Dybala e C vedono una Joya: da Dovbyk a Mancini, ai box ancora in 5

Rimettere a posto i pezzi mancanti del puzzle. Non può fare altro la Roma se vuole lottare per la Champions. Ai box, del resto, non ci sono giocatori qualsiasi. Di più. Quattro su cinque sono titolarissimi se stanno bene, ma anche acciaccati. Wesley, infatti, è il migliore esterno della rosa, Koné un centrocampista dal respiro internazionale, Dybala classe pura, Mancini il condottiero che non si arrende mai, mentre Dovbyk il potenziale titolare fino all’arrivo di Malen. Dopo la pesante sconfitta di San Siro contro l’inter, che ha lasciato il segno sia sul piano psicologico che su quello della classifica, lo staff medico sta lavorando intensamente per recuperare tutti. Già, Dybala e company sono in fase di recupero e potrebbero rappresentare dei rinforzi fondamentali in vista del rush finale della stagione. Wesley e Koné sono più avanti nel percorso riabilitativo. […]

Ancora un passo indietro, ma con obiettivo chiaro, ci sono Dybala, Mancini e Dovbyk. La Joya, reduce da un intervento al ginocchio e la visita di controllo di ieri a Villa Stuart, sta procedendo bene nel suo percorso e spera di essere almeno convocato per la trasferta di Bologna del 25 aprile al Dall’Ara. Le sensazioni sono più che positive. […]

Conta di essere inserito nella lista anti-Bologna pure Dovbyk, atteso a breve da un esame d-cisivo: un suo reintegro graduale sarebbe importante per ridare peso e alternative all’attacco in corsa. Mancini, infine, l’ultimo a entrare tra gli indisponibili, punta a tornare a pieno regime proprio al Dall’Ara. […]

La Roma ha bisogno di ritrovare certezze. Gasperini, che ha sempre sottolineato l’importanza della gestione del gruppo, potrebbe così avere a disposizione alternative di livello per ruotare gli uomini e affrontare al meglio un finale di stagione composto da sette partite da dentro o fuori. Ogni allenamento sarà prezioso. Insomma, il sogno in casa Roma è che l’infermeria si svuoti di colpo entro fine mese.

(corsport)

Friedkin, Gasp non sarà l’alibi: Dan punta il dito contro il gruppo, il tecnico è salvo

La linea è tracciata, netta, senza più curve né zone d’ombra. I Friedkin scelgono di stare dalla parte di Gasperini e lo fanno con una decisione che sa di svolra, di rottura con il passato recente. Quello mandato dopo la rovinosa sconfitta per 5-2 contro l’inter non è un messaggio all’allenatore, tutt’altro: è un segnale forte, diretto, quasi brutale alla squadra. Perché questa volta, davvero, non ci sono più alibi. Quattro cambi in panchina – Fonseca, Mourinho, De Rossi, Juric – e un copione che si è ripetuto troppo a lungo: protezione del gruppo, fiducia rinnovata, nessuna rivoluzione vera. Stavolta no. Stavolta il mirino è puntato dritto su quella che i tifosi hanno ribattezzato senza troppi giri di parole la “banda dal sesto posto“. Un’etichetta che pesa come un macigno, figlia di stagioni fotocopia, sempre in bilico tra ambizione e incompiutezza, sempre lì, tra il quinto e il sesto gradino. A onor del vero è anche stata la banda della vittoria della Conference e delle finali/semifinali di Europa League che, però, non hanno portato a quel risultato sportivo (ed economico) chiamato Champions. […]

Gasp nei suoi primi cinque mesi ha spremuto la squadra, l’ha tenuta in piedi tra infortuni e lacune evidenti, l’ha spinta fino a un sorprendente terzo posto. Poi la frenata, il ritorno a quella che per molti sembra essere una comfort zone che ormai è diventata una gabbia mentale. Ecco perché la proprietà ha deciso: basta protezioni, basta paracaduti. l’estate sarà quella della rivoluzione. Profonda, strutturale, inevitabile. Perché e vero che le rivoluzioni non si annunciano, ma si fanno, però questa volta il segnale è stato lanciato forte e chiaro. […]

Gasperini, da stratega navigato, gioca la sua partita anche davanti ai microfoni. «sarebbe una follia smantellare il gruppo, vanno inseriti giocatori», dice. Parole che proteggono, che tengono compatto lo spogliatoio. Ma sotto traccia la realtà è un’altra: il tecnico sa perfettamente quale direzione vogliono prendere i Friedkin. Sa probabilmente che il cambiamento non è più rinviabile, che per spezzare davvero il ciclo della mediocrità serve intervenire al cuore della squadra. […]

(corsport)

L’Olimpico non molla

IL ROMANISTA (G. FASAN) – Quattro su sette in casa. Un ruolino di marcia da qui a fine stagione che potrebbe anche far riaccendere la fiammella della speranza nei tifosi romanisti. Speranza per un finale di annata entusiasmante praticamente tramontata nel mese di marzo e certamente non riaccesa ad aprile, dopo il nefasto weekend di Pasqua che ha riportato la Roma a una dimensione troppo piccola per essere vera.

La squadra che ha fatto sognare fino a dicembre, per poi più realisticamente far ragionevolmente sperare in un piazzamento finalmente superiore al quinto posto, per poi, con il 2026 che si inoltrava, far tornare tutti con i piedi ben saldi a terra. Roma scivolata sesta, ma pur sempre ancora aritmeticamente e tecnicamente in corsa per arrivare a qualificarsi per la prossima Champions League. Ma anche per restare con un pugno di mosche in mano. Cioè senza coppe per la prima volta dopo dodici partecipazioni consecutive. Dalle stelle alle stalle. […]

La Roma deve riprendere la marcia e per farlo potrà e dovrà contare anche sui propri tifosi. I dati dicono che l’Olimpico c’è sempre stato. I romanisti sarebbero andati anche ovunque in trasferta, ma nei confini nazionali un assurdo divieto discriminatorio nei confronti della popolazione residente nella Capitale non l’ha permesso per troppe partite. Per fortuna i giallorossi non sono stati lasciati soli dai romanisti “fuori sede“, ma tanta è la delusione mista a rabbia per una decisione ai confini della democrazia.

Dopo San Siro si ripartirà dalla gente romana e romanista e dall’Olimpico. Che prima di Ro-ma-Lecce aveva lanciato un messaggio forte e chiaro per bocca della Curva Sud: «Sostenervi la nostra condotta e il nostro giuramento… Ora però dovete meritarvi il rispetto, dimostrate che uomini siete!». Archiviato grazie a Robinio Vaz quel risultato, è arrivata la disfatta di Milano, prevedibile nel computo per la classifica, molto meno per il modo anche ancor offende i romanisti. Si ripartirà da 58.300 spettatori almeno per Roma-Pisa, a tanto è arrivato il botteghino a ieri sera. […]

Friedkin, i rischi di una rivoluzione e a chi affidarla

Quindi non rinnovare i contratti in scadenza di El Shaarawy, Pellegrini, Dybala e Celik per diverse ragioni (rendimento, fragilità, richieste) considerati non più sinergici. Poi stoppare i prolungamenti di chi andrà in scadenza di contratto come Mancini e Cristante col rischio, nel primo caso, di ripetere l’anno prossimo un caso Celik. O valutarne la cessione. Infine il punto più doloroso: vendere, per realizzare le necessarie plusvalenze entro il 30 giugno, tre o più big tra quelli che hanno mercato: Svilar, Ndicka, Koné, Pisilli e Wesley. […]

Le difficoltà maggiori sono da ricercare nel mercato estivo e invernale, con tecnico e ds spesso non in linea tra mancati arrivi, ruoli scoperti e acquisti deludenti: risultato su 11 giocatori il cui costo (considerando i riscatti) supera i 120 milioni solo due sono entrati in pianta stabile tra i titolari: Wesley e Malen. E solo uno si è dimostrato nella seconda parte di stagione una valida alternativa ai titolari, Ghilardi. Aspettando la crescita dei giovani Vaz e Ziolkowsky. A complicare le cose una serie di infortuni che hanno privato il tecnico di molti giocatori per lunghi periodi accendendo un dibattito interno sullo staff medico. Conseguenza: un turnover non adeguato per molti giocatori che oggi appaiono stanchi e che ha privato la Roma di scelte e di punti in classifica. […]

Ma se proprio nell’anno del centenario si dovesse avviare una ampia e rischiosa rivoluzione tecnica con connessi mega risvolti economici, a chi verrebbe affidata? Questa stagione dovrebbe aver chiarito già molto. Un club per fare il salto di qualità deve avere ruoli e perimetri definiti dei propri protagonisti. La Roma faccia chiarezza al suo interno. Quest’anno non è successo. Se si crede in un progetto tecnico con Gasperini, si seguano le sue indicazioni.

(corsera)

Sprint Soulé: più ritmo per il Pisa

Trigoria pulsa, respira, accelera. La Roma prende forma sotto il sole di aprile con un solo obiettivo: rialzarsi. […]

il campo ha parlato chiaro. Intensità, duelli, tensione agonistica. E in mezzo a tutto questo, la sfida nella sfida: Mile Svilar contro Donyell Malen. Uno contro uno, ripetuti, feroci. Due li ha portati a casa il portiere giallorosso, che ha alzato il muro e mandato un segnale forte: la porta è sotto controllo. […]

Per questo contro il Pisa vedremo il miglior undici possibile, senza calcoli, senza risparmi. Occhi puntati su Soulé. L’argentino è il simbolo di questa fase: rientro, fatica, voglia. Dopo lo stop per pubalgia ha bisogno di campo, minuti, ritmo. A Trigoria spinge, aumenta i carichi, non si tira indietro. Vuole esserci, vuole incidere, vuole tomare a essere decisivo. La sua qualità può essere la scintilla che accende una Roma ancora alla ricerca del sorriso.

(corsport)

Friedkin irritati: adesso rischia anche Gasperini

La sconfitta della Roma contro l’Inter ha fatto infuriare i Friedkin che, dopo aver investito oltre un miliardo di euro, vedono la zona Cham-pions (obiettivo di inizio stagione) sempre più lontana: il Como quarto è quattro punti sopra, i giallorossi sono sesti dietro anche alla Juventus, con sette partite da giocare. E si parla già di rifondazione per il prossimo anno, che potrebbe investire anche la panchina.

Gian Piero Gasperini (che ha un contratto fino al 2028) avrebbe già iniziato a chiedere rinforzi, ma nel frattempo la proprietà ha deciso di congelare i rinnovi di pilastri come Mancini e Cristante, pupilli di Gasp. Il tecnico che ha gia fatto capire che senza i “senatori” si rischierebbe il 12esimo posto, mentre i proprietari Usa del club puntano ad una epurazione estiva per smantellare gran parte della rosa ritenuta ormai a fine ciclo. […]

(Libero)

Il lavoro di Gasp

Plusvalenze, identità tattica, pressing, costante ricerca del gol, la squadra ancora in corsa per il quarto posto nonostante un numero incredibile di infortuni. Nel momento più critico, tra tensioni, catastrofismi, narrazioni contro e una parte di tifoseria eternamente malata di ricordi, la Roma si è risvegliata dopo lo shock di San Siro con il volto deciso di Gian Piero Gasperini di fronte agli occhi e una certezza grande così: il tecnico non arretrerà di un millimetro e difenderà fino all’ultimo la sua “rivoluzione” a Trigoria. Perché in questa volata per la Champions, dopo aver ricostruito una mentalità in giallorosso, l’allenatore vuole andare fino in fondo a costo di sfidare venti contrari e nuovi strafalcioni in campo.

E allora stop agli alibi, alle sentenze di aprile e ai disfattismi: Gasp, è trapelato ieri da Trigoria, è più che mai convinto che la Roma potrà chiudere in crescendo la stagione, come del resto è successo con l’Atalanta negli ultimi anni. Il tecnico ha arringato la squadra facendo quadrato con essa e spiegando ai più “sensibili” del gruppo che il campionato non è mica finito con il 5-2 con l’inter. […]

A 48 ore dalla sfida a questo punto fondamentale col Pisa, Gasp è così entrato di nuovo nella testa dei suoi giocatori risvegliando reparti come la difesa che nelle ultime giornate hanno palesato una preoccupante inversione di tendenza. Nonostante le difficoltà e una sfilza di infortunati (da Dovbyk a Ferguson passando appunto per Koné, Wesley e Dybala), per il tecnico però nulla cambia: l’obiettivo Champions è ancora alla portata. […]

Crisi Roma: da Svilar a Koné e Ndicka la lista di chi può partire

LEGGO (F. BALZANI) – Il meteo di questi giorni e i recenti risultati della Roma consiglierebbero di fare altro nel week end. Ma la squadra di Gasperini nel prossimo turno potrebbe tornare a ridosso della zona Champions considerato il calendario: i giallorossi saranno impegnati in casa col Pisa, il Como se la vedrà con l’Inter e ci sarà lo scontro diretto tra Atalanta e Juve. Niente disperazione quindi.

O almeno questo è quello che sta provando a trasmettere Gasp ai giocatori potendo contare dalla prossima settimana anche sui ritorni di Koné, Dybala e Wesley. La batosta di San Siro però ha aperto una nuova crepa tra il tecnico e la proprietà. I Friedkin, infatti, vorrebbero una vera rivoluzione in estate. Gasp, invece, crede ancora nella base della squadra e chiede solo rinforzi più mirati. Senza Champions, però, la scure dell’Uefa diventerebbe più affilata.

Così tra il Texas e Trigoria si iniziano a stilare le liste dei sacrificabili. Tra cui rientrano anche nomi importanti come Svilar, Koné e Ndicka. Il portiere ha conosciuto un’involuzione nel 2026. La percentuale di parate è scesa dall’83,1% a partita al 67,3%; quella dei gol subiti è salita da 0,63 a 1,33. E la Roma ha pagato i mancati miracoli del belga. Seguito da Newcastle e Chelsea, di fronte a un’offerta da 50 milioni la Roma vacillerebbe anche perchè si tratterebbe di una plusvalenza secca.

Stesso discorso per Ndicka, pure lui con estimatori in Premier e Turchia. Considerati i possibili mancati rinnovi (Celik, Dybala, Pellegrini, El Shaarawy, Cristante e Mancini) e i prestiti destinati a tornare alla base (Zaragoza, Tsimikas e Ferguson) però si rischierebbe di dover intervenire sul mercato in maniera massiccia, forse troppo anche in virtù dei paletti Uefa. Così bisogna trovare un punto di incontro a patto che Gasperini rimanga. La voglia di Nazionale di Conte, infatti, potrebbe riaccendere i riflettori del Napoli.

Pruzzo: “Alla Roma servono giocatori di alto livello. Gasperini e Massara devono rimanere”

IL MESSAGGERO – Roberto Pruzzo, storico attaccante della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato sul momento della squadra giallorossa. Ecco le sue parole.

Serve una rivoluzione?
«La squadra va rinforzata e significa prendere 3/4 giocatori di livello superiore, non delle semplici alternative ma dei titolari. È questo che è mancato negli ultimi anni. Servono dei calciatori che alzino la qualità. Per esempio, nelle ultime stagioni sono arrivati Aouar, Le Fée e El Aynaoui dal campionato francese. Il primo non so neanche dove sia finito, ma sono dei profili che non hanno inciso. C’è bisogno di giocatori pronti. Cristante dovrebbe essere una buona alternativa. Se deve tirare la carretta dall’inizio della stagione è un limite».

Anche Mancini e Pellegrini dovrebbero diventare delle alternative?
«Serve un difensore sopra la media, un centrocampista che prenda in mano la squadra e due attaccanti più forti. Non so che cosa hanno in mente Pellegrini e la società ma il rendimento non è continuo. Per fare un passo in avanti vanno coperti questi ruoli».

Il 3-3 con la Juve ha cambiato tutto?
«Assolutamente no, a meno che la squadra non sia debole a livello mentale. L’episodio andava gestito meglio, ma le partite seguenti sono state diverse. La Roma era partita bene. Si sono aggiunti una serie di infortuni che hanno complicato le cose, e se non hai i cambi… Mancano le alternative davanti quando c’è bisogno di risolvere le partite sporche».

A gennaio serviva qualcosa in più?
«Zaragoza e Vaz non bastano ma nel mercato di riparazione è complicato. Forse in estate si doveva fare meglio. Ne servivano tre di un livello superiore e non sono stati presi».

Massara merita la conferma?
«Certo. I direttori sportivi fanno il lavoro sporco, devono essere collegati con allenatore e società per cercare di trovare le soluzioni migliori. Il confronto, anche forte, col tecnico ci deve essere, ma l’importante è che l’obiettivo comune sia quello di prendere giocatori forti».

E Gasperini?
«Deve rimanere. La squadra nelle prime partite aveva un’identità chiara poi le cose non sono andate nel verso giusto ma la Roma deve ripartire dalla sua voglia di vincere».

IL PUNTO DEL MARTEDÌ – FERRETTI: “Gasp non vorrebbe vedere metà di quelli che sono a Trigoria” – LO MONACO: “Friedkin deve decidere a chi dare fiducia”

La Roma esce sconfitta sonoramente da San Siro. I giallorossi falliscono l’ennesimo big match stagionale, e stavolta ne escono con le ossa rotte. L’Inter ne rifila 5, in una partita che nel secondo tempo ha visto la truppa di Gasperini crollare completamente. Le assenze importanti hanno complicato la missione, ma non giustificano la goleada, come scrive anche Mimmo Ferretti su Il Corriere dello Sport: “Le assenze anche a Milano hanno condizionato il rendimento del gruppo ma a tutto c’è, deve esserci un limite. La colpa non può essere sempre di chi non c’è: le responsabilità, in realtà, sono sempre di chi c’è. Allenatore compreso, perché in certi casi non esistono incolpevoli”. E così la Roma si ritrova nuovamente nel solito limbo. Arrivati ad aprile la Champions League è un miraggio, e questa squadra sembra cadere sempre negli stessi problemi. Serve una svolta decisiva, un cambiamento netto all’interno della rosa, come auspicato da Daniele Lo Monaco su Il Romanista: “Se davvero Dan Friedkin a cuore questo club e vuole portarlo in alto, come sempre informalmente Il club fa sapere, deve decidere adesso a chi dare fiducia: se la scelta è, come la logica vorrebbe, ribadire piena fiducia a Gasperini , la conseguenza è mandar via tutti quelli che non sono disposti a seguirlo fino in fondo e rendere subito operativo il piano del rafforzamento della squadra secondo le sue indicazioni”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


T. Carmellini – IL TEMPO

Sembra ieri che nella Capitale, sponda giallorossa, si «perculava» l’ex dg Baldini sul fantomatico «progetto». Una parola attorno alla quale si sono schiantati sogni, prese bufale, «lisciato» (di poco) obiettivi e cacciato persone (più o meno capaci). All’insegna del «progetto» a Roma si è fatto in passato di tutto, perché «tutto» era sacrificabile all’insegna del solo e unico PROGETTO. Ora che, molti anni dopo, le stagioni giallorosse sembrano assomigliare tutte maledettamente l’una all’altra, la parola in questione si usa meno, ma la sostanza è più o meno la stessa. Con gli americani in campo cambia il linguaggio ma bisognerebbe rimanere centrati sull’obiettivo finale. Friedkin fa trapelare, dopo l’ennesimo ko con una big, una «rivoluzione» a fine stagione: cosa tra l’altro già annunciata a dicembre 2024, ma poi non se ne fece più nulla. E va pure bene (tanto i tifosi romanisti di annunci simili ne hanno sentiti molti nel corso degli anni), il problema semmai è il fare, dopo il dire. Le parole sono belle ma restano appese nell’aria, adesso invece è il momento di entrare in azione e consentire alla Roma di fare l’ambito salto di qualità. Eppoi, bisognerebbe iniziare ad allinearsi tutti alle stesse posizioni, perché mentre la proprietà indicava i «veterani» come uno dei problemi da risolvere per il futuro, l’allenatore domenica sera (per l’ennesima volta) continua a difenderli a spada tratta palesando una stima tutt’altro che scontata. Insomma, c’è da mettersi intorno al tavolo e decidere prima gli uomini (dirigenza e staff compresi), poi i protagonisti della Roma del futuro e infine porsi degli obiettivi. Tutto questo per evitare che l’anno prossimo, allo stesso punto della stagione, ci si ritrovi come oggi a fare un altro bilancio amaro: l’ennesimo.


P. Condò – IL CORRIERE DELLA SERA

[…] Il pareggio di Udine, scialbo e camminato, ha rallentato l’allungo del Como verso il quarto posto. Nulla di strano, quando un traguardo esagerato diventa palpabile un po’ di braccino è nelle cose. Ma la frenata gli riporta addosso il fiato della Juve, non finisce la Roma e riapre uno spiraglio perfino all’Atalanta. La Juve ha disegnato un primo tempo di gioco e di impeto, una bellezza cui il Genoa non ha fatto nemmeno il solletico, ma in coerenza con l’intera stagione si è fermata a metà strada, e se i rossoblù non avessero sbagliato il solito rigore — quarto su otto -la loro reazione sarebbe stata molto pericolosa. Alla vigilia del match Spalletti s’era seccato per l’insistenza delle domande sul contratto, ma era stato lui a segnalare la pausa come momento più propizio per la firma, previa discussione su cosa manchi a questa Juve. La risposta visto l’andazzo è soprattutto mentale, ma esistono uomini che impersonificano questa dote: uno di loro è Ederson, che sta riportando sotto l’Atalanta e che l’Atletico vorrebbe aggiungere alla sua collezione made in Bergamo. Nelle prossime due settimane, Palladino affronta Juventus e Roma, il che significa che ha ripreso nelle mani buona parte del suo destino. […]


G. D’Ubaldo – CORRIERE DELLO SPORT

La netta sconfitta contro l’Inter, ancora più netta del 5-2 stabilito dal campo,
conferma le difficoltà della Roma contro le grandi. La squadra di Gasperini non ha mai vinto contro i club che la precedono in classifica, con le quali ha collezionato solo tre pareggi e una vittoria (contro il Como). Ma nonostante gli ultimi risultati negativi (solo otto punti nelle ultime sette partite), nulla è ancora perduto. Il quarto posto occupato dal Como dista solo quattro lunghezze, la Juventus ha tre punti in più, ma negli ultimi sette turni la Roma può recuperare posizioni, perché l’Udinese ieri ha fermato la squadra di Fabregas e questo significa che tutto può ancora succedere. Anche la Juventus ha avuto un rendimento altalenante. […] Il rendimento del reparto arretrato è calato paurosamente nella seconda parte della stagione. Quella che è stata che è stata la difesa meno battuta fino a un paio di mesi fa, oggi è solo quinta e nella partita di domenica ha preso tanti gol quanti ne aveva incassati nelle prime undici partite di campionato. C’è qualcosa da rivedere nella retroguardia, troppi errori individuali hanno frenato il cammino di Gasp. Svilar ha avuto qualche incertezza, ma resta uno dei migliori portieri della serie A. NDicka, Hermoso e Ghilardi, ora che mancherà Mancini, sono difensori affidabili. Bisogna ripartire da quello che è stato il punto di forza della squadra fino a pochi mesi fa.
Da dodici anni la Roma partecipa sempre alle competizioni europee, ci sono i presupposti per non restare fuori nella prossima stagione. […] A questo punto della stagione undici sconfitte sono tante, nell’epoca dei tre punti solo con Luis Henrique erano state di più (12), ma questa Roma non dà la sensazione di essere una squadra rassegnata. Nelle ultime partite Pellegrini ha incarnato questo spirito, anche sabato contro l’Inter è stato l’ultimo ad arrendersi. Nelle ultime otto partite ha tre gol e tre assist al suo attivo. In attesa di conoscere il futuro, guiderà la Roma in questo finale di stagione e Gasperini sa che su di lui può sempre contare.


I. Zazzaroni – CORRIERE DELLO SPORT

[…] Il giorno di Pasqua si è notata una volta di più la distanza tra Inter e Roma sul piano della qualità e della completezza dell’organico. La Roma dei Friedkin continua a commettere gli errori del primo giorno, non avendo ancora chiari l’indirizzo e i valori del calcio nel quale opera: assumere campioni della panchina quali Mourinho e Gasperini senza dotarli di una struttura tecnica di livello produce solo gli effetti indesiderati. In estate la proprietà si ritroverà nella condizione di dover rifare la squadra partendo da pochissime certezze e risorse limitate dal FPF. Non è il caso di cambiare strategia? Il Como ha un senso, è indiscutibile, così come l’Atalanta che ha messo a frutto le esperienze degli ultimi nove anni: Luca Percassi sa fare calcio. A modo suo, ma lo sa fare bene. La Juve è ancora alla ricerca di una superiorità tecnica che rispetti la sua storia, lo status: deve salire in fretta di livello e Spalletti può aiutarla nella crescita. […]


D. Lo Monaco – IL ROMANISTA

[…] Di scelte strategiche sbagliate che hanno portato a nuovi suggestivi e complicatissimi aggiustamenti ne sono state fatte tante ormai che si è perso il conto […] Se davvero Dan Friedkin ha a cuore questo club e vuole portarlo in alto, come sempre informalmente il club fa sapere, deve decidere adesso a chi dare fiducia: se la scelta è, come la logica vorrebbe, ribadire piena fiducia a Gasperini, la conseguenza è mandar via tutti quelli che non sono disposti a seguirlo fino in fondo e rendere subito operativo il piano del rafforzamento della squadra secondo le sue indicazioni (e del Ffp, ovviamente). Altrimenti va mandato via lui e si parta con l’ennesima ricostruzione da zero: e che vi accompagni chi ancora è disposto a farlo.


M. Ferretti – CORRIERE DELLO SPORT

[…] La risposta di Milano è stata inequivocabile: la Roma è scoppiata. Esplosa. Anzi, implosa. Una sorta di record, il suo, di cui non vale la pena vantarsi. Oggi il gruppo a disposizione di Gian Piero Gasperini è qualcosa di indefinito, tradito (soprattutto) da se stesso e non soltanto da fattori esterni. Il muro difensivo, per dirne una, si è sgretolato, non esiste più. È stato abbattuto e mai più ricostruito, e far gol alla Roma oggi è più facile che ordinare un caffè al bar. La fragilità difensiva, sia chiaro, è figlia di un guasto che chiama in causa la squadra intera. Che gioca un calcio talmente strano (brutto…) che addirittura è impossibile etichettarlo. E pensare che gli uomini sono gli stessi della difesa più forte d’Italia, anzi d’Europa. Ricordate? Roba di pochi mesi fa, non di una vita fa. Cosa è accaduto? Perché la difesa della Roma è diventata un colabrodo? Di chi è la responsabilità? Dare una risposta immediata a queste domande: ecco l’Imperativo in casa Roma perché il quarto posto è lì a (soli) 4 punti. Al di là della pochezza tecnica (e tattica), ciò che colpisce della squadra attuale è l’assoluta mancanza di comprensione, di lettura della partita. E, quindi, di un adeguato comportamento. [..] Le assenze anche a Milano hanno condizionato il rendimento del gruppo ma a tutto c’è, deve esserci un limite. La colpa non può essere sempre di chi non c’è: le responsabilità, in realtà, sono sempre di chi c’è. Allenatore compreso, perché in certi casi non esistono incolpevoli. Però l’analisi, seppur spietata, deve essere logica. Gasp quanto c’entra nel crollo post Roma-Juventus della sua squadra? Fare un confronto tra le “riserve” dell’Inter e quelle della Roma significa farsi del male. Però aiuta a capire. Dei quattro acquisti di gennaio, solo Malen ha giocato. Gli altri sono rimasti in panchina. Inutilizzati. Inutili, a ben vedere. E mentre cominciano ad affiorare le tipiche riflessioni ad alta voce di tempi come questi (“Ah, se fosse rimasto Ranieri…”, la più gettonata) la società continua a pensare al futuro mantenendo il punto di inizio stagione: anno di transizione.
Con l’obiettivo di confezionare un cambiamento radicale nei prossimi mesi. Esattamente ciò che chiede, misurando le parole, Gasp. Che parla di aggiustamenti mirati, e non di rifondazione, quando in realtà non ne vorrebbe più vedere almeno la metà di quelli che oggi frequentano i campi di Trigoria. […]