Tiago Pinto: “A Roma siamo riusciti a fare tanto con poco. Ma tutti tireranno sempre fuori nomi di Renato Sanches, Vina e Shomurodov…”

CRONACHE DI SPOGLIATOIO – Al canale sportivo ha parlato Tiago Pinto: l’ex General Manager della Roma, ora in Premier League al Bournemouth, si è raccontato attraverso una lunga intervista. Le sue parole: “Quelli a cui non piace Pinto tireranno sempre í nomi di Renato Sanches, Vina e Shomurodov. Per me non ci sono problemi ma qualcosa di buono è stato fatto, dico tre nomi: Svilar e Ndicka a zero, Celik a 7 milioni dí euro. Ogni tanto non avere soldi ti aiuta a trovare delle soluzioni. Su Roma ho solo cose belle da dire. In tre anni abbiamo fatto una finale e una semifinale di Europa League e abbiamo vinto una Conference. Non è stato abbastanza perché tutti volevano la qualificazione in Champions, ma abbiamo portato a casa qualcosa. Quello che abbiamo fatto nel settore giovanile è straordinario, faccio qualche nome: Zalewski, Bove, Calafiori e Pisilli. Ma anche Marin che oggi è il terzo portiere del Paris Saint-Germain. Non dimentichiamo il ruolo di Mourinho che ha dato spazio a questi ragazzi. Considerando la situazione economica, con tutte le limitazioni che avevamo, penso che siamo riusciti a fare tanto con poco”.

Balzaretti compie 44 anni. Gli auguri della Roma: “44 presenze e un gol indimenticabile al Derby”

Giornata importante oggi per Federico Balzaretti, che compie 44 anni. E la Roma, tramite i suoi account social, ha fatto gli auguri all’ex terzino: “Federico Balzaretti compie oggi 44 anni. 44 presenze e un gol indimenticabile al Derby! Buon compleanno, Fede!”, il messaggio del club giallorosso.

Giuffredi : “La trattativa per portare Veretout alla Roma la più difficile della mia carriera”

ZERO POSSIBILITA – Mario Giuffredi, noto agente, ha rivelato, nel corso dell’intervista al podcast, la trattativa più difficile della carriera. Le sue parole: «È stata quella di portare Veretout alla Roma dalla Fiorentina, sono stato messo un po’ in mezzo. La Fiorentina aveva cambiato la proprietà, era arrivato Commisso. Veretout era un giocatore importantissimo per i viola e Commisso non voleva vendere il giocatore più importante. Arriva la Roma con Fonseca allenatore e Petrachi ds: il giocatore andava a guadagnare quattro volte di più rispetto alla Fiorentina. Avevo preso la procura di Veretout da pochi mesi e fargli fare un grande salto di qualità era importantissimo anche per me professionalmente. Alla fine li ho convinti a vendere il giocatore. Poi, quando ho convinto la Fiorentina, mi sono ritrovato nei casini con la Roma. Avevo fatto un accordo, era tutto definito. Mi dicono: “Fai partire il giocatore e fallo venire a Roma”. Quando però il giocatore è arrivato lì, mi hanno cambiato tutte le carte in tavola. A quel punto mi sono trovato davanti a un bivio: o mi faccio schiacciare da questa situazione, accetto tutte le condizioni e faccio la parte dello scemo, oppure devo trovare una genialata. Ho preso il giocatore e gli ho detto: “Senti, qui sono cambiate le cose, devi tornare indietro”. Loro probabilmente pensavano che non avessi il coraggio di fare una cosa del genere. Invece, non avendo più il giocatore lì, ho ripreso la forza che avevo nella fase iniziale della trattativa. Il giorno dopo siamo arrivati a una soluzione contrattuale che mi soddisfaceva. A quel punto ho fatto tornare il giocatore solo quando c’erano i documenti firmati, perché non mi fidavo più»

Celtic-Roma: il programma della vigilia. Mercoledì alle 18:30 la conferenza stampa di Gasperini, alle 19:30 la rifinitura

Giovedì 11 dicembre la Roma sarà impegnata di nuovo a Glasgow, ma questa volta per affrontare il Celtic. La UEFA ha reso noto il programma della vigilia del club giallorosso: mercoledì 10 dicembre alle ore 18:30, ci sarà la conferenza stampa di Gasperini e un calciatore al Celtic Park. Alle ore 19:30 prevista la consueta rifinitura. Ancora da definire, invece, il programma del Celtic.

Il Pisa vuole Baldanzi per rinforzare la trequarti

Alla finestra c’è anche il Pisa. A gennaio i nerazzurri toscani vogliono rafforzarsi soprattutto dalla cintola in sù con almeno due elementi: si un centravanti, ma anche, e forse soprattutto, una truquartista in grado di agire anche da seconda punta. Uno come Baldanzi, insomma. (…) I toscani si sono messi alla finestra in attesa di capire l’evoluzione del mercato della Roma. (…) Il Pisa qualche carta da giocare ce l’ha: intanto la Roma vuol far crescere il suo talento facendolo giocare e i nerazzurri sono fra i club che possono garantire il minutaggio maggiore. Gli osservatori stanno seguendo da tempo Tourè e Angori. Non per l’immmediato. Non servono ai giallorossi nella corsa scudetto e il Pisa non è troppo disponibile a lasciarli partire a gennaio. Ma a giugno una discussione potrebbe essere anche intavolata.

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Addio Venturi, scoprì Bergomi e Del Piero

Ha lanciato Alex Del Piero e Beppe Bergomi, è stato uno dei capitani storici della Roma e fu il primo azzurro a vestire la maglia della Nazionale pur giocando in Serie B. Al mondo del calcio Arcadio Venturi ha dato tanto, forse più di quel che ha ricevuto. Un campione di un’epoca lontana ma anche un grande scopritore di talenti. Arcadia martedì ha salutato tutti a 96 anni, nella sua Vignola dove da anni era soprannominato “il romano”. Perché da quella città aveva preso anche l’accento e perché quando parlava della Capitale gli si illuminavano gli occhi. Venturi, infatti, ha vestito per 9 stagioni la maglia giallorossa, collezionando 290 presenze (101 da capitano) e 18 gol tra 111948 e 111957. Compreso l’anno in cui la Roma scese in B e in cui Arcadia conquistò la maglia della Nazionale, un fatto inedito ai tempi. (…) Nell’Inter, infatti, ricoprì per 23 anni diversi ruoli tra cui quello di talent scout. Tra i gioielli scoperti spicca Beppe Bergomi, legato a Venturi anche per averlo avuto come allenatore in seconda per 5 anni quando sulla panchina nerazzurra c’era Trapattoni. (…) Nei suoi tre anni alla Juve l’ex centrocampista ebbe il tempo di scoprire e segnalare un certo Del Piero. L’illuminazione avvenne il 126 ottobre 1991, durante una partita Primavera tra Inter e Padova. «Ha un fisico non eccezionale, ma diventerà un fenomeno», disse Venturi. Non si sbagliava.

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Florenzi: “L’addio alla Roma? Ci sono state tante incomprensioni ma non ho mai litigato con nessuno”

GASPORT – È vero che la vita è un viaggio, ci sono sempre posti in cui torni volentieri. Quelli di Alessandro Florenzi hanno più terra che prato dove far scorrere la palla, grida di bambini e palazzoni tutt’intorno. LÌ ha dato l’addio al calcio qualche mese fa con un video fatto col cuore, li ha cominciato la sua avventura. «I miei gestivano un campo sportivo ad Acilia, vicino a Roma. Quando uscivo da scuola andavo dietro ai container che facevano da spogliatoio, c’era uno spiazzetto sterrato dove passavo le mie giornate con un pallone, il triplice fischio me lo dava mia madre quando urlava che chiudevamo e dovevamo tornare a casa. Ero un bambino felice, ero piccoletto e tutti mi chiamavano Sandrino». (…)

Un bambino felice e di talento. La volevano sia Lazio che Roma.

«I miei mi fecero: scegli tu, il posto in cui ti senti più a tuo agio. E appena uscito da Trigoria dissi subito: “Voglio giocare qui” . Mica pensavo che ci avrei passato quasi tutta la carriera…».

Il suo nome compare in 1039 titoli della Gazzetta, il primo: «Florenzi, la Roma ha il nuovo Pizarro».

«Giocavo vertice basso del centrocampo a tre e a quei tempi “Pek” dettava legge, rubavo da lui movimenti e giocate. Un altro che adoravo era Fabregas. Poi di ruoli ne ho fatti tanti, ero la gioia dei fantacalcisti, mi compravano e vincevano».

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Florenzi uomo dei gol belli. Segnò in rovesciata al Genoa, Totti disse: «Se ne faccio uno così, smetto».

«Francesco può dire tutto, ha segnato reti indimenticabili, da questo punto di vista non posso manco pensare di paragonarmi a lui».

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Florenzi core de’ nonna.

«Nonna Aurora non era mai venuta allo stadio, il giorno prima della partita col Cagliari (21 settembre 2014, ndr) le dissi: ‘Se segno vengo su ad abbracciarti, non me ne frega niente’». La cosa che mi rimane ancora impressa è lo sguardo di De Rossi quando sono rientrato in campo e l’arbitro mi ammoniva. Si avvicinò e mi disse: “Hai fatto una cosa veramente incredibile. Ma se ora fai qualche cavolata e prendi un altro giallo, ti ammazzo davanti a tutti” . Mi si gelò il sangue, quando parlava Daniele parlava uno sconforto… Dopo la partita siamo scoppiati a ridere».

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Nei suoi anni la Roma ha sempre sfiorato la vittoria senza mai coglierla. Come mai?

«Non lo considero un demerito nostro, con Garcia e Spalletti ci siamo arrivati a un passo, eravamo attrezzatissimi. Ma ce la giocavamo con una Juve che faceva 100 punti a campionato…».

Non si lasciò benissimo con l’ambiente Roma.

«Ci sono state tante incomprensioni, ma non ho mai replicato a tutte le cose dette su di me. Ho sempre voluto far parlare il campo portando rispetto alla maglia: l’ho sudata fino all’ultima goccia, e su questo nessuno potrà mai dire niente. Ci tengo a dire che non ho mai litigato con nessuno, e quando incontro i tifosi mi ricordano con affetto».

I cinque più forti con cui ha giocato?

«Tolti, Ibrahimovic, Neymar, Mbappé e Di Maria. Io sto in panchina e applaudo».

Il più matto?

«In senso buono Nainggolan, lui vale per cinque. Vive in maniera incredibile, sempre al massimo. Uno fuori dal campo può fare quello che vuole, l’importante poi è quello che fa dentro. E lui lo vedevi con quella grinta, quella ferocia, quella voglia di aiutare i compagni… Ecco, se devo andare in battaglia mi porto Radja».

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Ferguson, Tsimikas e Bailey. Mese verità per i tre della Premier

«Giovani, forti e pimpanti», questo era il diktat per il mercato estivo che fino a questo momento è ancora sotto esame. E sotto la voce ‘rimandati’ ci sono i giocatori arrivati in prestito dalla Premier League: Tsimikas, Bailey e Ferguson. (…) Evan è stato il primo ad arrivare con la pesante etichetta di «nuovo Vieri» che De Zerbi gli aveva messo addosso. Le prime apparizioni – a dir la verità – avevano illuso. Subì-to titolare e un assist a Pisa alla seconda giornata oltre ai tre gol nelle amichevoli prestagionali. Col passare delle settimane i primi applausi si sono trasformati in fischi ed è stato scavalcato nelle gerarchie da Dovbyk prima e da Dybala e Baldanzi poi. (…) A metà agosto è arrivato Bailey. L’euforica a Ciampino è durata 24 ore: al primo allenamento si è fermato rimanendo ai box quasi due mesi. Poi a novembre un altro infor-tunio che lo ha fatto rimanere fuori per tre settimane. Risultato finale? Solamente sette presenze di cui una da titolare. Il tanto atteso colpo che doveva rinforzare il pacchetto offensivo è praticamente un fantasma. Non se la passa meglio Tsimikas, bocciato da Gasp dopo le prime partite e ora fuori dai radar. (…) I prossimi mesi saranno quelli della verità. Da Cagliari alla sosta di marzo non ci saranno più interruzioni, inizierà la Coppa Italia anche per la Roma e Gasperini avrà bisogno di tutti i componenti della rosa. Il futuro di Ferguson rimane in bilico e un suo possibile addio potrebbe agevolare l’arrivo di due attaccanti. (…) Il primo nome è sempre quello di Joshua Zirkzee. (…) L’altro è quello di Tel del Tottenham. Anche in questo caso non si registrano passi in avanti. Sul taccuino Yuri Alberto (Corinthians) e Franculino (Midtjylland). Il ri-torno di fiamma per Fabio Silva non convince l’allenatore che avrebbe voluto averlo ad agosto. (…)

(Il Messaggero)