Una Coppa amarissima

La Roma non partecipa alla Champions da 7 stagioni.
Adesso ha solo il campionato per tornare nella manifestazione. Il Bologna l’ha spinta fuori dall’Europa League (4-3) dopo i supplementari. I Friedkin, con il vicepresidente Ryan in tribuna all’Olimpico, hanno avuto la soddisfazione di vedere i giallorossi protagonisti solo nelle prime quattro stagioni delle sei della loro gestione, raggiungendo sempre almeno le semifinali. (…) Con le due finali consecutive, entrambe conquistate con Mou, la prima vinta a Tirana contro il Feyenoord (2022), conquistando la Conference, e la seconda persa a Budapest ai rigori contro il Siviglia che festeggiò in Europa League (2023). Ma nella stessa competizione, da due anni, esce in anticipo. Sempre agli ottavi, sia con Ranieri contro l’Athletic Bilbao (2025) che con Gasperini in questa stagione nel derby italiano contro il Bologna. (…) Pellegrini al ritorno entra prima del previsto. Si arrende presto Koné. Lorenzo si va a sistemare subito dietro Malen. Da regista offensivo. E lì, lascerà il segno. Pellegrini entra e, dopo appena due minuti, il Bologna passa per la prima volta in vantaggio. Gol di Rowe proprio sotto la Sud. Lorenzo, però, è in serata. La punizione è dalla distanza. Calcia lo stesso in porta. Ravaglia vola inutilmente. Ma la palla si stampa sotto l’incrocio dei pali. Pochi secondi e si ritrova a battere il calcio d’angolo sotto la Monte Mario, lato Curva Nord. La pennellata chic va a disegnare la traiettoria più precisa per la testa di Ndicka che firma il pari e va a esultare con l’ex capi-tano, indicandolo al pubblico e riconoscendogli il merito della rete. Bernardeschi, però, trasforma il rigore per il nuovo vantaggio rossoblù. La Roma, rientrata in campo per la ripresa, crolla all’improvviso. Segna anche Castro, dopo l’ennesima gaffe difensiva, Cristante e Ndicka si addormentano. Sembra finita. Ma Pellegrini si accende di nuovo su punizione. Ravaglia respinge. La Roma cresce. Vaz, la seconda sostituzione di Gasperini, conquista il rigore. Ci pensa Malen. C’è un’altra rete da recuperare. Vaz a rimorchio per Lorenzo che piazza il destro per il pari che fa impazzire l’Olimpico. Poi il recupero decisivo su Orsolini nel supplementare. Non basta. Cambiaghi per il nuovo sorpasso e la conseguente eliminazione. Ai quarti va il Bologna, alla Roma restano i fischi dell’Olimpico.

(corsera)

Ryan in tribuna si gode la Sud. Una Lupa e 60mila bandiere

Notte di sogni, di coppe e di campioni canta Venditti e la serata di ieri è una di quelle che vale la pena di vivere allo stadio. La Curva Sud aveva chiesto una bolgia e il pubblico romanista ha risposto presente. (…) La scenografia della Sud è da urlo: un insieme di bandierine rosse, bianche, gialle e nere che formano la lupa al centro del settore più caldo del tifo. (…) Manu Koné viene ripreso dalle telecamere a fissare per diversi secondi lo show sugli spalti. In tribuna anche Florenzi che con il telefonino riprende i suoi ex tifosi. Presente anche Ryan Friedkin che mancava allo stadio dal 25 gennaio, giorno della sfida contro il Milan. Intorno a fare da cornice alla coreografia migliaia di bandiere giallorosse per ricreare l’atmosfera magica vista appena un anno fa contro l’Athletic Club. Il pubblico è quello delle grandi occasioni: oltre 63.000 spettatori (di cui 3mila ospiti arrivati da Bologna) che porta al settantanovesimo sold out dall’era Friedkin. In Nord uno striscione per suonare la carica: “Orgoglio e vanto di un’eterna storia. Conquisteremo un’altra vittoria“. Prima del fischio d’inizio anche l’ovazione per Zago. (…) Un colpo d’occhio degno di una partita di Champions, competizione che Gasperini spera di tornare a giocare il prima possibile.

(Il Messaggero)

Bologna capitale, un’altra festa a Roma. Gasp, l’ultima beffa

Una si doveva fare male, non si può essere felici insieme, questo turno di coppa non lasciava spazio per tutte e due. E la strada della gioia l’ha trovata il Bologna dopo una partita lunghissima, intensa, ricca di emozioni gol ed episodi: (…) un bel manifesto per il calcio italiano. Se la Serie A fosse sempre questa ci divertiremmo di più. Allora, palla in mezzo e vinca il migliore. Ma solo dopo i titoli di coda. Ai supplementari, così fa più male. O fa godere di più, dipende, la felicità è nei dettagli. E il dettaglio è il gol di Cambiaghi al minuto 111. Il Bologna aveva dominato e controllato la partita per larga parte con il talento e la qualità del suo tridente magnifico, Bernardeschi, Rowe, Castro, non a caso tutti e tre in gol, che stava strapazzando una Roma a tratti imprecisa, confusionaria, ma che ha avuto il grande merito nelle difficoltà di non rinunciare e di crederci. La squadra di Italiano è sempre andata in vantaggio, aveva chiuso il primo tempo sul 2-1, ha creduto sul 3-1 che fosse fatta. Finita. (…) L’ingresso di Robinio Vaz ha sparigliato e la Roma era riuscita a trovare il pari e portare la partita all’extra time. (…) Vaz ha avuto personalità, corsa, ha messo la struttura fisica, ha trovato profondità e giocate per cambiare una partita che sembrava persa con troppo anticipo. Ha dato il suo enorme contributo sull’1-3 guadagnandosi il rigore che Malen ha realizzato e ha dato il via all’azione del 3-3 di Pellegrini che ha portato le squadre ai supplementari. Ma non è bastato, (…) il Bologna ha avuto il merito di trovare la rete della gioia.
Per la squadra di Italiano, che all’Olimpico dieci mesi fa vinceva la Coppa Italia, l’Europa si conferma sempre un posto speciale. (…) La Roma doveva salvare la stagione, usare Europa League per dimenticare il marzo terribile, la rimonta clamorosa subita con la Juventus, le sconfitte con Genoa e Como, il quarto posto perso, ma il piano di scorta non ha funzionato e alla fine la Curva Sud ha respinto i giocatori giallorossi, contestandoli. Restano tanti, troppi però. La solidità difensiva non è più un punto di forza. Malen è un attaccante solitario. C’è poca qualità: tanti problemi e una stagione mezza finita. Ci sarà tempo per rifletterci senza coppe.

(La Repubblica)

Bologna maratoneta del gol. Sfratta la Roma dall’Europa

Se metti insieme le parole Bologna e Olimpico viene fuori per forza qualcosa di buono. Un anno fa la Coppa Italia alzata al cielo dopo 51 anni, stavolta una qualificazione meritata ai quarti di Europa League, potenza di un gol di Cambiaghi nel secondo tempo supplementare quando ormai i rigori parevano lo scenario più probabile. E invece no. E invece il derby è del Bologna, ai quarti ci va Vincenzo Italiano che il 9 e il 16 aprile affronterà l’Aston Villa. (…) 120′ pazzi, in cui il Bologna s’è visto rimontare dal 3-1. Ma i rossoblu non hanno mai perso il filo del gioco, hanno sempre seguito lo spartito suggerito e studiato a tavolino. Non si può dire lo stesso della Roma, che si è aggrappata ai cuore per arrivare oltre il 90′, ma è stata a lungo in difficoltà tecnica e tattica. E la sconfitta ora rischia di segnare in negativo il percorso di Gian Piero Gasperini. (…) La parola fallimento è forse prematura, ma certo le frizioni interne al club adesso sono destinate ad aumentare. Nel primo tempo il Bologna ha giocato la partita che voleva, “basso” il giusto per intrappolare Malen e per poi distendersi in contropiede che è una meraviglia. E la Roma non ha tamponato mai le ferite, è andata in difficoltà sui tagli verso il centro di Rowe da una parte e di Bernardeschi dall’altro, mentre Castro impegnava nel lavoro sporco Ndicka. È così che è nato il primo gol del Bologna, con Rowe che sfondava dalle parti di Mancini e poi andava a chiudere centralmente nelle praterie di una difesa, quella giallorossa, che non è più quella di un tempo. (…) Ma i disastri difensivi della Roma non erano mica finiti, il fallo da rigore commesso da EI Shaarawy è un regalo che Bernardeschi ha scartato assai volentieri. Come a Natale, aspetta che ne arriva un altro: siamo al secondo tempo, Cristante e Ndicka di fatto hanno «costruito» il 3-1 del Bologna. Poi sono entrati in gioco gli allenatori.
Gasperini s’è giocato la carta Vaz passando alle due punte: Malen meno solo, Lucumi e Vitik a quel punto più impegnati e la scintilla del giovane francese a procurarsi il rigore. Dall’altra parte Italiano ha invece scelto di rinunciare contemporaneamente a Castro e Rowe, i due migliori. Risultato? Bologna accartocciato e 3-3 di Pellegrini per i supplementari. Sforzo inutile, ci ha pensato Cambiaghi a staccare il biglietto per i quarti.

(corsera)

Lorenzo il Magnifico guida la riscossa. Koné si ferma dopo 15′ e Gasp trema

L’idea iniziale di Gasperini era quella di tenere Pellegrini per la seconda parte di gara, quando il gioco iniziava a farsi e duro e (forse) lo spettro dei rigori iniziava ad avvicinarsi. (…) Un’idea che però è stata stravolta poco dopo un quarto d’ora. Koné alza bandiera bianca. Non era al 100% e non a caso martedì si era allenato a parte. (…) L’unica buona notizia è che ci sarà la pausa nella quale avrebbe dovuto partecipare alla mini-tournée con la Francia per sfida il Brasile di Wesley e la Colombia. Ma torniamo a Lorenzo che entra in campo col piglio giusto dopo il gol a Bologna che aveva addrizzato la gara del Dall’Ara. Con una magia su punizione colpisce il palo poi sul corner successivo confeziona l’assist per Ndicka. Il quarto in stagione, il secondo in questa edizione dell’Europa League. (…) Non ha più la fascia al braccio ma si carica la squadra. Ci riprova su punizione ma Ravaglia gli nega la gioia del gol che poi trova a dieci minuti dal termine. È il sesto tra campionato ed Europa, il più importante dopo quello alla Lazio. Mancano due mesi alla fine della stagione e Pellegrini sa benissimo che il tempo a disposizione per convincere la società a rinnovargli il contratto è poco. “Basta chiedermi di lui, lasciatelo in pace povero ragazzo“, aveva detto il tecnico appena sette giorni fa. (…) Il 30 giugno scadrà il contratto e contatti per il rinnovo non ce ne sono stati. Un membro del suo entourage qualche settimana fa è stato a Trigoria ma solamente per risolvere delle situazioni legate a dei giovani della Primavera. Un saluto veloce con Massara ma nessun accenno al prolungamento. L’ingaggio pesa: guadagna 4,5 milioni più bonus, troppi per un club che ha come obiettivo quello di abbassare il monte ingaggi. (…) Ora può tornare sotto la Juventus: Spalletti è un suo estimatore da tempo e i bianconeri fiutano il colpo a zero (contatti già avviati da un bel po’ anche con Celik). Difficile possa andare al Napoli, mentre il Milan rimane una possibilità concreta così come quella di andare all’estero. Il futuro è sicuramente un rebus, di certo c’è che con molta probabilità queste possa essere le ultime settimane con la maglia giallorossa. A meno di clamorosi colpi di scena che non si possono mai escludere.

(Il Messaggero)

Soulé scalpita e punta l’Inter dopo la sosta

La voglia di tornare, di giocare, di aiutare la squadra. Matias Soulé scalpita dopo le sei partite saltate per la pubalgia che non gli ha dato tregua. (…) Soulé ha ripreso a correre, lavora a parte, sente il richiamo del campo. Vorrebbe esserci già contro il Lecce, ma lo staff vuole valutare con attenzione il suo rientro. (…) Il vero obiettivo è il rientro contro l’Inter, dopo la sosta, una sfida che potrebbe dire molto sul futuro del campionato giallorosso. La Roma ha un estremo bisogno della sua fantasia, Matias scalpita per tomare e di riprendere da dove aveva lasciato prima di quella pubalgia che gli ha dato il tormento.

(corsport)

Guai alla coscia: Koné si ferma. Ora gli esami, niente Francia

Era stato profetico Gian Piero Gasperini mercoledi scorso, (…) “Quello che sta peggio di tutti è Koné: vedremo cosa fare” aveva sottolineato il tecnico giallorosso. Alla fine il centrocampista ci ha provato, arrendendosi però quasi subito per un problema muscolare alla coscia destra. Un fastidio che gli aveva già fatto saltare la partita con il Como, anche se li sembrava più una scelta precauzionale proprio in vista della gara con il Bologna di ieri sera. Il francese ora salterà le amichevoli contro Brasile e Colombia. (…) Tra oggi e domani poi gli esami strumentali, la speranza è che la sosta rende l’assenza il meno dolorosa possibile.

(gasport)

Italiano: “Che mentalità. Abbiamo scalato una montagna”

È stata un’impresa, una partita bellissima, abbiamo scalato una montagna“. Il Bologna – vincendo la quinta gara di fila in trasferta dopo Vigo, casaMaccabi, Bucarest e Bergen – agguanta i quarti di finale e incontrerà l’Aston Villa (l’andata a Bologna il 9 aprile): sarà la quarta volta in due anni dopo Champions League ed Europa League di quest’anno. “E saremo ancora una volta i non-favoriti” aggiunge Italiano.
(…) È stata una battaglia assoluta, ieri: una gara già in mano che poi è scappata e che poi, ancora, è diventata la storia di una rasoiata – quella di Cambiaghi – quando nessuno se l’aspettava. Significa avere coraggio anche quando tutta Roma spingeva per l’impresa. “La Roma ci era superiore ma se lavori bene – fa Italiano -, con coraggio, tecnica e cinismo ci riesci. Complimenti ai ragazzi: i miei giocatori si stanno approcciando a questi appuntamenti con grande mentalità e testa. E questo è il risultato. Abbiamo superato un girone tosto, vinto un playoff difficile e superato una squadra superiore alla nostra, su questo non ci sono dubbi. Ora c’è l’Aston Villa? Da due anni ci batte, partiamo ancora sfavoriti, come successo contro la Roma, ma siamo pronti a superarci. Siamo ottavi in A e nei quarti in Europa: questo mi dà molto orgoglio. Io sono felice: giocando ogni tre giorni succedono certi momenti difficili, abbiamo avuto un periodo di crisi ma anche due clavicole rotte (Freuler e Bernardeschi, ndr) e tanti infortuni: forse non è successo nemmeno nel ciclismo. Domattina (oggi, ndr) faremo una bella festa ma domenica c’è la Lazio e dobbiamo stare sul pez-zo. Questo stadio ci porta bene? Stadio fantastico: lavori anche per vincere in atmosfere del genere“. (…) L’idea di non abbandonare la rincorsa all’Europa tramite il campionato esiste e resiste. L’obiettivo che ha il Bologna è il settimo posto, occupato dall’Atalanta e sempre che il 7° posto possa servire per tornare in Europa. Nel frattempo, la corsa europea può andare avanti. Santi Castro, tendente al monumentale, fa la sintesi: “Bellissima partita per lo spettacolo, tutto molto emozionante: in panchina abbiamo sofferto molto, siamo più volte stati avanti ma loro sono riusciti a recuperare. Abbiamo vinto anche coi movimenti che avevamo provato: e così sono arrivati i gol e la vittoria. lo leader? No, qui dentro, credetemi, siamo tutti leader“. Il tutto con foto finale della squadra dietro ai 4000 tifosi: un rito che funziona. Il Bologna va avanti proprio quando l’Europa sembrava un miraggio. Vincenzo ha colpito ancora.

(gasport)

Gasperini: “Errori grossolani, gara buttata. I fischi? Dettati dalla delusione”

È finita così. Con tanta rabbia, ma con la consapevolezza almeno di aver dato tutto. (…) Fischiati da gran parte dell’Olimpico a fine gara, fuori dalle coppe a marzo per il secondo anno di fila e a secco di vittorie da un mese esatto (dal successo sulla Cremonese). Gian Piero Gasperini, nel dopo gara, cerca di rialzare il morale così: “È stata una partita molto avvincente. Abbiamo visto il meglio e il peggio di quello che siamo. Il meglio per quasi tutta la partita, il peggio negli errori e nelle occasioni che abbiamo concesso. I fischi sono stati dettati dalla delusione della gente, non di sicuro dalla prestazione dei ragazzi. Una gara determinata anche da alcuni errori anomali, grossolani“. E proprio sugli errori commessi nelle fasi calde del match Gasp insiste: “Abbiamo sbagliato su tutti i gol, anche sul primo. È un peccato perché non puoi concederli a una squadra come il Bologna. Siamo stati superiori all’avversario in tanti aspetti, poi abbiamo buttato via la partita“. Un cambiamento netto rispetto alla Roma con la miglior difesa per tutto il girone d’andata. “Colpa magari di un po’ di fatica e pressione in più – puntualizza l’allenatore -. Io ho visto anche molte cose buone. Una squadra che rimonta due gol, che gioca in quel modo. L’inerzia della gara sembrava a nostro favore, poi sbagli in quel modo e ci sta che perdi. Ma la prestazione è sempre stata di livello“. Poi Gasperini torna sulle tante assenze in attacco: “Non ho molta possibilità di fare cambi, loro hanno potuto mettere tre attaccanti freschi in un momento importante. Chiaro che se ti mancano i giocatori tutti nello stesso reparto soffri e patisci. Per fortuna, abbiamo trovato un Malen straordinario, ma nel girone d’andata avevo più soluzioni con Dybala, Ferguson, Soulé e gli altri. Se penso a Como e stasera (ieri, ndr), non ho molto da dire ai miei giocatori come livello di prestazione. Il problema dell’attacco ce lo porteremo avanti. Non arrivare a giocatori con certe caratteristiche sta pesando, ma non posso recriminare nulla ai ragazzi. Vaz? È un ragazzo giovanissimo, pesa il fatto che è stato pagato tanto. Ci si aspetta tanto, ha bisogno di crescere. A gara in corso con la sua forza e vivacità può essere utile, per puntare a traguardi più alti ci sono mancati giocatori di livello notevole come Dybala o Soulé“. (…) “La squadra deve provare ad entrare tra le prime 4 – conclude Gasp -, abbiamo fatto un percorso molto positivo. Se penso alle prossime gare, meritiamo di finirle bene“. Anche Bryan Cristante, dice la sua: “C’è poco da essere stanchi, dobbiamo rimboccarci le maniche, domenica c’è già un obiettivo importante da raggiungere contro il Lecce“.
E Lorenzo Pellegrini aggiunge: “Dobbiamo ritrovare la forza adesso. Contro il Bologna ci sono tanti buoni spunti, come la reazione della squadra e l’abnegazione messa in campo“.

(gasport)

Delusione Roma, Gasp da 1-3 a 3-3. Cambiaghi lo gela e porta Italiano ai quarti

Dalle montagne russe dell’Olimpico il Bologna scende con il sorriso e la Roma con le lacrime. Dopo tante emozioni la qualificazione premia la squadra che complessivamente l’ha meritata di più anche se ha rischiato di farsela sfilare: i rossoblù giocheranno i quarti di Europa League contro l’Aston Villa mentre i giallorossi cominciano a fare i conti con una stagione fin qui negativa e che solo il 4° posto può raddrizzare. In campionato Gasperini, già uscito negli ottavi di Coppa Italia contro il Torino, ha solo due punti in più rispetto all’anno scorso, quando la Roma aveva pagato la pessima partenza targata Juric. Nelle ultime 7 gare i giallorossi hanno incassato 14 gol dimostrando di aver completamente perso la solidità difensiva della prima parte della stagione. Qualche alibi c’è, ma il tecnico ha evidenti responsabilità. (…) Gasperini aveva studiato una partita diversa rispetto a quella dell’andata. In costruzione Cristante si abbassava tanto, mentre a turno i braccetti (più Hermoso di Mancini) si alzavano stringendo dentro al campo. Pisilli guizzava sulla trequarti costringendo Pobega a dargli più di un’occhiata mentre Wesley ed El Shaarawy si alternavano in spinta e contenimento per dare una mano su Bernardeschi. Italiano ha quindi mandato Ferguson a infastidire Cristante, ma dopo un po’ ha chiesto ai tre centrocampisti di ruotare concentrandosi sulla lettura di quanto faceva la Roma, per seguire chi da dietro si inserisse con maggiore pericolosità. In fase di costruzione, però, l’obiettivo del Bologna era chiaro: palla lunga su Castro mentre Rowe andava a rimorchio; oppure filtrante per lo stesso Rowe. (…)
Mentre Bernardeschi stava largo, infatti, l’inglese aveva maggiore libertà di interpretazione.
E la faceva pagare soprattutto a Mancini, in grave difficoltà per deficit di passo, scelte sbagliate. (…) La marcatura uomo su uomo si salta prevalentemente in due mo-di: il dribbling o uno scarico veloce. Così il Bologna ha sbloccato la gara al 22′: lancio di Joao Mario per Castro, Ndicka concede al rossoblù lo spazio per toccare all’indietro dove Rowe arriva indisturbato (Mancini nel contatto al momento dello scatto è finito per terra), controlla e tira all’incrocio. La Roma, intan-to, ha perso Koné (già in dubbio alla vigilia) e il subentrato Pellegrini ci mette pochi minuti a far capire che in fondo può essere una fortuna: palo su punizione e poi corner sulla testa di Ndicka che pareggia. Gasp ha spostato Pisilli in mediana mentre Pellegrini sta sulla trequarti con compiti più offensivi di quelli che spettano a El Shaarawy, generoso ma imprudente quando, appena prima dell’intervallo, tampona Zortea ben servito da Bernardeschi: rigore trasformato da Federico. (…) Le assenze di Dybala e Soulé pesano, come gli errori in fase difensiva: clamorosa la dormita di Cristante e Ndicka che consente a Castro, assistito da Rowe, di tuonare sotto la traversa dando al Bologna un doppio vantaggio, che appare rassicurante. La Roma, infatti, sembra distrutta nel fisico, nel morale e perfino nelle intenzioni. A rianimarla, oltre all’Olimpico, ci pensa Freuler il cui fallo da rigore su Vaz è assurdo: Malen segna e riapre la partita. Con Vaz al posto di El Shaarawy, Gasperini passa al 3-4-1-2, ma la rimonta è legata più a una reazione di nervi che a una crescita generale. Il Bologna si spaventa, sente la stanchezza nonostante i cambi e concede il pari su un rinvio di Svilar: sponda di Cristante, cross di Vaz, stop e sinistro preciso di Pellegrini. Ingenuità che si ripetono in una stagione piena di alti e bassi, anche all’interno della stessa gara. (…) E così si va ai supplementari dove i giallorossi si assestano su un 3-5-2 più compatto e i rossoblù concedono il possesso accontentandosi di ripartire ogni tanto. Ma quando ci riescono fanno male: filtrante di Dallinga per Cambiaghi che batte Svilar e inchioda la Roma. Fa festa il Bologna ed è giusto così.

(gasport)