Non c’è scelta sugli obiettivi

In questo momento sono Juventus e Como le principali avversarie della Roma. All’Olimpico arriva un pericoloso Cagliari. (…) Che Cagliari ha segnato una delle due sconfitte meno prevedibili nel girone di andata. Serve una vittoria netta perché nel prossimo turno andremo a Napoli e la squadra di Conte, forse l’unica con emergenze superiori, sta ritrovando grande forza. Gasperini è uno dei più bravi a preparare le partite e a imporre alla squadra ritmo e precisione, ma Ranieri, che resta un grande protettore dell’ambiente giallorosso è intervenuto, non a caso, questa settimana per dare due boccate di ossigeno e distendere il clima. Senza enfasi, ha ripetuto che la proprietà aveva parlato di un progetto di tre anni per tornare in Champions e, successivamente, puntare al titolo. (…) Ottimo e ancora meglio l’altro annuncio: esiste finalmente un progetto per il ritorno di Totti nella Roma e, a quanto pare, nella direzione tecnica. (…) Restiamo li e affrontiamo le altre squadre che si battono per l’eccellenza in Europa senza paura. Il Cagliari ha alcuni giocatori che ci daranno problemi. Ma noi dobbiamo segnare di più. Niente deviazioni stasera, avanti dritti.

(Il Messaggero – P. Liguori)

Gasperini lancia la tavola rotonda: «Facciamoci sentire»

IL TEMPO (L. PES) – Il piemontese chiama a raccolta gli allenatori: questo calcio non piace a nessuno, è ora di intervenire.

«Ha ragione De Rossi, dobbiamo far sentire la nostra voce. Questo calcio non piace a nessuno». Gasperini chiama a raccolta allenatori e calciatori per una tavola rotonda che possa cambiare le cattive abitudini del calcio di oggi. Il tecnico giallorosso in conferenza stampa fa eco alle dichiarazioni di De Rossi del giorno precedente (dopo il rigore subito al 90′ contro il Napoli) e, anzi, rincara la dose. «Non è possibile: questo tipo di calcio non piace a noi e probabilmente non piace neanche al pubblico. C’è una grande confusione, è bruttissimo vedere partite condizionate da cartellini strani, da rigori che il pubblico non vede. Si parla ormai di simulazioni evidenti, di giocatori che si mettono le mani in faccia quando magari vengono appena toccati, di panchine che saltano per aria e iniziano a provocare o a fare pressione sugli arbitri». Poi ancora: «De Rossi ha detto una cosa molto precisa: “io non mi riconosco più in questo sport che no giocato da sempre, che da bambino ho cercato di portare avanti”. Questo è grave e non capisco per quale motivo si debba ridurre questo sport al cercare di rubacchiare». Una riflessione proseguita anche dopo la conferenza stampa quando il piemontese ha chiesto, con grande passione per questo sport, di porre l’attenzione su tutte queste problematiche. Troppo simulatori non puniti, troppi finali di gara dove non si gioca più e qualcuno che, senza fare nomi, comincia ad approfittarne preparando prima alcune situazioni. Si è perso lo spirito del gioco, gli arbitri, come i guardalinee da qualche anno, ormai non prendono più decisioni e si crea confusione: tutti tendono a protestare. Secondo Gasperini bisogna riportare il contrasto al centro del gioco. «Un gesto tecnico» secondo l’allenatore di Grugliasco, che al pari di un gol o un dribbling non può venire meno. Espulsioni o rigori che indirizzano partite e ostacolano lo spettacolo. E arrivato il momento di farsi sentire, a cominciare dagli allenatori che costantemente lamentano senza però intervenire. Mai come in questo momento serve un confronto costruttivo che coinvolga tutti. D’altronde, il calcio, è di chi lo gioca e di chi lo guarda.

Oltre a Totti, farei tornare Kalinic

II ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Io, oltre a Francesco Totti, per questa partita farei tornare alla Roma Nikolino Kalinic. Adesso fa il dirigente all’Hajduk Spalato, si rimette gli scarpini stanotte per riprendersi quel gol sotto la Sud che Massa gli ha ingiustamente tolto. (…) Peccato, poi, che non ci sia Michael Folorunsho, ma non per cantargliene quattro, semmai solo il buon compleanno visto che l’ha fatto l’altro ieri. Rancore – e rigore – a parte, questa partita è come tutte le altre: da vincere. (…) Non sarà ovviamente cosa scontata, anzi, e al di là delle ultime annate, contro il Cagliari abbiamo giocato partite dolorose (la prima di Luis Enrique in campionato, l’ultima di Zeman con la Roma). (…) Forse vedremo Zaragoza, sicuramente Malen, tifando in particolare per un suo gol per non sentire già giudizi senza senso, ancora più certamente vedremo una squadra che 1, X (poche) o 2, è stata sempre dentro ogni partita che ha giocato,merito soprattutto di un tecnico che è arrivato da un semestre e che con una squadra – prima di gennaio – inferiore a quella dello scorso anno (Paredes, Saelaemaekaers e persino Shomurodov – rispetto a Ferguson – in meno, solo Wesley titolare in più, senza aver mai avuto Angelino, e con un El Aynaoui da far crescere dalla panchina) sta accelerando il processo di crescita e facendo una cosa persino più importante dei risultati: imporre la cultura del lavoro.

Io oltre a far tornare Totti, e più che parlare di rinnovi di giocatori in scadenza o di prestiti da riscattare/rinnovare, allungherei già di un paio d’anni il contratto a un allenatore che se gli dici del ritorno di Totti ti risponde: “Lo farei giocare subito, ma si deve allenare tanto però eh…”. Pensa tutti gli altri che dovrebbero fare secondo Gasp: lo dovranno fare.

Montella: “Stimo Gasperini. Celik si sposa alla perfezione con il gioco della Roma, ma non so se resterà”

IL MESSAGGERO – Vincenzo Montella, ex attaccante della Roma e attuale commissario tecnico della Turchia, ha rilasciato un’intervista in cui approfondisce, tra le altre cose, la sfida di stasera tra i giallorossi e il Cagliari.

Ci sarà l’Italia ai mondiali?
«Gli azzurri hanno le qualità e i giocatori per arrivare in America e me lo auguro con tutto il cuore perché è ormai troppo tempo che non vediamo la nostra nazionale ai mondiali e credo che se riuscisse ad arrivarci si aprirebbero prospettive importanti».

C’è Roma-Cagliari, lei è stato in visita ad Asseminello, che avversario devono aspettarsi i giallorossi?
«Una squadra giovane ma anche consapevole e senza assilli di classifica. Pisacane è un allenatore che sa aspettare la crescita dei suoi calciatori, che sa mantenere alto il livello a prescindere da chi gioca e questo non può che essere merito della gestione e dell’empatia che il suo allenatore ha saputo instaurare nel gruppo. La squadra poi è sapientemente guidata da un direttore sportivo esperto come Angelozzi. Sia Roma che Cagliari hanno giocatori indisponibili. Mi aspetto una partita equilibrata, come ormai sempre più spesso capita nel calcio italiano, gli episodi saranno decisivi».

Recentemente è stato in visita anche a Trigoria, che ambiente ha trovato?
«La Roma sta facendo un ottimo campionato tenendo conto della grande competitività che c’è nelle zone alte della classifica. Ho una forte stima per Gasperini, conosciamo la sua storia, negli anni le sue squadre e i suoi calciatori si sono sempre migliorati e questo sta accadendo anche con i giallorossi. Celik è un esempio, ero sicuro che con Gasperini sarebbe migliorato perché Zeki è il classico giocatore che per caratteristiche e comportamento si sposa alla perfezione con il gioco della Roma di quest’anno. Celik è uno che fa della continuità e dello spirito di squadra i suoi punti di forza».

Rimarrà alla Roma?
«Non è di mia competenza e non è nel mio stile. Sicuramente le sue prestazioni e le sue qualità rendono Zeki un calciatore apprezzato anche da altre squadre, ma penso soprattutto dalla Roma».

Totti potrebbe presto tornare nell’organigramma gialloros-
so, in che ruolo lo vedrebbe meglio?

«Francesco è un amico, a Roma ho condiviso con lui dieci anni bellissimi e posso solo augurargli il meglio».

Roma-Cagliari, Dybala non convocato: si punta ad averlo al top contro il Napoli

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Totti e la ricerca della felicita che potrebbe ricondurlo a casa, alla sua Roma

Gli amici si vedono nel momento del bisogno. Soprattutto quando il bisogno è reciproco. Da quando si sono lasciati, ormai sette anni fa, Francesco Totti e la Roma non sono mai stati così vicini dal rimettersi insieme. (…) Nel 2019, l’ex capitano – che due anni prima aveva appeso gli scarpini al chiodo avventurandosi in una faticosa carriera da dirigente – se ne andò sbattendo la porta: “Mi hanno fatto fuori da tutto. Se lascio non è colpa mia, tornerò quando ci sarà un’altra proprietà“. Un anno dopo, estate 2020,Pallotta cedette ai Friedkin e subito la città si interrogò: ora lo richiameranno? Sono passati sei anni, (…) sempre lo stesso ostacolo: il ruolo Rappresentativo, alla Javier Zanetti nell’Inter, per i Friedkin; operativo, alla Claudio Ranieri nella Roma attuale, per Totti. Gli uni, preoccupati che l’ex capitano da quando ha smesso di giocare non si sia strutturato per ricoprire un incarico strategico. L’altro, convinto di poter fare qualcosa in più che tagliare i nastri se solo gliene fosse data la possibilità (e il potere). (…) Ma cosa è cambiato se il ruolo che Totti ritiene compatibile col suo passato e il suo nome è già ricoperto a Trigoria? Il tempo è galantuomo. Lo stesso “maledetto” tempo che ormai nove anni fa lo costrinse ad abbandonare il campo, oggi potrebbe restituirgli la sua Roma. L’anno prossimo, il club giallorosso compirà cento anni. Un anniversario che i Friedkin intendono celebrare in grande stile. Sognavano di farlo con l’apertura del nuovo stadio a Pietralata, ma sarà già un miracolo se tra dodici mesi sarà stata posata la prima pietra. Allora, serve altro. Un grande nome che attragga anche gli sponsor. Un totem in cui la piazza si riconosca. Un monumento che rappresenti la Roma nel mondo. Chi meglio di capitan Totti? E del resto, quanto a leader carismatici cui abbinare operazioni di marketing, i Friedkin hanno già pescato a piene mani in questi anni: Mourinho, De Rossi, Ranieri. Operazioni riuscitissime, in termini di fidelizzazione e incassi al botteghino (meno per i risultati, nessuno ha tagliato l’ambitissimo traguardo della qualificazione in Champions). L’estate scorsa, hanno scelto Gasperini. Che si è fatto ben volere con una partenza sprint (ora un po’ rallentata, però), ma altra cosa è scaldare i cuori dei romanisti. Per quello servirebbe proprio un Totti. “I Friedkin ci stanno pensando“, ha ammesso ieri Claudio Ranieri. Sono ore di riflessione anche per l’ex capitano, non a caso ricomparso all’Olimpico proprio di recente. Vorrebbe che i Friedkin si spingessero a proporgli qualcosa in più del ruolo di grande ambassador del centenario, lui da sempre ha il pallino della scelta dei giocatori. (…) Tornare alla Roma, anche solo come uomo immagine, potrebbe restituirgli la vita che conosceva. E ai romanisti, che non vedono l’ora, un ombrellone sotto cui ripararsi. Del resto, come diceva il poeta, “certi amori non finiscono mai…“.

(Il Foglio)

Malen, Zaragoza e Vaz in lista Uefa, il francese in dubbio per il Cagliari

Ecco la nuova Roma, aggiornata per la fase finale, dell’Europa League. Gasperini, finita la sessione invernale del mercato, cambia l’elenco dei giocatori da schierare in coppa, a partire dal prossimo 12 marzo. Sostituiti tre giocatori della precedente lista presentata all’Uefa (quella delle prime otto partite del torneo)
per dare spazio a tre dei quattro nuovi acquisti. Sono usciti Bailey, tornato all’Aston Villa, Dovbyk, out chissà fino a quando dopo l’operazione alla coscia (stagione a rischio), e Angeliño, ancora non al top dopo il lungo periodo di inattività. Entrano, come prevedibile, Malen, centravanti titolare, Zaragoza, esterno di piede destro da schierare a sinistra che Gian Piero ha aspetto dall’inizio dell’estate, e Vaz, talentino scelto da Massara guardando al futuro. Escluso dei nuovi solo Venturino: (…) a Trigoria in prestito gratuito e quindi non si può sapere se nella prossima stagione vestirà la maglia giallorossa. Fino all’ultimo sono rimasti in bilico El Shaarawy e Ferguson, attualmente indisponibili. Pisilli è nella lista B, quella dedicata ai giovani dove ancora non può entrare Arena (2009): (…) deve restare nel vivaio almeno due anni per trovare spazio nel secondo elenco per le coppe europee. Sono sempre 22, dunque, i giocatori della lista principale: i portieri Gollini e Svilar, i difensori Celik, Ghilardi, Hermoso, Ndicka, Mancini, Rensch, Wesley, Tsimikas, Ziolkowski, i centrocampisti Cristante, El Aynaoui, Koné, Pellegrini, gli attaccanti Dybala, El Shaarawy, Ferguson, Malen, Soulé, Vaz, Zaragoza. Vaz, proprio nel giorno in cui ha trovato spazio nell’elenco per l’Europa League, non si è allenato per un problema muscolare, accusato nel finale della partita di Udine. Da verificare le sue condizioni: è in dubbio per il Cagliari. Dybala, El Shaarawy e Ferguson hanno lavorato a parte, ma nemmeno loro hanno la certezza di esserci lunedì all’Olimpico.

(corsera)

Ranieri tranquillizza Gasp e traccia il futuro della Roma

«Lui martellerebbe anche Dio, ma non gli chiediamo la Champions». Prossime scelte «Totti? I Friedkin ci stanno pensando, Dybala e Pellegrini: dipende dagli ingaggi». (…) Ranieri ha aperto la porta a Totti, così ha saputo dalla proprietà: «Ci stanno pensando e mi auguro che Francesco possa essere veramente utile alla Roma. È una parte della Roma». Se lo dice sir Claudio, bisogna crederci. Da qui è partito dalla tarda mattinata il tam tam nelle radio e per strada tra i tifosi. Sul ruolo da affidare all’ex capitano. Ranieri prima ha però affrontato l’argomento più delicato: la posizione di Gasperini e l’obiettivo che i Friedkin gli hanno chiesto di centrare. Non solo. Ha chiarito il rapporto tra Massara e l’allenatore, come si sono confrontati sul mercato. «lo sto in mezzo» ha detto Claudio, confermando che il ds e Gian Piero sono su posizioni diverse. In sintesi: Gasperini chiede e ottiene, non tutto però. Perché Massara è la società. C’è sempre un ma, a giustificare ogni mossa del ds. Come a proteggerlo. Ranieri poi si è però esposto, anche per calmare l’allenatore: non è vero che ha l’obbligo di portare la Roma subito in Champions. Parole mirate, quindi: «Il nuovo stadio definisce il coinvolgimento dei Friedkin. Hanno preso un allenatore per tre anni e la richiesta all’allenatore è stata chiara: vorremmo arrivare in Champions League, starci e poi ci sarà l’anno in cui si vincerà lo scudetto. (…) Stiamo costruendo e crescendo, e questa è la cosa più importante. Io non parlo di crescita in classifica, ma del numero di giocatori che l’allenatore reputa un blocco. Lui li vuole portare a 15-16. Ecco, in questi tre anni dobbiamo portarli il prima possibile. Io li avrei voluti ieri, da ex allenatore, ma non tutto si può fare. Siamo uniti in questo: società e Gian Piero. Che quando parla non dice una virgola fuori posto. Quando i Friedkin mi chiedono “Claudio cosa ne pensi?”,
“io rispondo che sono d’accordo con lui, ma dobbiamo avere il tempo per arrivare alla sua visione. Ha un grande curriculum e personalità. A inizio campionato ho detto che avremmo passato due mercati di difficoltà e sono sincero, non pensavo di poter vedere tutti questi arrivi. Gian Piero è molto bravo. Voleva e ha preso Malen. Poi voleva Zaragoza e infatti è venuto. Vaz è stato voluto da tutti noi: tutte i club in Europa stanno acquistando giovani, ma non ai 20 spesi da noi. A 50-60. Le tensioni minano l’ambiente? No, a Gian Piero piace stare sempre lì a martellare: verrebbe qui Dio come direttore sportivo e martellerebbe pure lui, è la sua forza. Lui la mattina batte i pugni, voglio questo, quello, è fatto così. L’altro invece è una persona molto riflessiva, calma, incassa molto bene e fa il suo lavoro. Che è legato alla società
». E sui rinnovi di Dybala e Pellegrini: «Bisogna abbassare il monte stipendi, altrimenti non ce la facciamo con il Financial Fair Play».

(corsera)

Ranieri fa felice Roma: «Totti può tornare». I contatti con i Friedkin, il ruolo già pensato per lui

Un incontro con il club è già previsto nelle prossime settimane. «Ci stanno pensando». Tre parole che a Roma, se accostate a Francesco Totti e al suo possibile rientro in società, hanno avuto più o meno l’effetto di Massimo Decimo Meridio nel Gladiatore, quando diceva «al mio segnale scatenate l’inferno». Claudio Ranieri (…) è il primo uomo che la proprietà della Roma ascolta per avere referenze sugli aspetti tecnici di Trigoria. Se proprio lui parla in quel modo, aggiungendo «mi auguro che Francesco possa essere utile, lui è parte della Roma», vuol dire che qualcosa evidentemente s’è mosso. (…) Tra Totti e i Friedkin ci sono stati almeno un paio di contatti: il primo indiretto, il secondo più diretto. Tutto nelle ultime settimane, passaggio favorito
dalla presenza a Roma del vicepresidente Ryan Friedkin.
La questione deve ancora entrare nella fase decisiva: per intendersi, un vero e proprio incontro operativo non c’è stato ancora. Ci sarà nelle prossime settimane, per un inserimento in società che i Friedkin immaginano per la prossima stagione. Già, ma con quale ruolo? È il vero nodo. All’ex capitano — l’ha sempre dichiarato — piacerebbe essere operativo, nel vivo del club. Del resto, lui in società c’è già stato. E si allontanò, dimettendosi il 17 giugno 2019, proprio perché non si sentiva centrale. Giusto un esempio: lui contattava Antonio Conte per offrirgli la panchina, la società – anche per mano dell’allora consulente Franco Baldini, con cui Totti non ha mai avuto buoni rapporti – prendeva altri indirizzi. Ecco, i Friedkin stanno andando in una direzione diversa. L’ipotesi più probabile oggi è fare di Totti un profilo simile a quello che è stato Paolo Maldini nel Milan, che proprio vicino all’attuale direttore sportivo giallorosso Ricky Massara ha costruito l’ultimo scudetto rossonero. Dunque, un ruolo da direttore tecnico. Pure Pallotta glielo offrì, ma Totti reputò quella proposta di facciata e se ne andò sbattendo la porta. Lo fece con una conferenza stampa, che chiuse così: «Il mio non è un addio, è un arrivederci, perché sembra impossibile vedermi fuori dalla Roma. Se un’altra proprietà punterà su di me, sarò sempre pronto». Ci siamo, allora. Con una tempistica non casuale: la prossima, 2026-27, sarà la stagione che porterà al centenario del club. E i Friedkin lo sanno: Totti ci sta bene, dentro un’occasione così speciale.

(corsera)

Il ritorno del capitano, Ranieri a sorpresa: «La Roma e Totti ancora insieme»

Il ruolo è ancora tutto da decidere, il futuro invece sembra già scritto. Francesco Totti e la Roma presto torneranno a lavorare insieme. O, almeno, questa è l’intenzione di entrambi, (…) tanto che il 22 gennaio Totti si è anche riaffacciato allo stadio Olimpico, per ammirare la Roma con lo Stoccarda. leri a certificare il tutto ci ha pensato Claudio Ranieri, senior advisor dei Friedkin, in un’intervista a Sky Sport. «La proprietà sta pensando ad un ritorno di Francesco in società. Mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma. Perché lui è una parte della Roma». Insomma, presto potrebbe nascere il Totti 3.0.
Dopo i 25 anni di carriera da calciatore professionista e i due da dirigente (dal 2017 al 2019), sta quindi per iniziare il terzo capitolo della sua storia d’amore con i giallorossi. L’addio del 2019 (avvenuto il 17 giugno al salone d’onore del Coni) fu per alcuni versi traumatico. «Se vado via non è certo per colpa mia», disse Totti, riferendosi ad alcuni dissapori con un paio di dirigenti della gestione-Pallotta. Per poi aggiungere: «Sarebbe stato meglio morire che vivere un giorno così. Avrei voluto dare il mio contributo: ci sono state troppe promesse, poche diventate realtà. In due anni non ho mai sentito né PallottaBaldini. Evidentemente non ero benvoluto: sono stato un peso per questa società, mi è stato detto che ero un personaggio troppo ingombrante. Il mio ruolo? Quello che mi si addice di più è quello di direttore tecnico». Il ruolo Ma Totti tornerebbe per fare cosa? Il primo pensiero va ad un ruolo tecnico, di supervisione, anche di raccordo tra squadra e società. Un po’ quello che era Maldini per il Milan o che è Di Vaio per il Bologna. Ma è molto più facile, invece, che Totti torni per fare il brand ambassador del club, magari diventando anche un consulente tecnico (…) (anche perché il prossimo anno il club giallorosso festeggerà il centenario e ha bisogno di un personaggio forte). Poi, certo, bisognerà capire anche come Totti vorrà “gestire” i suoi interessi personali. Da quando ha lasciatola Roma ha creato una società di consulenza calcistica (che ha scoperto Retegui e Volpato), ma ha anche prestato il suo volto a tante iniziative o campagne pub-blicitarie. (…) Per intenderci, se ci sarà da parlare dopo una partita lo farà lui o no? Se ci sarà da prendere una posizione chi lo farà? Tutto ok Ranieri, però, ieri ha parlato anche di molto altro. facendo chiarezza su tanti aspetti, ad iniziare dai rapporti tra Gasperini e Massara: «Sono due caratteri differenti: Gian Piero sta facendo molto bene, ma lui poi è così: se ci fosse Dio a fare da ds martellerebbe anche lui. Massara è invece una persona più riflessi-va, calma, incassa molto bene e cerca di fare il suo lavoro. Ma bisogna però sempre ricordare ce Massara è la società. E io sto nel mezzo». Quindi gli obiettivi: «Ci piacerebbe molto arrivare a giocare la Champions, ma abbiamo un programma di tre anni: stiamo costruendo per arrivare ad avere 15-16 giocatori da ruotare. – Il mercato? – Non pensavo di vedere arrivare così tanti giocatori in questi ultimi mesi. Malen ha esperienza, sa smarcarsi e tirare in porta. Zaragoza salta l’uomo: presto sarà un bell’arco». Infine i rinnovi e il futuro di Dybala: «Paulo quando sta bene è un fenomeno, a fine stagione decideremo. Ma per la sopravvivenza del club dobbiamo abbassare il monte-ingaggi. Se ci sarà un accordo bene, altrimenti con lui e con Pellegrini ci saluteremo»

(gasport)