Gasp e il suo passato, un pari che non serve a Roma e Atalanta

Un solo punto è troppo poco per cucire una ferita.
Almeno una così profonda. Non basta un pareggio, un 1-1 combattuto, cercato, voluto, a rimediare a un divorzio annunciato, a nascondere i problemi, a rimandarli a data da destinarsi. Forse una vittoria avrebbe aiutato la Roma in un momento di paranoia, ma con un solo punto contro l’Atalanta la qualificazione alla Champions diventa un buon proposito non realizzato. La Juve è a due punti e può allungare contro il Bologna. Aver raggiunto il Como al quinto posto serve a poco. I fischi a fine partita della Curva Sud, immeritati vista la reazione dei giocatori e il buon secondo tempo, danno la misura della tensione e del fastidio. (…) Del resto non basta mai un cerotto a fermare un’emorragia, ora va solo capito come-quando-dove, sapendo che se una storia è finita, è finita. Sono inutili pause di riflessione, parole promesse e discussioni, infatti Massara, il ds, che Gasp non ama, dopo attacchi e accuse tra Ranieri e l’allenatore, sceglie prima della partita il profilo basso: “Solo normale dialettica”. La rottura è profonda, Gasperini da una parte, la dirigenza dall’altra. La pace è lontana, la tregua è precaria. (…) Il pubblico lo sa, ci sono gli striscioni: la Roma prima di tutto e tutti. Dirigenza chiacchierona. E sui maxischermi: niente. Ranieri non viene mai inquadrato. Neanche Massara seduto accanto a lui. Meglio evitare: quella immagine può essere fischi o applausi. Dopo le critiche e gli attacchi, l’oblio. (…) Partita alla Gasperini. “Il primo tempo è stato più bello, nel secondo è entrata la fatica, ma abbiamo cercato sempre la vittoria e Carnesecchi è stato il migliore“, la sintesi del tecnico. “Ranieri? Sono stato tirato dentro questa cosa, da una settimana non si parla d’altro, non mi sembra piacevole per tanta gente e per questo non voglio dire nulla. Bisogna chiudere benissimo questo campionato, sono arrivato tra tanto scetticismo, ho una squadra che continua a seguirmi. Tra un mese affronteremo tutto“.
In una gara a ritmi alti, con continui ribaltamenti di fronte, c’è tutto il calcio dell’allenatore della Roma.
Con le sue idee portate avanti da Palladino, uno dei suoi eredi (aggressione alta, pallone senza in verticale, costruzione veloce senza fraseggio) De Roon e Krstovic (che senza pressione con il destro sa fare male) confezionano I’1-0, ma mettono in mostra l’attitudine offensiva della squadra che resta uguale a quella mostrata a mezza Europa con il vecchio allenatore per anni. Anche il pari di Hermoso pochi secondi prima dell’intervallo è un classico alla Gasperini: passaggio da esterno a esterno, Celik per Rensch, in mezzo per il centrale che si inserisce. Finisce con un punto che serve a nulla, fischi, silenzi, e una enorme frattura che ha già lasciato il segno.

(La Repubblica)

Roma-Atalanta, solo pari. Applausi per Gasperini e fischi alla squadra

All’Olimpico non vince nessuno. Anzi sì, esulta la Juventus, che legge la classifica e stasera può ipotecare la qualificazione alla Champions portandosi a +5 su Como e Roma a cinque giornate alla fine. Il pareggio non serve a Gasperini, che malinconicamente aggancia Fabregas ma fallisce il salto verso Spalletti. E lo fallisce davanti a un pubblico che alla fine fischia la squadra, al termine di 45 giorni in cui la stagione è stata buttata al vento: prima l’eliminazione dall’Europa League, adesso la quasi certezza di vedere in tv anche la prossima Champions League, come da prassi dell’era Friedkin. Hai voglia a parlare della querelle tra il senior advisor e l’allenatore, quest’ultimo applaudito dai suoi tifosi: qui sono i risultati a mancare in questa stagione, più che la commedia “Fratelli coltelli” andata in scena finora. A pensarci bene sorride di più Palladino, ragionando in ottica ritorno di Coppa Italia contro la Lazio: l’Atalanta è in salute e ha anche risparmiato energie, soprattutto nel secondo tempo. (…) Il gol con cui l’Atalanta ha complicato da subiti i piani di Gasperini è stato un regalo natalizio fuori stagione, una palla persa in uscita dopo una combinazione troppo rischiosa architettata da El Shaarawy ed Hermoso, roba che a Krstovic non è parso vero. (…) Fenomenale Carnesecchi che ha collezionato interventi, uno dopo l’altro su Soulé e due volte su Malen. La Roma teneva il campo, anche se per poco non regalava anche il raddoppio, con Ederson che non sfruttava l’omaggio di El Aynaoui. Poi a fine primo tempo Gasp si aggrappava al pareggio nella maniera meno immaginata possibile, costruita da tre difensori e gioiello finale di Hermoso in girata. Il secondo tempo è stata un’altra partita. Palladino ha pensato anche alla semifinale di Coppa Italia e ha gestito le sostituzioni. La Roma ha mostrato tutti i suoi limiti: è mancata nel momento più at-teso, paradigma perfetto di una stagione del “vorrei ma non posso“, per dirla come l’allenatore, “vorresti ma non riesci” per dirla coi pensieri dell’advisor. Carnesecchi ha nuovamente fermato Malen, la traversa ha negato a Hermoso la doppietta, l’ingresso di Vaz non ha cambiato il match. Addio (o quasi) Champions e Olimpico deluso.
(…) “La Roma è una cosa seria“, hanno scritto i tifosi ammonendo i litiganti. Gasperini, invece, ha replicato a Ranieri: “La gente non merita questo teatrino — ha detto
-. Io sono stato tirato dentro a questa situazione. Ma non voglio essere messo sullo stesso piano di chi ha fatto quelle dichiarazioni. Chiudiamo questo campionato, poi parleremo del futuro“.

(corsera)

Gasperini dribbla il futuro e Ranieri: “Cosa accadrà lo vedremo tra un mese”

Voleva pensare solo al campo Gasperini, ma inevitabilmente il focus si sposta sempre sul futuro e sullo scontro con Ranieri di questi giorni. È stato accolto con entusiasmo dai tifosi che al momento della sua uscita dal pullman gli hanno urlato: “Siamo con te“. Lui ha sorriso e ringraziato. Ma l’atmosfera allo stadio non era la solita e Gasp lo ha puntualizzato senza troppi giri di parole lanciando una frecciatina a Ranieri (presente all’Olimpico, ma mai inquadrato sui maxischermi): “Il pubblico non merita questo teatrino che non ho creato io. Mi dispiace essere coinvolto ma posso solo cercare di creare meno danno possibile con il silenzio. Ma non voglio essere messo sullo stesso piano perché io non ho alimentato questa situazione. Ringrazio i giocatori e il pubblico. Ho parlato con i Friedkin? Rispondo solamente a domande sulla squadra“. La Curva Sud ha preferito non prendere posizioni, chiedendo ai diretti interessati di rimanere uniti per il bene del club: “Qualsiasi sia il ruolo che uno occupa all’ombra di questo nome, siamo tutti obbligati a garantire romanismo, impegno e valore. L’AS Roma è una cosa seria“, questo lo striscione. Più duro un altro esposto nel settore opposto: “Proprietà muta, dirigenza chiacchierona. Chi pensa al bene della nostra Roma?“. Dopo aver chiuso la questione Ranieri, il tecnico ha dribblato la domanda sul futuro: “Bisogna chiudere benissimo questo campionato perché per me è stata un’esperienza straordinaria, sono arrivato con tanto scetticismo intorno e anche un po’ di rivalità“. (…) L’allenatore ha poi continuato il discorso: “La squadra mi ha seguito fortemente, continua a seguirmi e di questo sono grato ai giocatori come sono grato al pubblico. Di quello che sarà tra un mese lo vedremo a fine campionato. La commozione dell’altro giorno? Si vede che mi sto invecchiando“. A fine partita sono arrivati anche i fischi, ma Gasperini (…) continua a credere nel quarto posto che dista due punti in attesa della sfida di questa sera tra Juventus e Bologna: “Abbiamo preso il Como, tenendo distante l’Atalanta che è arrivata terza l’anno scorso. Vedendo anche i risultati della settimana scorsa, le partite diventano difficili, c’è più fatica, un clima diverso, possono esserci sorprese, anche in squadre che stanno per vincere lo scudetto e hanno fallito l’ultimo chilometro. L’ultimo chilometro è sempre un bel traguardo, qualcuno magari si pianta o altri accelerano. Noi siamo ancora dentro e meritavamo di battere l’Atalanta“. Sabato il match col Bologna. Verso il recupero Dybala, Wesley e Koné. Attesa per Rensch, (…) nessun problema per Mancini.

(Il Messaggero)

La Roma non sfonda. Champions, è dura

Segna Krstovic, risponde Hermoso. Servivano tre punti, ne arriva solo uno. Un bel problema per la Roma che oggi potrebbe trovarsi, dopo Juve-Bologna, a meno cinque dal quarto posto e quindi con l’ultimo obiettivo sempre più lontano. Il pari non serve di sicuro all’Atalanta, che ormai deve solo pensare alla semifinale di Coppa Italia contro la Lazio. Poteva andare peggio visto il peso e la lunghezza degli organici a disposizione di Gasperini e Palladino, ma la Roma ci ha abituato spesso a prestazioni oltre i propri limiti e anche stavolta, forse, meritava di più. (…) Ma alla fine il pubblico ha fischiato. Il problema di questa squadra, numeri alla mano, è che non è mai riuscita a imporsi contro le formazioni più forti e nemmeno di quelle di pari livello: dall’Inter all’Atalanta, è in perdita con tutte negli scontri diretti e ad oggi, il quinto posto in coabitazione con ii Como, in realtà è solo teorico, a rischio anche l’Europa League. Le diciotto vittorie contro squadre di medio basso livello sono tante, ma non hanno – per ora – garantito il salto in avanti auspicato: sul più bello sono venuti meno calciatori importati come Dybala, Soulé, i due centravanti e Pellegrini. Ambire al quarto posto, in queste condizioni, non era facile. (…) La Roma ha bisogno di ripensarsi, nelle varie componenti: l’organico va rinforzato ed è vero, ma pure il tecnico dovrà fare la differenza, come l’ha fatta in passato e solo in (buona) parte quest’anno. Non sempre i risultati non sono arrivati per via dell’organico, spesso tante scelte sono state al limite della comprensione, vedi il pari con la Juve. Capita. Gasperini non vince la battaglia per il recupero di Wesley e a sinistra manda Rensch, Pisilli è buono solo per la panchina e in mezzo al campo, al fianco di Cristante, compare El Aynaoui. ElSha è il prescelto come vice Pellegrini, con i vari Zaragoza e Venturino inizialmente in panchina. Palladino preferisce Krstovic a Scamacca e Bellanova a Bernasconi, con conseguente spostamento di Zappacosta a sinistra. La Roma non fa in tempo a fare la voce grossa e prende subito il gol, grazie a un pasticciaccio in uscita del duo Hermoso-El Shaarawy, de Roon scarica subito su Krostovic che piazza un diagonale alla destra di Svilar. Da quel momento in campo c’è solo la Roma, alla ricerca spasmodica del pari. Che arriverà solo alla fine del Primo tempo, con una giocata della strana coppia Rensh (di testa) ed Hermoso, che infila Carnesecchi con una mezza sforbiciata.
Esulta, in tribuna, Ranieri, che aveva chiesto di non essere in quadrato della telecamere per non finire sui maxischermi e magari prendersi pure i fischi. (…) Tocca anche a Malen entrare nell’elenco di quelli che non ce l’hanno fatta: ben servito da ElSha, si fa ipnotizzare da Carnesecchi a un passo dalla gloria e poi, sempre l’olandese, calcia addosso al portiere. Svilar salva su Ederson poco prima del pareggio. Palladino comincia subito con tre cambi, si libera di De Ketelaere, che non ha mai dato prova della loro esistenza nei primi quarantacinque minuti, e di Kolasinac che, dal suo lato ha sofferto non poco Soulé, più Scalvini. Dentro Zalewski, Kossounou e Ahanor. Tre cambi di questo livello, e in un colpo solo, in questo momento, Gasp non può nemmeno sognarli. E come se non bastasse, Palladino otto minuti dopo toglie Bellanova e inserisce Bernasconi. L’Atalanta ha in altra faccia, la Roma e uguale se stessa, inevitabilmente fatica tenere palla e ad essere pericolosa con continuità. (…) Gasp risponde con le armi che ha: Venturino, Pisilli e Ghilardi per El Shaaarwy, El Aynaoui e Mancini (infortunato, l’ennesimo). (…) La Roma si regge su Malen, che ha Djimsiti come guardiano ma ogni volta che riesce a trovare un minimo di spazio per calciare in porta, l’Atalanta trema. Hermoso sfiora il bis, su una bella palla di Venturino, ma la girata di testa è debole. Entra anche Vaz (oltre a Tsimikas per l’infortunato Rensch, ultimo di una lunga serie), per un distrutto Soulé. La carta della speranza. Ma non basta.

(Il Messaggero)

Pari con la Dea, giallorossi sesti. La Champions rimane lontana

Roma-Atalanta è terminata 1-1. Come Ranieri-Gasperini, in fondo. Le bordate del dirigente giallorosso a inizio settimana, le lacrime del pareggio dell’allenatore alla fine. Antonio Percassi, commosso, ha telefonato al suo ex mister venerdì sera. Nel mezzo l’assordate silenzio della proprietà americana. Forse l’appello più saggio è stato steso dai tifosi in Curva Sud: “La Roma è una cosa seria“. Cioè, l’invito a mettersi al lavoro per sciogliere i nodi e progettare un futuro degno della storia del club. Intanto sono arrivati fischi amari, perché è fallita la missione della serata: approfittare dello scivolone del Como per scavalcarlo e agganciare provvisoriamente la Juve al quarto posto. È riuscito solo l’aggancino a Fabregas, mentre oggi Spalletti può volare a +5, a 5 giornate dal termine. (…) Ieri una difficoltà in più: un superbo Carnesecchi che ha parato tutto, a cominciare da Malen e ha tenuto viva un’Atalanta che, dopo il vantaggio iniziale, ha pensato soprattutto a difendersi e a speculare, lontana dalla versione arrembante gasperiniana: 2 tiri in porta, nessuno nel secondo tempo ed una squadra distratta dal pensiero della Coppa Italia. (…) Futuro Penalizzato dal risultato, Gasperini, acclamato all’annuncio delle formazioni, ha preso atto una volta di più di cosa serve a questa Roma. Le idee e le linee di gioco ci sono e funzionano: 19 tiri, 9 nello specchio, il 64% di possesso nel primo tempo. In questi mesi, Gasp ha costruito la scatola giusta, ora bisogna riempirla di giocatori che esprimano più qualità di Rensch, Celik ed El Aynaoui. (…) Non si vive di solo Malen. Abbiamo visto come si è rimpicciolita l’Inter senza Lautaro, Calhanoglu e Dumfries. Con Dybala (non segna da ottobre), Koné e Soulé (non segnano da gennaio) sempre presenti, la prospettiva Champions non sarebbe l’utopia che appare oggi. Scappa la Dea Tra due squadre che si specchiano e si marcano a uomo, l’equilibrio può saltare per una giocata o per un errore. La seconda. El Shaarawy azzarda un passaggino sgrammaticato in orizzontale che Hermoso non controlla. De Roon manda in rete Krstovic. Non bastava la settimana di passione. Partita in salita dopo soli 12 minuti. (…) Solo Soulé zampilla qualità a destra e mette in difficoltà il macchinoso Kolasinac. È dell’argentino il primo pericolo serio: Carnesecchi vola (18′). Il portiere diventa protagonista. Al 24′ El Shaarawy serve un cioccolatino a Malen, a un passo dalla porta.
Tutti si aspettano che se lo mangi senza neppure scartarlo. Un cannibale che ha segnato 10 gol in 12 partite… E invece il guardiano della Dea vola come un angelo e disinnesca l’olandese (24′). Malen sbuffa dalle narici e carica poco dopo, ma Carnesecchi chiude ancora sul primo palo. L’Atalanta fatica a ripartire. Male De Ketelaere, meglio Raspadori, generosissimo in copertura. Serve un mezzo suicidio dello spettrale El Aynaoui (palla persa) per consentire a Ederson di arrivare fino in fondo e sprecare un mezzo match-point (33′). Il pareggio di Hermoso, assistito dal Rensch, arriva al 45′ consacrato dai numeri del primo tempo: 8 tiri a 3, 6 in porta a 2.
(…) Palladino pensa anche alla semifinale di Coppa Italia, mercoledì, e ne lascia tre in spogliatoio (Scalvini, Kolasinac, CDK). Poi toglie anche Bellanova, spento, per Bernasconi. I cambi di Gasperini tirano invece a incattivire la fase offensiva con quel poco che ha a disposizione: dentro l’acciaccato Pisilli e il giovane Venturino, più tardi anche Robinio Vaz, con Malen arretrato a sostegno. Anche il secondo atto lo recita soprattutto la Roma che sfiora più volte il vantaggio. (…) Malen invece prolunga la sua sfida personale con Carnesecchi e lo fa lavorare anche al 18′. Hermoso, che ci ha preso gusto, sfiora il secondo gol personale al 22′
‘, di testa, e, sempre di testa, manda a rimbalzare sulla traversa un pallone velenoso che stava per beffare l’ottimo Carnesecchi (29′). Qualche interessante puntura laterale di Venturino, ma il pareggio non si schioda. (…) Alla fine della partita la Roma si avvicina alla Sud, riceve in cambio fischi, per l’amarezza di un sogno Champions ormai ridotto a un lumicino. Gasperini invece sembra soddisfatto della prestazione. Al fischio finale, applaude ed entra in campo per stringere la mano ai suoi uomini e per salutare quelli dell’Atalanta: il suo presente e il suo passato. Per il futuro, bisogna attendere.

(gasport)

Roma-Atalanta: Ranieri sarà regolarmente in tribuna accanto a Massara

(…) Nonostante gli scossoni degli ultimi giorni, e un rapporto con Gasperini ormai al limite, a meno di clamorosi colpi di scena, stasera Claudio Ranieri sarà regolarmente al suo posto allo stadio Olimpico, al fianco del direttore sportivo Ricky Massara, per assistere a Roma-Atalanta. In casa, del resto, il dirigente romanista non è mancato quasi mai, tranne nel periodo in cui si è operato al ginocchio e aveva delle difficoltà oggettive anche a camminare. Ma sarà ovviamente interessante anche capire come reagirà lo stadio a tutto quello che è successo in questa settimana. (…)

(gasport)

Umano e Romanista

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Io spero solo che resti per altri dieci anni. La conferenza stampa di Gasperini è stata… Gasperini. Un lavoratore, un artigiano del calcio, che ha fatto capolavori e qualcuno ancora non se ne accorge, che ha dedicato il tempo a fare del suo meglio e che, soprattutto questo, mai, mai, mai si è dato alibi. Chi chiede una squadra più forte o giocatori è chi si prende le proprie responsabilità. A Roma pochi lo hanno fatto. (…) Esasperato dalle cattiverie (ah sapeste cosa si dice, dal figlio che guadagnerebbe del suo lavoro, al suo carattere, ai suoi amici, presunti e reali…). No Mister, io spero che lei possa restare, innanzitutto perché sono Romanista e credo che con lei la Roma possa vincere. E poi proprio perché è una bella umanità quella che ci ha fatto vedere a Trigoria. No, non dite poi che ha pianto per nostalgia di Bergamo!?!? L’ha appena lasciata malgrado un anno di contratto, malgrado una proposta di rinnovo, malgrado – ma letteralmente – Bergamo sia scesa in piazza per farlo restare. E ma mica è nato alla Garbatella!? La Romanità è una categoria dell’anima non solo carta d’identità, la romanità è un modo di onorare questa città e i suoi sentimenti e il modo più serio per farlo è il lavoro. La Romanità è far rosicare tutta Bergamo per scegliere Roma a 67 anni; è dire No alla Juventus. Ecco: trovatemi un allenatore che ha detto No alla Juve e poi un altro che ha detto No alla Juve per la Roma. (…)

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Roma, oltre le polemiche scoppia il caso Wesley. “Per il medico sta male”


«Wesley si sente di poter giocare, ha una voglia incredibile. Ma se il medico dice no, non posso farci nulla». Alla vigilia della sfida contro l’Atalanta, Gian Piero Gasperini ha spiegato la situazione attorno al brasiliano. Per l’allenatore della Roma il calciatore è pronto. Per lo staff medico ancora no. Per questo, dopo l’ultimo allenamento di ieri, vissuto ancora lontano dai compagni di squadra, Wesley potrebbe essere escluso dai convocati di questa sera. […]

Un tira e molla tra il tecnico e il comparto medico che va avanti da mesi. Da una parte Bernardino Petrucci, responsabile sanitario del club e uomo di Claudio Ranieri, dall’altra l’allenatore di Grugliasco e i suoi preparatori atletici. Divergenze di idee sul recupero dei calciatori e standard fisici molto distanti che, nel corso dei mesi, hanno inasprito i rapporti tra le due fazioni. […]

Ma a Trigoria l’escalation è stata costante: Dovbyk, Hermoso, Konè, Wesley, Celik, Ferguson. Su ogni calciatore infortunato un inevitabile scontro. Tanto che tra palestra e centro massaggi di Trigoria c’era il timore di mostrare i calciatori a Gasp: «Se li vede, li fa giocare». Poi il cortocircuito con l’infortunio al ginocchio di Paulo Dybala, prima trattato con una terapia conservativa, poi operato.

Adesso i casi aperti di Wesley – su cui c’è massima attenzione anche da parte della nazionale brasiliana – Koné e Pellegrini, che torneranno in campo a inizio maggio. […]

(La Repubblica)

Gasperini, lacrime e calci”Ranieri mai così aggressivo”

Gasperini piange. Poi si ferma, si alza di scatto, punta la porta e la spalanca con un calcio. È l’uscita di scena che chiude una settimana di tensioni, polemiche e panni lavati in pubblico. Tutta la pressione accumulata dal tecnico della Roma, rimasta compressa per quasi mezz’ora in un esercizio forzato di autocontrollo, esplode a Trigoria. Davanti a tutti.

All’inizio della conferenza stampa alla vigilia di Roma-Atalanta, Gasp tiene la barra dritta, quasi distaccata. Evita le domande insidiose, «parlo solo della partita» e si rifugia sul campo, seguendo la linea dialettica studiata all’inizio. Poi qualcosa si incrina quando il discorso scivola sull’Atalanta e su Antonio Percassi.

È un passato che evidentemente sente ancora addosso: «A Bergamo io ho potuto fare bene perché il contesto intorno a me era molto compatto. Il lavoro della società è stato straordinario, operando in sintonia con l’allenatore. Poi la proprietà è cambiata, forse anche perché non c’era più il papà con il quale ero più legato». A quel punto l’umore deraglia. Tra lacrime e calci.

Perché Gasp ai colpi assestati dal senior advisor Claudio Ranieri nell’intervista esplosiva prima di Roma-Pisa non può – o non vuole – replicare apertamente. […]

Poi, con uno scatto d’orgoglio sottolinea come «non sono una persona così brutta se a Bergamo e a Genova mi hanno tenuto nove anni». Tradotto: con me si può lavorare, e a lungo, senza vivere in guerra.

Ma ormai a Trigoria il conflitto è aperto. Una frattura nata già in autunno, alle prime divergenze con lo staff medico (vicino a Ranieri), alimentata poi dalle critiche sul mercato e diventata insanabile dopo l’uscita pubblica del senior advisor. L’ultima settimana è passata senza che i due si incrociassero a Trigoria. Nelle call (separate) Dan Friedkin ha incassato le richieste dell’allenatore per la sua permanenza a Roma: fuori Ranieri e lo staff medico e maggiore attenzione sul mercato. Poi è stato il turno di Sir Claudio, pronto a farsi da parte per queste ultime partite (oggi è possibile non vada neanche in tribuna) prima del redde rationem di fine stagione. O lui o me. Perché almeno su questo i duellanti sono d’accordo.

(La Repubblica)

La parola all’Olimpico

I riflettori dell’Olimpico sulla Roma che sfida l’Atalanta. E ancora di più sui protagonisti degli ultimi otto giorni, Ranieri e Gasperini. L’interesse poi si sposterà – al fischio d’inizio – sulla squadra che, dimezzata e anche frastornata, continua la sua rincorsa al quarto posto, magari approfittando anche della sconfitta del Como col Sassuolo. Ma all’inizio la curiosità sarà tutta sul comportamento del pubblico quando lo speaker annuncerà le formazioni e farà il nome di Gian Piero e quando sui tabelloni dello stadio verrà inquadrato Claudio. La reazione della tifoseria è solo da scoprire, pesando il grande feeling avuto, pure nell’ultima stagione, con il tecnico ora dirigente, e l’autentica stima mostrata, già alla partenza della stagione, all’allenatore. Più di 6omila voci pronte a schierarsi, a dividersi o semplicemente a pronunciarsi. Cori, applausi, fischi. Pollici su o giù. C’è solo da aspettare.

Ranieri, come è accaduto spesso in gran parte della stagione, non si è visto a Trigoria, negli ultimi giorni. Lunedì ha pranzato al centro sportivo prima di tornare a casa e dedicarsi da lì alla conference call di gruppo con i Friedkin, Gasperini e Massara, quella in cui la proprietà, ascoltando i toni del confronto e soprattutto i contenuti, ha dovuto prendere atto dello che non riusciranno a ricucire né ora né a fine stagione. Claudio dovrebbe essere come sempre in tribuna, anche se, con l’aria che tira, niente va dato per scontato. […]

Gian Piero sarà al suo posto. E cercherà di mettersi alle spalle, concentrandosi sulla sfida contro la sua ex squadra, la settimana più complicata da quando è a Trigoria. Si è aperto, in pubblico, nella conferenza stampa della vigilia. Non ha nascosto l’amarezza, l’inquietudine e la commozione. Ma è stato professionista fino in fondo quando ha detto: «Zero alibi». Lui e i giocatori non vogliono giustificazioni e scuse per quanto è successo. In settimana hanno pensato solo all’Atalanta. La tappa è fondamentale. […]

Pisilli è recuperato, ma andrà in panchina: spazio a El Shaarawy. C’è da aiutare Malen e Soulé davanti. «Se noi battiamo l’Atalanta meritiamo di giocare in Champions». Gasperini ci crede.

(Corsera)