Lotito: “I tifosi della Roma mi amano perchè vorrebbero un presidente più presente”

RAI 3 – Claudio Lotito sarà ospite di questa sera del programma “Fin che la barca va” di Pietro Chiambretti. Il presidente della Lazio ha parlato anche della Roma e dei tifosi giallorossi. Le sue parole: “Io non vendo sogni ma solide realtà. I romanisti mi amano perché vorrebbero un presidente più presente, col quale sfogare le insoddisfazioni. Faccio un po’ da punching ball: mi prendo le responsabilità delle scelte, quest’estate mi hanno manifestato contro in 15mila e poi si sono dovuti ricredere. Fatti, non parole”.

Qualcuno dice che lei tifa anche Roma.
“No, no… Non fate confusione, sfatiamo il mito. Sono tifoso della Lazio da quando avevo 5 anni e mezzo. Poi mi sono trovato in più occasioni a vedere anche la Roma allo stadio perché mio suocero era nella Roma insieme a Sensi. E lui da tifosissimo della Roma è diventato laziale”.

Polemiche per Totti in Russia…
“In Russia non credo ci siano certe criticità. Io vado dove credo e la mia presenza a Mosca non credo serva”.

E se scoprisse che Dio è romanista?
“Dio sarà di tutte le squadre. Anche della Juve? Anche della Juve… Contano i comportamenti sulla terra”.

Con il falconiere Bernabè com’è finita?
“Sta ancora a Formello, l’aquila invece purtroppo non c’è e non so dove l’abbia portata. Sta occupando abusivamente e senza titolo una stanza e abbiamo fatto le procedure per poterci riappropriare della proprietà in termini giudiziari. Dopo quello che ha fatto… Su questo direi che sono stato apprezzato, non c’è giustificazione. Io credo nel calcio didascalico e moralizzatore e mandavo lui nelle scuole con l’aquila e poi mi fa quegli atti osceni in luogo pubblico. Ma poi cosa ha detto…”.

Nakata: “Ogni volta che torno a Roma i tifosi mi ringraziano ancora per lo scudetto”

THE ATHLETIC – Attraverso una lunga intervista, Hidetoshi Nakata ha ripercorso la sua carriera, dal suo impatto con l’Italia fino alla Scudetto vinto in giallorosso. Questo uno stralcio delle sue parole: «Il Giappone è diverso dall’Italia. I giapponesi sono puntuali, gli italiani sono più del tipo comunque… È stato un grande cambiamento, ma il calcio era lo stesso. Il calcio è lo stesso in tutto il mondo. Non ero un grande fan del calcio, non guardavo le partite e non leggevo i giornali, non sono quel tipo di persona. Mi piaceva solo giocare a calcio e volevo solo diventare un giocatore migliore ogni giorno. Quando sono arrivato in Italia, il campionato italiano era il migliore al mondo, c’erano giocatori come Zinedine Zidane e Alessandro Del Piero, ma non ne conoscevo molti. Non conoscevo nemmeno metà delle squadre del campionato. Ma questo significava che potevo davvero concentrarmi sul mio gioco. Quella era la mia forza perché non avevo paura».

Lo Scudetto?
«Ogni volta che torno a Roma, tutti i tifosi vengono ancora da me e mi dicono: “Grazie Nakata”».

As Roma: tutti gli impegni dei giallorossi in Nazionale

Si ferma per l’ultima volta in questa stagione il campionato di Serie A per far spazio agli impegni della nazionali. Sono 10 i giocatori della Roma convocati dalle rispettive selezioni. Tra i non convocati ci sono gli italiani Pellegrini, Cristante e Mancini oltre all’infortunato Paulo Dybala.

Gli impegni dei giallorossi:

Evan Ndicka (21 marzo, Burundi-Costa d’Avorio)-(24 marzo, Costa d’Avorio-Gambia)

Artem Dovbyk (20 marzo, Ucraina-Belgio)-(23 marzo, Belgio-Ucraina)

Leandro Paredes (21 marzo, Uruguay-Argentina)-(25 marzo, Argentina-Brasile)

Eldor Shomurodov (20 marzo, Uzbekistan-Kirghizistan)-(25 marzo, Iran-Uzbekistan)

Alexis Saelemaekers (20 marzo, Ucraina-Belgio)-(23 marzo, Belgio-Ucraina)

Manu Koné (20 marzo, Croazia-Francia)-(23 marzo, Francia-Croazia)

Saud Abdulhamid (20 marzo, Arabia Saudita-Cina)-(25 marzo, Giappone-Arabia Saudita)

Tommaso Baldanzi (21 marzo, Italia U21-Olanda U21)-(24 marzo, Italia U21-Danimarca U21)

Niccolò Pisilli (21 marzo, Italia U21-Olanda U21)-(24 marzo, Italia U21-Danimarca U21)

Anass Salah-Eddine (21 marzo, Italia U21-Olanda U21)-(24 marzo, Romania U21-Olanda U21)

Instagram, Paredes torna in Argentina per gli impegni con la nazionale: “Felice di stare a casa” (FOTO)

Leandro Paredes è già tornato in Argentina per prendere parte ai prossimi impegni della Seleccion contro Uruguay e Brasile. E per il centrocampista giallorosso, il ritorno in patria è sempre qualcosa di speciale. “Felice di stare a casa”, ha scritto Paredes nel suo ultimo post su Instagram.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Leandro Paredes (@leoparedes20)

Bove: “Rivedere le immagini del malore mi turba. Futuro? Nulla è ancora definito, all’estero ci andrei”

Dopo il malore occorso lo scorso dicembre nel corso di Fiorentina-Inter, Edoardo Bove è tornato a parlare al podcast ‘Passa dal BSMT’ di Gianluca Gazzoli. Queste le sue parole: “Ora mi sento bene. Sanremo mi è servito, avevo bisogno di rivivere quell’ansietta che mi fa stare bene. Sono una persona dipendente dall’adrenalina e rivivere certe emozioni, che non posso più avere in campo, è importante. Ero convinto di raccontare la mia storia nonostante sia una persona riservata perché volevo far capire la mia vicinanza ad un determinato tipo di persone che vivono la mia stessa situazione da soli. Io sto riuscendo ad andare avanti perché ho ricevuto tantissimo affetto e non riesco a immaginare cosa si provi ad affrontare tutto questo in solitudine”.

Sul decorso dopo il malore.
“Le persone quando mi guardavano avevano uno sguardo di pena. All’inizio mi dava quasi fastidio ma non posso biasimarli. Dopo però ho capito quanto questa cosa avesse spaventato la gente e di quanto fossero felici di vedermi. Lì ho capito la gravità di quello che è successo. Quando mi sono svegliato in ospedale non capivo cosa fosse successo e ho voluto rivedere quel momento in cui ho perso i sensi. Inizialmente le immagini non mi hanno dato fastidio ma riguardandole dopo un po’ di tempo è stato come tornare indietro e per questo mi turba. Sento che nel mio percorso di recupero, anche mentale, mi facciano fare un passo indietro. Mi tornano in mente domande capricciose: perché proprio a me? perché gli altri possono giocare e io no? Io ho realizzato subito di essere stato molto fortunato, per questo quasi mi sento in colpa quando mi faccio certe domande”.

Sui ricordi di Fiorentina-Inter.
“Io mi ricordo il primo quarto d’ora e quando ha segnato Lautaro e poi il gol è stato annullato io già sentivo girarmi un po’ la testa anche se il cuore lo sentivo battere normalmente. A quel punto mi sono abbassato e quando mi sono rialzato sono andato giù. Non ho mai sentito nulla al petto. Mi sono svegliato all’ospedale senza ricordarmi nulla. Mi hanno detto che in ambulanza ho fatto un bel casino, ero abbastanza indemoniato, ma non ricordo niente. E’ incredibile come il nostro cervello scelga cosa ricordarsi o meno”.

Sull’importanza del primo soccorso.
“Siamo tutti dipendenti da chi ci cammina accanto. Se succede ad una persona per strada e si ritrova accanto ad uno che sa praticare un intervento di primo soccorso quella persona si può salvare. I defibrillatori sono importantissimi. Io mi trovavo nel posto giusto al momento giusto, i dottori mi hanno detto che mi sarebbe potuto capitare in qualsiasi momento. Queste sono quelle dinamiche che mi fanno capire di essere stato fortunato. I medici mi hanno subito avvertito che la cosa migliore sarebbe stata impiantare questo salva vita, dandomi tante garanzie. Ora ci sto imparando a convivere: quando dormo su un determinato lato o faccio certi movimenti lo sento; all’aeroporto mi permette di avere una corsia preferenziale (ride, ndr)”.

Sul giocare col defibrillatore in Italia.
“E’ un argomento che sto tutt’ora approfondendo. La legge italiana non permette di giocare a calcio con il defibrillatore ma non è una questione medica. Per questo all’estero certi Stati consentano la pratica agonistica. Nel futuro dovrò fare delle visite importanti che mi diranno se posso toglierlo e, in caso, cosa dovrei fare. Poi conta anche la salute mentale perché se io non mi sentissi sicuro senza allora cambierebbe tutto. Non c’è ancora nulla di definito quindi e questo mi fa ben sperare nel futuro. Se andrei all’estero? Sì perché lo devo a me e a tutti i sacrifici che ho fatto. Non mi sentirei di mollare, sono ancora giovane. Dopo il malore ho sentito subito Eriksen, è stato molto carino e mi ha dato tanti consigli”.

Sui familiari.
“Quando vedi i tuoi cari in difficoltà ti senti impotente ed è la cosa che più mi ha fatto male. Quando ero in ospedale sono uscite tante cose non vere che hanno minato la serenità dei miei familiari. Vedo in loro degli strascichi per quello che è successo”.

Sul momento più difficile.
“L’idea di smettere di giocare a calcio per me è inconcepibile. La mia vita è sempre girata attorno a quello: io so chi è Edoardo con il calcio, ma senza… Ho pausa di scoprirlo, ho paura che quella versione di me non mi piaccia o non piaccia alla mia famiglia”.

Sulla Fiorentina.
“I miei compagni hanno vissuto un momento che non si toglieranno più dalla testa. La squadra ha iniziato a perdere le partite ma è normale perché certi episodi ti restano in mente. Ognuno mi ha raccontato ciò che ha vissuto. Quando sono tornato al Viola Park ho provato tanta tristezza perché io volevo essere lì normalmente”.

Sul suo percorso.
“Ho capito che il calcio sarebbe stato il mio lavoro alla fine del mio percorso in Primavera. Io l’ho sempre vissuto come divertimento. Forse ho raggiunto certi risultati proprio per la mia spensieratezza. Uno dei giorni più importanti è stato scoprire di far parte della prima squadra della Roma: ho capito di avercela fatta. L’esordio? E’ stato sia un traguardo che un punto di partenza”.

Sul rapporto con i compagni.
“Mancini, Pellegrini, Cristante e Dybala mi hanno dato tanti consigli all’inizio. Ma penso sia ciò che succede in ogni ambiente lavorativo. Le dinamiche di uno spogliatoio sono molto più semplici di quanto uno pensi. Gli allenatori poi sono stati fondamentali nella mia crescita. De Rossi? Io ho avuto il papà Alberto in Primavera e Daniele in prima squadra. Lui è molto portato per fare l’allenatore e sono convinto che farà una grande carriera”.

Sul legame con il caso Astori.
“Il caso mio è stato vissuto da Firenze con una maggiore enfasi e maggiore empatia proprio per quello che era successo a Davide Astori. Tutti hanno rivissuto quei momenti e questo ha dato più potere alla vicenda. Tanti hanno pensato che lui da lassù mi abbia fatto restare qui. Io non ho avuto la fortuna di conoscerlo ma lui nel centro sportivo della Fiorentina è presente ovunque”.

Roma-Cagliari, i convocati di Ranieri: out Celik, ok Dybala

Alla vigilia della sfida contro il Cagliari, in programma domani allo Stadio Olimpico alle ore 16, Claudio Ranieri ha diramato la lista dei convocati. Ancora out Zeki Celik, mentre dopo l’esclusione di Empoli torna Paulo Dybala. Questa la lista completa scelta dal tecnico giallorosso:

HUMMELS: “Ranieri ha fatto la differenza. Per il futuro vedremo…” (VIDEO)

DAZN – Torna a parlare Mats Hummels, al centro delle critiche per il rosso subìto contro l’Athletic Club. Nei giorni scorsi il difensore tedesco ha rilasciato un’intervista pubblicata solo nella giornata odierna. Le sue parole: “La grande differenza rispetto ai mesi passati, l’ha fatta mister Ranieri. Ha visto tutta la qualità che ha questa squadra, abbiamo grandi giocatori che vogliono giocare a calcio. Abbiamo tanta qualità quando abbiamo la palla”

Il rapporto con Ranieri?

“È ottimo, lo rispetto tanto. Parliamo molto e non solo di calcio. Ha vissuto tutto nel mondo del calcio, sa cosa pensano i giocatori, come si allenano. È convinto delle sue scelte, se deve vincere una partita non guarda il nome sulla maglia ma chi si allena meglio. È bravo a costruire un gruppo che poi da tutto sul campo. Poi ovvio ogni partita è diversa, ma la cosa più importante è che chiunque giochi dia il massimo per il gruppo”

Sui tifosi…

“Quando giochiamo in casa fanno la differenza. Il primo impatto è stato particolare, perchè sono entrati 15 minuti dopo il fischio di inzio. Sono venuto qui anche per vivere questa esperienza. Ho visto tutta la loro passione, ad Empoli erano in 5000. È abbastanza simile a quello che succedeva a Dortmund, anche lì c’è una forte passione, dove sia prima dell apartita che dopo si respira un’atmosfera incredibile”

Una partita che vorresti rigiocare.

“Personalmente vorrei rigiocare contro il Milan nei quarti di finale di Coppa Italia perché siamo stati eliminati. E anche perché non ho disputato una grande partita. Forse i miei peggiori 45 minuti stagionali, non so cosa è successo. Venivo da delle buone partite, ho sbagliato alcune scelte. E poi ovvio vorrei rigiocarla sia per il risultato perché siamo stati eliminati ma anche per come abbiamo giocato”.

Il derby?

“Non c’è un solo ricordo. È stata una partita incredibile con un’atmosfera unica. Abbiamo segnato subito due gol. Sentivamo di vincere il derby. È sempre qualcosa di speciale vincere un derby. Ho giocato quelli contro lo Schalke 04 quando ero al Dortmund. Però è qualcosa di diverso giocare un derby tra due squadre che giocano nello stesso stadio. È stato un giorno incredibile e anche un’esperienza unica per me qui a Roma”.

Roma e l’italiano?

“Capisco un po’ di parole in italiano anche se non sono ancora molto a mio agio a parlarlo. Capisco la lingua, una bellissima lingua e voglio approfondirla. Roma è bellissima, amo la città. Mi piace anche viverla quando ho del tempo libero, come andare in centro. Mi piace veramente tanto questa città. Mi piaceva già Roma prima che arrivassi qui perché è una città magnifica”.

Il futuro?

“Il futuro verrà deciso nel futuro. Sono felice di come stanno andando le cose ora. Non ho giocato all’inizio ma non è stato un problema per me perché non mi aspettavo di giocare 40 partite. Ora sta andando tutto per il meglio da quando è arrivato Ranieri, quindi vedremo che succederà”.

Primavera, Falsini: “Ci sta ogni tanto di inciampare, ora dobbiamo ripartire il prima possibile”

Gianluca Falsini, tecnico della Primavera, ha presentato la sfida contro il Milan in programma domani alle ore 11:00. Ecco le sue parole riprese dai canali ufficiali del club:

C’è voglia di ripartire dopo il ko di Cagliari?
“Sicuramente non fa piacere perdere, ma credo che il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Non siamo stati bravi in fase di possesso in tre situazioni in 95 minuti, abbiamo condotto noi la gara, purtroppo però siamo stati poco incisivi. In questo momento della stagione i ragazzi sanno su cosa dobbiamo lavorare, ripartiamo con la consapevolezza di quello che stiamo facendo e di come lo stiamo facendo. Ci sta ogni tanto di inciampare, ora dobbiamo ripartire il prima possibile”.

 Si aspetta una gara aperta al “Tre Fontane”?
“Sicuramente a Milano abbiamo fatto una prestazione importante, una delle tante prestazioni importanti che questi ragazzi hanno fatto quest’anno. Chiaramente vincere contro il Milan in quel modo, in trasferta, non è mai semplice. Mi aspetto una gara aperta, complicata, bella da giocare e sono sicuro che i ragazzi daranno tutto come hanno sempre fatto, cercando di dominare il gioco. Sappiamo di avere di fronte una squadra veramente forte, con delle individualità importanti”.

Quanto è importante la prossima sosta?
“Nel nostro caso sarà importante perché alcuni ragazzi sono fuori da diverso tempo e spero di recuperarli. Speriamo inoltre di poterci allenare bene, su alcuni concetti che dobbiamo migliorare e soprattutto sui particolari, che a questo punto della stagione faranno la differenza. Credo che questa sosta arrivi veramente al momento giusto”.

(asroma.com)

VIDEO – Ranieri: “Dybala sarà un punto fermo del prossimo anno”

Claudio Ranieri, nella conferenza stampa pre Cagliari, ha parlato anche del futuro di Paulo Dybala. Le sue parole: “Non sta al 100%. Per me è un punto fermo del prossimo anno, quando sta bene è una Roma differente, lo ribadisco. Dybala quando sta bene vale il prezzo del biglietto, fa giocate che altri non fanno”

VIDEO – Ranieri su Dovbyk: “Deve reagire, se si arrende ho altri 25 giocatori che vogliono giocare…”

Alla vigilia di Roma-Cagliari, Claudio Ranieri ha parlato del momento difficile di Artem Dovbyk. Le sue parole: “A lui ho detto ‘tu pensi al gol, io penso alla prestazione’. Se non fa una buona prestazione e non fa gol, allora comincio a pensare. Io quello che chiedo ai ragazzi è la prestazione, poi so che non possono stare sempre al 100%. Ma se non mi dai ne prestazione, ne gol, mi lasci con l’amaro in bocca. Lui deve lottare, come tutti gli altri, non voglio credere che si sia arreso, me lo deve dimostrare, negli allenamenti e in partita. Poi se si arrende io ho altri 25 giocatori da far giocare”