Calciomercato Roma, dall’Inghilterra: il Liverpool chiede 25-30 milioni per Chiesa. Giallorossi, Juventus e Napoli alla finestra

Federico Chiesa continua a trovare poco spazio al Liverpool e il suo futuro potrebbe essere di nuovo in Serie A. Come scrive il portale inglese, i Reds hanno fissato un prezzo tra 25 e 30 milioni di euro. Il contratto di Chiesa scade nel 2028, ma al momento non è previsto nessun incontro per il rinnovo. La Juventus sembra la squadra più avanti, ma Roma e Napoli restano alla finestra. Il giocatore sarebbe disposto anche a ridursi l’ingaggio per tornare in Italia.

(caughtoffside.com)

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Roma-Cagliari: Pellegrini verso una maglia da titolare

Occasione ghiotta per la Roma contro il Cagliari, che in caso di successo riagguanterebbe la Juventus al quarto posto. Contro i sardi, come riportato da Paolo Assogna nel corso del collegamento con l’emittente radiofonica, dovrebbe partire dal primo minuto Lorenzo Pellegrini. Va verso la panchina dunque l’ultimo arrivato Zaragoza, con Malen e Soulè a completare l’attacco.

(Manà Manà Sport)

#NoBulli, iniziativa del club per la giornata contro il bullismo. Cristante ai ragazzi del Liceo di Trigoria: “Dovete essere d’esempio” (FOTO E VIDEO)

Iniziativa contro il bullismo da parte della Roma. Il club giallorosso, infatti, ha aderito alla campagna #NoBulli promossa dalla Regione Lazio. Una lezione speciale per gli alunni del Liceo Sportivo di Trigoria con il contributo di ACN e Polizia Postale. Per i ragazzi anche la visita a sorpresa del capitano del club giallorosso Bryan Cristante. Questo il comunicato del club:

“In occasione della Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo del 7 febbraio, l’AS Roma ha organizzato una mattinata formativa per i ragazzi e le ragazze delle squadre Under 15, 16 e 17 che frequentano la scuola superiore gestita dal Club a Trigoria in partnership con l’Istituto Paritario “Giovanni Paolo II”.
Il focus della giornata, che è parte della campagna “No Bulli” condotta dal Consiglio Regionale del Lazio a cui l’AS Roma aderisce dal 2019, è stato il rispetto declinato attraverso la prevenzione di due fenomeni critici della società moderna correlati all’uso dei social network.L’incontro è stato guidato dagli specialisti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e della Polizia Postale, che grazie alla loro esperienza sul campo hanno illustrato ai ragazzi i rischi della rete, spiegando come un semplice “click” o un commento superficiale possano trasformarsi in ferite profonde per chi le subisce e in gravi responsabilità legali per chi agisce senza valutare le conseguenze. Durante la sessione formativa, introdotta dal Chief Football Operating Officer dell’AS Roma Maurizio Lombardo e dal Vice Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Giuseppe Cangemi, il Capo Divisione Awareness dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale Marco Valerio Cervellini e l’Ispettore della Polizia Postale Giovanni Camarda hanno analizzato i fenomeni della diffamazione online e dell’esclusione sociale, spesso amplificati dalla rapidità dei social network. Particolare attenzione è stata dedicata al tema della web reputation, della responsabilità digitale e al fenomeno del revenge porn, sottolineando come lo smartphone sia uno strumento potente che richiede consapevolezza e come un giovane atleta rappresenti un modello per i propri coetanei. Significativa a questo proposito è stata la visita di Bryan Cristante, accolto dal dirigente scolastico, Massimo Di Paolo e dall’Head of School, Manrico Ferrari. Prima di andarsi ad allenare, il centrocampista giallorosso ha voluto salutare i ragazzi rivolgendo loro un invito alla disciplina e al senso di responsabilità. “Voi siete dei punti di riferimento per i vostri coetanei già da ora”, ha detto Cristante rivolgendosi ai giovani calciatori. “I vostri vicini di casa o di quartiere guardano a voi come ragazzi privilegiati che giocano in una squadra importante e che hanno una carriera davanti. Avete quindi delle responsabilità e dovete essere d’esempio, dentro e fuori dal campo, ricordando sempre che con comportamenti sbagliati sui social si possono creare danni gravissimi ad altre persone. L’iniziativa svolta si inserisce nel piano educativo del Liceo Sportivo dell’AS Roma, che punta alla formazione integrale della persona oltre che dell’atleta, e si ispira alla policy “Tutela dei minori e dei giovani” della Strategia di Sostenibilità del Club. Perché sensibilizzare i ragazzi sulla sicurezza informatica e sull’empatia significa investire sul loro futuro, affinché siano campioni di correttezza non solo sul rettangolo verde, ma in ogni ambito della vita quotidiana.”

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Gasperinizzare la Roma

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Tra Mancini a Ferguson ci passa un mondo. La Roma diffonde il bollettino medico e le conclusioni sono facilmente deducibili. Gasperini parla di highlander, parla di calciatori che possono riposare quando dormono, non cerca alibi per le partite infrasettimanali, non ha paura delle trasferte lunghe.

Nella città delle giustificazioni, il forestiero chiede atleti di un certo livello. Ranieri, legittimamente, dice che Massara interpreta ed esegue ciò che programma la società. È altrettanto legittimo sperare che la società somigli sempre più a Gasperini. Perché lavorare non ha mai fatto male a nessuno. Anche se ci fosse da litigare con Dio qualora Dio facesse il direttore sportivo. Ma non c’è rischio. La Roma al massimo nella direzione sportiva si è affidata negli anni a buoni o discreti professionisti idolatrati. Zero Dei, sacri o pagani. Zero.

Dopo il primo anno di Gasperini, affinché il secondo sia ancora più fruttuoso, servirà anche per fare selezione. Quando in infermeria stanziano abitualmente calciatori che evidentemente non reggono certi allenamenti, non bisogna cambiare metodologie di allenamenti. Bisogna cambiare calciatori. Non dovrà mai essere Gasperini ad adattarsi. Altrimenti tanto vale cambiare allenatore. Non bisogna guardare in faccia nessuno. Alcuni calciatori, anche chi tecnicamente farebbe caso dell’allenatore, non reggono.

Mancini sarà pure un’eccezione, perché è uno che non si ferma mai. Ma da Mancini non si può arrivare a Ferguson, che per una serie di ragioni non è affidabile, non solo per le prestazioni in campo, ma soprattutto quando il campo lo guarda dalla tribuna, che bisognava rispedire al mittente, anche perché lo stesso Gasperini ha detto che è un ragazzo sfortunato. Quindi oltre che comprare coi tempi giusti, c’è da cedere con criterio, perché questa Roma non ha ancora dimostrato di saper vendere. Soprattutto quelli che si fanno sempre male. È difficile e guadagnano troppo? Non può essere un alibi. Senza dovere ricordare che c’è chi ha ottenuto sessanta milioni vendendo Castellanos e Guendouzi.

È auspicabile una Roma sempre più gasperiniana, anche nella reattività, nelle tempistiche, perché il programma sarà anche triennale, come ribadisce Ranieri, ma se c’è la possibilità di accelerare, bisogna spingere il pedale. Perché se la Roma non arriverà tra le prime quattro, ci sarà da mangiarsi le mani. Altro che percorsi e cammini. Non si sta chiedendo la luna. Basta avere scaltrezza e tempismo cogliendo le occasioni e non cercare alibi, giustificazioni e difensori d’ufficio.

In the box – @augustociardi

Nainggolan: “Con Totti crescerebbe il brand Roma, non capisco perché non dovrebbe funzionare“

MANA MANA SPORT – Radja Nainggolan è intervenuto nel corso della trasmissione radiofonica. Queste le parole dell’ex giallorosso: 

Come stai? Ancora stai giocando…
“Ho fatto alcuni gol belli, avevo smesso per qualche mese ma mi mancava lo spogliatoio. Non avevo problemi e quindi perché smettere? Solo che ora ho altri obiettivi, gioco a casa con i giovani. Questa è la mia soddisfazione“.

Calarti in questa realtà è la stessa cosa rispetto a giocare a San Siro?
“Buona domanda, non è facile rispondere. Qui devi provare a vivere in un certo modo per giocare bene, a me non è successo. Mi spingeva il pensare di essere più forte così mi mettevo in mostra con avversari forti. Credo di essere stato uno dei centrocampisti più forti ai tempi della Roma ma anche ai tempi di Cagliari. Deve piacerti il gioco, a me piace e quindi continuo. Mi diverto quando gioco con i ragazzi dell’età di mia figlia, mi piace mettermi in mostra. Quando farò fatica sarà giusto smettere, ma per ora sto bene. Secondo me sono anche da prima divisione, ma sappiamo che ora si punta molto sui giovani“.

C’è qualcosa che a conti fatti avresti evitato?
“No, neanche l’approdo alla SPAL perché volevo aiutare De Rossi che ai tempi mi diede tanto. Poi dopo una settimana è andato via e sono rimasto fregato. L’esperienza più bella fu in Indonesia, per un fatto anche di origini. Avrei rifatto tutto“.

Ma tutti i calciatori moderni hanno questi valori?
“No, io per esempio non ho mai giocato per soldi pur avendoli guadagnati. Io credo nell’amicizia nel calcio, ma molti non sentono più nessuno dopo il ritiro. Io sento molti miei ex compagni, della Roma ma anche di Piacenza e Cagliari. Per me è più importante il lato umano, perché quando ti ritiri rimane quello“.

A proposito di ex compagni, per te il ritorno di Totti è una piacionata oppure ha ha senso?
“Parlo da suo amico e da persona neutrale. So che se si parla di Roma si parla di Totti. Sono stato all’Inter e lì c’era Zanetti vicepresidente, perché Totti non lo può fare? Con Totti ricresce il brand Roma, sarebbe interessante. Poi è un uomo di calcio, attaccato a Roma, non capisco perché non dovrebbe funzionare“.

Nainggolan in questa Serie A può giocare ancora?
“Qualitativamente sì, perché il livello è basso (ride, ndr). Prendendo la Roma di oggi, quale giocatore attuale avrebbe giocato ai tempi nostri? Non per attaccare i romanisti attuali, ma il livello generale è questo. Per dire, Holm è andato alla Juve e all’epoca c’era Dani Alves. Questa è la qualità di oggi“.

Ai tempi di Spalletti come andò il cambio di ruolo?
“La squadra è importante e lavoro per rendere la squadra più forte. Spalletti vide in me i gol e gli inserimenti, e mi mise dietro all’attaccante. Non era un ruolo alla Totti, ma dovevo fare prima pressione e fare gol/assist. Dovevo solo fare quello che facevo sempre ma facendo più gol“.

Ma se Koné vale 60 milioni, quale sarebbe stato il tuo valore?
“150. Io sono andato all’Inter per 37“.

Cosa non ha funzionato?
“A me piace il popolo vero, le persone casarecce. Andavo alle osterie, io ero così. Preferisco stare in famiglia e fare due chiacchiere con i tifosi. A Milano sei sempre in competizione e non mi sentivo a mio agio. I tifosi dell’Inter mi hanno voluto bene e io voglio bene all’Inter, ma io ero uno che viveva fuori dal campo. La prima domanda fu se fossi contento di essere arrivato all’Inter e io ero più triste di aver lasciato Roma. Sono poi andato via. Mi sentivo una persona importante e all’epoca Monchi mi chiedeva dei prossimi giocatori“.

Questa è una bella investitura?
“Mi era successo con Sabatini, pensavo che anche Monchi fosse così. Poi vado in vacanza e mi arrivano delle chiamate dalla Turchia. Scopro poi tramite il mio agente che avevano dato mandato per cedermi. Allora decisi di andare da Spalletti. Non posso salutare uno che mi chiedeva quello che pensavo e poi voleva cedermi, ha fatto lo stesso con Dzeko ma lui aveva un altro carattere. Una persona così è una persona falsa“.

C’è il rimpianto di non aver vinto nulla a Roma?
“Sì, ma va detto che anche la Coppa Italia era difficile perché gli impegni erano tanti e molti non erano abituati. Il rimpianto c’è, non ho mai vinto niente e avrei voluto vedere la folla dopo un successo. Aver giocato la Champions per me è stata comunque una soddisfazione. Sì, la Roma ha vinto la Conferece League ma è come la Nations League, se dobbiamo inventare coppe per farle vincere è solo una roba di soldi“.

Chi chiami per giocare in porta? Alisson o Svilar?
“Svilar che è belga (ride, ndr). Alisson è il più forte, è educato e si fece un anno di panchina a Roma. Dopo due mesi parlava italiano, è il più forte portiere con cui ho giocato. Con Svilar ci ho già giocato a calcetto ad Anversa e abbiamo vicini in comune”

Chivu: tratto con la torcia olimpica per l’allenatore nerazzurro. Un tifoso gli grida “Forza Roma”. La risposta del tecnico: “Daje” (VIDEO)

Ieri sera il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha percorso un tratto milanese trasportando la fiaccola Olimpica tra l’entusiamo dei tanti tifosi interisti presenti. Mentre camminava, però, un tifoso romanista gli ha gridato “Forza Roma”. Divertita la reazione del tecnico romeno, che gli ha risposto con un simpatico “Daje”.

Trigoria: a parte Koné, Dobvyk, Ferguson e Dybala. Out Hermoso, Vaz e Venturino (FOTO)

La Roma è tornata a lavorare questa mattina a Trigoria in vista della sfida contro il Cagliari. Infermeria piena per Gian Piero Gasperini: all’allenamento di oggi infatti non ha preso parte in gruppo ben sette calciatori. Hanno lavorato a parte Koné, Dobvyk, Ferguson e Dybala. Out Mario Hermoso per una contusione al piede; Robinio Vaz ha accusato una lesione di primo grado al soleo sinistro e infine Lorenzo Venturino per influenza.

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