LEGGO (F. BALZANI) – L’amarezza di un’occasione persa e la consapevolezza di un gioco sempre più identitario. Il giorno dopo il pari pazzesco con la Juve in casa Roma c’è un mix di sensazioni anche se prevale il rammarico per aver gettato al vento due punti di platino. Oggi alla ripresa Gasperini parlerà con la squadra per capire la gestione di alcune situazioni nei minuti finali soprattutto da parte dei nuovi entrati come El Aynaoui e Zaragoza. Il dato infatti è evidente: sono cinque i punti persi per delle reti subite nell’ultimo quarto d’ora. E la Roma tra le big è la squadra che ne incassa di più dal 76′ ai minuti di recupero (7) insieme all’Inter. Ma i finali sono horror anche per i dati sui gol segnati. Gasperini ieri è stato chiaro: «Le altre squadre in quelle situazioni addrizzano le partite». L’Inter nell’ultimo quarto d’ora ha segnato 17 gol, la Juve 12, il Milan 11. Anche Como (10) e Napoli (8) hanno fatto meglio di Malen e compagni che sono fermi a 6. Serve una svolta anche sotto questo punto di vista. Intanto Gasp ritroverà Dybala che ieri è diventato papà della piccola Gia e che è pronto per tornare finalmente in campo contro il Genoa. Maggiori dubbi su Soulé che continua le terapie per la pubalgia mentre Hermoso punta a tornare in gruppo a metà settimana. Un recupero fondamentale quello della Joya che potrà non dovrà togliere luce a Pisilli. Il centrocampista ha giocato una gara gigantesca contro la Juve. Basta guardare i numeri: 95% precisione passaggi, 1 assist, 13 recuperi palla e 5 chiusure difensive. Una prestazione top che ha fatto drizzare sempre più le antenne di Gattuso in ottica play off per il Mondiale. Intanto se lo coccola la Roma che ieri ha ricevuto la candidatura di un altro figlio cresciuto nella capitale. «Mi piacerebbe tornare, ho lasciato il discorso a metà a Roma e vorrei esultare sotto la Sud», ha detto a sorpresa Calafiori, dal 2024 all’Arsenal.
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IL PUNTO DEL LUNEDÌ – SORRENTINO: “Gasp l’aveva quasi vinta con un capolavoro di prudenza attiva” – FERRETTI: “Serata horror per la miglior difesa della Serie A”
La Roma va a un passo dal grande colpo, ma il gol di Federico Gatti al 93′ fissa il risultato dello scontro diretto sul definitivo 3-3 e la corsa Champions resta ancora apertissima. La distanza tra i giallorossi e i bianconeri resta invariata, con quest’ultimi a -4 dai capitolini quarti in classifica. “L’aveva quasi vinta Gasperini con un capolavoro di prudenza attiva, ovvero la strategia del pitone con cui la Roma aveva soffocato la Juve tra le sue spire. E invece il pareggio della Juve, che brucerà a lungo, arriva perle geniali intuizioni di quell’altro Sun Tzu della panchina, Luciano Spalletti, che manda in campo Boga e Gatti e quelli firmano il 3-3 dell’Olimpico” afferma Andrea Sorrentino del Messaggero. “Contro la Juventus, che le stava dietro di quattro lunghezze, la Roma, preso atto del ritorno al successo di Napoli e Milan, e della marcia spedita del Como, non è riuscita – però – a centrare la vittoria nonostante il vantaggio di due reti nella ripresa. La miglior difesa del campionato incappa in una serata horror e la Roma perde in malo modo l’occasione di lasciare un segno pesantissimo sul campionato” scrive Mimmo Ferretti sul Corriere dello Sport
Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.
S. VERNAZZA – LA GAZZETTA DELLO SPORT
(…) Complimenti alla Juve, per la rimonta pazzesca all’Olimpico contro la Roma, da 3-1 a 3-3, con gol di Gatti subentrato nei minuti finali a Bremer. Un’intuizione geniale di Luciano Spalletti, una mossa ai limiti della provocazione. Senza un centravanti all’altezza, aspettando che rientri Vlahovic, l’allenatore ha tolto Bremer e immesso Gatti, difensore centrale, e gli ha ordinato di muoversi da attaccante aggiunto. Gatti possiede il senso del gol e l’ha dimostrato una volta di più. Questa Juve è imperfetta, vari giocatori non sono funzionali a quel che Spalletti ha in mente, però il temperamento è forte, degno della casata. (…) La Roma ha sciupato l’occasione enorme di tagliare fuori la Juve dalla corsa per il quarto posto Champions. Il vero vincitore dell’Olimpico è il Como di Cesc Fabregas. (…) Dietro l’angolo, si intravvede Como-Roma, in calendario domenica 15 marzo. Lì si deciderà abbastanza, forse molto.
I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT
Ho assistito ad una signora partita. Una di quelle che non si vedono tanto spesso dalle nostre parti. (…) Ho visto due squadre ben fatte, disegnate sull’avversaria, una con un centravanti vero, Malen, l’altra con un’ipotesi, David. Ma ho visto anche la Roma buttarsi via in venti minuti. (…) Roma-Juve è stata molto più di quello che ci aspettavamo: Gasperini non ha sbagliato una scelta, Spalletti ha indovinato quelle decisive pretendendo la soluzione dalla panchina, da Boga e Gatti, uno che è abituato al gol nei minuti conclusivi. La più delusa è evidentemente la Roma, ma dal risultato, non dalla prestazione: eccellenti quelle di Pisilli e Koné, di livello la prova di Malen che se fosse arrivato ad agosto, e non a gennaio, avrebbe assicurato almeno 7, 8 punti in più a
Gasperini. (…) La Roma è stata staccata dal Napoli, la Juve sorpassata dal Como che a questo punto ha tutte le carte in regola per giocarsi il quarto posto. (…) La Roma è stata addirittura esaltante quando ha raggiunto il 3-1, le è mancata la difesa al momento di chiuderla, il reparto che abbiamo a lungo considerato il suo punto forte. Prima dell’arrivo di Malen che tutto ha riequilibrato.
A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO
L’aveva quasi vinta Gasperini con un capolavoro di prudenza attiva, ovvero la strategia del pitone con cui la Roma aveva soffocato la Juve tra le sue spire. (…) E invece il pareggio della Juve, che brucerà a lungo, arriva perle geniali intuizioni di quell’altro Sun Tzu della panchina, Luciano Spalletti, che manda in campo
Boga e Gatti e quelli firmano il 3-3 dell’Olimpico. Alla Roma rimane un pugno di mosche, il numero zero alla casella delle vittorie contro le big e una sensazione di incompiutezza che peserà nelle prossime settimane. La XXVII giornata regala solo conferme. Come la tristezza infinita e seriale della Lazio (nona sconfitta), ma ormai da tempo allenatore e giocatori hanno l’enorme alibi di Lotito, che avrebbe la colpa di ogni cosa.
T. DAMASCELLI – IL GIORNALE
Pareggio folle. La giostra per un posto in champions resta
aperta, la Roma butta via il vantaggio e la vittoria, la
Juventus acchiappa il risultato con un difensore, Gatti, schierato centravanti e ritrova luce imprevista. La partita di Roma non chiarisce il quiz champions. (…) La Juventus continua a incassare troppi gol ma è anche vero che mai la squadra di Gasperini aveva subito tre reti in casa.
P. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA
Gli epiloghi gemelli di Roma-Juve e delle partite di Milan e Napoli raccontano molto del grado di tensione
stanchezza, ma anche di ambizione e desiderio, che l’ultimo terzo di campionato reca con sé. (…) Un posto tra le prime quattro vale economicamente (non sportivamente, ma quello è un altro discorso) molto più di un altro turno superato. Assegnato un seggio all’Inter, il Milan è vicino alla blindatura del secondo grazie a una difesa ormai registrata — soltanto la Roma ha subito un gol in meno — e alla capacità di produrre giocate in avanti col talento individuale. (…) La Roma ieri aveva staccato la Juve, spedita a meno 7, ma in coda a una gran partita l’innesto di un centravanti — Gatti, e non ridete perché Spalletti l’aveva messo dentro esattamente per questo, tanto è disperato coi suoi numeri nove — è bastato alla Juve per ricucire in extremis e restare a meno 4. (…) Fra Roma e Juve si è inserito il Como, che gioca bene, è fresco di testa e avrà in casa gli ultimi tre big-match.
M. FERRETTI – IL CORRIERE DELLO SPORT
Ci sono giornate in cui ti va tutto bene, chi ti sta davanti perde e quindi ti da la possibilità di avvicinarti. (…) Poi, però, ci sono pure quei weekend in cui tutto sembra allinearsi in maniera opposta e quindi non ti resta che portare a casa (altri) punti per non perdere di vista posizioni e ambizioni. Contro la Juventus, che le stava dietro di quattro lunghezze, la Roma, preso atto del ritorno al successo di Napoli e Milan, e della marcia spedita del Como, non è riuscita – però – a centrare la vittoria nonostante il vantaggio di due reti nella ripresa. (…) La miglior difesa del campionato incappa in una serata horror e la Roma perde in malo modo l’occasione di lasciare un segno pesantissimo sul campionato. (…) Una Roma inedita e ricca di centrocampisti, come era accaduto nel secondo tempo della partita contro la Cremonese. Cristante spesso più avanzato di Pisilli, Pellegrini come detto più alto del numero 4. Sistema di gioco molto elastico e condizionato dagli accoppiamenti uomo su uomo di Gasp. Roma pericolosa soltanto a tratti, (…) occasioni nitide, comunque, per Pellegrini, decentrato a destra, e per il solito Malen, con Perin autore di una parata di faccia. Qualche sbavatura
romanista di troppo nella fase offensiva, comunque, prima della prodezza balistica di Wesley per il vantaggio romanista, dopo un recupero da voto altissimo in pagella di Pisilli, più volte elogiato da Gasperini per il suo modo di interpretare la partita sia sul piano tecnico-tattico sia temperamentale. Il pareggio in avvio di ripresa di Conceiçao ha colpito ma non stordito la Roma, capace di tornare in vantaggio dopo pochi minuti con la solita azione da calcio d’angolo e ancora una volta con NDicka.
E di arrotondare il punteggio, una volta ripreso il controllo totale del gioco, con la rete di Malen. (…) Una pura illusione. Serataccia per la difesa della Roma, dicevamo. Complici errori di scelta di vario tipo.
Il gol di Boga ha riaperto i discorsi, poi ci ha pensato
Gatti in pieno recupero a ristabilire la parità. Alla Roma non resta altro da fare che prendersela con se stessa. E con i propri sbagli.
T. CARMELLINI – IL TEMPO
All’olimpico lo fa ancora una volta Spalletti che porta via
una punto all’overtime dopo aver «perso» sul campo la sfida contro Gasperini. Ma alle fine contano i numeri e quelli dicono 3-3 con beffa finale per i giallorossi che recriminano un successo “buttato” via a tempo scaduto che avrebbe significato mettere in cassaforte la Champions. E invece i tabù restano intatti: la Roma non vince in casa contro la Juventus da tre anni (era marzo del 2023) e Spalletti da ex contro i giallorossi non ha ancora mai perso… mai! Certo, tutto ancora da giocare, i giallorossi restano quarti con quattro punti di vantaggio proprio sui bianconeri, ma quando stai vincendo 3-1 a venti minuti dalla fine una partita come questa, non puoi buttarla via così: perché mai come stavolta la differenza tra un pareggio e una vittoria fa tutta la differenza del mondo. Così come l’hanno fatta i cambi nel finale dei due allenatori: Spalletti mette dentro Gatti che gli fa «vincere» la serata, Gasperini infila El Aynaoui che commette il fallo inutile dal quale si innescherà il calcio piazzato e poi tiene in gioco proprio Gatti che segnerà la rete del 3-3 a tempo quattro minuti dopo il novantesimo.
Peccato perché Olimpico ancora volta sold out, avrebbe meritato di godersi un successo. In una serata che, con le assenze pesanti di Soulé e Dybala, aveva visto dal primi minuto in campo Pisilli: migliore dei suoi. Il giovane talento romano mette prima in porta Pellegrini (che però la manda in Curva), poi recupero una gran palla a centrocampo (tunnel a Kalulu), ad innescare il brasiliano che segna un eurogol. Ma nel complesso c’è sempre per tutta la durata della sfida ed esce dallo stadio tra gli applausi di un popolo che ormai lo ha adottato. Il resto è storia e adesso Gasperini dovrà essere bravo a far espellere ai suoi le tossine negative di questa serata e a mettere in luce quanto di buono s’è visto. Perché questa Roma gioca da far paura e se riesce a fare un salto di qualità anche di testa, può diventare davvero una squadra difficile da battere.
I VOTI DEGLI ALTRI – Wesley “pennellata da vero artista”, Pisilli “da sacrificabile a fondamentale”. Cristante “avvio da cavaliere con due regali”, Gasperini “la grande beffa”
La Roma si butta via e sciupa un’occasione clamorosa facendosi rimontare dalla Juventus da 3-1 a 3-3 nel finale. La distanza tra i giallorossi quarti in classifica e i bianconeri sesti resta di quattro punti e a mantenere l’equilibrio è la rete realizzata da Federico Gatti al minuto 93. Prestazione super di Niccolò Pisilli (7.14): “Nella nuova versione d’assalto piace, eccome se piace. Da sacrificabile è diventato fondamentale. Gasp definisce la sua partita ‘pazzesca’. Ha ragione” (Il Messaggero). Molto bene anche Wesley (7.00), autore del primo gol: “Il gol con cui apre le danze è una pennellata da vero artista, anche se in generale riesce a pungere un po’ meno del solito, dovendo stare parecchio concentrato quando c’è da difendere” (Il Tempo). Nonostante il pareggio, Gian Piero Gasperini (6.50) è promosso: “La grande beffa. Una Roma da 8 fino a un quarto d’ora dalla fine, poi il crollo tra situazioni da palla inattiva, scelte sbagliate in campo e tattiche in corsa che non hanno reso come Gasp sperava” (Corriere dello Sport). Chi invece ha deluso di più è il capitano, Bryan Cristante (5.28): “Avvio da cavaliere, due regali alla Signora, uno perché non gli chiamano il nemico alle spalle. Anche dopo, una sì e una no” (Corriere della Sera).
LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)
Svilar 5.92
Mancini 6.07
Ndicka 6.57
Celik 5.35
Rensch 6.71
Koné 6.64
Cristante 5.28
Wesley 7.00
Pisilli 7.14
Pellegrini 6.14
Malen 7.14
El Aynaoui 5.35
Ghilardi 5.75
Zaragoza ng
Gasperini 6.50
LA GAZZETTA DELLO SPORT
Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 7
Celik 6
Rensch 6
Koné 6.5
Cristante 6
Wesley 7
Pisilli 7
Pellegrini 5.5
Malen 7
El Aynaoui 5.5
Ghilardi 5.5
Zaragoza ng
Gasperini 6.5
IL MESSAGGERO
Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6
Celik 5.5
Rensch 7
Koné 6.5
Cristante 5.5
Wesley 7
Pisilli 7.5
Pellegrini 6
Malen 7.5
El Aynaoui 5.5
Ghilardi ng
Zaragoza ng
Gasperini 7
CORRIERE DELLO SPORT
Svilar 6
Mancini 6.5
Ndicka 7
Celik 5
Rensch 7
Koné 7
Cristante 5.5
Wesley 7
Pisilli 7.5
Pellegrini 6.5
Malen 7
El Aynaoui 5
Ghilardi 5.5
Zaragoza ng
Gasperini 6
CORRIERE DELLA SERA
Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6.5
Celik 5.5
Rensch 6.5
Koné 6.5
Cristante 5.5
Wesley 7
Pisilli 7
Pellegrini 6
Malen 7
El Aynaoui 6
Ghilardi 6
Zaragoza ng
Gasperini 6.5
LA REPUBBLICA
Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6.5
Celik 4
Rensch 6.5
Koné 7
Cristante 5
Wesley 7
Pisilli 7.5
Pellegrini 6.5
Malen 7.5
El Aynaoui 5
Ghilardi 6
Zaragoza ng
Gasperini 6.5
IL TEMPO
Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6.5
Celik 6
Rensch 7
Koné 6.5
Cristante 5
Wesley 6.5
Pisilli 7.5
Pellegrini 6.5
Malen 7
El Aynaoui 5.5
Ghilardi 6
Zaragoza ng
Gasperini 6.5
IL ROMANISTA
Svilar 5.5
Mancini 6
Ndicka 6.5
Celik 5.5
Rensch 7
Koné 6.5
Cristante 4.5
Wesley 7.5
Pisilli 7
Pellegrini 6
Malen 7
El Aynaoui 5
Ghilardi 5.5
Zaragoza ng
Gasperini 6.5
Roma-Juventus: la moviola dei quotidiani. Bremer rischia il rigore per una spinta su Malen, ma l’attaccante resta in piedi e calcia
L’attesissimo scontro diretto per la Champions League tra Roma e Juventus termina con il risultato di 3-3 e a mantenere l’equilibrio è Federico Gatti, il quale segna il gol del definitivo pareggio al minuto 93. La distanza in classifica tra le due squadre resta invariata, con i bianconeri ancora a -1 dai giallorossi quarti. Prestazione leggermente insufficiente dell’arbitro Simone Sozza (5.87), il quale non commette gravi errori ma non è preciso né dal punto di vista tecnico né disciplinare.
LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6.5
[…] Al 26′ corretta l’ammonizione a Wesley: va diretto sull’uomo (McKennie)
disinteressandosi del pallone. Al 25′, spintone di Bremer a Malen in piena area: rischio enorme, ma il romanista prosegue e calcia. […] Nell’azione del 3-3 emerge un colpo di braccio: ma è di Ndicka.
CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 5
Non sufficiente la partita di Sozza, sotto gli occhi di Rocchi: sbagliata sia dal punto di vista tecnico che disciplinare. […] Bremer spinge chiaramente Malen che resta in piedi e tira (pallone sulla faccia di Perin): non fosse riuscito a tirare, sarebbe stato rigore (spinta a due mani dietro la schiena). […] Se il metro è (giustamente) quello che ha portato al giallo per Wesley (ferma McKennie in ripartenza), allora non si capisce perché Sozza non faccia lo stesso con Kelly (Pellegrini lo anticipa e gli sposta il pallone, lui gli va addosso: imprudenza, Spa, equilibrio della partita) e soprattutto con Conceicao (mezzo pestone su Wesley che gli era andato via e andava verso la porta). […]
IL MESSAGGERO – VOTO 6
[…] Forse eccede nel giallo a Wesley e nel non comminarlo poco dopo su uno juventino, ma tutto sommato si conferma un arbitro affidabile.
IL ROMANISTA – VOTO 6
Ritmo altissimo nel primo tempo, Sozza lascia molto giocare, parte equanime nei contrasti e nelle trattenute, alza la soglia del fallo. Al 26’ Wesley entra con il corpo su McKennie che sta per andare in ripartenza, il fallo c’è e l’ammonizione, essendo SPA, inevitabile. E inevitabile sarebbe 9 minuti dopo, quando stavolta è Wesley a subire il fallo in ripartenza da Conceicao, che però viene inspiegabilmente graziato dal direttore di gara. Nella ripresa prosegue il filone di lasciar giocare ma Sozza lascia giocare di più la Juve e meno la Roma. […] La punizione da cui nasce il gol è cercata da Cambiaso, Pellegrini si appoggia lievemente sul filo dell’out laterale e Sozza concede un fallo “all’italiana”. […]
Ndicka amaro: “Abbiamo sbagliato” – Spalletti rilancia: “Vivo per il 4° posto”
La delusione è forte. Non solo nell’Olimpico ammutolito. (…) Ma è negli sguardi dei calciatori che leggi il contraccolpo per quello che poteva essere e non è stato. “La Roma è ancora quarta – rimarca Ndicka – è chiaro che siamo delusi. Dopo il 3-1 pensavamo di avercela fatta, avevamo giocato una grande partita e invece… Peccato, anche se dobbiamo subito guardare avanti“. L’analisi dell’ivoriano è lucidissima: “Volevamo vincere, ci siamo andati vicinissimi ma il calcio è così, dobbiamo accontentarci di un punto. La Juve ha segnato tre gol su calci piazzati, bravi loro“. Un po’ meno lui (e prima Celik, sulla rete di Boga) nell’occasione del pareggio di Gatti, dopo che per l’ennesima volta aveva disputato una partita sontuosa, annullando David e segnando l’illusorio gol del 2-1 su assist di Pellegrini. “Dispiace, lo ripeto, Abbiamo commesso due errori. Fanno male, certo che fanno male a me e alla squadra. Restiamo però positivi, non buttiamo via tutto“. Proprio Ndicka si è reso protagonista durante la partita di un episodio che ha acceso gli animi: al minuto 39, dopo il gol di Wesley, il tecnico toscano è entrato in campo a pochi metri dalla zona nella quale i giallorossi stavano festeggiando la rete del brasiliano. Il difensore ha d’impulso chiesto l’ammonizione per Lucio che non l’ha presa bene.
Ne è nato un battibecco al termine del quale Ndicka ha chiesto scusa all’allenatore che però si è rifiutato di stringergli la mano. Proprio Spalletti a fine partita, sembra tirare un sospiro di sollievo: “Se si parla di reazione, sono soddisfatto. Se andiamo a vedere le situazioni che avevamo creato al primo tempo, no. Chiaro che avendo il fardello della Champions, del dispiacere di essere usciti da quella competizione, sotto di due gol era una montagna difficile da scalare… ma siamo stati leggeri sul secondo e sul terzo gol che abbiamo preso“. E alla domanda sulla corsa all’Europa (…): “Io vivo per il quarto posto. (…) Abbiamo avuto un momento in cui ci sono venute troppo cose addosso e non siamo stati fortunati, pur avendo fatto vedere delle cose importanti. Io vedo la squadra cresciuta sotto tutti gli aspetti, sono sicuro che faremo un grande finale di stagione“. Anche perché ora, dopo l’eliminazione dalla Champions, i bianconeri torneranno a disputare una partita a settimana: “In effetti abbiamo giocato molto e ne abbiamo disputate tre pure in inferiorità numerica per almeno un tempo, senza portare a casa il risultato. Sono cose che pesano al di là delle parole, ma devo dire che ci hanno aiutato anche i tifosi… quando sono al nostro fianco diventa meno il peso che c’è. Yildiz? Abbiamo calciatori come lui, Zhegrova e Boga che possono cambiarti la partita in qualsiasi momento“. La Roma, suo malgrado, se n’è accorta.
(Il Messaggero)
Gasp è oltre il pari: “Niente pessimismo. I miei giocatori vanno solo ringraziati”
Al triplice fischio, la reazione di Gasperini è un po’ quella di tutti i romanisti. Si mette le mani sui capelli. Incredulo. (…) La maledizione degli scontri diretti non va via: sono solamente tre i punti conquistati, otto in meno della Juventus. Il tecnico punta il dito sulla poco concentrazione nei minuti finali, fatali proprio come al ‘Maradona’ e a Cagliari: “Inter, Juve e Napoli addrizzano le partite nei minuti di recupero mettendo dentro dei giocatori bravi nel gioco aereo, è un merito. Non è un caso ed è studiato quando si costruiscono le squadre“. Il riferimento è alla punizione dalla quale nasce il pari di Gatti: “Siamo stati fermi, quasi come a subire un po’ questo calcio di punizione che invece andava aggredito. Il fallo di El Aynaoui? Si poteva evitare, questo sfortunatamente ha determinato il gol. Anche noi abbiamo segnato su piazzato, quindi non li abbiamo solo subiti. Dobbiamo avere un atteggiamento più vivo nelle situazioni finali, a cinque minuti non si può parlare di stanchezza sulle palle inattive. La Juve non ha avuto grandi occasioni, poteva segnare in quel modo“. Rammarico tanto, ma Gasperini difende la squadra (…): “Faccio fatica a caricarmi di energia negativa, questa squadra va ringraziata. Ci dispiace non aver portato a casa la vittoria. Loro hanno esultato come se avessero vinto e noi dobbiamo andare in depressione? Ce la dobbiamo giocare fino alla fine, mancano undici partite. Non possiamo deprimerci perché abbiamo preso un gol a un minuto dalla fine. Una squadra che gioca così merita un po’ di soddisfazione. La Juventus festeggia ma noi siamo quattro punti avanti’e sembra che abbiamo perso il campionato“. (…) Gasperini non vuole sentir parlare neanche di bicchiere mezzo vuoto: “Questo è il calcio. Le reti sono valide anche in quegli attimi. Ma non guardo il bicchiere mezzo vuoto, due punti in più sarebbero stati un bel passo. Il rammarico è grande e la prestazione è stata superlativa. Il risultato ci mantiene comunque in alto“. Nel 2026 quantomeno sono arrivati tre pareggi negli scontri diretti (…): “L’Inter sta facendo un campionato a sé. Con Napoli, Milan e Juventus abbiamo fatto dei passi in avanti. Siamo andati più vicino a vincerle che a perderle, abbiamo fatto tre partite di assoluto livello“. Esce a testa alta Gasp che poi concede anche una battuta in sala stampa: “Potevamo tenere più palla nel finale? Poi saremmo stati troppo perfetti, almeno abbiamo ancora qualcosa da fare“. Il messaggio è chiaro: non c’è da disperarsi, testa al Genoa.
(Il Messaggero)
Primavera: vittoria sul Milan per 1-0. Giallorossi in testa
IL TEMPO (EDO. INN.) – Vittoria di misura sul Milan e primo posto in solitaria, la Roma di Guidi inaugura il mese di marzo con in testa il sogno scudetto. Il gol di Morucci nel primo tempo al Tre Fontane porta i giallorossi a 48 punti in classifica, due lunghezze sopra Fiorentina e Parma. Ora ultimo terzo di campionato e poi sarà playoff, la Roma vuole l’accesso diretto in semifinale e la strada è quella giusta.
Con i rossoneri i ragazzi di Guidi peccano di cinismo e precisione, ma ritrovano quella solidità difensiva che non si era vista col Cesena nel turno precedente. Esordio con rete inviolata per il portiere ungherese classe 2009 Levente Kilvinger:
buona apparizione dopo una manciata di presenze con l’U17 giallorossa. Il sigillo sulla partita lo mette Morucci al 38′ che conclude un’azione cominciata da Almaviva con grande qualità. Le svariate occasioni fallite unico neo di una domenica da primo posto.
Ora il turno infrasettimanale per la 28ª giornata: mercoledì alle 12 Lazio-Lecce e alle 14 Frosinone-Roma.
Primavera: Morucci piega il Milan. Roma in testa da sola
[…] La baby Roma batte il Milan per 1-0 al Tre Fontane e si riprende la vetta solitaria del campionato, con 2 punti di vantaggio su Fiorentina e Parma. Decisiva, poco prima del riposo, la zampata di Morucci su spunto di Almaviva sulla sinistra. Da segnalare l’ottimo esordio tra i pali dell’ungherese Kilvinger. […]
(corsport)
Lo Scudetto e la Coppa: Roma in volo
La sosta per recuperare energie. La sosta per mettere a fuoco l’ultima parte di stagione che può regalare molte gioie. Inaspettate, anche: sì, perché la rivoluzione della scorsa estate qualche dubbio dentro la Roma l’aveva messo. Un tecnico nuovo alla prima esperienza nel calcio femminile, diversi addii di calciatrici che avevano scritto la storia di questa squadra e in generale la sensazione, anzi la certezza, dell’inizio di un nuovo ciclo che avrebbe avuto bisogno di tempo per tornare ad alzare trofei.
Ora, le giallorosse ancora non ne hanno portato a casa mezzo – hanno perso due finali contro la Juve, Coppa di Lega e Supercoppa – però quando mancano sette giornate al termine del campionato hanno sei punti di vantaggio sull’Inter (battuta in trasferta domenica scorsa grazie alla rete di Viens. una sentenza quando vede quei colori) e otto sulla Juventus, che ormai non sembra avere più la forza per rientrare. E, dopo le partite di qualificazione al Mondiale delle azzurre, il primo impegno sarà la semifinale d’andata di Coppa Italia proprio contro le nerazzurre il 12 marzo al Tre Fontane. […]
Il merito di questa squadra – da dare in grossa parte a Rossettini che alcune volte si è beccato delle critiche ingiuste – è quello di aver avuto nei momenti di calo fisiologico e nei momenti in cui si giocava ogni tre giorni, la forza di rimanere a galla. […] Infortuni quasi ogni settimana (18 tra traumatici e muscolari), saluti di un certo livello (Di Guglielmo, una colonna portante, è andata via a gennaio per affrontare l’avventura americana) e anche alcune prestazioni non proprio luccicanti. Nonostante questo parliamo di un gruppo che in campionato ha perso una sola volta (a Firenze, in inferiorità numerica) e che è riuscito con enorme carattere a tirarsi fuori da situazioni complicate. La maturità è stato il tema principale: Giugliano e compagne hanno imparato a gestire le partite nella propria interezza, soffrendo quando era il momento di farlo non guardando all’estetica e alla bellezza. […]
Andare a cinque gare dal termine mantenendo, nella peggiore delle ipotesi, il vantaggio accumulato fino al momento farebbe scattare solamente il conto alla rovescia per il terzo scudetto della storia. Forse quello più bello, perché impronosticabile e perché frutto di un lavoro diverso rispetto al passato. Una Roma che ha cambiato pelle e che nonostante tutto è rimasta competitiva ad altissimi livelli. […]
(Il Messaggero)
La Roma si butta via
Gatti fa piangere la Roma proprio all’ultimo sospiro e tiene in vita la Juve che, lo abbiamo capito, non muore mai. La squadra di Gasp ha sfiorato il successo con una partita quasi perfetta, è andata avanti due volte, di un gol (Wesley) e poi di due (Ndicka e Malen). E poi, si è buttata via, (…) con il 3-3 finale sfuma l’ennesima occasione, non c’è verso di battere una pari-classifica, una big (solo tre pari fino a ora). Un’occasione buttata via: superare la Juve sarebbe stata la svolta per la stagione, per la classifica, per il morale, per tutto. Con più sette sui bianconeri, il piazzamento
Champions sarebbe finito in cassaforte. (…) Sfuma l’aggancio al Napoli. Spalletti, invece, ora sorride e torna a sperare. Gasperini domina in lungo e in largo, Spalletti – fischiatissimo dall’Olimpico – resuscita con i cambi. (…) Gasp estrae dalla tasca la mossa anti-Spalletti, (…) una scelta filosofica. Ha un solo attaccante di cui si fida, Malen, e gli consegna le chiavi dell’attacco, pur correndo il rischio di fargli vivere una serata da lacrime e sangue, tutta corsa e spallate. Punta sui centrocampisti, e ne ha di buoni. Pisilli lo piazza su McKennie, Cristante su Koopmainers, poi direziona Celik a sinistra per raddoppiare su Conceicao, con Rensch, e qui siamo alla sorpresa nominale, a destra sull’indemoniato Yildiz. Se la gioca sull’agonismo, sulla forza, sapendo che la Juve, quelle poche risorse fisiche che ha, vista la notte lunga e amara di Champions con il Galatasaray, se le spende soprattutto nel primo tempo. E invece proprio nella ripresa, anzi nei secondi finali, emergono le sette vite juventine. Malen di occasioni ne respira davvero poche ma entra su tutte le azioni decisive. (…) Cristante sbaglia qualche passaggio di troppo e su quelli, la Juve, costruisce un paio di ripartenze velenose, che portano al tiro prima Yildiz e poi David. L’unica occasione degna di questo nome è nella testa di McKennie, che gira a lato di poco un cross di Kalulu, e lo juventino la ricorderà come l’unica cosa buona della prima frazione. Pisilli – che interpreta la partita in maniera perfetta sia quando ha la palla sia, e soprattutto, quando non ce l’ha – gli ruba il pallone due volte, con il primo, costringe Perin a una parata alla meno peggio e ispira l’occasione di Pellegrini, che arriva troppo in anticipo all’appuntamento; con la seconda manda in porta Wesley, che disegna un arcobaleno che parte dal vertice dell’area e finisce nell’angolino di Perin. (…) La ripresa si apre con un altro gioiello, stavolta la firma è di Conceicao. Che lascia partire un tiro preciso e potente su respinta della difesa della Roma. Non sono passati nemmeno due minuti e la Roma è costretta a ricominciare. Yildiz – che Lucio sposta nel ruolo di centravanti – sfiora la porta con un una rasoiata che esce di poco. Ndika raddoppia su dormita di Cambiaso in area: angolo a due tocchi, cross di Pellegrini e rete dell’ivoriano. La partita è definitivamente stappata, si capisce che può accadere di tutto, e infatti questo accade. Cristante pesca Malen, che si merita gli applausi tentando un colpo in rovesciata, ma il pallone viene solo ciccato. E l’antipasto, perché l’olandese firma il gol che manda in tilt la Juventus. Protagonista Koné, bravo a pescare Donny sulla corsa, una sgommata sul povero Kelly, tocco sotto su Perin e
l’Olimpico canta “vinceremo il tricolor”. Forse un po’ esagerato. Ma in quel momento, in effetti, sembrava tutto meraviglioso. (…) Gasp a dieci dalla fine, fa uscire dal campo Cristante, non nella sua miglior versione, e Rensch, autore di un’ottima prestazione, per inserire El Aynaoui e Ghilardi. Ma i cambi non si rivelano all’altezza, funzionano meglio quelli di Spalletti. Celik sbaglia in area, legge male il cross di Zhegrova e si fa anticipare da Yildiz: la Juve accorcia con Boga. Il finale è di fuoco, con la squadra di Spalletti che le prova tutte, affidandosi a Gatti, abile nel gioco aereo. Proprio il ditensore juventino – che sfrutta un’altra palla velenosa di Zhegrova beffando Ndicka e Svilar – farà piangere la Roma sull’ultima azione. Non è finita, ma tutto si complica, specie ora che tornano le coppe.
(Il Messaggero)