Derby a mezzogiorno poi la finale di Sinner. Foro Italico blindato

Roma è pronta. La macchina della sicurezza è in moto dalle prime ore della mattina per gestire l’afflusso di settantamila tifosi che oggi arriveranno al Foro Italico, culla dello sport romano e nazionale. Diecimila persone – sono le stime – per la finale maschile degli Internazionali di tennis, e sessantamila per il derby Roma-Lazio. Due eventi di peso, nella stessa giornata e nella stessa area. L’allerta è massima. (…) Per l’occasione, Atac ha fatto sapere che ci sarà un incremento delle corse per cinque delle linee di bus che raggiungono l’area del Foro, ovvero: 2, 69, 280, 446 e 910. Poi, verrà prolungato l’orario di servizio delle metropolitane fino all’una e trenta (la domenica generalmente chiudono alle 23.30). (…) Lasciare l’auto a casa potrebbe rivelarsi la scelta più vantaggiosa, perché nella giornata di oggi, per motivi di sicurezza, diverse strade e aree circostanti ai due siti saranno completamente off limits. È scattato fin dalle prime ore del mattino il piano sosta: divieto di parcheggio ad ampio raggio nella zona del Foro, dove saranno comunque allestite alcune aree dedicate agli spettatori. Il divieto viene esteso anche a piazzale Ankara, viale dello Stadio Flaminio, piazza Mancini, via Martino Longhi e lungotevere Flaminio. All’elenco si aggiungono poi piazzale Maresciallo Giardino, piazza del Fante, piazza Monte Grappa e i lungotevere della Vittoria e Oberdan.
Dalle 7 del mattino e fino a «cessate necessità» sono chiuse al traffico anche un lungo elenco di strade. Viale Tor di Quinto sarà interdetto nel tratto compre-so tra via Civita Castellana e largo Maresciallo Diaz. Sbarrato anche lungotevere Diaz, tra largo Maresciallo Diaz, piazza Lauro De Bosis e Ponte Duca d’Aosta. Chiusi inoltre lungotevere Maresciallo Cadorna, lungotevere Federico Fellini, della Vittoria e Oberdan, oltre a piazzale Maresciallo Giardino.
Quanto ai tempi di riapertura, Atac in una nota precisa che dipenderanno “dalle indicazioni che arriveranno dal Centro per la gestione della sicurezza”. Sempre per motivi di sicurezza, nel pomeriggio e comunque prima delle 17, è prevista anche la chiusura dell’ingresso tra viale dei Gladiatori e via Morra di Lavriano. Possono invece continuare ad accedere anche alle aree interessate dalle chiusure (oltre ai mezzi di soccorso e di pronto intervento, come di consueto) taxi e Nec, le auto condotte da steward, quelle con pass autorizzati e i veicoli dei residenti.
Via libera anche a moto, scooter, biciclette e ai mezzi dei servizi di sharing autorizzati da Roma Capitale. C’è poi un altro nodo su cui l’attenzione oggi sarà massima: l’afflusso e il deflusso degli spettatori. (…) Si è deciso di “pianificare e gestire dei corridoi di avvicinamento differenziati” per scongiurare “una sovrapposizione incontrollata dei flussi di pubblico, favorendo modalità di arrivo ed esodo idonee“. Così, i tifosi della Lazio saranno indirizzati da Ponte Milvio verso il lato nord dello stadio e sul Lungotevere Maresciallo Diaz. Per la Roma il percorso passerà dal
Lungotevere Thaon di Revel e dal Ponte Duca d’Aosta fino ai varchi di piazza Lauro De Bosis. I settori Monte Mario saranno raggiungibili dal Ponte della Musica, Lungotevere della Vittoria e viale Angelico, mentre il pubblico del tennis accederà dai varchi di viale delle Olimpiadi e via Canevaro.

(Il Messaggero)

Gasp alza il tiro: “vincere e basta”

Il derby è sfottò, lo chiarisce subito Gian Piero Gasperini. “Una festa della città. Utopia, forse. Ma questo deve essere“. Infatti scherza su Sarri, che è suo amico e di lui ha stima. “Non doveva venire? Alla fine ci sarà, ci sarà. Aveva detto che non si sarebbe presentato alle dodici e trenta, mica a mezzogiorno. La squadra l’avrebbe ritirata Lotito, non Maurizio“. E’ di buon umore, il tecnico della Roma. Che ha ben presente come gli obiettivi delle due squadre siano diametralmente opposti: “Noi abbiamo un testa un traguardo, siamo in corsa e avremmo giocato a qualsiasi ora, di domenica, di lunedì. La Lazio, che non si presenta certo con il morale al massimo, ha intenzione, giustamente direi, di rovinarci la frittata. Il calcio è bello giocarlo sempre, anche se Sarri aveva le sue motivazioni giustificate per protestare, l’orario stabilito non è un grande esempio di programmazione. Ora togliamo pressioni negative e iniziamo a divertirci. L’Olimpico pieno deve essere uno spettacolo e a volte è più bello della partita stessa“.
(…) Non c’è solo la Roma, non c’è solo il derby. Vincere potrebbe non bastare. “Siamo tutte sul filo, c’è anche il Como che è la vera sorpresa del campionato, ha qualità di gioco e prestazioni. L’Inter ha fatto una corsa a se, mentre le altre sono tutte vicine e significa che il campionato è equilibrato. Questo è un segnale importante anche da parte della Roma, che è lì nonostante qualche problematica e infortuni. Questo ci dà ancora più motivazione“. (…) Gasperini, ora che a Trigoria è presente Ryan Friedkin, è più tranquillo. “La proprietà presente a Trigoria semplifica tante cose, la comunicazione è più spedita. E può risolvere alcune questioni, come i rinnovi dei calciatori a scadenza, che dal girone di ritorno potevano creare problemi, costituivano un pericolo. Ma hanno dimostrato di avere attaccamento alla Roma e grande professionalità. La proprietà sta cercando di risolvere e io sono fiducioso. E’ giusto che Ryan sia qui, ha la possibilità di stringere un legame con i calciatori e questo conta“. ElSha ha già salutato e la cosa, a quanto pare, lo disturba un po’. “Gli dirò che ci sono ancora due partite e che ha opportunità di giocare. Sarà giustamente celebrato, ma prima ci sono due partite“. Come a dire: potevi aspettare. Sulla costruzione del futuro, l’andare o non andare in Champions, fa tutta la differenza del mondo. “Per me cambia poco, per la società sì, dal punto di vista economico. Sotto l’aspetto tecnico, le risposte che ho avuto da questo gruppo, sono state straordinarie. lo sarò sempre riconoscente nei confronti di tutti, non solo di chi ha giocato di più. Un’esperienza straordinaria da questo punto di vista, spero per questo motivo di coronarla con un risultato che va anche oltre le richieste, ma che ci siamo prefissati noi, fin dal primo giorno“. In quest’annata è cresciuta la Roma ed è cresciuto il rapporto tra Gasperini e i tifosi (…) “Un messaggio per loro? Vorrei darlo sul campo a fine partita. Per me è stata una stagione straordinaria, non era facile conquistare la credibilità. Vorrei sdebitarmi con un bel risultato contro la Lazio“. Che non ha obiettivi e il morale un po’ giù, e la Roma, specie dopo la rimonta di Parma, ha ritrovato forza e mentalità. “A pochi minuti dalla fine, eravamo fuori e in pochi istanti ci siamo ritrovati dentro, per noi è una bella spinta. Nel girone di andata non riuscivamo maia recuperare lo svantaggio, c’è stato anche un pizzico di fortuna ma con la Juventus li avevamo subiti i gol. Sicuramente è un valore della squadre aver aumentato possibilità e fiducia nel ribaltare le partite“. (…) C’è solo un rimpianto: non aver avuto per tanto tempo a disposizione la coppia Malen-Dybala. “E’ andata così, magari in futuro…“. Aggiungiamo noi: ci sarà modo di vederli insieme.

(Il Messaggero)

L’Olimpico sarà tutto giallorosso

Il derby coincide con l’ultima partita in casa della Roma in questa stagione. L’atmosfera, complice la Champions
nel mirino, sarà bollente, anche se mancheranno l
sostenitori della Lazio, In sciopero contro la gestione Lotito. Lo stadio sarà tutto della Roma, con circa
50.000 tifosi pronti a soffiare alle spalle di Malen e compagni. (…) Si attende una coreografia speciale, che prenderà rientro perimetro della Curva sud ma non solo. Ieri, infatti, circolava sul social un messaggio per chi vedrà il derby in Tribuna Tevere: “Romanisti, tutto è pronto per il derby. Oltre alla Curva Sud, quanto preparato coinvolgerà anche la Tribuna Tevere ed è quindi importante, oltre alla mano di tutti, che non vengano sventolate bandiere e accese torce e fumogeni. Il segnale, come al solito, verrà dato quando sventolerà In Curva Sud la bandiera di Antonio De Falchi e del vecchio stemma in Tribuna Tevere. Annientiamoli. Avanti romanisti“. Dall’altra parte? Il vuoto totale. La Curva Nord sarà completamente deserta. I laziali hanno acquistato
complessivamente solo 1.100 biglietti. Al triplice fischio, molto probabilmente, andrà in scena un giro di campo da parte del giocatori e di Gasp. In ogni caso sarà una giornata speciale per El Shaarawy, che ha già annunciato la fine della sua avventura in città dopo dieci anni tramite
i social. (…)

(corsport)

Champions thriller: Roma e Juve di corsa, ma decide il Milan

Dai risultati delle ultime giornate le candidate forti ai tre posti Champions sembrerebbero Napoli, Juve e Roma. Conte non va a mille ma ha tre lunghezze sulla quinta, Spalletti e Gasperini corrono più dei concorrenti, le rivali sono alla portata. Il Como può ancora sognare dall’alto del suo gioco superiore e di un passato che non gli dà pressione. Chi rischia grosso è il Milan in crisi tecnica e societaria. (…) Le due giornate mancanti sono un vero thriller, dominato dalle inquadrature dell’orologio che scandisce il conto alla rovescia proprio come in
“Mezzogiorno di fuoco”: film che è impossibile non evocare per la penultima giornata che comincia a un orario inedito, appunto le dodici, più da Mondiale americano che da Serie A. Sperando che il giorno del prossimo calendario ci si ricordi dell’Atp di Roma, della finale di Coppa Italia e della Nazionale che a marzo si gioca l’Euro, ci aspettano queste dieci partite in rigorosa contemporaneità (salvo strappi in classifica) e nessuno scontro diretto. Di più: delle dieci avversarie di Napoli, Juve, Milan, Roma e Como, tutte diverse, soltanto una, la Cremonese, gioca per i tre punti ma tra una settimana potrebbe anche essere out. Poi però ci sono le motivazioni: poche sfide ne hanno più di Roma-Lazio.
Nessuno fin qui s’è scansato, su tutti il Verona retrocesso che ha fermato la Juve: almeno una garanzia di sportività dopo stagioni di sospetti. Tutto gira attorno al paradosso Milan. Dopo il derby, Allegri sembrava contendere lo scudetto all’Inter, poi e precipitato alla media di un punto e spiccioli a partita. (…) Lo spettro dell’Europa League, con l’effetto di ridimensionare il progetto, tormenta i rossoneri e non solo loro. (…) La Roma è in svantaggio con tutti, difficile fallisca con il Verona, ha un Malen scatenato, però dipende dalla Lazio: la troverà sgonfia dopo la Coppa Italia o in cerca di rivincita? (…) Nel caso, molto accademico, che tutte e cinque fossero a 71 punti, gioirebbero Milan, Como e Napoli. Ne va anche del destino dei tecnici: Spalletti e Gasp resteranno comunque, anche Fabregas, sebbene qualche top club europeo gli farà la corte. Allegri e Conte, per motivi diversi, potrebbero essere destinati altrove.

(gasport)

Pjanic: “Derby alla Roma e segna Paulo”

GAZZETTA DELLO SPORT (A. D’URSO) – Un giorno potrebbe tornare a Roma da tecnico. Chissà. Perché allenare sarà il suo futuro e dal suo angolo di visuale, dal “pulpito” di Miralem Pjanic apprezzato regista in mezzo al campo ed ex giallorosso di rango, l’orizzonte si allarga sempre di colpo: “Sarebbe bello partecipare alla festa per il centenario del club nel nuovo stadio, l’amore per la Roma è sempre forte e mi fa piacere vedere la squadra del mio cuore spingere forte in questa emozionante volata per la Champions“.

Per la quale, Pjanic, molto passa dal derby di oggi all’Olimpico, superfluo dirlo.
È una partita importantissima alla quale la Roma arriva per fortuna in grande condizione fisica e psicologica dopo tre vittorie di fila, con un entusiasmo palpabile. È vero, il derby è sempre una gara a sé, ma le motivazioni dei giallorossi sono ovviamente di gran lunga superiori a quelle degli avversari: la Lazio, dopo un campionato fin qui de-ludente, cercherà anche per una questione di rivalità di di orgoglio di fare del suo meglio per fare lo sgambetto alla Roma per impedirle di raggiungere il suo traguardo. Quindi, servirà molta attenzione“.

Lei ha giocato anche il derby di Torino, quelli turchi e Barcellona-Real. Nella classifica delle emozioni e nella scala della tensione in quale posizione piazza Roma-Lazio?
La stracittadina di Roma non è seconda a nessun altro derby. Tutta la città vive questa partita con grande trasporto emotivo, si inizia a parlarne molti giorni prima del match. E una sfida per certi versi straordinaria, con l’Olimpico sempre strapieno. Una partita paragonabile appunto al Clasico tra Barça e Real o ai derby in Turchia tra Galatasaray e Fenerbahce e in Francia tra Lione e Saint-Etienne. Tutte gare speciali, certo, ma Roma-Lazio ha un sapore diverso che non ti lascia più“.

Sarà il derby di Malen?
Certamente sì. Lui segna a prescindere ed è un valore aggiunto di questa squadra. Ha giocato in modo straordinario da gennaio ad oggi e anche lui, ne sono sicuro, non vede l’ora di segnare nel derby: gliene parlano tutti da giorni, settimane, e lui immagina quale impatto potrà avere sui tifosi un suo gol. Ecco perché cercherà in tutti i modi di entrare nella storia dei derby di Roma…“.

E Dybala? Pensa sul serio che possa essere il suo ultimo derby?
Paulo non ha nulla da dimostrare. Penso che uno come lui la Roma debba tenerselo stretto perché riesce sempre ad essere decisivo. È un giocatore di qualità, spessore, sono molto legato a lui. Abbiamo condiviso stagioni importanti alla Juve. E da tifoso romanista spero che resti per giocare la Champions con la Roma. E difficile trovare in giro giocatore del suo livello e della sua esperienza. Spero rinnovi presto“.

Altri due giallorossi si sono rivelati finora fonda-mentali: Wesley e Koné (che oggi però partirà dalla panchina, ndr).
Il brasiliano ha giocato una stagione importante, si è adattato bene a sinistra e con le sue doti atletiche e tecniche ha dimostrato di essere un giocatore di livello internazionale. Lo stesso si può dire di Koné. Da osservatore, posso testimoniare che è diventato un punto di riterimento anche per la nazionale. Nessuno è insostituibile, ma il discorso fatto per Dybala vale anche per lui: se la Roma vuole crescere deve tenersi questi giocatori anche per le prossime stagioni, paletti del Fair Play finanziario permettendo“.

Qual è il ricordo più bello dei suoi derby?
Quando Federico Balzaretti segna al volo nel settembre del 2013 e io vado ad esultare con lui: ho ancora nelle orecchie il boato dei tifosi giallorossi… Vincere un derby è un’esperienza bellissima, mi è capitato con Rudi Garcia in panchina e non si dimentica. Lo vivrò anch’io, a distanza, con una passione particolare. E una gara che da giocatore non vedi l’ora di giocare“.

In questa volata Champions chi ha più carte da giocare tra le candidate in questi ultimi 180′?
Non lo dico perché tifo Roma, ma Gasp ha portato la squadra ad un livello di condizione eccellente com’è sua consuetudine negli sprint di fine stagione. La squadra ha dei vantaggi rispetto alle altre. Perché è difficile giocare contro i giallorossi, l’unico errore da non commettere nel derby è sottovalutare la Lazio che, come ho detto, vorrà prendersi una copertina dopo aver perso la Coppa Italia. Conosco Sarri e i suoi giocatori daranno il massimo in un’occasione così importante“.

Si è chiesto come mai il suo amico Francesco Totti non è ancora entrato in società?
Glielo auguro, da dieci anni si parla di un suo ritorno nel club, ma non conosco le dinamiche degli ultimi mesi. Di certo potrà mettere a disposizione la sua competenza oltre alla sua immagine in ottica centenario“.

In queste settimane si parla molto di Kerim Alajbegovic, che piace a diverse italiane tra cui la Roma. Esi dice che lei stia facendo da intermediario. Ce lo descrive? Sarebbe ideale per il gioco di Gasperini?
Sì, in effetti sto lavorando con il papà di Kerim, Semin, che è il procuratore. Si tratta di un giocatore giovane, di talento, di grande potenzialità e prospettiva (che l’italia purtroppo conosce bene dopo il playoff letale dello scorso marzo, ndr), si fa notare per il suo gioco e la sua velocità. Vede molto la porta. Piace a molti club, ma devo dire per onestà che al momento non ci sono accordi con nessuno. La sua famiglia guarda da vicino l’italia, un Paese che interessa molto. Vedremo cosa succederà alla fine, comunque non voglio sbilanciarmi per adesso“.

Si sbilanci, invece, sul derby: qual è allora la sua più sincera previsione?
Vince la Roma 2-0, gol di Malen e Dybala…“.

Koné è a rischio, El Aynaoui spera. Pisilli pronto per la prima da titolare

Da Totti a Delvecchio passando per Montella, negli anni sono stati tanti gli uomini derby. Tornando ai giorni d’oggi il simbolo è senza dubbio Pellegrini, quattro i gol alla Lazio di cui due negli ultimi tre precedenti. E romano e romanista, ma non sente la pressione della stracittadina e lo sa anche Gasperini: “Emotivamente ci sono dei giocatori che sentono molto di più queste partite. Questo a volte li porta a non fare delle buone prestazioni, altre volte li porta ad esaltarsi. Sicuramente lui è tra quelli che nei derby è stato determinante spesso. Alcuni giocatori che sono nati e cresciuti in una squadra di appartenenza li sentono in modo particolare a differenza di chi è al primo anno e viene da fuori“. (…) Non gioca da oltre un mese (infortunio col Pisa il 18 aprile), si è allenato duramente in settimana ma è ancora presto per rivederlo dal primo minuto. Ci spera – Sia chiaro – anche perché il problema muscolare accusato da Koné nella rifinitura ha stravolto i piani di Gasperini. (…) Due le possibili soluzioni in caso di forfait: o il tridente composto da Soulé, Dybala e Malen oppure la coppia PisilliEl Aynaoui in mezzo al campo con Cristante trequartista alle spalle di Paulo e Donyell (loro due sono certi di giocare). Tutto è rimandato a questa mattina. (…) Chi ci sarà sicuramente è Pisilli. Un altro che vive questa partita in maniera particolare e che a differenza di Pellegrini potrebbe giocarlo per la prima volta da titolare. Solo due volte è sceso in campo e i minuti totali non arrivano nemmeno a un tempo di gioco. (…) Entrambi vinti dalla Roma, se non altro può dire di essere ancora imbattuto. La stagione di Niccolò si è completamente capovolta. A gennaio ha rischiato di salutare, direzione Genova per riabbracciare De Rossi, l’allenatore che gli aveva regalato la gioia della prima partita dal primo minuto in Serie A. Poi la svolta grazie alla partenza di El Aynaoui per la Coppa d’Africa e nella seconda parte non ha mai saltato una gara, oggi è atteso dall’esame derby. (…) Wesley è pronto per il suo primo derby, all’andata non c’era per un problema gastrointestinale mentre oggi è pronto per sfrecciare sulla fascia sinistra. Dall’altra parte Celik. Davanti a Svilar pronto il terzetto composto da Mancini, Ndicka e Hermoso. (…) Almeno nel reparto arretrato Gasperini ha tutti gli uomini a disposizione.

(Il Messaggero)

Olimpico per 50.000, i laziali non entrano È la prima volta senza il tifo di una curva

Prosegue lo sciopero dei laziali, alle 12 il primo derby della storia senza una delle due tifoserie. Nel 2021 l’Olimpico rimase vuoto, ma l’assenza era imposta dal Covid: a gennaio trionfò la Lazio (3-0), a maggio la Roma (2-0) con gol di Pedro. I biancocelesti avevano già disabitato gli spalti nel settembre 2013, ma solo per i primi 5′ e per mera goliardia dopo il successo in coppa Italia del 26 maggio. “Ah dimenticavo, c’è il “Memorial” derby: finisco la birra e poi entro“, recitava lo striscione. (…) Staccati appena 1100 biglietti tra Curva e Distinti: lasceranno deserti i settori, incitando la squadra da Ponte Milvio prima e durante la partita. Al triplice fischio della finale con l’Inter la Nord aveva comunque chiesto a
Romagnoli e Rovella di onorare l’impegno e “dare tutto per la maglia”. Giovedì il diktat perentorio della Sud – “Non faremo i burattini, se si gioca lunedì resteremo fuori“- veniva cavalcato dal club, che in una nota palesava di “comprendere il legittimo disappunto” del tifo giallorosso, promettendo di “lavorare incessantemente” perché il big match si disputasse oggi. La Lazio è rimasta silente. Vista la diserzione biancoceleste, da tre giorni è aperta ai tifosi di casa anche la Tevere Nord, normalmente destinata a zona cuscinetto. La scenografia di 50mila romanisti coinvolgerà anche la tribuna. Quella laziale non sarà animata come mercoledì. Ma farà comunque rumore.

(Il Messaggero)

Il derby degli opposti

Solo la pura essenza di un derby, e la sua immortale magia, può aiutare la Lazio. (…) Non ci sono obiettivi, non c’è supremazia cittadina. Due percorsi diversi, con finale opposto: la Lazio la sua stagione l’ha terminata, la Roma se la gioca proprio oggi. La squadra di Gasp ha dimostrato di essere più forte, lo dice la classifica e di stracittadine recenti è avanti, ne ha vinte tre delle ultime quattro, mentre la Lazio non supera la Roma in campionato da tre anni, erano i tempi di Sarri contro Mou. Il divario è netto, dimostrato fin dal principio della stagione, fatta di alti e bassi per la Roma, piatta e monocorde per la Lazio, che ha trovato ossigeno nel percorso in Coppa Italia. Vincere il derby è utile per dirla alla Gasperini, “rovinare la frittata alla Roma“, che invece ha il peso di non poter sbagliare. La Lazio oggi si gioca nulla o quasi, tranne l’eventuale ottavo posto e la possibilità di non disputare i turni preliminari di Coppa Italia. (…) E il derby diventa paradosso: la Lazio gioca per due risultati, la Roma per uno, solo quello, la vittoria, tre punti per la speranza. Una partita tecnicamente sbilanciata, come raramente si è vista da queste parti. Ma non è mai stato un derby tra poveri e non lo sarà nemmeno questo, nonostante si giochi in un orario insolito; nonostante la Lazio abbia molte assenze e la Roma rischia di perdere Koné all’ultimo; nonostante sugli spalti ci sia uno spettacolo a metà, con i pochi laziali dentro l’Olimpico e tanti fuori, con i romanisti legittimi invasori della propria casa. (…) Nonostante da una parte ci sia un allenatore, Gasp, padrone della situazione e del futuro, e un altro, Sarri,
sulla via dell’uscita. (…) Pensare di aver già vinto è l’errore che non può commettere la Roma, che contro squadre inferiori ha vissuto giornate non proprio all’altezza, su tutte Cagliari e Udinese. La Lazio ha imparato a essere diversa, ha seguito altre strade non propriamente sarriane: ha rinunciato subito alla bellezza del gioco, non era possibile proporre il calcio che ha fatto diventare Sarri un punto di riferimento per tanti suoi colleghi. Addio palleggio, blocco più basso e fiondate offensive. Questo è il credo attuale, particolarmente buono per mettere in difficoltà la Roma di oggi, che può contare su calciatori di spessore, su un centravanti come Malen, capace di portarsi appresso due o tre uomini, sulle giocate di Dybala e Soulé o di Pellegrini, ma che non è capace di snaturarsi, di adottare un piano B. E soprattutto in questa fase in cui è tornata ad essere maggiormente pericolosa in zona offensiva, concede chance agli avversari, come nell’ultima sfida di Parma. Le assenze di Romagnoli, di Zaccagni, di Patric e del prodigio Motta sulla carta, pesano di più della mancanza di Koné, l’unico uomo di qualità nel centrocampo di Gasperini. Dalla sua, la Lazio ha il non aver nulla da perdere, mentre la
Roma vuole costruire il futuro anche attraverso un successo nel derby. Che diventa una trappola per Gasperini, che forse poteva non arrivare a questo punto, avendo un solo risultato da giocarsi e per di più in una partita dai significati extracalcistici. (…) Molti i punti buttati nei finali di gara, con Milan, Juve e Napoli soprattutto. E, come scrive nella pagine seguente Paolo Liguori, sono loro le vere avversarie della Roma. La Lazio è l’intrusa, la guastafeste, il cliente scomodo. Ed è il peggior nemico con cui fare i conti, nonostante lo sbilanciamento evidente. Che paradossalmente può diventare un macigno.

(Il Messaggero)

Quasi amici

IL TEMPO (L. PES) – Gasperini e un derby e a colpi di battute. Il tecnico giallorosso carica la sfida che vale la Champions contro i rivali cittadini mentre dall’altra sponda del Tevere l’atmosfera non è tra le migliori. La Nord sarà vuota e i tifosi saranno lontani, come da mesi a questa parte salvo la notte amara della finale di Coppa Italia persa con l’Inter che consegna alla stracittadina una Lazio con l’unico obiettivo di complicare i piani Champions della Roma. Sarri, convinto dai suoi calciatori, alla fine sarà regolarmente in panchina nonostante le minacce dei giorni scorsi, e Gasp ha colto la palla al balzo con un’ironia molto più romana che piemontese. “Ah ci sarà? Aveva detto che non sarebbe venuto” scherza il collega giallorosso che a margine della conferenza aggiunge: “Forse perché si gioca a mezzogiorno, se fosse stata alle 12.30 non veniva“. Battute anche per Lotito che secondo Gasp potrebbe “ritirare la squadra” come aveva paventato proprio Sarri dopo la finale di mercoledì scorso.
Vorranno rovinarci la frittata” ammette Gasp in riferimento all’unico obiettivo rimasto alla
Lazio in questo finale di campionato: evitare che la Roma vada in Champions. Ma l’allenatore di Grugliasco è determinato a lottare fino all’ultimo minuto del campionato, come ha ribadito costantemente nel corso della stagione. “È chiaro che loro in questo momento hanno finito la stagione, l’unica motivazione forte è quella di cercare di impedire alla Roma di raggiungere il massimo del tra-guardo. Noi abbiamo motivazioni molto più vere, molto più forti, molto più legate al risulta-to, però questo non toglie la difficoltà della gara perché un derby è sempre difficile da giocare ela Lazio è un’ottima squadra“.
Partita determinante per il futuro come è determinante la presenza della proprietà a Trigoria per pianificare il futuro. “La presenza è fondamentale perché quando c’è la proprietà, tutto funziona meglio“, spiega Gasp, che poi lancia la frecciata a chi dentro la Roma non c’è più, ovvero Ranieri: “C’è meno gente che riporta le cose, c’è molta più possibilità di avere dei rapporti diretti senza intermediari che anche involontariamente o volontariamente cambiano un po’ le opinioni. Poi quello che ritengo fondamentale è che con la proprietà le decisioni sono veramente veloci. Mi auguro veramente che Ryan in questi giorni, come è già successo, riesca ad avere anche, oltre che la velocità magari con gli agenti dei giocatori, magari per quelle che possono essere le trattative“. Un riferimento, neanche troppo celato, anche al possibile rientro di Totti: “Quello che rappresentano anche certi giocatori del passato è un qualcosa che le società si portano dietro e che trasmettono“. È stata una settimana di avvicinamento costellata di polemiche per data e orario del match Sarri, in questo, ha sempre manifestato il suo disappunto più totale per giocare a mezzogiorno, seppure abbastanza casualmente le temperature non sono così elevate. Gasp la chiude così. “Avremmo giocato in qualunque giorno. Soprattutto dispiace per i tifosi, dispiace per anche quelli delle altre città. Giocare di domenica a mezzogiorno di certo non è il massimo“. Bando alle ciance, però. Tra poche ore si va in campo e per un paio d’ore conterà solo vincere. Per la Champions o per l’onore, è sempre il derby di Roma.

Derby ad alta tensione: Roma sprint, non può fallire. La Lazio risponde con l’orgoglio

Roma per la Champions, quindi almeno 50 milioni per il prossimo mercato; Lazio per l’orgoglio, chissà se basta. Eppure entrambi i club avevano iniziato un progetto nuovo, l’estate scorsa, cambiando gli allenatori. Ma il ritorno di Maurizio Sarri, pesantemente zavorrato dal blocco del mercato, per cause diverse non si è trasformato in un rapporto felice e probabilmente si esaurirà a fine stagione. Gian Piero Gasperini invece rincorre ancora l’obiettivo della grande Europa, dipinto come uno scudetto visto che i romanisti ne sentono la nostalgia da sette anni, ma in ogni caso chiuderà la sua prima corsa nella capitale con la società in pugno. Si è lamentato di tutti, secondo carattere: dirigenti, giocatori, medici, giornalisti e chissà cosa pensa del magazziniere o del centralinista. Ha vinto il derby d’andata, però ha perso 11 volte in campionato, più di tutte le rivali nel gruppo Europa; eppure quando sembrava che crollasse, tra ko in serie e turbolenze interne, ha rimesso in rotta la Roma e alla penultima giornata può ancora parlare di Champions. (…) La Roma un anno fa chiuse a un punto dal quarto posto, a quota 69; adesso con due giornate di disputare, Gasp è quarto a 67 insieme al Milan, ma sotto per gli scontri diretti. Oggi fa il tifo anche per un figlio del club, Daniele De Rossi, che con il suo Genoa riceve i rossoneri. La Roma è a tre lunghezze dalla seconda piazza, ma potrebbe non bastare: tuttavia non deve fallire oggi, poi nell’ultimo turno sarà a Verona. (…) Se si parla di motivazioni, condizione e morale, la Roma dei tre successi consecutivi, fra cui l’ultimo con l’entusiasmante rimonta a Parma, è senz’altro più carica di una Lazio fuori da tutto, delusa dopo la finale di Coppa Italia e anche incerottata, con il terzo portiere Furlanetto annunciato titolare e debuttante per gli infortuni di Motta e ancor prima di Provedel. Gasperini, al solito, proverà a strangolare la Lazio uomo su uomo, (…) la costringerà anche ai lanci a lunga gittata, sperando che i suoi difensori non si facciano sorprendere dalla velocità di Noslin, o che non perdano l’orientamento sui dribbling di Isaksen. Paulo Dybala domenica scorsa aveva annunciato l’addio all’Olimpico per questo match, ora invece il rinnovo è molto vicino. (…) La coppia con Malen a Parma ha funzionato. (…) Su Malen, la Roma ha costruito il suo girone di ritorno, l’olandese arrivato a gennaio ha mascherato con 13 gol la flessione giallorossa e adesso che il gruppo è tonico, si diverte ancor più. Senza Romagnoli, squalificato, dovrà essere Gila a curarlo con più attenzione e a dimostrare che la sua fama di difensore fra i migliori del campionato non è una menzogna. La Lazio vorrà impedire all’olandese lo scatto in profondità e il tiro secco che sono parte fondamentale del suo bagaglio. Ma se resta bassa come nel primo tempo contro l’Inter, rinuncia ad altre proposte ed è sempre a rischio errore.
Gasp e Sarri sono anche accomunati dal fatto di essere gli unici due allenatori italiani ad aver vinto l’Europa League nel nuovo secolo. (…) Hanno offerto spettacolo e innovazioni, i loro duelli sono stati spesso equilibrati (sette vittorie a testa) e appaganti. (…) E’ stata una settimana farsesca, con polemiche, accuse, divieti
trasformati in libertà. A due passi dallo stadio ci saranno i gruppi ultrà in assetto da battaglia e i tennisti che si prepareranno alla finale. I mali antichi e il nuovo piacere. Roma e Lazio dovranno provare ad essere superiori, a non farsi divorare dall’esterno.

(gasport)