ORSI: “Non credo che i Friedkin siano entusiasti del lavoro di Gasperini” – CASANO: “Un anno buttato”

Dopo l’eliminazione dall’Europa League per mano del Bologna, nell’etere romani si analizza il difficile momento della Roma. “Non penso che i Friedkin siano entusiasti del lavoro di Gasperini“, il pensiero di Nando Orsi. Così invece Checco Oddo Casano:È una Roma che sa di mediocrità. Ultima cosa che è rimasta ai Friedkin è rifondare la rosa. Questo è un anno buttato. Se poi anche così non funzionerà, dovrebbero andarsene”

_____

Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

_____

Non penso che i Friedkin siano entusiasti del lavoro di Gasperini. (NANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Ma quando io ho paura, al 108’, di sostituire Celik, per far entrare una persona da circo, tipo Zaragoza, significa che non sto messo bene. Celik correva ancora, andava tenuto dentro (TIZIANO MORONI, Retesport, 104.2)

Doveva essere l’anno della costruzione, e questo è stato, anche se è deludente. Pensare al percorso di tre anni è giusto, ma oggi è tosta. Inspiegabile, nell’azione del gol di Cambiaghi, ma anche durante l’arco dell’intera partita, la posizione così alta di Mancini. Praticamente un’ala aggiunta che in quel momento della partita aveva poco senso (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Radio Manà Manà, 90.9)

Parliamo di effetto Cassandra, la donna che, ai greci, diceva cosa sarebbe successo, senza che nessuno le credesse. Non vorrei che Ranieri diventasse la Cassandra della Roma, lui l’aveva detto, ci vuole tempo. Il Bologna fa entrare Cambiaghi-Dallinga-Orsolini, la Roma Zaragoza. Facile incolpare Gasperini, ma chi avrebbe fatto entrare Pellegrini dopo le ultime prestazioni? Io no. Semmai inizio a mettere in dubbio il lavoro di Massara (CLAUDIO MORONI, Retesport, 104.2)

Poi ci dovranno anche spiegare perché giocatori come Bailey, che qui erano sempre fuori per infortunio, di ritorno a Birmingham giocano sempre (GABRIELE CONFLITTI, Radio Manà Manà, 90.9)

È una Roma che sa di mediocrità. Ultima cosa che è rimasta ai Friedkin è rifondare la rosa. Questo è un anno buttato. Se poi anche così non funzionerà, dovrebbero andarsene (FRANCESCO ODDO CASANO, Retesport, 104.2)

I VOTI DEGLI ALTRI – Pellegrini “capitano senza fascia”, Vaz “hai capito il ragazzino”. El Shaarawy “sbadato neopatentato”, Gasperini “Zaragoza quinto: perché?”

Finisce 3-4, dopo l’1-1 dell’andata, il ritorno degli ottavi di finale di Europa League tra Roma e Bologna. I giallorossi non si sono arresi mai, sempre in svantaggio, prima 0-1, poi 1-3, e alla fine non ce l’hanno fatta, per la terza volta, dopo il gol di Cambiaghi, a recuperare i rossoblù. Grandissima prestazioni di Lorenzo Pellegrini (7.35) che, in forma smagliante, lotta, fa gol, assist, e ripiega anche in difesa: “Entra a freddo ma non impiega molto a mettere l’impronta sul match: stampa una punizione da 30 metri sull’incrocio e pennella il corner che genera I1-1. Prende di nuovo la mira da fermo trovando il portiere, ma e su azione che pesca l’angolo giusto. Chiede palla, si abbassa per iniziare la manovra, va perfino a salvare in area propria per ben due volte. Capitano senza fascia”. Buona anche la gara di Robino Vaz (6.57), commesso più di qualche errore tecnico, ma la voglia c’è tutta, il tempo anche: “Hai capito il ragazzino…Entra nella ripresa quando Gasperini prova a variare il gioco, cercando di alzare il pallone. Si procura il rigore del 2-3 che riapre i giochi, fa ammonire Lucumì e serve l’assist per il 3-3 di Pellegrini. Ok, sarà anche acerbo, ma per una sera gioca meglio di molti veterani” (Il Messaggero). Chi invece un po’ più di esperienza ce l’ha, anche se non lo dimostra, è Stephan El Shaarawy (4.78), colpevole di aver commesso, in modo ingenuo, il fallo da rigore che ha portato il Bologna sull’1-2: “Come uno sbadato neopatentato tampona Zortea e regala il rigore. In attacco non si ricorda un suo sussulto” (Il Corriere della Sera). Qualche colpa, forse, ce l’ha anche Gian Piero Gasperini (5.50), anche se, indubbiamente, non è aiutato dagli infortuni, apparendo più volte indeciso su come determinare la partita, con i cambi, a gara in corso: “E vero, paga gli errori individuali e lui prova a recuperare con le due punte. Ma il bilancio inizia a essere negativo. Zaragoza quinto: perché?” (La gazzetta dello Sport)


LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 5.64
Mancini 5.35
Ndicka 4.92
Hermoso 5.50
Celik 5.92
Cristante 5.50
Koné 6.00
Wesley 5.57
Pisilli 6.57
El Shaarawy 4.78
Malen 6.64

Pellegrini 7.35
Vaz 6.57
El Aynaoui 5.33
Zaragoza 4.66

Gasperini 5.50


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6
Mancini 5.5
Ndicka 5
Hermoso 5.5
Celik 5.5
Cristante 5.5
Koné 6
Wesley 5.5
Pisilli 7
El Shaarawy 5
Malen 7

Pellegrini 7.5
Vaz 6.5
El Aynaoui s.v.
Zaragoza s.v.

Gasperini 5.5


IL MESSAGGERO

Svilar 5
Mancini 5
Ndicka 4.5
Hermoso 5.5
Celik 6.5
Cristante 6
Koné s.v.
Wesley 5
Pisilli 7
El Shaarawy 4
Malen 6

Pellegrini 7
Vaz 7
El Aynaoui 6
Zaragoza 5

Gasperini 5


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 5.5
Mancini 5.5
Ndicka 5
Hermoso 5
Celik 6
Cristante 5.5
Koné 6
Wesley 5.5
Pisilli 6.5
El Shaarawy 5
Malen 7

Pellegrini 7.5
Vaz 7
El Aynaoui s.v.
Zaragoza s.v.

Gasperini 6.5


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 5.5
Mancini 5
Ndicka 5
Hermoso 5.5
Celik 6
Cristante 5
Koné 6
Wesley 6
Pisilli 7
El Shaarawy 4.5
Malen 6.5

Pellegrini 7.5
Vaz 6.5
El Aynaoui s.v
Zaragoza s.v

Gasperini 5


LA REPUBBLICA

Svilar 6
Mancini 5
Ndicka 4.5
Hermoso 5.5
Celik 6
Cristante 5
Koné s.v.
Wesley 5
Pisilli 5.5
El Shaarawy 5
Malen 6.5

Pellegrini 7
Vaz 6.5
El Aynaoui 5
Zaragoza 5

Gasperini 5.5


IL TEMPO

Svilar 6
Mancini 5.5
Ndicka 5.5
Hermoso 6
Celik 6
Cristante 5.5
Koné 6
Wesley 5.5
Pisilli 6.5
El Shaarawy 5
Malen 7

Pellegrini 7.5
Vaz 6.5
El Aynaoui s.v.
Zaragoza s.v.

Gasperini 5.5


IL ROMANISTA

Svilar 5.5
Mancini 6
Ndicka 5
Hermoso 5.5
Celik 5.5
Cristante 6
Koné s.v.
Wesley 6.5
Pisilli 6.5
El Shaarawy 5
Malen 6.5

Pellegrini 7.5
Vaz 6
El Aynaoui 5
Zaragoza 4

Gasperini 5.5

IL PUNTO DEL VENERDÌ – CARMELLINI: “Venti giorni per buttare una stagione” – ZAZZARONI: “Roma troppo corta per poter reggere due impegni a marzo”

Dopo l’eliminazione dall’Europa League per mano del Bologna, sulle colonne dei quotidiani si analizza il momento giallorosso. “Venti giorni per buttare una stagione. Alla Roma è riuscito il capolavoro anche quest’anno. Non importa chi ci sia sulla panchina, cambia poco: e non serve far vedere sprazzi di bel gioco, dominare le partite, se poi finisce sempre così.”, scrive Tiziano Carmellini de Il Tempo. Così invece Ivan Zazzaroni sulle colonne del Corriere dello Sport: “Se devo riassumere il doppio confronto soffermandomi sulla consistenza delle squadre, dico che ha prevalso la completezza del Bologna che ha più cambi, inoltre omogenei. La Roma, priva di Soulé, Dybala e Koné, infortunatosi nel primo tempo, è troppo corta per poter reggere due impegni a marzo”

____

Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.

_____

S. VERNAZZA – LA GAZZETTA DELLO SPORT

(…) Nei 90 minuti, i supplementari sono stati più quieti, Roma-Bologna è stata una partita tirata e aperta, molto europea e poco italiana, tanto che viene da chiedersi perché in Serie A si debba per lo più assistere a incontri lenti e sonnecchianti. Perché non se la giocano così anche il sabato e la domenica? È vero che Roma e Bologna sono squadre aggressive, perché così le hanno disegnate i loro allenatori, ed è probabile che la prospettiva del match da dentro o fuori abbia acuito le loro tendenze, però l’incontro dell’Olimpico ci ha detto che alzare i toni e i volumi dell’intensità è possibile, basta volerlo. Il Bologna non è mai stato sotto nel punteggio. A un certo punto si è fatto rimontare, da 3-1 a 3-3, poi ha piazzato la stoccata nel secondo supplementare. Roma ha preso una botta forte. Questa è la quattordicesima sconfitta in 40 partite stagionali: dieci in campionato, tre in Europa, una in Coppa Italia. Sono tante, forse troppe, più di un terzo del “giocato”. Sono numeri che farebbero pensare a una crisi di rigetto del gasperinismo se non fosse che la squadra ieri ha reagito alle avversità, si è mostrata viva, si è arresa soltanto sul 4-3. Gasperini rischia di incartarsi sui risultati, la prima unità di misura quando si parla di grandi piazze. Soltanto la qualificazione alla Champions cancellerà la delusione di oggi. Italiano ha rimesso in piedi una stagione che sembrava perduta, destinata a un malinconico finale. Il Bologna volerà per la terza volta a Birmingham. Le precedenti puntate a casa Aston Villa, nella Champions della scorsa stagione, e nella prima fase dell’attuale Europa League, sono finite male. La terza volta capita al momento giusto, il Bologna può puntare tutte le carte sull’Europa. (…)

IL TEMPO – T. CARMELLINI

Venti giorni per buttare una stagione. Alla Roma è riuscito il capolavoro anche quest’anno. Non importa chi ci sia sulla panchina, cambia poco: e non serve far vedere sprazzi di bel gioco, dominare le partite, se poi finisce sempre così. Gasperini ha trasmesso tante cose alla Roma, ma non è riuscito a sfatare un destino che si ripete ciclico: e qualcosa vorrà pure dire. Si completa all’Olimpico nel ritorno degli ottavi di finale di Europa League contro il Bologna, il marzo “maledetto” della Roma: venti giorni per buttare quanto di buono fatto fin qui. Il primo del mese il gol all’overtime di Gatti che cambia la stagione dei giallorossi passati dal più 7 sulla Juve al -1 quindici giorni dopo a seguito del ko in trasferta a Como. Nel mezzo la sfida “in famiglia” contro l’ex De Rossi che castiga la “sua” Roma condannandola all’inferno: era l’8 marzo festa della donna… da festeggiare ben poco. La spinta finale arriva appunto nello scontro diretto in chiave Champions del 15 marzo contro la legione “straniera” di Fabregas: 2-1 e tutti a casa. Nel mezzo la doppia sfida in Europa conclusa con un’eliminazione tanto temuta quanto dolorosa. E il modo in cui si è conclamata questa sconfitta fa ancora più male: una serata maledetta nella quale la Roma risale due volte ma alla fine viene beffata dopo 112 minuti di gioco in una partita davvero spettacolare. Finisce 4-3 davanti al cuore del pubblico giallorosso che ci ha creduto fino all’ultimo sostenendo i suoi oltre ogni immaginazione: ma non è bastato. Forse è presto per fare bilanci, ma è chiaro che da qui alla fine della stagione ai giallorossi resta un solo fronte sul quale lottare prima di definirla a tutti gli effetti una stagione fallimentare e la strada è tutta in salita. Perché dimenticare una serata come questa sarà tutt’altro che facile.

I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT

Ha vinto il calcio, la qual cosa non consola Gasperini e i romanisti che dall’Europa League sono usciti. Dal punto di vista dell’appassionato e del telespettatore non votante Roma e Bologna hanno infatti offerto uno spettacolo decisamente appagante, una partita superpositiva, nervosa e sfinente. Di quelle con tanti gol, tanti errori, tante emozioni e numerose prodezze tecniche: in particolare Rowe, Castro, Malen e Pellegrini non si sono certo risparmiati. (…) Tra gli sbalordimenti della serata indico la prova di Robinio Vaz che per la prima volta ha mostrato qualcosa di buono (ha preso il rigore e messo in difficoltà Lucumi, tra i migliori in campo); la prestazione di Pellegrini può essere considerata sorprendente soltanto perché all’abilità tecnica che tutti gli riconoscono è riuscito finalmente ad abbinare centralità nella manovra, colpi e recuperi vincenti. Mi ha nuovamente impressionato Malen che è di statura superiore: ha una protezione della palla e un senso della porta non comuni; nel Bologna ha fatto assai bene João Mario giocando con personalità e coraggio.
Se devo riassumere il doppio confronto soffermandomi sulla consistenza delle squadre, dico che ha prevalso la completezza del Bologna che ha più cambi, inoltre omogenei. La Roma, priva di Soulé, Dybala e Koné, infortunatosi nel primo tempo, è troppo corta per poter reggere due impegni a marzo (…)

G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT

(…) Non sono bastate però le magie di Pellegrini, perché la Roma non ha più difesa. Ha incassato altri quattro gol; sono sedici nelle ultime dieci partite, tra campionato ed Europa League. Ama non ha più la difesa che era stata la migliore del campionato. Da diverse settimane non è più così; adesso in campionato Milan e Como hanno subito meno gol e il Bologna in 210 minuti è andato a segno cinque volte. Con i soliti errori individuali che hanno pesato come macigni, anche nella partita in cui è tornata tutta la difesa titolare: Mancini, N’Dicka e Hermoso. Italiano come all’andata ha messo in difficoltà la Roma con gli esterni, Rowe e Bemardeschi hanno fatto impazzire Mancini (sul primo gol) e N’Dicka (sul terzo). La difesa all’inizio della stagione era il punto di forza della Roma di Gasperini. Svilar aveva collezionato tanti clean sheet, sembrava insuperabile. Ora non lo è più, segno che qualcosa si è rotto. Non basta più Mal en. Il gioco della Roma da due mesi a questa parte è tutto finalizzato sull’insostituibile centravanti, che quando trova due marcatori attenti come Lukumi e Vitik (gli unici due giocatori confermati da Italiano rispetto alla partita di domenica scorsa) fatica a liberarsi per il tiro. Così, con la Roma costretta a inseguire il Bologna dal primo tempo, è stato Pellegrini a salire in cattedra, a portarla ai supplementari, ma alla fine non è bastato a evitare l’eliminazione.

Il terribile déjà vu e la lupa sul petto

Chiamarla coincidenza, forse, è poco. Un terribile déjà vu, 30 anni dopo. Stesso stadio, stessa porta per il gol decisivo, stessa coppa – con nome aggiornato – e stesso giorno: 19 marzo. Dal 1996 al 2026, da Roma-Slavia Praga a Roma-Bologna. La rimonta riuscita, quella di 30 anni fa più epica, e poi il nulla che ne rimane, tranne l’enorme delusione. La serata, all’Olimpico, era iniziata coi migliori presupposti. L’aria magica delle notti europee, (…) e il quadro è completato dalle “bandierette” che in Curva formano una Lupa nera al centro, tra bande gialle, rosse e bianche. “Io d’amarti non la smetto, sei la squadra del mio cuor” è il coro che accompagna i primi 5′ di partita. Il campo, pero, da subito i primi segnali discrepanti, fino al gol di Rowe. In generale, nonostante la cornice sia quella delle grandi serate – 63.991 spettatori, tra cui Ryan Friedkin, bentornato, e oltre 3.000 ospiti – il tifo difficilmente alza i decibel sopra la media. Eccezion fatta per la Curva, ovviamente, che prova a spingere ininterrottamente. Il pari di Ndicka ravviva l’ambiente, ma la gara poi, a cavallo dell’intervallo, scivola sul 3 a 1. A quel punto, esce la rabbia: “Tirate fuori le palle“, canta la Sud. La squadra la ascolta. (…) Il Bologna rallenta il ritmo, ancora, e il 4 a 3 non arriva, con Kovacs, poco apprezzato da queste parti, che rimanda il verdetto ai supplementari. La Sud riparte dall’inizio, da
Roma, Roma“, la Lupa della coreografia si ricompone e tornano le bandiere. Come 30 anni ta, però, alla fine sono gli avversari a segnare, sotto la Nord e a fare festa col settore. (…) L’ultimo sussulto è il possibile rigore su Vaz, ma Kovacs lascia correre prima della fine. A quel punto il Bologna fa festa, la Roma va verso la Sud, che la respinge fischiando. Per la prima volta in stagione. Non come 30 anni fa.

(Il Romanista)

Lo spettacolo della Lupa infuoca la Sud

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – “È il momento di tornare a far capire agli avversari cosa significa il fattore campo e cosa vuol dire venire a giocare all’Olimpico“. L’appello lanciato nei giorni scorsi dalla Curva Sud è stato raccolto da tutto lo stadio. Bandiere giallorosse hanno colorato ogni settore dell’Olimpico già a partire da due ore prima del fischio d’inizio. E’con il passare del tempo, l’atmosfera è diventata sempre più incandescente. A prendersi la scena, poi, è stata la Curva Sud con una scenografia da urlo mostrata pochi istanti prima che l’arbitro Kovacs fischiasse l’inizio del match. Migliaia di cartoncini gialli, rossi e bianchi sono comparsi nel settore più caldo dell’Olimpico per fare da sfondo alla Lupa – formata con i cartoncini di colore nero – rappresentata al centro della curva. Un’atmosfera difficile da rintracciare in giro per l’Europa. Lo spettacolo offerto dal popolo romanista non è passato inosservato neanche nel settore ospiti, dove tra gli oltre tremila tifosi del Bologna sono spuntati diversi cellulari per immortalare il momento. A gustarselo, sugli spalti dell’Olimpico, anche il vicepresidente giallorosso Ryan Friedkin. Fin da subito, i 63.991 tifosi presenti allo stadio hanno spinto, tra cori e applausi, la squadra di Gasperini. Alzando i decibel soprattutto nei momenti di difficoltà. Per-
ché l’uscita dal campo di Koné per infortunio e la rete realizzata da Rowe nell’arco di due minuti rischiavano di rappresentare un doppio colpo del ko. L’intensità non è diminuita al rientro in campo dopo l’intervallo, accompagnando la rimonta degli uomini di Gasp. E prima dell’inizio dei supplementari, tutto lo stadio ha intonato l’inno. Oggi, intanto, sarà una giornata importante per capire le condizioni di Koné, uscito malconcio dal campo dopo venti minuti per un problema muscolare. Il centrocampista francese difficilmente sarà a disposizione domenica per la sfida con il Lecce e rischia di saltare anche gli appuntamenti con la nazionale francese. Soulé, invece, inizia a vedere la luce in fondo al tunnel. L’argentino potrebbe tornare ad allenarsi in gruppo a metà della prossima settimana.

Nuovo stop per Koné: salta la sfida di Lecce. Oggi gli esami per valutare la gravità

Il caso Manu Koné. All’andata con il Bologna (…) era finito in tribuna. Tornato a Roma il giorno dopo, sulla sua gestione c’era stato un dissidio tra Gasperini e lo staff medico. Il tecnico voleva utilizzarlo nel match con il Como ma i dottori frenavano. L’allenatore l’ha avuta vinta e lo ha mandato in campo: non una buona prestazione quella del francese. Per il ritorno con il Bologna era in bilico, rischiato la sua partita è durata meno di venti minuti per un problema muscolare. (…) Con ogni probabilità salterà la gara di domenica contro il Lecce e sfrutterà la sosta per le nazionali per recuperare. Da vedere se riuscirà a rientrare a Pasqua nella sfida con l’Inter.

(corsera)

Gasperini stavolta accusa il colpo “Visto il meglio e il peggio di noi”

La notte è buia per Gasperini. La competizione che due anni fa lo aveva portato sul tetto d’Europa ieri sera gli regala una cocente eliminazione. Sono cinque le gare di fila senza vittorie e la difesa continua a scricchiolare. Per la prima volta in stagione sono quattro i gol subiti e alcuni svarioni hanno pesato: “È stata una gara avvincente e ne usciamo con rammarico. Abbiamo visto il meglio e il peggio. I meglio quasi in tutto il match, il peggio nei gol che abbiamo preso.
Abbiamo fatto delle belle cose contro una squadra forte, un peccato aver fatto questi errori. I fischi? Sono dettati dalla delusione di essere usciti non per la prestazione dei giocatori. La partita è stata condizionata da queste disattenzioni anomale e grossolane. Per il resto la squadra ha fatto bene. Siamo stati straordinari per certi aspetti ma il risultato determina tutto. In questa partita siamo stati superiori all’avversario in tanti aspetti ma l’abbiamo buttata via e sono stati bravi ad approfittarne
“. Gli errori sono stati determinanti, ma il tecnico non vuole parlare di stagione finita: “I risultati dicono che abbiamo frenato, ma ci sono state le gare con Napoli e Juve oltre a quella di questa sera dove abbiamo giocato bene. C’è stato qualche episodio non felice. La Roma può puntare ancora alla Champions? Deve assolutamente riportare l’attenzione sul campionato, ci sono ancora 9 partite“. Domenica c’è il Lecce e l’obiettivo è rialzarsi subito. Ancora una volta le poche pedine a disposizione di Gasperini hanno inciso. L’emergenza continua e si è fermato anche Koné per un problema al flessore. Oggi gli esami strumentali. (…) L’unica buona notizia è che ci sarà la pausa nella quale avrebbe dovuto partecipare alla mini-tournée con la Francia per sfida il Brasile di Wesley e la Colombia. “Nei supplementari c’era tanta fatica, soprattutto in difesa. Loro hanno messo tre attaccanti freschi. Non era facile“, ha detto il tecnico che ha poi aggiunto: “Se ti mancano 4/5 giocatori nello stesso reparto è evidente che soffri. Nonostante questo, abbiamo trovato un Malen straordinario rispetto al girone d’andata, ma lì avevamo più soluzioni. In questo momento, anche pensando al Como, non ho molto da recriminare ai miei calciatori. Hanno fatto una prestazione di livello. Il problema dell’attacco ce lo trasciniamo da inizio anno. C’è sempre la speranza di tare qualcosa in fase offensiva ma poi per un motivo o per un altro non si è mai riusciti“. A proposito di attacco: tra le note positive c’è sicuramente il baby Robinio Vaz (…): “E un ragazzo giovanissimo e che ha bisogno di crescere. Poi ci sono mancati giocatori dal peso notevole“. Domenica, però, ci saranno sempre gli stessi. Anche per Soulé il recupero è rimandato a dopo la sosta.

(Il Messaggero)

Illusione Roma, troppi errori e addio Europa

A nove minuti dalla fine del secondo supplementare: il Bologna affonda la Roma sul più bello, quando le forze erano ormai finite. E’ stata una lotta lunga, fino all’ultimo respiro. La Roma è andata sotto, ha rimontato due gol, ha rischiato anche di vincerla e l’ha persa, per due distrazioni. Ciao ai sogni d’Europa, va avanti il Bologna, che troverà ai quarti l’Aston Villa. Non sono bastati un grande Pellegrini, il solito Malen, il volenteroso Vaz e un Olimpico pieno di amore e di bandiere. (…) Il tecnico aveva poco da inventarsi per questa partita, gli assenti sono tanti e la squadra in una condizione mentale precaria: prova a giocarsela sulle certezze e sul calcio che conosce meglio e ha mostrato fino alla sfida con la Juve. A modo suo, insomma, oltre ogni limite. Aggressioni continue, a partire dall’area avversaria, tutto ad alta velocità, almeno nelle intenzioni. (…) E il primo tempo, nonostante l’impegno, le corse continue e gli inseguimenti, la Roma finisce sotto. Rowe è una gazzella e Mancini lo soffre, sia se lo aspetta, sia se lo va a prendere alto; Bernadeschi è un marpione dal piede vellutato e gli basta poco per guardare in faccia la porta e spaventare Svilar. Pisilli parte trequartista per andare a marcare i difensori avversari e, appena Koné – dopo solo 19 minuti – si fa male (ci voleva pure que-sta, ma era proprio necessario rischiarlo?), si abbassa in linea con Cristante, con Pellegrini che va a prendere il posto nominalmente del francese. (…) Il gol subito è figlio di un contrasto perso di Mancini con Rowe (accese, le proteste romaniste), con quest’ultimo che fa secco Svilar dal limite dell’area. Alla Roma basta poco per riprendere vita: una punizione di Pellegrini si stampa sul palo e dal seguente angolo nasce la rete del pareggio, grazie a un colpo di testa del solito Ndicka, bravo pure su Castro, avversario complicato da tenere a bada. Nel finale di primo tempo il pasticcio lo commette El Shaarawy, che si inventa un fallo tanto inutile quanto grossolano in area su Zortea.
Bernardeschi segna dal dischetto 1-2, proprio sul calare della prima frazione. La Roma, nella ripresa, prova subito a reagire, ma si vede che là davanti non funziona. (…) Gasp prova inserendo Robinio Vaz al posto di El Shaarawy. Ma dopo un minuto, Castro segna il terzo gol del Bologna, approfittando di un disastro difensivo firmato Cristante-Ndicka, e i giochi sembrano fatti. Sembrano. (…) Il francesino, un po’ ingenuo, un po’ sgraziato, lotta su ogni palla (fa ammonire Lucumi) e fa in pieno la sua parte: dopo aver tentato un tiro goffo verso la porta di Ravaglia, si procura un rigore (spinta di Freuler), che proprio Malen trasforma e riaccende l’Olimpico. Pellegrini sfiora il tre a tre con un’altra punizione, stavolta è bravo Ravaglia a volare sul lato giusto. Ma non ci arriva, il portiere del Bologna, al minuto 80 sul sinistro velenoso che manda la palla all’angolino per il 3-3. Il tecnico del Bologna, Italiano, ha più carte da giocarsi e con Orsolini, Cambiaghi e Dallinga (più Casale) perde in qualità ma almeno rinfresca un po’ la squadra, mentre la Roma non ne ha più. (…) Entra El Aynaoui al posto di Pisilli, che aveva corso per tre. E infine Zaragoza, prende il posto di Celik. Ma lo sparo finale di Cambiaghi (su errore di Ndicka), colpisce il grande cuore della Roma, che ora rimane solo con la flebile speranza di raggiungere il quarto posto.

(Il Messaggero)

Cambiaghi come Vavra. Roma fuori dall’Europa

Era il 19 marzo 1996 quando il gol di Vavra spense i sogni europei della Roma. Una serata che ha fatto storia nel racconto romanista. (…) Ieri sera non c’era lo Slavia Praga e neanche il centrocampista ceco. Ma esattamente trent’anni dopo è stato il Bologna di Italiano ad eliminare i giallorossi dagli ottavi di finale di Europa League. Grazie al gol ai supplementari di Niccolò Cambiaghi. Che nel 1996 non era neanche nato, ma riporta i tifosi giallorossi indietro nel tempo. Un panchinaro che entra, segna e spegne i sogni di rimonta della Roma. (…) La Roma perde 4-3 dopo una rimonta emozionante dal 3-1, in una partita che è stata un’infinita altalena di emozioni. Dal baratro scavato da Bernardeschi, Castro e Rowe, all’esaltazione firmata Malen e Pellegrini. Poi la doccia freddissima dell’attaccante del Bologna. Gasp dopo la Coppa Italia è eliminato anche dall’Europa League. Ora per la sua Roma rimane solo il campionato e la rincorsa a quel quarto posto distante tre punti. (…) Un cammino difficile per una squadra che anche contro il Bologna, nonostante il cuore, ha dimostrato ancora una volta la sua fragilità difensiva – 12 gol subiti nelle ultime 5 partite. L’attacco è spuntato e in costante emergenza, dietro si balla troppo. (…) La nota positiva? Robinio Vaz, protagonista della rimonta giallorossa nei tempi regolamentari. Prima conquistando il rigore e poi servendo l’assist per il gol di Pellegrini. (…) Appuntamento a domenica pomeriggio contro il Lecce, per iniziare la rincorsa a Como e Juventus. (…)

(La Repubblica)

Game over Roma

IL TEMPO (L. PES) – Notte amara all’Olimpico. La Roma va sotto, rimonta, spera ma poi cade al 111′ minuto dell’extra-time lasciando il passaggio del turno al Bologna di Italiano. Per il secondo anno consecutivo l’Europa League termina agli ottavi di finale, con una rimonta rovinata da un Bologna che nel complesso ha avuto più soluzioni dei giallorossi, da subito sembrati a corto di energie. Gasperini ritrova la difesa titolare e conferma El Shaarawy in trequarti con Pisilli, col ritorno della coppia mediana CristanteKoné. Ma la partita del francese non dura nemmeno venti minuti a causa di un problema muscolare, al suo posto Pellegrini che si alza sulla trequarti. Passano due minuti e il Bologna va in vantaggio con un gran gol di Rowe che trafigge Svilar all’incrocio dei pali. Protesta la Roma per un blocco dell’inglese su Mancini che poi non può seguirlo in marcatura ma arbitro e Var confermano. I giallorossi reagiscono e sfiorano il vantaggio con una bella punizione di Pellegrini che si spegne sul palo. Poco dopo però, sempre dai piedi del numero sette, N’Dicka di testa trova il quinto gol della sua stagione e il momentaneo pari. La squadra di Gasp ora sembra aver portato la gara dalla sua parte. Occasioni per Pisilli e Malen che però non impegnano Ravaglia. Sul finire del primo tempo, però, arriva la beffa: El Shaarawy perde il duello con Zortea e poi ingenuamente lo sbilancia, seppur con un tocco lieve e fortuito. Kovacs non ha dubbi e assegna il rigore che Bernardeschi trasforma spiazzando Svilar. Si va a riposo con il Bologna in vantaggio. La prima carta di Gasperini nella ripresa è Robinio Vaz al posto di un El Shaarawy poco brillante. Ma dopo pochi secondi altro errore grossolano della difesa giallorossa: prima Cristante si fa rimontare da Rowe, poi N’Dicka gli lascia il pallone che finisce sul destro di Castro che batte Svilar per la terza volta e manda in estasi i rossoblù e all’inferno la Roma. Il giovane attaccante francese si conquista il rigore che riapre la partita a poco più di venti dalla fine. Palla verticale di Pellegrini e Vaz bravo a prendere posizione su Freuler che lo stende. Dal dischetto Malen gela Ravaglia e l’Olimpico si rianima. L’olandese con un’azione individuale si guadagna un’ottima punizione che Pellegrini calcia ancora una volta bene, ma c’è Ravaglia. È la serata del classe 2007 e lo dimostra anche l’azione che porta al pareggio firmato Pellegrini. In profondità Robinio
scappa sempre e l’assist un po’ maldestro per il centrocampista è vincente: palla all’angolino e 3-3. L’Olimpico è una bolgia. L’occasione per chiudere il discorso ce l’ha Freuler al 91′ mala sua conclusione è debole e facile per Svilar. Non bastano novanta minuti, si va ai supplementari. Sul finire del primo tempo supplementare esce uno stanco Pisilli per El Aynaoui, solo il terzo cambio di Gasp in 105 minuti. C’è anche spazio per Zaragoza, inserito nel finale a tutta fascia al posto di Celik. Poco dopo arriva la doccia gelata per la Roma a dieci minuti dal termine. Palla profonda e gioco a due Dallinga-Cambiaghi con quest’ultimo che batte Svilar sul primo palo. Bologna di nuovo in vantaggio.
Contatto finale tra Vaz e Lucumì che però non è falloso. Si chiude così la stagione europea della Roma, eliminata dal Bologna ai supplementari dopo una rimonta tutto cuore. Adesso ai giallorossi resta solo la rincorsa al quarto posto in campionato con Como e Juve che corrono e sono avanti. Si riparte sempre all’Olimpico domenica col Lecce, chissà con quali energie.