Hermoso dal 1′, Koné recupera. Vaz spera

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – La posta in palio è troppo alta. E Koné vuole spingere la Roma verso la Champions. II centrocampista francese ha smaltito l’affaticamento alla coscia che l’ha fermato prima della sfida col Bologna e sarà a disposizione a Como. Il numero diciassette giallorosso dovrebbe essere in campo dal primo minuto in coppia con Pisilli. Gasperini ritrova Mancini che, con l’assenza dello squalificato N’Dicka, potrebbe tornare al centro della difesa. Anche Hermoso, rientrato in Europa League, viaggia verso una maglia da titolare, con Ghilardi che dovrebbe completare il terzetto difensivo. A quel punto, Gasp riporterebbe Celik – favorito su Rensch – sulla fascia destra, con Wesley inamovibile sul lato opposto. Spazio a Cristante sulla trequarti, mentre oggi dovrebbe essere Pellegrini il compagno di reparto di Malen. Il numero sette giallorosso è avanti nel ballottaggio con Venturino e Zaragoza. Spera anche Vaz, che dopo il buon ingresso a Bologna resta un’idea per il tecnico qualora volesse giocare da subito con due punte centrali.

Roma al bivio

IL TEMPO (L. PES) – Rimediare ai propri peccati. E questa la missione della Roma che oggi a Como (fischio d’inizio ore 18, diretta Sky e Dazn) si gioca una fetta enorme delle sue speranze Champions. Il successo della Juve a Udine ha fatto scivolare Gasperini e Fabregas al quinto posto, appaiati, rendendo ancora più insidioso il match di oggi in riva al lago. I giallorossi appena due settimane fa, a meno di quindici minuti dal termine della sfida con la Juve, erano quarti a sette punti di vantaggio sui bianconeri e cinque sui lariani, prima della trasferta di Genova, ovviamente, che si è poi rivelata fatale. Per questo al Sinigaglia la Roma ha bisogno di tornare a vincere in campionato (ultimo successo il 22 febbraio con la Cremonese) e, soprattutto, in trasferta dove i tre punti mancano da quasi due mesi (era il 18 gennaio a Torino). Ma la disputa è di livello alto. Davanti c’è una squadra che nelle ultime settimane ha espresso il calcio più bello ed efficace del campionato e che è reduce da tre vittorie di fila con l’ultimo scivolone che risale esattamente a un mese fa in casa contro la Fiorentina. Fabregas predica calma ma sa bene che la sua creatura dalla seconda parte della scorsa stagione ha cominciato un percorso di crescita che oggi la porta a lottare, con i favori del pronostico per qualcuno, per l’ultimo posto Champions dato che il Napoli sembra ormai aver ripreso il cammino. Una rosa profonda e di qualità da aggiungere al vantaggio di giocare soltanto due competizioni, anche se il merito di restare dentro la Coppa Italia fino alle semifinali è notevole per i lariani. I giallorossi, invece, proprio in questa settimana hanno ripreso l’impegno europeo del giovedì che a livello di energie può incidere molto. Tra quattro giorni, infatti, la squadra di Gasperini giocherà all’Olimpico il match decisivo contro il Bologna per andare ai quarti di coppa. Un tour de force amplificato dalle tante assenze, soprattutto nel reparto offensivo, e dalla colpa di non aver sfruttato un mese di febbraio senza impegni infrasettimanali (solo 8 punti in 5 gare considerando anche Roma-Juve del 1° marzo).
Ora per Mancini e compagni la corsa si fa più dura considerando anche il calendario e i big match, che la Roma non riesce ancora a vincere che ci saranno da qui a fine campionato. Como, peraltro, resta un campo decisamente ostico per la storia romanista.
L’ultima volta, il 15 dicembre 2024 alla quarta gara di Ranieri in panchina, arrivò un pesante ko, l’ultimo in campionato dei giallorossi fino al 12 maggio quando caddero proprio a Bergamo contro l’Atalanta di Gasp. In generale, la vittoria manca dal 30 aprile 1989 quando decise un gol di Manfredonia dopo due minuti. Solo quattro successi nei tredici precedenti a Como.
C’è da attingere a tutte le forze a disposizione per cercare di mettere la testa avanti in una corsa al quarto posto che sarà apertissima fino alla fine, ma Gasperini sa quanto è importante stringere i denti ora prima del gran finale dove solitamente le sue squadre cambiano passo. Chissà se riuscirà a ripetersi anche alla sua prima annata giallorossa. Intanto la missione sul lago resta chiara: vincere

La felicità è una sorpresa come il Como

Nella vita per ogni cosa, inclusa la passione sportiva,
la felicità non deriva dal risultato, ma dal suo rapporto con le aspettative. (…) Per chi avesse dubbi basterebbe consultare una app creata da Gary Neville, ex dello United. Si chiama Fanalysis e permette di valutare con un voto le squadre e i giocatori di Premier. L’hanno definita “Tripadvisor del calcio”. La classifica provvisoria è diversa da quella del campionato. L’Arsenal, davanti nella realtà, ma con un gioco liscio in cui il miglior realizzatore è il corner, è soltanto secondo. In testa c’è il Sunderland, che stupisce il suo pubblico e non ha critica. Il Tottenham dello sciagurato Tudor è penultimo, virtualmente retrocesso. (…) Fanalysis non è disponibile in Italia. Proviamo a immaginare allora l’attuale classifica della felicità in seria A. Primo il Como, a un passo dall’Europa e a due dalla coppa Italia. Segue il Milan, a tutti gli effetti, grazie anche a due derby vinti. Poi l’Inter, che conduce ma ha quelle due ferite oltre a una terza inflitta dal Bodo. Ultima da Champions: la Roma, almeno finché lotta su più fronti. (…) Juventus e Napoli dietro: entrambe pagano la delusione rispetto alle aspettative, il calo in confronto al passato recente o remoto. (…)
Terzultima piuttosto la Fiorentina, che pur tenta di consolarsi in Conference. Ultime a pari demerito Lazio e Torino, perché anche quando vincono fanno scontente migliaia di persone e felice una sola: il presidente con cui quelle ce l’hanno. Morale: non credere ai sogni estivi, non illudersi, non sperare e ricordarsi che “mogli, presidenti e buoi dei paesi tuoi” come si invocava un tempo, non è un passaporto perla gioia.

(La Repubblica)

Dan Friedkin contro gli Hartono È la sfida di due ricchezze al bivio

Profuma di soldi, questo Como-Roma. E mica solo quelli che sarebbero garantiti dalla qualificazione Champions, una quarantina di milioni circa calcolando anche la stima della quota diritti tv. È una partita che profuma dei soldi delle due proprietà, le più ricche del nostro campionato. L’ha stabilito la rivista Forbes, che in settimana ha pubblicato la consueta lista dei paperoni mondiali, aggiornata al 2026. Applicata al calcio nostrano, oggi quella classifica disegna un derby: si affrontano i due proprietari più ricchi della serie A. Forbes ha piazzato Robert Hartono al 139° posto, Michael al 149°: patrimonio aggregato di 38,5 miliardi di dollari. Sotto di loro ecco Dan Friedkin, posizione numero 279, con un patrimonio di 11,4 miliardi.
(…) Non un trucco, ma un dribbling: non partecipando (ancora) alle coppe europee, la società non è soggetta alle norme Uefa che pretendono l’autosufficienza e un equilibrio tra costi e ricavi. Al Como infatti l’equilibrio non c’è: l’ultimo bilancio, al 30 giugno 2025, si è chiuso con una perdita di 105 milioni di euro. (…) E magari dalla prossima stagione anche i fratelli indonesiano cominceranno a fare uso del player trading, dunque a cedere e non solo ad acquistare. In fondo, quello che i Friedkin fanno da tempo con la Roma. E non sempre in maniera corretta, per la verità, se è vero che hanno investito oltre un miliardo di euro (per la precisione 1060 milioni) senza mai ottenere la qualificazione alla Champions League. Centrando due finali europee, è vero, vincendone una e perdendo la seconda con molti rimpianti. (…) Chissà che questo Como-Roma non racconti una svolta. Che non sia l’acceleratore dopo la frenata improvvisa, imposta da Gatti due settimane fa. Friedkin se lo augura, come una luce in fondo al tunnel. Come la prova di aver imboccato finalmente la strada giusta. “Siamo orgogliosi di sostenere la Roma dentro e fuori dal campo“, è stato il suo messaggio dei giorni scorsi. (…) Nulla cambierebbe per Forbes, certo. Ma per la Roma, questo viaggio a Como, sposta tanto.

(corsera)

La strana coppia

La coppia mai vista per lo spareggio Champions. Gian
Piero Gasperini
ha riflettuto a lungo per tutta la giornata sul possibile partner di Donyell Malen a Como. (…) Ha pensato seriamente di lanciare Robinio Vaz, ma il ballottaggio in extremis dovrebbe essere vinto da Stephan El Shaarawy. Lui e Don, una coppia inedita. Neppure un minuto insieme, oggi a Como devono lanciare l’assalto all’Europa più nobile. Don, messa la maglia giallorossa, ha fatto l’en plein: 8 match su 8, 7 di campionato e l’ultimo di Europa League contro il Bologna, saltando i due contro lo Stoccarda e il Panathinaikos (non utilizzabile nella prima fase di coppa). El Shaarawy è tornato in gruppo da un paio di settimane e in panchina prima col Genoa e poi col Bologna, senza però mettere piede in campo. (…) Vaz pareva aver convinto Gasp dopo la prova di giovedì al Dall’Ara, contro il Bologna. La sua più lunga in questi due mesi della nuova esperienza: 45 minuti e accanto all’attaccante più esperto e più performante. Non a caso è stata la sua migliore. (…) Il francesino, 19 anni compiuti giusto un mese fa, ha debuttato il 18 gennaio in casa del Torino, staffetta con Malen, anche lui all’esordio con la Roma. Ma alla fine il tecnico sembra aver scelto l’esperienza, tenendo Vaz per l’ingresso a gara in corso nel secondo tempo. Gasperini spera nella svolta per il suo attacco. Dove, persi Dybala, Ferguson e Dovbyk, aspetta Soulé dopo la sosta per i playoff mondiali e intanto ha El Shaarawy in più. Domenica a Marassi è stato scelto Venturino: la sua partita è durata solo fino all’intervallo. Sostituito. Proprio quanto accaduto a Zaragoza giovedì al Dall’Ara. (…) Possibile il terzo (e nuovo) tentativo. El Shaarawy con Don nel 3-4-1-2, lo stesso sistema scelto per il derby in Europa League, ma stavolta con interpreti diversi. Oggi in campionato al Sinigaglia contro il Como e giovedì in Europa League all’Olimpico contro il Bologna: sono due sfide che possono indirizzare la stagione, a maggior ragione dopo la vittoria della Juventus a Udine. Gasperini non è sicuro di schierare Hermoso titolare, rientrato solo a metà ripresa in coppa. Se resterà fuori, con Mancini centrale al posto di Ndicka squalificato, in difesa ecco nuovamente Celik e Ghilardi come a Bologna. Wesley potrebbe giocare a destra, come all’andata (suo il gol del successo: 1-0). In questo caso, Tsimikas andrebbe a sinistra. Se il brasiliano non cambierà fascia, sarà Rensch a giocare a destra. Il trequartista sarà Pellegrini, in mediana Cristante e Koné, Pisilli “dodicesimo” uomo e in odore di convocazione in Nazionale.

(corsera)

Como-Roma è Fabregas-Gasp: in palio c’è un pezzo di Europa che conta

A Como passa la Champions, oggi alle 18.
Fabregas e Gasperini non si amano, dopo l’andata si ricorderà la polemica del tecnico della Roma sul possesso palla ai limiti dell’ostruzionismo del portiere Butez, hanno stili di gioco opposti, (…) eppure hanno numeri simili. Quelli della difesa: 21 gol incassati, secondo miglior reparto della serie A. E, quel che più conta, i punti in classifica: 51. Chi vince oggi prende una discreta spinta Champions anche rispetto alla Juventus. (…) Como in fiducia, cinque vittorie e due pari nelle ultime otto gare di serie A, davanti agli occhi anche la chance di una finale di Coppa Italia da conquistare. Dall’altra parte c’è una Roma in difficoltà ormai conclamata nelle scelte offensive. A Gasperini non resta che affidarsi a Malen: vicino a lui è ballottaggio tra Robinio Vaz (per lui sarebbe l’esordio dal primo minuto) ed El Shaarawy. Coppe comprese, Gasperini non vince in trasferta da cinque partite: trend da invertire, per inseguire il quarto posto.

(corsera)

Pisilli o Vaz: l’ultimo nodo da sciogliere. Malen cerca il gol contro il tabù trasferta

Como, Bologna e Lecce. La Roma in sette giorni si gioca una buona parte di stagione. Gasperini continua ad insistere sul fatto che la volata Champions si deciderà nel finale ma un ko oggi complicherebbe, e non poco, la corsa all’Europa che conta. “Dobbiamo rimanere quarti prima della sosta“, aveva detto il tecnico la settimana scorsa. (…) L’insostituibile Malen guida ancora l’attacco. Al Dall’Ara e stato il migliore in campo anche senza aver segnato, con lui Pellegrini. Servirà tutta la loro qualità per invertire il trend in trasferta: nelle precedenti dieci partite lontano dall’Olimpico sono state solamente tre le vittorie, l’ultima a Torino quasi due mesi fa. Da dicembre in poi solamente Genoa, Cremonese, Pisa e Lecce hanno fatto peggio. Cammino al contrario rispetto al girone d’andata nel quale erano arrivate quattro vittorIe di fila nelle prime giornate. Gli ultimi dubbi di formazione Gasperini li scioglierà in mattinata. Scalpita Robinio Vaz che a Bologna è entrato nel secondo tempo col piglio giusto ed ha contribuito a far cambiare volto alla squadra. (…) (l’alternativa potrebbe essere Venturino) e con lui in campo il numero sette giocherebbe sulla trequarti. Con il francese la staffetta a centrocampo sarà tra Pisilli (stanco dalle fatiche di Coppa) e Koné. (…) Il piano ‘B’, invece, è quello che porta alla coppia d’attacco composta da Malen e Pellegrini con Bryan alle loro spalle. Pronti ad entrare dalla panchina Zaragoza, El Shaarawy e Venturino. (…) Ancora out Soulé che punta al rientro dopo la pausa per le nazionali o al massimo per il Lecce. In difesa peserà e non poco l’assenza di Ndicka per squalifica. Dubbi anche sul pacchetto arretrato: Gasp vuole far riprendere il ritmo gara ad Hermoso in vista di giovedì. Se non dovesse farcela lo spagnolo spazio a Celik nei tre dietro con Mancini e Ghilardi. Wesley e Tsimikas sulle fasce. In caso contrario il brasiliano a sinistra e il greco fuori. A proposito di terzini: clamorosa decisione del Cesena (ottavo in Serie B) che ha affidato la panchina all’ex Roma Ashley Cole. Prenderà il posto di Mignani.

(Il Messaggero)

Siamo tutti in buone mani

IL MESSAGGERO (P. LIGUORI) – Avremo uno stadio nuovo, forse in coincidenza con il centenario. Intanto riempiamo e godiamoci l’Olimpico, soprattutto giovedì, quando la partita sarà da dentro o fuori. Ma oggi prima di cena giochiamo una sfida fondamentale a Como e, a proposito di stadi, lo faremo in un piccolo impianto di bambole, con vista lago, ma contro un avversario tostissimo, il che dimostra che l’abito non fa il monaco. Lo sa benissimo Gasperini, che partendo da Bergamo, ha vinto una Coppa Europea ma la sua Roma attuale è imprevedibile. imprevedibile. E il grande merito, al netto degli infortuni e delle assenze, è lo spirito di squadra che abbiamo visto in campo. GPG ha meriti grandissimi per aver salvaguardato ll tono e la coesione dell’ambiente, basta una frase, per capire: “Pellegrini, lasciatelo stare“, ha risposto a osservazioni superflue dopo la partita. Lorenzo sbaglia, o risolve, come tutti gli altri l’allenatore lo valuta meglio di tutti noi e soprattutto non rinuncia ad un tassello diventato importante con l’aria che tira, con tre attaccanti fuori gioco quasi del tutto e due giovani esordienti nella Roma non ancora abbastanza rodati. Sbaglia Gian Piero? Con i suoi metodi, Pisilli sta diventando una colonna aspettiamo cosa succederà con Vaz e Zaragoza, ma già abbiamo alcuni esempi con Celik, Hermoso, Ghilardi e Tsimikas. Sono cresciuti, come piante ben curate. Gasperini non lascia nessuno da parte. E questa fiducia ha creato un clima nel quale giocatori come Svilar e Malen sono arrivati ad essere celebrati anche fuori dalla Roma. Oggi, però, c’è la giovane legione di Fabregas, uno che difficilmente sbaglia una partita, la velocità delle ripartenze lariane che hanno fatto male a tutti. È scontato che l’allenatore abbia chiesto il massimo di attenzione che in qualche finale é mancato, portando al pareggio vittorie che sembravano acquisite. Ha influito certamente anche la cattiva sorte di alcune deviazioni imprevedibili, però quella traversa del Bologna alla fine della serata di giovedì mi ha fatto sorridere: finalmente, ho pensato come tanti altri. Ma nel calcio, caso e sfortuna sono rari, oltre all’attenzione conta la motivazione, e la nostra oggi deve essere per forza superiore a quella del piccolo ma ricchissimo
Como. Forza oggi, regaliamoci una cena felice e tanto ottimismo per giovedì: siamo una squadra europea.

Cesc contro Gasp: la resa dei conti

Eccole, due squadre uguali per punti, 51, e per reti subite, 21. Con mentalità offensiva, sviluppata su principi diversi, e su uomini, almeno fino a gennaio, con qualità differenti. Il Como ha messo a segno 46 reti, la Roma 38, ma da quando c’è Malen il trend è cambiato e la pericolosità ora è simile a quella dei lariani. Fabregas e Gasp sono alla resa dei conti, oggi pomeriggio, si ritrovano faccia a faccia dopo la partita di andata all’Olimpico, vinta dalla Roma con fatica, grazie a una rete di Wesley, che l’ha portata a + 6 dai lombardi. Entrambe – prima del previsto – cercano il sorpasso Champions. Il Como ha un organico invidiabile, fatto di giovani e vecchi talenti, tutti scelti da Cesc; (…) la Roma si arrangia da un po’e là davanti è con gli uomini contati, e nemmeno tutti adatti al calcio di Gasp. (…) Fabregas e Gasperini (tre i precedenti, due vittorie per il romanista, una per lo spagnolo).
Due tecnici moderni sì, pur avendo vissuto generazioni calcistiche diverse: (…) comunicazione con zero tratti comuni. Fabregas ha una parola buona per tutti, un po’ come Guardiola, il suo mentore o come era abitudine di Liedholm; Gian Piero è un bambino senza freni. (…) Fabregas è diplomatico, amico di tutti, ma si arrabbia pure, vedi quando gli si rimproverava di aver perso con il Milan dopo quella mole di gioco prodotta. Guai mettere in discussione il tiki taka. Ma di solito mostra sempre un lato elegante, buonista più che buono. Anche Gasp, in qualche modo, era stato critico nei confronti del suo giovane rivale, quando parlò del calcio che si fa partendo dall’uso sistematico, e ossessivo del portiere, con riferimento a Butez, numero uno del Como: un gioco orizzontale o all’indietro, lui ama la verticalità, la ricerca continua degli spazi avversari più che della palla. (…) Di sicuro, c’è un qualcosa in cui Gasp vuole/vorrebbe essere Fabregas: nella disponibilità economica e nella possibilità di scelta diretta dei calciatori. nel decidere anche cose extra campo, forse ci si arriverà. (…) La Roma avrebbe bisogno di calciatori come Paz, come Perrone, Fabregas non ha bisogno di nulla, ha fatto a meno di Diao e nessuno se n’è accorto, fa affidamento su un calciatore in difficoltà come Morata ma verso di lui mai una parola storta. Il suo Como vola verso la zona Champions, bruciando le tappe, così come vorrebbe fare la Roma, programmata per grandi traguardi ma a tempo. L’ambizione di Gasp va oltre, nonostante abbia un gruppo di calciatori non proprio nella lista dei suoi desideri. E se non avesse regalato quel pari alla Juve, oggi il Como inseguirebbe e la Roma sarebbe già distante. (…) La deputata storica per il quarto posto è la Juve. Gasp e Fabregas sono gli intrusi. Almeno su questo, viaggiano sullo stesso binario.

(Il Messaggero)

Dubbio Perrone, Convocato Diao. Sinigaglia pieno

Sinigaglia tutto esaurito per la sfida di Champions contro la Roma. Biglietti polverizzati già a inizio settimana. Fabregas conta molto sul calore della sua gente, l’effetto “Bombonera” lo chiama, in riferimento al famosissimo stadio del Boca di Buenos Aires.
L’anno scorso in casa Fabregas vinse 2-0 con gol di Gabrielloni e Paz., entrambi nel recupero: sulla panchina giallorossa sedeva Claudio Ranieri. (…) Contro Gasperini, Fabregas viene da due sconfitte, cocente quella nell’andata all’Olimpico in cui lo spagnolo perse per infortunio anche Diao e
Addai. Il senegalese potrebbe essere il protagonista della sfida. Le motivazioni non gli mancano: in questa stagione ha giocato con il contagocce a causa dei muscoli di cristallo. Vuole ritornare a essere decisivo. (…) All’ala destra il favorito è Vojvoda, dall’altro lato sorprenderebbe la rinuncia a Baturina, l’uomo più in forma: in gol a Cagliari e nel 2026 altre tre volte, compresi tre assist. In dubbio l’impiego dall’inizio di Perrone dopo la brutta botta presa a Cagliari. L’argentino si è allenato con più intensità nel corso della seconda metà della settimana e il fatto che sia stato convocato alza la percentuale di vederlo titolare. Il suo sostituto naturale in mezzo al campo è Sergi Roberto. Ma occhio anche all’arretramento di Baturina con Jesus Rodriguez alto a sinistra.

(gasport)