Roma-Giuntoli: al momento nessun contatto diretto. Il ds piace anche all’estero (VIDEO)

Tutto da decifrare il futuro dirigenziale della Roma dopo il gelo tra Gasperini, Ranieri e Massara. Secondo quanto riporta Matteo Moretto, la sensazione è che il tecnico possa restare in sella con la fiducia dei Friedkin. In tal caso, Ranieri e Massara vanno verso l’addio. Il nome forte per il ruolo di direttore sportivo resta quello di Cristiano Giuntoli, ma al momento non risultano contatti diretti tra le parti. L’ex ds di Napoli e Juve, inoltre, piace molto all’estero, in particolare al Marsiglia e ad alcune squadre di Premier League.

Malagò: “Non mi sono candidato alla presidenza della FIGC, me l’hanno proposto. La sfida mi affascina ma ho bisogno di tempo”

Giovanni Malagò ha rilasciato un’intervista al podcast “Sette Vite”, parlando della sua candidatura a presidente della FIGC. Le sue parole: “Io non mi sono candidato alla presidenza della FIGC, qualcuno che rappresenta la Lega di A mi ha chiesto la disponibilità, io li ho ringraziati ma ho risposto che mi serve del tempo. Sicuramente sarebbe una sfida affascinante. Se non avessi notato che tante persone mostrano interesse nei miei confronti, allora avrei detto no di sicuro. Credo di essere una persona credibile e affidabile: se mi piacerebbe essere presidente? E’ una sfida che mi affascina, ma ci sono delle situazioni che potrebbero creare tante complicazioni a livello di vita, anche personale. Quindi devo fare delle riflessioni…”

Instagram, Dovbyk mostra il suo percorso di recupero: “Tornerò più forte” (VIDEO)

Artem Dovbyk, tramite ul suo account Instagram, ha condiviso un video in cui mostra il suo percorso di recupero dopo l’infortunio e risponde ad alcune domande:

Che cosa significa il “recupero” per te oggi? E’ più fisico o mentale?

“Penso che sia una combinazione tra i due aspetti, perché ovviamente è difficile recuperare quando ci sono un sacco di pensieri nella tua testa. Bisogna essere più forti mentalmente e fisicamente. E questo è il motivo per cui credo che tornerò più forte”.

Quale è stato l’atteggiamento verso il cambiamento del tuo corpo dopo quest’infortunio?

“Non è cambiato, perché ho approcciato a tutta questa situazione in modo professionale. Gli infortuni sono parte del calcio. Quando subisci un infortunio devi solo porre maggior attenzione all’area dell’infortunio ed essere più attento nella preparazione dell’allenamento”

Che cosa la aiuta a mantenere l’equilibrio durante la fase di recupero?

“La famiglia, le persone intorno a te che ti aiutano durante il recupero. Il tuo fisioterapista, il tuo l’allenatore, gli amici che ti chiamano per chiederti come stai e come procede il recupero. Penso sia normale, è così per tutti”.

De Laurentiis: “Troppe squadre nel nostro campionato, una città di 50.000 abitanti non può giocare in Serie A”

Aurelio De Laurentiis ha rilasciato una lunga intervista a The Athletic, parlando soprattuto del sistema calcio italiano e internazionale. Secondo il patron del Napoli uno dei problemi principali risiede nella governance del calcio internazionale. «Nel governo del calcio un membro vale un voto e allora devono far giocare tutti, perché hanno bisogno dei voti. Se Ceferin vuole essere rieletto, deve accontentare tutti. San Marino ha lo stesso peso elettorale dell’Italia o dell’Inghilterra. Per voi è normale? Io non credo».

De Laurentiss si è poi concentrato sulle questione italiane:  «Nel nostro campionato ci sono troppe squadre. Non puoi avere una squadra di una piccola città di 50.000 abitanti. Perché quando la squadra va su Dazn o Sky, quante persone la guarderanno? Perché le tv devono pagare un sacco di soldi per questo tipo di partita? Il campionato si potrebbe dividere tra poche squadre: Juventus, Inter, Milan, Napoli e Roma, che saranno sempre in competizione per i trofei o per l’Europa, e 10 squadre che lottano per evitare la retrocessione. Dovresti avere almeno un milione di sostenitori, se ne hai 100.000 o 200.000, devi essere in un’altro girone»

Sul calcio del futuro: «Le nuove generazioni sono il nostro tesoro, se non le accontentiamo moriremo. E non ci sarà più la stessa partecipazione che c’è stata negli ultimi cento anni. Il motivo? Partite troppo lunghe, troppi pochi gol ed emozioni. Ridurrei la durata dei due tempi da 45 a 25 minuti. Inoltre, niente espulsioni e ammonizioni come quelle attuali. Esci per cinque minuti per un cartellino giallo e 20 minuti per un cartellino rosso. Si segna poco, quindi non è spettacolare. Non si possono annullare gol per fuorigioco di pochi millimetri, la regola va cambiata».

(athletic.com)

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Atalanta, squadra in campo in vista della Roma. Palladino spera di recuperare Hien, terapie per Sulemana

Prosegue la preparazione dell’Atalanta in vista della sfida di sabato contro la Roma. La squadra si è ritrovata oggi per una seduta in tarda mattinata, focalizzata sulla preparazione atletica e tattica. Per Rossi prosegue il percorso di recupero con lavoro individuale sul campo. Sulemana è ancora ai box e prosegue nel suo ciclo di terapie. Hien invece verrà valutato giorno per giorno, cercando di capire se, con il passare delle ore, si schiuderà qualche margine per una convocazione in extremis.

(atalanta.it)

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PRUZZO: “Adesso trovi un compromesso e arrivi a fine stagione” – FELICI: “Temo che il prossimo sarà l’ennesimo anno zero”

La frattura interna tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini domina ovviamente i dibattiti dell’etere romano, sollevando dubbi sulla stabilità del progetto giallorosso. Roberto Pruzzo invita alla calma: “Trovi un compromesso e arrivi fino al termine della stagione. Credo sia opportuno che le parti rimandino l’incontro alla fine dell’annata”. Di parere opposto Antonio Felici, che vede nelle parole del Senior Advisor un segnale di rottura definitiva: “Nella Roma dei Friedkin non esiste progettualità e il mio timore è che l’anno prossimo ci potremmo trovare nell’ennesimo anno zero”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Vertice Ranieri-Gasperini? Adesso non fai niente: trovi un compromesso e arrivi fino al termine della stagione. Il campionato è aperto, credo sia opportuno che le parti rimandino l’incontro alla fine dell’annata (ROBERTO PRUZZORadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Ora conviene a tutti far passare l’acqua sotto i ponti e non penso che qualcuno alzerà la voce. Gasperini può anche chiedere una buonuscita, ma sarebbe un carico economico importante (MARIO MATTIOLIRadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Situazione kafkiana e grottesca: gli unici che ci rimettono sono i tifosi della Roma. Questa è l’ennesima dimostrazione di incompetenza della proprietà che si ripercuote nelle decisioni che vengono fatte sull’allenatore e su chi lo sceglie (GABRIELE CONFLITTI, Manà Manà Sport, 90.9)

Perché la proprietà non è a Roma? Mi piacerebbe che il presidente venisse qui a proteggere almeno il suo investimento… (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Gasperini sacrificato anche in caso di quarto posto? Mi stupirei tanto… (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Manà Manà Sport, 90.9)

In ottica futura può essere più utile Ranieri o Gasperini alla Roma? (DANIELE CECCHETTI, Manà Manà Sport, 90.9)

Riunione Ranieri-Gasperini-Friedkin? Non mi risulta che ci sia un vero e proprio appuntamento per parlare e per me fino al termine della stagione non accadrà nulla (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport, 90.9)

Dopo diversi mesi di silenzio su dinamiche interne Ranieri ha deciso di dire la sua, ma ora a Trigoria si è aperta una faglia importante (MARCO JURIC, Manà Manà Sport, 90.9)

Qualsiasi persona ritiene che l’uscita di Ranieri nel prepartita di Roma-Pisa sia stato un autogol clamoroso (RICCARDO TREVISANI, Manà Manà Sport, 90.9)

Quello di Ranieri è un preannuncio di licenziamento, ma mi sembra strano che abbia avuto un’uscita così senza avere le spalle coperte. Allo stesso tempo la piazza non è dalla parte del Senior Advisor, tutti dicono che ha sbagliato. Nella Roma dei Friedkin non esiste progettualità e il mio timore è che l’anno prossimo ci potremmo trovare nell’ennesimo anno zero (ANTONIO FELICI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Ranieri ha detto quello che pensano lui e i Friedkin, non è mai stato del tutto convinto di Gasperini (FRANCESCO BALZANI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Bilanci da coccodrillo. La questua dei club e l’obolo ai procuratori

Riuscite ad avere un’idea di che cosa siano due miliardi di curo? Non ho detto due milioni, ho detto due miliardi. In banconote da 50 o da 100 euro, non so quante valigette ventiquattrore occorrerebbero per contenerli tutti. Detto questo, e venendo a bomba, la notizia che è arrivata in questi giorni a rendere ancora più inquietante lo scenario del disastrato movimento del pallone italico è che la FIGC ha reso noto che negli ultimi dieci anni i soldi che i club di Serie A hanno speso per pagare le commissioni ai procuratori ammontano a 1,98 miliardi; in pratica 2 miliardi. Per capirci, si tratta del 6% dei ricavi del movimento che i club hanno dirottato nelle tasche degli agenti facendoli uscire per sempre dal circuito. Non sono soldi che il club A paga al club B per l’acquisto di un giocatore e che restano dunque nell’orticello: sono soldi spariti e che non torneranno più. (…) Il tutto da parte di club che da vent’anni a questa parte non fanno altro che pietire aiuti da parte dello stato invocando decreti crescita, sgravi fiscali e via elemosinando. Inutile dire che in testa alla classifica dei club scialacquatori spicca, bella come il sole, la Juventus finita nel frattempo per l’ennesimavolta sotto procedimento disciplinare da parte dell’UEFA per violazione delle regole del Fair Play Finan-ziario. (…) La Juventus ha speso da sola quasi un quinto dei soldi della Serie A finiti nelle tasche degli agenti: 359,4 milioni, il 18,07% del totale. Il podio dei club che più hanno sperperato è completato dall’Inter, che ha bonificato ai procuratori 236,4 milioni (l’11,89% del totale), e la Roma che alla voce agenti registra la ragguardevole spesa di 203,3 milioni (il 10,22%). Al quarto e quinto posto troviamo Milan e Napoli (172,7 milioni i rossoneri, 129,5 il club di De Laurentiis). (…)

(Il Fatto Quotidiano)

L’Olimpico prova a stare al suo posto: per l’Atalanta previsti ancora i 60 mila

IL ROMANISTA (G. FASAN) – C’è una strana aria che tira intorno alla Roma dopo la vittoria sul Pisa di venerdì sera. Le parole di Ranieri avevano turbato l’ambiente prima della gara con i nerazzurri poi battutti sul campo per tre punti importantissimi in chiave europea. In uno scenario piuttoto strano, con gli spalti evidentemente non pieni come al solito nonostante i 60 mila “ufficiali”, c’è stato spazio per ammirare le giocate di quell’uomo benedetto, venuto dall’Olanda ma passato per la Premier che è Donyell Malen. (…) Querelle societarie a parte, comunque, sabato sarà di nuovo di scena la Roma all’Olimpico: arriva l’Atalanta in una gara cruciale per cercare di respingere in modo quasi definitivo ogni tentativo di assalto dei bergamaschi alle posizioni che valgono l’Europa (utile, guarda caso, anche proprio all’obbligo di riscatto di Malen). Sono stati già venduti 58.600 biglietti: i romanisti, quindi, provano a restare al proprio posto. Loro sì, sempre dalla stessa parte, accanto alla Roma.

Conti e scontri

C come Champions. Ma pure C come conti. Come cessioni. Come confronto e come centro sportivo, Trigoria, lì dove oggi si incroceranno Claudio (un’altra c) Ranieri e Gian Piero Gasperini, il vertice tanto atteso, sempre che uno dei due litiganti non decida di ignorare l’altro (e sarebbe pure peggio). Sono tanti i motivi che hanno allontanato i protagonisti di Trigoria, compreso il direttore sportivo Ricky Massara, evidentemente più vicino alla posizione di Ranieri: il mercato e gli infortuni su tutti, pure qualche rapporto interno deteriorato. Ma a pensarci bene quel che più interessa, in prospettiva, è la costruzione della Roma che verrà. Ed è un futuro che inizia già in salita, comunque vada a finire questa stagione sul campo. E sì, perché si è sempre associato il quarto posto, dunque la qualificazione alla prossima Champions, al mercato. Quello in uscita, s’intende. Non è così. I piani della Roma non cambieranno, in ogni caso. (…) Le esigenze della società, legate al fair play finanziario, hanno una scadenza precisa e fissata al 30 giugno. Questo significa che le cessioni saranno necessarie a prescindere dalla posizione finale in classifica, per sistemare i conti. Quante? Dipende dalle offerte che arriveranno, difficilmente meno di due addii sa-ranno possibili. La stima è di un incasso, derivante dalle plusvalenze, non inferiore ai 60 milioni di euro. Con chi arrivare a quella quota? Con i giocatori che sono a bilancio coni numeri più bassi, se non prossimi allo zero. Per intendersi: improbabile con Wesley, molto più facile con Koné, Svilar, Ndicka e lo stesso Pisilli. Ma attenzione anche a Ziolkowski, che ha molti estimatori in Premier. Certo è che la Champions cambierebbe, questo sì, il mercato in entrata. Ma non il riscatto di Malen, sul quale non c’è discussione: sarà esercitato entro il 3o giugno, però i 25 milioni da versare all’Aston Villa andranno sul prossimo esercizio. (…)

(corsera)