I VOTI DEGLI ALTRI – Dybala “fatelo firmare” – Svilar “una parata che vale una stagione” – Gasperini “gli occhi della tigre”

La Roma vola in Champions League. La vittoria per 0-2 a Verona firmata da Malen e El Shaarawy, consegna ai giallorossi la massima competizione europea per club a distanza di 7 anni. Sugli scudi un sontuoso Paulo Dybala, autore di due assist e grandissime giocate: “Fatelo firmare subito. Costerà pure, ma la Roma in Champions la porta lui ” (La Gazzetta dello Sport). Tra i pali il solito Mile Svilar con un autentico miracolo nega il vantaggio al Verona: “Una parata che forse vale una stagione” (Il Tempo). Sulla qualificazione in Champions League c’è ovviamente la firma di Gian Piero Gasperini: “Gli occhi della tigre, le urla disperate, gli incitamenti con il cuore in mano e poi le braccia al cielo” (Corriere dello Sport).


MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 7.28
Ghilardi 5.5
Mancini 6.64
Hermoso 6.5
Celik 6.21
Cristante 6.78
Pisilli 5.57
Rensch 6.5
Dybala 8.42
Soulé 5.92
Malen 7.21

Ziolkowski 5.64
El Aynaoui 6.75
El Shaarawy 7.21
Koné 6
Vaz 6

Gasperini 7.78


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 7.5
Ghilardi 5.5
Mancini 6.5
Hermoso 6.5
Celik 6
Cristante 7
Pisilli 5.5
Rensch 6.5
Dybala 8.5
Soulé 6
Malen 7.5

Ziolkowski 5.5
El Aynaoui
El Shaarawy 7.5
Koné 6
Vaz S.V.

Gasperini 8


IL MESSAGGERO

Svilar 7
Ghilardi 5.5
Mancini 6.5
Hermoso 6
Celik 6
Cristante 7
Pisilli 5.5
Rensch 6.5
Dybala 8
Soulé 5.5
Malen 7

Ziolkowski 6
El Aynaoui 7
El Shaarawy 7
Koné 6
Vaz S.V.

Gasperini 8


IL CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 7.5
Ghilardi 5.5
Mancini 7
Hermoso 7
Celik 6.5
Cristante 7
Pisilli 5.5
Rensch 6.5
Dybala 9
Soulé 6
Malen 7.5

Ziolkowski 5.5
El Aynaoui 7.5
El Shaarawy 7.5
Koné 6
Vaz S.V.

Gasperini 8


IL CORRIERE DELLA SERA

Svilar 7
Ghilardi 5.5
Mancini 6.5
Hermoso 6.5
Celik 6
Cristante 7
Pisilli 5.5
Rensch 6.5
Dybala 8.5
Soulé 6
Malen 7

Ziolkowski 5.5
El Aynaoui 7
El Shaarawy 7
Koné 6
Vaz S.V.

Gasperini 8


LA REPUBBLICA

Svilar 7
Ghilardi 5.5
Mancini 6.5
Hermoso 6
Celik 6.5
Cristante 6
Pisilli 5.5
Rensch 6.5
Dybala 8
Soulé 6.5
Malen 8

Ziolkowski 5
El Aynaoui 6
El Shaarawy 7
Koné 6
Vaz S.V.

Gasperini 7


IL TEMPO

Svilar 7.5
Ghilardi 5.5
Mancini 6.5
Hermoso 6.5
Celik 6
Cristante 7
Pisilli 5.5
Rensch 6.5
Dybala 8
Soulé 5.5
Malen 6

Ziolkowski 6
El Aynaoui 6
El Shaarawy 7
Koné 6
Vaz S.V.

Gasperini 7.5


IL ROMANISTA

Svilar 7.5
Ghilardi 5.5
Mancini 7
Hermoso 7
Celik 6.5
Cristante 6.5
Pisilli 6
Rensch 6.5
Dybala 9
Soulé 6
Malen 7.5

Ziolkowski 6
El Aynaoui 7
El Shaarawy 7.5
Koné 6
Vaz 6

Gasperini 8

Da Nusa a Summerville: ora Gasp può sognare

Champions eccoci! L’urlo di Gasperini è quello di milioni di romanisti. La Roma torna dopo 7 anni nell’Europa che conta. (…) Ad una prima stima, una settantina di milioni tra introiti garantiti per essersi qualificati (43,5 milioni) ai quali poi vanno aggiunti gli incassi del botteghino (altri 15 milioni per le 4 gare casalinghe nelle quali non è difficile preve dere altrettanti sold out), i bonus de gli sponsor (quantificabili in 5 milioni), quelli della Lega Calcio (tra 4° e 5° posto ballano quasi due milioni) più il percorso europeo che ci si augura possa essere lungo ed entusiasmante (i premi Uefa prevedono 2,1 milioni a vittoria, 700mila euro per il pareggio nel 2026; solo il passaggio del turno agli ottavi ne prevede altri 11 e così a salire). Tanti soldi ai quali dovranno corrispondere altrettante idee che a dir la verità Gasp ha chiare da tempo. Tre sono i ruoli che il tecnico intende rinforzare: l’esterno offensivo a sinistra, quello a destra più il terzino mancino. A questi se ne potrebbe aggiungere un quarto se Koné dovesse essere sacrificato sull’altare delle plusvalenze. Vien da sé chei 70 milioni, sommati alle finanze che i Friedkin avevano già pensato di spendere per accontentare l’allenatore, permettono al club di alzare l’asticella degli obiettivi. Il sogno di Gasp è Nusa. Uno con le caratteristiche del norvegese lo attende ormai da un anno. (…) La scorsa estate la richiesta del Lipsia gelò Massara: 60 milioni. Oggi, dopo una stagione di alti e bassi (31 partite con 4 gol e 4 assist), si può prendere a qualcosa in meno. La Roma lo valuta 40-45 milioni, cifra comunque ragguardevole ma non impossibile se (come sembra) dall’eventuale cessione di Soulé ne dovessero arrivare 35-40 o se dovesse partire Koné. Serve un colpo con la C maiuscola ma il norvegese non è l’unico della lista. A Gasp piace molto Summerville del West Ham. Il tentativo della Roma, rimandato al mittente a gennaio, ora potrebbe avere un esito diverso. Il West Ham è retrocesso in Championship ed è destinato a perdere i suoi pezzi da 90. Tra questi c’è appunto Summerville, che curiosamente fa parte della stessa scuderia di Malen e di Tzolis, esterno offensivo del Bruges, un altro finito nel taccuino del tecnico di Grugliasco. Che in quest’ultima stagione ha osservato da vicino anche i progressi dello spagnolo Munoz, stellina che l’Osasuna ha blindato con una clausola rescissoria di 40 milioni. (…) Ma non finisce qui: il mercato deve ancora iniziare e sono stati accostati anche Greenwood (Marsiglia) e Pepe (Porto). L’importante sarà non perdere tempo. Dopo le inevitabili cessioni per sistemare una volta per tutte il FPF, Gasp vuo le partire con il piede sull’acceleratore e avere almeno un paio di acquisti di peso prima della partenza per il tour delle amichevoli. Fondamentale sarà conoscere quindi il nome del nuovo direttore sportivo che succederà a Massara. Tutte le strade portano a D’Amico. Lo aspetta Gasp, lo aspetta la Roma, Che intanto si gode la qualificazione in Champions.

(Il Messaggero)

Festa Roma, è Champions

Sofferta, alla fine. E pochi l’avevano immaginata così. Ma forse anche è più bella a pensarci bene: dopo novanta minuti tirati, come questi sette anni senza Champions. La Roma può rialzare la testa e affacciarsi sul grande palcoscenico, a battagliare, a sperare. A sognare, con e tra le big. Intanto è solo una festa, in campo e con i 1700 tifosi presenti a Verona e a Roma, da oggi in poi. I Friedkin finalmente gioiscono, (…) Ryan ora può raccontargli che la Roma è terza, si è presa la Champions dopo aver dato due gol a un Verona tosto e per niente accomodante, come era giusto che fosse. (…) Gasperini sorride e ringrazia i suoi eroi, che hanno trovato gli spunti giusti per non marcire al quinto o sesto posto, come negli anni precedenti. Oggi si può gridare al capolavoro. E’ un successo ricco (in arrivo una settantina di milioni), la Roma può ripartire con il portafoglio pieno, con una valigia di certezze ma con l’idea che questi eroi non bastano, perché un conto è piazzarsi in Champions, un altro è giocarla. Ma Gasp questo lo sa e da oggi studierà la Roma del futuro (immediato) e a come renderla grande. E’ il successo del tecnico. (…) E’ il successo di Malen e Dybala, che si sono ritrovati per questi incredibile rush finale. (…) Ma dicevamo, che fatica. Come se il gol dovesse piovere dal cielo, o per concessione divina. Ecco, questa la sensazione che si ha guardando la Roma del primo tempo al Bentegodi, ben scaldato per le temperature quasi estive e per il fuoco del Verona, che sarà pure retrocesso, ma lotta come se fosse l’ultima occasione buona per restare in vita. La Roma è lenta, lo si capisce pure dalla urla e da come mulina le mani Gasperini, che chiede maggiore sprint. (…) La Roma rischia più di incassare lo svantaggio, da Bowie che si mangia prima Ghilardi e poi un gol clamoroso, che di portarsi sopra, come era suo dovere. Lo sfiora sì, l’uno a zero, prima con una girata in area di Cristante poi con una punizione al millimetro di Dybala, che Montipò annulla con un tuffone, ma senza mai convincere troppo. Ghilardi, che da centrale non ha entusiasmato, lascia il posto a Ziolkowski ad inizio ripresa. Esce anche Pisilli, affaticato e pasticcione, per lui c’è El Aynaoui, che porta un pizzico di qualità in più. Dybala resta imprendibile anche nella ripresa e dopo 5 minuti fa espellere Valentini. La svolta arriva, oltre all’espulsione, con un calcio di rigore che Sozza assegna alla Roma, dopo un consulto al Var, per fallo di Bowie in area. Malen lo sbaglia, ma la respinta di Montipò finisce sui piedi di Dybala, che la rimette in mezzo per l’olandese, che segna il gol numero 15 in stagione. (…) Gasp non vuole rischiare nulla e negli ultimi venti minuti toglie anche Ziolkowski, che aveva preso un giallo pericoloso e folle. Esce pure Soulé, e dentro vanno El Shaarawy e Koné, a sette dalla fine si rivede pure Vaz.
Cristante si abbassa a fare il centrale, alternandosi con El Aynaoui. Alchimie, alla fine efficaci. La chiude ElSha, in fondo anche la sua è la fine di una bella favola. Come quella della Roma.

(Il Messaggero)

Ora due cessioni eccellenti poi un mercato da big

La Roma è tornata in Champions e dopo sette anni può permettersi un’estate diversa. Finalmente più libera. Perché i soldi della coppa più ricca non aiuteranno a chiudere il settlement agreement entro il 30 giugno, ma cambieranno quasi tutto il resto: la forza contrattuale del club, la possibilità di trattenere i giocatori più importanti, i margini sui rinnovi, la libertà con cui costruire il prossimo mercato insieme a Gasperini. La prima mossa resta la stessa: scegliere il nuovo direttore sportivo. Con Tony D’Amico che, nelle ultime ore, sembra aver sorpassato Matteo Tognozzi dopo il mancato incastro con il nuovo Milan orfano di Furlani. (…) Insieme a lui arriverebbero anche Massimo Margiotta come nuovo responsabile del settore giovanile e Riccardo Del Vescovo per la parte sanitaria. Due ex Atalanta per chiudere la triade con Gasperini, più l’uomo di fiducia del diesse.
Poi c’è il capitolo rinnovi, che tra fine maggio e inizio giugno entrerà nella fase decisiva. Dybala è il dossier più delicato e pesante, (…) sul tavolo c’è una proposta da circa 2 milioni più bonus a rendimento, ma l’argentino parte da una richiesta più alta. E qui che la Champions può fare davvero la differenza. Perché allarga la forbice di manovra. (…) Molto aperta anche la partita Pellegrini. Da oggi il capitano può finalmente affrontare il tema del rinnovo, rimasto congelato fino alla fine del campionato. La Roma, in caso di Champions, potrebbe offrire intorno ai 3 milioni l’anno, bonus compresi. Il punto è che qui la volontà comune di continuare insieme sembra più forte delle difficoltà economiche. (…) Discorso simile, con sfumature diverse, per Celik. Il turco ha in mano un’offerta importante dalla Turchia e finora la Roma non è riuscita a pareggiarla. Gli introiti Uefa, però, potrebbero consentire uno sforzo aggiuntivo – quota 3 milioni – per provare a trattenere un giocatore che Gasperini considera fondamentale. (…) La Roma deve recuperare entro il 30 giugno tra i 70 e gli 80 milioni attraverso le cessioni da effettuare entro giugno. Il nuovo ds dovrà innanzitutto trovare offerte ricche per i gioielli di casa.
I nomi più esposti restano Ndicka e Koné, dai quali il club spera di ricavare circa 80 milioni, di cui oltre 60 di plusvalenza. Ma in tempi simili nessuno è davvero intoccabile: anche Svilar, Wesley e Pisilli possono diventare sacrificabili. Ed è qui che si apre il secondo tempo dell’estate. Perché una volta sistemato il 30 giugno, la Roma tornerebbe a ragionare da club ambizioso.
I Friedkin hanno già dimostrato, anche in tempi di crisi, di poter investire oltre 100 milioni sul mercato, come nell’estate del 2025. Con la Champions, l’idea di una campagna acquisti importante per assecondare il tecnico diventerebbe molto più concreta. Prima bisognerà vendere. Ma poi si partirà con il Rinascimento firmato Gasp.

(La Repubblica)

La Roma torna tra le grandi. Malen è l’uomo dell’Europa

I sogni si alimentano, si coltivano e si realizzano, si festeggiano. Gasperini abbraccia tutta la panchina,
tutta la squadra aspetta in piedi il fischio finale per la corsa in campo. (…) Sette anni di attesa sono tanti, la Champions era stata chiesta dalla società, aspettata, sfiorata, alla fine è arrivata. Con una rimonta da sogno, chiusa vincendo una partita complicata contro il Verona.
Serviva lui, l’uomo che ha cambiato la squadra di Gasperini, Donyell Malen, il centravanti olandese che con 14 reti in campionato da gennaio ha trasformato in punti tutti i palloni che ha toccato. C’è bisogno di un gol? Ci pensa lui. Il rigore è stato parato da Montipò? Nessun problema. (…) Non è stato facile neanche per lui. Al destino serviva una mano. C’è stata di Bowie. Quel tocco in area che ha cambiato tutto. Rigore. Respinta. Gol. L’attimo che ha cambiato tutto. Il Verona era in 10 dal 5′ della ripresa per l’espulsione di Valentini, per doppia ammonizione: è stato costretto a stendere più volte Dybala, immarcabile quando gioca nella sua zona preferita, il centrodestra. Mentre i minuti passavano, la tensione saliva e la Champions sembrava l’isola (felice) che non c’è, quel tocco di mani in area ha fermato il gioco. (…) Il gol di El Shaarawy al 93′ è solo per il tabellino, è il passo d’addio di un giocatore che si congeda lasciando il segno. E prendendosi il meritato applauso della sua gente.
La Roma ha avuto la bravura e la fortuna di non sprecare l’occasione e di poter scegliere il proprio destino all’ultima giornata vincendo 6 delle ultime 7 partite. (…) Ma anche per decidere il futuro, ti servono gli uomini giusti. La Roma ne ha tre. Dipende da Dybala, se si accende. Dipende da Malen, se segna. Dipende da Svilar, se para. A Verona hanno risposto presente tutti e tre. Con il portiere ancora una volta insuperabile, anche nelle rare occasioni della squadra di Sammarco. Dybala con due assist e l’espulsione procurata. E lui, Malen, che si conferma l’uomo del destino, quello che i sogni non solo li alimenta.
Semplicemente li realizza.

(La Repubblica)

Hellas Verona-Roma: la moviola dei quotidiani. Sozza incerto, Valentini andava espulso prima, il braccio di Bowen era largo sul rigore

Un po’ distratto Sozza nel match di Verona, espelle in ritardo Valentini e si perde il fallo di mano di Bowen, poi, aiutato dal Var, non ha dubbi nel concedere il rigore. fischia poco in una serata molto intensa.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6
Richiamato dal Var, Sozza va a rivedere l’azione prima di dare il rigore per un mani di Bowie. Evidente il tocco con la mano destra (braccio largo e posizione giudicata innaturale) del giocatore del Verona. Dal dischetto
Malen. Sulla respinta di Montipò, Dybala rimanda al centro e Malen insacca: posizione regolare (dietro la linea della palla sul rilancio). Espulso Valentini: strattonato Dybala. Già ammonito, poco prima aveva rischiato il rosso (altro fallo sull’argentino).


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 4.5
Sozza, un altro disastro: rigore perso, il rosso… Ancora una partita negativa per Sozza, non è proprio stata la sua annata. Risparmia a Valentini un secondo giallo chiaro (e poi ha dovuto darglielo), c’è voluto il VAR per fargli vedere che il braccio destro di Bowie non era attaccato al corpo come aveva detto lui, ma largo. Valentini, già ammonito per una sbracciata ai danni di Dybala, trattiene una prima volta l’argentino, abbracciandolo da dietro: Sozza fischia la punizione dal limite, ma non ammonisce il giocatore. Errore grave per un internazionale come lui. Un minuto dopo, un’altra trattenuta, anche questa una chiara SPA: secondo giallo in… ritardo. Calcio d’angolo, Bowie e
Mancini sono a contatto, il difensore giallorosso si stacca, il braccio destro del gialloblù rimane largo e con quello tocca il pallone. Sozza fa segno che era attaccato al corpo, Meraviglia lo richiama all’OFR. Rigore. Sul tiro di Malen, parato da Montipò, Dybala non fa “invasione (encroachment), poi serve il pallone al compagno che è in gioco. Malen cerca l’azione personale nell’area del
Verona, davanti a lui si fanno avanti sia Lovric che
Valentini, quest’ultimo allarga anche la gamba sinistra e Malen va giù. Sozza fa continuare, ci sta come dinamica, anche se i due del Verona hanno rischiato.


IL TEMPO
Sozza chiude la stagione in modo positivo, vedendo bene sui due interventi da ammonizione per Valentini e prendendo la decisione giusta, dopo l’OFR, sul rigore. I falli che costano a Valentini i due gialli sono molto simili tra loro, entrambi commessi su Paulo Dybala per due azioni promettenti: entrambe le volte Sozza giudica correttamente. Pochi secondi dopo il rosso, è evidente il fallo di mano di Bowie che porta al rigore sugli sviluppi di un angolo. sozza inizialmente non lo vede: fa bene VAR Meraviglia a richiamarlo all’OFR. Sull’azione che ne segue, la squadra di Sammarco protesta per un possibile ingresso anticipato di Dybala in area, ma l’argentino parte da fuori area. Regolare anche la posizione di Malen. Giusta anche l’ammonizione per Lovric, autore di un fallo ai danni di Celik.


IL ROMANISTA – VOTO 6
Hellas Verona-Roma è una gara viva e vera e per Sozza non manca il lavoro. Il fischietto milanese se la cava abbastanza bene, anche se per lasciar giocare si perde qual-cosa. Lo aiuta il Var nell’episodio fondamentale.
Al 35′ il primo episodio che finisce nel tabellino, anche per recidiva, Valentini rimedia il cartellino giallo per una manata a Dybala. Nell’unico minuto di recupero concesso nel primo tempo un intervento di Lovric su Celik porta al giallo del veronese (graziato in precedenza su Dybala in un fallo molto simile a una SPA). Si ricomincia da Valentini che non contiene Dybala e passo dopo passo avvicina la doccia anticipata. Al 4′ arriva la seconda ammonizione del difensore argentino del Verona, che stende Dybala al limite dell’area. Tre minuti l’episodio che sblocca la partita: sugli sviluppi di un calcio d’angolo calciato da Dybala palla sfiorata da Ziolkowski che carambola sul braccio largo di Bowie. Lo scozzese cerca di toglierlo, ma per Meraviglia l’azione è da OFR. Sozza
concede il rigore. Al 25′ altro episodio potenzialmente pericoloso per la dinamica dell’incontro: Ziolkowski entra scoordinato in scivolata su Sarr e arriva il cartellino anche per lui. Gasperini lo sostituirà per precauzione.

Gioia Mancini: “Un successo del gruppo”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Il lieto fine del Faraone. C’è la firma di Stephan El Shaarawy sul ritorno della Roma in Champions League a più di sette anni di distanza dall’ultima volta. Subito prima del derby ha annunciato l’addio alla Roma dopo dieci anni. Ieri, ha segnato il gol che ha chiuso la partita con il Verona e spedito la squadra giallorossa nell’Europa dei grandi. Lui che, insieme a Cristante, aveva già vissuto le emozioni della Champions nella Capitale. È entrato in campo nella ripresa, ha sfruttato l’assist al bacio di Dybala tornato nella sua migliore versione e con un pallonetto ha scacciato via le paure della Roma. Il numero novantadue giallorosso saluta quella che è stata la sua casa per dieci anni con una rete pesantissima. El Shaarawy si è preso l’abbraccio dei tifosi giallorossi al Bentegodi, esultando in lacrime insieme a tutti i compagni. E prima del fischio d’inizio, è stato omaggiato dal Roma Club Padova con uno striscione: “Al Faraone il club rende onore. Grazie Stephan“. Emozionato dopo il triplice fischio anche Gianluca Mancini. “Ho il cuore che va a mille, mi verrebbe da piangere. È una vittoria del gruppo, ce lo siamo detto tra di noi anche quando ci davano per spacciati. Il mister ce lo aveva detto che facendo filotto avremmo raggiunto l’obiettivo – ha affermato il difensore giallorosso a Dazn – Il gruppo è bellissimo, siamo rimasti in tanti e sono arrivati nuovi ragazzi top“. La qualificazione in Champions garantisce alla Roma circa 60 milioni tra quota di partecipazione, premi legati al ranking e al market pool e incassi da botteghino. Oggi comincerà la settimana decisiva per la programmazione del futuro. Ragion per cui Gasperini, rispetto al solito, è tornato nella Capitale con la squadra anziché restare al nord per trascorrere del tempo in famiglia. Massara è giunto ai titoli di coda della sua avventura in giallorosso e i Friedkin sono chiamati a scegliere il suo sostituto. Tony D’Amico è in pole position per il ruolo di direttore sportivo e a Trigoria ritroverebbe Gasperini dopo i tre anni condivisi a Bergamo. Riprenderanno, poi, le negoziazioni per i rinnovi di contratto dei giocatori in scadenza il prossimo 30 giugno. A cominciare da Dybala, che non ha accettato la prima proposta del club di circa due milioni più bonus. Entrambe le parti, però, restano fiduciose sulla possibilità di trovare l’accordo. Sul tavolo, poi, anche i rinnovi di Pellegrini e Celik, fortemente voluti da Gasperini. Saranno i giorni fondamentali per la costruzione della Roma del futuro.

Super Malen, l’uomo in più e quei 14 gol da Champions

Meno Malen…“. La battuta, piena gioia, liberatoria, è di Gian Piero Gasperini. Colui che Donyell Malen lo ha voluto a tutti i costi. E lui, l’olandese che ha cambiato il volto della stagione. (…) Perché ora la Champions dell’olandese è realtà. E il centravanti l’ha inseguito e poi afferrata con i suoi 14 gol in campionato (più uno in Europa League) in fondo ad un girone di ritorno a dir poco esaltante. La felicità è giallorossa: abita al Bentegodi ed è dipinta alla fine proprio sul volto di Donyell, l’uomo della svolta. (…) Il centravanti riscattato dal club si è preso la squadra sulle spalle e, sfruttando l’intesa perfetta con Paulo Dybala, ha collezionato gol e soddisfazioni in serie, rivelandosi il miglior acquisto del mercato invernale nella storia della Serie A (superato Balotelli) e diventando il terzo olandese col miglior impatto alla prima stagione in Italia dopo Van Basten e Gullit. E adesso Malen, che Gasperini ha apertamente elogiato a fine partita allargando le braccia e festeggiando accanto ai suoi giocatori (“E’ sotto gli occhi di tutti quello che ha fatto per la Roma“), potrà iniziare una stagione dall’inizio con la Roma candidandosi a diventare la nuova bandiera giallorossa in forza del suo contratto fino al 2030. E con Dybala, con cui la società riparlerà da stamattina in chiave rinnovo, c è da scommettere che sarà un nuovo inizio sotto i migliori auspici. (…) Numeri da capogiro per un attaccante che adesso a Roma può scrivere ancora molte altre pagine memorabili: a bordo della Roma
Formula Champions sara lui a spingere sull’acceleratore. A cento all’ora.

(gasport)

Clacson e sciarpe per festeggiare il traguardo

La festa per la ritrovata Champions è arrivata anche nelle strade della Capitale. Più di un clacson s’è sentito in giro nei quartieri dopo la vittoria di Verona che ha riportato i giallorossi nell’Europa più ambita. Alla vittoria nel derby, che ha regalato il sorpasso sulla Juventus, è seguita una settimana sentita: una lunga attesa. Da giorni si vedevano bandiere su balconi e finestre e ieri i salotti di molti appartamenti si trasformati in curve improvvisate. (…) Più di 400 tifosi sono accorsi al Roma Club Testaccio per sostenere la squadra di fronte al maxischermo, così è successo in altri club giallorossi della città. (…) Una felicità che ha idealmente unito il Colosseo al Foro Italico, allargandosi fino alla periferia. S’è visto più di un ragazzo in motorino sul lungotevere sventolare la bandiera. (…)
La vittoria a Verona e il conseguente ritorno in Champions, dopo sette anni, è stata accolta con una gioia visibile, ma contenuta. La Capitale torna a essere una città di Champions. Festeggiamenti senza esagerazioni, liberatori dopo un primo tempo di sofferenza in cui si è temuto di non farcela. Tensione in campo e anche fuori. Tanta era l’attesa, la paura, la voglia di centrare un traguardo troppo a lungo inseguito e sfumato. E finita come doveva: la Champions non è più solo da sognare, ma da dall’anno prossimo da vivere.

(corsera)

Rinnovi, ds e acquisti: al lavoro sul futuro

E da oggi la nuova Roma. La prossima Roma, tutta da costruire. Non c’è tempo da perdere e infatti già in giornata, al massimo entro domani, Gian Piero Gasperini e Ryan Friedkin si metteranno seduti per definire le questioni lasciate in sospeso (giustamente) prima di Verona. (…) Questione numero uno (l’ordine è sparso, non temporale): i rinnovi dei contratti di Dybala, Pellegrini e Celik sono stati portati avanti in prima persona dal direttore sportivo Ricky Massara e i colloqui sono a buon punto, soprattutto per i primi due. (…) Dybala e Pellegrini rinnoveranno, salvo sorprese, ritoccando decisamente al ribasso i loro ingaggi. Un po’ più complicato il discorso relativo a Celik, per il quale però Gasperini sta spingendo in maniera particolare, perché convinto dalla duttilità del difensore. C’è poi il capitolo legato al direttore sportivo. Il rapporto con Massara si chiuderà per volontà esclusiva di Gasperini e non della società. Al suo posto è in pole position Tony D’Amico, in uscita dall’Atalanta. (…) E da Bergamo potrebbe seguirlo anche Del Vescovo come responsabile sanitario del club: sarebbe un ritorno, avendo già lavorato a Trigoria. E poi c’è il capitolo mercato, inevitabilmente legato alla figura del prossimo ds e che va diviso in due sezioni. La prima, le cessioni da effettuare entro il 30 giugno: verosimilmente partiranno due titolari, anche se il piano del club sarebbe quello di far partire solo un big e di arrivare a dama in ottica fair play finanziario con altri addii (leggi Ziolkowski). Koné è il più vicino a lasciare, l’Inter da un anno non ha mai mollato la presa. Ma attenzione anche a Ndicka, che ha richieste in Premier. Poi scatterà la seconda sezione, il piano acquisti: Gasperini, al netto dei titolari che partiranno e dunque andranno sostituiti, ha indicato come priorità l’esterno di centrocampo (preferibilmente mancino, con Wesley da riportare a destra) e l’esterno offensivo di sinistra. Presto che è tardi, l’anno che porta al centenario va curato nei dettagli.

(corsera)