Como, Fabregas: “Contro la Roma servirà la gara perfetta. Hanno fatto un mercato incredibile, è la squadra che ha alzato di più il livello”

A due giorni dalla sfida contro la Roma, Cesc Fabregas ha parlato in conferenza stampa. Le sue parole:

Con la Roma la decideranno i portieri?
“Due grandi portieri, spero non sia una gara da portieri. Però è vero, sono due portieri che fanno la differenza. Ognuno alla sua maniera, tanto Svilar quanto Jean hanno salvato le loro squadre tantissime volte. Ma entrambi mi piacciono. Perrone? Sta meglio, ha fatto allenamento individuale e domani si allena con la squadra”.

Tre punti con la Roma valgono di più?
“Sono tre punti importanti, ma non c’è una motivazione di più. Solo una gara importante con la Roma, alla seconda stagione in Serie A e con la certezza giusta. Siamo pronti, organizzati per andare a vincere, sapendo che loro hanno fatto un mercato incredibile. La squadra che ha alzato più il livello con il mercato. Serve la gara perfetta”.

È una partita da dentro o fuori però.
“Dipende cosa vuole dire decisiva come partita. Per me è una partita in più, dobbiamo fare una grandissima gara, come abbiamo vinto a Napoli o con la Juventus. Bisogna giocare sempre bene, si gioca contro grandi giocatori e un grande allenatore, ad un alto ritmo di gara. Dobbiamo giocare alla nostra maniera però, poi il campo parlerà e valuteremo”.

Perrone ce la farà?
“Per ora 60% no, 40% sì. Però i giocatori con trattamento e vari strumenti possono anche migliorare. Magari domani si alza dal letto e sta benissimo, oggi si è allenato individualmente ed è andato bene. Ha preso una botta, aveva dolore, si è gonfiato molto. Ma bisogna solamente portare via sangue. Lui è spaventato, è stato fuori 3 mesi l’anno scorso dopo un colpo preso col Verona. Ha avuto un versamento. Però non è una cosa grave”.

E Diao?
“L’ho detto in tv, si era fermato 30 minuti prima dell’allenamento, ha sentito una scossa nella zona in cui si era fatto male. Poi si è allenato da solo domenica quando siamo tornati. Ha fatto tutta la settimana di allenamento con noi, benissimo, e domani se tutto va bene sarà tra i convocati. Ma non è grave”.

Quando si è fatto male Perrone, Baturina si è abbassato. E senza Diao, Paz è andato a destra scambiandosi con Jesus Rodríguez…
“Cambierà. Dipende dalla partita. Non è per dare più protagonismo a uno o all’altro, ma dipende anche dalle caratteristiche del terzino sinistro avversario, dove c’è più spazio e chi è più adatto a quel ruolo in partita. Dipende, non c’è una sola scelta. Io voglio che Nico e Caqueret giochino dentro il campo comunque”.

Nico Paz mai pensato tra i due di centrocampo?
“No. Può farlo in futuro, quando sarà più maturo e stabile dentro il calcio. Ma lui è un giocatore di trequarti, una seconda punta. Anche perché le nostre dinamiche con i due playmaker stai sempre basso. Serve una sicurezza con la palla, una maniera di pensare e analizzare le situazioni che Nico non ha. È d’istinto, quando è basso ti può perdere un pallone, non è Perrone o Baturina. È molto specifico il ruolo di centrocampista”.

Quanto incide la partita con il Bologna per la Roma?
“Io vedo una squadra forte. Pellegrini, Mancini non hanno giocato. Malen è straordinario. Hermoso non ha giocato e giocherà. Hanno tante carte sul tavolo per creare problemi, una squadra forte e già abituata a fare questo tipo di settimane”.

Che Roma si aspetta domani?
“Voglio vedere un Como con voglia, propositivo, con grandissima mentalità e coraggio. Come sempre, con il pressing alto e asfissiante, con giocatori di grandissima fisicità. Sanno esprimere il calcio molto bene”.

Potrebbe schierare una difesa a 3? Gli esterni sono molto importanti per entrambe le squadre…
“Tutti gli esterni devono difendere ed essere disponibili. Non abbiamo ancora preparato la fase difensiva, ne parleremo domani. Vediamo come lo faremo. E provare a frustrarli, metterli in difficoltà. Più che contenere attaccare la fascia di Wesley? Se vai con Diao, poi lui ti attacca la profondità alle spalle. Ha buon piede, dribbling, può giocare a destra e sinistra. Il buon giocatore sa sempre fare qualcosa. Noi dobbiamo essere forti come gruppo, dobbiamo essere organizzati, aggredire e pressare”.

A livello psicologico sarà una battaglia con la Roma. E Gasperini che ha criticato il modo in cui gioca Butez…
“Sì, è un tipo di squadra che se non stai bene ti fanno soffrire. Se hai un giorno brutto, non sei concentrato e perdi palloni, ti fanno male in contropiede. Però noi siamo già abituati a questo tipo di partite e atteggiamento. Servono maggiori soluzioni possibili”.

Appello ai tifosi? Come una Bombonera?
“Dev’essere sempre così. Anche in Serie B l’atmosfera era bellissima. Noi siamo molto contenti, sappiamo che sono dietro di noi, ma dobbiamo alimentare questa voglia ed energia, per essere sempre con noi e diventare sempre più forti. Con tifosi e squadra uniti l’energia si moltiplica”.

Meglio giocarla al Sinigaglia?
“Sì, davanti alla nostra gente. Siamo più forti. Dire di vincerle tutte se ha aiutato? Sì. Abbiamo fatto 6-7 acquisti, gente nuova che si doveva adattare, dobbiamo capire dove possiamo fare meglio. Però l’anno scorso a inizio stagione, sapendo che sei al primo anno in Serie A, volevamo vincere ma ci siamo chiesti ‘siamo capaci di farlo?’. Non sempre. Poi abbiamo aggiunto Caqueret, Vojvoda abbiamo alzato molto il livello, con continuità, allenamenti e l’idea era più chiara. Prima andavamo a dormire ed era una squadra di Serie B. Qualitativamente non eravamo prontissimi. Penso che abbiamo trovato la forza dentro, di andare a vincere con naturalezza. È un passo molto importante”.

Ci sono similitudini tra la vecchia Atalanta di Gasperini e la Roma di oggi?
“Non voglio dire se ci sono differenze, ma idee simili. Cose diverse sì, ma l’identità di Gasperini si vede e si sente. Con giocatori diversi ma caratteristiche simili all’Atalanta prima. Ma è sorprendente quanto porti velocemente l’identità”.

Quanto le fa paura non avere Perrone nel caso?
“Che Perrone sia importante per noi lo sanno anche su Marte. Però lui per me dev’essere il playmaker del futuro. Se non lo farà, ci andrà molto vicino. Lui ha caratteristiche molto specifiche, è molto importante nel calcio di oggi. Però non c’è paura, abbiamo giocato senza Caqueret, esterni, abbiamo fatto bene anche nella difficoltà ed è merito della squadra. Però non voglio togliere il merito a Maxi, è cresciuto molto, c’erano dei dubbi qui dentro se fosse dovuto essere lui l’acquisto. A me piace molto, per la maniera che gioca e alla sua età. Ha tanta voglia, giocatore intelligente, capisce tante cose velocemente”.

X, Gualtieri sullo Stadio: “Nascerà un nuovo polo urbano e un’infrastruttura multifunzionale”. Veloccia: “Giornata storica per la città” (VIDEO)

Dopo l’approvazione del Progetto di fattibilità tecnica ed economica del nuovo Stadio della AS Roma, il sindaco Roberto Gualtieri ha espresso tutta la propria soddisfazione su X. Le sue parole: “Giornata storica per la città: l’Assemblea Capitolina ha approvato il Progetto di fattibilità tecnica ed economica del nuovo Stadio della AS Roma nell’area di Pietralata, confermandone l’interesse pubblico. Un’area che per troppi anni è rimasta in stato di degrado verrà finalmente riqualificata. Nascerà così un nuovo polo urbano e un’infrastruttura multifunzionale pensata anche per essere usata per eventi extrasportivi. Lo stadio avrà una capienza di 60.605 posti, con una curva da 23.000 posti tra le più grandi d’Europa, e ospiterà anche funzioni aperte alla città. Tutta l’Amministrazione ha svolto il suo lavoro fino in fondo affinché la città possa avere uno stadio moderno, integrato nel tessuto urbano e capace di rigenerare l’area con nuovi spazi verdi e servizi utilizzabili ogni giorno dai cittadini.”

Anche l’Assessore all’Urbanistica della città di Roma, Maurizio Veloccia ha commentato l’arrivo alla fase finale per il nuovo stadio della Roma.

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Genoa, De Rossi duro: “So cosa sarebbe successo se avessimo perso contro la Roma con quella formazione. Grave dubitare di una persona che sta nel calcio da 20 anni”

Intervenuto in conferenza stampa all’antivigilia di Verona-Genoa, De Rossi è tornato sulla vittoria contro la Roma. Questo uno stralcio delle sue parole: “Io so benissimo cosa sarebbe successo contro la Roma se avessimo perso con quella formazione. Ho letto cosa è successo dall’uscita della formazione ed è gravissimo dubitare una persona che sta nel calcio da 20 anni perché gioca contro la sua squadra o perché fa una formazione diversa. Io oggi sarei stato qui a presentarmi come uno che doveva scusarsi perché aveva lasciato vincere la sua squadra ed è allucinante, è tutto figlio di una ferocia e di quanta gente ha voglia di chiacchierare, ma non ci torniamo perché siamo superiori a questo”.

Hai la possibilità di scegliere due attaccanti su una rosa di quattro punte?

“Ho letto che potessero sfiancare la Roma per poi far entrare i più forti. No. Penso che abbiano fatto partite incredibili tutti e due considerando poi che Ekhator è un 2006 e ha giocato spalla a spalla con un dei difensori più forti del campionato come N’Dicka. Quando dico che ho quattro-cinque dubbi mi riferisco anche agli attaccanti”.

Contro la Roma abbiamo visto due mastini a centrocampo come Masini e Frendrup.

“La Roma è una squadra che fa un gioco particolare. I centrocampisti si abbassano molto e a giocare al posto dei difensori quando sono in costruzione e la pressione non è di dieci metri ma molto più lontano. Sapevo che Masini e Frendrup hanno la capacità di pressare a 30 metri senza abbassare l’intensità. Ciò non vuol dire che quando dovremo giocare la palla loro due non giocheranno. Entrambi in allenamento si fermano a preparare la loro parte meno forte”.

Totti nuovo testimonial COFRA: “Sono orgoglioso, la sicurezza è fondamentale”

In attesa di scoprire quello che sarà il suo futuro nella Roma, Francesco Totti sarà il nuovo volto della campagna marketing di Cofra. Questo il comunicato:

“COFRA punta su Francesco Totti per rafforzare il proprio posizionamento nel mercato dell’antinfortunistica e della sicurezza sul lavoro. L’azienda italiana, con sede a Barletta e attiva a livello internazionale, ha annunciato oggi la scelta dell’ex Capitano della AS Roma come nuovo testimonial ufficiale del brand. La collaborazione prenderà il via con una campagna marketing e media integrata che sarà lanciata nella primavera 2026 e che vedrà Totti protagonista su TV, digital, stampa e social media. Un progetto strategico pensato per consolidare la leadership dell’azienda e promuovere una cultura della sicurezza sempre più diffusa e contemporanea. Fondata nel 1938 come realtà artigianale specializzata nella produzione di calzature, COFRA è oggi un gruppo internazionale che sviluppa e distribuisce dispositivi di protezione individuale e soluzioni complete per la sicurezza sul lavoro. Innovazione tecnologica, ricerca sui materiali e controllo diretto dei processi produttivi rappresentano i pilastri di una crescita costante che ha reso il marchio un punto di riferimento per professionisti e imprese in tutto il mondo. Oggi COFRA è presente in oltre 80 Paesi nel mondo e le sue calzature sono ai piedi dei lavoratori delle più grandi imprese appartenenti a tutti i settori merceologici: dall’automotive al food, dalla chimica al comparto petrolifero. L’azienda è in grado di offrire soluzioni di protezione altamente specializzate, progettate per rispondere anche ai fattori di rischio più specifici, garantendo standard elevati di sicurezza, comfort e affidabilità in ogni contesto operativo.”

Le parole di Totti:

“Sono davvero felice di entrare a far parte della famiglia COFRA. Parliamo di un’azienda che protegge milioni di lavoratori con competenza e serietà. La sicurezza è un valore fondamentale, dentro e fuori dal campo: rappresentare un marchio leader in questo settore è per me motivo di grande orgoglio.”

La scelta di Totti — simbolo di affidabilità, determinazione e leadership — si inserisce in un percorso di evoluzione dell’identità del brand, con l’obiettivo di dialogare in modo ancora più diretto con il mercato e con le nuove generazioni di professionisti.

Le parole di Giuseppe Cortellino, CEO di COFRA:

“Francesco Totti è un’icona dello sport italiano e incarna valori di impegno, responsabilità e credibilità che coincidono perfettamente con la nostra visione aziendale. Questa partnership rappresenta un passaggio importante nella strategia di crescita e comunicazione del gruppo. Vogliamo portare il tema della sicurezza sul lavoro al centro dell’attenzione pubblica, con un linguaggio forte, positivo e riconoscibile.”

Il lancio ufficiale della campagna è previsto per la primavera 2026 e sarà accompagnato da iniziative dedicate a clienti, partner e stakeholder, con contenuti esclusivi e attività speciali.

Coppa Italia Femminile, ROMA-INTER 1-1: beffa finale per le giallorosse

Beffa finale per la Roma Femminile, che nell’andata delle semifinali di Coppa Italia contro l’Inter non va oltre l’1-1 dopo una gara dominata. Giallorosse avanti con Babajide al 52‘, salvo poi subire il pareggio nerazzurro allo scadere con Wullaert. Si deciderà tutto al Tre Fontane.

IL TABELLINO

ROMA : Lukasova; Bergamaschi (62′ Thøgersen), Antoine, Oladipo, Veje; Csiki (88′ Ventriglia), Giugliano; Babajide (77′ Haavi), Dragoni, Greggi; Viens (77′ Dorsin).
A disp.: Baldi, Soggiu, Piekarska, Testa, Valdezate, Galli.
All. Luca Rossettini

INTER : Rúnarsdottir; Bowen, Milinkovic, Andrés; Merlo (58′ Schough), Tomaselli (46′ Vilhjalmsdottir) Magull, Detruyer (77′ Tomasevic), Glionna; Wullaert, Polli (90’+3′ Csiszar). A disp.: Ivarsdottir, Robbioni, Pleidrup, Santi, Robustellini, Paz, Bartoli, Consolini. All. Gianpiero Piovani

Arbitro: Deborah Bianchi della sezione di Prato
Assistenti: Cristiano Pelosi – Luigi Ingenito
Quarto Ufficiale: Pierludovico Arnese

Ammonizioni: Milinkovic (INT), Andres (INT)

Marcatrici: 52′ Babajide, 88′ rig. Wullaert

PRUZZO: “Il momento richiede di pensare al concreto” – TREVISANI: “La Roma non deve mandare all’aria otto mesi di lavoro”

La Roma si trova di fronte a una settimana che potrebbe definire l’intera stagione, tra il ritorno di Europa League con il Bologna e la delicata sfida di Como. Roberto Pruzzo chiede concretezza per non vanificare il percorso fatto finora: “Il momento richiede di lasciar perdere un attimo il calcio spettacolo e pensare al concreto”. Un’analisi che trova sponda nelle parole di Riccardo Trevisani, per il quale i prossimi giorni rappresentano un crocevia della stagione: “Questa settimana capiremo tante cose della Roma: la squadra si deve dare la chance di non mandare all’aria in una settimana otto mesi di lavoro”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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C’è il rischio di vanificare tutto il lavoro fatto negli ultimi mesi, il momento richiede di lasciar perdere un attimo il calcio spettacolo e pensare al concreto. Se Bologna-Roma finisse 0-0 non mi meraviglierei (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Questo è uno snodo importante per la Roma: passare il turno in Europa League e vincere a Como farebbe tutta la differenza del mondo. Contro il Bologna metterei la miglior formazione possibile (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Ieri, per la prima volta in stagione, ho avuto la sensazione di vedere Gasperini un po’ preoccupato: la Roma si gioca tutto in questa settimana (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Stasera è una partita fondamentale e la Roma è favorita contro il Bologna. Como? Non penso che i giallorossi possano vincere in casa dei lariani, ma la squadra di Fabregas non è il Real Madrid… (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Manà Manà Sport, 90.9)

Zaragoza? Se non avesse una possibilità nemmeno contro il Bologna non sarebbe una bocciatura da parte di Gasperini, ma una chiara dichiarazione di intenti su quanto lo consideri (GABRIELE CONFLITTI, Manà Manà Sport, 90.9)

El Aynaoui deve dare delle risposte, sembra involuto rispetto a quanto fatto vedere in Coppa d’Africa. In alcune partite ho rivisto la timidezza delle gare iniziali (GABRIELE TURCHETTI, Manà Manà Sport, 90.9)

La coppia Vaz-Malen? Mi sembra che Gasperini abbia bocciato questa opzione (MARCO JURIC, Manà Manà Sport, 90.9)

Questa settimana capiremo tante cose della Roma: la squadra si deve dare la chance di non mandare all’aria in una settimana otto mesi di lavoro (RICCARDO TREVISANI, Manà Manà Sport, 90.9)

In questo momento Gasperini dà priorità alla coppa. La partita di oggi è un’occasione per El Aynaoui (FRANCESCO BALZANI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Prevedo una Roma aggressiva sui centrali difensivi del Bologna. Gasperini ha lavorato molto sull’aspetto mentale (UGO TRANI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Italia, Gattuso segue da vicino Pisilli: stasera atteso uno scout al Dall’Ara. Domenica il ct sarà a Como

Niccolò Pisilli ha attirato su di sé le attenzioni del ct Rino Gattuso, che ha in programma di convocare la classe 2004 giallorossa per le partite dei playoff. Stasera ci sarà uno scout della FIGC ad osservarlo durante Bologna-Roma; mentre Gattuso seguirà direttamente il centrocampista domenica a Como.


Mariolina Bernardini: “Bologna nel cuore, papà voleva dare lo Scudetto alla Roma”

GASPORT – Sorride. Ogni aneddoto è un lampo. «Quando rileggo o rivedo la frase “Così si gioca solo in Paradiso” mi emoziono. Non era uno slogan: era una verità. Una fotografia». Mariolina è a Roma e ricorda il papà con una dolcezza che ti conquista. Papà Fulvio Bernardini, capitano della Roma e allenatore scudettato col Bologna, l’uomo che ha messo il timbro in maniera decisiva su tante piazze: da calciatore, da guida. «Fra i suoi sogni aveva anche quello di poter vincere lo scudetto da tecnico Roma. Ora le raccontò come andò…». (…)

Quanto è tifosa del Bologna?

Molto tifosa, molto; ma sempre con l’affetto per la Roma ovviamente. Papà è stato la prima bandiera giallorossa, oltre 200 gare, capitano, lo sa che nella “Canzona” di Testaccio viene citato? Bellissimo. Tifosissima, però, del Bologna a tal punto che prima di ogni partita mi messaggio con Stefano Dall’Ara, il nipote di Renato: abbiamo un codice su whatsapp, scaramanticco. A suo tempo raccontavano che papà e Dall’Ara non andavano molto d’accordo perché Fulvio non andava a giocare a carte col presidente. La verità è che papà non amava parlare di calcio col presidente perché ci teneva a rimanere indipendente. Ma era un sentimentalone un po’ -. nascosto».

Di certo è stato una colonna della Roma.

«Dopo Lazio e Inter andò in giallorosso, 1928. Nella sua carriera disse di no due volte alla Juventus. Avrebbe potuto vincere tutto se ci fosse andato da calciatore e poi da allenatore. Nel primo caso conosceva molto bene il portiere juventino dei primi anni ’30: gli chiese di raggiungerlo, ma scelse di restare alla Roma, diventando anche capitano. Da allenatore lo chiamò Boniperti. Ma lui amava scegliere uomini e avere un piano triennale per vincere. A Giampiero disse: “Eddai, che ce vengo a fa’ , lo sanno tutti che la squadra la fai te”. Questo era mio padre. Alla fine è andata così: avrebbe potuto vincere tutto se fosse andato alla Juventus, ma non l’ha scelta ed è andato a prendersi altre due piazze nelle quali vincere, Firenze e poi Bologna».

Ma il rimpianto Roma c’è.

«Ecco, ma devo sottolineare che non retrocesse con lui eh… La storia, più avanti negli anni, è questa: i Marchiai, allora proprietari, vennero a casa e gli proposero un contratto. Papà era contentissimo. Poi un socio degli stessi Marchiai scelse con un blitz di prendere Helenio Herrera. Papà ci rimase non male: malissimo. Uno dei suoi sogni sarebbe stato quello di allenare a lungo la Roma fino a portarla allo scudetto. È un cruccio che si è sempre portato addosso».

(…)

Quindi come si pone davanti a questo euroderby?

«Posso banalizzare, cosa che solitamente non amo? Ho seriamente il cuore diviso a metà. Il Bologna è una società super, mi hanno chiamato quando c’era Motta e mi hanno fatto visitare il centro tecnico e poi la terrazza al Dall’Ara intitolata a Fulvio. LI. Roma mi ha già chiamato perché nel 2027 compirà 100 anni. Amo entrambe, ma il tifo per il Bologna è sempre stato vivo, forte».

Stadio della Roma, Fdi pronta all’astensione

Venerdì l’Assemblea capitolina voterà l’interesse pubblico per il progetto del nuovo stadio della Roma. Fratelli d’Italia si asterrà. I consiglieri non si opporranno, ma non approveranno l’interesse pubblico sul progetto dell’As Roma e del comune per la nuova arena giallorossa. L’annuncio verrà fatto oggi dal gruppo capitolino del partito di Giorgia Meloni, che ha convocato una conferenza stampa insieme al coordinatore romano e deputato Marco Perissa. Il sostantivo astensione, però sarà più di un voto. Sarà la strategia del partito su tutti i più scottanti dossier infrastrutturali della città. Dallo stadio, appunto, fino al termo-valorizzatore. (…) Oggi, infatti, spiegheranno per filo e per segno cosa non va nell’attuale progetto dello stadio: dal nodo della mobilità fino ai 30 milioni di euro di oneri senza vincolo di destinazione. Critiche specifiche per dire: se vinciamo nel 2027 non stracceremo il progetto, ma chiameremo Roma per modifiche essenziali a rendere lo stadio un’opera di vero interesse pubblico. Un approccio che sarà replicato nel programma anche per quel che riguarda il termovalorizzatore. (…)

(Il Foglio)

Poveri ma brutti

Finalmente una buona notizia dopo i 6 gol presi dall’Atalanta col Bayern, gli 8 dalla Juve col Galatasaray, i 5 dall’Inter col Bodø e i 6 dal Napoli col Psv, e in tutto fanno 25. Finalmente una buona notizia, dicevo: ai quarti di finale dell’Europa League porteremo sicuramente un’italiana (…). Temo peraltro che sarà l’unica superstite del nostro campionato poiché la Fiorentina non sembra intenzionata a trascurare la salvezza per una Conference qualsiasi. L’italian floppone non può più sorprendere: siamo pur sempre quelli che hanno saltato due edizioni di fila dei Mondiali e a fine mese rischiano di realizzare il triplete della vergogna. (…) Meglio, a questo punto, occuparsi dell’euroderby Bologna-Roma, la sfida tra un tecnico abbonatosi alle finali, Italiano, e uno che si è specializzato in miracoli tecnici e nella produzione di ricchezza per il club, Gasperini. Da ultrà bolognese e direttore del Corriere dello Sport-Stadio questa partita avrei voluto vederla a Istanbul, lo confesso. Ma non si può avere tutto. (…)

(corsport – I. Zazzaroni)