Wolfe risolve problemi

Si chiama Wolfe e ha una “e” di troppo rispetto al personaggio cult che in Pulp Fiction si vantava di risolvere problemi. Di mestiere lui fa il terzino ed è il ragazzo, 23 anni, sul quale la Roma ha deciso di puntare con convinzione per la fascia sinistra, mentre Massara non molla neppure per gli altri due reparti che il suo allenatore gli ha chiesto di rinforzare: l’attacco e la difesa. Per David Møller Wolfe, norvegese del Wolverhampton che effettivamente qualche problema lo risolverebbe, la Roma ha presentato un’offerta da 10 milioni per l’acquisto a titolo definitivo. Gli inglesi ne chiedono almeno 15 e non sembrano così convinti di lasciarlo partire a gennaio. (…) Dicevamo dell’anomalia del mercato invernale: beh, ieri ad esempio la Roma ha scoperto di avere 13 milioni in più in cassa. Una cifra non prevista, generata dalla decisione del Besiktas di riscattare subito Abraham per girarlo all’Aston Villa, la squadra che ha venduto alla Roma il centravanti Malen. Con quei soldi, i giallorossi vorrebbero chiudere subito per il terzino, così da dare il via libera a Tsimikas, atteso a Liverpool da un rientro anticipato dal prestito. (…)

(corsport)

Panathinaikos: Swiderski out, dubbio Sanches

IL ROMANISTA (I. MIRABELLA) – Con il pari nella precedente giornata contro il Ferencvaros – gara terminata 1-1 – il Panathinaikos si è assicurato l’accesso alle fasi finali di Europa League molto probabilmente con i playoff da affrontare. I greci sono a quota 11 punti in classifica e l’ottavo posto dista solo 3 lunghezze ma servirebbe un miracolo per vedere la squadra di Rafa Benitez agli ottavi. (…) Il tecnico del Panathinaikos, dopo il pari in campionato contro l’Atromitos, ha immediatamente iniziato a lavorare per la gara contro la Roma. Benitez non potrà contare su Swiderski (nel 2024 al Verona) a causa della squalifica che dovrà scontare in Europa, al suo posto si prepara Pantovic per partire dal primo. Nella formazione greca sono tanti i giocatori che nella loro carriera hanno militato in Serie A: da Lafont a Calabria passando per Renato Sanches e Kyriakopoulos. Benitez sembrerenne proiettato a proporre il 3-4-2-1 con Lafont in porta, Ingason, Touba e Palmer-Brown a comporre il terzetto difensivo. Calabria e Kyriakopoulos sulle corsie esterne mentre Renato Sanches e Chirivella in mediana. Bakasetas e Pellistri sulla trequarti alle spalle di Pantovic.

Col vento in faccia

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Per me è stata la Roma più bella della stagione. Il gioco del primo tempo intenso, brillante, la capacità di recuperare lo svantaggio contro la squadra che per definizione sa vincere di “cortomuso”, superando la botta psicologica dell’ingiustizia dello 0-1. L’età. Ma più di quella media con cui hai finito di giocare in campo, quella che sembra proprio della Roma. Una bambina adulta. Una ragazzina che sa già quello che fare, una squadra che sta finendo di sbocciare. (…) Sì, tu sì: Vaz 18 anni, Venturino 19, Ghilardi 23 appena fatti, Wesley 22 compiuti a settembre, Pisilli 21, Soulé che è uscito ne deve compiere ancora 23, El Aynaoui che deve ancora rientrare ne ha 24, così come Koné che è uscito e che speriamo tornerà presto. Poi c’è Svilar che è primo portiere a 25 anni, che nel suo ruolo vuol dire che è appena maggiorenne. La cosa quasi da favola è che questa squadra appena fiorita, questo pinocchio fragile (doppia cit.) sia guidato dall’allenatore più esperto della serie A: Geppetto Gian Piero Gasperini. (…) Domenica sera all’Olimpico c’era un giovane in più sugli spalti che non invecchierà mai. I capelli al vento, la maglia, le mani su uno striscione che è stato di una generazione, aperte sulle parole “Curva Sud” come a tenerla, come a proteggerla da lassù. È bello che questa Roma fresca, ragazzina abbia il volto di Antonio. (…)

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Lascio i soldi e vengo: Carrasco dice sì alla Roma

Più che dire qualcosa di sinistra, come l’esortazione di Nanni Moretti a Massimo D’Alema, la Roma ora deve fare qualcosa di sinistra. Una di sicuro, anche se il tempo comincia a stringere, a una settimana dalla chiusura del mercato. E l’una è l’esterno offensivo di piede destro. (…) . Il direttore sportivo Massara ha dialogato a distanza con l’Al Shabab, il club saudita proprietario del cartellino di Ferreira Carrasco. Il belga ha voglia di tornare a misurarsi in un campionato europeo con l’idea di arrivare al meglio al Mondiale. Talmente alta è la sua volontà, talmente è determinato il giocatore, che alla Roma ha fatto arrivare un messaggio del tipo: lascio sul tavolo tutti i soldi che dovrei guadagnare da qui all’estate, pur di venire. Qui si parla di un calciatore che guadagna 14 milioni di euro netti a stagione. Come a dire: l’esatto opposto di Raspadori, che invece ha tenuto il club in stand by per settimane. Insomma: il sì di Carrasco c’è ed è totale. Manca però la chiusura del cerchio con l’Al Shabab, che neppure ieri ha aperto alla cessione. Va detto che per La Roma l’operazione è fattibile solo in prestito. Non rientra nei piani del club spendere per il cartellino di un calciatore di oltre 32 anni. Carrasco non è l’unico nome per l’esterno offensivo. Ma ad oggi è quello più concreto: il Feyenoord ha chiesto 35 milioni per liberare Sauer, l’Ajax 40 per Godts. Chieste informazioni anche su Hudson-Odoi, ma il Nottingham Forest non vuole privarsene. (…)

(corsera)

Il calcio è diabolico ma ora la Roma è sulla strada giusta

Una fotocopia. Con un risultato finale diverso. Questa è stata la sfida tra la Roma e il Milan. Dominio romanista nel primo tempo, vantaggio della squadra di Allegri alla prima occasione al quarto d’ora della ripresa, poi il rigore che a San Siro Dybala si era fatto parare da Maignan che, invece, all’Olimpico, nulla ha potuto sul destro di Pellegrini entrato da una manciata di minuti al posto proprio dell’argentino. Il risultato è che nella doppia sfida i rossoneri hanno incassato quattro punti, i discepoli del Gasp appena uno. E francamente, anche Allegri lo sa, è una divisione dei punti che non ci sta per quello che hanno fatto vedere le due squadre nei 180 minuti più recuperi di due sfide che sono state vere dal primo all’ultimo istante di gioco. (…) Che i primi 45 minuti si siano conclusi con il risultato iniziale, è stata l’ennesima dimostrazione di come il calcio sia stato inventato dal diavolo (e qui il Milan non c’entra niente). La Roma è stata dominante come piace al suo allenatore e ai suoi tifosi, mettendo in campo un’intensità di gioco spaventosa nonostante avesse giocato tre giorni prima in Europa, avendo un’idea verticale del pallone che hanno poche squadre al mondo, dimostrando una capacità di produrre azioni offensive che soltanto le turbe degli dei del calcio non hanno portato a violare la porta avversaria. Tanta roba che, però, non ha portato ai tre punti che sarebbero stati i primi in una sfida contro una grande ma che, soprattutto, avrebbero dato un senso diverso a classifica, prospettive, entusiasmo. (…) Sono queste le ragioni che, nonostante il pareggio, devono dare maggiore forza a una squadra che ci ha messo pochissimo a trasformarsi, da Ranieri al Gasp. Da qui i giallorossi devono ripartire per sognare sempre più in grande.

(La Repubblica)

Da Celik a Ghilardi il tocco di Gian Piero

Domanda: gasperiniani si nasce? Certo, sarebbe la situazione migliore. Ma, con il lavoro, lo studio, l’applicazione, qualche strigliata, ci si diventa pure. E il discorso non riguarda solo il calciatore acerbo, quello che va estradato, è una magia che può cogliere chiunque. L’essere gasperiniano, quando l’allenatore è Gasperini, diventa uno stato dell’anima. Prendiamo ad esempio Celik: un discreto terzino, che aveva fallito con Mourino e che Claudio Ranieri aveva “salvato” inventandoselo difensore centrale/esterno. La scorsa stagione, Zeki aveva acquisito sicurezza lì, quasi dimenticando il suo trascorso da terzino. Oggi Celik non solo è tornato ad agire nel suo vecchio ruolo, diventando uno dei migliori del campionato: cross (qui forse qualcosa in più si può fare), si propone, lotta, marca, lo trovi dentro l’area avversaria. Una macchina da guerra, un Hateboer o Zappacosta, cioè quegli esterni lì, appunto gasperiniani. (…) Rensch ha la tattica nelle vene, essendo olandese; ha lo sguardo verso l’orizzonte e mai indietro, appunto, essendo olandese. Nel suo soggiorno romano è spesso andato a intermittenza, Gasp ci lavora ma per quanto lo impiega, si capisce che non sia molto soddisfatto. Sono pochi i calciatori della Roma che Gasp non sia riuscito a portare a sé, a dipingerli a sua immagine. Dovbyk, uno di questi: gli smarcamenti di Malen, a lui non sono entrati in testa. Qualche dubbio invece lo teniamo su Ferguson, che sale e poi si ferma, non si capisce dove possa arrivare. Pisilli ci ha messo un po’ ma sta arrivando, così come El Aynaoui. Chi sembra diventato il suo nuovo Toloi è Ghilardi. Un giovane cresciuto «in maniera esponenziale», per dirla alla Gasp, che ha invertito il modo di fare e pensare il calcio, ovvero che i giocatori si migliorano facendoli allenare e non (solo) dando loro spazio per le partite. Queste per vincerle o per non perdere – si affrontano con calciatori affidabili, gli altri possono aspettare, anche facendo le ragnatele in panca. Ghilardi è uno che, aspettando, ha imparato; ora marca in avanti, corre, aggredisce, tallona l’attaccante o sale per mordere il centrocampista. (…)

(Il Messaggero)

L’arrivo di Malen ha completato la metamorfosi

La metamorfosi è quasi completa. Chiudete un attimo gli occhi e pensate alla Roma dello scorso anno, quella della seconda parte di stagione, dal derby vinto per 3-1 il 5 gennaio sino al successo di Torino con l’addio alla panchina di Ranieri. Ora riapriteli e immaginate un attimo la partita di domenica sera contro il Milan. Sì, è la stessa squadra, capace di giocare due tipi di calcio diametralmente opposti ma non per questo meno redditizi e avvincenti. Di certo, al di là dei gusti personali di chi preferisce un tipo di calcio più pragmatico e chi più aggressivo, c’è voluto un po’ di tempo ma alla fine ci siamo: la Roma è sempre più a immagine di Gasperini. Uno dei tasselli che mancava, Malen, è arrivato. Perché l’osservatore miope potrà dire: “Eh, si segnava poco prima, si segna poco anche adesso che è sbarcato l’olandesese”. Con una leggera differenza: la mole di occasioni create. Ci sono state delle partite, dove la Roma ha faticato (soprattutto negli scontri diretti) a produrre, a rendersi pericolosa, a tirare in porta. Il primo tempo contro il Milan, proprio grazie ai movimenti dell’ex Aston Villa, s’è trasformato invece con il passare dei minuti in un assalto a Fort Apache: 57% di possesso palla,1.77 expected gol, 3 grandi occasioni create, 11 tiri totali (a 1), 5 nello specchio della porta (a O), tre corner (a O) ad esaltare riflessi e qualità di quell’altro fenomeno che di cognome fa Maignan. Ma soprattutto una squadra capace di guardare sempre in avanti. (…) Roba da matti, roba da Gasp. Che si gode, convinto sempre di più «che a Roma si può fare calcio nonostante mi abbiano detto sempre il contrario», una squadra che gli somiglia sempre di più. Giovane nell’animo, spigliata, che diverte dando l’idea di divertirsi in campo. Certo, ad essere pignoli manca sempre questo benedetto esterno sinistro di piede destro (il Lookman della situazione) e guardando la partita dell’altra sera, nessuno si offenda, un calciatore alla Rabiot. Un centrocampista forte fisicamente, sportivamente cattivo (Svilar ne sa qualcosa), di grande qualità, personalità da vendere, intelligente tatticamente, capace d’inserirsi e regalare gol pesanti. Uno così, nonostante la cre-scita dei quattro centrocampisti in rosa, la Rosta non ce l’ha. Pisilli somiglia al francese per le doti d’incursore, Cristante per la personalità, Koné per la forza fisica e la capacità di recuperare i palloni, El Aynaoui per l’intelligenza tattica. Ma servirebbe uno che racchiudesse queste caratteristiche. (…)

(Il Messaggero)

Lesione confermata per Konè. È arrivato il momento di El Aynaoui e Pisilli

È andata come dove andare. O perlomeno come chiunque allo stadio, Gasperini in primis, aveva capito che sarebbe andata. Perché quando Koné, nel contrasto con Rabiot dell’altra sera, ha iniziato a toccarsi il flessore, per poi adagiarsi a terra e chiedere il cambio, i 65mila dell’Olimpico hanno capito che non sarebbe stato uno stop da poco. E così è andata: gli esami diagnostici svolti nella giornata di ieri hanno confermato la lesione di secondo grado al bicipite femorale della gamba destra. I tempi di recupero sono stimati in circa 3-4 settimane. Calendario alla mano, il francese salterà sicuramente la gara di Europa League contro il Panathinaikos e quelle di campionato con Udinese, Cagliari e Napoli. Dovrebbe rientrare contro la Cremonese ma considerando che la partita seguente è lo scontro diretto con la Juventus, se dovesse avvertire ancora qualche noia o non si sentisse al 100% non sarà certamente rischioso. (…) Gasperini dovrà quindi alternare Pisilli ed El Aynaoui reduce dalla finale in coppa d’Africa. Ma occhio anche al mercato. Perché qualora Massara dovesse accontentare il tecnico acquistando l’esterno mancino di piede destro agognato da quest’estate, in alcune partite potrebbe scalare in quella posizione anche Pellegrini. Un pacchetto, quello della mediana, che la Roma ha intenzione di rafforzare ma non in quest’ultima settimana di operazioni. Un occhio in tal senso è a Bologna con un pupillo dell’allenatore, Freuler, che non intende rinnovare. L’idea è prenderlo a giugno a parametro zero. Discorsi comunque futuribili. Per un mesetto o poco meno (questo è l’augurio), Gasp dovrà fare con il materiale attualmente a disposizione. L’esplosione di Pisilli e il ritorno di El Aynaoui lo fa dormire sonni tranquilli. (…)

(Il Messaggero)

Offerta per Wolfe. Carrasco alla fine

Ultimi giorni a disposizione di Massara per accontentare Gasperini che tra una frecciatina e l’altra sul mercato continua ad aspettare i rinforzi. Malen, Vaz e Venturino non bastano e la richiesta è sempre la stessa: il famoso esterno sinistro di piede destro. Bailey ha salutato ormai una settimana fa e il buco in avanti non è ancora stato tappato. Carrasco oscilla tra l’essere il piano B e il favorito ma solamente perché le altre piste, ad oggi, non sono praticabili. Sauer piace, ma il Feyenoord ha alzato un muro. Stesso discorso per Tel (il prefetto di Gasp) con il Tottenham che non ha intenzione di perdere pezzi nell’ultima settimana di mercato. In lista c’è anche Godts ma la floz ma non è andata oltre ai soliti sondaggi esplorativi così come per El Mala del Colonia. Nelle scorse ore i giallorossi hanno anche chiesto informazioni per Summerville ricevendo un ‘no’ dal West Ham. Per questo si ritorna a Carrasco che ad oggi è la soluzione apparentemente più semplice. Nella giornata di ieri ci sono stati altri contatti con l’Al-Shabab che ancora non ha aperto al prestito, unica formula con la quale la Roma vorrebbe riportarlo in Europa. (…) Le attenzioni sono tutte rivolte sulla sinistra, non solo sull’ala ma anche sull’esterno di centrocampo. Angelino scalpita per rientrare ma non è ancora al 100% mentre Tsimikas fino a ieri era pronto per prendere l’aereo direzione Liverpool. Ma per il check-in c’è tempo. Soprattutto perché i Reds non hanno definito la cessione di Robertson al Tottenham e se non dovesse andare in porto hanno già comunicato alla Roma che non riprenderanno il greco. La Roma è disposta ad aspettare anche perché giovedì ad Atene il greco dovrebbe partire dal primo minuto per far rifiatare Wesley. L’alternativa sarebbe Rensch (ancora non al meglio) oppure il giovanissimo Lulli che piace molto a Gasperini. Il ds, nel frattempo, si guarda intorno e l’indiziato numero per rinforzare quella fascia è Moller Wolfe. Terzino del Wolverhampton che è stato segnalato a Massara da Claudio Ranieri che lo aveva ammirato più da vicino nella trasferta ad Alkmaar della passata stagione. Ieri la Roma ha presentato la prima offerta da otto milioni di euro. Proposta considerata troppo bassa dagli inglesi che ne chiedono circa 20 per rientrare dell’investimento fatto in estate. Il norvegese ha già dato l’ok al trasferimento anche perché la situazione di classifica dei Wolves fa paura: ultimo posto a ben 17 punti dal Nottingham Forest quattromilatimo in classifica. Ma anche in questo caso la trattativa è in salita: gli inglesi vogliono tenerlo sino al termine della stagione e poi venderlo in estate. (…)

(Il Messaggero)

Tegola Koné: senza di lui Gasp perde energia in mezzo

Ad aver capito tutto era stato proprio Gian Piero Gasperini, che subito dopo la partita contro il Milan aveva detto: «Koné si è stirato…». Ed infatti ieri per il centrocampista francese è arrivato anche l’esito degli esami strumentali: lesione di secondo grado al bicipite femorale della coscia destra, con tempi di recupero di 3-4 settimane. Una tegola che non ci voleva, anche perché Manu Koné è il perno del centrocampo giallorosso, uno difficilmente sostituibile per intensità ed energia.
Basti pensare che delle 30 partite stagionali della Roma Koné ne aveva saltata solo una, quella di Europa League in casa del Celtic. In campionato, invece, aveva giocato sempre, dall’inizio alla fine, tranne contro l’Atalanta, dove aveva lasciato il campo a 7′ dalla fine. (…) Di fatto, l’obiettivo è recuperare Koné per la supersfida con la Juventus del primo marzo. Se poi dovesse rientrare prima meglio, ma senza rischiare nulla. Ed allora Gasp ora ha due alternative: Pisilli ed El Aynaoui. Per caratteristiche quello che assomiglia di più a Koné è il primo, che ha corsa, capacità di inserimento e qualche strappo importante. El Aynaoui, invece, è più un giocatore di posizione, di ragionamento, uno destinato a dare equilibrio. Considerando che Cristante è una pedina imprescindibile, è più facile che il capitano vada a far coppia con Pisilli che con il marocchino. Anche se poi Ga-sperini in realtà ha un’altra carta da giocarsi, che poi è quella su cui aveva iniziato a lavorare la scorsa estate. E, cioè, arretrare Pellegrini trai due mediani, an-che per dare maggiore qualità al palleggio, soprattutto in fase di uscita. (:..)

(gasport)