Il mese che verrà

Tutto in un mese. Calendario alla mano segnatevi queste due date: 2 gennaio e 2 febbraio. Trenta giorni dove si capirà molto della stagione della Roma. […] Passa tutto o quasi da questi 30 giorni: 6 gare di campionato (Atalanta, Lecce, Sassuolo, Torino, Milan, Udinese) per difendere il quarto posto dall’attacco della Juventus e capire se c’è margine per impensierire le prime tre; 2 partite europee (Stoccarda e Panathinaikos) per qualificarsi tra le prime 8 (attualmente i giallorossi sono decimi a -l dal Porto ottavo) ed evitare così i playoff a febbraio; primo round di Coppa Italia contro il Torino (poi avversario in campionato nel weekend successivo) per mettere fine alla maledizione che vede la Roma non raggiungere la finale da ben 12 anni e non alzare il trofeo addirittura dal 2008. E come se non bastasse, c’è il mercato al quale soltanto pubblicamente Gasperini dice di non credere. Non è così. E le riunioni molto animate prima di Natale avvenute a Trigoria, dove a partecipare oltre al tecnico c’erano anche il ds Massara e Ranieri più in collegamento video Dan e Ryan Friedkin, sono lì a dimostrarlo. Gasp ha le idee chiare: vuole due attaccanti (…), un centrale difensivo e soltanto se ci sarà la possibilità, magari a fine mercato (e quando sarà rientrato El Aynaoui dalla Coppa d’Africa) un centrocampista, attingendo allo scambio Pisilli-Frendrup. Ma sui due attaccanti (Zirkzee e Raspadori) non transige. L’idea è chiara: stravolgere il reparto offensivo, riportare stabilmente Dybala nella linea dei trequartisti, privarsi a malincuore di Baldanzi (Pisa o Verona) e con molta più leggerezza di almeno uno tra Dovbyk e Ferguson. […] Come è possibile infatti che una squadra che nell’anno solare fa meglio di tutte le rivali, alla fine resta sempre dietro quando c’è da andare all’incasso? Per questo motivo Gasp preme l’acceleratore sul mercato. La differenza, anche in un campionato anomalo come quello che stiamo vivendo, la fanno gli scontri diretti e la Roma, nelle ultime tre stagioni, è dietro a tutti (Inter, Napoli, Atalanta, Milan, Juventus e Lazio, in rigoroso ordine di punti ottenuti) avendo conquistato appena 6 successi, 9 pareggi e addirittura 14 sconfitte. […]

(Il Messaggero)

Davanti piace anche Schjelderup. Il Benfica lo può dare in prestito

“Non ci sono solo loro”. Il ds Massara ha confermato l’interesse per Zirkzee e Raspadori, ma non ha escluso nomi a sorpresa. Tra loro c’è Andreas Schjelderup del Benfica, ala sinistra norvegese classe 2004 che fatica a trovare spazio con Mourinho (appena 13 i minuti giocati nelle ultime quattro partite). […] Lo scorso novembre, inoltre, Schjelderup è stato protagonista di una brutta storia. Il Tribunale di Copenaghen, infatti, lo ha condannato a 14 giorni di carcere per la diffusione di un video sessualmente esplicito raffigurante minorenni. II giocatore si era autodenunciato e aveva chiesto pubblicamente scusa parlando di «scherzo di cattivo gusto». Un altro nome monitorato è quello di Alphadjo Cissè, di proprietà del Verona ma in prestito al Catanzaro.

(Gasport)

Tutto su Zirkzee. Joshua ieri a segno, ma sarà giallorosso: l’assist da Mateta

La sorpresa è stato vederlo in campo dal via, ieri sera, per la sfida dell’Old Trafford che il Manchester United ha pareggiato in casa contro gli ultimi della classe, quei Wolves che venivano da ben 11 sconfitte consecutive. Una gara che Joshua Zirkzee ha giocato però solo per 45 minuti, quelli del primo tempo. Poi, con i Red Devils impantanati sull’1-1, Amorim ha scelto di lasciarlo sotto la doccia, preferendogli Jack Fletcher. Eppure qualcosa di diverso ieri era successo, non fosse altro perché a portare in vantaggio lo United era stato proprio Zirkzee, dopo 27 minuti, anche se con un tocco decisivo di Krejci. […] Resta però il fatto che Zirkzee vuole venire alla Roma e la cosa, nei giorni scorsi, l’ha detta anche alla dirigenza dei Red Devils. Roma e Manchester United stanno dialogando tramite gli intermediari, ma un’offerta ufficiale da parte dei giallorossi ancora non è arrivata al club inglese. La Roma, però, ha fatto sapere di essere disposta a pagare un prestito oneroso, più un diritto di riscatto condizionato che sposti il pagamento sul prossimo esercizio finanziario. Magari anche a condizioni favorevoli, quasi un obbligo mascherato, legando l’eventuale riscatto del giocatore a un numero di presenze (intorno al 60%). Poi bisognerà mettersi d’accordo sulla cifra finale dell’operazione, perché i Red Devils continuano a chiedere tra i 38 ed i 40 milioni di euro e la Roma spera di strappare una valutazione migliore. […] Ma se la Roma non dovesse riuscire ad “assorbire” il costo di Zirkzee, potrebbe esserci anche un’altra strada. A comprare il giocatore sarebbe l’Everton, che poi lo girerebbe in prestito alla Roma per sei mesi, per poi capire a giugno come comportarsi. […] Zirkzee, insomma, in un modo o nell’altro dovrebbe essere a Roma per metà stagione, anche se poi l’operazione potrebbe avere anche un’accelerata. […] E allora i Red Devils hanno virato su Jean-Philippe Mateta, attaccante francese del Crystal Palace, uno che costa comunque una quarantina di milioni di euro. Se lo United dovesse riuscire a chiudere la trattativa nei primi giorni del mese di gennaio, allora potrebbe anche permettere a Zirkzee di venire a Roma prima del ritorno dalla Coppa d’Africa di Amad Diallo (Costa d’Avorio) e Bryan Mbeumo (Camerun). […]

(Gasport)

Candela: “Si può lottare per lo Scudetto. Gasp trasforma tutto in oro”

GASPORT – Vincent Candela, ex giocatore della Roma, ha risposto alle domande del quotidiano sportivo. Ecco le sue parole:

Candela, la Roma può lottare per lo scudetto?
«Certo, la classifica parla chiaro. È giusto combattere fino alla fine per la Champions, ma nel calcio è bello anche sognare. E poi negli ultimi anni per me la più forte di tutti è sempre stata l’Inter, ma una volta ha vinto il Milan e due il Napoli. Il che vuol dire che si può fare, a prescindere da chi vale di più…».

Vederla lì, con le favorite, non è una sorpresa?
«Per me non lo è mai stata, già nella scorsa stagione ha sfiorato la Champions. Poi, magari, manca qualcosa per combattere fino alla fine, ma c’è un valore aggiunto: Gasperini, che trasforma un po’ tutto in oro. La sua esperienza fa la differenza: è
uno che ti fa passare un giocatore da 5 a 7 e da 6 a 8. Squadra e società sono da
celebrare. Non parlo neanche della tifoseria, perché quella sono 50 anni che è una
meraviglia
».

Qual è il segreto di questa squadra?
«La Roma e oggi è anche squadra, c’è un gruppo che lavora, perché nel calcio il gruppo fa la differenza. Si corre per il compagno, ci si aiuta. E questo lo capisci anche perché poi giocano bene un po’ tutti, non c’è uno che svetta davvero».

Anche se ci sono tre 2000 che hanno messo le ali: Wesley, Kone e Soule.
«Wesley mi piace a sinistra, mi ricorda quello che facevo io con il piede destro…C’è da lavorare ancora un po’ sulla tecnica, ma ha corsa, agonismo e una voglia speciale. Koné è un gigante sia quando ha la palla sia quando difende, tanto che è diventato un titolare della Francia. Secondo me può fare ancora meglio. Come Soulé, che è già importantissimo e a cui Gasperini ha dato un’anima. Ma il mio giocatore chiave è un altro...».

Quale, ci dica…
«Cristante, lo dico dal primo giorno in cui è arrivato. Non e Totti o Zidane, ma è intelligentissimo e in campo dà equilibrio. Sa verticalizzare, pressa, trascina la squadra e può giocare ovunque. Ci sarà un motivo se alla fine gioca sempre lui. Con tutti…»

Un 2025 da regina: con Ranieri e Gasp la Roma ha fatto più punti di tutti in A

Regina d’Italia! Che a pensarci bene, considerando gli 82 punti raccolti in 37 partite, verrebbe quasi da consegnarle uno scudetto virtuale. Perché, ad esempio, 82 punti sono anche quelli con cui il Napoli è diventato campione d’Italia nella scorsa stagione, tra l’altro con una partila in più rispetto ai giallorossi. Insomma, basterebbe questo per sottolineare la meraviglia di questo 2025 della Roma, per metà targato Claudio Ranieri (con lui 20 partite) e per metà Gian Piero Gasperini (che ha invece guidato la Roma nelle altre 17 gare). Un binomio di allenatori che ha messo le ali ai giallorossi: Ranieri rialzandoli da una situazione disastrosa e portandoli ad un passo
dalla Champions League, Gasperini sfruttando la benzina messa nel motore dallo stesso Ranieri, aggiungendoci poi anche qualche (importante) additivo in più. Dal derby (vinto) del 5 gennaio scorso al 3-1 inflitto al Genoa di Daniele De Rossi lunedì sera la Roma in questo anno solare ha messo insieme 26 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte, con un totale di 52 gol fatti e 22 subiti. In questo percorso fatto di mille
sorrisi e tante rincorse, la parte del leone l’ha fatta soprattutto Claudio Ranieri, che in 20 partite ha portato a casa la bellezza di 49 punti, alla media di 2,45 a gara.
[…] Ma anche Gasperini ha viaggiato forte, i suoi 33 punti in 17 gare valgono una media di 1,94 punti a partita e quel quarto posto che oggi vorrebbe dire – appunto – Champions League. […] È ovvio che se i due allenatori sono stati i volti principali di questo 2025 d’oro, anche alcuni calciatori hanno inciso in modo importante nel percorso della Roma. Tre su tutti, uno per reparto: Mile Svilar in difesa, Manu Koné a centrocampo e Matias Soule in attacco. […] Intorno a questi tre, poi anche una serie di stelle più o meno luminose. Come quella di Gianluca Mancini, ad esempio, che con Ranieri è andato a fare il centrale, diventando uno dei difensori dominanti della Serie A e che con Gasp è un braccetto perfetto, quello che accompagna sempre la manovra. […]

(Gasport)

Baldanzi primo obiettivo del Verona: Zanetti spinge

Il primo obiettivo di mercato dell’Hellas è Tommaso Baldanzi. Storia che torna, quella del trequartista della Roma in gialloblu. A un passo dal Verona, in estate, Baldanzi, con la spinta del rapporto solidissimo con Paolo Zanetti, suo mentore all’Empoli. Molto era stato fatto per chiudere il suo passaggio all’Hellas, poi la trattativa, avviata verso l’ultimo miglio, frenò e Baldanzi non si mosse da Trigoria. Ora, il Verona ci riprova. E sempre c’è il gradimento di Baldanzi per una soluzione e un allenatore a cui è legato da una totale fiducia. […] Tecnica e qualità nella corsa alla salvezza, questo rappresenterebbe l’innesto di Baldanzi. Alla Roma ha poi trovato degli spazi, ha anche segnato nella gara persa per 2-1 con la Juventus, ha ribadito i tanti mezzi che ha nel repertorio. Il club giallorosso ha il pallino, il Verona è pronto a completare l’operazione saltata nei mesi scorsi se ci saranno i margini per portarla avanti. Genoa, Pisa e Parma sono diretti concorrenti, ma il jolly Zanetti è un fattore rilevante e che può essere, ancora di più, decisivo: prestito con diritto di riscatto, l’opzione sul tavolo. […]

(Gasport)

Sabatini: “Datemi dell’eretico, ma per me Roma e Bologna possono vincere lo scudetto”

LA STAMPA – Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato sul rendimento della squadra di Gian Piero Gasperini. Ecco le sue dichiarazioni.

Mai stato felice per il calcio?
“Soltanto in qualche piccolo break: ad esempio quando Nainggolan faceva i numeri nella Roma, quando Salah faceva le cose che fa Salah… Ma la passione resta forte: non ho squadre in questo momento tuttavia sono ancora più motivato ad essere competitivo”.

Ha definito la Roma da scudetto…
“Sì e ho subito osservazioni neanche troppo eleganti. Resto convinto che arriverà a competere per la vittoria. Dunque capite che io sono un eretico, perché non si può dire in Italia che la Roma e il Bologna possano vincere lo scudetto, no? Ma a me piacciono le cose rivoluzionarie e i risultati improbabili”.

Pjanic: “Gasperini uno dei migliori allenatori in circolazione. Contento di rivedere la Roma in alto”

TUTTOSPORT – Miralem Pjanic, ex centrocampista della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla squadra di Gian Piero Gasperini. Ecco le sue dichiarazioni.

Uno sguardo anche alla Roma, con la quale partì la sua avventura italiana. Dopo anni di alti e bassi ora i giallorossi sono tornati ad occupare posizioni importanti…
«Sono contento di rivedere la Roma in alto. Quest’anno stanno facendo bene e auguro loro di continuare cosi. Fin da inizio stagione mi aspettavo questo tipo di percorso e crescita: se prendi uno dei migliori allenatori in circolazione come Gasperini, diventa probabile riuscirci».

Cafu: “Gasperini uno dei migliori allenatori degli ultimi anni. Wesley grande giocatore, fa la differenza”

TUTTOSPORT – Cafu, leggendario terzino destro della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla squadra di Gian Piero Gasperini. Ecco le sue dichiarazioni.

La Roma quest’anno sta andando forte. Merito di Gasperini? 
«Hanno preso un tecnico bravo, uno dei migliori degli ultimi anni e i risultati non sono affatto un caso. I giallorossi possono crescere e togliersi belle soddisfazioni».

Qualcuno intanto nella Capitale ha già ribattezzato Wesley il nuovo Cafu: cosa risponde? 
«Che Wesley è un grande giocatore: sono felice di vedere che sta andando forte. In questi mesi è subito diventato un elemento importantissimo per la Roma, ma non mi sorprende. Lo conosco bene ed è uno che sulla fascia fa la differenza». 

IL PUNTO DEL MARTEDÌ – VOCALELLI: “Scudetto? Con Zirkzee e Raspadori non avrebbe senso autolimitarsi nei sogni” – FERRETTI: “Lavorare per far perdere la Roma non apparterrà mai alla natura di DDR”

La Roma riparte dopo la sconfitta contro la Juventus e si impone sul Genoa di De Rossi con un netto 3-1 firmato da Soulé, Koné e Ferguson. Successo fondamentale per i giallorossi, che riacciuffano il quarto posto in classifica e chiudono il 2025 a +1 dalla Juventus. Mimmo Ferretti si sofferma nelle colonne del Corriere dello Sport sul ritorno di DDR allo Stadio Olimpico: “Esattamente così, l’aveva definita: una cosa contro natura. Perché lavorare affinché la Roma perdesse la partita non appartiene, e mai apparterrà, alla sua natura”. Alessandro Vocalelli de La Gazzetta dello Sport sogna in grande: “Scudetto? Gasperini ha sdoganato senza far ricorso alla scaramanzia. Anche perché con Zirkzee e Raspadori non avrebbe senso autolimitarsi nei sogni”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


P. ARCHETTI – LA GAZZETTA DELLO SPORT

[…] L’equilibrio che regna in questa edizione della Serie A coinvolge ed appassiona, lascia sempre una seconda (e una terza, quarta) possibilità di rientro, mette in secondo piano il fatto che sia frutto anche di tante imperfezioni, basti contare il numero di sconfitte della capolista, quattro come quelle dei campioni in carica. Non avere un dominatore tiene alta la tensione emotiva e regala giornate come quella appena archiviata, con tutte le aspiranti al titolo che vincono rincorrendosi, partendo dal sabato sera felice della Juve a Pisa fino all’anticipo di cenone della Roma, che ieri sera ha sistemato il Genoa. Inter 36, Milan 35, Napoli 34, Roma 33 e Juve 32. È una classifica con gli asterischi, a causa degli impegni della Supercoppa prima di Natale, ma anche in questo caso c’è una distribuzione democratica, nel senso che le prime tre hanno tutte la partita da recuperare, quindi non c’è una capolista fittizia; ma nello stesso tempo Roma e Juventus si sono portate sotto e premono, non concedendo la possibilità di sbagliare al trio di testa, quando si porterà a pari gare. […] Non esistono al momento scenari simili nelle classifiche dell’Europa che conta. La tanto (e giustamente) ammirata Premier League registra
10 punti di differenza tra la prima (Arsenal) e la quarta (Liverpool), anche se il trio di testa, con Manchester City e Aston Villa a inseguire i Gunners, è raccolto in quattro punti. In Francia testa a testa Lens-Psg (37 a 36) ma la quinta è tanto dietro, a 27. Nella Liga spagnola sono addirittura 13 le lunghezze tra l’Espanyol quinto e il Barcellona che ha anche un +4 sul Real Madrid e un +9 sull’Atletico del Cholo Simeone. Quanto alla Germania, a Monaco festeggiano le feste con nove punti sulla seconda, la tradizionale vittima sacrificata che risponde al nome di Borussia Dortmund. La quinta, l’Hoffenheim, è 14 piani più sotto. […] Non c’è un clone fra Chivu, Allegri, Conte, Gasperini e Spalletti: hanno tutti metodologie ed esperienze diverse, sanno cogliere le vulnerabilità e affinare le certezze. Per dirla alla Gasperini, “tutti sono liberi di sognare”. […]


A. VOCALELLI – LA GAZZETTA DELLO SPORT

E così la Roma ha chiuso il suo trionfale 2025 con una rotonda vittoria sul Genoa, rispondendo nel migliore dei modi a Inter, Milan, Napoli e Juventus. Con le prime cinque capaci di scavare un piccolo solco sul resto della compagnia e i giallorossi di nuovo al quarto posto. Ma, come dicevamo, fa soprattutto impressione la marcia delle due squadre giallorosse, da Ranieri a Gasperini, che nell’anno solare hanno messo insieme la bellezza di 82 punti, nettamente il miglior risultato fra tutte le concorrenti. Un risultato straordinario che, come detto parte dall’arrivo di Ranieri, e si è tradotto in campo nella straordinaria capacità difensiva che ha legato i due allenatori con un robusto filo giallorosso: complessivamente appena 22 le reti incassate, ben 6 in meno del Napoli che insegue al secondo posto. Un primato su cui costruire i prossimi obiettivi. […] Le tre reti segnate ieri sera hanno portato infatti ad appena 52 reti il bottino complessivo, molto peggio dell’Inter che ne ha segnate addirittura 68 e comunque meno di Napoli, Milan, Juve, Bologna e Atalanta. La conferma che lì bisogna crescere, per consolidare un posto in zona Champions e – chissà – sperare in qualcosa in più. Oltre a Soulé, sono andati a bersaglio anche Ferguson e Koné. […] Non può essere una partita, seppur ricca di gol, a mettere in discussione le trattative in corso con Manchester e Atletico per Zirkzee e Raspadori. […] Aver portato comunque la Roma nelle zone altissime della classifica deve essere letto nella maniera giusta e così faranno i Friedkin. Pronti a fare un altro sacrifico economico pur di accontentare il tecnico e immaginare un 2026 di soddisfazioni: la loro prima partecipazione alla Champions – che sarebbe il modo giusto per ripagare una proprietà capace di investire finora un miliardo di euro – e magari anche qualcosa in più… Una parola, scudetto, che testimonia la voglia di essere ambiziosi e che Gasperini ha sdoganato senza far ricorso alla scaramanzia. Anche perché con Zirkzee e Raspadori non avrebbe senso auto-limitarsi nei sogni. […]


M. FERRETTI – CORRIERE DELLO SPORT

Contro natura. Esattamente così, l’aveva definita: una cosa contro natura. Perché lavorare affinché la Roma perdesse la partita non appartiene, e mai apparterrà, alla sua natura. Lui, Daniele De Rossi, per una vita ha rappresentato la Roma e il romanismo. E usare il tempo del verbo al passato forse non è giusto, non certifica la realtà. Vedi quanto accaduto all’Olimpico, ieri sera, con un’ondata di amore assoluto nei suoi confronti. […] Anche se oggi non veste più di giallo e rosso; anzi, ieri ha indossato addirittura i panni del nemico. O, più correttamente, dell’avversario. […] La Roma, reduce da tre sconfitte nelle ultime quattro partite, mettendo da parte ricordi e sentimenti doveva obbligatoriamente centrare la vittoria per restare nel “mischione”, lassù in cima alla classifica. Obiettivo centrato? Obiettivo centrato. […] Con il successo contro il Genoa si è chiuso un 2025 che, a modo suo, resterà nella storia del club. La Roma, infatti, è stata la squadra che nell’anno solare ha conquistato il maggior numero di punti, 82 in 37 partite, frutto di 26 vittorie, 4 pareggi e 7 (6 in questa stagione…) sconfitte. Il dato che maggiormente sorprende è quello dei pareggi: la Roma, ieri come oggi, o vince o perde (recentemente troppo, a dire il vero). Numeri che, al di là di tutto, dovrebbero spingere la proprietà a operare, in fretta e al meglio, sul mercato per un 2026 migliore. Perché 33 punti in 17 gare (quarto posto davanti alla Juventus) con una squadra incompleta, figlia di un mercato a singhiozzo e qualità complessiva non paragonabile con quella delle big del torneo, sono davvero tanta roba. […]


A. BOCCI – CORRIERE DELLA SERA

[…] Il campionato italiano conserva il suo fascino un po’ demodé. Lo ripetiamo all’infinito: non sarà il più bello, ma di sicuro è il più difficile e il più evoluto dal punto di vista tattico. L’incertezza che regna sovrana è la ciliegina sulla torta. […] La realtà è che l’Inter prima e il Napoli terzo sono le più forti e complete del reame anche se la capolista è allergica agli scontri diretti e gli azzurri hanno un rendimento diverso tra casa e fuori e non può bastare la Cremonese a dire che sono guariti dal mal di trasferta. Entrambe pero stanno bene: hanno equilibrio, solidità, forza. […] La sensazione è che con due attaccanti come si deve, la Roma potrebbe lottare per lo scudetto. Raspadori e Zirkzee cambierebbero faccia ai giallorossi e darebbero a Gasperini la possibilità di fare quello che gli riesce meglio: attaccare. E la squadra, automaticamente, diventerebbe senza punti deboli.


T. CARMELLINI – IL TEMPO

E’ per quello che si è visto ieri sera all’Olimpico che De Rossi non riuscì a dire «no»
alla Roma quando, a inizio 2021, lo chiamò per salvare la Roma e sostituire Mourinho esonerato. La Roma bussò nell’emergenza e lui non si tirò indietro come ha sempre fatto nella vita: «Come facevo a di de no alla Roma..?». Ma quel
«no» non detto gli è costato molto in seguito, perché forse ha bruciato la possibilità di allenare la squadra che da sempre ha un posto speciale nel suo cuore: la Roma. Era troppo presto, troppo acerbo ancora, per prendere in mano un’eredità così pensante soprattutto in una piazza che non concede nulla a nessuno e che lui in prima persona non avrebbe mai voluto deludere. E il «ben servito» arrivato l’anno successivo è ancora lì a far male, resta una ferita aperta che solo il tempo potrà curare… forse. Il futuro? Mai dire mai in questo sport, soprattutto nella Capitale e i segnali di affetto di ieri sera dicono molto se non tutto. L’Olimpico lo ha accolto come merita: «Bentornato a casa» recitava uno striscione in Tevere e poi cori e quell’affetto che non si nega mai a una persona di famiglia. Se poi quella persona è l’ex capitano, colui che ereditò sul campo la pensatissima fascia lasciata da Totti, allora la festa è totale: a prescindere da come andrà poi a finire una partita che i giallorossi hanno dominato dall’inizio alla fine. Perché intanto, tra amarcord ed emozioni, la piazza giallorossa si gode la nuova Roma di Gasperini che, oggettivamente, è troppa roba per il Genoa allenato oggi da DDR. Continua il processo di crescita con il tecnico che riprova l’operazione tridente «pesante» con Dybala, Soulé e davanti il bomber Ferguson. La cosa funziona da subito e il 3-0 dopo mezz’ora è lì a dimostrarlo: poi non è più stata una partita. La Roma chiude il 2025 con il record di punti realizzati nell’anno solare grazie al mix letale Ranieri-Gasperini. Solo numeri sia chiaro, ma se a gennaio dovessero arrivare gli attaccanti chiesti dal tecnico, allora la questione potrebbe diventare davvero interessante.