Gasp è oltre il pari: “Niente pessimismo. I miei giocatori vanno solo ringraziati”

Al triplice fischio, la reazione di Gasperini è un po’ quella di tutti i romanisti. Si mette le mani sui capelli. Incredulo. (…) La maledizione degli scontri diretti non va via: sono solamente tre i punti conquistati, otto in meno della Juventus. Il tecnico punta il dito sulla poco concentrazione nei minuti finali, fatali proprio come al ‘Maradona’ e a Cagliari: “Inter, Juve e Napoli addrizzano le partite nei minuti di recupero mettendo dentro dei giocatori bravi nel gioco aereo, è un merito. Non è un caso ed è studiato quando si costruiscono le squadre“. Il riferimento è alla punizione dalla quale nasce il pari di Gatti: “Siamo stati fermi, quasi come a subire un po’ questo calcio di punizione che invece andava aggredito. Il fallo di El Aynaoui? Si poteva evitare, questo sfortunatamente ha determinato il gol. Anche noi abbiamo segnato su piazzato, quindi non li abbiamo solo subiti. Dobbiamo avere un atteggiamento più vivo nelle situazioni finali, a cinque minuti non si può parlare di stanchezza sulle palle inattive. La Juve non ha avuto grandi occasioni, poteva segnare in quel modo“. Rammarico tanto, ma Gasperini difende la squadra (…): “Faccio fatica a caricarmi di energia negativa, questa squadra va ringraziata. Ci dispiace non aver portato a casa la vittoria. Loro hanno esultato come se avessero vinto e noi dobbiamo andare in depressione? Ce la dobbiamo giocare fino alla fine, mancano undici partite. Non possiamo deprimerci perché abbiamo preso un gol a un minuto dalla fine. Una squadra che gioca così merita un po’ di soddisfazione. La Juventus festeggia ma noi siamo quattro punti avanti’e sembra che abbiamo perso il campionato“. (…) Gasperini non vuole sentir parlare neanche di bicchiere mezzo vuoto: “Questo è il calcio. Le reti sono valide anche in quegli attimi. Ma non guardo il bicchiere mezzo vuoto, due punti in più sarebbero stati un bel passo. Il rammarico è grande e la prestazione è stata superlativa. Il risultato ci mantiene comunque in alto“. Nel 2026 quantomeno sono arrivati tre pareggi negli scontri diretti (…): “L’Inter sta facendo un campionato a sé. Con Napoli, Milan e Juventus abbiamo fatto dei passi in avanti. Siamo andati più vicino a vincerle che a perderle, abbiamo fatto tre partite di assoluto livello“. Esce a testa alta Gasp che poi concede anche una battuta in sala stampa: “Potevamo tenere più palla nel finale? Poi saremmo stati troppo perfetti, almeno abbiamo ancora qualcosa da fare“. Il messaggio è chiaro: non c’è da disperarsi, testa al Genoa.

(Il Messaggero)

Primavera: vittoria sul Milan per 1-0. Giallorossi in testa

IL TEMPO (EDO. INN.) – Vittoria di misura sul Milan e primo posto in solitaria, la Roma di Guidi inaugura il mese di marzo con in testa il sogno scudetto. Il gol di Morucci nel primo tempo al Tre Fontane porta i giallorossi a 48 punti in classifica, due lunghezze sopra Fiorentina e Parma. Ora ultimo terzo di campionato e poi sarà playoff, la Roma vuole l’accesso diretto in semifinale e la strada è quella giusta.

Con i rossoneri i ragazzi di Guidi peccano di cinismo e precisione, ma ritrovano quella solidità difensiva che non si era vista col Cesena nel turno precedente. Esordio con rete inviolata per il portiere ungherese classe 2009 Levente Kilvinger:
buona apparizione dopo una manciata di presenze con l’U17 giallorossa. Il sigillo sulla partita lo mette Morucci al 38′ che conclude un’azione cominciata da Almaviva con grande qualità. Le svariate occasioni fallite unico neo di una domenica da primo posto.

Ora il turno infrasettimanale per la 28ª giornata: mercoledì alle 12 Lazio-Lecce e alle 14 Frosinone-Roma.

Lo Scudetto e la Coppa: Roma in volo

La sosta per recuperare energie. La sosta per mettere a fuoco l’ultima parte di stagione che può regalare molte gioie. Inaspettate, anche: sì, perché la rivoluzione della scorsa estate qualche dubbio dentro la Roma l’aveva messo. Un tecnico nuovo alla prima esperienza nel calcio femminile, diversi addii di calciatrici che avevano scritto la storia di questa squadra e in generale la sensazione, anzi la certezza, dell’inizio di un nuovo ciclo che avrebbe avuto bisogno di tempo per tornare ad alzare trofei.

Ora, le giallorosse ancora non ne hanno portato a casa mezzo – hanno perso due finali contro la Juve, Coppa di Lega e Supercoppa – però quando mancano sette giornate al termine del campionato hanno sei punti di vantaggio sull’Inter (battuta in trasferta domenica scorsa grazie alla rete di Viens. una sentenza quando vede quei colori) e otto sulla Juventus, che ormai non sembra avere più la forza per rientrare. E, dopo le partite di qualificazione al Mondiale delle azzurre, il primo impegno sarà la semifinale d’andata di Coppa Italia proprio contro le nerazzurre il 12 marzo al Tre Fontane. […]

Il merito di questa squadra – da dare in grossa parte a Rossettini che alcune volte si è beccato delle critiche ingiuste – è quello di aver avuto nei momenti di calo fisiologico e nei momenti in cui si giocava ogni tre giorni, la forza di rimanere a galla. […] Infortuni quasi ogni settimana (18 tra traumatici e muscolari), saluti di un certo livello (Di Guglielmo, una colonna portante, è andata via a gennaio per affrontare l’avventura americana) e anche alcune prestazioni non proprio luccicanti. Nonostante questo parliamo di un gruppo che in campionato ha perso una sola volta (a Firenze, in inferiorità numerica) e che è riuscito con enorme carattere a tirarsi fuori da situazioni complicate. La maturità è stato il tema principale: Giugliano e compagne hanno imparato a gestire le partite nella propria interezza, soffrendo quando era il momento di farlo non guardando all’estetica e alla bellezza. […]

Andare a cinque gare dal termine mantenendo, nella peggiore delle ipotesi, il vantaggio accumulato fino al momento farebbe scattare solamente il conto alla rovescia per il terzo scudetto della storia. Forse quello più bello, perché impronosticabile e perché frutto di un lavoro diverso rispetto al passato. Una Roma che ha cambiato pelle e che nonostante tutto è rimasta competitiva ad altissimi livelli. […]

(Il Messaggero)

La Roma si butta via

Gatti fa piangere la Roma proprio all’ultimo sospiro e tiene in vita la Juve che, lo abbiamo capito, non muore mai. La squadra di Gasp ha sfiorato il successo con una partita quasi perfetta, è andata avanti due volte, di un gol (Wesley) e poi di due (Ndicka e Malen). E poi, si è buttata via, (…) con il 3-3 finale sfuma l’ennesima occasione, non c’è verso di battere una pari-classifica, una big (solo tre pari fino a ora). Un’occasione buttata via: superare la Juve sarebbe stata la svolta per la stagione, per la classifica, per il morale, per tutto. Con più sette sui bianconeri, il piazzamento
Champions sarebbe finito in cassaforte. (…) Sfuma l’aggancio al Napoli. Spalletti, invece, ora sorride e torna a sperare. Gasperini domina in lungo e in largo, Spalletti – fischiatissimo dall’Olimpico – resuscita con i cambi. (…) Gasp estrae dalla tasca la mossa anti-Spalletti, (…) una scelta filosofica. Ha un solo attaccante di cui si fida, Malen, e gli consegna le chiavi dell’attacco, pur correndo il rischio di fargli vivere una serata da lacrime e sangue, tutta corsa e spallate. Punta sui centrocampisti, e ne ha di buoni. Pisilli lo piazza su McKennie, Cristante su Koopmainers, poi direziona Celik a sinistra per raddoppiare su Conceicao, con Rensch, e qui siamo alla sorpresa nominale, a destra sull’indemoniato Yildiz. Se la gioca sull’agonismo, sulla forza, sapendo che la Juve, quelle poche risorse fisiche che ha, vista la notte lunga e amara di Champions con il Galatasaray, se le spende soprattutto nel primo tempo. E invece proprio nella ripresa, anzi nei secondi finali, emergono le sette vite juventine. Malen di occasioni ne respira davvero poche ma entra su tutte le azioni decisive. (…) Cristante sbaglia qualche passaggio di troppo e su quelli, la Juve, costruisce un paio di ripartenze velenose, che portano al tiro prima Yildiz e poi David. L’unica occasione degna di questo nome è nella testa di McKennie, che gira a lato di poco un cross di Kalulu, e lo juventino la ricorderà come l’unica cosa buona della prima frazione. Pisilli – che interpreta la partita in maniera perfetta sia quando ha la palla sia, e soprattutto, quando non ce l’ha – gli ruba il pallone due volte, con il primo, costringe Perin a una parata alla meno peggio e ispira l’occasione di Pellegrini, che arriva troppo in anticipo all’appuntamento; con la seconda manda in porta Wesley, che disegna un arcobaleno che parte dal vertice dell’area e finisce nell’angolino di Perin. (…) La ripresa si apre con un altro gioiello, stavolta la firma è di Conceicao. Che lascia partire un tiro preciso e potente su respinta della difesa della Roma. Non sono passati nemmeno due minuti e la Roma è costretta a ricominciare. Yildiz – che Lucio sposta nel ruolo di centravanti – sfiora la porta con un una rasoiata che esce di poco. Ndika raddoppia su dormita di Cambiaso in area: angolo a due tocchi, cross di Pellegrini e rete dell’ivoriano. La partita è definitivamente stappata, si capisce che può accadere di tutto, e infatti questo accade. Cristante pesca Malen, che si merita gli applausi tentando un colpo in rovesciata, ma il pallone viene solo ciccato. E l’antipasto, perché l’olandese firma il gol che manda in tilt la Juventus. Protagonista Koné, bravo a pescare Donny sulla corsa, una sgommata sul povero Kelly, tocco sotto su Perin e
l’Olimpico canta “vinceremo il tricolor”. Forse un po’ esagerato. Ma in quel momento, in effetti, sembrava tutto meraviglioso. (…) Gasp a dieci dalla fine, fa uscire dal campo Cristante, non nella sua miglior versione, e Rensch, autore di un’ottima prestazione, per inserire El Aynaoui e Ghilardi. Ma i cambi non si rivelano all’altezza, funzionano meglio quelli di Spalletti. Celik sbaglia in area, legge male il cross di Zhegrova e si fa anticipare da Yildiz: la Juve accorcia con Boga. Il finale è di fuoco, con la squadra di Spalletti che le prova tutte, affidandosi a Gatti, abile nel gioco aereo. Proprio il ditensore juventino – che sfrutta un’altra palla velenosa di Zhegrova beffando Ndicka e Svilar – farà piangere la Roma sull’ultima azione. Non è finita, ma tutto si complica, specie ora che tornano le coppe.

(Il Messaggero)

Gasp: “Risultato che non deve abbatterci”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Tanta frustrazione, tanto rammarico. Perché la Roma sembrava ben indirizzata verso il primo successo in un big match. Una vittoria che avrebbe permesso alla squadra allenata da Gian Piero Gasperini di prendersi un vantaggio di sette punti sulla Juventus in classifica.

«Siamo stati troppo passivi e fermi in occasione del terzo gol. Ci sono tante situazioni del genere nel nostro campionato, con squadre che fanno molti punti nei minuti finali con gente ben strutturata – ha affermato l’allenatore piemontese ai microfoni di Dazn al termine del match -. Peccato perché avevamo fatto molto bene. Abbiamo preso tre gol molto simili. Sul primo è stato bravo Conceiçao, sugli altri due siamo stati troppo passivi. Nei minuti finali non si sente la stanchezza, bisogna essere più vivi».

In una serata che si è conclusa con l’amaro in bocca, a prendersi la scena è stato ancora una volta Malen, protagonista di un duello con Bremer per tutta la gara. «Quando hai un giocatore come Malen puoi permetterti di abbassarti un po’ e poi sfruttare lo spazio» ha dichiarato il tecnico di Grugliasco, che ha trovato l’attaccante che cercava. Attacco alla profondità e scavetto dell’olandese per realizzare il gol che sembrava aver chiuso la partita.

Alla fine, la Roma esce con un punto dall Olimpico e non sfrutta la possibilità di allontanarsi dalla Juventus in classifica. Ma Gasperini cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno: «È chiaro che ci avrebbe fatto piacere uscire con sette punti di vantaggio sulla Juventus, sarebbe stato un grande passo in avanti, ma siamo ancora lì. Usciamo da una partita straordinaria, che deve darci forza e non abbatterci».

Un tema sempre caldo è quello dei rinnovi. La Roma ha quattro giocatori – Dybala,
Pellegrini, El Shaarawy e Celik – in scadenza di contratto al termine di questa stagione. «Siamo in contatto con tutti gli agenti e stiamo parlando in generale, ma non ci sono sviluppi particolari. Siamo concentrati sul finale di stagione – ha affermato Frederic Massara ai microfoni di Dazn prima del fischio d’inizio -. Questi ragazzi sono molto legati alla Roma, sono molto seri e il loro impegno non è mai mancato. Sotto questo aspetto siamo sereni». C’è meno fretta, invece, per quanto riguarda i prolungamenti di contratto di Mancini e Cristante. «Si tratta di situazioni che stanno avanzando. Stiamo parlando e quando ci saranno delle novità, le comunicheremo. La loro scadenza, è nel 2027, c’è più tempo» ha ammesso il direttore sportivo giallorosso.

Dall’Olimpico solo fischi per Spalletti, cori per Totti. Ndicka: “Volevamo vincere”

L’Olimpico giallorosso non dimentica. (…) A vedere la reazione dei tifosi della Roma, insomma, la pace – è comunque dal sapore “amaro” – è come se per loro, Spalletti e Totti, non ci fosse mai stata. (…) Appena lo speaker, annunciando la formazione della Juve, ha nominato “l’allenatore Luciano Spalletti”, sono partiti i fischi dell’Olimpico, unito contro l’ex allenatore, come accadde il 28 maggio 2017, quando Totti salutò la sua gente, dando l’addio al calcio. Quel giorno, appena i tabelloni inquadrarono Spalletti, gli stessi fischi. Che lasciarono il segno. (…) E come se non bastasse, a rimarcare la distanza, i tanti cori per Totti.

Un altro gol, dopo quello con la Cremonese. “Sta diventando un attaccante“, ha scherzato Gasperini col vice Gritti a proposito di Ndicka. E l’ivoriano ha commentato: “Avremmo voluto vincere. Ma restiamo davanti in classifica, dobbiamo guardare alla partita con il Genoa. Abbiamo subito tre gol su calcio piazzato, è un peccato“. Ndicka è stato pure protagonista di un diverbio con Spalletti, che a fine partita ha rifiutato di stringerli la mano. A Genova mancherà Wesley: il brasiliano era diffidato e ha preso il giallo che fa scattare la squalifica.

(corsera)

Beffa Champions

IL TEMPO (L. PES) – Una doccia gelata che tiene la corsa Champions più viva che mai. La Roma va avanti, si illude, ma poi viene ripresa da una Juve mai doma quando i tre punti sembravano ormai cosa fatta e la fuga al terzo posto (col Napoli)
era a un passo. Invece l’urlo dell’Olimpico resta in gola e anche l’appuntamento con la vittoria nei big match (e contro Spalletti) viene rimandato. Una beffa che tiene in corsa anche Como (che si avvicina dopo il successo sul Lecce) e Atalanta (sconfitta a Reggio Emilia).

Gasperini sorprende tutti con la mossa di Celik schierato difensore di sinistra con il compito di tenere d’occhio Conceiçao. Per il resto rispettate le previsioni della vigilia, almeno negli uomini, con Cristante a fare da trequartista incursore alle spalle del duo Malen-Pellegrini e Pisilli accanto a Koné.

Gara subito ad altissimi ritmi con la Juve che sembra tutto fuorché una squadra che ha giocato 120 minuti (di cui oltre la metà in dieci) solo mercoledì. Ma la prima occasione è giallorossa con l’avanzata di Pisilli e la conclusione prontamente respinta da Perin sulla quale Pellegrini fallisce clamorosamente da pochi metri. Ancora Roma, stavolta con Malen che è bravo ad anticipare Bremer in area piccola sulla bella sponda di Mancini, ancora Perin reattivo a mettere in angolo. I bianconeri dialogano bene e sfruttano gli errori della Roma e poco dopo a mezz’ora è McKennie di testa ad andare a centimetri dal vantaggio girando un cross di Kalulu colpevolmente dimenticato da Celik. Ma appena sei minuti dopo è la squadra di Gasp ad andare in vantaggio: ancora Pisilli, da «tuttocampista», a involarsi verso la porta juventina, suggerimento per Wesley che disegna un destro a giro che batte Perin per l’1-0 romanista a pochi minuti dall’intervallo.

Un lampo di Conceiçao, da sviluppi di calcio di punizione, al terzo minuto della ripresa gela Svilar e rimette subito il punteggio in parità. Ancora da corner, come contro la Cremonese, la Roma ripassa in vantaggio cinque minuti dopo. Nuovamente N’Dicka, al secondo gol consecutivo sotto la Sud, sul cross di Pellegrini, a battere in rete. Spalletti prova a sorprendere con l’inserimento di Boga e lo spostamento di Yildiz come centravanti ma poco dopo arriva il tris giallorosso con la splendida verticalizzazione di Koné che pesca Malen in campo aperto. Tocco sotto dell’olandese e Olimpico in delirio. Per la Juve, a venti dalla fine, ecco anche Zhegrova e Miretti per Conceiçao e uno sfinito Thuram mentre Gasp continua a rinviare i cambi per qualche istante ancora, poi inserisce Ghilardi ed El Aynaoui per Cristante e Rensch riportando Celik sulla corsia di destra e l’ex Verona a marcare a uomo il neo-entrato Zhegrova. A dodici dal termine la Juve rientra in partita grazie al tiro al volo di Boga, servito sul secondo palo dalla sponda di Yildiz. L’ultima mossa del tecnico giallorosso, prima del recupero, è Zaragoza per Pellegrini per giocare i quattro minuti di extra-time. La doccia gelata per la Roma arriva su una delle ultime giocate della serata, la punizione che Gatti sotto misura mette in porta per un 3-3 amarissimo per gli uomini di Gasp (per la prima volta subiti tre gol in stagione),

Silenzio tombale sull’Olimpico e una beffa che costa alla Roma tanto, soprattutto a livello mentale. Passi avanti sì, ma come a Napoli, e stavolta in modo ancor piu grave, i giallorossi non riescono a gestire il vantaggio dopo una gara a tratti esaltante. I bianconeri restano a quattro punti ma il Napoli riallunga terzo e Como e Atalanta sono lì. Ora una delicata trasferta in casa di De Rossi, con un rimpianto enorme che pesa come un macigno.

Roma, l’hai buttata via

Niente da fare, la Roma non riesce proprio a vincere contro le big del campionato e fa cilecca nel settimo scontro diretto del torneo. (…) I giallorossi, avanti 3-1, in dieci minuti si fanno rimontare il doppio vantaggio.
Boga e al fotofinish Gatti firmano il 3-3. Gasperini si dispera davanti alla panchina. Sprecata la grande chance di staccare i bianconeri di altri 3 punti e di portarsi a più 7. (…) Si avvicina il Como che, sotto di 3, in questo weekend ha superato proprio i bianconeri. Malen fa ancora la differenza, entrando nei primi due gol e segnando, scatto in contropiede e scavetto davanti a Perin, la terza rete. (…) Da quando c’è lui i giallorossi almeno non hanno più perso nei big match. (…) La Roma è in svantaggio, avendo perso con le tre rivali all’andata, proprio negli scontri diretti. E avanti solo contro il Como, da affrontare in trasferta tra due domeniche. Questa è la terza occasione sprecata nel ritorno. La Roma ha fatto più del Milan il 25 gennaio all’Olimpico, pur dovendo rimontare la rete rossonera, e del Napoli il 15 febbraio al Maradona, riuscendo ad andare due volte in vantaggio.
Contro Spalletti, imbattuto contro la sua ex squadra da quando ha lasciato Trigoria nel 2017 (4 vittorie e 6 pareggi). (…) Con Svilar che per la prima volta ha subito tre reti. Grave l’errore nel finale di El Aynaoui, fallo su Kalulu sotto la Tevere. Lo conferma Gasperini: “È il primo gol subito su una punizione calciata dalla distanza. Eravamo passivi, fermi, pure se posizionati nel modo giusto… Nei finali Inter, Napoli e Milan riescono a raddrizzare le partite buttando gente molto abile sulle palle inattive e sul gioco aereo. Noi potevamo fare meglio. Questa punizione andava aggredita, la Juve poteva farci gol solo così“. (…) Gian Piero insiste sulle “dormite” davanti a Svilar, ma tenendosi stretta l’esibizione della squadra: “Ci può stare nei finali di gara di sfruttare le ripartenze come in occasione del gol di Malen. Quando hai un giocatore come lui ti può abbassare un po’ per sfruttare gli spazi. Ma dovevamo essere però più fisici, l’uscita di Cristante ci ha tolto qualcosa sul gioco aereo. Non siamo stati bravi, abbiamo preso 3 gol simili su palle gettate in area. Sul primo Conceicao ha fatto un gol straordinario, sugli altri due siamo stati passivi. Andare a +7 sulla Juve sarebbe stato un grande passo avanti, ma siamo ancora lì. Usciamo da una partita straordinaria, non ci deve abbattere bensi dare forza“.

(corsera)

Verso il Genoa: Soulé ci riprova, out Wesley

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Soulé ci prova. Nell’ultima settimana in cui la Roma non avrà l’impegno in Europa League, Gasperini spera di riabbracciare l’argentino. Il dolore derivante dalla pubalgia, intensificato dai quarantacinque minuti giocati a Napoli, non gli ha permesso di essere disponibile contro la Juventus. Il numero diciotto giallorosso proverà a tornare in gruppo nei prossimi giorni per essere convocato con il Genoa.

Punta al rientro anche Hermoso, fermato dal fastidio all’ileopsoas avvertito nel riscaldamento prima della Cremonese. Da monitorare, poi, la situazione di Ferguson, perseguitato dal problema alla caviglia. Dopo i consulti in Inghilterra, l’irlandese ha effettuato nuovi controlli, ma fatica a vedere la luce in fondo al tunnel.

Giallo pesante, ieri, per Wesley. Il brasiliano, diffidato, salterà il Genoa per squalifica.