Aldair: “Gasperini l’uomo giusto, ma la Juve è favorita per la Champions. Totti? Mi aspettavo di vederlo in società già tempo fa…”

CORSERA – Dopo aver preso parte all’evento di Operazione Nostalgia al Palasport di Roma, l’ex colonna giallorossa “Pluto” Aldair ha parlato del momento della Roma e del rush finale che attende il gruppo di Gian Piero Gasperini. Il brasiliano si è esposto in particolar modo sulla corsa Champions League che vede la Roma in questo momento rincorrere in classifica e con la gara di San Siro contro l’Inter come prossimo impegno: “La qualificazione in Champions non dipenderà esclusivamente dalla gara contro l’Inter. Sono più forti e quindi favoriti, ma poi ci sono 7 giornate da giocare. La Roma è vicina al quarto posto, un eventuale passo falso non può e non deve essere considerato fatale” ha detto il brasiliano al quotidiano.

Chi vede favorita nella corsa Champions League? “La Roma parte leggermente dietro. Ma facendo punti su un campo difficile come quello di San Siro manderebbe un segnale forte. Ci sono però altre squadre davanti a lei. […] Onestamente però che credo che la favorita sia la Juventus. Di solito quando i bianconeri arrivano alle ultime giornate con un obiettivo da raggiungere, non sbagliano. La storia, in tal senso, ha un peso. Mi aspetto un filotto di vittorie da parte loro. Sta alla Roma tenere la battaglia aperta fino all’ultimo e complicare la loro vita.”

Sul lavoro svolto da Gasperini “È al primo anno qua e non è semplice riuscire a imporre il proprio gioco, dunque va considerato positivo. Ha portato l’Atalanta a grandi livelli, ma Bergamo è una piazza diversa, quindi non si può pretendere che incida subito allo stesso modo. Anche lui ha bisogno di tempo. A me però sembra che stia seminando bene: è la persona giusta per aiutare la Roma a raggiungere uno status più importante rispetto a quello attuale”.

Riporterebbe Totti dentro la società? “Onestamente mi aspettavo di vederlo in un ruolo dirigenziale già tempo fa. Al momento ancora non c’è, ma mi auguro per lui e per il bene della società che presto si possa trovare un ruolo adatto a lui. […] Totti deve stare dentro questo club perché nessuno lo rappresenta più di lui.”[…]

Un giocatore che l’ha sorpresa quest’anno? “Devo dire Wesley. Il primo anno solitamente è molto difficile. Quello italiano è un campionato equilibrato, eppure lui ha avuto un impatto positivo.”[…]

Paolo Verdone e lo scherzo del padre Carlo: “Al telefono finse una chiamata con l’agente di Totti”

CORSERA – Paolo Verdone, figlio del noto attore Carlo Verdone, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati ha svelato un divertente scherzo a tinte romaniste con suo padre (in collaborazione con lo sceneggiatore Pasquale Plastino) che finse una chiamata con l’agente di Francesco Totti. Ecco le sue parole: “Mio padre era famoso per gli scherzi. Ne fece uno anche a me. A 10 anni giocavo a calcio nel Valle Aurelia. Davanti a papà feci una doppietta. In casa siamo romanisti. La mattina dopo, una persona al telefono sosteneva di essere l’agente di Totti, di avermi visto giocare e di volermi convocare a Trigoria per un provino. Ma la voce era dello sceneggiatore di papà, Pasquale Plastino. Poi prese la cornetta papà, ‘Paolo è uno scherzo, sono io!’. Rimasi di sasso. Mi chiese scusa, ma restai offeso. Lo perdonai solo quando mi portò a conoscere Totti per davvero“.

Dovbyk: ultima risonanza magnetica nella seconda metà di aprile. Obiettivo convocazione entro inizio maggio

L’ultima apparizione in giallorosso è datata 6 gennaio 2026, nella vittoria per 0-2 in casa del Lecce in cui è riuscito anche ad andare a segno dopo un periodo di stop. Poi, un altro infortunio proprio nella trasferta contro i salentini, ancora più importante, lesione al tendine che lo ha costretto all’operazione. Una stagione a dir poco travagliata quella di Artem Dovbyk, che sta procedendo nella fase di riabilitazione dall’infortunio.

La sua stagione, però, potrebbe non essere necessariamente finita. L’ucraino lavora per rientrare nella seconda metà di aprile, in tempo per gli sgoccioli di campionato in cui la Roma spera di giocarsi ancora l’accesso alla prossima Champions League. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, l’attaccante nella parte finale del mese di aprile si sottoporrà all’ultima risonanza magnetica di controllo per avere il via libera dai medici e punta ad essere convocato tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio. Dovbyk vuole esserci per aiutare i suoi compagni a raggiungere l’obiettivo. L’ucraino potrebbe rappresentare una risorsa in più per Gasperini.

(Il Tempo)

Gli ostacoli ai nuovi stadi: Roma, rebus Commissario. Lazio, nodo Beni Culturali

Da una parte del Tevere, la giallorossa, il rischio che svanisca l’opzione veloce del Commissario per lo stadio di Pietralata. Dall’altra, la biancoceleste, il timore che si debba ricominciare daccapo ricalibrando il progetto sul Flaminio. […] Riguarda l’impianto della Roma sul quale, in Campidoglio, è appena stato rinnovato l’interesse pubblico con l’auspicio di far rientrare lo stadio nella procedura fast agevolata dal Commissario degli stadi di Euro 2032. Per altro col possibile turbo amministrativo legato all’investitura di un sub-commissario, forse addirittura il sindaco Roberto
Gualtieri. È che lì a Pietralata, durante i carotaggi archeologici, sono spuntati campioni avvelenati dall’arsenico che, sì, potrebbero anche essere ricondotti alla natura stessa del suolo e che comunque, in assoluto, non rappresentano un problema insormontabile. Ma che necessitano di ulteriori analisi. Così come gli idrocarburi pesanti, emersi durante gli stessi scavi, che potrebbero invece avere origine antropica, ovvero banali sversamenti da zozzone seriale in un’area abbandonata. E quella a Pietralata lo era, almeno finché la Roma non si è interessata a lei. Già a dicembre il club si è mosso per segnalare le presenze sgradite nel terreno e, va detto, sta portando avanti i propri sondaggi con grande precisione. L’Arpa, una volta tirata in ballo, dovrà però effettuare i suoi in contraddittorio attraverso una procedura che prende due mesi. Pronta a partire, vero, ma solo quando gli archeologi avranno finito di scavare, un mesetto o giù di lì. Il che, quindi, finisce per allungare i tempi quel tanto che basta per sfilare lo Stadio della Roma dal dossier Euro 2032: cioè, niente iter velocizzato dal Commissario Massimo Sessa, e via a quello ordinario in Conferenza dei servizi. Che non spaventa la Roma, ma che qualche trappola in più può presentarla. Il coefficiente di giallo è alto pure sul fronte Lazio Flaminio. Ed è legato a quello che manca nel plico del progetto presentato dal patron Claudio Lotito. […]

(corsera)

La Roma dà un taglio

Un sogno sostenibile. Non è più tempo di spese pazze nel calcio, neppure
per quelle proprietà facoltose che ambiscono a vincere e non s’accontentano di partecipare. La Roma di Friedkin, secondo patron più ricco della Serie A dopo la famiglia Hartono, si avvicina alla stagione del centenario giallorosso da una parte con la voglia di scrivere una pagina di storia e dall’altra con l’esigenza di continuare ad abbattere il monte ingaggi, quello che ancora oggi rappresenta la voce di spesa più corposa in società. Dan, al suo arrivo, ha trovato una situazione abbastanza critica: il club viveva al di sopra delle proprie possibilità, pagava troppo i calciatori, elargiva stipendi faraonici e contava un numero esagerato di dipendenti in tutte le aree, dalla dirigenza alla comunicazione. Negli ultimi cinque anni a Trigoria è stato un continuo sforbiciare e l’operazione non può dirsi ancora conclusa. Solamente per il parco giocatori e lo staff di supporto alla squadra, dalle casse della Roma in questa stagione usciranno 140 milioni lordi circa di emolumenti. L’obiettivo della proprietà è scendere sotto quota 100 nel giro di un paio di stagioni al massimo. Non è semplice, ma neppure impossibile. Basti pensare che i calciatori con il contratto in scadenza al 30 giugno, cioè Dybala, El Shaarawy, Pellegrini e Celik, messi insieme, pesano sul monte ingaggi più di 30 milioni di euro. Lo stallo attuale nelle contrattazioni è quindi una spiegazione plausibile sul perché la direzione sportiva del club non abbia ancora approfondito i dialoghi per gli eventuali rinnovi. In quest’ottica va ricordato come la Roma, nel 2022, abbia siglato con l’Uefa un patto per rientrare nei confini del fair play finanziario entro il 2025-26. Oltre agli ammortamenti, cioè la distribuzione della cifra spesa per gli acquisti dei cartellini in base agli anni di contratto dei calciatori, a pesare è anche il costo dei giocatori in lista che dovrebbe essere inferiore alla stagione precedente. La società ha pagato delle piccole multe strada facendo, ma i conti sono in netto miglioramento e questo fa ben sperare in vista della valutazione finale. In qualsiasi caso, delle plusvalenze al 30 giugno saranno necessarie e la prospettiva di dover sacrificare un big appare concreta. La Roma deve rispettare i parametri Figc legati al costo del lavoro allargato e come tutti i club europei anche la “Squad Cost Rule”, la norma Uefa che stabilisce come il costo della rosa non debba superare il 70% dei ricavi. La logica è comune: solo aumentando le entrate una società può permettersi di pagare stipendi più alti o acquistare per cifre maggiori. La top 11 dei giallorossi più remunerati conta 77 milioni lordi di stipendi. Da Dovbyk (più di 6 annui) a Tsimikas (4,6) fino a Ferguson (3,3), alcuni sono già fuori o ai margini del progetto tecnico. Tagliare, in alcuni casi, non sarà doloroso.

(corsport)

E il gruppo è sempre più giovane

L’allestimento di una squadra economicamente sostenibile passa, per forza di cose, dal ringiovanimento della rosa. È un’equazione che il mondo del calcio conosce bene: nella fascia d’età 25-30 gli stipendi del calciatori sono inevitabilmente più alti. Ecco perché comprare giovani significa investire più che spendere, risparmiando sul costo del lavoro. Nell’ultimo anno e mezzo, Dan Friedkin ha messo mani al portafoglio con un esborso economico da oltre 200 milioni di euro per i cartellini di giocatori tutti al di sotto dei 24 anni: da Matias Soulé, pagato alla Juve 26 milioni più altri 4 di bonus, a Robinio Vaz, l’ultimo colpo under in un mercato in cui Gasperini si aspettava, in realtà, più acquisti alla Malen. Gli arrivi di Ghilardi, Ziolkowski, El Aynaoui, Wesley, Venturino e Zaragoza rientrano in questa visione. Delle divergenze di prospettive tra area tecnica e sportiva si è già detto molto; in qualsiasi caso, la proprietà continua a battere la strada della gioventù. Nel 2023-24 i giallorossi avevano una rosa con quasi 28 anni di media ed erano la terza squadra più esperta del campionato dietro a Lazio e Inter. Oggi l’età del gruppo è scesa a 26 anni: in Italia non c’è big più giovane della Roma.

(corsport)

Oggi la verità sullo stop di Wesley: Roma in ansia

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Tutti a Trigoria hanno le dita incrociate, ma le notizie arrivate dallo staff del Brasile lasciano davvero poche speranze. Ieri Wesley è tornato in Italia dopo aver dovuto abbandonare in anticipo il ritiro dei verdeoro per via di un infortunio muscolare alla coscia destra avvertito durante l’amichevole contro la Francia. Oggi il laterale si sottoporrà agli esami strumentali con i medici della Roma, che sono stati avvisati dai colleghi brasiliani di una diagnosi di lesione, con uno stop di almeno 2-3 settimane. I tempi di recupero saranno più precisi soltanto dopo la nuova risonanza magnetica, ma non ci sono margini per vederlo
contro l’Inter. Una bella tegola per Gasperini, che dovrà decidere chi schierare tra Rensch e Tsimikas sulla corsia di sinistra. Difficile invece che Angelino possa partire dall’inizio dopo lo spezzone disputato nell’ultima partita con il Lecce.
Contro i nerazzurri Gasp, che fa gli scongiuri per gli altri giocatori impegnati in nazionale, conta di vedere in panchina Soulé dopo la lunga assenza per la pubalgia.
Dall’infermeria non arriveranno altre buone notizie: appuntamento con il Bologna per Koné, anche lui alle prese con una lesione alla coscia, mentre Dybala sta lavo-rando, con le prime apparizioni in campo, per rientrare nella seconda metà di aprile dopo l’operazione al menisco. Proprio in quei giorni Dovbyk si sottoporrà all’ultima risonanza magnetica di controllo per avere il via libera definitivo per il ritorno dopo l’intervento per la lesione al tendine. L’ucraino vuole essere convocato tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, in modo da dare una mano nello sprint finale per raggiungere la Champions League.

Roma in ansia per Wesley ma Gasp recupera Soulè

Gian Piero Gasperini inizia la settimana che porterà la sua Roma a sfidare l’Inter, con due stati d’animo opposti. Da una parte l’ansia per Wesley, dall’altra l’attesa per Soulé. Due fronti aperti, due sensazioni diverse, ma la stessa urgenza: capire con quali uomini la Roma arriverà alla sfida di domenica prossima contro i nerazzurri di
Chivu. Il versante che preoccupa di più è quello di Wesley. L’esterno brasiliano ha riportato giovedì scorso nell’amichevole Brasile-Francia una lesione alla coscia destra che quasi sicuramente lo terrà fuori dalla sfida contro l’Inter. Il calciatore è rientrato ieri a Roma e oggi si sottoporrà ai controlli del caso. Il club vuole fare chiarezza sull’entità dell’infortunio, per capire se si tratta di uno stop gestibile in tempi brevi oppure di qualcosa di più delicato. Più incoraggiante, invece, il quadro che riguarda Soulé. L’argentino continua a lavorare a Trigoria con i compagni e manda segnali di graduale miglioramento. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se potrà spingersi fino a una maglia da titolare o se, più realisticamente, il rientro passerà da una panchina iniziale. Ma rispetto alle ultime settimane la sensazione è cambiata: stavolta il ritorno tra i convocati non è più soltanto un’ipotesi. L’argentino sta provando a bruciare le tappe anche fuori dal campo. Sui social ha mostrato una parte della sua routine di recupero domestica, con il lavoro svolto dentro una camera iperbarica personale personalizzata con la scritta “DIO”, omaggio evidente a Diego Armando Maradona. Un dettaglio che racconta la volontà del giocatore di forzare i tempi del recupero per tornare a disposizione di Gasperini dopo oltre un mese e mezzo di assenza. Con l’allenatore che spera di ritrovare un attaccante in più, in vista del rush finale per la Champions League.

(Repubblica)

Soulè, fatiche da Champions

L’aereo per Milano è pronto a partire e Soulé non vuole rimanere ancora una volta senza biglietto. L’obiettivo è San Siro, lo stadio nel quale l’anno scorso ha praticamente tolto lo scudetto all’Inter e regalato alla Roma la speranza di poter lottare per la Champions League. E da lì riparte la rincorsa al quarto posto. Manca dal 15 febbraio, la pubalgia lo ha costretto ad alzare bandiera bianca proprio quando Gasperini aveva finalmente trovato il centravanti che tanto cercava. Malen e Soulé insieme dal primo minuto si sono visti solamente tre volte. L’argentino da quaranta giorni sta lavorando per tornare al top della condizione. Sessioni a Trigoria e quelle extra, anche ieri. Sedute specifiche in palestra e trattamenti speciali nella camera iperbarica. […] La pubalgia è un cliente scomodo e i tempi per il rientro in campo non sono mai certi. C’è anche chi ha scelto di operarsi come Zaccagni e Rovella, ma è una strada che non è stata presa in considerazione. Il conto dei gol si è fermato a sette tra campionato e Coppa. Ma nonostante lo stop forzato è ancora il secondo miglior marcatore in rosa, solo Malen ha fatto meglio. Domenica c è l’Inter e la voglia di esserci è tanta. Questa settimana sarà decisiva, aumenterà i carichi di lavoro e Gasperini deciderà se convocarlo o meno. Domani la ripresa degli allenamenti, mentre oggi sarà la giornata decisiva per Wesley. Effettuerà nuovi controlli per stabilire il grado della lesione alla coscia destra, il rischio è di perderlo per un mese.

(Il Messaggero)

Dzeko, il nemico che non ti aspetti: rilanciato dall’Italia, può affossarla

Ci risiamo, di nuovo Edin Dzeko. Dopo anni ad aver fatto le fortune di Roma ed Inter, domani potrebbe decretare il fallimento del calcio italiano. Con quello sguardo astuto e il faccino pulito è ancora lì a 40 anni con la fascia di capitano della Bosnia a indottrinare i suoi compagni su come fare male all’Italia e agguantare il suo secondo Mondiale. Un’Italia che gli ha regalato la sua seconda vita calcistica nell’ormai lontano 2015 quando, scartato dal Manchester City e dalla Premier League, è stato accolto alla Roma come un eroe in un agosto rovente, migliaia di romanisti sono andati a dargli il benvenuto all’aeroporto di Fiumicino intasando lo scalo. Lui non si aspettava un amore così grande a prima vista ed è subito diventato pazzo della gente e di quella città che con il tempo ha imparato ad apprezzare. Si è commosso all’addio di Totti e ha partecipato a quella storica semifinale contro il Liverpool arrivata dopo una clamorosa rimonta contro il Barcellona di Iniesta, Messi e Suarez. Alla Roma è rimasto sei stagioni, durante le quali è stato chiamato dal Chelsea per ritornare in quella Premier che se ne era liberata troppo in fretta. Lui ha rifiutato per continuare la sua avventura in Italia, è andato all’Inter dove ha disputato una finale di Champions e poi il flop alla Fiorentina di sei mesi. Domani tanti suoi amici, diventeranno nemici per una notte. Quel filo conduttore con il calcio italiano sembrava essersi spezzato a gennaio scorso con il suo trasferimento in
Germania ed invece destino ha voluto che si riannodasse. Forse per un ultima volta, quella in cui il passato torna a bussare senza chiedere permesso. Domani, nel gelo di Zenica, Edin avrà lo sguardo di chi sa già dove colpire. E potrebbe chiudere il cerchio nel modo più crudele provando a far male chi lo ha più amato.

(Il Messaggero)