La solidità e il calcio rugby

C’era una volta la miglior difesa d’Italia, anzi d’Europa. Gol al passivo con il contagocce, dean sheet a volontà, solidità a prova di crash test. Un reparto che per mesi è stato fondamentale, trainante, per il rendimento della Roma. La squadra di Gian Piero Gasperini segna poco? No problem, basta un galletto per vincere la partita. (…) Poi, però, qualcosa è cambiato: il muro non è più stato impenetrabile; qualche crepa ha cominciato a vedersi. Colpa del valore degli avversari, ha ripetutamente spiegato GPG. Sì, certo. Ma non solo quello, forse (anche) perché era umanamente impossibile continuare sui ritmi di avvio della stagione. La Roma, ad esempio, ha beccato 6 reti nelle ultime tre partite, ma al di là dei numeri c’è da verificare, e commentare, la qualità dei gol subiti. Ciò che colpisce, insomma, è l’eccessiva facilità attraverso la quale gli avversari riescono a far male al gruppo di Gasp. (..) A Como, domani, una sfida dai mille significati di classifica. la squadra di Cese Fabregas ha subito le stesse reti della Roma. (…) Butez, che apparentemente gioca (bene) più con i piedi che con le mani, ma questo non gli impedisce di essere una garanzia per la squadra. Che, di fatto, lo sfrutta due volte: portiere e primo costruttore di gioco. Un’interpretazione ipermoderna del ruolo, ovviamente se si sceglie di giocare in quel modo. Ultimamente, molte squadre, contro la Roma, l’hanno messa sul piano fisico, palla lunga e verticale, rinunciando a manovrare il pallone. Calcio rugby, è stato definito. E la Roma ha sofferto questo tipo di calcio. Il Como gioca in tutt’altro modo, talvolta in maniera addirittura tecnicamente esagerata: teoricamente, questo dovrebbe consentire alla Roma di difendere in maniera meno affannata, più ragionata, esagerando “improvvisata”. (…)

(M. Ferretti – corsport)

Dovbyk: stagione finita per l’ucraino

Non arrivano buone notizie del recupero di Artem Dovbyk. Come scrive il quotidiano, fino a qualche giorno fa si sperava flebilmente di avere a disposizione l’ucraino per le ultime 3-4 gare di campionato, ma non sarà così, la sua stagione è di fatto finita. Oltre a quella di Dovbyk si aggiungono le lunghe assenze di Ferguson, Dybala e i problemi di Soulè.

(Il Messaggero=

I sogni di Viola, Sensi e Pallotta. Tutti quei piani naufragati

Il primo a sognare un nuovo stadio per la Roma fu il compianto Dino Viola, il presidente del secondo scudetto giallorosso, addirittura nel 1987. L’area individuata all’epoca era nella zona di Magliana, dove sarebbe dovuto crescere un Impianto polifunzionale da oltre 80mila posti, con centri commerciali e ristoranti. (…) L’idea di fare uno stadio di proprietà venne poi ripresa anche da Franco Sensi, che però non fece in tempo a lavorarci su. Ed allora lo fece la figlia Rosella,che proprio nel 2009 presentò il progetto «Franco Sensi», (…) Quindi nel 2012 l’Idea di Tor di Valle di James Pallotta, con lo stadio (60mila posti) che sarebbe dovuto sorgere al posto del vecchio ippodromo del trotto. Tra inchieste giudiziarie e cambi di colore nella consiliatura capitolino, nel 2021 si arrivò però alla revoca del pubblico interesse. Adesso tocca al progetto del Friedkin.

(gasport)

Veloccia: “Verifiche tutte fatte. Un lavoro complesso portato a termine il prima possibile”

IL MESSAGGERO – “L’amministrazione si era autoimposta questo ulteriore passaggio e lo ha superato in modo molto rapido”. L’assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, commenta senza nascondere la soddisfazione per il voto il via libera al progetto stadio della Roma.

Assessore, parafrasando un vecchio film natalizio, «anche `sto stadio…». Finita qui?

«La nostra parte sì. Abbiamo finito. Alla vigilia di Natale sono arrivati 550 elaborati. L’amministrazione ha dimostrato che le cose si possono fare, che l’impegno delle strutture tecniche è volto a modernizzare la città. Quindi sono molto soddisfatto».

Ora partirà la conferenza di servizi decisoria.

«Sì, esatto. È la fase prettamente tecnica durante la quale saranno effettuate scrupolosamente tutte le verifiche ambientali in modo tale che ogni aspetto venga approfondito. Poi la prima pietra».

Veramente, fra la conferenza decisoria e la prima pietra c’è ancora un bel pezzo di strada da fare. Ci spiega l’iter?

«Dopo la conferenza dei servizi decisori, ci sarà la fase della gara. Questo significa che verrà pubblicato un avviso perché ci potrebbero essere delle possibili proposte concorrenziali. Si tratta di un passaggio dovuto alle disposizioni normative».

(…)

Si aspetta qualche possibile problema dalla conferenza di servizi decisoria?

«No. Però, come tutte le conferenze di servizi, reputo possibile che qualcuno degli enti che devono guardare tecnicamente l’intero progetto, possa richiedere qualche integrazione. Quindi, molto dei tempi dipenderà anche dalla capacità dei progettisti della Roma di lavorare contestualmente ai lavori della conferenza per integrare il più possibile eventuali richieste aggiuntive».

(…)

Rotta verso la posa della prima pietra: conferenza dei servizi e gara europea

La fase uno è finita ieri in Consiglio comunale. Amen. Inizia la fase due. Poi, ci sarà la fase tre che sarà l’ultima e si concluderà con l’avvio dei cantieri, obiettivo fissato entro marzo 2027. Andiamo per ordine. Con ieri si è concluso l’iter che possiamo chiamare “politico”: quello del pubblico interesse, delle discussioni in consiglio comunale, degli interventi politici (non sempre precisi). Era l’iter del Comune, quello che parte dall’idea, ovvero il progetto preliminare, e si conclude con la conferma del pubblico interesse: quella data ieri’ in Aula da 39 consiglieri. (…) E, come detto, si apre la fase due. È la fase in cui i tecnici esamineranno in conferenza di servizi tutte le diverse tavole, carte, progetti depositati dal club giallorosso. La conferenza di servizi raccoglie attorno al tavolo tutti i diversi uffici di diversi soggetti che hanno competenza ad esaminare il progetto. Per capirci: ci stanno il Comune con una
mezza dozzina buona di uffici; la Città Metropolitana e la Regione, anch’esse con una mezza dozzina di uffici coinvolti; i vigili del fuoco, la prefettura, la questura, la soprintendenza di Stato, il ministero dei Trasporti, quello dell’Interno. Poi ci sono le società dei servizi pubblici: Acea, Areti, Italgas, Terna, Atac, Ama, Telecom e così via. Insomma, alla fine ci sono almeno una trentina di diversi soggetti che devono esprimere il loro parere. La conferenza di servizi può durare 90 giorni con la possibilità di una sola proroga di 30, quindi il totale massimo è 120 giorni.(…) Nei mesi scorci, è intervenuta la decisione del governo di nominare un commissario straordinario – Massimo Sessa, ingegnere e presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici – che dovrà occuparsi degli stadi che l’Italia proporrà all’UEFA come impianti sede delle gare dei campionati europei del 2032 (quelli assegnati all’Italia e alla Turchia). Lo stadio della Roma è nella lista preliminare di questi impianti. (…) Declinando questi tempi su Pietralata, siamo al limite. Conteggiando i 120 giorni massimi della conferenza di servizi decisoria, siamo davvero con la clessidra agli sgoccioli: fine luglio. E qui entra in gioco Sessa, il commissario di governo. Il suo ruolo sarà sicuramente fondamentale per tenere in linea i cantieri quando partiranno. Ma che può essere utile anche in questa fase, per sbrogliare eventuali problemi. (…)

(Il Messaggero)

Stadio a Pietralata, via libera dal Comune: «Momento storico»

Prolusioni retoriche a gogo: «giornata storica», «svolta per il futuro», «sogno», «momento storico». Ieri, in Campidoglio, Aula Giulio Cesare, è andato in scena l’atto conclusivo della parte comunale dell’iter sul progetto stadio della Roma di Pietralata. All’ora di pranzo, 39 voti favorevoli, nessun contrario e 5 astenuti (i consiglieri di FdI) hanno confermato il pubblico interesse al progetto giallorosso dando il via libera alla delibera che certifica come Trigoria abbia rispettato tutte le prescrizioni che erano state emanate, nel 2023, al progetto preliminare della “terra promessa” romanista. Seduta che si apre con l’abituale quarantina (minima) di minuti di ritardo e che va avanti fino all’una passata con l’alternarsi di dichiarazioni dei consiglieri di maggioranza e opposizione. Sinteticamente: i 5 Stelle decidono di non partecipare al voto e escono dall’aula. Fratelli d’Italia conferma l’astensione annunciata nelle ultime ore. Dall’opposizione, arrivano i voti favorevoli di Forza Italia, Noi Moderati e Lega. Per cui, sommandoli a quelli della maggioranza, si arriva ai 37 voti a favore che diventano 39 includendo quelli di due consiglieri, Nando Bonessio e Nel-la Converti, collegati da remoto. (…) Nel corso del dibattito in Aula prende la parola anche Ubaldo Righetti, consigliere Pd ed ex difensore giallorosso, che mostra una sua foto di quando militava nella Roma (vinse lo scudetto dell’83) e ricorda che del nuovo stadio si parla dai tempi «del grande presidente Di-no Viola». Anche il sindaco Gual-tieri cita gli ex presidenti Viola e Sensi – oltre al patron attuale, Dan Friedkin, che per il nuovo impianto ha investito oltre un miliardo -ma ci tiene a ribadire che quello del nuovo stadio è un progetto «per tutta la città, fruibile non solo per i giorni delle partite». il primo cittadino ricorda le caratteristiche dell’impianto: più di 60mila posti, con una curva che potrà ospitare 23mila tifosi. Accanto allo stadio, aggiunge Gualtieri, «sorgerà un parco pubblico più grande di Villa Celimontana, realizzato e poi interamente manutenuto dall’As Roma, ma aperto a tutti». Praticamente una nuova villa di Roma a costo zero per i cittadini. Siamo molto soddisfatti». (…)

(Il Messaggero)

Full immersion Roma

Domani al Sinigaglia lo spareggio Champions contro il Como e giovedì all’Olimpico il ritorno degli ottavi contro il Bologna. In cinque giorni la Roma si gioca il suo futuro (o quasi) in questa stagione. In campionato e in Europa League. Gasperini, parlando martedì di quel che è rimasto del suo gruppo, ha caricato big e giovani, chiamati a dare il meglio nella fase cruciale dell’annata. Concetto che ha ripetuto alla presentazione del nuovo sponsor (Eurobet.live). «È il momento decisivo. Lo affronteremo ancora con più spinta». (…) La maggior parte dei titolari dovrà scendere in campo in entrambe le partite. A parte Svilar, almeno cinque giocatori di movimento: Mancini, Celik, Wesley, Cristante e Malen. A loro, e dipenderà dalle condizioni fisiche da valutare oggi prima della partenza per Como, si possono aggiungere anche Hermoso e Koné. Il francese ha più chance dello spagnolo. Il difensore appena rientrato – mezz’ora, nella ripresa, a Bologna, dopo essere mancato nelle ultime cinque partite (in campionato non gioca da 2 febbraio a Udine), e Koné, fermato la mattina del match di coppa. Se daranno garanzie, partiranno entrambi dall’inizio.(…) Cristante tornerebbe in mediana, accanto a Koné, se recupera. In questo caso, turno di riposo per Pisilli. Dietro, invece, dipende da come sta Hermoso. Mancini farà il centrale. Poi due maglie per tre: Celik, Ghilardi e appunto lo spagnolo. (…)

(corsera)

Roma senza sosta

Ad un certo punto giovedì sera, vedendo la panchina del Bologna che si scaldava, è venuto spontaneo andare a leggere la distinta delle formazioni. E a constatare che Italiano avrebbe potuto cambiare il terzetto offensivo composto da Rowe, Castro e Bernardeschi con altrettanti giocatori di livello: Odgaard, Dallinga e Orsolini. Una sensazione simile era stata avvertita domenica a Genova: De Rossi è partito sorprendendo tutti con Messias, Ekhator e Ekuban per poi inserire in corsa Malinovskyi, Vitinha e Colombo. Al netto di quei valori, queste scelte oggi Gasperini non se le può permettere. Soprattutto davanti giocano sempre gli stessi o quasi.
Proprio per questo motivo, come spieghiamo meglio qui a fianco, l’allenatore sta cercando delle soluzioni alternative. Anche perché Soulé lo rivedremo dopo la sosta, Dybala (forse) a fine aprile, Ferguson e Dovbyk hanno chiuso in anticipo la stagione (sì, anche Artem per il quale fino a qualche giorno fa si sperava flebilmente di averlo per le ultime 3-4 gare di campionato): un concentrato mai visto di infortunati tutti nello stesso reparto. Per Gasp la situazione si fa di giorno in giorno sempre più difficile. (…) Gioca in mezzo al campo invece, El Aynaoui. Ma per Neil non è certamente un problema di posizione: da tempo, ormai, è irriconoscibile. Mai un guizzo, contro i rossoblù di Italiano è stato un’ora a nascondersi perlopiù giocando orizzontale e perdendo tanti palloni e duelli in mezzo al campo. Per il marocchino, rispetto ai due esterni, il ritornello cambia: «Sono i postumi della Coppa d’Africa, c’è una casistica elevata in tal senso». Sarà anche così, ma verrebbe da chiedersi se anche Ndicka a gennaio l’ha giocata o al suo posto con la Costa d’Avorio ci fosse il fratello gemello. Più di qualcosa quindi non torna. E anche se Gasp dribbla la questione, cercando in tutti i modi di tenere saldo il gruppo e difendendo come può i suoi ragazzi. (…)

(Il Messaggero)

Al fianco di Malen sta crescendo Vaz. Il 3-5-2 più di un’idea

Senza gli esterni, non è la Roma di Gasperini. Che ha bisogno di qualità negli ultimi venti metri, di, come spesso la definisce lui, efficacia. Una punta, più due trequartisti/attaccanti, abili nell’uno contro uno, bravi nel dialogare tra loro e/o con la punta: si parte da qui, poi c’è il resto, così è sempre stato per Gasp. (…) Non avendo poi, nemmeno le opzioni con cui si è partiti dopo il mercato estivo, Ferguson e Dovbyk, che hanno praticamente finito la stagione perché entrambi sono finiti sotto i ferri. Un reparto carente, insomma. Il tecnico le sta provando tutte, dietro l’olandese abbiamo visto, con fortune alterne (insomma), Pellegrini, che si è risvegliato solo a Bologna dopo un lungo periodo di letargo, poi Zaragoza, impiegato in due partite che – a detta di Gasp – non erano per lui, e quindi Venturino, bene con la Cremonese, molto meno con il Genoa. A Bologna, e in parte a Marassi, l’allenatore della Roma si è reinventato Cristante come trequartista: Bryan è bravo in certe fasi di gioco, ma carente in altre, ad esempio non è a lui che si chiedono qualità, invenzioni, il dialogo in area ad alta velocità. Malen da solo non può arginare il mare, tanto meno le difese avversarie. Ed ecco che Gasp ha allargato, contro il Bologna, quell’esperimento durato appena una quindicina di minuti a Marassi: Robinio Vaz vicino a Malen, per una sorta di 3-5-2. Non siamo al duo Bebeto-Romário, né a Gullit-Van Basten né, per rimanere in zona, Totti e Cassano, ma qualcosa si è mosso. (…) A Como, la Roma si ripresenterà con lo stesso problema, ovvero con gli esterni (più o meno) assenti. Con la squadra di Fabregas che si schiererà -come il Bologna – a quattro in difesa, ed ecco che Vaz potrebbe diventare una soluzione, dal primo minuto o in corsa. A meno che il tecnico non voglia rilanciare subito Pellegrini, al quale comunque mancherebbe un partner di destra, visto che Zaragoza non può essere riproposto dopo le difficoltà del Dall’Ara. (…)

(Il Messaggero)

Matic: “Amo i tifosi della Roma, via per una mancanza di rispetto dei dirigenti. Mourinho? In giallorosso era più tranquillo”

GASPORT – Nemanja Matic ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo, tornando anche sul suo periodo giallorosso. Le sue parole: “Amo i tifosi della Roma. E meritano molto di più. Lo stadio è sempre pieno, un club così dovrebbe lottare per il titolo ogni anno. Io andai via solo per la mancanza di rispetto dei dirigenti che non tennero fede alla parola che mi avevano dato. Troppi rinvii al momento di rinnovare. Fu una questione di principio”.

Su Roma-Siviglia…

“Le chiedo: quello era rigore? Vent’anni fa sicuramente no, ma oggi li fischiano. José, che personaggio… Mi ha allenato al Chelsea, all’United e alla Roma. In giallorosso era più tranquillo. Mou ha capito che le nuove generazioni sono diverse dalla nostre”.