Rivoluzione Roma

E il primo anno doveva essere di transizione, il secondo nei piani triennali della Roma sarà quello del consolidamento. E allora è evidente come si cambierà tanto, (…) e tanto è già stato cambiato anche quest’anno, con ben 13 arrivi tra l’estate e gennaio e ben 15 partenze (senza contare quelle minori, ovviamente). Insomma, la rivoluzione è già stata lanciata da un po’ a Trigoria ma vivrà il suo momento culminante a fine stagione. (…) I giocatori che possono lasciare Trigoria sono infatti molti. E questo Gasperini l’ha evidenziato più di una volta, facendo notare come il gruppo stesse dando tanto, nonostante molti giocatori potessero essere “distratti” dalle proprie situazioni personali. È evidente come il primo pensiero vada ai quattro giocatori in scadenza di contratto: Dybala, Pellegrini, El Shaarawy e Celik. Di questi quasi nessuno ha possibilità concrete di poter vestire la maglia giallorossa anche nella prossima stagione. Perché Dybala e Pellegrini hanno contratti pesantissimi (oggi guadagnano rispettivamente 8,5 e 6,5 milioni di euro a testa), Celik ha chiesto un rinnovo “folle” (3,8 milioni di euro più bonus, facendo leva sul Decreto dignità) ed El Shaarawy non è più nei piani giallorossi. Poi ci sono quelli che sono in prestito e che sicuramente non resteranno. Tra questi Ferguson (rientrerà al Brighton), Tsimikas (destinato a tornare al Liverpool) e Zaragoza, che il 26 maggio – il giorno dopo la fine del campionato – sarà a Monaco di Baviera, base Bayern. (…) Tra i prestiti l’unico che ha qualche possibilità di restare è Venturino, perché la sua situazione è legata a quella di Baldanzi, che il Genoa ha intenzione di riscattare (sempre che resti in Serie A, ovviamente). In uscita poi c’è anche Dovbyk, che dopo due anni deludenti andrà altrove, anche se la Roma ha la necessità di rientrare di parte dei 38,5 milioni di euro investiti due anni fa. E poi ci sono quelli che rischiano di essere sacrificati per ragioni di bilancio. I big, dunque: da Svilar a Ndicka, fino ad arrivare a Koné.
E allora da un Koné ad un altro, visto che a Trigoria piace molto il calciatore ivoriano (naturalizzato svedese) del Sassuolo, Ismael Koné. Centrocampista anche lui, 24 anni, anche se il club emiliano ha già fissato un prezzo molto alto: 30 milioni di euro. Ci si può però lavorare su, esattamente come si continuerà a lavorare sulla situazione di Remo Freuler. Lo svizzero è in uscita dal Bologna, dove gli scade il contratto ed è un pallino di Gasperini, con cui non ha mai reciso il cordone ombelicale. “Non escludo la possibilità di restare in Serie A“, ha detto il giocatore due giorni fa. (…) Davanti, poi, continua ad essere monitorato con attenzione Yuri Alberto del Corinthians, che la Roma ha trattato anche nei mesi scorsi e che potrebbe diventare l’alter ego di Malen e fare reparto anche con Vaz. (…) E sulle trequarti, ovviamente, il nome caldo è quello di Julian Brandt, in uscita dal Borussia Dortmund, il cui entourage ha già avuto dei contatti con la Roma. Sarebbe lui, eventualmente, a prendere il posto di Dybala, sia come ruolo sia come dote di fantasia. (…) Sul taccuino di Massara ci sono i nomi dei difensori Nijstad (centrale del Twente) ed El Karouani (laterale sinistro dell’Utrecht, uno che può fare tutta la fascia e che è in scadenza di contratto), ma anche quello di Sauer, esterno offensivo del Feyenoord e della Slovacchia. (…) In scadenza poi c’è anche Martin del Genoa, da tempo sul taccuino degli osservatori della Roma e considerato versatile, perché può giocare a sinistra ma fare anche il braccetto. Infine occhi anche su Alajbegovic, stellina bosniaca del Salisburgo, quest’anno dieci gol in 30 partite. Lì sono nati tanti ottimi attaccanti, chissà che non sia un occasione propizia anche questa…

(gasport)

Mati punta il rientro a San Siro

Il vero regalo della sosta per la Roma di Gasperini ha un nome e un cognome: Matias Soulé. (…) L’argentino sta definitivamente mettendo alle spalle la pubalgia, un malanno notoriamente complesso da gestire e molto soggettivo per quanto riguarda i tempi di recupero. (…) Da quel 15 febbraio in poi Soulé non si era più visto in allenamento insieme ai compagni e la data del suo rientro é slittata pian piano, tanto che lo stesso allenatore romanista ammetteva di “navigare a vista” per capirne le condizioni. Oggi però il peggio sembra passato: da quando è iniziato lo stop per le nazionali l’argentino ha ricominciato a lavorare con il gruppo (o quel che ne resta), cosa che ha fatto anche ieri e continuerà a fare. Sul calendario suo, del tecnico e dei tifosi, ci deve essere un bel cerchio rosso su una data, quella di domenica 5 aprile, quando a San Siro i giallorossi sfideranno l’Inter nel big match di rientro dalla pausa internazionale. Certo, manca dal campo da tanto tempo e tra l’allenarsi in gruppo ed essere un elemento fondamentale in una gara di una tale difficoltà c’è grande differenza, ma è chiaro che per Gasperini anche avere la sola possibilità di schierarlo a gara in corso “sposta” e non poco, soprattutto in una Roma che, per esempio, si è ritrovata a schierare contro il Lecce un tridente offensivo di 18,3 anni di media con Venturino, Vaz e Arena. (…) A San Siro e più in generale nel mese di aprile, Mati ha anche dei ricordi più che positivi per quel che riguarda la passata stagione: il 13 aprile scorso segnò al derby, Poi fece l’assist per il gol vittoria di Shomurodov contro il Verona e il 27 aprile trovò la rete decisiva proprio per battere l’Inter e dare continuità all’incredibile rimonta in classifica che la squadra allora guidata da Ranieri stava portando avanti. Soulé nel resto di quell’annata è rimasto protagonista, facendo registrare un assist nel ko contro l’Atalanta all’epoca di Gasp, così come nel successo per 3-1 contro il Milan e in quello per 2-0 contro il Torino. C’è stata decisamente la sua firma nella Roma che ha sfiorato la qualificazione in extremis alla Champions. (…) La speranza oggi è che dall’Inter in poi possa fare lo stesso per tenere vive le residue speranze della Roma. Con Soulé presente, intanto Gasperini sta lavorando a Trigoria con quel che resta del suo gruppo: oggi la squadra si allenerà e poi il tecnico concederà tre giorni liberi, fissando la ripresa a martedì mattina.

(Il Romanista)

Rinascita Malen a suon di gol

IL TEMPO (L. PES) – L’uomo dei gol prepara lo sprint finale. Se la Roma può ancora coltivare speranze Champions, tanto passa dai piedi di Malen. L’olandese arrivato a gennaio ha già segnato sette gol in dieci partite di campionato più uno in Europa League, e il futuro per lui è pronto a tingersi ancora di giallorosso. Gasperini non ha mai avuto dubbi sin da prima del suo esordio a Torino, facendo riferimento anche alla Nazionale con la quale stasera Donyell scenderà in campo nell’amichevole contro la Norvegia e dalla quale la punta ex Dortmund ha parlato. “Il trasferimento alla Roma? Ne ho parlato preventivamente con Koeman e, fortunatamente, ha approvato il mio trasferimento. In questo momento mi sento un buon attaccante e mi sento in forma. Il merito è anche del mio club: alla Roma attacchiamo molto ed esercitiamo molta pressione sugli avversari“. Parole al miele del numero quattordici che, anche qualora la Roma non dovesse raggiungere almeno l’Europa League, verrà riscattato in ogni caso per 25 milioni. Manca infatti soltanto la
clausola legata al piazzamento affinché scatti l’obbligo di acquisto a titolo definitivo. Sì perché Malen ha già giocato il 50% delle partite con presenze da almeno 35 minuti avendo collezionato dieci presenze sulle diciotto gare totali da tesserato con la Roma (ne mancano infatti solo otto alla fine) più le due di coppa. Una certezza assoluta per Gasp che ora ha l’arduo compito di trovare i partner migliori per il suo centravanti. Finora, infatti, nelle dieci gare di campionato giocate, tra i vari moduli, di fatto la Roma ha cambiato per otto volte il tridente d’attacco con Pellegrini praticamente sempre in campo e a rotazione l’impiego di Dybala, Soulé, Pisilli, Venturino, Zaragoza ed El Shaarawy.
Mentre Robinio Vaz, al momento, resta un’alternativa anche perché il giovane francese resta l’unico vero ricambio nel ruolo con il rientro di Dovbyk che potrebbe avvenire solo nelle ultimissime giornate dopo la lunghissima assenza e l’intervento chirurgico. Il tecnico spera nell’ultimo sprint di Malen ora che i punti pesano e i gol possono trascinare squadre agli obiettivi. L’arrivo dell’olandese ha stravolto in positivo l’attacco giallorosso anche se il rendimento della squadra, paradossalmente è sceso. Da San Siro inizia l’ultima e cruciale fase della stagione con i giallorossi chiamati a ripartire dopo un marzo complicato. Oltre ai gol di Malen anche Soulé si prepara a tornare. Ieri lavoro programmato di gestione per l’argentino che dovrà riacquistare la forma migliore dopo oltre un mese di stop. Certamente la sua qualità, abbinata all’efficacia di Malen, può davvero essere la svolta finale.

Da Dybala a Pellegrini arrivano le offerte per i big in scadenza

Prima le uscite. Poi le entrate. La pausa per le nazionali è l’occasione per iniziare a fare il punto sulla prossima stagione, per fare la conta dei giocatori su cui Gasperini potrà fare affidamento nel suo secondo anno in giallorosso. Le uscite, (…) Dybala, Pellegrini, El Shaarawy e Celik. Quattro nomi pesanti, soprattutto per quanto riguarda gli ingaggi percepiti. (…) Insieme valgono 35 milioni di euro lordi all’anno. Una voce di spesa che i Friedkin hanno deciso di tagliare.
Si parte dalla Joya. Dybala, ancora infortunato, molto probabilmente tornerà in Argentina. Lo vuole lui, lo vuole la moglie Oriana Sabatini e lo vuole anche Leandro Paredes, che continua a tenergli aperta le porte della Bombonera. Buenos Aires, dunque. Sponda Boca. L’altro caso da risolvere è quello di Lorenzo Pellegrini. (…) Non si parla di rinnovo. Sull’ex capitano allora si muovono Napoli e Inter, con i nerazzurri destinazione preferita del calciatore. (…) Più defilata la Juventus. Chi invece è a un passo dal vestire il bianconero è Celik. Chiedeva quattro milioni a stagione e il club giallorosso si è fermato a 2,6. (…) Così come il Genoa di De Rossi è pronto a riaccogliere El Shaarawy: proprio con la maglia del Grifone, 18 anni fa, è partita l’avventura del Faraone in serie A.

(La Repubblica)

Comunque vada, sarà una Roma da 10

Il futuro è adesso. E, andando oltre gli evidenti contrasti interni tra allenatore e management, la Roma si appresta a preparare la strategia per rendere più competitiva la rosa. A giugno le Grandi Manovre sono scontate. Sarà rifondazione, a prescindere dal piazzamento finale e dalla manitestazione a cui parteciperà il club giallorosso. Più che bocciature, saranno addii. Con Massara costretto a prendere minimo dieci giocatori, anche se poi i titolari saranno tre o quattro. (…) Dal roster dovrebbero uscire almeno nove giocatori. I quattro in scadenza: Celik, Pellegrini, El Shaarawy e Dybala. E i quattro in prestito: Tsmikas, Ferguson, Zaragoza e Venturino. Il quinto ha salutato a gennaio: Bailey. Celik e Pellegrini hanno ancora piccolissime chance di restare, come il giovane Venturino. Ma non ci sono stati contatti recenti per il rinnovo dei primi due e quindi vanno considerati out. Ai nove va aggiunto Dovbyk. (…) Almeno dieci arrivi, insomma, sembrano certi. E otto sono urgenti: il sesto difensore centrale, se resteranno Mancini, Ndicka, Hermoso, Ghilardi e Ziolkowski; due laterali da aggiungere a Wesley e Rensch, per forza mancini perché non si sa quando Angelino tornerà al top; quattro attaccanti, il reparto chiama due interpreti per ruolo, quindi i vice di Malen nel ruolo di centravanti – Vaz potrebbe bastare, ma andrà valutato a fine torneo – e di Soulé a destra, e i due per il lato sinistro di piede destro. Il centrocampo è a posto, due titolari e due ricambi, con Cristante, Koné, Pisilli ed El Aynaoui. Non sono però state conteggiate le eventuali cessioni di big. Una è sicura. (…) Dieci o più novità, dunque. Ma non c’è da stupirsi: sono state 12 per questa stagione, tra mercato estivo e invernale, 14 con i giovani, il portiere Zelezny (classe 2006) e il centravanti Arena (2009).

(corsera)

Roma, Zaragoza è un mistero

Bryan Zaragoza rischia seriamente di iscriversi alla lista delle tante meteore passate per Roma negli ultimi anni. Nulla di nuovo per carità, ma se pensiamo che Gasperini per sette mesi ha chiesto con insistenza un esterno sinistro è quantomeno curioso. L’ok del tecnico al suo acquisto era arrivato più per mancanza di alternative. (…) Un folletto di un metro e sessantacinque che si presentava con la nomea di re dei dribbling, ma fino ad oggi non si sono visti neanche quelli (solamente il 60% riusciti). I giallorossi hanno già speso tre milioni di euro per il prestito oneroso ai quali se ne dovrebbero aggiungere altri due in caso di cinque gol, cosa che al momento appare alquanto improbabile. Da febbraio, infatti, ha realizzato un solo assist a Napoli per Malen. L’obbligo di riscatto a 13,5 milioni scatterà in caso di qualificazione in Champions o Europa League e al 50% delle presenze da almeno 45 minuti. Praticamente impossibile. Nelle prime 10 è partito titolare in tre occasioni e in due è stato sostituito alla fine del primo tempo. Calcoli alla mano dovrebbe giocare dall’inizio sei delle restanti otto di campionato. Difficile soprattutto tenendo in considerazione che nelle ultime tre in Serie A non ha collezionato neanche un minuto tra Genoa, Como e Lecce. Si è visto in Europa League col Bologna facendo storcere il naso a molti (Gasp compreso) per i minuti finali nel secondo tempo supplementare. Il 30 giugno saluterà, ma la Roma dovrà versare altri 500mila euro nelle casse del Bayern Monaco per il mancato riscatto. Una spesa totale di 3,5 milioni che potevano essere investiti sicuramente meglio. Tra gli acquisti di gennaio è quello ad aver giocato di meno in campionato. Malen è fuori concorso (797 minuti) ma davanti a lui ci sono anche Venturino (154) e Vaz (138). Il francese ne ha tre in più di Bryan e col Lecce ha anche trovato la prima rete. Tra i presenti in rosa il solo Arena (23) è stato impiegato di meno. (…) Le alternative non mancavano: da Sauer a Godts passando per Tel erano stati tanti i nomi accostati senza però mai affondare il colpo. Zaragoza non è né il primo né l’ultimo giocatore che non è riuscito a convincere Gasperini. Basta fare qualche passo indietro e tornare ai tempi dell’Atalanta per trovare dei casi simili. Sempre nelle varie sessioni di gennaio la Dea – per citarne alcuni – pescò Kovalenko, Piccini, Mojica e Mihaila. Tutti calciatori che dopo appena sei mesi lasciarono Bergamo così come Bakker e Kjaer. Il record, però, è di Skrtel che rescisse il contratto dopo un solo mese. (…) Prima di lui per tappare il buco sulla sinistra era arrivato Bailey. Un’altra operazione disastrosa conclusa dopo un mese passato a rincorrere Sancho che tra l’altro tra qualche settimana sarà svincolato. (…) Soulé anche ieri si è allenato con il resto del gruppo e sembra essersi messo alle spalle la pubalgia. Non arrivano buone notizie invece dal ritiro della Turchia. Celik non ha ancora smaltito l’affaticamento al polpaccio destro e ieri non è stato convocato per la sfida contro la Romania. A Trigoria, però, non c’è preoccupazione per il big match contro l’Inter. Il tempo per recuperare non manca.

(Il Messaggero)

La Juve su Kessié, ma la Roma ci pensa

Il Presidente potrebbe tornare presto in Italia. Nostalgia canaglia per Frank Kessie, è proprio il caso di dirlo. Il mediano ivoriano è in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno e finora ha temporeggiato dinanzi al pressing dell’Al Ahli, di cui è anche capitano, che sta facendo di tutto per blindarlo. Tanto da avergli già offerto un rinnovo biennale con stipendio in doppia cifra. (…) Il Presidente, come era stato soprannominato il mediano ai tempi in cui militava nel Milan, appare infatti intrigato e affascinato dalla possibilità di tornare a giocare in Italia a partire dall’estate. (…) Nei mesi scorsi c’era stato un tentativo della Fiorentina che potrebbe tornare alla carica, anche se nelle aspettative di Kessiè la Viola non sembra allettare più di tanto. L’ex Barça vuole un top club e strizza l’occhio alla Signora. La Juventus, infatti, è sulle sue tracce da mesi come testimonia l’incontro torinese di fine gennaio tra il suo agente George Atangana e la dirigenza bianconera. Contatti che sono tra l’altro proseguiti nelle ultime settimane, con la Juve sempre vigile sul fronte che porta al classe 1996. (…) Kessiè, infatti, è un vecchio pallino di Luciano Spalletti, che aveva sfiorato la possibilità di allenarlo già un paio di volte durante la sua carriera. Per la precisione quando allenava la Roma e il centrocampista si era appena messo in luce nell’Atalanta e soprattutto nell’estate 2019, quando Milan e Inter avevamo abbozzato lo scambio tra Matias Vecino e lo stesso Kessiè. Affare poi saltato ma che comunque evidenzia come Spalletti gradisse avere alle proprie dipendenze il calciatore originario di Ouragahio. Lavori in corso. Al netto del fatto che l’attuale stipendio di Kessiè (14 milioni) appare totalmente fuori budget; mentre sarebbe percorribile l’opzione di un contratto biennale (con possibile opzione per una terza stagione legata a presenze e rendimento del giocatore) da 5 milioni annui più bonus. (…) Nel frattempo, infatti, pure altre big nostrane seguono con grande interesse l’evolversi della vicenda. Alla Roma ad esempio c’è il mentore Gian Piero Gasperini, che ha lanciato e fatto esplodere Kessiè a Bergamo. (…) Potrebbe rappresentare una soluzione intrigante in caso di cessione di Manu Konè. Situazione da seguire con attenzione. Così come la pista che potrebbe condurre all’Inter. Piero Ausilio, infatti, lo voleva portare già in passato in nerazzurro e a inizio febbraio ha incontrato Atangana. (…) Anche se al momento la Signora sembra essere la società nostrana più calda. Campionato in corso permettendo. La qualificazione alla prossima Champions League, infatti, potrebbe rappresentare una discriminante decisiva. Un motivo in più per Yildiz e compagni per non steccare l’obiettivo quarto posto. Centrare questo traguardo, infatti, sarebbe vitale per rendere positiva questa annata, ma soprattutto garantire alla Juventus un futuro roseo. In tutti i sensi. Kessiè compreso.

(Tuttosport)

Malen-Roma, futuro scritto. Friedkin decide: si al riscatto in ogni caso

Il dado è tratto, le briglie sono sciolte, il destino in qualche modo si è già compiuto: il riscatto di Donyell Malen è considerato cosa fatta a Trigoria. Non ci sarà bisogno di riunioni presidenziali né di avviare focus group interni per decidere le sorti del calciatore che da solo (o quasi) ha fatto compiere all’attacco della Roma un enorme salto di qualità. Il ds Massara potrà dunque procedere con l’acquisto a titolo definitivo di un cartellino valutato in sede di contrattazione con l’Aston Villa 25 milioni di euro (dopo i 2 per il prestito semestrale); il riscatto sarebbe obbligatorio in caso di qualificazione alle coppe europee. (…) Attorno a Malen sorgerà una Roma totalmente rivoluzionata negli uomini e nelle idee. El Shaarawy e Dybala sono destinati a salutare con la scadenza del contratto al 30 giugno e anche Pellegrini, senza una svolta nelle prossime settimane, si avvierebbe alla stessa conclusione. Pensate: con il risparmio sull’ingaggio lordo di questi tre profili, relativo a un solo anno, la Roma potrà pagare tutto il cartellino di Donny. A queste uscire andrebbero poi aggiunte quelle di Zaragoza, che secondo l’orientamento attuale non verrebbe riscattato neppure in caso di Champions e di Venturino, a rischio nonostante la quotazione da 7 milioni. Stando così le cose, tra giugno e luglio Massara ricostruirebbe l’intera batteria di attaccanti, ali e trequartisti, sondando il mercato delle occasioni (i parametri zero) ma anche piazzando dei colpi senza dimenticare la visione della proprietà. (…) Friedkin vuole investire su acquisti alla Robinio Vaz, per intenderci. Nel frattempo, tutti gli occhi restano puntati sull’ex Aston Villa, che stasera con l’Olanda sfiderà la Norvegia in amichevole: ha già segnato 7 gol in A (più uno in Europa), scalando una classifica marcatori sempre più povera di goleador. Basta pensare che Lautaro è ancora in vetta a quota 14 reti nonostante sia fermo da un mese e mezzo per infortunio. Malen è il calciatore con la media tiri più alta da dentro l’area di rigore nei primi cinque campionati europei. Ha infatti tentato la conclusione nei sedici metri conclusivi ben 38 volte, quindi 3,8 a partita. Staccato Harry Kane, secondo a 3,7. (…) Estendendo il dato all’intera stagione, persino gente come Mbappé, Yamal e Haaland inseguono il calciatore che Gasp ha utilizzato da centravanti – all’Aston Villa lo utilizzavano spesso come ala – intravedendo in lui proprio questa straordinaria voracità sotto porta. (…) A Roma, dove intende far crescere la figlia appena nata, tira in media una volta ogni 12 minuti, l’arco temporale che impiega la Terra a percorrere 21.600 km intorno al sole. Un’orbita stellare.

(corsport)

Frattesi paga Konè

(…) Basta tornare al dicembre del 2024, quando gli è stato chiesto di confermare o smentire una presunta insofferenza manifestata l’estate precedente per uno scarso minutaggio nella sua prima stagione all’Inter. Frattesi rispose che in realtà in quel momento il suo unico pensiero era trovare le esche giuste per andare a pesca in Sardegna. Una risata e discorso chiuso. Ora però se ne apre un altro, di nuovo di mercato, lungo la Roma-Milano, perché proprio lui – il centrocampista già con la valigia in mano in almeno un paio di sessioni – potrebbe diventare la chiave per sbloccare il colpo per il centrocampo del futuro: il romanista Manu Koné.
Un’altra Inter-Roma Il francese della mediana di Gasperini è l’obiettivo con la O maiuscola dall’estate scorsa, quando l’Inter tentò l’approccio poi respinto dall’allora neo allenatore e dalla proprietà. “Koné non si muove” e il Ferragosto del 2025 venne archiviato così. Porta chiusa. Sette mesi dopo, l’interesse dell’Inter per Koné non è affatto cambiato, la situazione più in generale invece sì. E qui ritorna in gioco Frattesi. Proprio lui infatti rischia di avere un ruolo chiave in questa operazione. Eccolo, il “facilitatore” dell’affaire Koné. L’Inter lo valuta sui 30 milioni e sa che trattenerlo a Milano sarà difficile. (…) Nella sua prima stagione ha giocato 42 partite, nella seconda (la scorsa) 47, in questa in corso è fermo a 29. Il bottino dei gol segnati recita: 8 il primo anno, 7 il secondo, nessuno in questo. E, a catena, è crollata la percentuale di xG (da 8.05 a 2.86) e di assist previsti (da 2.45 a 0.41). Sequenze di un calo che non può lasciare indifferenti, né il giocatore né il club. Milano non è più il suo posto, Roma potrebbe tornare ad esserlo. Lì è nato, lì ha già giocato. Prima nelle giovanili della Lazio – quando praticava anche tennis – poi in quelle giallorosse, dal 2014 al 2017. Venditti vedrebbe anche qui quei “giri immensi” che canta in Amici mai. Perché, per quanto sconfinati, alla fine “poi ritornano”. Come può fare Frattesi alla Roma, come l’interesse dell’Inter per Manu Koné. (…) Ora c’è una nuova carica e maggiore decisione sul terreno economico: per Koné la società potrà sfondare il muro dei 40 milioni e magari avvicinarsi anche ai 50, a determinate condizioni. (…) Lui dovrà garantire ritmo e maggiore forza fisica in un centrocampo che verrà rifondato in un quadro più ampio di rivoluzione generale in vista della prossima annata. Il club nerazzurro ha tutto, ma soprattutto ha Frattesi, l’uomo dei gol Bayern e al Barça, pronto a regalare, lontano dal campo, quest’ultimo assist alla sua Inter.

(gasport)

NXGN 2026: Giulia Galli 22esima nella classifica dei 25 migliori under 19 del mondo

Il suo nome continua a farsi largo tra i profili più interessanti del panorama giovanile. Giulia Galli è oggi considerata una delle promesse più brillanti del calcio femminile italiano. L’attaccante ha avuto un ulteriore riconoscimento che certifica il suo valore anche a livello internazionale: nella lista NXGN 2026 stilata da Goal.com, che ogni anno seleziona le 25 migliori giovani Under 19 del calcio femminile mondiale, compare anche il suo nome. La terza miglior marcatrice dell’ultimo Mondiale Under 17, che gli ha consentito di portare a casa la scarpa di bronzo, è stata infatti inserita al 22esimo posto, risultando inoltre l’unica rappresentante italiana presente in classifica. Il suo percorso, già ricco di esperienze importanti, lascia intravedere margini di crescita significativi. Non è un caso che il suo nome compaia tra quelli più chiacchierati quando si parla di futuro del calcio femminile.

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