Mancini, lo scontro con Ramon e quel dito in faccia a Fabregas

Diciamocelo chiaramente, quello che ha tremato più di tutti alla fine è stato Gian Piero Gasperini. Perché anche solo l’idea di non avere Gianluca Mancini sabato sera a Torino, contro lo Juventus, gli ha messo i brividi, considerando che dovrà già rinunciare a Ndicka (volato in Coppa d’Africa). Già, perché il difensore della Roma lunedì sera ha rischiato seriamente di essere ammonito (con un giallo già sul groppone) quando — nel finale della gara con il Como, esattamente al secondo minuto di recupero – è andato allo scontro con Jacobo Ramon. Mancini ha colpito l’avversario con una spallata che ha fatto finire il difensore lariano a terra. Ramon si è quindi alzato per cercare un “chiarimento”, con i due che se ne sono dette un po’ di tutti i colori (dal labiale si vede come il giallorosso dica allo spagnolo “di portare rispetto” e “abbassare la cresta”). L’arbitro Feliciani in tutto questo ha faticato a tenere gli animi calmi, con un focolaio che per poco non è diventato rissa. E con Mancini che ha rischiato quel secondo giallo che sarebbe stato pesantissimo. Ma la cosa non è finita lì, perché al fischio finale il difensore ha avuto da ridire anche con Cesc Fabregas, il tecnico del Como, che lo aveva raggiunto per “spiegarsi. (…) Il tecnico del Como ha avuto qualcosa da ridire a Mancini sul suo comportamento. «Abbiamo fatto una chiacchierata onesta -ha detto Fabregas nella pancia dell’Olimpico-. Lo so che c’è furbizia ed esperienza, ma gli ho ricordato che Ramon ha 20 anni e le sue provocazioni sono state eccessive». (…) Mancini nelle ultime due stagioni ha imparato a gestire tante tensioni, come ammesso anche da lui stesso, «cose che prima in campo mi facevano perdere tante energie». Nel 2021/22, il primo anno di Mourinho, a lungo fu il difensore più ammonito della Serie A (alla fine chiuse con 14 cartellini). Ora è diverso, ma a volte il passato ritorna. Nel frattempo, però, Gasperini ha tirato un bel sospiro di sollievo…

(gasport)

Dovbyk punta la Juventus. Ma a gennaio può partire

IL TEMPO (L. PES) – Tutto in un mese. Dovbyk punta al ritorno in campo contro la Juve anche se il futuro potrebbe essere lontano dalla Capitale. L’ucraino ieri ha svolto ancora lavoro personalizzato e nei prossimi giorni proverà di nuovo ad aumentare i carichi per provare a tornare tra i convocati nel big match dell’Allianz in programma sabato. Intanto, dopo i tentativi estivi non andati a buon fine tra l’interesse del Villarreal e l’ipotesi di scambio col Milan, il centravanti a gennaio potrebbe tornare sul mercato. I miglioramenti di Ferguson e la possibilità di incassare (anche se pesa ancora molto a bilancio) potrebbero convincere Massara a trovare una soluzione per lui. Il ds, intanto, accelera le mosse in vista del mercato, soprattutto nel reparto offensivo. Resta fiducia sull’operazione Zirkzee anche se a Trigoria si attende una decisione del Manchester United sulla formula del trasferimento con un prestito con diritto di riscatto sul piatto. Ma non c’è solo l’olandese. Tra i nomi nella lista del ds c’è anche il giovane Ekhator del Genoa (seguito già dall’estate) e nella scuderia di Giuffrida, procuratore che portò Dovbyk nella Capitale nel 2024. Tra i profili dell’agente che a gennaio potrebbero muoversi anche quello di Gudmundsson che a Firenze sembra volerci stare poco. Sullo sfondo anche l’ipotesi di scambio con l’Everton che prenderebbe Dovbyk e cederebbe Beto ai giallorossi. Sempre vivo anche l’interesse per Raspadori ma l’Atletico dovrebbe aprire al prestito.

Modello Gasp

IL TEMPO (L. PES) – A ritmo di Gasp. Nella serata magica contro il Como si è andata in scena la migliore Roma «gasperiniana». Pressing, intensità e solidità. Un primo tempo a ritmo altissimo senza lasciare spazio a un Como che ormai da mesi sa come mettere in difficoltà chiunque. I giallorossi, rispetto ai due stop con Napoli e Cagliari, hanno ritrovato brillanza fisica che consente di dominare come l’allenatore vuole. Una prestazione vincente sotto tutti i punti di vista, soprattutto quello difensivo. Contro i lombardi è arrivato il settimo clean sheet in campionato e dopo quindici gare i gol subiti sono soltanto otto, praticamente uno ogni due partite. Merito di Svilar, anche lunedì abile in un paio di occasioni, ma anche di una difesa che ora perderà N’Dicka per circa un mese ma che ha in Mancini ed Hermoso due interpreti perfetti del Gasp pensiero. I cambi visti in Europa col Celtic hanno permesso sia di ricaricare le pile alla copia dei mediani (e si è visto nella prestazione nuovamente convincente di Cristante), sia di scoprire nuove risorse. Su tutti Rensch, che non avrà la propensione offensiva di Wesley ma in termini di corsa e intelligenza tattica merita la conferma a Torino. Dopo il derby, giocato per intero in campionato, aveva collezionato soltanto 66 minuti, con spezzoni spesso difficili da incidere. E poi c’è Ferguson che, complici anche i guai fisici finalmente
superati, dà segni di vita. Doppietta a Glasgow e gara vera e intensa col Como. Se-rate importanti che potrebbero fargli guadagnare la conferma anche nella notte dello Stadium contro la Juve. Ma non finisce qui. Ancora una volta c’è lo zampino di Wesley sulla vittoria giallorossa. Il brasiliano, as-sente a Cagliari e si sono visti i risultati, è già al terzo gol stagionale, il secondo da tre punti. Una presenza costante sulla fascia (tornato a destra sembra ancora più a suo agio) e un motorino difficile da contenere per gli avversari. Fortemente voluto dal tecnico in estate, l’ormai ex Flamengo ha riportato vitalità e gol sulle corsie dove negli ultimi anni la Roma ha fatto fatica a decollare. Per una freccia che corre c’è una stella che brilla sempre di più. Quella di Soulé, vero trascinatore dei giallorossi con sette partecipazioni al gol sulle sedici reti realizzate dalla squadra capitolina. Gli elogi di Fabregas sono una delle tante testimonianze del talento di un ragazzo che sta diventando una certezza. Gasp lo ha riavvicinato alla porta e lui sta rispondendo presente gara dopo gara. Ora arriva l’esame Juve per invertire la rotta nei big match e tentare l’allungo decisivo nella corsa Champions, col sogno di trascorrere un Natale in vetta alla classifica, seppur con l’asterisco delle altre. I precedenti di dicembre allo Stadium sono da in-cubo ma La Roma di Gasperini sembra matura per provare il colpaccio. Guai ad accontentarsi.

Da Ranieri a Gasperini: è un 2025 da record

LEGGO (F. BALZANI) – L’ha iniziato Ranieri e lo sta finendo Gasperini. Il 2025 della Roma è di quelli da incorniciare anche se non porterà trofei. Col successo di ieri contro il Como, infatti, i giallorossi si sono riportati in testa nella classifica dell’anno solare con 76 punti. Due più dell’Inter, quattro più del Napoli. Tanta roba se si pensa che nelle prime 14 giornate della scorsa stagione la Roma aveva raccolto la miseria di 16 punti e si trovava a sole due lunghezze dalla zona retrocessione. Oggi sono trenta e ci sono ancora le sfide a due ex come Spalletti e De Rossi per chiudere ala grande l’anno e respirare aria di scudetto. Ma oltre ai numeri, che vedono anche la miglior difesa d’Europa, c’è la crescita di un gioco che contro il Como ha mostrato chiari tratti “atalantini”: pressing a tutto campo, dominio nell’uno contro uno e riempimento dell’area avversaria. Ora manca solo qualche gol in più se si esclude il contributo di Soulè. Grazie all’assist per Wesley, l’argentino è diventato il quinto giocatore nato dal 2003 a contare più di 20 reti e più di 10 assist nei migliori 5 campionati europei. Il club è completato da Musiala, Wahi, Bellingham e Wirtz. Si attende il contributo della prima punta, ma un altro dato testimonia come la presenza di un vero numero nove faccia bene a tutta la squadra. Con Ferguson o Dovbyk in campo sono arrivate 8 vittorie su 9, mentre con il falso nove la Roma ha perso 4 partite su sei. Anche per questo si sta intensificando il pressing su Zirkzee lasciato in panchina da Amorim anche nell’ultimo turno di Premier. All’orizzonte si profila anche uno scambio Beto-Dovbyk con l’Everton.

Cannavaro: “Gasperini è il papà di una generazione di allenatori, siamo tutti suoi figli. Sta facendo girare benissimo la Roma”

Fabio Cannavaro, Campione del Mondo nel 2006 e attuale commissario tecnico dell’Uzbekistan, ha rilasciato alcune dichiarazioni e tra i vari temi trattati si è soffermato anche sulla Roma di Gian Piero Gasperini.

Chi vincerà le scudetto?
«Per me il Napoli. Ma l’Inter è la più forte, un filino davanti a Conte, e il Milan ha Allegri, una volpe di rara intelligenza, e non ha gli impegni di Coppe. A seguire, la Rorna; un passo indietro ci sta la Juventus».

Da quale allenatore di queste squadre si farebbe allenare se ancora giocasse?
«Ognuno ha proprie caratteristiche, quindi sceglierei tutti. Allegri è strategia pura, anche nella comunicazione. Chivu una sorpresa per altri mica per me: sta nel calcio da quando aveva cinque anni, mica ha fatto il salumiere in precedenza, e stupirsi di lui è un affronto che si fa alla sua carriera. Gasperini è il papà di una generazione, siamo tutti figli suoi – come lo siamo stati di Sarri – ed ha provveduto a cambiare il nostro calcio. E Conte un martello che sa come si trionfa. Spalletti mi fa impazzire».

Memoria di una carriera: stava andando alla Roma…
«Quando presero Capello Sensi voleva me, Thuram e Buffon, poi si fece due conti e lasciò perdere. Giocare con Totti sarebbe stato fantastico, anche se lui e Del Piero vanno sui social a prendermi in giro sul pallone d’oro che io ho vinto e loro no…».

(gasport)


Fabio Cannavaro ha rilasciato ulteriori dichiarazioni, soffermandosi sui principi di gioco di Gian Piero Gasperini e sul lavoro svolto alla Roma. Ecco le sue parole.

La Serie A le piace?
«Per me è il più campionato interessante perché capisci un sacco di cose».

Tipo?
«A volte si esaspera nella tattica, si cerca la soluzione uomo a uomo a tutto campo, siamo passati dal gioco di Sarri a quello di Gasperini. Siamo tutti figli suoi adesso. Io ricordo che da ragazzino quando marcavo mi dicevano che dovevo seguire la punta anche in bagno. Poi ci sono anche tante cose negative, come il fatto che vediamo pochi giovani e pochi italiani a discapito della Nazionale».

Perché la piace così tanto la filosofia di Gasperini?
«Basta guardare la classifica di Serie A e c’è già la risposta: sta facendo girare benissimo la Roma. È un tecnico esigente e a Roma l’ultimo esigente è stato Capello…».

(corsport – tuttosport)


Successivamente si è soffermato sul rendimento della Roma e inoltre ha fatto un tuffo nel passato ricordando le voci riguardanti un possibile trasferimento nel club giallorosso ai tempi di Fabio Capello.

Dove può arrivare la Roma?
«È una squadra forte, ha buoni giocatori con un allenatore bravo che conosce il campionato. Non ha l’attaccante vero e comunque è lì e lotta. Gasperini è un allenatore esigente con i calciatori. In una piazza come Roma, l’ultimo esigente è stato Capello».

Le è dispiaciuto non andare a Roma con Totti?
«Ci penso spesso, quella squadra era bella. Sensi aveva già fatto i conti e non poteva prendere me, Buffon e Thuram».

Un rimpianto da calciatore?
«Non essere andato alla Roma con Totti».

(Il Messaggero – corsera)


Infine Fabio Cannavaro ha parlato di Eldor Shomurodov, ex attaccante della Roma e capitano dell’Uzbekistan. Ecco le sue parole.

Che avventura è l’Uzbekistan?
«Affascinante. Affronteremo il Mondiale per la prima volta e parlo ogni settimana con i miei giocatori. Shomurodov ha qualità: ha giocato alla Roma, ora è in Turchia.
Vivremo un’esperienza, il nostro vero obiettivo è la Coppa d’Asia nel 2027. In Italia mi ero stancato di aspettare una chiamata. Mi sento allenatore, voglio dimostrarlo».

(La Repubblica)

    Serie Africa: da El Aynaoui a Dia, il campionato saluta 21 giocatori

    Gli ultimi a partire saranno l’ivoriano Evan Ndicka e il senegalese Assane Diao (uscito per infortunio all’Olimpico, il dubbio resta), che hanno ottenuto un giorno di permesso in più per giocare Roma-Como ieri sera e oggi prendono il volo per raggiungere i compagni in ritiro per la Coppa d’Africa. L’altro romanista convocato, Neil El Aynaoui, è già a Rabat visto che il Marocco, che il torneo lo organizza e lo aprirà domenica sera contro le Isole Comore, non ha concesso proroghe ulteriori. […]

    I due romanisti e il comasco citati fanno parte della pattuglia di 21 giocatori della Serie A che passeranno il Natale e il Capodanno in campo in Marocco. Per la Coppa d’Africa giocata nel 2024 erano 17, per quella disputata due anni prima 21 come oggi. Solo Ligue 1 (50) e Premier League (33) mandano in Africa più elementi del nostro campionato.

    Tra le squadre della parte sinistra della classifica perdono effettivi oltre a Roma e Como anche la Lazio, il senegalese Boulaye Dia e il nigeriano Dele Bashiru, il Sassuolo, il maliano Woyo Coulibaly, e l’Udinese, l’ivoriano Vakoun Bayo e l’angolano Rui Modesto. […] Poi scendendo nella graduatoria l’Atalanta, oltre che del nigeriano Lookman, dovrà fare a meno dell’ivoriano Kossounou. […] Il Lecce con 3 elementi è il club italiano più rappresentato: sono andati via l’angolano Gaspar, lo zambiano Banda e il maliano Lassana Coulibaly. […]

    Se analizziamo il numero di presenze e l’utilizzo degli africani della Serie A convocati in Coppa d’Africa ovviamente ci sono grandi differenze, basti pensare al romanisti Ndicka, sempre in campo, e El Aynaoui, impiegato saltuariamente. […]

    (gasport)

    Capello: “Scudetto? Dipenderà dai risultati di Inter, Napoli, Juventus e Roma in Europa. I giallorossi restano comunque in lotta”

    GASPORT – Fabio Capello, ex allenatore della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla corsa scudetto: “Molto dipenderà dai risultati che Inter, Napoli e Juve otterranno in Champions, come la stessa Roma in Europa League che comunque resta lì in lotta. Sotto questo aspetto la favorita resta il Milan: avere la possibilità di preparare solo il campionato, senza competizioni europee, Supercoppa o Coppa Italia, è un grandissimo vantaggio”.

    IL PUNTO DEL MARTEDÌ – FERRETTI: “Una Roma da 10” – CARMELLINI: “Soulé vero dominatore della gara, stravince il confronto con Paz”

    La Roma batte 1-0 il Como nell’importantissima sfida della quindicesima giornata di Serie A e a decidere il match è la rasoiata di destro di Wesley al minuto 60 su sponda di Soulé. Vittoria fondamentale per i giallorossi, i quali blindano il quarto posto a quota 30 punti e si portano a -3 dall’Inter capolista. “Una Roma da 10. Come il numero delle vittorie conquistate in campionato. La partita ‘europea’ contro il Como ha stabilito che il gruppo di Gasperini lassù può starci”, scrive Mimmo Ferretti sul Corriere dello Sport. Tiziano Carmellini de Il Tempo, invece, si concentra sul duello tra Matias Soulé e Nico Paz: “Viene stravinto dal giallorosso vero dominatore della gara. È lui la luce offensiva di questa squadra che inizia a calzargli a pennello e che prende per mano oltre l’ostacolo”.


    Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


    F. LICARI – LA GAZZETTA DELLO SPORT

    Quattro in fuga per la vittoria? Così si direbbe. Inter (33), Milan (32) e Napoli (31), più la Roma (30) che ha agganciato ieri sera il gruppo di testa dopo l’1-0 al Como. Lo scudetto 4X4 non dovrebbe sfuggire a questo circolo ristretto racchiuso in tre punti. Che poi il discorso sia chiuso per le altre pretendenti, per la Juve in ripresa, per Bologna e Como che stanno perdendo terreno, è tutto da vedere. Otto punti, la distanza da Italiano a Chivu, sono tanti, ma l’anno scorso, sempre alla quindicesima, la Roma era a -18 dalla vetta: con la cura Ranieri ha chiuso quinta. Questa resta la stagione della discontinuità. Oggi comanda l’Inter, per la prima volta da sola, dopo aver condiviso il primato con la Roma all’undicesima. Di fatto, il primo posto ha cambiato padrone a ogni turno, escluse ottava-nona giornata (Napoli e Roma) e tredicesima-quattordicesima (Milan e Napoli). Qualcosa succederà da qui a fine gennaio, sicuro, con sette turni “caldi” e il girone di Champions da completare. La classifica si sgranerà, difficile che il gruppo resti compatto. La svolta può arrivare tra meno di un mese. […] Infine c’è il calendario che comincia a farsi interessante. Quello dell’Inter e della Roma, da qui all’11 gennaio, è sicuramente più complicato. […] Peggio la Roma: domenica c’è la Juve allo Stadium, poi anche Atalanta (fuori) e Sassuolo (Olimpico). […] Milan e Napoli potrebbero anche conquistare nove punti su nove, presentandosi l’11 gennaio rispettivamente a quota 41 e 40. La Roma, con impegni meno rilassanti, potrebbe essere a 38. L’Inter, che andrà a Bergamo contro l’Atalanta rilanciata da Palladino, avrà qualche problema in più: 40 punti è un traguardo realistico. […] Nella seconda metà di gennaio, la Champions potrebbe dare un vantaggio di energie al Milan. […] Meglio l’Inter, peggio il Napoli e idem la Roma: Torino, Milan e Udinese in campionato; Stoccarda e Panathinaikos in un’Europa League tutta da guadagnare; e la Coppa Italia con i granata. […]


    M. FERRETTI – CORRIERE DELLO SPORT

    Una Roma da 10. Come il numero delle vittorie conquistate in campionato. Battuto il Como grazie a un gol di Wesley e una prestazione convincente. Compito svolto senza grosse sbavature e grossi rischi, successo pesante e meritato. […] Il peggio, insomma, sembra essere definitivamente alle spalle. Mancano ancora troppi gol, però… […] Uno sguardo alla classifica dopo il fischio finale dell’arbitro: Roma a quota 30 ancora al quarto posto ma con sei punti sui lariani, quattro dalla Juve, uno solo di ritardo dal Napoli terzo, due dal Milan secondo e tre dall’Inter capolista. Bilancio in chiave romanista della giornata numero 15, allora? Positivo assai, eccome. […] La partita
    “europea” contro il Como ha stabilito che il gruppo di Gasperini lassù può starci. Può starci bene. Opportuno, per adesso, non guardare un po’ più in alto. […] Molta più Roma che Como, anche/soprattutto per numero di occasioni create e non finalizzate.
    […] Poi dopo un’ora di gioco la rete di Wesley, che Gasp aveva riportato a destra, per sbloccare il risultato. E, si sa, se/ quando la Roma riesce ad andare in vantaggio, difficilmente poi non vince la partita. Esattamente come le capita nel caso contrario: se va sotto, sono dolori. […]


    T. CARMELLINI – IL TEMPO

    La Roma si sblocca e torna a vincere in campionato dopo due sconfitte consecutive, allunga sullo stesso Como e si ritrova quarta a un punto dal Napoli terzo. All’Olimpico contro la squadra di Fabregas per certi versi è stata una storia già vista. La Roma produce gioco, pressa, va in velocita, ma gli mancano sempre gli ultimi metri tra imperizia e copertura in extremis dei difensori del Como. Il risultato è un possesso palla incredibile della squadra di Gasperini che però non affonda o non trova il varco giusto per fare male alla squadra ospite che quando ha palla tra i piedi fa vedere tutta la sua qualità. Il tanto atteso confronto tutto argentino tra Soulé e Nico Paz viene stravinto dal giallorosso vero dominatore della gara. È lui la luce offensiva di questa squadra che inizia a calzargli a pennello e che prende per mano oltre l’ostacolo. Il gol che sblocca i giallorossi, dopo un quarto d’ora della ripresa, porta la firma del brasiliano Wesley ma c’è impresso bello grosso anche il nome del talento argentino che fa partire l’azione, poi la riprende e mette il compagno in condizione di far male al povero Butez. Poi, come sempre, un po’ di sofferenza finale perché questa squadra non sa rallentare e quando spingi a tavoletta dall’inizio alla fine un po’ a fondo corsa la paghi. Ma stavolta i giallorossi restano freddi, sbagliano il minimo indispensabile e quando accade c’è sempre Svilar pronto a metterci una pezza. Il bilancio è un successo netto, senza storia, che consente alla Roma di accorciare in classifica sulle tre in fuga e mettersi a una sola lunghezza dal Napoli. Ora ultimi due sforzi prima di cambiare anno: sabato la Juventus, poi il Genoa dell’ex De Rossi per il botto finale a un passo dal Capodanno!

    Roma-Como: la moviola dei quotidiani. Feliciani incerto, Mancini rischia il rosso. Niente rigore sul contatto Ramon-Ndicka

    La Roma torna a sorridere in campionato dopo due sconfitte consecutive e batte 1-0 il Como nel delicatissimo match valido per la quindicesima giornata di Serie A. A decidere la sfida è Wesley, il quale al minuto 60 lascia partire un destro imprendibile per Butez su sponda di Soulé. Prestazione leggermente insufficiente dell’arbitro Ermanno Feliciani (5.7), il quale commette qualche sbavatura e non gestisce al meglio i cartellini (Mancini a rischio secondo giallo). Nessun rigore sul contatto in area tra Ramon e Ndicka, dato che il tocco sulla punta del difensore sembra troppo leggero.


    LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6

    Partita difficile, che nel secondo tempo diventa anche nervosa (7 gialli e un rosso non dal campo). Fisiologica qualche sbavatura.


    IL CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 5

    Totalmente insufficiente la partita di Feliciani, ad un certo punto in completa balia di quello che stava succedendo. Talmente in bambola che quando ferma il gioco per soccorrere Ramon (contatto con Mancini a pallone lontano, non sul volto però, a proposito di simulazioni. Però Mancini era già ammonito, ha rischiato il rosso), il pallone è fra i piedi di Koné ed invece lo restituisce a Butez, facendo infuriare tutti. Male. In area del Como, intervento di Ramon su N’Dicka che ha tirato: c’è il sospetto di uno step on foot, Feliciani dice che non c’è nulla (ma per la premessa fatta, non è certezza di verità, anzi), il controllo VAR conferma (così come le immagini): i due arrivano con la punta dello scarpino uno accanto all’altro, corretto far proseguire. […] Sei gialli per 24 falli, metro disciplinare completamente sbagliato e soprattutto indecifrato. […] Anche il metro tecnico ha lasciato a desiderare.


    IL MESSAGGERO – VOTO 5.5

    Nel primo tempo risparmia qualche giallo, poi inizia ad ammonire come se non ci fosse un domani. Vede bene sul contatto Ramon-Ndicka ma spesso appare incerto.


    IL TEMPO – VOTO 6.5

    Serata importante non solo per Roma e Como, ma anche per Ermanno Feliciani, alla prima presenza in una sfida d’alta classifica in Serie A. L’arbitro abruzzese fischia il giusto, agevolando un ritmo piacevole senza troppe interruzioni: sono 24 i falli totali, in una partita molto intensa. La soglia disciplinare è alta, come dimostra la mancata ammonizione per Hermoso su Addai per la trattenuta nel primo tempo, ma questo agevola un ritmo alto, con le squadre che sembrano adeguarsi sin da subito al confine fissato da Feliciani. Il primo episodio della serata dell’Olimpico arriva circa a metà primo tempo, con le proteste della Roma per un possibile pestone di Ramon ai danni di Ndicka in piena area di rigore. È vero che l’ex Eintracht Francoforte anticipa lo spagnolo, ma lo scontro tra gli scarpini non è falloso e non si tratta di uno step on foot: giusta la decisione di Feliciani di lasciar correre. Il primo ammonito della serata dell’Olimpico è Fabregas, che si lamenta per un possibile giallo per Cristante per un fallo su Valle: è giusta la decisione di Feliciani, considerando anche il metro di giudizio adottato. Poco più tardi viene ammonito anche Addai, che interrompe un possibile contropiede della Roma con un fallo su Pellegrini. Corrette anche le decisioni di ammonire Mancini, che a gioco fermo spinge Baturina, e Nico Paz per un fallo su Hermoso poco prima del gol di Wesley. La rete arriva con Addai fermo a terra per un infortunio, ma fa bene Feliciani a lasciar giocare, non riguardando un colpo alla testa. Netti nel finale il giallo per El Shaarawy per un fallo su Posch e per Wesley per la trattenuta su Nico Paz. Parapiglia nel finale tra Mancini (già ammonito) e Ramon, gestito senza cartellini da Feliciani. Lo spagnolo poi eccede con il nervosismo, venendo ammonito per proteste.


    IL ROMANISTA – VOTO 5.5

    Male, anche se non malissimo Ermanno Feliciani in Roma-Como. E partiamo dalla fine, quando alla scadenza del recupero del secondo tempo consegna alla squadra di Fabregas l’ultimo pallone pericoloso senza alcun motivo e fuori da ogni regolamento. C’è un contatto tra Mancini e Ramon, il 2005 spagnolo va giù a peso morto dopo un colpetto – da evitare – di petto del romanista, Koné gioca il pallone e la Roma riparte. Feliciani ferma il gioco senza motivo, per soccorrere il calciatore del Como (nessun problema alla testa) che però si rialza di colpo, si accende un capannello in mezzo al campo. Feliciani ammonisce Ramon, poi fa riprendere il gioco con palla a Butez. Fuori controllo. […] Al 30’ del primo tempo contatto in area del Como: si grida al pestone su Ndicka (dall’alto più che dal basso sembra rigore netto, ma il contatto sembra più tra le punte dei piedi), Mazzoleni al Var non richiama Feliciani. […]

    Primavera: Nardin fermato per tre turni. Gioca Arena

    Dopo l’amarissimo derby di venerdì che ha prolungato la crisi (3 sconfitte e 2 pareggi alle spalle), la baby Roma toma in campo oggi nella trasferta contro il Monza nel turno infrasettimanale del campionato Primavera. […]

    Guidi crede nella reazione: «C’è dispiacere e delusione per il risultato del derby, arrivato al termine di una gara che ha presentato circostanze strane, un derby perso immeritatamente. Ora dobbiamo essere lucidi e continuare per la nostra strada». […]

    Non ci sarà in difesa Nardin, squalificato per tre giornate al termine della stracittadina. Out anche Bah (chiamato da Gasperini in prima squadra contro il Como) e Romano. Possibile, quindi, che Di Nunzio arretri a centrocampo. In attacco Arena.

    (corsport)