Inter-Roma, sotto esame: Chivu anti-crisi. Lautaro e tutti i big dopo quasi 5 mesi

All’Inter serviva staccare la corrente, togliere la testa dal campionato, evitare l’eccesso di cattivi pensieri. Il bisogno di allentare la tensione scudetto valeva per i tanti rimasti comodamente a Milano, lontani dal rumore delle nazionali, o per chi come Marcus Thuram ha viaggiato in direzione Stati Uniti solo per dovere di firma, ma si è preso pure la piccola gioia del ritorno alla rete, sapore sconosciuto ormai. Ci sarà poi tempo per tornare da queste parti e ripensare al tricolore con animo tutto nuovo. Cristian Chivu, in fondo, ha proprio questo obiettivo preciso: fare da tranquillante, curare la mente piuttosto che il fisico. La causa del rallentamento dell’ultimo periodo, due punticini nelle ultime tre di Serie A, è stato individuato proprio in un blocco psicologico. Sarà, ma per Chivu è un momento delicato a prescindere, il più complesso da mesi: lo stesso club si aspetta che sia lui a raddrizzare la rotta già dalla prossima sfida con la sua Roma. […] Questa Inter non è più il carrarmato capace di vincere 14 partite su 15 prima del derby di ritorno, quello attraverso cui si poteva schiacciare tutti a +13. È accaduto l’esatto contrario e, proprio dopo aver perso contro il Diavolo, sono arrivati i due pari contro Dea e Fiorentina, entrambi carichi di polemiche e rimpianti. Domenica prossima, però, Chivu può appendersi all’abbondanza ritrovata: torna soprattutto Lautaro, mancato come il pane. L’unico che non festeggerà la Pasqua in campo è Henrikh Mkhitaryan: per lui serve lavoro supplementare. Considerando però l’arretramento dell’armeno nelle gerarchie, in mano al tecnico c’è comunque la sua squadra titolare: finalmente tutti i migliori di stagione insieme nella notte più importante. Ci si può pure concedere quel dubbio nel ruolo di partner del Toro tra Pio e Thuram. Questa calda coperta mancava da quasi cinque mesi, da Inter-Lazio del 9 novembre 2025, ultima partita prima dell’infortunio alla caviglia di Denzel Dumfries.

(gasport)

Gasp all’attacco: Soulé e Pellegrini in aiuto di Malen

Otto partite, in pratica otto finali. Ad iniziare proprio dalla sfida di San Siro, dove la Roma di Gian Piero Gasperini si gioca tanto, se non quasi tutto. Fare risultato contro l’Inter capolista vorrebbe dire infatti rilanciare a pieno titolo la propria candidatura per il quarto posto finale e la qualificazione alla prossima Champions League, oltre che dare una bella iniezione di fiducia a tutto l’ambiente giallorosso. Perdere, invece, al contrario vorrebbe dire se non salutare i sogni di gloria, almeno vederli complicarsi assai, considerando anche che le concorrenti dirette non avranno impegni sulla carta proibitivi: il Como va a Udine, la Juventus ospita il Genoa di De Rossi). Insomma, Gasperini domenica a San Siro va per svoltare la stagione giallorossa, in ogni senso. La voglia è ovviamente quella di tornare a casa con un gran bel sorriso, visto che proprio l’allenatore giallorosso tempo fa aveva alzato l’asticella delle aspettative. E allora, per raggiungere quel traguardo, bisogna fare una partita perfetta. Nonostante le tante difficoltà in cui naviga la barca romanista, tra assenze e infortuni. L’ultimo è quello del brasiliano Wesley, che priverà l’allenatore giallorosso di una delle sue principali bocche da fuoco. Il terzino verdeoro è rientrato solo ieri sera a Roma e oggi svolgerà gli esami strumentali per accertare l’entità della lesione alla coscia destra. Per sostituirlo Gasperini ha tre soluzioni: Angelino, Rensch e Tsimikas, che sarebbe il cambio naturale a sinistra, ma che ogni volta che è stato chiamato in causa ha fatto male, se non anche malissimo. E poi l’altro grande cruccio di Gasp è quello di cercare di aiutare il più possibile Donyell Malen nella produzione offensiva. Insomma, di non farlo sentire solo. O, almeno, di limitare al minimo la mancanza di Dybala, l’uomo con cui l’olandese aveva stabilito una compatibilità tecnica quasi perfetta. Certo, la situazione ideale sarebbe quella di recuperare dal via Matias Soulé che nella scorsa
settimana si è sempre allenato con il gruppo e che l’allenatore giallorosso spera di riavere a disposizione già da oggi. Altrimenti ci sarà da aspettare un’altra settimana, esattamente la sfida casalinga con il Pisa, anche se poi la gara dove serve davvero è quella di San Siro e non quella contro i toscani. Dall’altra parte, invece, ci sarà ancora Pellegrini. Perché vive un buon momento e perché Gasperini ha bisogno di mandare in campo i giocatori con il maggior tasso tecnico e la qualità più alta. […] Perché uscire con una sconfitta da San Siro vorrebbe dire per i giallorossi dare quasi addio ai sogni di gloria.

(gasport)

Roma, a Milano è ancora emergenza: Wesley, Soulè e Hermoso in dubbio

LEGGO (D. PETROSELLI) – La sosta per le Nazionali ancora deve terminare ma la Roma non vede già l’ora che lo sia. Infatti, come spesso è capitato negli ultimi anni, gli impegni internazionali hanno lasciato il segno nella rosa giallorossa. Contro l‘Inter domenica prossima una sfida che dirà tanto non solo sulla lotta Scudetto dei nerazzurri, che si vedono pressati da Napoli e Milan, ma anche per quella Champions, che vede la squadra di Gian Piero Gasperini dietro al Como di tre lunghezze, a braccetto con la Juve dell’ex Luciano Spalletti. Per la partita di San Siro possibile il rientro di Matias Soulé, alle prese con la pubalgia che ancora non gli da tregua. Dall’altra però riecco gli infortuni, a partire da quello di Konè, al quale si è aggiunto però nelle ultime ore quello di Wesley con il Brasile, che ha riportato una sospetta lesione alla coscia destra, che sarà valutata in queste ore. Possibile per l’esterno uno stop abbastanza lungo, con Gasperini che spera di riaverlo almeno per le partite contro Atalanta o Bologna, che potrebbero essere chiave per la corsa al quarto posto. E dietro la situazione per la Roma non è così rosea: infatti Hermoso, da poco rientrato, si sta allenando ormai da giorni con una vistosa fasciatura sul polpaccio sinistro, segno che la situazione è piuttosto delicata. E anche Celik con la Turchia non sembra al meglio. Il rischio è che Gasp per l’Inter sia di nuovo in emergenza totale, proprio nel momento clou.

Celik, escluse lesioni muscolari: giocherà contro il Kosovo, a disposizione per la sfida con l’Inter

Arrivano notizie rassicuranti dal ritiro della nazionale turca riguardo alle condizioni fisiche di Zeki Celik. L’esterno giallorosso, che era stato costretto a saltare la precedente sfida contro la Romania per un problema fisico, è stato sottoposto a esami strumentali che hanno dato esito negativo. I test clinici hanno infatti escluso la presenza di lesioni muscolari, riconducendo lo stop a un semplice fastidio. Di conseguenza, il calciatore è tornato ad allenarsi ed è a disposizione del Commissario Tecnico Vincenzo Montella per la finale dei play-off di qualificazione ai Mondiali contro il Kosovo.

Il responso medico rappresenta ovviamente un sollievo anche per Gian Piero Gasperini. Celik, una volta conclusi gli impegni con la propria selezione, farà rientro nella Capitale per riprendere gli allenamenti a Trigoria ed essere regolarmente disponibile per il big match contro l’Inter, in programma domenica sera allo Stadio Olimpico.

(Il Messaggero)

Totti si prende il PalaEur: “Qui state a casa mia”

Si torna sempre dove si e stati bene “Ricordatevi che qui
state a casa mia
”, scherza Totti con le altre leggende del calcio. Francesco di nuovo coi piedi sul campo – al PalaEur per il primo raduno indoor di Operazione Nostalgia – e la testa sempre alla Roma: dopo lo stand by nelle trattative, è ripreso il filo diretto con la proprietà giallorossa per il suo ritorno nel club.
Francesco chiama, i Friedkin rispondono. Telefono casa. Letteralmente. Perché Trigoria è stata casa Totti: 25 stagioni da calciatore, poi la breve parentesi ai vertici del club dal 2017 al 2019, anno della separazione definitiva (per ora) dopo le frizioni con l’allora presidente James Pallotta e il consigliere Franco
Baldini
. (…) Così, nel suo ex quartiere, Francesco ha festeggiato l’anniversario dell’esordio in Serie A (trentatré anni fa, il 28 marzo 1993), con il cuore diviso tra la Roma e il campo. Anche se non è stato proprio il ritorno prospettato qualche anno fa (“mi hanno cercato alcune squadre, mai dire mai. La testa c’è“, raccontava), quella di Francesco al Palazzo dello Sport è comunque una prestazione da leggenda. Non mancano i tunnel, gli assist e la sua icona: il cucchiaio. (…) Con l’ex capitano giallorosso illuminano la serata dell’Eur Nesta, Di Natale, Boban, Zanetti e tanti altri campioni del passato. (…) Il pallone del calcio d’inizio lo porta in campo Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda della Capitale. Il PalaEur sold out come un Olimpico in miniatura (oltre 10mi-la spettatori), dove Francesco sente nostalgia di casa. Pure Totti vuole andare “veloce verso il ritorno”. Lo si capisce quando sente ancora gridare “c’è solo un capitano”, quasi non avesse smesso mai. Lo si capisce quando segna, quando tocca il pallone: senza non può starci. (…) Per questo ha intensificato le relazioni con Dan e Ryan Friedkin, mediate dai consigli del senior advisor Claudio Ranieri. Anche se le trattative, qualche settimana fa, si erano incagliate sul ruolo da ricoprire nel club. (…) Totti sarà brand ambassador per il centenario della Roma, nel 2027. Nessun ruolo dirigenziale operativo, quindi. Almeno per il momento. In prospettiva, però, non va escluso un ampliamento dei poteri, soprattutto con riferimento al reparto sporti-vo. Non a caso, nel 2019 Totti aveva lasciato per l’esclusione da ogni decisione rilevante nell’area tecnica. L’ultimo atto. Il terzo.

(La Repubblica)

Roma in casa dell’Inter a caccia della finale

IL TEMPO – Obiettivo finale. La Roma all’Arena Civica “Gianni Brera” di Milano sfida l’Inter nella semifinale di ritorno di Coppa Italia (15, Sky): 1-1 all’andata, con le reti di Babajide e Wullaert. In caso di parità di gol segnati nei 180′, si giocherebbero due tempi supplementari da 15′ ciascuno; in caso di ulteriore parità, la qualificazione verrebbe decisa ai rigori. Le giallorosse, che hanno vinto il trofeo nel 2021 e nel 2024, vanno a caccia della sesta finale consecutiva: “Ci attende un’altra gara durissima, contro una squadra forte che ci sta dando filo da torcere anche in campionato (Roma capolista a +6 dalle nerazzurre, ndr). Teniamo molto a questa competizione, l’andata ci ha dato tanta fiducia e ripartiremo da li. Per come era partita questa stagione – ha spiegato Rossettini alla vigilia – sarebbe un risultato straordinario raggiungere la finale. Ad ogni modo, il percorso fatto da questa squadra è comunque straordinario e lo rimarrà a prescindere“. Torna Pilgrim tra le convocate. Alle 18 a Biella l’altra semifinale, Juventus-Fiorentina: si riparte dal 2-0 in favore delle bianconere.

Pellegrini, due mesi per il futuro

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Poco meno di due mesi e otto partite al termine del campionato. Un periodo decisive per la Roma per raggiungere la qualificazione alla prossima Champions League. È un lasso di tempo in cui si deciderà il futuro di Lorenzo Pellegrini. Il contratto del numero 7 giallorosso scadrà il 30 giugno e, al contrario delle situazioni relative a Paulo Dybala e Stephan El Shaarawy che sembrano ben indirizzate verso la separazione, non è ancora detta l’ultima parola sulla fine di un matrimonio iniziato nel 2005 dalla categoria “Pulcini”. Pellegrini sta avendo uno spazio importante con Gian Piero Gasperini e non è per ora stata presa una decisione definitiva sul suo futuro, con la presenza di alcuni spiragli per un rinnovo che la scorsa estate sembrava impossibile. Quest’anno la stagione è infatti iniziata in salita per via dell’infortunio al tendine che ha richiesto l’operazione nel finale della scorsa stagione. Poi il centrocampista romano ha assunto un ruolo non da comprimario all’interno della squadra, con quasi duemila minuti disputati. Dal punto di vista tecnico sono pochi i dubbi su Pellegrini in società, ma a pesare in maniera notevole c’è la questione economica. Negli ultimi due anni di contratto l’ingaggio ha visto una base fissa di 4,5 milioni, con 2 milioni di bonus fedeltà e un’altra parte variabile aggiuntiva legata al rendimento personale e della squadra. Ed è proprio lo stipendio il nodo sul quale si giocherà tanto la partita del rinnovo. Colloqui preliminari tra il club e il suo agente sono andati già in scena, con la Roma che ha chiarito che per parlare di rinnovo c’è bisogno di un pesante taglio dei costi. A Trigoria stanno valutando un eventuale prolungamento, fissando un tetto a 2-2,5 milioni annuali. sostanzialmente un terzo di quanto attualmente percepito. Tanto dipenderà anche dalle offerte che gli arriveranno – ci sono stati sondaggi di Inter e Juventus – e da che idee avrà Gasperini per la costruzione della squadra futura. Ma se Pellegrini dovesse “accontentarsi” di uno stipendio molto più basso dell’attuale da 6,5 milioni il rinnovo non è affatto da escludere. Anche per non aggiungere un altro elemento al tanti da sostituire a fine stagione.
Nel frattempo, proiettandosi già alla sfida con l’Inter, non arrivano buone notizie dal fronte Wesley. A Trigoria lo aspettano in giornata per gli esami strumentali, ma le comunicazioni arrivate dallo staff medico del Brasile lasciano poche speranze per un suo utilizzo alla ripresa del campionato dopo la sosta. Un quadro definitivo lo darà la risonanza che sarà effettuata in queste ore per verificare quanto è estesa la lesione muscolare diagnosticata in nazionale.

Inter lontana per Wesley, Gasp spera almeno in Soulé

Nuovo stop per Wesley, il motore della Roma di Gasperini. Il laterale brasiliano si è fermato giovedì al minuto 26 della ripresa (al suo posto l’ex giallorosso Ibanez) dell’amichevole tra la Seleçao di Ancelotti e la Francia di Deschamps a Boston. La diagnosi fatta oltreoceano preoccupa Gian Piero: lesione muscolare alla coscia destra. Wesley sarà nella Capitale in giornata: subito — tra oggi e domani — altri accertamenti per capire l’entità della lesione. Che se verrà confermata, costringerà il brasiliano a saltare la partita di domenica contro l’Inter a Milano e probabilmente anche quella di venerdì 10 aprile contro il Pisa all’Olimpico. Celik, invece, sta meglio: non convocato contro il Lecce, è andato in tribuna nel playoff mondiale Turchia-Romania di giovedì. Ma da due giorni è di nuovo in gruppo: sarà disponibile per la sfida a di martedì a Pristina contro il Kosovo. (…) Il ballottaggio è sempre lo stesso, tra Tsimikas, mancino naturale, e Rensch. L’emergenza, insomma sembra non finire mai: Wesley si aggiunge agli altri due titolari Koné e Dybala (senza dimenticare i centravanti Dovbyk e Ferguson). L’obiettivo di Gian Piero — la Roma riprenderà martedì gli allenamenti — è il recupero di Soulé che ormai lavora in gruppo. Ma sente ancora dolore. Torna d’attualità, intanto,
Carlos Augusto, mancino ventisettenne dell’Inter. (…) Massara ne ha parlato con Riso, procuratore di Carlos Augusto e anche di Mancini e Cristante per i quali sta definendo il rinnovo di contatto. (…) Operazione comunque complicata: il giocatore è legato all’Inter fino al 30 giugno 2028.

(corsera)

Le proviamo tutte

IL CORRIERE DELLO SPORT (I. ZAZZARONI) – Rieccoci. Prima dell’Irlanda del Nord abbiamo regalato la bandiera dell’Italia e prima della Bosnia vi offriamo il poster dell’undici iniziale di Bergamo (benedetta scaramanzia, risorsa calcistica). Se ci chiedeste anche di cantare l’inno allo stadio di Zenica (…) metteremo insieme un gruppo che altro che il Volo. Gli Azzurri per caso. E necessità. Tutto faremmo – e si dovrebbe fare – per evitare di saltare per la terza volta di fila il Mondiale. Detto questo, mi sfugge l’origine dell’ottimismo generato dal successo sui nordirlandesi. Perché la Bosnia di Kolasinac, Muharemovic, Tahirovic, Dedic, Dzeko, Demirovic e dell’impronunciabile gioiellino Bajraktarevic vale assai più della nazionale battuta giovedì scorso, anche se nel ranking Fifa non figura tra le prime 70.
Loro si difenderanno -lo sanno fare bene – all’italiana. Noi, non sapendo giocare alla bosniaca e non avendo da secoli ormai un Totti, un Baggio o un Del Piero (mi basterebbe uno Zola) dovremo tentare di chiuderla nei tempi regolamentari. (…) Quando parlo di entusiasmo non mi riferisco alla reazione di Dimarco, Vicario e Pio all’errore decisivo dei gallesi. (…)Niente paura, dunque, solo rispetto per la Bosnia e Edin. Perché chi manca di rispetto verso il prossimo, manca di dignità verso sé stesso.

Totti, l’ultima curva

Ambasciatore non porta pena. Forse vale per tutti ma non per Totti: il ruolo che la Roma vorrebbe cucire a misura di Francesco, simbolo scolpito nella pietra dei ricordi del tifoso ma impossibile da considerare come una statuina. “La firma? Di chi? Di Dybala o la mia? Beh a 50 anni posso dare ancora tanto“, ha scherzato ieri (con la solita ironia) dopo aver deliziato il pubblico di Operazione Nostalgia, al PalaEur. Oneri e onori, ben oltre l’incarico di rappresentanza per il centenario. Anche se non dovesse avere mansioni specifiche nel settore tecnico o nell’area sportiva, le sue parole finiranno per influenzare parecchie dinamiche. (…) Quando andò via, stanco della gestione Pallotta, Totti lamentò proprio la scarsa considerazione “Un giorno tornerò, magari con un’altra proprietà“, promise. Il destino e la volontà dei Friedkin hanno preparato un terreno fertile a un incarico ancora diverso. Il centenario del 2027 è dietro l’angolo, il cantiere del nuovo stadio dovrebbe sorgere proprio il prossimo anno e il legame con i tifosi è immutato: “ambassador”, certo, ma non solo uomo-immagine. Sarà anche un Totti istituzionale. (…) per dare il consiglio giusto a Gasp, la chiamata per convincere un calciatore a sposare il progetto, la parola pubblica pronunciata per cambiare qualcosa, l’appeal attira-sponsor e tanto altro.
I dialoghi con Ryan Friedkin sono in corso. L’attesa dell’annuncio è legata per lo più alle contingenze dell’attualità. (…) Qualche dettaglio economico da inquadrare, un paio di condizioni da limare, il tempo giusto e poi il ritorno verrà annunciato. Ieri il
dieci ha ricordato l’ultimo anniversario lontano dal club, i 33 anni dal debutto, tra tocchi di suola, gol e assist. La nostalgia lascerà presto il posto alla felicità di esserci, di nuovo con la lupa sul petto, con lo stesso entusiasmo del primo giorno.

(corsport)