettiamo sotto il tavolo”. Sotto il tavolo no, ma a lavorare sì. E quando Gasperini fa lavorare la Roma, qualcosa di buono di solito esce. Prendi i calci piazzati. Ecco, non si fa fatica a pensare che oggi, alla ripresa degli allenamenti a Trigoria, il tecnico parlerà alla squadra di altri aspetti da migliorare. (…) Quell’atteggiamento che lui stesso ha definito passivo nel finale, nella fase difensiva. Con i numeri bisogna farci i conti, intorno ai numeri c’è da ragionare. Dal minuto 76 in avanti la Roma ha un problema evidente: dei 19 gol incassati in 27 giornate — che ne fanno ancora la miglior difesa del campionato, nonostante le tre reti dalla Juve – sette sono arrivati nell’ultimissima fetta di partita. Cinque punti in meno, che oggi riscriverebbero la classifica in maniera completamente diversa. È tipico delle grandi squadre trovare la giocata decisiva al fotofinish, lo stesso Gasperini ne parlò pubblicamente alcune settimane fa. Alla Roma non accade. (…) La qualificazione Champions si gioca sui dettagli, le grandi partite si giocano sui dettagli, perché gli avversari di livello sanno appoggiarsi sulle debolezze altrui. E infatti 11 dei 19 gol incassati in campionato sono arrivati con le big four, ovvero Inter, Milan, Napoli e Juventus. Così è sfuggito l’ennesimo scontro diretto. (…)

(corsera)

Cena Totti-Gasperini, i retroscena: il ruolo di Candela, la data del 21 marzo e i dettagli sul ruolo

(…) Totti e Gasperini ieri sera hanno mangiato al ristorante “Rinaldi al Quirinale”, uno dei locali preferiti dall’ex capitano, luogo che trasuda romanismo. (…) Vincent Candela, amico di entrambi, ha propiziato la cena: il francese è stato un ponte ma pure un testimone del domani che si costruisce a tavola, come in ogni storia che si rispetti. Sul menù risate, battute, ma soprattutto tanto calcio. La rosa attuale della Roma, gli obiettivi stagionali, quelli futuri. Il centenario che incombe. E la volontà comune di fare grande la Roma. (…) Gasperini è uomo pratico. E in Totti vede un aiuto concreto: come dirigente capace di incidere nelle dinamiche interne, convincente nel parlare ai giocatori e nel trasmettere identità. Non una bandiera da sventolare nelle serate di gala. Ma una presenza che lavora, consiglia, indirizza. (…) C’è ancora uno spartiacque personale: l’udienza di divorzio del 21 marzo. Rappresenta un confine. Superato quello, la scena potrà liberarsi definitivamente. E il cerchio chiudersi. La sensazione è che la strada sia tracciata. (…)

(corrieredellosport.it)

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Scontri diretti sfavorevoli e calendario in salita. Gli ostacoli nella volata

Anche senza fare drammi, Gasp ha capito che qualcosa non va. L’altra sera ha utilizzato il termine «passivi». Che inizia con “p”, come personalità. Sommandoli, forse si viene a capo di uno dei problemi della Roma: la mancanza di un calciatore d’ordine e caratteriale che, nei momenti difficili, faccia ragionare la squadra. Era accaduto a Milano, quando la Roma, dopo aver dominato per un tempo, era andata letteralmente in barca a inizio ripresa, subendo come non mai e mettendo le basi per la sconfitta. Uno scenario che si è ripetuto nel giro di un paio di settimane prima a Napoli e poi domenica sera con la Juventus. Squadra straripante in entrambi i casi che però, nel momento nel quale è chiamata a gestire il risultato, va in affanno. Non difendere, sia chiaro, ma gestire. Che può sembrare la stessa cosa ma non lo è. Esempio chiarificatore: l’altra sera al 91′ la Roma usufruisce di un calcio d’angolo. Ai tempi di Totti, la partita sarebbe finita in quel metro quadro, con Francesco che avrebbe nascosto il pallone, subìto falli e ottenuto nuovi corner, rimediando cartellini e calci dagli avversari ma preservando il successo. (…) E non finisce qui: perché 7 volte su 9 la Roma ha preso gol nell’ultimo quarto d’ora di gioco. Se le cose si ripetono, non si può parlare di sfortuna. C’è poi un campo, quello delle sostituzioni, che rischia di diventare minato. Perché soltanto l’allenatore conosce le condizioni del calciatore in questione e bocciarne una scelta rischia di essere un esercizio di presunzione. (…) Non c’è da fare drammi e l’esortazione di Gasp («Animo!») è lodevole ma va anche registrato che la Roma a parità di punti è dietro a Inter, Milan, Napoli e Juve negli scontri diretti. Senza contare che tra le contendenti per un posto al sole europeo, è l’unica che a marzo avrà impegni infrasettimanali. Il Como (con il quale è in vantaggio grazie all’1-0 dell’Olimpico) gioca domani l’andata di Coppa Italia ma per il ritorno se ne riparla a fine aprile. Stesso dicasi per l’Atalanta. Se è vero che questo a Gasp non dispiace, bisogna capire come avverranno le rotazioni in attacco. (…)

(Il Messaggero)

E ieri sera Gasperini a cena con Totti

Da semplice battuta a realtà. Totti e Gasperini alla fine sono andati veramente a cena insieme e lo hanno fatto ieri sera nel noto ristorante “Da Rinaldi al Quirinale”. Francesco qualche giorno fa aveva già parlato di un incontro tra i due poi smentito da lui stesso su Instagram. (…) La sua volontà è quella di tornare a Trigoria, lo ha ribadito alla società e lo avrà anche detto a Gasperini ieri sera, nella cena che ha avuto l’intermediazione dell’ex Candela. Dopo il burrascoso addio nel 2019 ha voglia di tornare a lavorare per la Roma. Il nodo rimane il ruolo. Dan vorrebbe inserirlo gradualmente in società, magari partendo come consulente esterno e poi in futuro diventare una figura più operativa. (…)

(Il Messaggero)