Il calcio è diabolico ma ora la Roma è sulla strada giusta

Una fotocopia. Con un risultato finale diverso. Questa è stata la sfida tra la Roma e il Milan. Dominio romanista nel primo tempo, vantaggio della squadra di Allegri alla prima occasione al quarto d’ora della ripresa, poi il rigore che a San Siro Dybala si era fatto parare da Maignan che, invece, all’Olimpico, nulla ha potuto sul destro di Pellegrini entrato da una manciata di minuti al posto proprio dell’argentino. Il risultato è che nella doppia sfida i rossoneri hanno incassato quattro punti, i discepoli del Gasp appena uno. E francamente, anche Allegri lo sa, è una divisione dei punti che non ci sta per quello che hanno fatto vedere le due squadre nei 180 minuti più recuperi di due sfide che sono state vere dal primo all’ultimo istante di gioco. (…) Che i primi 45 minuti si siano conclusi con il risultato iniziale, è stata l’ennesima dimostrazione di come il calcio sia stato inventato dal diavolo (e qui il Milan non c’entra niente). La Roma è stata dominante come piace al suo allenatore e ai suoi tifosi, mettendo in campo un’intensità di gioco spaventosa nonostante avesse giocato tre giorni prima in Europa, avendo un’idea verticale del pallone che hanno poche squadre al mondo, dimostrando una capacità di produrre azioni offensive che soltanto le turbe degli dei del calcio non hanno portato a violare la porta avversaria. Tanta roba che, però, non ha portato ai tre punti che sarebbero stati i primi in una sfida contro una grande ma che, soprattutto, avrebbero dato un senso diverso a classifica, prospettive, entusiasmo. (…) Sono queste le ragioni che, nonostante il pareggio, devono dare maggiore forza a una squadra che ci ha messo pochissimo a trasformarsi, da Ranieri al Gasp. Da qui i giallorossi devono ripartire per sognare sempre più in grande.

(La Repubblica)

Da Celik a Ghilardi il tocco di Gian Piero

Domanda: gasperiniani si nasce? Certo, sarebbe la situazione migliore. Ma, con il lavoro, lo studio, l’applicazione, qualche strigliata, ci si diventa pure. E il discorso non riguarda solo il calciatore acerbo, quello che va estradato, è una magia che può cogliere chiunque. L’essere gasperiniano, quando l’allenatore è Gasperini, diventa uno stato dell’anima. Prendiamo ad esempio Celik: un discreto terzino, che aveva fallito con Mourino e che Claudio Ranieri aveva “salvato” inventandoselo difensore centrale/esterno. La scorsa stagione, Zeki aveva acquisito sicurezza lì, quasi dimenticando il suo trascorso da terzino. Oggi Celik non solo è tornato ad agire nel suo vecchio ruolo, diventando uno dei migliori del campionato: cross (qui forse qualcosa in più si può fare), si propone, lotta, marca, lo trovi dentro l’area avversaria. Una macchina da guerra, un Hateboer o Zappacosta, cioè quegli esterni lì, appunto gasperiniani. (…) Rensch ha la tattica nelle vene, essendo olandese; ha lo sguardo verso l’orizzonte e mai indietro, appunto, essendo olandese. Nel suo soggiorno romano è spesso andato a intermittenza, Gasp ci lavora ma per quanto lo impiega, si capisce che non sia molto soddisfatto. Sono pochi i calciatori della Roma che Gasp non sia riuscito a portare a sé, a dipingerli a sua immagine. Dovbyk, uno di questi: gli smarcamenti di Malen, a lui non sono entrati in testa. Qualche dubbio invece lo teniamo su Ferguson, che sale e poi si ferma, non si capisce dove possa arrivare. Pisilli ci ha messo un po’ ma sta arrivando, così come El Aynaoui. Chi sembra diventato il suo nuovo Toloi è Ghilardi. Un giovane cresciuto «in maniera esponenziale», per dirla alla Gasp, che ha invertito il modo di fare e pensare il calcio, ovvero che i giocatori si migliorano facendoli allenare e non (solo) dando loro spazio per le partite. Queste per vincerle o per non perdere – si affrontano con calciatori affidabili, gli altri possono aspettare, anche facendo le ragnatele in panca. Ghilardi è uno che, aspettando, ha imparato; ora marca in avanti, corre, aggredisce, tallona l’attaccante o sale per mordere il centrocampista. (…)

(Il Messaggero)

L’arrivo di Malen ha completato la metamorfosi

La metamorfosi è quasi completa. Chiudete un attimo gli occhi e pensate alla Roma dello scorso anno, quella della seconda parte di stagione, dal derby vinto per 3-1 il 5 gennaio sino al successo di Torino con l’addio alla panchina di Ranieri. Ora riapriteli e immaginate un attimo la partita di domenica sera contro il Milan. Sì, è la stessa squadra, capace di giocare due tipi di calcio diametralmente opposti ma non per questo meno redditizi e avvincenti. Di certo, al di là dei gusti personali di chi preferisce un tipo di calcio più pragmatico e chi più aggressivo, c’è voluto un po’ di tempo ma alla fine ci siamo: la Roma è sempre più a immagine di Gasperini. Uno dei tasselli che mancava, Malen, è arrivato. Perché l’osservatore miope potrà dire: “Eh, si segnava poco prima, si segna poco anche adesso che è sbarcato l’olandesese”. Con una leggera differenza: la mole di occasioni create. Ci sono state delle partite, dove la Roma ha faticato (soprattutto negli scontri diretti) a produrre, a rendersi pericolosa, a tirare in porta. Il primo tempo contro il Milan, proprio grazie ai movimenti dell’ex Aston Villa, s’è trasformato invece con il passare dei minuti in un assalto a Fort Apache: 57% di possesso palla,1.77 expected gol, 3 grandi occasioni create, 11 tiri totali (a 1), 5 nello specchio della porta (a O), tre corner (a O) ad esaltare riflessi e qualità di quell’altro fenomeno che di cognome fa Maignan. Ma soprattutto una squadra capace di guardare sempre in avanti. (…) Roba da matti, roba da Gasp. Che si gode, convinto sempre di più «che a Roma si può fare calcio nonostante mi abbiano detto sempre il contrario», una squadra che gli somiglia sempre di più. Giovane nell’animo, spigliata, che diverte dando l’idea di divertirsi in campo. Certo, ad essere pignoli manca sempre questo benedetto esterno sinistro di piede destro (il Lookman della situazione) e guardando la partita dell’altra sera, nessuno si offenda, un calciatore alla Rabiot. Un centrocampista forte fisicamente, sportivamente cattivo (Svilar ne sa qualcosa), di grande qualità, personalità da vendere, intelligente tatticamente, capace d’inserirsi e regalare gol pesanti. Uno così, nonostante la cre-scita dei quattro centrocampisti in rosa, la Rosta non ce l’ha. Pisilli somiglia al francese per le doti d’incursore, Cristante per la personalità, Koné per la forza fisica e la capacità di recuperare i palloni, El Aynaoui per l’intelligenza tattica. Ma servirebbe uno che racchiudesse queste caratteristiche. (…)

(Il Messaggero)

Lesione confermata per Konè. È arrivato il momento di El Aynaoui e Pisilli

È andata come dove andare. O perlomeno come chiunque allo stadio, Gasperini in primis, aveva capito che sarebbe andata. Perché quando Koné, nel contrasto con Rabiot dell’altra sera, ha iniziato a toccarsi il flessore, per poi adagiarsi a terra e chiedere il cambio, i 65mila dell’Olimpico hanno capito che non sarebbe stato uno stop da poco. E così è andata: gli esami diagnostici svolti nella giornata di ieri hanno confermato la lesione di secondo grado al bicipite femorale della gamba destra. I tempi di recupero sono stimati in circa 3-4 settimane. Calendario alla mano, il francese salterà sicuramente la gara di Europa League contro il Panathinaikos e quelle di campionato con Udinese, Cagliari e Napoli. Dovrebbe rientrare contro la Cremonese ma considerando che la partita seguente è lo scontro diretto con la Juventus, se dovesse avvertire ancora qualche noia o non si sentisse al 100% non sarà certamente rischioso. (…) Gasperini dovrà quindi alternare Pisilli ed El Aynaoui reduce dalla finale in coppa d’Africa. Ma occhio anche al mercato. Perché qualora Massara dovesse accontentare il tecnico acquistando l’esterno mancino di piede destro agognato da quest’estate, in alcune partite potrebbe scalare in quella posizione anche Pellegrini. Un pacchetto, quello della mediana, che la Roma ha intenzione di rafforzare ma non in quest’ultima settimana di operazioni. Un occhio in tal senso è a Bologna con un pupillo dell’allenatore, Freuler, che non intende rinnovare. L’idea è prenderlo a giugno a parametro zero. Discorsi comunque futuribili. Per un mesetto o poco meno (questo è l’augurio), Gasp dovrà fare con il materiale attualmente a disposizione. L’esplosione di Pisilli e il ritorno di El Aynaoui lo fa dormire sonni tranquilli. (…)

(Il Messaggero)

Offerta per Wolfe. Carrasco alla fine

Ultimi giorni a disposizione di Massara per accontentare Gasperini che tra una frecciatina e l’altra sul mercato continua ad aspettare i rinforzi. Malen, Vaz e Venturino non bastano e la richiesta è sempre la stessa: il famoso esterno sinistro di piede destro. Bailey ha salutato ormai una settimana fa e il buco in avanti non è ancora stato tappato. Carrasco oscilla tra l’essere il piano B e il favorito ma solamente perché le altre piste, ad oggi, non sono praticabili. Sauer piace, ma il Feyenoord ha alzato un muro. Stesso discorso per Tel (il prefetto di Gasp) con il Tottenham che non ha intenzione di perdere pezzi nell’ultima settimana di mercato. In lista c’è anche Godts ma la floz ma non è andata oltre ai soliti sondaggi esplorativi così come per El Mala del Colonia. Nelle scorse ore i giallorossi hanno anche chiesto informazioni per Summerville ricevendo un ‘no’ dal West Ham. Per questo si ritorna a Carrasco che ad oggi è la soluzione apparentemente più semplice. Nella giornata di ieri ci sono stati altri contatti con l’Al-Shabab che ancora non ha aperto al prestito, unica formula con la quale la Roma vorrebbe riportarlo in Europa. (…) Le attenzioni sono tutte rivolte sulla sinistra, non solo sull’ala ma anche sull’esterno di centrocampo. Angelino scalpita per rientrare ma non è ancora al 100% mentre Tsimikas fino a ieri era pronto per prendere l’aereo direzione Liverpool. Ma per il check-in c’è tempo. Soprattutto perché i Reds non hanno definito la cessione di Robertson al Tottenham e se non dovesse andare in porto hanno già comunicato alla Roma che non riprenderanno il greco. La Roma è disposta ad aspettare anche perché giovedì ad Atene il greco dovrebbe partire dal primo minuto per far rifiatare Wesley. L’alternativa sarebbe Rensch (ancora non al meglio) oppure il giovanissimo Lulli che piace molto a Gasperini. Il ds, nel frattempo, si guarda intorno e l’indiziato numero per rinforzare quella fascia è Moller Wolfe. Terzino del Wolverhampton che è stato segnalato a Massara da Claudio Ranieri che lo aveva ammirato più da vicino nella trasferta ad Alkmaar della passata stagione. Ieri la Roma ha presentato la prima offerta da otto milioni di euro. Proposta considerata troppo bassa dagli inglesi che ne chiedono circa 20 per rientrare dell’investimento fatto in estate. Il norvegese ha già dato l’ok al trasferimento anche perché la situazione di classifica dei Wolves fa paura: ultimo posto a ben 17 punti dal Nottingham Forest quattromilatimo in classifica. Ma anche in questo caso la trattativa è in salita: gli inglesi vogliono tenerlo sino al termine della stagione e poi venderlo in estate. (…)

(Il Messaggero)

Tegola Koné: senza di lui Gasp perde energia in mezzo

Ad aver capito tutto era stato proprio Gian Piero Gasperini, che subito dopo la partita contro il Milan aveva detto: «Koné si è stirato…». Ed infatti ieri per il centrocampista francese è arrivato anche l’esito degli esami strumentali: lesione di secondo grado al bicipite femorale della coscia destra, con tempi di recupero di 3-4 settimane. Una tegola che non ci voleva, anche perché Manu Koné è il perno del centrocampo giallorosso, uno difficilmente sostituibile per intensità ed energia.
Basti pensare che delle 30 partite stagionali della Roma Koné ne aveva saltata solo una, quella di Europa League in casa del Celtic. In campionato, invece, aveva giocato sempre, dall’inizio alla fine, tranne contro l’Atalanta, dove aveva lasciato il campo a 7′ dalla fine. (…) Di fatto, l’obiettivo è recuperare Koné per la supersfida con la Juventus del primo marzo. Se poi dovesse rientrare prima meglio, ma senza rischiare nulla. Ed allora Gasp ora ha due alternative: Pisilli ed El Aynaoui. Per caratteristiche quello che assomiglia di più a Koné è il primo, che ha corsa, capacità di inserimento e qualche strappo importante. El Aynaoui, invece, è più un giocatore di posizione, di ragionamento, uno destinato a dare equilibrio. Considerando che Cristante è una pedina imprescindibile, è più facile che il capitano vada a far coppia con Pisilli che con il marocchino. Anche se poi Ga-sperini in realtà ha un’altra carta da giocarsi, che poi è quella su cui aveva iniziato a lavorare la scorsa estate. E, cioè, arretrare Pellegrini trai due mediani, an-che per dare maggiore qualità al palleggio, soprattutto in fase di uscita. (:..)

(gasport)

È svolta a sinistra: Moller Wolfe si può. Sprint Carrasco

Le storie scritte sulla linea di gesso, lungo la fascia laterale, al confine del campo, offrono quasi sempre una trama avvincente. La Roma vuole trasformare il suo corridoio di sinistra in una nuova via del gol. Una corsia che Gian Piero Gasperini desidera impreziosire e sfruttare al meglio riprotondo il brasiliano Wesley a destra, nella sua collocazione naturale. E allora lo sprint è lanciato: David Moller Wolfe e Yannick Carrasco, e non necessariamente in quest’ordine, sono i nomi forti di esterni che possono spingere la squadra in un’altra dimensione. E il club dei Friedkin le proverà tutte per chiudere le due operazioni nel weekend. Il primo step, partendo dalla fase di avvio della manovra, è la sostituzione di Kostas Tsimikas (che rientrerà in anticipo al Liverpool dopo il match in Grecia contro il Panathinaikos) proprio con Moller Wolfe, classe 2002 del Wolverhampton: primo obiettivo dei giallorossi dopo il sondaggio con l’Atletico Madrid per Matteo Ruggeri, per il quale i Colchoneros pretendevano l’obbligo di riscatto col presupposto comunque di dover trovare prima un sostituto all’ex Atalanta. Per il norvegese si tratterebbe del classico “matrimonio d’interesse”: il terzino sinistro verrebbe con piacere nella Capitale, El Roma lo ha messo ora in cima alla lista dei preferiti con l’intenzione di prenderlo a titolo definitivo. Il nodo è costituito al momento, però, dalle richieste ancora troppo alte degli inglesi: la prima offerta della Roma, che si aggirava ieri attorno agli 8 milioni, è stata rifiutata. (…) E in pole, da giovani, c’è lui: Yannick Carrasco dell’Al-Shabab, ex Atletico Madrid. L’accordo col belga c’è già, ma resta l’opposizione del club arabo al
prestito, l’unica opzione possibile per la Roma per il trasferimento del giocatore il cui ingaggio è di 13 milioni netti all’anno. L’attaccante, peraltro, sarebbe pure disposto a ridurre lo stipendio pur di riprendersi una certa visibilità in vista del Mondiale. Il club e gli agenti di Yannick sono al lavoro per convincere gli arabi. (…) Restano sul tavolo le opzioni Leo Sauer (Feyenoord) e Mika Godts (Ajax) con la formula dell’obbligo di riscatto, ma la prima scelta resta Carrasco, l’uomo che con Moller Wolfe può rifondare la fascia sinistra giallorossa: nel segno di Gasp.

(gasport)

Pressing Moller Wolfe ma resiste Fortini

IL TEMPO (L. PES) – Lavori in corso. L’ultima settimana del mercato dovrebbe portare altri due rinforzi per Gasp. Massara preme per l’esterno con i nomi di Moller Wolfe e Fortini in cima alla lista. Per il norvegese la proposta da circa 9 milioni è stata respinta, mentre per il laterale della Fiorentina (il preferito del ds) potrebbe arrivare un nuovo rilancio per convincere i viola. Da definire, dopo la gara di coppa, anche il ritorno di Tsimikas a Liverpool. Diversi anche i profili valutati per l’ala offensiva, ma i costi sono proibitivi. Resta in piedi l’ipotesi Carrasco come piano B delle ultime ore, anche se c’è da convincere l’Al Shabab ad accettare il prestito e trovare la quadra economica tra tutte le parti.

Gasp sorride a metà: Koné fuori un mese

IL TEMPO (L. PES) – La consapevolezza di poter mettere in difficoltà chiunque e quel rimpianto di non riuscire a vincere contro le grandi unite al pesante stop di Koné. È un sorriso a metà quello di Gian Piero Gasperini che dopo ventidue giornate si gode il terzo posto al pari del Napoli con una squadra molto giovane in alcuni elementi e con qualche carenza rispetto alle concorrenti. I giallorossi viaggiano in piena media Champions e il pareggio contro il Milan ha dato nuove certezze dal punto di vista dell’identità e della pericolosità. Pur lasciando l’amaro in bocca per non esser riusciti a concretizzare lo sforzo del primo tempo e aver rischiato, ancora una volta, di perdere uno scontro diretto in maniera episodica. Un match, quello dell’Olimpico, che iniziava pericolosamente ad assomigliare a quello dell’andata perso a San Siro. Ma stavolta il rigore, calciato alla perfezione da Pellegrini, ha regalato alla Roma il primo pari stagionale, utile a sentirsi competitivi ma con quel senso di rimpianto che resta. Stavolta, contro i rossoneri, la squadra di Gasp ha creato davvero occasioni limpide, costringendo Maignan a diventare supereroe e non soffrendo praticamente mai i rossoneri, che pure dalla panchina hanno tirato fuori l’estro di Pulisic e la presenza fisica di Fullkrug. I giallorossi hanno dominato in lungo e in largo, soprattutto nel primo tempo, dando la sensazione di essere molto avanti nel processo di crescita. A spiccare è la prova difensiva di Ghilardi, che ha giganteseggiato su Leao mostrando una sicurezza che solo un mesi fa sembrava ancora lontana. Ma è tutto l’impianto difensivo di Gasp a funzionare, tra la capacità di difendere individualmente con i duelli e un’organizzazione fatta di pressione alta e letture preventive. Hermoso è sempre più vicino al rientro ma con Ghilardi in crescita e Ziolkowski sempre più sicuro dei propri mezzi la retroguardia è il reparto che meno preoccupa il tecnico. Oltre alla rassicurante protezione di Svilar tra i pali. Diversa è la condizione dell’attacco. Con Malen la Roma si muove di più e in maniera diversa. L’olandese apre spazi e suggerisce giocate. Contro il Milan è stato impreciso ma è pur sempre andato quattro volte alla conclusione cambiando il volto del reparto offensivo. Ma Gasp cerca ancora un rinforzo per competere con più forza con le prime della classifica. Dopo l’uscita di Dybala, che aveva avvertito un fastidio al ginocchio, e quella di Malen, Pellegrini e Vaz, per motivi differenti, hanno dato meno pericolosità ai giallorossi ed è per questo che il tecnico spera che da qui ai prossimi sette giorni possa arrivare qualcosa dal mercato per aumentare l’imprevedibilità negli ultimi venti metri. Ma la notizia peggiore della serata è certamente lo stop di Koné. Lo stesso Gasperini aveva anticipato che si trattava di uno stiramento e gli esami di ieri hanno confermato le previsioni. Lesione di secondo grado al bicipite femorale della coscia destra che terrà il francese ai box per circa 3-4 settimane. La speranza del centrocampista è quella di tornare a disposizione per il match contro il Napoli del prossimo 15 febbraio, ma molto dipenderà dal percorso di recupero. Tornato El Aynaoui, l’emergenza legata al centrocampo resterà comunque per un altro mese. Il marocchino, che sta recuperando la miglior condizione dopo il problema all’occhio, sarà chiamato a sostituire Koné ma occhio anche a Pisilli che avrà molto minutaggio a partire dalla gara di Europa League di giovedì. L’ultima prima della fase a eliminazione diretta. Ad Atene contro il Panathinaikos la Roma si gioca l’accesso diretto agli ottavi: un pari potrebbe bastare, ma meglio vincere per stare sicuri e prendere punti importanti per il ranking.

Guaio Koné: è lesione. Si ferma per un mese

LEGGO (F. BALZANI) – Due regali per la Champions, anche se il compleanno è già passato da qualche ora. La bella prova col Milan e la corsa all’Europa che conta sempre più intensa hanno convinto i Friedkin a fare un ultimo sforzo per accontentare le richieste del tecnico che ieri ha compiuto 68 anni. Richieste concentrate tutte sulla fascia sinistra dove Massara sta provando a portare Moller Wolfe dal Wolverhampton e Carrasco dall’Al-Shabab. Per il norvegese – suggerito da Riise e che già piaceva lo scorso anno – si tratta di un prestito con obbligo di riscatto su una cifra vicina ai 13 milioni, ma il club inglese (ormai retrocesso) deve prima trovare il sostituto. Stessa sorte per Ruggeri dell’Atletico, l’altro obiettivo delle ultime ore. Per Carrasco invece, la Roma spinge per il prestito secco forte anche della volontà del giocatore di tornare in Europa e delle difficoltà riscontrate per Sauer e Godts. Bisogna convincere gli arabi sulla formula. Si tratterebbe di due innesti di esperienza in una squadra composta da tanti giovani. Forse troppi per i piani ambiziosi di Gasperini che conta di completare il mosaico proprio con l’arrivo di Wolfe e Carrasco. Ma ci sono anche cattive notizie. Koné, infatti, contro il Milan ha rimediato una lesione di secondo grado al bicipite femorale. La Roma conta di averlo a disposizione tra 3-4 settimane, ma di sicuro il francese salterà sfide con Panathinaikos, Udinese e Cagliari. Flebili anche le speranze di vederlo a Napoli il 15 febbraio. Al suo posto si alterneranno Pisilli ed El Aynaoui ormai pienamente recuperato dopo la Coppa d’Africa. Torna prima del previsto, invece, Hermoso che dovrebbe essere a disposizione lunedì prossimo a Udine. Prima c’è l’Europa League: in Grecia spazio a Ferguson e Pellegrini per il quale (così come per Dybala) si è riaperto uno spiraglio per il rinnovo, a cifre più basse.