Lukaku, Malen, Simeone: palla al centravanti e lui risolve i problemi

Il capocannoniere è fuori causa per infortunio e l’assalto degli altri pretendenti al trono del gol si associa con la lotta per i traguardi nell’ultima porzione di campionato. Mentre Lautaro Martinez, solitario in vetta a quota quattordici, deve guardare dalla tribuna !Inter che continua la fuga in Serie A, tanti altri veri nove si sono scatenati in questo turno. Si è assistito a una varietà di reti d’autore tra vecchi ciurmatori d’area ritornati in primo piano (Lukaku, Zapata, Simeone), conferme (Hojlund e Malen), rampanti (Douvikas). Il centravanti di un tempo, fisicato e spigoloso, cocciuto e redditizio, non è mai passato di moda, anche se il calcio si evolve, cerca soluzioni che possano continuamente sorprendere i rivali, perché la preparazione di una partita è sempre più scientifica, orientata sul minimo dettaglio. (…) Con sei gol in sette partite, Donyell Malen ha colmato il vuoto che ha irritato Gasperini nella prima parte di stagione. L’olandese ha portato profondità, velocità e prontezza d’esecuzione: il suo “impatto devastante” mantiene i giallorossi in linea con gli obiettivi di inizio stagione. Ma quando un nove del genere non c’è, l’inventiva dei nostri allenatori diventa fondamentale: Allegri ha tolto dalla fascia Leao e Pulisic (17 centri in due), però quando non sblocca le partite si deve buttare sul tridente, con centrale Fulllkrug, emblema del nove d’altro secolo. Mentre Spalletti a Roma ha ovviato ai deficit bianconeri nel settore spedendo in area nel finale un difensore centrale come Gatti, che ha infilato il 3-3. Dai dilettanti alla Champions, questa mossa d’emergenza spesso paga. Ma avere un centravanti vero è un’altra vita.

(gasport)

Obiettivo Champions e sogno mondiale: Pisilli sempre più su

Sognando la Champions, Marco Tardelli e la Nazionale. Dovesse dover dare un volto alla Roma “Made in Italy” che lotta per l’Europa che conta, i tifosi della Roma indicherebbero senza esitare quello di Niccolò Pisilli: giovane, pulito, affamato, umile, ma anche sfrontato. È il centrocampista romano l’uomo al centro del villaggio giallorosso al momento, il futuro già pronto anche per la nazionale del ct Rino Gattuso, azzurrabile com’è per il Mondiale. (…) In due mesi, per Pisilli, è cambiato tutto. E contro la Juve domenica sera si è chiuso un cerchio per il mediano. Un anno e mezzo fa contro i bianco-neri aveva esordito in Serie A grazie a Daniele De Rossi, l’altro ieri è stato il migliore in campo sotto gli occhi di Luciano Spalletti che lo aveva fatto esordire con l’Italia il 10 ottobre 2024 contro il Belgio in Nations League. Un partitone, quello di Nicolò: 95% precisione passaggi, 1 assist per il gol del momentaneo 1-0 di Wesley, 13 recuperi palla e 5 chiusure difensive. Una crescita esponenziale in questo 2026, iniziata quasi per caso dopo aver iniziato la stagione per lo più in panchina. Poi, in coincidenza con la partenza per la Coppa d’Africa di Neil El Aynaoui e l’infortunio di Manu Koné, il boom accompagnato da una lunga sfilza di complimenti. Prima della gara di Lecce del 6 gennaio, pensate, non aveva mai giocato dal primo minuto in campionato, quindi lo ha fatto per 5 volte su 9 gare, “tolto dal mercato” da Gasp che in lui ha detto di intravedere il Cristante e il Koné del futuro. (…) Il suo sogno, manco a dirlo, resta quello di poter vincere al più presto qualcosa in maglia giallorossa. Emulando così i miti dell’infanzia come Francesco Torti e lo stesso De Rossi. Ma anche quel Lorenzo Pellegrini che dovrebbe far spazio in futuro proprio alla voglia di emergere di Niccolò ormai irrinunciabile per Gasp.
(…)

(gasport)

Dybala diventa papà e punta il Genoa

IL TEMPO (GAB. TUR.) – Fiocco rosa in casa Dybala. Ieri, la moglie del numero ventuno della Roma Oriana Sabatini ha dato alla luce la piccola Gia. La primogenita della coppia argentina è venuta al mondo – qualche giorno prima del previsto – al Policlinico Gemelli e la Joya ha condiviso un primo scatto sui social: «Un applauso a mamma e papà». Un’immensa gioia dopo l’amarezza vissuta domenica all’Olimpico. Dybala ha assistito dalla panchina alla rimonta della Juventus. L’argentino è tornato tra i convocati dopo il problema al ginocchio che lo ha tenuto fermo per un mese, ma la scarsa condizione atletica non gli ha permesso di collezionare minuti. La Roma riprenderà ad allenarsi oggi pomeriggio, dopo il giorno libero concesso da Gasperini, e Dybala avrà una settimana intera per avvicinarsi alla migliore forma. L’obiettivo è rientrare in campo con il Genoa e, magari, dedicare la prima esultanza alla sua Gia. Giorni decisivi anche per testare le condizioni di Soulé. «Navighiamo un po’ a vista», aveva affermato Gasp prima della Juventus. Dopo aver riposato la scorsa settimana, l’argentino punta al rientro in gruppo per strappare una convocazione domenica. Discorso valido pure per Hermoso, frenato da un risentimento all’ileopsoas. Su Ferguson, invece, non è ancora stata presa nessuna decisione su come procedere dopo le visite in Inghilterra e il nuovo controllo effettuato pochi giorni fa. Resta sullo sfondo l’ipotesi dell’operazione per provare a superare definitivamente i problemi alla caviglia che hanno condizionato la stagione dell’irlandese.

Finali amari

IL TEMPO (L. PES) – Il sapore amaro del finale. La batosta subita nel recupero dal gol di Gatti è un colpo difficile da digerire per la Roma che fino a pochi secondi dalla fine del match guidava la corsa alla Champions mentre adesso, sempre in testa, sente il fiato sul collo delle inseguitrici. Un vizio malsano, quello della gestione finale, che fa da contraltare alla crescita negli scontri diretti. Fino alla gara di due settimane fa contro il Napoli, infatti, i giallorossi non avevano mai subito rimonte in campionato (soltanto tre gol da situazioni di vantaggio arrivati contro Parma, Cremonese e Genoa) ma al contempo avevano perso tutte le gare contro le big, salvo il punto recuperato al Milan all’Olimpico lo scorso 25 gennaio. Ma il dato che più salta all’occhio dopo Roma-Juve è quello della gestione dei minuti finali. Se per tutta la prima parte di campionato è stato impossibile mettere in difficoltà la squadra di Gasperini, adesso le certezze cominciano a calare, ma, più in generale, succede davvero poco al tramonto dei novanta minuti giallorossi. «Le altre squadre spesso radrizzano le partite nel finale, portando su giocatori molto abili nel gioco aereo, mettendoli dentro nel finale. E non è un caso. Sicuramente è qualcosa anche di studiato, se vogliamo, c’è questa fisicità che nei finali di partita premia molto queste formazioni e noi dobbiamo essere un po’ più bravi. Dobbiamo avere un atteggiamento più vivo nelle situazioni finali, a 5 minuti dalla fine voli e non si può parlare di stanchezza sulle palle inattive». I numeri, infatti, danno ragione al tecnico e raccontano di una squadra che tende a spegnersi e che ora, soprattutto e inevitabilmente contro le big, non riesce più a gestire il vantaggio. Dal ’76’ in poi la Roma in 27 giornate ha segnato soltanto sei gol, dato peggiore delle prime sei della classifica (Inter 17, Juve 12, Milan 11, Como 10, Napoli 8).Primato negativo anche per i gol subiti, sette, come quelli dell’Inter che però di gare ne ha risolte eccome. Ma oltre alle statistiche è facile guardare anche solo alle ultime settimane dove l’Inter batte la Juve al 90′, il Milan passa a Cremona con due gol allo scadere, il Napoli guadagna quattro punti tra Genoa e Verona all’ultimo minuto e la stessa Juve con Lazio e Roma rimonta due gol pareggiando dopo il novantesimo. Ma cosa manca a questa Roma per azzannare i finali di partita? Probabilmente maggiore concentrazione e un pizzico meno di paura. Anche perché, come ammette lo stesso Gasp, non può esserci stanchezza nel difendere una palla inattiva o un possesso del pallone quando al 91′ di 94 minuti hai un calcio d’angolo a favore. Superato, per il momento, l’astinenza di gol da calcio piazzato (tre nelle ultime due con Cremonese e Juve), ora al tecnico di Grugliasco spetta un altro compito: portare quella sana fame di risultato fino all’ultimo minuto. La crescita dei giallorossi è evidente e visibile nel corso dei novanta minuti, ma per strappare un posto Champions serve un altro scatto di mentalità. Gasp non ha mai ceduto il passo, a parte nella stagione 21-22, a questo punto del campionato. E di certo non vorrà farlo adesso.

Finali horror, pochi gol e punti persi: Gasp parla alla squadra

LEGGO (F. BALZANI) – L’amarezza di un’occasione persa e la consapevolezza di un gioco sempre più identitario. Il giorno dopo il pari pazzesco con la Juve in casa Roma c’è un mix di sensazioni anche se prevale il rammarico per aver gettato al vento due punti di platino. Oggi alla ripresa Gasperini parlerà con la squadra per capire la gestione di alcune situazioni nei minuti finali soprattutto da parte dei nuovi entrati come El Aynaoui e Zaragoza. Il dato infatti è evidente: sono cinque i punti persi per delle reti subite nell’ultimo quarto d’ora. E la Roma tra le big è la squadra che ne incassa di più dal 76′ ai minuti di recupero (7) insieme all’Inter. Ma i finali sono horror anche per i dati sui gol segnati. Gasperini ieri è stato chiaro: «Le altre squadre in quelle situazioni addrizzano le partite». L’Inter nell’ultimo quarto d’ora ha segnato 17 gol, la Juve 12, il Milan 11. Anche Como (10) e Napoli (8) hanno fatto meglio di Malen e compagni che sono fermi a 6. Serve una svolta anche sotto questo punto di vista. Intanto Gasp ritroverà Dybala che ieri è diventato papà della piccola Gia e che è pronto per tornare finalmente in campo contro il Genoa. Maggiori dubbi su Soulé che continua le terapie per la pubalgia mentre Hermoso punta a tornare in gruppo a metà settimana. Un recupero fondamentale quello della Joya che potrà non dovrà togliere luce a Pisilli. Il centrocampista ha giocato una gara gigantesca contro la Juve. Basta guardare i numeri: 95% precisione passaggi, 1 assist, 13 recuperi palla e 5 chiusure difensive. Una prestazione top che ha fatto drizzare sempre più le antenne di Gattuso in ottica play off per il Mondiale. Intanto se lo coccola la Roma che ieri ha ricevuto la candidatura di un altro figlio cresciuto nella capitale. «Mi piacerebbe tornare, ho lasciato il discorso a metà a Roma e vorrei esultare sotto la Sud», ha detto a sorpresa Calafiori, dal 2024 all’Arsenal.

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – SORRENTINO: “Gasp l’aveva quasi vinta con un capolavoro di prudenza attiva” – FERRETTI: “Serata horror per la miglior difesa della Serie A”

La Roma va a un passo dal grande colpo, ma il gol di Federico Gatti al 93′ fissa il risultato dello scontro diretto sul definitivo 3-3 e la corsa Champions resta ancora apertissima. La distanza tra i giallorossi e i bianconeri resta invariata, con quest’ultimi a -4 dai capitolini quarti in classifica. “L’aveva quasi vinta Gasperini con un capolavoro di prudenza attiva, ovvero la strategia del pitone con cui la Roma aveva soffocato la Juve tra le sue spire. E invece il pareggio della Juve, che brucerà a lungo, arriva perle geniali intuizioni di quell’altro Sun Tzu della panchina, Luciano Spalletti, che manda in campo Boga e Gatti e quelli firmano il 3-3 dell’Olimpico” afferma Andrea Sorrentino del Messaggero. “Contro la Juventus, che le stava dietro di quattro lunghezze, la Roma, preso atto del ritorno al successo di Napoli e Milan, e della marcia spedita del Como, non è riuscita – però – a centrare la vittoria nonostante il vantaggio di due reti nella ripresa. La miglior difesa del campionato incappa in una serata horror e la Roma perde in malo modo l’occasione di lasciare un segno pesantissimo sul campionato” scrive Mimmo Ferretti sul Corriere dello Sport


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


S. VERNAZZA – LA GAZZETTA DELLO SPORT
(…) Complimenti alla Juve, per la rimonta pazzesca all’Olimpico contro la Roma, da 3-1 a 3-3, con gol di Gatti subentrato nei minuti finali a Bremer. Un’intuizione geniale di Luciano Spalletti, una mossa ai limiti della provocazione. Senza un centravanti all’altezza, aspettando che rientri Vlahovic, l’allenatore ha tolto Bremer e immesso Gatti, difensore centrale, e gli ha ordinato di muoversi da attaccante aggiunto. Gatti possiede il senso del gol e l’ha dimostrato una volta di più. Questa Juve è imperfetta, vari giocatori non sono funzionali a quel che Spalletti ha in mente, però il temperamento è forte, degno della casata. (…) La Roma ha sciupato l’occasione enorme di tagliare fuori la Juve dalla corsa per il quarto posto Champions. Il vero vincitore dell’Olimpico è il Como di Cesc Fabregas. (…) Dietro l’angolo, si intravvede Como-Roma, in calendario domenica 15 marzo. Lì si deciderà abbastanza, forse molto.


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT
Ho assistito ad una signora partita. Una di quelle che non si vedono tanto spesso dalle nostre parti. (…) Ho visto due squadre ben fatte, disegnate sull’avversaria, una con un centravanti vero, Malen, l’altra con un’ipotesi, David. Ma ho visto anche la Roma buttarsi via in venti minuti. (…) Roma-Juve è stata molto più di quello che ci aspettavamo: Gasperini non ha sbagliato una scelta, Spalletti ha indovinato quelle decisive pretendendo la soluzione dalla panchina, da Boga e Gatti, uno che è abituato al gol nei minuti conclusivi. La più delusa è evidentemente la Roma, ma dal risultato, non dalla prestazione: eccellenti quelle di Pisilli e Koné, di livello la prova di Malen che se fosse arrivato ad agosto, e non a gennaio, avrebbe assicurato almeno 7, 8 punti in più a
Gasperini. (…) La Roma è stata staccata dal Napoli, la Juve sorpassata dal Como che a questo punto ha tutte le carte in regola per giocarsi il quarto posto. (…) La Roma è stata addirittura esaltante quando ha raggiunto il 3-1, le è mancata la difesa al momento di chiuderla, il reparto che abbiamo a lungo considerato il suo punto forte. Prima dell’arrivo di Malen che tutto ha riequilibrato.


A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO
L’aveva quasi vinta Gasperini con un capolavoro di prudenza attiva, ovvero la strategia del pitone con cui la Roma aveva soffocato la Juve tra le sue spire. (…) E invece il pareggio della Juve, che brucerà a lungo, arriva perle geniali intuizioni di quell’altro Sun Tzu della panchina, Luciano Spalletti, che manda in campo
Boga e Gatti e quelli firmano il 3-3 dell’Olimpico. Alla Roma rimane un pugno di mosche, il numero zero alla casella delle vittorie contro le big e una sensazione di incompiutezza che peserà nelle prossime settimane. La XXVII giornata regala solo conferme. Come la tristezza infinita e seriale della Lazio (nona sconfitta), ma ormai da tempo allenatore e giocatori hanno l’enorme alibi di Lotito, che avrebbe la colpa di ogni cosa.


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE
Pareggio folle. La giostra per un posto in champions resta
aperta, la Roma butta via il vantaggio e la vittoria, la
Juventus acchiappa il risultato con un difensore, Gatti, schierato centravanti e ritrova luce imprevista. La partita di Roma non chiarisce il quiz champions. (…) La Juventus continua a incassare troppi gol ma è anche vero che mai la squadra di Gasperini aveva subito tre reti in casa.


P. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA
Gli epiloghi gemelli di Roma-Juve e delle partite di Milan e Napoli raccontano molto del grado di tensione
stanchezza, ma anche di ambizione e desiderio, che l’ultimo terzo di campionato reca con sé. (…) Un posto tra le prime quattro vale economicamente (non sportivamente, ma quello è un altro discorso) molto più di un altro turno superato. Assegnato un seggio all’Inter, il Milan è vicino alla blindatura del secondo grazie a una difesa ormai registrata — soltanto la Roma ha subito un gol in meno — e alla capacità di produrre giocate in avanti col talento individuale. (…) La Roma ieri aveva staccato la Juve, spedita a meno 7, ma in coda a una gran partita l’innesto di un centravanti — Gatti, e non ridete perché Spalletti l’aveva messo dentro esattamente per questo, tanto è disperato coi suoi numeri nove — è bastato alla Juve per ricucire in extremis e restare a meno 4. (…) Fra Roma e Juve si è inserito il Como, che gioca bene, è fresco di testa e avrà in casa gli ultimi tre big-match.


M. FERRETTI – IL CORRIERE DELLO SPORT
Ci sono giornate in cui ti va tutto bene, chi ti sta davanti perde e quindi ti da la possibilità di avvicinarti. (…) Poi, però, ci sono pure quei weekend in cui tutto sembra allinearsi in maniera opposta e quindi non ti resta che portare a casa (altri) punti per non perdere di vista posizioni e ambizioni. Contro la Juventus, che le stava dietro di quattro lunghezze, la Roma, preso atto del ritorno al successo di Napoli e Milan, e della marcia spedita del Como, non è riuscita – però – a centrare la vittoria nonostante il vantaggio di due reti nella ripresa. (…) La miglior difesa del campionato incappa in una serata horror e la Roma perde in malo modo l’occasione di lasciare un segno pesantissimo sul campionato. (…) Una Roma inedita e ricca di centrocampisti, come era accaduto nel secondo tempo della partita contro la Cremonese. Cristante spesso più avanzato di Pisilli, Pellegrini come detto più alto del numero 4. Sistema di gioco molto elastico e condizionato dagli accoppiamenti uomo su uomo di Gasp. Roma pericolosa soltanto a tratti, (…) occasioni nitide, comunque, per Pellegrini, decentrato a destra, e per il solito Malen, con Perin autore di una parata di faccia. Qualche sbavatura
romanista di troppo nella fase offensiva, comunque, prima della prodezza balistica di Wesley per il vantaggio romanista, dopo un recupero da voto altissimo in pagella di Pisilli, più volte elogiato da Gasperini per il suo modo di interpretare la partita sia sul piano tecnico-tattico sia temperamentale. Il pareggio in avvio di ripresa di Conceiçao ha colpito ma non stordito la Roma, capace di tornare in vantaggio dopo pochi minuti con la solita azione da calcio d’angolo e ancora una volta con NDicka.
E di arrotondare il punteggio, una volta ripreso il controllo totale del gioco, con la rete di Malen. (…) Una pura illusione. Serataccia per la difesa della Roma, dicevamo. Complici errori di scelta di vario tipo.
Il gol di Boga ha riaperto i discorsi, poi ci ha pensato
Gatti in pieno recupero a ristabilire la parità. Alla Roma non resta altro da fare che prendersela con se stessa. E con i propri sbagli.


    T. CARMELLINI – IL TEMPO
    All’olimpico lo fa ancora una volta Spalletti che porta via
    una punto all’overtime dopo aver «perso» sul campo la sfida contro Gasperini. Ma alle fine contano i numeri e quelli dicono 3-3 con beffa finale per i giallorossi che recriminano un successo “buttato” via a tempo scaduto che avrebbe significato mettere in cassaforte la Champions. E invece i tabù restano intatti: la Roma non vince in casa contro la Juventus da tre anni (era marzo del 2023) e Spalletti da ex contro i giallorossi non ha ancora mai perso… mai! Certo, tutto ancora da giocare, i giallorossi restano quarti con quattro punti di vantaggio proprio sui bianconeri, ma quando stai vincendo 3-1 a venti minuti dalla fine una partita come questa, non puoi buttarla via così: perché mai come stavolta la differenza tra un pareggio e una vittoria fa tutta la differenza del mondo. Così come l’hanno fatta i cambi nel finale dei due allenatori: Spalletti mette dentro Gatti che gli fa «vincere» la serata, Gasperini infila El Aynaoui che commette il fallo inutile dal quale si innescherà il calcio piazzato e poi tiene in gioco proprio Gatti che segnerà la rete del 3-3 a tempo quattro minuti dopo il novantesimo.
    Peccato perché Olimpico ancora volta sold out, avrebbe meritato di godersi un successo. In una serata che, con le assenze pesanti di Soulé e Dybala, aveva visto dal primi minuto in campo Pisilli: migliore dei suoi. Il giovane talento romano mette prima in porta Pellegrini (che però la manda in Curva), poi recupero una gran palla a centrocampo (tunnel a Kalulu), ad innescare il brasiliano che segna un eurogol. Ma nel complesso c’è sempre per tutta la durata della sfida ed esce dallo stadio tra gli applausi di un popolo che ormai lo ha adottato. Il resto è storia e adesso Gasperini dovrà essere bravo a far espellere ai suoi le tossine negative di questa serata e a mettere in luce quanto di buono s’è visto. Perché questa Roma gioca da far paura e se riesce a fare un salto di qualità anche di testa, può diventare davvero una squadra difficile da battere.

    I VOTI DEGLI ALTRI – Wesley “pennellata da vero artista”, Pisilli “da sacrificabile a fondamentale”. Cristante “avvio da cavaliere con due regali”, Gasperini “la grande beffa”

    La Roma si butta via e sciupa un’occasione clamorosa facendosi rimontare dalla Juventus da 3-1 a 3-3 nel finale. La distanza tra i giallorossi quarti in classifica e i bianconeri sesti resta di quattro punti e a mantenere l’equilibrio è la rete realizzata da Federico Gatti al minuto 93. Prestazione super di Niccolò Pisilli (7.14): “Nella nuova versione d’assalto piace, eccome se piace. Da sacrificabile è diventato fondamentale. Gasp definisce la sua partita ‘pazzesca’. Ha ragione” (Il Messaggero). Molto bene anche Wesley (7.00), autore del primo gol: “Il gol con cui apre le danze è una pennellata da vero artista, anche se in generale riesce a pungere un po’ meno del solito, dovendo stare parecchio concentrato quando c’è da difendere” (Il Tempo). Nonostante il pareggio, Gian Piero Gasperini (6.50) è promosso: “La grande beffa. Una Roma da 8 fino a un quarto d’ora dalla fine, poi il crollo tra situazioni da palla inattiva, scelte sbagliate in campo e tattiche in corsa che non hanno reso come Gasp sperava” (Corriere dello Sport). Chi invece ha deluso di più è il capitano, Bryan Cristante (5.28): “Avvio da cavaliere, due regali alla Signora, uno perché non gli chiamano il nemico alle spalle. Anche dopo, una sì e una no” (Corriere della Sera).


    LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

    Svilar 5.92
    Mancini 6.07
    Ndicka 6.57
    Celik 5.35
    Rensch 6.71
    Koné 6.64
    Cristante 5.28
    Wesley 7.00
    Pisilli 7.14
    Pellegrini 6.14
    Malen 7.14

    El Aynaoui 5.35
    Ghilardi 5.75
    Zaragoza ng

    Gasperini 6.50


    LA GAZZETTA DELLO SPORT

    Svilar 6
    Mancini 6
    Ndicka 7
    Celik 6
    Rensch 6
    Koné 6.5
    Cristante 6
    Wesley 7
    Pisilli 7
    Pellegrini 5.5
    Malen 7

    El Aynaoui 5.5
    Ghilardi 5.5
    Zaragoza ng

    Gasperini 6.5


    IL MESSAGGERO

    Svilar 6
    Mancini 6
    Ndicka 6
    Celik 5.5
    Rensch 7
    Koné 6.5
    Cristante 5.5
    Wesley 7
    Pisilli 7.5
    Pellegrini 6
    Malen 7.5

    El Aynaoui 5.5
    Ghilardi ng
    Zaragoza ng

    Gasperini 7


    CORRIERE DELLO SPORT

    Svilar 6
    Mancini 6.5
    Ndicka 7
    Celik 5
    Rensch 7
    Koné 7
    Cristante 5.5
    Wesley 7
    Pisilli 7.5
    Pellegrini 6.5
    Malen 7

    El Aynaoui 5
    Ghilardi 5.5
    Zaragoza ng

    Gasperini 6


    CORRIERE DELLA SERA

    Svilar 6
    Mancini 6
    Ndicka 6.5
    Celik 5.5
    Rensch 6.5
    Koné 6.5
    Cristante 5.5
    Wesley 7
    Pisilli 7
    Pellegrini 6
    Malen 7

    El Aynaoui 6
    Ghilardi 6
    Zaragoza ng

    Gasperini 6.5


    LA REPUBBLICA

    Svilar 6
    Mancini 6
    Ndicka 6.5
    Celik 4
    Rensch 6.5
    Koné 7
    Cristante 5
    Wesley 7
    Pisilli 7.5
    Pellegrini 6.5
    Malen 7.5

    El Aynaoui 5
    Ghilardi 6
    Zaragoza ng

    Gasperini 6.5


    IL TEMPO

    Svilar 6
    Mancini 6
    Ndicka 6.5
    Celik 6
    Rensch 7
    Koné 6.5
    Cristante 5
    Wesley 6.5
    Pisilli 7.5
    Pellegrini 6.5
    Malen 7

    El Aynaoui 5.5
    Ghilardi 6
    Zaragoza ng

    Gasperini 6.5


    IL ROMANISTA

    Svilar 5.5
    Mancini 6
    Ndicka 6.5
    Celik 5.5
    Rensch 7
    Koné 6.5
    Cristante 4.5
    Wesley 7.5
    Pisilli 7
    Pellegrini 6
    Malen 7

    El Aynaoui 5
    Ghilardi 5.5
    Zaragoza ng

    Gasperini 6.5

    Roma-Juventus: la moviola dei quotidiani. Bremer rischia il rigore per una spinta su Malen, ma l’attaccante resta in piedi e calcia

    L’attesissimo scontro diretto per la Champions League tra Roma e Juventus termina con il risultato di 3-3 e a mantenere l’equilibrio è Federico Gatti, il quale segna il gol del definitivo pareggio al minuto 93. La distanza in classifica tra le due squadre resta invariata, con i bianconeri ancora a -1 dai giallorossi quarti. Prestazione leggermente insufficiente dell’arbitro Simone Sozza (5.87), il quale non commette gravi errori ma non è preciso né dal punto di vista tecnico né disciplinare.


    LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6.5

    […] Al 26′ corretta l’ammonizione a Wesley: va diretto sull’uomo (McKennie)
    disinteressandosi del pallone. Al 25′, spintone di Bremer a Malen in piena area: rischio enorme, ma il romanista prosegue e calcia. […] Nell’azione del 3-3 emerge un colpo di braccio: ma è di Ndicka.


    CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 5

    Non sufficiente la partita di Sozza, sotto gli occhi di Rocchi: sbagliata sia dal punto di vista tecnico che disciplinare. […] Bremer spinge chiaramente Malen che resta in piedi e tira (pallone sulla faccia di Perin): non fosse riuscito a tirare, sarebbe stato rigore (spinta a due mani dietro la schiena). […] Se il metro è (giustamente) quello che ha portato al giallo per Wesley (ferma McKennie in ripartenza), allora non si capisce perché Sozza non faccia lo stesso con Kelly (Pellegrini lo anticipa e gli sposta il pallone, lui gli va addosso: imprudenza, Spa, equilibrio della partita) e soprattutto con Conceicao (mezzo pestone su Wesley che gli era andato via e andava verso la porta). […]


    IL MESSAGGERO – VOTO 6

    […] Forse eccede nel giallo a Wesley e nel non comminarlo poco dopo su uno juventino, ma tutto sommato si conferma un arbitro affidabile.


    IL ROMANISTA – VOTO 6

    Ritmo altissimo nel primo tempo, Sozza lascia molto giocare, parte equanime nei contrasti e nelle trattenute, alza la soglia del fallo. Al 26’ Wesley entra con il corpo su McKennie che sta per andare in ripartenza, il fallo c’è e l’ammonizione, essendo SPA, inevitabile. E inevitabile sarebbe 9 minuti dopo, quando stavolta è Wesley a subire il fallo in ripartenza da Conceicao, che però viene inspiegabilmente graziato dal direttore di gara. Nella ripresa prosegue il filone di lasciar giocare ma Sozza lascia giocare di più la Juve e meno la Roma. […] La punizione da cui nasce il gol è cercata da Cambiaso, Pellegrini si appoggia lievemente sul filo dell’out laterale e Sozza concede un fallo “all’italiana”. […]

    Ndicka amaro: “Abbiamo sbagliato” – Spalletti rilancia: “Vivo per il 4° posto”

    La delusione è forte. Non solo nell’Olimpico ammutolito. (…) Ma è negli sguardi dei calciatori che leggi il contraccolpo per quello che poteva essere e non è stato. “La Roma è ancora quarta – rimarca Ndickaè chiaro che siamo delusi. Dopo il 3-1 pensavamo di avercela fatta, avevamo giocato una grande partita e invece… Peccato, anche se dobbiamo subito guardare avanti“. L’analisi dell’ivoriano è lucidissima: “Volevamo vincere, ci siamo andati vicinissimi ma il calcio è così, dobbiamo accontentarci di un punto. La Juve ha segnato tre gol su calci piazzati, bravi loro“. Un po’ meno lui (e prima Celik, sulla rete di Boga) nell’occasione del pareggio di Gatti, dopo che per l’ennesima volta aveva disputato una partita sontuosa, annullando David e segnando l’illusorio gol del 2-1 su assist di Pellegrini. “Dispiace, lo ripeto, Abbiamo commesso due errori. Fanno male, certo che fanno male a me e alla squadra. Restiamo però positivi, non buttiamo via tutto“. Proprio Ndicka si è reso protagonista durante la partita di un episodio che ha acceso gli animi: al minuto 39, dopo il gol di Wesley, il tecnico toscano è entrato in campo a pochi metri dalla zona nella quale i giallorossi stavano festeggiando la rete del brasiliano. Il difensore ha d’impulso chiesto l’ammonizione per Lucio che non l’ha presa bene.
    Ne è nato un battibecco al termine del quale Ndicka ha chiesto scusa all’allenatore che però si è rifiutato di stringergli la mano. Proprio Spalletti a fine partita, sembra tirare un sospiro di sollievo: “Se si parla di reazione, sono soddisfatto. Se andiamo a vedere le situazioni che avevamo creato al primo tempo, no. Chiaro che avendo il fardello della Champions, del dispiacere di essere usciti da quella competizione, sotto di due gol era una montagna difficile da scalare… ma siamo stati leggeri sul secondo e sul terzo gol che abbiamo preso“. E alla domanda sulla corsa all’Europa (…): “Io vivo per il quarto posto. (…) Abbiamo avuto un momento in cui ci sono venute troppo cose addosso e non siamo stati fortunati, pur avendo fatto vedere delle cose importanti. Io vedo la squadra cresciuta sotto tutti gli aspetti, sono sicuro che faremo un grande finale di stagione“. Anche perché ora, dopo l’eliminazione dalla Champions, i bianconeri torneranno a disputare una partita a settimana: “In effetti abbiamo giocato molto e ne abbiamo disputate tre pure in inferiorità numerica per almeno un tempo, senza portare a casa il risultato. Sono cose che pesano al di là delle parole, ma devo dire che ci hanno aiutato anche i tifosi… quando sono al nostro fianco diventa meno il peso che c’è. Yildiz? Abbiamo calciatori come lui, Zhegrova e Boga che possono cambiarti la partita in qualsiasi momento“. La Roma, suo malgrado, se n’è accorta.

    (Il Messaggero)

    Gasp è oltre il pari: “Niente pessimismo. I miei giocatori vanno solo ringraziati”

    Al triplice fischio, la reazione di Gasperini è un po’ quella di tutti i romanisti. Si mette le mani sui capelli. Incredulo. (…) La maledizione degli scontri diretti non va via: sono solamente tre i punti conquistati, otto in meno della Juventus. Il tecnico punta il dito sulla poco concentrazione nei minuti finali, fatali proprio come al ‘Maradona’ e a Cagliari: “Inter, Juve e Napoli addrizzano le partite nei minuti di recupero mettendo dentro dei giocatori bravi nel gioco aereo, è un merito. Non è un caso ed è studiato quando si costruiscono le squadre“. Il riferimento è alla punizione dalla quale nasce il pari di Gatti: “Siamo stati fermi, quasi come a subire un po’ questo calcio di punizione che invece andava aggredito. Il fallo di El Aynaoui? Si poteva evitare, questo sfortunatamente ha determinato il gol. Anche noi abbiamo segnato su piazzato, quindi non li abbiamo solo subiti. Dobbiamo avere un atteggiamento più vivo nelle situazioni finali, a cinque minuti non si può parlare di stanchezza sulle palle inattive. La Juve non ha avuto grandi occasioni, poteva segnare in quel modo“. Rammarico tanto, ma Gasperini difende la squadra (…): “Faccio fatica a caricarmi di energia negativa, questa squadra va ringraziata. Ci dispiace non aver portato a casa la vittoria. Loro hanno esultato come se avessero vinto e noi dobbiamo andare in depressione? Ce la dobbiamo giocare fino alla fine, mancano undici partite. Non possiamo deprimerci perché abbiamo preso un gol a un minuto dalla fine. Una squadra che gioca così merita un po’ di soddisfazione. La Juventus festeggia ma noi siamo quattro punti avanti’e sembra che abbiamo perso il campionato“. (…) Gasperini non vuole sentir parlare neanche di bicchiere mezzo vuoto: “Questo è il calcio. Le reti sono valide anche in quegli attimi. Ma non guardo il bicchiere mezzo vuoto, due punti in più sarebbero stati un bel passo. Il rammarico è grande e la prestazione è stata superlativa. Il risultato ci mantiene comunque in alto“. Nel 2026 quantomeno sono arrivati tre pareggi negli scontri diretti (…): “L’Inter sta facendo un campionato a sé. Con Napoli, Milan e Juventus abbiamo fatto dei passi in avanti. Siamo andati più vicino a vincerle che a perderle, abbiamo fatto tre partite di assoluto livello“. Esce a testa alta Gasp che poi concede anche una battuta in sala stampa: “Potevamo tenere più palla nel finale? Poi saremmo stati troppo perfetti, almeno abbiamo ancora qualcosa da fare“. Il messaggio è chiaro: non c’è da disperarsi, testa al Genoa.

    (Il Messaggero)