Gasp a Bologna: «Coppa e campionato, no ai calcoli»

«La priorità? Tutte e due le competizioni, non faccio calcoli». La Roma è lì che balla, tra tutto e niente. Di qua l’esaltazione e un cuore che pompa di nuovo a mille. Di lì la delusione e gli interrogativi, persino quelli più impensabili. Bologna è, Bologna sa, Bologna (almeno un po’) decide. La Roma delle ultime stagioni in Europa si è sempre appoggiata, quando si è trattato di scegliere. L’ha fatto con Mourinho. Con De Rossi. Ha provato persino con Ranieri, fallendo. E pure con Fonseca: cinque semifinali europee raggiunte nelle ultime otto stagioni. Almeno semifinali. Ecco: Gasperini opta per una via diversa. Almeno a parole, rifiuta i calcoli. Allontana il pensiero della trasferta di Como di domenica. Tiene dentro tutto, perché quella è la via che conosce. Quella che l’ha portato a vincere l’Europa League con l’Atalanta. «Non abbiamo mai pensato di lasciare indietro niente, non vedo come si possa pensare di farlo. E se non ci riusciamo, non è per scelta». (…) L’idea, per stasera, è avanzare Cristante come terzino e inserire Zaragoza vicino a Malen, magari puntando sul bis dello spagnolo, che in Europa League ha già segnato al Bologna lo scorso dicembre, con la maglia del Celia Vigo. In difesa è possibile l’impiego di Hermoso dal primo minuto, con Celik di nuovo in fascia. In panchina, come elementi offensivi, Vaz ed El Shaarawy: (…) «Come ci si rialza dopo la sconfitta di Genova? Incide la capacità di reazione dei giocatori, che di fronte a un passo falso hanno sempre trovato questa forza durante la stagione. Io ho trovato veramente un gruppo di ragazzi con grandi motivazioni e con grande voglia sempre di ripartire, di guardare avanti. Ci sono sempre traguardi nuovi da raggiungere». (…)

(corsera)

Gasp scuote la Roma: “Europa e campionato non facciamo calcoli”

La sicurezza di non avere alternative. Gian Piero Gasperini ormai ci ha fatto l’abitudine: da settimane legge e rilegge la lista dei giocatori a disposizione e, quando arriva agli attaccanti, ad avere la meglio è la malinconia. Un pizzico di solitudine, come quella che deve provare Donyell Malen. Arrivato a Trigoria come oggetto misterioso del calcio inglese, riservato all’Aston Villa che ora balbetta con gli ex romanisti Tammy Abraham e Leon Bailey, l’olandese si è preso subito la copertina della Serie A. Salvo riscoprirsi centravanti a tempo pieno. Pienissimo. Dietro c’è il vuoto. E ci sarà anche stasera a Bologna (ore 18.45) nell’andata
degli ottavi di Europa League. Derby nostrano, esordio per Malen con la maglia giallorossa in una competizione continentale. Ma dietro c’è il nulla. Perché Evan Ferguson — fresco di post social con la caviglia fasciata — non c’è. Lo stesso vale per Artem Dovbyk, che ha concluso la stagione da un pezzo. Paulo Dybala, che pure potrebbe agire da falso nove, è a sua volta ai box dopo l’operazione al ginocchio. Fuori pure il connazionale Matias Soulé. Fin qui gli infortunati. Ma pure chi è abile e arruolabile non lascia dormire sonni sereni a Malen e Gasperini. Robinio Vaz viene considerato acerbo. El Shaarawy è appena tornato da un lungo stop. Bryan Zaragoza è ancora in fase di rodaggio. (…) I nuovi devono ancora trovare il ritmo e chi rientra dagli infortuni procede con cautela: «Zaragoza è arrivato da meno di un mese. Spero possa essere protagonista nelle prossime partite. Vaz? Da quando è arrivato ha già fatto parecchie presenze. Poi, se faccio altre scelte, è perché ritengo che, in quel momento, quelle siano le migliori». (…)

(La Repubblica)

Non resta che il derby. Bologna e Roma per salvare l’Europa

La Champions per l’Italia è già finita, per la Conference le speranze sono affidate alla Fiorentina inguaiata in campionato e stasera impegnata con il Rakow. Poco prima al Dall’Ara saranno Bologna e Roma a sfidarsi per un posto nei quarti di Europa League. «Almeno una italiana lì giocherà di sicuro, dai», sorride Gian Piero Gasperini. Più amaro Vincenzo Italiano, veterano di coppe che però un derby europeo non l’ha mai affrontato. «Speravo in un sorteggio diverso, non per la grande forza della Roma ma perché saremmo potute andare entrambe lontano e fare un bel percorso di Coppa assieme; una dovrà uscire e spiace per il nostro calcio e il ranking». (…) Ora è questione di una dentro e una fuori tra Bologna e Roma, che si incontrano su un palcoscenico nuovo ma si conoscono bene. Pure le aggiunte del mercato giallorosso di gennaio non sono poi novità. Zaragoza, stasera atteso titolare sulla trequarti, al Bologna ha segnato a dicembre con la maglia del Celta Vigo. E Malen era in campo a settembre in quell’Aston Villa che ad oggi è l’unica squadra ad aver battuto i rossoblù in Europa. Proprio i Villans o il Lille sfideranno ai quarti la vincente del derby italiano. Si conoscono bene pure i due allenatori: Gasperini e Italiano s’erano promessi una cena dopo la partita di campionato di agosto: «Se capiterà, faremo chiudere il ristorante tardissimo, parleremo un bel po’ di pallone», dice il rosso-blù. (…) In campo stasera la Roma ritrova Hermoso per la panchina, ma non ha Mancini squalificato e non recupera Soulé; il Bologna dovrebbe proporre Bernardeschi, Miranda e Pobega. (…)

(La Repubblica)

Cristante trequartisa, si rivede Hermoso. Svilar: «L’obiettivo è vincere il trofeo»

L’emergenza in avanti non abbandona la Roma neanche a Bologna. Soulé è rimasto nella Capitale oltre ai lungodegenti Dybala, Ferguson e Dovbyk. Malen guida l’attacco per la nona partita di fila, al suo fianco la sorpresa sarà Zaragoza. Altra panchina per Vaz. A completare il tridente Cristante che ritorna dal primo minuto, turno di riposo per Pellegrini. Altra chance dal l’ per Pisilli, mentre al suo fianco ci sarà uno tra Koné e El Aynaoui. In vantaggio c’è il francese nonostante sia un po’ in debito d’ossigeno. In difesa si rivede tra i convocati Hermoso che si è messo alle spalle la lesione all’ileopsoas rimediata tre settimane fa. Lo spagnolo si candida per una maglia da titolare al fianco di Ndicka e Ghilardi. L’alternativa è schierare Celik nel terzetto difensivo con Rensch a destra. Occhio ai gialli: in diffida ci sono Zeki, Evan e lo stesso Hermoso oltre a Mancini (oggi squalificato). A sinistra c’è Wesley. In porta il solito Svilar che ieri ha parlato in conferenza stampa al fianco di Gasperini. Mi-le è uno dei reduci della notte di Budapest e nonostante fosse in panchina ha voglia di rivalsa: «L’obiettivo è vincere la coppa, poi le notti europee danno emozioni speciali. Di stimoli ne ho tantissimi, a me nessuno deve dare motivazioni o ambizioni, sono abbastanza ambizioso da solo». (…)

(Il Messaggero)

La notte della verità

Quando entra nella sala stampa del Dall’Ara, accompagnato da Svilar, Gasperini accenna una smorfia. Come se stesse annusando l’aria che attorno alla sua Roma è cambiata nel giro di una settimana. Prima il gol di Gatti, poi il colpo basso dell’ex De Rossi hanno stravolto umori e certezze: soprattutto le seconde sembrano venute meno tra infortuni a catena, rimonte subite e una difesa che in un mese ha preso tanti gol quanti da tempo non era più abituata a collezionare. E allora di colpo l’Europa League diventa un’occasione. Addirittura doppia: da un lato serve per risollevarsi, dall’altra per regalarsi una seconda possibilità, oltre al campionato, per arrivare in Champions. Che magari non sarà l’obiettivo ufficiale del club (almeno ascoltando il tecnico) ma lo è per l’allenatore e lo diventa in modo ufficioso per la società quando per sei mesi sei stato sempre o quasi tra le prime quattro. Così anche l’ambizioso Gasp fa una leggera marcia indietro. Prima del match con il Panathinaikos disse apertamente come la priorità fosse il campionato. Ieri ha corretto il tiro: «Le priorità sono entrambe, non abbiamo mai pensato di lasciare niente e di giocare al massimo per tutti gli obiettivi. Lo era anche la Coppa Italia… Poi non vedo come si possano fare delle scelte, no? Cioè, non è che si può giocare un po’ meno. Si cerca di superare tutti i turni possibili in Europa e di fare il massimo in campionato ogni partita. Se poi non ci riusciremo, non sarà per scelta. Lo ripeto, non credo si possano fare calcoli, anzi, non faremo calcoli e penseremo a dare il massimo in ogni partita».(…) Una sfida che è anche il confronto a distanza tra lui e Italiano, due allenatori che hanno mostrato un ottimo feeling con le coppe: vittoria dell’Europa League e tre finali di Coppa Italia per Gasp, successo in Coppa Italia e due finali di Conference per il tecnico siciliano: «Per Vincenzo parlano i risultati, ma non solo quelli, anche le prestazioni di questa squadra che ha entusiasmato comunque una città. Non era facile raccogliere l’eredità di Thiago Motta, che due anni fa ha portato il Bologna in Champions. E lui l’ha fatto nel modo migliore, raggiungendo il consenso di tutti e anche con delle prestazioni di grande qualità». (…)

(Il Messaggero)

Malen si riscopre bomber di coppa

I ragazzi di oggi probabilmente nemmeno sanno cosa abbia rappresentato Carosello per i vecchi boomer che oggi oscillano tra i 50 e i 60 anni. E all’epoca, quella senza iPhone e social, dove un ritornello televisivo o una pubblicità ti entrava in testa per non uscirne più, c’era un vecchio slogan – «Gigante pensaci tu» – che sembra cucito addosso a Malen. Perché magari a livello di altezza l’olandese poco si addice all’appello cantato dai bambini della Valle Felice, ma tecnicamente e numericamente risolve più problemi l’ex Aston Villa che il gigante barbuto chiamato a sanare i danni causati da Jo Condor o il Mister Wolf di Pulp Fiction. (…) Del resto, il feeling del ragazzo di Wieringen con le coppe europee è di tutto rispetto: già le 24 reti in 61 presenze balzano subito all’occhio (una rete ogni 2,5 gare), ma se non ci si accontenta basta poi vedere le vittime illustri per farsi un’idea che per questo signore la competizione non fa differenza, campionato o coppa che sia. (…) Stasera tocca di nuovo a lui guidare l’attacco. Sarà un debutto particolare, in una gara delicatissima con la consapevolezza che dietro ha poco e nulla. Ferguson si è operato alla caviglia e ha detto addio in anticipo all’avventura in giallorosso; Dovbyk forse lo rivedremo a maggio; Dybala, se non ci saranno intoppi, a fine aprile e Soulé, anche se Gasp farà di tutto per portarlo a Como (ieri ha continuato a lavorare a parte), è presumibile che tornerà al top soltanto dopo la sosta. Di quel tridente Soulé-ElSha-Ferguson, schierato ormai 6 mesi fa al debutto in campionato proprio contro la squadra di Italiano, è rimasto solo il Faraone, che ormai ha perso posizioni e immalinconisce in panchina, e c’è la new entry olandese. (…) Sei gol in 8 partite e soprattutto la consapevolezza che se non segna lui è meglio guardare altrove. Curioso comunque come questo calciatore, che all’Aston Villa giocava e non giocava, stia facendo così tanto la differenza con i suoi gol e soprattutto con le situazioni di pericolo che in ogni partita crea. (…)

(Il Messaggero)

Pobega-Konè: vince chi pressa e riparte di piu


(…) In mezzo ci sarà da lottare sì, cercando di trovare piùsoluzioni possibili per poi ribaltare l’azione e trasformarla da difensiva in offensiva. Gasp in questo spera che Konè. E, cioè, il giocatore dominante che stato ammirato a lungo ma che negli ultimi tempi sembra gram un po’ con le ruote sgonfie. Il francese anche a Genova ha fatto errori che non gli appartengono. Resta il fatto che toccherà anche a lui pressare i portatori di palloni avversari, togliere fiat, andare anche a recuperare palloni importanti. II classico box to box. Quello che e Kone ma anche Pobega: spesso è la Terra di Mezzo a “spaccare”.

(gasport)

Lucumi all’esame Malen. Il colombiano è al top. L’olandese studia il colpo

Che effetto fara rivedersi? Jhon Lucumi e Doneyll Malen si erano guardati, faccia a faccia, già il 25 settembre 2025: Aston Villa-Bologna 1-0, l’olandese non segna, ma fu l’ultima sconfitta in Europa del Bologna che da allora ha collezionato sei vittorie e tre pareggi. Lucumí è il leader difensivo dell’Italia, e quello che quando sta appiccicato alla modalità-attenzione non sbaglia mezzo colpo. La sfida si ripete e il difensore colombiano rivede l’olandese per sottolineare un concetto: il Bologna deve tornare quello ignifugo del pre-Verona,(…) Tutto il peso dell’attacco anche questa volta sarà su Donyell Malen. Farlo riposare è impossibile, l’olandese dovrà giocare oggi e nel ritorno di giovedì, ma anche domenica a Como e poi con iI Lecce. Perche oggi c’e una Roma con Malen e una senza, questo è abbastanza evidente. A cercare di limitarlo sarà proprio Lucumí, che in estate piaceva a Roma ma che proprio con Roma ha fatto un errore clamoroso all’andata in campionato, regalando il gol partita a Wesley. Malen può approfittare del fatto che sui primi passi è sicuramente più veloce e reattivo del difensore colombiano. E proverà a far male proprio su questo: sugli scatti, i tagli, gli affondi in velocità. Tutte situazioni in cui l’olandese eccelle e può, diventare letale. Poi, è ovvio, ci sarà anche da girargli intorno, provare a far uscire Lucumi dalla sua posizione di massima efficacia, per poi colpirlo proprio nello spazio. Del resto, se Malen parte in velocity diventa dura per tutti riprenderlo…

(gasport)

Zaniolo: “Roma mi ha dato tanto anche se è finita male. Mourinho un maestro”

GASPORT – Nicolò Zaniolo ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano sportivo, tornando anche sul suo passato alla Roma. Queste le sue parole:

Vedendola da vicino si notano tante cicatrici, segni. Ne prende di botte…
“Tante, troppe. Due operazioni alle ginocchia, crociato destro e sinistro, la rottura del metatarso del piede sinistro. È stata dura, eh”.

Lei volava altissimo alla Roma. Poi non ha mantenuto le aspettative. Che tipo di errori ha fatto tra Atalanta e Fiorentina?
“A Bergamo partii indietro per il metatarso. E non riuscivo a dare quello che voleva Gasperini. Ho fatto fatica. Alla Fiorentina mi aspettavo andasse diversamente, ho più rimpianti per la Viola”.

(…)

Sara è romana. Lei alla Roma ha dato il meglio. Poi è finita male.
“A Roma ho comprato due case, credo che da grande ci vivrò. Mi ha dato tanto. Seguo la squadra, anche se è finita male”.

Baruffe e incomprensioni. Ma può dire di aver fatto vincere una Conference, con un gol in finale.
“Un’emozione incredibile. Ma quella coppa è di tutti, non l’ho fatta vincere io. L’abbiamo conquistata dai playoff col Trabzonspor, lavorando da luglio”.

Con un tecnico come José Mourinho. Che definizione gli dà?
“Maestro. Gestisce alla perfezione, in campo e fuori. Ed è alla mano. Lo sento”.

In un gioco sui social lei ha messo Francesco Totti sopra tutti. Perché?
“È un campione, un fenomeno, una leggenda. Uno dei tre 10 italiani, con Baggio e Del Piero. Ho avuto la fortuna di conoscere Francesco e ho capito l’importanza che ha”.

(…)

Bologna-Roma: Italiano per stupire, Gasp guarda lontano

(…) Anche la Roma è cambiata negli ultimi due mesi, ma qui it motivo ha un nome e un cognome: Donyell Malen. Ieri Gasp ha ac-cettato di fare qualche paragone: «Mi ricorda Muriel per accelerazioni e prontezza di tiro. E ci vedo anche un po’ di Milito». Senza Dybala e Soule, il tecnico è tentato dall’avanzamento di Cristante sulla trequarti con Zagazola, per non rinunciare alla brillantezza di Pisilli accanto a Kone. Il recupero di Hermoso è una buona notizia, anche per la squalifica di Mancini, ma non è sicuro che lo spagnolo sia titolare. Gasperini, comunque, non farà la formazione pensando al Como: «Non ricordo di aver detto che la priorita sia il campionato. Teniamo moltissimo a entrambe le competizioni. Il Bologna sta confermando di essere un’ottima squadra. Il mio gruppo ha voglia e motivazioni, poi le partite possono dipendere da piccoli episodi». Wesley è la freccia preferita e proprio duello tra lui e Bernardeschi rischia di fn re la differenza. Chi dei due costringerà l’altro a difendere piuttosto che ad attaccare? Le combinazioni sulle corsie potranno dare un indirizzo alla sfida. E solo l’andata, ma bisogna stare molto attenti: anche un piccolo vantaggio può risultare decisivo. E dopo il ritorno, magari, Italiano e Gasperini si troveranno a cena, come si sono promessi da un po’: «Ma il ristorante deve restare aperto a lungo – scherza Vincenzo – perché avremmo molte cose di cui parlare». Anche di due grandi partite, speriamo.

(gasport)