Squadra e staff a cena fuori, offre Gasperini

Squadra e staff a cena insieme, paga Gasperini. Il tecnico giallorosso ha voluto compattare il gruppo e ieri ha invitato giocatori e componenti dello staff al ristorante di pesce Micalusi, nel quartiere Prati. Un modo per ritrovare il sorriso dopo la sconfitta di Udine e per preparare un mese fondamentale per la Roma. Presenti tutti i calciatori, anche i nuovi acquisti come Malen o Zaragoza. Appena si è sparsa la voce fuori dal ristorante sono accorse decine di tifosi.

(gasport)

Totti torna alla Roma: appartenenza e competenza

Totti può tornare alla Roma? I Friedkin ci stanno pensando». Sono bastate dieci parole – il destino di una vita è dentro a quel numero – per accendere il dibattito.
Riannodando idealmente quel filo che si è spezzato il 17 giugno del 2019, quando il capitano – diventato dirigente – sbatté fragorosamente la porta.
Indispettito da un ruolo in cui non si riconosceva: una scatola vuota. «Sono all’oscuro di tutto, anche di possibili acquisti».
Un controsenso, se ci pensate, per uno che – da calciatore –
veniva incaricato di (…) convincere qualche collega a scegliere la Capitale. Ma, si sa, il suo addio al calcio era già stato, con gli stessi dirigenti, molto
travagliato. Questione di incompatibilità. (…) A differenza delle precedente esperienza, si tratterebbe di una scelta condivisa e non di un contratto ispirato dalla gestione Sensi. Certo è che il ritorno alla Roma di Totti avrebbe una doppia valenza. Assolutamente positiva. Perché, è chiaro, affonderebbe nelle radici dell’appartenenza, (…) e aggiungerebbe competenza, dove già c’è – da Gasperini a Ranierie Massara – non è mai sbagliato. Dicono: l’importante è specificare bene il suo ruolo. Tutto giusto, anche se Totti, da trequartista o da centravanti di manovra, ha sempre giocato a tutto campo. Da uomo assist a finalizzatore: l’importante è fare squadra

(gasport)

De Rossi sul VAR, caso Martin: “Per l’AIA non era fallo, ma il problema è il regolamento”

Daniele De Rossi Torna a parlare dell’episodio arbitrale di Martin che ha acceso le proteste in Lazio-Genoa. Secondo quanto riferito dall’allenatore, l’AIA ha chiarito che l’intervento non era considerato punibile, chiudendo di fatto il caso dal punto di vista regolamentare

Il tecnico ha voluto precisare che a fine gara ha avuto un chiarimento personale con l’arbitro Zufferli, ribadendo la propria posizione: “Gli ho detto che non ero assolutamente arrabbiato con lui, ma infastidito dalla direzione che sta prendendo il regolamento, più che dal VAR o dagli interpreti

Fiorentina, Paratici e il futuro di Fortini: “La società ne avrà cura”

Nella sua prima conferenza stampa ufficiale da direttore sportivo della Fiorentina, Fabio Paratici ha affrontato diversi temi legati alla difficile situazione viola. Tra le diverse questioni trattate si è soffermato anche sul futuro di uno dei profili più discussi in questo mercato, anche dalla sponda giallorossa, Niccolò Fortini

Paratici, parlando del rinnovo del giovane difensore italiano e di quello di Dodò, ha infatti sottolineato “La società prenderà in considerazione questi rinnovi. Sono due ragazzi attenzionati a molti, ne avremo cura

Lazio, protesta a oltranza. La Nord: ‘Invitiamo a non entrare anche contro l’Atalanta’

I gruppi del tifo organizzato della Lazio hanno annunciato una nuova protesta contro la proprietà del club.

Attraverso un duro comunicato, i tifosi denunciano anni di mancanza di rispetto e un atteggiamento definito arrogante e dispotico da parte della presidenza, invitando il popolo laziale a “lasciare solo questo personaggio davanti agli occhi del mondo del calcio”.

Dopo una riunione con tutti i gruppi organizzata è stato deciso che la contestazione continuerà anche nella sfida valevole per la 25a giornata della Serie A, Lazio-Atalanta, invitando dunque i tifosi a non entrare allo stadio e ritrovarsi a Ponte Milvio per sostenere comunque la squadra

Castan sicuro: «Difesa di ferro, tutti con Gasp»

Corsport – Parla l’ex difensore centrale della Roma. (…) Dieci anni fa, di questi tempi, Leandro Castan stava vivendo il momento più duro della sua vita. Aveva sconfitto il tumore alla testa, era rientrato in campo ma, dopo una brutta partita contro il Verona, Luciano Spalletti lo aveva messo fuori con toni netti: la sua carriera, di fatto, era finita. E allora, visto che la vita è una cosa e i trend virali un’altra, partiamo proprio da qui: «Si, lo so che su Instagram c’è questa moda di pubblicare le foto del 2016 e del 2026, l’ho vista e mi ha fatto sorridere».

All’epoca però era furioso.

«Si. Non discussi la scelta di Spalletti, legittima, ma i modi bruschi. Detto questo, era e resta uno degli allenatori migliori che ho avuto».

Ha detto la parola magica: allenatore, (…) A chi si ispira?

«Tite e Rudi Garcia, soprattutto per l’approccio umano. E anche un po’ a De Rossi: Daniele è un amico, ha iniziato da poco, ma è un punto di riferimento per quello che sta facendo. Però posso dire una cosa?».

Prego.

«Quanto mi sarei divertito con Gasperini e la sua difesa a 3 uno contro uno. Forse avrel preso qualche cartellino giallo, oggi non ci posso pensare perché non riesco a correre così. Ma lui mi piace da pazzi e per un difensore come me sarebbe stato bellissimo».

Difesa di ferro… : cosa manca alla Roma?

«Niente, hanno tutto. Devono solo isolarsi. Non ascoltare quello che viene detto fuori Trigoria e non lasciar uscire le cose che succedono nel centro sportivo. La pressione poi dai… Parliamoci chiaro: Roma è magnifica, se non la reggi devi andare in terza categoria. In ogni caso, ora hanno tanti giocatori bravi, a partire da Svilar e poi Wesley».

Con Gasp e Ancelotti può diventare uno dei più forti al mondo?

«Con la Roma attacca tanto, forse in nazionale avrà compiti più difensivi, Ancelotti è il maestro dell’equilibrio. Ma lui è forte forte e sta andando bene al primo anno in Italia, che è sempre il più complicato. Con Ancelotti diventerà ancora più forte».

La Roma del 2013, quella diGarcia, aveva una difesa straordinaria con lei e Benatia.

«Che oggi è al Marsiglia con Balzaretti, eravamo tanti.
Medhi aveva già il Dna del dirigente, si occupava anche di logistica (ride ancora, ndr). lo amo il calcio offensivo, quello con il pallone che mi fa brillare gli occhi, ma a quel gruppo era proprio difficile fare gol
».

Nel 2014 cambiò tutto.

«Si, ero al top della mia carriera. Faccio l’allenatore anche per questo: il tumore mi ha tolto delle cose, vorrei riprendermele in panchina. Ho perso tutto in un attimo, credo di insegnare ai ragazzi che si è , prima uomini e poi calciatori».

Alla fine ha fatto pace con quel 2016?

«Si. Ero davvero arrabbiato, anche con me stesso perché avevo avuto un problema più forte di me e volevo dare la colpa a qualcuno. Me ne sono fatto una ragione. Però, visto che non so perdere, aspetto la mia rivincita».

Roma e la Champions, Gasp vuole accelerare prima dell’ Europa. Oggi la lista: dubbio Vaz

Le cinque giornate erano quelle di Milano, ma a pensarci su vanno bene pure per Roma. Per la Roma, anzi. E dunque per Gasperini e la società tutta, all’inseguimento di quella qualificazione Champions che cambierebbe il futuro prossimo della squadra in termini di ambizioni. (…) Se siamo qui a raccontarci che il vantaggio del Milan fino a oggi è stato quello di disputare (Coppa ltalia a parte) solo una gara ogni sette giorni — e lo stesso accadrà al Napoli, ora che è uscito dalla Champions —, non si può non applicare lo stesso ragionamento alla Roma. Cinque partite, allora: Cagliari e Cremonese in casa, Genoa fuori, in mezzo i due scontri diretti con Napoli (al Maradona) e Juventus (all’Olimpico). (…) «Faremo di tutto per difendere quella posizione (il quarto posto, ndr) e se possibile incrementarla», aveva detto Gasperini prima della gara europea con lo Stoccarda. Ora che la Roma è scesa al quinto posto in classifica, c’è da correre e rincorrere. (…) Oggi peraltro la Roma comunicherà i cambi nella lista Uefa: dentro Malen e Zaragoza per Bailey e Dovbyk, da capire invece se sarà inserito Robinio Vaz. E sì che pure l’Europa è una strada possibile – vincendo il trofeo – per la qualificazione Champions. (…) Conte e Spalletti sono oggi i due rivali più vicini in classifica ed è qui che la Roma deve provare a fare il salto. Provare, certo. Nessun obbligo. Ed è probabile che oggi il concetto sarà chiarito anche in una call con il presidente DanFriedkin.

(Corsera)

Elsha, Mancini, Pellegrini, Cristante: Il club celebra i suoi quattro simboli

Orgoglio e romanismo. Sono simboli, bandiere. Giocatori che più di altri incarnano il sentimento del popolo giallorosso. In tempi di rinforzi last minute in prestito con diritto/obbligo di riscatto, ci sono pure quelli che appartengono per militanza già alla storia (e ovviamente al presente) della Roma come Cristante, El Shaarawy,
Pellegrini e Mancini, entrati nel ristretto club dei giallorossi con 300 presenze e oltre: 347 Bryan, 340 Stephan, 358 Lorenzo e 504
Gianluca. Un traguardo che ieri la Roma ha celebrato con un video speciale sui canali ufficiali in cui i quattro hanno svelato ricordi ed emozioni legati a match importanti: dai derby vinti alla finale di Conference League vinta nel 2022 (…). In particolare, Cristante può superare Tommasi (351) nella classifica dei più presenti già nelle prossime settimane.

(Gazsport)

Sabatini: «Gasp si lamenta, ma è una strategia… Koné deve restare, obbligo Champions»

Gasport – L’ex ds della Roma: «Il tecnico cosi stimola l’ambiente, è ⁠stato bravo a convincere i tifosi che non lo amavano». La contrapposizione tra Massara e l’allenatore esiste da tempo. Venturino e Vaz due talenti, si sta costruendo un futuro da scudetto. Walter Sabatini è stato uno dei dirigenti più importanti nella storia giallorossa e ha lavorato con l’attuale direttore sportivo della Roma per quasi dieci anni. Oggi Sabatini è un attento osservatore delle dinamiche di mercato, e non solo.

In questo momento sembra esserci una contrapposizione tra Massara e Gasperini. Che ne pensa?

«La contrapposizione esiste da parecchio, mi sembra un fenomeno abbastanza ripetitivo nel calcio di oggi. Succede spesso di lamentarsi in pubblico. Ma quello di Gasperini è anche un modo di essere, di negoziare» (…).

C’è il rischio che Gasp possa andare via a fine stagione?

«Non credo. Lui comunica così da sempre, lo faceva anche a Bergamo per stimolare l’ambiente (…). Anzi la prossima stagione avrà il vantaggio di poter individuare prima i calciatori e di conoscere meglio i rumori di questa città».

Con lei si sarebbe scontrato?

«Ho pensato di portarlo alla Roma nel primo anno della gestione Pallotta, ma i nostri caratteri non si sarebbero sposati bene (…).

Ma possiamo dire che Massara è promosso o no?

«Ah, per me non ci sono dubbi. La Roma ha fatto il miglior mercato in Serie A ma se lo dico io poi mi accusano di nepotismo (…) . La Roma giocava già bene, aveva una sua identità, ma aveva bisogno di una profondità diversa in attacco per avere più soluzioni durante le partite. Oggi il reparto è decisamente più completo e ha giocatori forti fisicamente come Malen e Vaz e con velocità e dribbling come Zaragoza».

Tra le trattative sfumate c’èstata quella per Raspadori.

«Giocatore importante, ma quando hai dubbi di venire a giocare nella Roma qualcosa non va (…).

Tempo fa defini Massara “il Salah dei dirigenti”.

«E lo penso ancora oggi. Massara è uno che lavora senza isterismi, non si ta condizionare dalla pressione. Ha centrato obiettivi importanti e ha dato coerenza al progetto. Poi in questo campo ti serve pure un po’ di fortuna, non sempre ce l’hai».

Il rischio è che a giugno debba partire qualcuno per i limiti del Fair Play Finanziario.

«Spero non Koné. Lui deve essere il futuro del centrocampo: fa reparto, mi ricorda un po’ Nainggolan. Ma di Radja ce n’è uno solo. Un altro che cambia le partite è Wesley, cresce di gara in gara».

Anche lei pensa che Venturino e Vaz siano troppo giovani per dare una mano nel presente?

«Per i calciatori esiste un solo valore: che siano bravi. E Vaz e Venturino lo sono. Quest’ultimo mi sembra più pronto, a Udine mi ha dato l’idea di poter essere utile già oggi. Vaz è un diamante grezzo» (…).

In conclusione, questa Roma ora vale la Champions?

«Senza dubbio, la rosa lo era anche prima del mercato e Gasperini resta un valore aggiunto. Detto questo per la Roma la Champions deve essere l’obiettivo minimo. Si sta costruendo per il futuro e vedo una speranza importante di poter lottare perlo scudetto.

Zaragoza subito più dribbling per la Roma. Lo spagnolo verso il decollo

Per Bryan Zaragoza l’esordio ci sarà lunedì sera in casa, all’Olimpico, contro il Cagliari. «Non vedo l’ora di fare il mio debutto e di vedere l’Olimpico pieno di tifosi della Roma – ha detto in questi giorni il folletto spagnolo -. Quello che mi piacerebbe di più sarebbe poi ottenere una bella vittoria. Se poi segnassi anche un gol sarebbe la ciliegina sulla torta». Ma l’impressione è che possa bastare poco all’allenatore giallorosso per convincersi di buttare subito dentro Zaragoza, fin dalla sfida con il Cagliari appunto. Lo spagnolo un allenamento con la squadra lo ha già fatto, martedì scorso. (…) Già, perché Gasp ha bisogno di un attaccante come lui: bravo nello stretto, capace di scardinare le difese (soprattutto quelle molto chiuse, contro le quali la Roma quest’anno ha fatto spesso fatica) e di ribaltare l’azione. Uno che ha dribbling, ma anche gamba. E che a campo aperto sappia volare verso la porta (…). Le scelte Gasperini nei giorni scorsi lo ha studiato al video e ne è rimasto favorevolmente sorpreso. «Lui e Malen ci daranno una mano», la sua sentenza dopo Udine. E l’allenatore della Roma spera che lo spagnolo possa trovare con l’olandese lo stesso feeling che ha dimostrato avere ad esempio Paulo Dybala (che contro il Cagliari dovrebbe essere di nuovo a disposizione, per la gioia di Gasp). (…) «So com’è Gasperini perché sono rimasto affascinato dal modo in cui giocaval’Atalanta ha detto -. Era fantastica, voglio vedere cosa posso imparare da lui». Molto, ci viene da dire… Esattamente come in questi primi giorni ha stretto molto con quelli che parlano la sua stessa lingua: Hermoso e Angelino su tutti (spagnoli come lui), ma anche Dybala e Soulé. Anche se l’impressione è che lì a sinistra possa diventare presto – se non subito – la prima scelta in assoluto. (…) Anche perché, ha raccontato lo spagnolo, «spero di aiutare la Roma a qualificarsi per la Champions». Il che, sostanzialmente, vuol dire dover battere il Cagliari. E Zaragoza è qui anche per questo motivo.

(gasport)