Zago: “Migliori difensori italiani? Mancini è forte, è uno che lascia tutto in campo” (VIDEO)

SPORTITALIA – Tenacia, grinta e una cattiveria agonistica spesso esorbitante, sono alcune delle caratteristiche che da calciatore hanno contraddistinto Antonio Carlos Zago, chiamato anche “Terminator”. Il campione brasiliano, protagonista dello scudetto del 2001 con la maglia della Roma è stato intercettato ai microfoni dell’emittente televisiva a poche ore dal raduno di Operazione Nostalgia. Se c’è un calciatore che nella Roma di oggi rispecchia maggiormente ciò che è stato Zago, quello può essere senza dubbio Gianluca Mancini. L’ex giallorosso ha speso bellissime parole per il numero 23.

Un’analisi dei migliori difensori italiani «Io penso che Mancini anche se non attraversi un buon momento, è forte, è uno che lascia tutto in campo. Poi c’è Bastoni che sta nel giro della nazionale e un altro è Calafiori che mi piace per come sa uscire con la palla, è uno che gioca un pò di più».

Aldair: “Champions? Non dipende solo dalla Roma. Wesley ha avuto un impatto positivo” (VIDEO)

SPORTITALIA – Tra i tanti ospiti d’onore al raduno di Operazione Nostalgia che si terrà al Palasport di Roma, c’è anche “Pluto” Aldair. Il campione brasiliano, ai microfoni dell’emittente televisiva, ha parlato del momento della Roma, in piena lotta nella corsa alla Champions League, e si è soffermato anche sulla prima stagione in giallorosso di un suo connazionale, ovvero Wesley.

Secondo te la Roma riuscirà ad arrivare in Champions?
«In questo momento ci sono delle squadre davanti. La Roma deve cercare di finire bene il campionato, ci deve provare e fare più punti possibili. Non dipende solo dalla Roma».

Ti aspettavi un impatto così positivo di Wesley?
«Il primo anno è molto difficile, lui ha avuto un impatto positivo e questo è un bene anche per la società. Non è facile il primo anno nel campionato italiano».

Como, Da Cunha: “Champions? Più difficile arrivare in nazionale”

SKY SPORT INSIDER – Il Como, a otto giornate dal termine del campionato, occupa il quarto posto che vale l’accesso alla prossima Champions League. La squadra di Fabregas nelle ultime settimane sta alzando sempre di più il proprio rendimento, le vittorie contro le dirette concorrenti Juventus e Roma hanno dato ulteriore spinta ai Lariani che si trovano a tre lunghezze di vantaggio da entrambe. A parlare è il capitano del Como, e pilastro del centrocampo, Lucas Da Cunha. Ecco le sue parole.

L’ambizione della convocazione in nazionale visto le ottime prestazioni con la maglia del Como?
«Francia e Portogallo? Oggi la vedo un po’ di più come un obiettivo, perché sento che, se continuo a fare bene, posso meritare anche io una chiamata. Ma non è qualcosa a cui penso ogni giorno. Devo concentrarmi sul mio lavoro e sul Como. Poi, se un giorno arriverà la chiamata, sarò molto contento. È sicuramente qualcosa di importante per la mia carriera».

Più difficile la nazionale o la Champions con il Como?
«Secondo me è più difficile arrivare in nazionale».

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Instagram, Aldair ricorda l’esordio di Totti: “L’inizio di una storia unica”. Il Capitano ringrazia (FOTO)

28 marzo 1993, una data storica per la Roma e per il calcio italiano. In quel lontano Brescia-Roma di esattamente 33 anni fa, Francesco Totti faceva il suo esordio in prima squadra con la maglia della Roma. L’idillio di una carriera che ha fatto la storia del calcio.

Tra i tanti messaggi social che hanno voluto omaggiare la ricorrenza, spicca il post pubblicato sul proprio profilo Instagram da Aldair, campione d’Italia con la Roma nel 2001. Il brasiliano ha pubblicato un messaggio d’amore e riconoscenza nei confronti dello storico numero 10: “28 marzo 1993. L’inizio di una storia unica. Un ragazzo che sarebbe diventato capitano, simbolo e leggenda di questa maglia. Un legame eterno” ha scritto l’ex difensore giallorosso. Parole al miele che testimoniano come ancora oggi non manchi l’affetto tra i due.

Nella sezione commenti del post non è mancata la risposta di Totti: “Grazie amico mio” ha scritto l’eterno numero 10.

Udinese, Mlacic: “Roma? La trattativa non si è concretizzata e ho scelto di venire qui”

SPORTSKE NOVOSTI – Nell’ultima sessione invernale di calciomercato la Roma ha cercato di rinforzare non solo l’attacco, ma anche il proprio reparto difensivo. Il direttore sportivo Massara aveva individuato nel croato classe 2007 Branimir Mlacic un colpo per il presente ma importante soprattutto in ottica futura. Il difensore era seguito fortemente anche dall’Inter, ma entrambe le piste sono sfumate. Nonostante ciò Mlacic ha comunque raggiunto la Serie A trasferendosi dall’Hajdukk Spalato all’Udinese per cinque milioni di euro.

Il giovane difensore, complice anche qualche infortunio nel reparto arretrato dei friulani, è entrato nelle rotazioni di Kosta Runjaić e si sta mettendo in mostra. Mlacic si è espresso sulla situazione di mercato che lo ha coinvolto a gennaio, parlando anche della possibilità di vestire la maglia della Roma: “Per quanto riguarda la Roma, in quel momento non si è concretizzata la trattativa e ho deciso per l’Udinese“.

Inoltre, è arrivato anche un commento sull’interessamento da parte dell’Inter: “È un onore essere chiamati da un club così grande come l’Inter, ma non credo che avrei dovuto fare un salto così grande. Spero che arrivi il momento in cui sarò pronto per un livello del genere”.

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Svilar, portiere in esilio

Persino giardinieri e inservienti si stupiscono nel vederlo ancora qua. «Mile, ma come fai a non perdere la pazienza?». Dopotutto, il sangue freddo è la virtù dei numeri uno. Ma a Trigoria la storia si ripete: ogni volta che cala il sipario sulla Serie A e i migliori fanno le valigie per raggiungere i rispettivi ritiri nazionali, c’è chi non s’imbarca bensì resta, appendendo i guantoni al chiodo. I romanisti – e non solo loro – continuano a chiedersi per quale assurda ragione un fenomeno dei pali come Svilar, tra i migliori portieri d’Europa, non trovi posto in nessuna lista dei convocati. La verità è che il signor Mile è un numero uno senza patria. […]

Tutto nasce da un fatto: i 45 minuti giocati da Svilar con la Serbia, il primo settembre del 2021, contro il Qatar in un’amichevole, tra l’altro subentrando nella ripresa al titolare Rajković. Svilar aveva svolto l’intera trafila delle giovanili con il Belgio fino all’Under 21, lui che è nato e cresciuto ad Anversa passando dai vivai di Beerschot, GBA e Anderlecht. […]

A un certo punto il ragazzo deve aver sentito di tradire le proprie origini, così ha comunicato la sua volontà di accettare solamente chiamate dalla prima madre patria. Solo che le regole, almeno formalmente, glielo impedirebbero. Da qui la rabbia della Serbia, che lo ha ripudiato, l’attesa del Belgio, che non vede l’ora di chiamarlo, e il destino di un ragazzo che si trova tra coloro che son sospesi. […]

Il regolamento Fifa è cambiato nel 2020: un tempo bastava una presenza in competizioni ufficiali per “bloccare” a vita qualsiasi velleità di cambiamento. Da sei anni switchare è più semplice: è necessario che il calciatore fosse in possesso del passaporto del paese che vuole rappresentare già mentre scendeva in campo con l’altro (Svilar ce l’aveva), che l’atleta non abbia giocato più di tre partite (anche questo punto è ok), di cui nessuna in competizioni mondiali o continentali (idem) e che siano passati almeno tre anni dalla sfida contestata (ok pure qui). Il nodo, in questa fattispecie, riguarda la data del compleanno: l’ultimo punto del regolamento riguarda infatti l’impedimento per chi ha superato i 21 anni e Svilar, quell’1 settembre del 2021, ne aveva compiuti 22 da quattro giorni. Da mesi un gruppo di avvocati sta chiedendo alla Fifa di prevedere una deroga per i casi “alla Svilar”, nato in Belgio, passato dalle giovanili dei Red Devils, in possesso di tutti i requisiti ma “condannato” all’esilio per 96 ore appena. 

(corsport)

 

Calciomercato Roma, dalla Turchia: il Fenerbahce avvia i contatti con Dybala. Piace anche in Spagna e MLS

Sirene turche per Paulo Dybala. Il futuro del fantasista argentino, in scadenza di contratto con la Roma e attualmente indisponibile per infortunio è sempre più lontano dalla Roma. Improbabile un suo rinnovo di contratto, le strade della Roma e Dybala dopo quattro anni sono pronte a separarsi. Possibile un suo ritorno in patria, al Boca Juniors, ma anche un’altra pista, che in passato si è avvicinata al numero 21, si sta riaccendendo, ovvero quella del Fenerbahce.

Come svelato dal giornalista Matteo Nava a un portale turco il club ha avviato i contatti con l’entourage del campione argentino. Il Fenerbahce spinge per portare esperienza e qualità nel proprio organico. Dybala potrebbe tentennare, con la possibilità di strappare un contratto importante e fare un’ultima esperienza in Europa, anche se la possibilità del ritorno a casa è sempre concreta. La situazione Dybala, però, viene seguita attentamente anche da alcuni club spagnoli e della MLS. Intanto, i contatti con il Fenerbahce sono iniziati.

(Sabah.com)

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Roma-Everton e l’Europa a rischio causa multiproprietà dei Friedkin: il caso Red Bull, la strategia del City e la retrocessione del Palace

LAROMA24.IT – La Roma è in piena lotta per un piazzamento europeo, attualmente al sesto posto la squadra di Gasperini si trova nel bel mezzo di una lotta che la potrebbe portare a giocare la Champions League il prossimo anno, con il quarto posto lontano tre lunghezze, ma uno scenario certamente possibile la potrebbe far tornare in Conference. Di mezzo c’è la competizione con cui i giallorossi continuano ad avere un conto in sospeso, l’Europa League. Una vera e propria lotta per l’Europa a otto giornate dal termine della stagione. Situazione analoga è quella dell’Everton, dopo annate con più bassi e alti, l’altro club guidato da Dan Friedkin sta vivendo un’ottima stagione in Premier League. Attualmente l’Everton è ottavo, a pari punti con il Brentford settimo e in zona Conference. Il quinto posto, valido per la Champions League è lontano tre punti. Uno scenario in cui la Roma, per forza di cose, guarda interessata. La Uefa non transige: squadre con la stessa proprietà non possono rischiare di affrontarsi nelle competizioni, una delle due deve rinunciare. Ci sono dei precedenti che testimoniano come la Uefa sia inflessibile in merito.

Proprio nella passata stagione, infatti, Crystal Palace e Lione, entrambe di proprietà di John Textor si sono qualificate in Europa League. La Uefa è immediatamente intervenuta, il regolamento e precisamente l’Articolo 5, comma 1 è chiaro: «Nessuno può essere contemporaneamente coinvolto, direttamente o indirettamente, nella gestione, nell’amministrazione e/o nel rendimento sportivo di più di un club che partecipi al club». Nonostante Textor avesse venduto le quote del club non è stato possibile far giocare ad entrambe le squadre l’Europa League, questo perché le norme Uefa non prevedono eccezioni per le cessioni effettuate dopo il 1° marzo. A farne le spese è stato il club inglese, retrocesso in Conference League. Il Lione, invece, ha raggiunto l’Europa League per aver ottenuto una posizione in classifica più alta. Uno scenario che, per forza di cose, fa paura alla Roma.

Un altro esempio in cui c’è stato un cambio consistente del Cda è quello che ha riguardato il City Football Group. Nel 2024-2025, Manchester City e Girona si sono entrambe qualificate per la Champions League. Nessuna delle due formazioni, però, è stata esclusa dalla massima competizione per club. Questo a causa di un cambio all’interno del Cda. I nomi presenti in entrambi i Cda sono stati esclusi per evitare la retrocessione in Europa League in questo caso del Girona. Una mossa che, però, non è più concessa dalla Uefa non oltre il 1° marzo. Motivo per cui, come detto, il Crystal Palace ha dovuto rinunciare all’Europa League.

La Roma attualmente è sesta in campionato, quindi più in alto dell’Everton. Ma nel caso le due squadre dovessero qualificarsi per la stessa competizione ottenendo lo stesso piazzamento, ad avere la precedenza sarà l’Everton, perché a fare fede è il ranking del campionato. Con la Premier League in netto vantaggio sulla Serie A.

Tornando indietro nel tempo, un altro caso che ha fatto discutere è quello che riguarda Lipsia e Salisburgo. I club guidati dal “modello” Red Bull, nel 2018 si sono qualificate entrambe per la Champions League, ma l’Uefa dopo diversi controlli ha dato il via libera ritenendo come la relazione tra Red Bull e il Salisburgo, in seguito alle modifiche, è diventata una relazione di sponsorizzazione standard. Infatti, ci sono state molte modiche nel Cda di Red Bull ed è stato ridotto l’accordo di sponsorizzazione tra i due club.

Calciomercato Roma, rivoluzione in attacco: resta nel mirino Yuri Alberto del Corinthians

L’attacco della Roma in vista della prossima stagione verrà rivoluzionato. Contratti in scadenza e fine prestiti, il reparto offensivo giallorosso al 1 luglio 2026 sarà composto presumibilmente dai soli Vaz, Malen, Dovbyk e Soulé. Improbabile, infatti, che i contratti di Pellegrini, Dybala e El Shaarawy verranno prolungati. Zaragoza, Ferguson e Venturino, invece, sono in prestito. Di conseguenza, sarà necessario intervenire pesantemente in attacco durante il mercato estivo per regalare, nel caso dovesse rimanere, a Gasperini calciatori pronti e capaci di incidere da subito, in stile Malen. Un nome che sembra essere tornato di moda è quello di Yuri Alberto, attaccante che già la scorsa estate era finito sotto il mirino di Massara.

Classe 2001, attaccante brasiliano di proprietà del Corinthians con grande fiuto del gol. Rapido e di movimento, capace di muoversi su tutto il fronte offensivo. 183 centimetri di altezza, e una forte fisicità. Yuri Alberto è un attaccante completo, capace di attaccare la profondità ma anche dialogare con i compagni. Massara lo monitora e attende sviluppi per poi cercare di affondare il colpo. Il brasiliano a 25 anni è pronto al grande salto, al calcio europeo, anche se in realtà nel 2022 era già arrivato in Europa, allo Zenit. L’inizio del conflitto con l’Ucraina lo ha poi spinto a tornare in patria.

Per lui, già la scorsa estate, in un’intervista rilasciata al quotidiano, aveva testimoniato Falcao: “Peccato non l’abbiano preso”, disse il campione brasiliano in riferimento all’interessamento della Roma.

(Il Messaggero)

X, 36 anni fa il gol di Bruno Conti contro il Verona. Il ricordo della Roma: “L’ultimo di una carriera leggendaria” (VIDEO)

Il 25 marzo 1990, precisamente 36 anni fa, Bruno Conti metteva a segno il suo ultimo gol con la maglia della Roma. Lo storico numero 7, campione d’Italia con i giallorossi nel 1983 e campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982, è una delle più grandi leggende giallorosse. Oltre 50 anni di Roma, tra giocatore, allenatore e dirigente.

402 partite da calciatore, condite da 47 gol. L’ultimo nella sfida interna contro il Verona datata 25 marzo 1990. Una punizione potentissima calciata dalla lunga distanza che è terminata sotto la traversa. Un bolide imprendibile, un gol decisamente d’altri tempi. La Roma sul proprio profilo X ha pubblicato il video del gol di Conti. “36 anni fa il gol di Bruno Conti al Verona. L’ultimo di una carriera leggendaria” ha scritto il club sui social.