Calciomercato Roma, il PSG mette gli occhi su Svilar: il portiere giallorosso tra i profili valutati

Il futuro della porta del Paris Saint-Germain potrebbe presto cambiare e tra i nomi monitorati dal club francese ci sarebbe anche Mile Svilar. Secondo quanto riportato dal portale francese Sport.fr, il PSG starebbe valutando diversi profili per il ruolo di portiere in vista della prossima stagione, con Lucas Chevalier dato per partente. Tra i profili attenzionati dalla dirigenza parigina figurerebbe anche l’estremo difensore della Roma, reduce da una stagione che lo ha consacrato tra i migliori interpreti del ruolo in Serie A. Oltre a Svilar, Sport.fr cita anche altri nomi seguiti dal club francese, tra cui Gregor Kobel, Elia Caprile e Bart Verbruggen, tutti profili considerati adatti per rinforzare il reparto tra i pali.

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Pisilli premiato dalla Serie A: è il Rising Star del mese di maggio

Arriva un importante riconoscimento per Niccolò Pisilli. Il centrocampista della Roma è stato infatti premiato dalla Serie A come Rising Star del mese di maggio, confermando la sua crescita costante e la sempre maggiore centralità all’interno del gruppo squadra. Per il classe 2004 si tratta di un attestato significativo, che certifica l’impatto avuto nelle ultime settimane grazie a prestazioni convincenti, personalità e una maturità ben oltre la carta d’identità. Pisilli si è ritagliato spazio con continuità, 90′ minuti giocati contro la Fiorentina , 32′ contro il Parma e 45′ contro la Lazio, 3 presenze condite da 1 gol e 2 assist (uno proprio al derby).

Hermoso uomo del momento: Gollini gli dedica un “santino” (FOTO)

Il momento di Mario Hermoso sembra aver conquistato anche lo spogliatoio giallorosso. A testimoniarlo, con il consueto tono ironico, ci ha pensato Pierluigi Gollini, che attraverso una storia pubblicata su Instagram ha mostrato il proprio posto nello spogliatoio della Roma con una simpatica aggiunta: un vero e proprio “santino” dedicato al difensore spagnolo, accompagnato dalla scritta “Ovunque proteggimi“. Una gag chiaramente scherzosa, ma che racconta bene anche il clima positivo a Trigoria.

Luciano Juba: chi è?

Luciano Batista da Silva Junior, meglio conosciuto come Luciano Juba, giocatore monitorato dalla Roma, è un profilo che negli ultimi anni si è ritagliato spazio nel calcio brasiliano grazie a una caratteristica sempre più ricercata nel calcio moderno: la versatilità. Classe 1999, mancino naturale, attualmente in forza al Bahia, viene indicato principalmente come terzino sinistro, ma il suo percorso racconta di un giocatore capace di interpretare più ruoli lungo la corsia mancina. Nato il 29 agosto 1999 a Recife, nello stato di Pernambuco, Juba muove i primi passi calcistici nello Sport Recife, club con cui compie la vera crescita professionale. Ed è proprio la sua evoluzione tattica a renderlo un profilo interessante: non nasce infatti come difensore puro, bensì come giocatore offensivo, abituato a muoversi tra fascia e trequarti. Dopo una parentesi in prestito al Confiança, utile per accumulare esperienza e continuità, è con lo Sport Recife che si afferma definitivamente, diventando uno dei punti di riferimento della squadra. Nel club brasiliano mette insieme oltre 150 presenze, accompagnate da 30 gol e 25 assist (Transfermarkt), a conferma di un impatto offensivo tutt’altro che secondario. Nel 2023 arriva poi il trasferimento al Bahia. Qui Juba consolida il proprio ruolo da laterale moderno, impiegato prevalentemente come terzino sinistro ma con la capacità di alzare il proprio raggio d’azione a seconda delle esigenze tattiche. Un profilo dinamico, offensivo e tecnico, più vicino all’idea del laterale di spinta contemporaneo che a quella del difensore tradizionale.

Koné accelera, oggi il rientro in campo con il gruppo: possibile rientro contro il Verona

Filtra ottimismo sulle condizioni di Manu Koné, che potrebbe tornare a disposizione in vista della sfida contro il Verona. Come riportato nell’edizione odierna del Corriere della Sera, il centrocampista francese starebbe forzando i tempi per recuperare e candidarsi a una maglia dal primo minuto, con l’ipotesi di una mediana composta insieme a Bryan Cristante. Come riferito anche da Filippo Biafora sul suo canale Telegram, ci sarebbero sviluppi incoraggianti sul fronte Koné, sottolineando come da oggi il giocatore dovrebbe tornare ad allenarsi in gruppo. Un rientro che, se confermato, rappresenterebbe una notizia importante per Gasperini in vista del prossimo impegno, considerando il peso del francese negli equilibri del centrocampo giallorosso.

D’Amico parla con Roma e Milan per il ruolo di ds

La Roma guarda anche al futuro della propria area sportiva. Secondo quanto riportato dal direttore di Sportitalia Michele Criscitiello, tra i dirigenti in movimento in vista della prossima stagione ci sarebbe anche Tony D’Amico, attuale direttore sportivo dell’Atalanta, che sarebbe in contatto sia con il club giallorosso che con il Milan.
D’Amico (Atalanta) parla con Roma e Milan“, ha scritto Criscitiello su X, delineando un possibile valzer di dirigenti e allenatori che potrebbe coinvolgere diversi club di Serie A nelle prossime settimane.

Perotti: “il tifoso romanista riconosce chi dà tutto. I ricordi più belli? La semifinale di Champions e l’addio di Totti”

Diego Perotti torna a raccontarsi e lo fa in un’intervista realizzata dalla Roma in collaborazione con Idealista, aprendo le porte della sua casa romana e, simbolicamente, anche di una parte più intima della sua vita. L’ex attaccante giallorosso ripercorre ricordi, passioni e dettagli personali, dal legame con l’Argentina all’amore per lo sport, passando per il rapporto speciale costruito con Roma dentro e fuori dal campo. Un viaggio tra aneddoti e curiosità che restituisce il ritratto di un calciatore rimasto profondamente legato ai colori giallorossi.

La scelta di rimanere a Roma circondato dal verde

Al termine della sua carriera, ha scelto di rimanere a vivere nel quartiere dell’Axa, nel quadrante Sud di Roma, varcando il cancello di casa l’occhio cade subito sul giardino, “arredato” con due porte da calcio e una miriade di palloni sparsi sul manto verde
ogni tanto finiscono anche dal vicino – ci dice sorridendo l’ex calciatore – giochiamo tutti i giorni con i miei due figli. Quando sono arrivato alla Roma, venivo da Genova, una città più piccola in cui si potevano trovare principalmente degli appartamenti, ma noi volevamo una casa con giardino – spiega Diego Perotti – già avevamo il primo bimbo e avevamo in mente fare il secondo figlio, per noi era fondamentale trovare una casa ampia considerando che abbiamo sempre avuto anche il cane. Abbiamo deciso di rimanere a Roma perché, appena siamo arrivati, ci siamo trovati benissimo“. 

La scelta è ricaduta proprio sul quartiere dell’Axa, come accade per tanti calciatori romanisti, considerata anche la vicinanza con il centro di allenamento.
Qua ci troviamo molto bene, fin da subito mia moglie si è subito innamorata della città, e io pure, viviamo in una zona dove abbiamo la tranquillità, il verde e abbiamo il mare a 10 minuti. Quando vogliamo andare a mangiare fuori, o fare un giro, siamo a 40 minuti da una delle città più belle del mondo. Quindi diciamo che la scelta non è stata neanche molto difficile“.

La casa in cui vive Perotti (divisa tra giardino, piano terra, primo, secondo e terzo piano) ha una particolarità
Quando giocavo, con mia moglie, abbiamo deciso di dormire in stanze separate, perché sono uno che fa molta fatica a dormire e quando i bambini erano piccoli si svegliavano, ho preferito dormire in un piano tutto, l’ultimo, per me per riposare al meglio. Tutto quello che riguarda gli arredamenti, i mobili, la disposizione delle stanze e come dislocarle sui piani lascio carta bianca a mia moglie. Mi fido del suo gusto. Io mi sto occupando più degli esterni, ci sarà un campo da calcio per giocare con i bambini e anche un campo da padel, perché gioco tutti i giorni“.

Quando gli chiediamo di ripercorrere la sua esperienza romanista, Perotti parte si emoziona
Sicuramente Roma è una piazza complicata, particolare, però, io credo che il tifoso romanista sa rendersi conto quando un giocatore dà tutto. Nonostante negli ultimi anni ho avuto infortuni, i tifosi hanno visto in me la voglia, la responsabilità e l’amore per una maglia, perché anche nelle situazioni negative o quando le cose non andavano bene, ho sempre dato il massimo anche quando non stavo al 100%. Anche se purtroppo non siamo riusciti a vincere con le squadre in cui ho giocato a Roma, io qua devo dire che ogni volta che esco per strada il tifoso mi riconosce, per me quello non ha prezzo“. 

Pochi dubbi anche sui momenti più esaltanti in giallorosso
Sicuramente è un orgoglio aver giocato e segnato in una semifinale di Champions League contro il Liverpool ad Anfield Road, anche se purtroppo non è andate come avremmo voluto. L’altro ricordo indimenticabile è legato al gol nel finale di Roma-Genoa, nell’ultima partita di Francesco Totti“.

Diego Perotti non ha nessun dubbio su chi sia stato il compagno di squadra a cui è rimasto più legato in assoluto:
Con Federico Fazio abbiamo condiviso tanti momenti belli e intensi, non solo a Roma, ma anche a Siviglia. Ricordo che in occasione di un compleanno, mentre stavamo brindando, ci siamo resi conto che erano almeno 10 anni che continuavamo a festeggiare tutti i nostri compleanni insieme, con lui mi sono sempre trovato bene e ho avuto un rapporto speciale“.

Un pezzo di Argentina in casa

Una o due volte a settimana organizzo l’asado, sono proprio i miei figli o mia moglie che me lo chiedono – racconta Perotti – mi piace tanto quello che rappresenta, si inizia dal pomeriggio ad accendere tutto, magari con un mate in mano, che l’altra tradizione argentina che mi ha sempre accompagnato ovunque sono andato. Mi piace molto anche invitare amici italiani, che forse non sono abituati a quel tipo di carne o a quel tipo di cottura o di tradizione, è bello condividere insieme la mia cultura d’origine“.

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Rivoluzione giallorossa: Gasp vota Tognozzi per sostituire Massara

Nella settimana più importante degli ultimi anni, a cavallo tra un derby vinto e il match point Champions League di domenica sera contro il Verona, prosegue il lavoro per costruire la dirigenza del futuro dietro a Gasperini. La prossima settimana dovrebbe essere ufficializzata la separazione consensuale tra la Roma e l’attuale direttore sportivo Frederic Massara. (…) Archiviata la pratica Giovanni Manna, blindato dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, la Roma ora cerca di stringere il cerchio. Il nome più caldo, ad oggi, è quello di Matteo Tognozzi. Classe 1987, attuale direttore sportivo del Rio Ave, è stato messo in pole dalla Roma, anche se la partita è tutt’altro che chiusa. Il dirigente in questi giorni è in Italia e sta parlando con diversi club. Ma per prima cosa vuole capire cosa accadrà alla Juventus, dove ha lavorato per anni. (…) Per Tognozzi la Juve resta per lui un riferimento professionale forte: a Torino è cresciuto, si è affermato come uomo scouting e ha contribuito alla costruzione di quel serbatoio di giovani che negli ultimi anni ha prodotto calciatori diventati patrimonio tecnico ed economico del club. (…) Manna e Tognozzi sono due prodotti dello stesso laboratorio juventino: il primo più legato alla gestione della Next Gen, il secondo allo scouting internazionale. (…) Il nuovo direttore sportivo dovrà parlare la sua lingua e reggere il suo ritmo. Lo ha spiegato lo stesso allenatore qualche settimana fa: “Sono due ruoli molto legati e vicini, sia come idee di calcio, sia come possibilità di potersi aiutare e sostenere. Allenatore e ds devono raccontarsi poche storie e parlarsi con sincerità“. Tognozzi risponde a molte di queste esigenze. Non porta in dote il profilo del dirigente mediatico, ma quello del talent scout cresciuto dentro un club abituato a lavorare sui dati, sui giovani e sulle indicazioni dei superiori. Insomma un dirigente da lavoro quotidiano.
Resta in corsa anche Tony D’Amico, in uscita dall’Atalanta. Più come nome dell’ultim’ora nel caso in cui non si formalizzasse il suo passaggio al Milan. Più defilata, ma comunque concreta, la pista Sean Sogliano. Il dirigente è appena retrocesso con il Verona ed è stato contattato dalla Roma nei giorni scorsi. Sullo sfondo resta anche il profilo straniero di Ramon Planes, vecchio pallino della proprietà, già seguito in passato e mai uscito del tutto dai radar. La Roma vuole chiudere in tempi rapidi, perché il nuovo ciclo non può aspettare la fine dell’estate.

(La Repubblica)

Le grandi manovre

Il futuro della Roma e – non c’è nemmeno da spiegare perché – il presente, all’ordine del giorno a Trigoria. Gasperini punta forte su Ryan Friedkin:
breve colloquio prima dell’allenamento, più approfondito dopo. Sul tavolo questioni che presto saranno risolte, a cominciare dal nuovo direttore sportivo. D’Amico e Paratici restano in corsa più di qualsiasi altra candidatura. In più c’è da salutare Massara e con lui anche gran parte dello staff tecnico e medico. Ma Gian Piero, pur impegnato nel rapporto finalmente quotidiano e de visu con il vicepresidente, non si distrae: testa innanzitutto al Verona, quindi all’ultimo ostacolo della ricorsa giallorossa. Anche Ryan, resta nella Capitale fino a quando non avrà organizzato la Roma che verrà, sarà al Bentegodi. (…) A Trigoria, del resto, l’attenzione si è spostata subito sul match decisivo contro il Verona. Gasperini è stato chiaro con il gruppo: smaltire in fretta la sbornia post derby. (…) Gasp dovrà lavorare su due aspetti in particolare per non farsi trovare impreparato: 1) scegliere i sostituti giusti degli assenti che sono i titolarissimi Ndicka (infortunato) e Wesley (squalificato); 2) sistemare tatticamente il suo 3-4-2-1 guardando alla caratteristica più significativa del Verona che usa la corsa per mettere in difficoltà l’avversario. Sul primo punto e quindi sugli interpreti andrà sul sicuro: Rensch a sinistra e Mancini in mezzo alla difesa con l’ingresso di Ghilardi sul centro destra. Quest’ultimo è in ballottaggio con Ziolkowsky, entrato in corsa nel derby: farebbe il centrale, con Mancini lasciato nella sua solita posizione sulla destra. Sul secondo punto conta il possibile recupero di Koné che ha già ripreso a forzare. Dovrebbe far coppia con Cristante. In mediana, però, conteranno anche le alternative: El Aynaoui e Pisilli. Davanti probabile il tridente con Dybala e Soulé dietro a Malen. Da verificare Pellegrini e Venturino che al momento sono da considerare indisponibili per la gara. (…) Ancora out Zaragoza. La Roma sta organizzando il precampionato per la prossima stagione. E andrà pure quest’anno all’estero ad inizio agosto. Il gruppo giallorosso si sposterà in Germania per completare la preparazione che comincerà nuovamente a Trigoria.

(corsera)

Inter, il primo obiettivo è Manu Koné

(…) Cristian Chivu e I’Inter iniziano già la prossima stagione mentre le avversarie devono ancora concludere quella in corso. Un vantaggio competitivo che va sfruttato, assieme alla chiarezze delle idee tecniche, uno dei punti forti degli ultimi sette anni nerazzurri. Con le prime certezze: Martinez sara i portiere titolare, Koné anche a livello di tempistiche, è il primo obiettivo a centrocampo, mentre Palestra è il giovane talento su cui investire, Atalanta permettendo. (…) Il primo tassello può essere il romanista Koné, che a Roma sta per diventare uno dei “sacrificabili” da Gasperini ed è la prima scelta dell’Inter a centrocampo: i giallorossi devono infatti incassare circa 60 milioni entro il 30 giugno e il francese a meno di 40 milioni non sarà ceduto. L’eventuale discorso romanista per Carlos Augusto non rientrerà nella stessa operazione, ma se ne può parlare anche a luglio. Con Koné, che porterebbe muscoli e dinamismo che ora un po’ mancano, l’Inter può giocare a due e sostenere un assetto più offensivo, con un 3-4-1-2 0 un 3-4-2-1.

(corsera)