La Roma e il mal di attacco: mai così pochi gol alla 31esima giornata di A dal 1994-1995. Per Gasp dato peggiore negli ultimi dieci anni

LAROMA24.IT – (FABIO D’ASCANIO) La stagione della Roma sta scivolando via. Dopo la batosta di San Siro, la formazione di Gasperini è entrata, per forza di cose, in un periodo di crisi. Nell’ultimo mese, tra la corsa Champions divenuta molto complessa e l’addio doloroso all’Europa League, i giallorossi si sono persi. E il punto di forza della prima metà di stagione, ovvero la difesa, non è più una certezza. La porta di Svilar viene violata più volte, numeri completamente opposti per quella che per mesi è stata la migliore difesa d’Europa. Nel mentre, i numeri del reparto offensivo sono migliorati, complice soprattutto l’arrivo a gennaio di Malen, che si è preso sulle spalle l’attacco. Ma l’olandese, da solo, non basta. Alla 31esima giornata di campionato,la Roma ha prodotto 42 reti. Un dato che segna un record negativo per i giallorossi. Mai così pochi gol a questo punto del campionato negli ultimi 30 anni.

Questa mancanza di gol, inoltre, arriva con un uomo in panchina che nel recente passato è stato capace di guidare l’Atalanta per ben due volte a realizzare più di 100 gol complessivi in stagione: 103 reti nel 2018-2019, e 116 nel 2019-2020. Con la Roma per Gasperini si tratta di un trend completamente opposto. D’altronde il tecnico non ha mai nascosto il suo malcontento e le sue esigenze (mancate) per il reparto offensivo. L’estate scorsa in pochi si sarebbero aspettati una vena realizzativa così povera della Roma targata Gasperini .

Tornando indietro nel tempo, per trovare una stagione meno prolifica della Roma a questo punto del campionato bisogna tornare alla stagione 1994-1995, con soli 36 gol realizzati.

Per quanto concerne, invece l’attuale tecnico giallorosso, per trovare un campionato meno prolifico alla 31esima giornata bisognare tornare alla sua esperienza al Genoa, nello specifico alla stagione 2015-2016, con 36 reti.

X, la Roma festeggia il compleanno di Delvecchio: “Tanti auguri, SuperMarco” (FOTO)

Oggi, 7 aprile, Marco Delvecchio spegne 53 candeline. L’uomo dei derby è stato campione d’Italia con la Roma nel 2001 e nello stesso anno ha vinto anche la Supercoppa italiana. 300 presenze in maglia giallorossa, condite da ben 83 reti.

Il club ha voluto omaggiare la leggenda romanista in questo giorno speciale: “Tanti auguri, SuperMarco” è il messaggio scritto in un post pubblicato su X.

IL PUNTO DEL MARTEDÌ – FERRETTI: “Gasp non vorrebbe vedere metà di quelli che sono a Trigoria” – LO MONACO: “Friedkin deve decidere a chi dare fiducia”

La Roma esce sconfitta sonoramente da San Siro. I giallorossi falliscono l’ennesimo big match stagionale, e stavolta ne escono con le ossa rotte. L’Inter ne rifila 5, in una partita che nel secondo tempo ha visto la truppa di Gasperini crollare completamente. Le assenze importanti hanno complicato la missione, ma non giustificano la goleada, come scrive anche Mimmo Ferretti su Il Corriere dello Sport: “Le assenze anche a Milano hanno condizionato il rendimento del gruppo ma a tutto c’è, deve esserci un limite. La colpa non può essere sempre di chi non c’è: le responsabilità, in realtà, sono sempre di chi c’è. Allenatore compreso, perché in certi casi non esistono incolpevoli”. E così la Roma si ritrova nuovamente nel solito limbo. Arrivati ad aprile la Champions League è un miraggio, e questa squadra sembra cadere sempre negli stessi problemi. Serve una svolta decisiva, un cambiamento netto all’interno della rosa, come auspicato da Daniele Lo Monaco su Il Romanista: “Se davvero Dan Friedkin a cuore questo club e vuole portarlo in alto, come sempre informalmente Il club fa sapere, deve decidere adesso a chi dare fiducia: se la scelta è, come la logica vorrebbe, ribadire piena fiducia a Gasperini , la conseguenza è mandar via tutti quelli che non sono disposti a seguirlo fino in fondo e rendere subito operativo il piano del rafforzamento della squadra secondo le sue indicazioni”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


T. Carmellini – IL TEMPO

Sembra ieri che nella Capitale, sponda giallorossa, si «perculava» l’ex dg Baldini sul fantomatico «progetto». Una parola attorno alla quale si sono schiantati sogni, prese bufale, «lisciato» (di poco) obiettivi e cacciato persone (più o meno capaci). All’insegna del «progetto» a Roma si è fatto in passato di tutto, perché «tutto» era sacrificabile all’insegna del solo e unico PROGETTO. Ora che, molti anni dopo, le stagioni giallorosse sembrano assomigliare tutte maledettamente l’una all’altra, la parola in questione si usa meno, ma la sostanza è più o meno la stessa. Con gli americani in campo cambia il linguaggio ma bisognerebbe rimanere centrati sull’obiettivo finale. Friedkin fa trapelare, dopo l’ennesimo ko con una big, una «rivoluzione» a fine stagione: cosa tra l’altro già annunciata a dicembre 2024, ma poi non se ne fece più nulla. E va pure bene (tanto i tifosi romanisti di annunci simili ne hanno sentiti molti nel corso degli anni), il problema semmai è il fare, dopo il dire. Le parole sono belle ma restano appese nell’aria, adesso invece è il momento di entrare in azione e consentire alla Roma di fare l’ambito salto di qualità. Eppoi, bisognerebbe iniziare ad allinearsi tutti alle stesse posizioni, perché mentre la proprietà indicava i «veterani» come uno dei problemi da risolvere per il futuro, l’allenatore domenica sera (per l’ennesima volta) continua a difenderli a spada tratta palesando una stima tutt’altro che scontata. Insomma, c’è da mettersi intorno al tavolo e decidere prima gli uomini (dirigenza e staff compresi), poi i protagonisti della Roma del futuro e infine porsi degli obiettivi. Tutto questo per evitare che l’anno prossimo, allo stesso punto della stagione, ci si ritrovi come oggi a fare un altro bilancio amaro: l’ennesimo.


P. Condò – IL CORRIERE DELLA SERA

[…] Il pareggio di Udine, scialbo e camminato, ha rallentato l’allungo del Como verso il quarto posto. Nulla di strano, quando un traguardo esagerato diventa palpabile un po’ di braccino è nelle cose. Ma la frenata gli riporta addosso il fiato della Juve, non finisce la Roma e riapre uno spiraglio perfino all’Atalanta. La Juve ha disegnato un primo tempo di gioco e di impeto, una bellezza cui il Genoa non ha fatto nemmeno il solletico, ma in coerenza con l’intera stagione si è fermata a metà strada, e se i rossoblù non avessero sbagliato il solito rigore — quarto su otto -la loro reazione sarebbe stata molto pericolosa. Alla vigilia del match Spalletti s’era seccato per l’insistenza delle domande sul contratto, ma era stato lui a segnalare la pausa come momento più propizio per la firma, previa discussione su cosa manchi a questa Juve. La risposta visto l’andazzo è soprattutto mentale, ma esistono uomini che impersonificano questa dote: uno di loro è Ederson, che sta riportando sotto l’Atalanta e che l’Atletico vorrebbe aggiungere alla sua collezione made in Bergamo. Nelle prossime due settimane, Palladino affronta Juventus e Roma, il che significa che ha ripreso nelle mani buona parte del suo destino. […]


G. D’Ubaldo – CORRIERE DELLO SPORT

La netta sconfitta contro l’Inter, ancora più netta del 5-2 stabilito dal campo,
conferma le difficoltà della Roma contro le grandi. La squadra di Gasperini non ha mai vinto contro i club che la precedono in classifica, con le quali ha collezionato solo tre pareggi e una vittoria (contro il Como). Ma nonostante gli ultimi risultati negativi (solo otto punti nelle ultime sette partite), nulla è ancora perduto. Il quarto posto occupato dal Como dista solo quattro lunghezze, la Juventus ha tre punti in più, ma negli ultimi sette turni la Roma può recuperare posizioni, perché l’Udinese ieri ha fermato la squadra di Fabregas e questo significa che tutto può ancora succedere. Anche la Juventus ha avuto un rendimento altalenante. […] Il rendimento del reparto arretrato è calato paurosamente nella seconda parte della stagione. Quella che è stata che è stata la difesa meno battuta fino a un paio di mesi fa, oggi è solo quinta e nella partita di domenica ha preso tanti gol quanti ne aveva incassati nelle prime undici partite di campionato. C’è qualcosa da rivedere nella retroguardia, troppi errori individuali hanno frenato il cammino di Gasp. Svilar ha avuto qualche incertezza, ma resta uno dei migliori portieri della serie A. NDicka, Hermoso e Ghilardi, ora che mancherà Mancini, sono difensori affidabili. Bisogna ripartire da quello che è stato il punto di forza della squadra fino a pochi mesi fa.
Da dodici anni la Roma partecipa sempre alle competizioni europee, ci sono i presupposti per non restare fuori nella prossima stagione. […] A questo punto della stagione undici sconfitte sono tante, nell’epoca dei tre punti solo con Luis Henrique erano state di più (12), ma questa Roma non dà la sensazione di essere una squadra rassegnata. Nelle ultime partite Pellegrini ha incarnato questo spirito, anche sabato contro l’Inter è stato l’ultimo ad arrendersi. Nelle ultime otto partite ha tre gol e tre assist al suo attivo. In attesa di conoscere il futuro, guiderà la Roma in questo finale di stagione e Gasperini sa che su di lui può sempre contare.


I. Zazzaroni – CORRIERE DELLO SPORT

[…] Il giorno di Pasqua si è notata una volta di più la distanza tra Inter e Roma sul piano della qualità e della completezza dell’organico. La Roma dei Friedkin continua a commettere gli errori del primo giorno, non avendo ancora chiari l’indirizzo e i valori del calcio nel quale opera: assumere campioni della panchina quali Mourinho e Gasperini senza dotarli di una struttura tecnica di livello produce solo gli effetti indesiderati. In estate la proprietà si ritroverà nella condizione di dover rifare la squadra partendo da pochissime certezze e risorse limitate dal FPF. Non è il caso di cambiare strategia? Il Como ha un senso, è indiscutibile, così come l’Atalanta che ha messo a frutto le esperienze degli ultimi nove anni: Luca Percassi sa fare calcio. A modo suo, ma lo sa fare bene. La Juve è ancora alla ricerca di una superiorità tecnica che rispetti la sua storia, lo status: deve salire in fretta di livello e Spalletti può aiutarla nella crescita. […]


D. Lo Monaco – IL ROMANISTA

[…] Di scelte strategiche sbagliate che hanno portato a nuovi suggestivi e complicatissimi aggiustamenti ne sono state fatte tante ormai che si è perso il conto […] Se davvero Dan Friedkin ha a cuore questo club e vuole portarlo in alto, come sempre informalmente il club fa sapere, deve decidere adesso a chi dare fiducia: se la scelta è, come la logica vorrebbe, ribadire piena fiducia a Gasperini, la conseguenza è mandar via tutti quelli che non sono disposti a seguirlo fino in fondo e rendere subito operativo il piano del rafforzamento della squadra secondo le sue indicazioni (e del Ffp, ovviamente). Altrimenti va mandato via lui e si parta con l’ennesima ricostruzione da zero: e che vi accompagni chi ancora è disposto a farlo.


M. Ferretti – CORRIERE DELLO SPORT

[…] La risposta di Milano è stata inequivocabile: la Roma è scoppiata. Esplosa. Anzi, implosa. Una sorta di record, il suo, di cui non vale la pena vantarsi. Oggi il gruppo a disposizione di Gian Piero Gasperini è qualcosa di indefinito, tradito (soprattutto) da se stesso e non soltanto da fattori esterni. Il muro difensivo, per dirne una, si è sgretolato, non esiste più. È stato abbattuto e mai più ricostruito, e far gol alla Roma oggi è più facile che ordinare un caffè al bar. La fragilità difensiva, sia chiaro, è figlia di un guasto che chiama in causa la squadra intera. Che gioca un calcio talmente strano (brutto…) che addirittura è impossibile etichettarlo. E pensare che gli uomini sono gli stessi della difesa più forte d’Italia, anzi d’Europa. Ricordate? Roba di pochi mesi fa, non di una vita fa. Cosa è accaduto? Perché la difesa della Roma è diventata un colabrodo? Di chi è la responsabilità? Dare una risposta immediata a queste domande: ecco l’Imperativo in casa Roma perché il quarto posto è lì a (soli) 4 punti. Al di là della pochezza tecnica (e tattica), ciò che colpisce della squadra attuale è l’assoluta mancanza di comprensione, di lettura della partita. E, quindi, di un adeguato comportamento. [..] Le assenze anche a Milano hanno condizionato il rendimento del gruppo ma a tutto c’è, deve esserci un limite. La colpa non può essere sempre di chi non c’è: le responsabilità, in realtà, sono sempre di chi c’è. Allenatore compreso, perché in certi casi non esistono incolpevoli. Però l’analisi, seppur spietata, deve essere logica. Gasp quanto c’entra nel crollo post Roma-Juventus della sua squadra? Fare un confronto tra le “riserve” dell’Inter e quelle della Roma significa farsi del male. Però aiuta a capire. Dei quattro acquisti di gennaio, solo Malen ha giocato. Gli altri sono rimasti in panchina. Inutilizzati. Inutili, a ben vedere. E mentre cominciano ad affiorare le tipiche riflessioni ad alta voce di tempi come questi (“Ah, se fosse rimasto Ranieri…”, la più gettonata) la società continua a pensare al futuro mantenendo il punto di inizio stagione: anno di transizione.
Con l’obiettivo di confezionare un cambiamento radicale nei prossimi mesi. Esattamente ciò che chiede, misurando le parole, Gasp. Che parla di aggiustamenti mirati, e non di rifondazione, quando in realtà non ne vorrebbe più vedere almeno la metà di quelli che oggi frequentano i campi di Trigoria. […]


Gasperini, l’Inter è un incubo: decimo ko consecutivo e solo 5 vittorie in 36 partite

LAROMA24.IT – La Roma cade inesorabilmente a Milano. L’Inter si impone con un netto e perentorio 5-2. Un altro big match perso, l’ennesimo. E anche per Gian Piero Gasperini si tratta di un ko che alimenta una striscia negativa: il tecnico giallorosso ha rimediato la decima sconfitta consecutiva contro i nerazzurri. Per Gasperini, l’Inter è un vero e proprio incubo. Da considerare, infatti, non ci sono solamente gli scontri da avversario, ma anche la sua breve e negativa esperienza sulla panchina nerazzurra, quando nella stagione 2011-2012 venne esonerato dopo appena cinque partite ufficiali, con un bilancio di 4 sconfitte e un pareggio.

L’allenatore della Roma, come detto, ha subito la decima sconfitta consecutiva contro i lombardi. Una striscia che è iniziata, ovviamente, durante la sua lunga avventura all’Atalanta. Anche sulla panchina giallorossa il tecnico di Grugliasco non è riuscito ad invertire il trend: dopo il ko casalingo per 0-1 dell’andata, è arrivata una cinquina dolorosissima. La più dura in termini di punteggio nella sua prima stagione alla guida della Roma.

L’ultimo punto raccolto da Gasp contro i nerazzurri risale addirittura al gennaio 2022, in un Atalanta-Inter a reti bianche. Per tornare all’ultimo successo, invece, bisogna andare indietro fino al 2018, con un 4-1 a favore dei bergamaschi.

Nel complesso, il bilancio di Gasperini contro l’Inter è a dir poco pessimo: 5 vittorie, 9 pareggi, e ben 22 sconfitte.

Conferenza stampa, GASPERINI: “Mi auguro di restare, la Champions ha importanza solo economica. Nazionale? Si fanno i nomi di tutti” (VIDEO)

Riprende il campionato, la Roma è attesa dal rush finale della stagione con gli ultimi otto impegni di Serie A. La caccia al quarto posto è aperta, ma molto del destino dei giallorossi passerà anche dalla trasferta contro la capolista Inter. Oggi, giornata di vigilia della partita, Gian Piero Gasperini interverrà in conferenza stampa direttamente dalla sala stampa del “Fulvio Bernardini” di Trigoria alle ore ore 13:30. Come di consueto, LAROMA24.IT seguirà l’evento in diretta.

LIVE

Come arriva la Roma a questa partita? Riesce a recuperare Soulé?
“Soulé si è allenato con noi, sta molto meglio anche se chiaramente è stato fuori tanto tempo. Questa settimana era di nuovo lui. Wesley e Koné sono ancora fermi, anche se la situazione di entrambi è più positiva rispetto alla diagnosi”.

Qual è il primo tema da affrontare per contrastare la crisi del calcio italiano?
“Non lo so, non esiste un problema unico o qualcosa che possa risolvere tutta la situazione. C’è un sistema che non funziona. Ci sono tanti ragazzini che giocano a calcio, c’è una base enorme, molto più di altri paesi. Ci sono strutture, c’è una storia. Si tratta di un problema strutturale. Andrà affrontato in modo più globale. Il calcio non è solo uno sport, c’è l’aspetto sociale”.

Considerando l’assenza di Wesley, può essere una soluzione giusta Rensch per contrastare Dumfries?
“Rensch ha fatto delle partite molto buone, in altre ha avuto degli improvvisi cali di attenzione. Per domani ci sono due soluzioni, o lui o Tsimikas. C’è anche quella di Angelino che cresce, ma non mi sembra prontissimo per giocare delle partite, ma rispetto a mesi fa ha fatto passi in avanti notevoli”.

Per la Nazionale è stato fatto anche il nome di Gasperini…
“Il nome dell’allenatore non è importante in questo momento. Vengono fatti i nomi di tutti. Il problema riguarda un riassetto del nostro calcio. Sono sparite tante squadre, non so se è un bene o un male, erano un serbatoio importante. Non credo che all’improvviso non si sappia più giocare a calcio in Italia. Riguarda tutto il sistema”.

Dopo le ultime partite si è parlato tanto di confronti tra lei, Massara e Ranieri. C’è ancora unità nel percorso o è cambiato qualcosa?
“In questo momento siamo concentrati sul campionati. Ci sono otto partite decisive, noi stiamo lì. Il mio impegno è in modo totale su questo”.

Come ha visto la squadra dal punto di vista della condizione fisica. C’è stato un lavoro specifico?
“Abbiamo fatto un buon lavoro, con pochi giocatori a disposizione. Le ultime partite sono state giocate molto bene, purtroppo non sono concise con la vittoria. L’unica settimana brutta è stata quella con le due sconfitte consecutive con Genoa e Como. E lì mi fermo, non sono state due partite fortunate”.

L’obiettivo della Champions League quanto è importante in prospettiva del prossimo anno per il fair play finanziario?
“Sono argomenti di cui si parla. Tutti ci auguriamo di arrivare in Champions per un fattore economico, solo per quello. La società sta ragionando su cosa e può fare nella prossima stagione. Ciò che ci si porta dietro dalle precedenti stagioni è qualcosa che pesa e che porterà la società a prendere delle decisioni importanti per affrontare il futuro”.

Si sente di aver buttato delle basi importanti per il futuro?
“Bisogna vederli alla fine questi conti. La stagione non è finita, siamo dentro a una volata. Fino ad ora sono contento di questa scelta e dell’esperienza. Sono contento per la fiducia che sono riuscito a conquistare con gran parte della tifoseria e soprattutto per il rapporto con la squadra. La squadra è stata la parte importante, è la cosa prioritaria su tutto”.

Quanto peserà in vista di domani l’aspetto psicologico di chi arriva dalla Nazionale?
“Riguarda tutte le società che si ritrovano dei nazionali che tornano. Si devono calare di nuovo nel campionato, ma è la forza di questi giocatori, guardare sempre avanti. Entrambe le squadre giocano una partita importante per i rispettivi obiettivi. I margini di errore alla fine sono meno. Siamo arrivati a otto giornate dalla fine, a pari punti con la Juve e a 3 dalla Champions, con alti e bassi nei risultati ma non nelle prestazioni”.

In vista degli obiettivi futuri si sente sostenuto?
“Con la proprietà ho un rapporto schietto. La Roma è un’avventura fantastica, nonostante le difficoltà. Per me la priorità è la squadra, il mio obiettivo è di migliorarla tramite il mio modo di vedere il calcio”.

Il 1 luglio Gasperini sarà ancora l’allenatore della Roma?
“Me lo auguro sicuramente che si possa continuare a fare un percorso dove tutte le componenti devono essere soddisfatte. Intanto giochiamo con l’Inter, poi il 1 luglio non lo so”.

Si aspettava di più da Zaragoza?
“Sicuramente sì, ci aspettavamo più capacità di avere quelle accelerazioni, come il gol di Malen a Napoli. Però non è mai facile a gennaio. Speriamo possa dare quello che credevamo nel momento decisivo”.

Lei è ancora convinto come il primo giorno?
“Il calcio è sempre così, è una bella scuola di vita. Ti insegna a perdere, a non esaltarti quando vinci. Quello che conta è rialzare la testa quando perdi, la voglia di migliorarsi, ma non solo nello sport anche nella vita”.

Il futuro di Malen?
“Ha convinto tutti, poi ci sono delle valutazioni economiche che deve fare la società. Sul valore del giocatore non c’è nessun dubbio. Questa è una buona squadra, va migliorata ma non smantellata. Se siamo lì abbiamo dei valori. La squadra ha una base molto solida. Ho sentito qualche critica di chi dice che questo gruppo arriva fino al quinto o sesto posto, ma senza di loro come niente puoi finire al dodicesimo o tredicesimo posto. Il gruppo va migliorato per renderlo ancora più competitivo e forte”.

Come si pone sulla presenza di bandiere nel club?
“Su Conti posso dire solo che è stato un mio grande idolo. Non ho letto niente su un suo addio”.

Calciomercato Roma, dal Messico: interesse per il difensore Reyes (VIDEO)

La Roma guarda oltre oceano. In vista della prossima sessione estiva di calciomercato il direttore sportivo Massara sta già muovendo i primi passi e sembra aver messo gli occhi sul difensore messicano Israel Reyes. Il classe 2000, di proprietà del Club America, può ricoprire diverse posizioni nel reparto arretrato: difensore centrale o terzino destro.

Non solo la Roma, perché come riferito da il portale messicano Reyes sembra essere finito nel mirino anche di altri club europei. In estate giocherà il Mondiale con il Messico, una vetrina importante per cercare di mettersi in mostra e un suo possibile trasferimento dipenderà anche dalle prestazioni con la maglia della nazionale messicana durante la kermesse.

(tudn.com)

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Instagram, Bouaskar dell’Under 18 saluta Bruno Conti: “Grazie mille. Mi sei stato vicino nei momenti più difficili” (FOTO)

Dopo oltre 50 anni, Bruno Conti a fine stagione lascerà la Roma. Calciatore, allenatore, dirigente, un uomo capace di rappresentare la Roma a 360 gradi. Il suo lavoro svolto nel settore giovanile nel corso degli anni è stato semplicemente impeccabile.

Tramite una storia Instagram è arrivato il saluto e il ringraziamento del portiere dell’Under 18 giallorossa, Slim Bouaskar. Il classe 2009 ha voluto omaggiare Bruno Conti pubblicando una foto che li ritrae insieme con questo messaggio: “Grazie mille di tutto, mi sei sempre stato vicino nei momenti più difficili” ha scritto il giovanissimo talento che è alla Roma da sei anni.

(Instagram Bouaskar Slim)

Inter-Roma, San Siro verso il sold out: venduti più di 70mila biglietti

Il big match di Serie A della giornata di Pasqua è senza dubbio Inter-Roma. I giallorossi faranno visita alla capolista in uno stadio San Siro che si preannuncia tutto esaurito. I tifosi nerazzurri sperano di ottenere altri 3 punti che li avvicinerebbero alla vittoria dello scudetto, mentre la Roma di Gasperini cerca punti fondamentali per proseguire la propria corsa all’Europa.

Come riferito dal Corriere dello Sport, sono stati venduti oltre 70mila biglietti per la sfida di San Siro e si procede a passo spedito verso il sold out.

Per i tifosi giallorossi, invece, vige il divieto di trasferta per i residenti nel Lazio.

Roma, un solo scontro diretto vinto contro le prime sette. A San Siro urge invertire la rotta

LAROMA24.IT – Il bilancio della Roma negli scontri diretti in questa stagione è a dir poco negativo. Un trend certamente non isolato, nelle ultime stagioni i giallorossi hanno sempre raccolto poco o nulla nei big match. Con Gasperini in panchina l’andamento non è cambiato. È arrivata, infatti, una sola vittoria contro le squadre che si trovano nelle prime sette posizioni, quella firmata da Wesley nella gara d’andata giocata all’Olimpico contro il Como. Per il resto, i punti raccolti sono solamente tre: frutto dei pareggi contro Milan, Napoli e Juventus. Poi, solo sconfitte.

Nel girone d’andata è arrivato l’unico squillo, l’1-0 già citato contro il Como. Poi, solo sconfitte e quasi sempre senza gol fatti. Le sconfitte contro Inter, Napoli, Milan, Juventus e Atalanta, hanno messo la Roma di fronte alla realtà dei fatti: nei big match, c’è sempre qualcosa che manca. E Gasperini non sembra aver trovato ancora la soluzione definitiva. Nel girone di ritorno fino ad ora, complice la capacità di realizzazione arrivata dai gol di Malen, c’è stato un andamento nel complesso migliore, ma non in termini di punti: tre pareggi, contro Napoli, Milan e Juventus, in cui in due occasioni su tre il successo è svanito nel finale di partita. Poi la tanto discussa sconfitta di Como.

Nella domenica di Pasqua, il gruppo di Gasperini se la vedrà a San Siro contro l’Inter. E si tratta, di fatto, della penultima occasione per cercare di invertire un trend assolutamente negativo. L’ultimo impegno contro le prime sette della classe sarà quello in casa contro l’Atalanta. Due sfide in cui servono punti necessari per sperare nella qualificazione alla prossima Champions League.

Calciomercato Roma, possibile occasione Chiesa. Anche Juventus, Milan e Napoli osservano

Federico Chiesa con molta probabilità lascerà il Liverpool a fine stagione. L’avventura inglese dell’esterno ex Fiorentina e Juventus non è mai decollata, Chiesa a Liverpool ha trovato sempre poco spazio e non è mai riuscito ad incidere. A giugno le strade del classe 1997 e dei Reds si separeranno. Il club inglese cerca acquirenti per un passaggio del calciatore a titolo definitivo. Il nome di Chiesa già nel mercato di gennaio era finito in orbita Serie A, con il forte interesse della Juventus.

In estate, quindi, diverse squadre del campionato di Serie A potrebbero tentare di riportare in Italia il campione d’Europa con la maglia azzurra nel 2021. Oltre alla Juventus, anche Roma, Napoli e Milan potrebbero tenere gli occhi aperti sulla situazione legata all’esterno offensivo. Il costo del cartellino si aggira attorno ai 15/20 milioni di euro.

Per la Roma si tratterebbe di una nuova suggestione nei confronti di Chiesa. Il calciatore, infatti, nell’estate del 2024 era stata una richiesta dell’allora tecnico giallorosso Daniele De Rossi.

(calciomercato.com)

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