Trigoria, rifinitura pre Bologna: in gruppo Celik, Mancini e Konè. Presenti Ranieri e Massara (FOTO E VIDEO)

Vigilia di Europa League per la Roma, che domani si gioca l’accesso ai quarti di finale contro il Bologna dopo l’1-1 del dall’Ara. La squadra è scesa in campo questo pomeriggio per la consuera rifinitura, con i primi 15 minuti aperti alla stampa.

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LIVE

15:13 – Distribuite adesso le casacche. Casacche: Zaragoza, Mancini, Ghilardi, El Aynaoui, Wesley, Ndicka, Koné, Tsimikas, Pisilli e Venturino. Senza casacche:
Malen, Celik ,Angelino, Hermoso, Pellegrini, Cristante, Vaz, El Shaarawy, Ziolkowski e Rensch

15:10 – Terminata adesso la fase di riscaldamento

15:00 – La squadra è scesa in campo la rifinitura, ad assistere all’allenamento anche Massara e Ranieri. In gruppo Zeki Celik, Mancini e Konè. Mancini indossa una fasciatura alla gamba sinistra. Classici taping invece per il francese.

VIDEO – Wesley: “Devo avere più equilibrio tra fase offensiva e difensiva”

Alla vigilia della sfida contro il Bologna, anche Wesley ha parlato in conferenza stampa, analizzando soprattutto il suo percorso fin qui in giallorosso e i margini di crescita: «Il calcio italiano è diverso da quello brasiliano, da quello che giocavo al Flamengo. Io però penso sempre che, se sono concentrato, diventa più difficile per l’avversario superarmi in fase difensiva e più facile per me saltarlo quando attacco. Il mister mi chiede di essere molto offensivo, di sbagliare pochi passaggi e soprattutto di prendere le decisioni giuste. È l’aspetto su cui sto lavorando di più: credo di essere migliorato, ma ho ancora tanto margine. Devo crescere nella continuità e mantenere equilibrio tra fase offensiva e difensiva».

VIDEO – Gasperini: “Abbiamo la coscienza a posto, l’impegno della squadra è totale. Le reazioni dei tifosi vanno accettate nel bene e nel male”

Alla vigilia della sfida di Europa League contro il Bologna, Gian Piero Gasperini ha parlato anche dell’equilibrio tra sconfitte e vittorie nella percezione dei tifosi. Le sue parole: “Le reazioni social e dei tifosi vanno accettate nel bene e nel male. Noi lavoriamo al meglio possibile per cercare di ottenere risultati. Abbiamo la coscienza a posto, l’impegno della squadra è totale e questo ci garantisce serenità. Tutto ciò che sta cercando di fare la squadra è straordinario, credo che questo gruppo sta dimostrando serietà, volontà e applicazione sin da inizio stagione. Sta cercando di fare il massimo”.

VIDEO – Gasperini: “La spiegazione dell’AIA sull’espulsione di Wesley? Quando ti senti preso in giro devi fare la faccia da scemo…”

Alla vigilia della sfida di Europa League contro il Bologna, a Gian Piero Gasperini è stato chiesto un parere sulla spiegazione data dall’AIA sull’espulsione di Wesley contro il Como. Le sue parole:

Come sta la squadra dal punto di vista del morale? Vi ha convinto la spiegazione dell’AIA sull’espulsione di Wesley?
“(Il mister inizia a ridere e fatica a parlare, ndr) Rivedendo le immagini… Quando ti senti preso in giro devi fare la faccia da scemo. Diciamo così, così non mettiamo in difficoltà nessuno”.

Watford, Bove torna al gol nella vittoria contro il Wrexham: l’abbraccio con i tifosi inglesi (VIDEO)

Dopo essere tornato in campo con la maglia del Watford, Edoardo Bove ha trovato anche il primo gol in Championship. L’ex centrocampista giallorosso, infatti, è andato a segno nella vittoria per 3-1 contro il Wrexham. La rete ha mandato in trupudio i tifosi del Watford, corsi ad abbracciare il giocatore. L’ultima rete di Bove era arrivata proprio contro la Roma il 24 ottobre 204, quando vestiva la maglia della Fiorentina.

Coppa d’Africa, la CAF assegna la vittoria al Marocco: Senegal sconfitto 3-0 a tavolino

Clamoroso quanto avvenuto in Coppa D’Africa. La Confederazione calcistica africana (CAF) ha dichiarato nulla la vittoria del Senegal, assegnando così il titolo al Marocco di El Aynaoui, con il risultato omologato sul 3-0. La decisione arriva dalla Corte d’Appello della CAF, che ha accolto l’appello della Federazione Marocchina (FRMF) contro la precedente decisione della Corte Disciplinare. Ecco quanto si legge nel comunicato: “Il Comitato d’Appello della CAF ha deciso che, in applicazione dell’articolo 84 del Regolamento della Coppa d’Africa CAF (AFCON), la Nazionale del Senegal è dichiarata sconfitta a tavolino nella partita finale della TotalEnergies CAF Africa Cup of Nations (AFCON) Marocco 2025 (“la Partita”), con il risultato della Partita registrato come 3-0 a favore della Fédération Royale Marocaine de Football”.

Instagram, Diao e il contatto con Wesley: “Noi facciamo così” (FOTO)

Ha fatto discutere il comportamento di Diao dopo l’ingiusta espulsione di Wesley. Il talento del Como ha rivendicato quanto accaduto pubblicando lo scatto del (mancato) contatto con il giallorosso aggiungendo: “Noi facciamo così”. Il suo riferimento è anche alle parole di Gasperini che nel post partita aveva condannato i comportamenti dei giocatori lariani.

Como, Suwarso: “Ho preso il Como per farne un set televisivo. Vivo le vittorie con indifferenza, una vale l’altra”

RIVISTA 11 – Mirwan Suwarso, presidente del Como, ha rilasciato una lunga intervista al portale sportivo. Tanti i temi trattati: dall’acquisizione del club lariano fino agli obiettivi futuri. questo uno stralcio delle sue parole:

C’è grande entusiasmo intorno al Como: la squadra gioca bene e sta collezionando risultati pesanti in Serie A. Lei come vive le grandi vittorie?
“Con totale indifferenza. Per me, una partita vale quanto un’altra.”

La proprietà indonesiana è arrivata nel 2019, con la squadra in Serie D. Oggi è una forza del campionato. Immagino fosse questo il vostro piano fin dall’inizio…
“In realtà no. Prima del Covid avevamo comprato la società solo per usarla come un set televisivo: volevamo girare dei documentari sul calcio italiano per la nostra TV indonesiana. Nient’altro.”

E poi cos’è cambiato?
“In Serie B ci siamo resi conto che il progetto era diventato troppo grande e costoso per rimanere un semplice show televisivo. Fino a quel momento seguivo “dall’Indonesia, ma non potevamo più andare avanti così. Per questo, nel 2023, mi sono trasferito a Londra, dove abbiamo una sede, per prendere in mano il club di persona. Oggi faccio la spola tra Como e il Regno Unito per trasformare definitivamente la squadra in un business redditizio.

Di solito, nel calcio si ragiona per cicli di tre anni. Voi, invece, avete bruciato le tappe. Come ci siete riusciti?
“Sinceramente non saprei. Noi lavoriamo con un business plan quinquennale e cerchiamo semplicemente di seguirlo passo dopo passo. Como è una città piccola, dove abbiamo sviluppato tutto da zero. Paradossalmente, questo ci ha aiutati. Ma il vero punto di svolta è stato l’arrivo di Cesc: seppur a fine carriera, ci ha proiettati su un livello superiore e ha accelerato l’intero processo.”

E cosa vi ha convinto ad affidargli la panchina?
“Non lo avevamo preso con quell’idea. Anzi, è arrivato quasi per caso: io non l’ho nemmeno incontrato di persona, è bastata una semplice telefonata. Poi, però, abbiamo scoperto come ragiona. Ci parlava di come costruire la squadra e creare una struttura sportiva con un metodo rigoroso. Pensava alla squadra proprio come noi facevamo a livello aziendale: il suo approccio al campo rifletteva perfettamente il DNA societario che stavamo creando. Unire le due cose è stato naturale, e i risultati ci stanno dando ragione.”

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Uomini soli

LR24.IT (A. CIARDI) – La storia ciclica. Passa il tempo, cambia la gente, ma non la sostanza. Abbiamo già descritto il palio della capitale, quel triste torneo in cui, per simpatie, amicizie, convinzione o interessi, si sposa una causa e pur di vincerla si ripone persino il bene comune pur di alzare la Coppa Idee Personali. La realtà racconta sempre la stessa storia. Allenatori lasciati soli a fungere da parafulmine. Dirigenti, paradirigenti, amministrativi, consiglieri del club e consiglieri dei presidenti, imbucati e garanti che spesso giocano a nascondino, magari tessendo tele dietro le quinte o facendo da ventriloqui per chi si presta in pubblico a esportarne il pensiero. È così da più di quindici anni.

Da quando per spianare la stessa agli americani si picconava Roma dall’interno spacciando per incapaci tutti quelli che dovevano abbandonare Trigoria. Un professionista come Pradè veniva deriso e accusato di incapacità. Un manager di personalità e riconosciuto come Montali fu defenestrato perché c’era da fare spazio a un manipoli di dirigenti alle prime armi nel calcio. E poi le divisioni su Sabatini fra i suoi groupie e i suoi hater, la guerra da dentro Trigoria al fumantino Petrachi, reo di stridere con il fallimentare bontonismo manierato in voga all’epoca fra Trigoria e via Tolstoj, frequentate da gente che sentiva l’obbligo di spiegare il calcio e la vira alla folla considerata stolta. Passando poi per Pinto nemico giurato di cui appoggiava Mourinho, e idolo di chi lo detestava, per disastri della Souloukou, per il Ghisolfi Paperino che in quanto anello debole di una catena di bigiotteria da mercatino asiatico manco aveva messo piede a Roma che era già cotto e cucinato. Quindi il passaggio dal campo alla scrivania di Ranieri, e il ritorno di Massara, meno chiuso mediaticamente del predecessore. Alle viste c’è Francesco Totti. E pure lui dividerà, statene certi. Di Monchi e Fienga è inutile parlare. In mezzo, gli allenatori. Diversissimi tra loro. Che avrebbero meritato stipendi tripli perché chiamati a cimentarsi in più ruoli, compreso quello del frontman spesso osteggiato da dentro le mura, da Richelieu moderni o semplici maestranze con mire espansionistiche. È andata male a Luis Enrique che veniva sventolato come una bandiera salvo poi essere lasciato fuori al balcone sotto le intemperie. A Zeman, usato per raccattare penosamente consensi e che pagò non i risultati ma avere detto, una settimana prima dell’esonero, che dentro Trigoria i dirigenti non erano in grado di fare seguire le regole, peccando di lesa maestà. Garcia pagò in pochi mesi prima la sua natura che lo induceva a lamentarsi degli arbitri e poi la critica a fine stagione alle strategie di mercato del club. Spalletti, al netto di tutti i suoi errori gestionali, quando si voltava vedeva dirigenti e consiglieri giocare a nascondino invece che assumersi responsabilità per gestire il fine carriera di Totti. Fonseca, al netto di tutti i suoi limiti, andò muso a muso con Dzeko capitano, subendo attacchi da ogni angolo, senza che nessuno fra Trigoria ed Eur spendesse mezza parola sulla questione bollente. A Mourinho si ritorse contro l’indole debordante, perché all’inizio faceva comodo che rappresentasse la Roma, poi la Roma stessa lo abbandonò rinnegando la scelta, con gioia massima di chi pur di dargli contro, a esonero compiuto, riabilitò fino a esaltare quei calciatori senatori che erano entrati in rotta di collisione con il portoghese.

Proprio loro, quelli oggi accusati di appartenere alla gang del sesto posto. Era appena iniziata l’era De Rossi, e stendiamo un velo pietoso su quei mesi di oscurantismo. Post Ranieri, ecco Gasperini. Ennesimo uomo solo. Considerato in cerca di alibi quando si lamenta degli obbrobri arbitrali. Considerato maleducato ed eccessivo quando sbatte a tutti in faccia la realtà di due sessioni di mercato inadeguate. Siamo alle solite. Niente di più sbagliato. Allenatori costretti a cantare e a portare la croce. Non si può contare sulla presenza dei proprietari, perché se non batti i pugni sul tavolo dopo lo scempio di Budapest è inutile parlarne. Dirigenti e consiglieri e garanti sono perennemente non pervenuti, come le temperature da Bressanone all’epoca delle previsioni del tempo del Colonnello Bernacca. Oggi ci sono Massara e Ranieri. Il primo ha passato cinque mesi a parlare di Fair play finanziario. Il secondo genera equivoci ingiustificati dai fatti. Perché nelle questioni importanti è sempre entrato, parlando della scelta dell’allenatore, facendo precisazioni sui conti finanziari e rivendicando le ambizioni del club.

Quindi è sbagliato dire che essendo consigliere esterno non possa parlare di arbitri. L’ultima volta che lo fece, un anno fa, era allenatore. Da consigliere non li ha mai menzionati. Andrebbe fatto. Non deve farlo per ruolo Massara. Lui per ruolo avrebbe dovuto ingaggiare ali d’attacco necessarie per sviluppare il gioco di Gasperini. Sarebbe bastato questo. La questione dirigenziale a Roma viene sempre messa in secondo piano, perché fanno più audience gli allenatori. Errore colossale. Madornale. O più semplicemente voluto.

In the box – @augustociardi75

MANGIANTE: “Como-Roma indirizzerà il campionato dei giallorossi” – ORSI: “La stagione è cambiata dagli ultimi 15 minuti contro la Juve”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è il big match tra Como e Roma, valido per la ventinovesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 18 allo Stadio Sinigaglia. “Partita che indirizzerà l’annata dei giallorossi”, afferma Angelo Mangiante. Fernando Orsi, invece, torna a parlare dello scontro diretto con la Juventus: “La stagione degli uomini di Gasperini è cambiata dagli ultimi 15 minuti contro i bianconeri”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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La Roma non dovrebbe avere problemi sul piano fisico contro il Como, ma mi aspetto comunque una partita equilibrata (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Como-Roma è la partita della svolta, i giallorossi non possono più sbagliare. La stagione degli uomini di Gasperini è cambiata dagli ultimi 15 minuti contro la Juventus (FERNANDO ORSI, Radio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

All’andata il Como pagò gli eccessi di fenomenite di Fabregas, che schierò tutti centrocampisti. Fu una delle poche partite in cui i lariani soffrirono sul piano del gioco, quindi non credo che commetteranno lo stesso errore (FEDERICO NISII, Manà Manà Sport, 90.9)

Il problema fisico di Koné? Perdere anche lui sarebbe un grosso problema per la Roma. Le sue condizioni sono buone, dato che non ha subito lesioni, ma bisognerà fare un test (MARCO JURIC, Manà Manà Sport, 90.9)

Como-Roma? Sarà importante arrivare primi sulle seconde palle (GABRIELE TURCHETTI, Manà Manà Sport, 90.9)

Questa giornata di campionato non è decisiva ma sposta tanto in chiave Champions League (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Manà Manà Sport, 90.9)

Como-Roma sarà una partita che indirizzerà la stagione dei giallorossi. Gli uomini di Gasperini sono un po’ stanchi fisicamente (ANGELO MANGIANTE, Manà Manà Sport, 90.9)